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Red e il vento


Ci sono momenti nella vita in cui ci si sente sballottati, in balia di qualcosa di più grande di noi. È come uscire di casa in una giornata di vento forte… chi è piccolo come me lo sa. Si prova ad andare contro e manca il respiro, si va a favore di vento e ci si sente cadere, se si va di traverso sembra quasi di non riuscire ad andare avanti. Quando guardi dritto per vedere in fondo alla strada gli occhi ti si riempiono di polvere, se chiami qualcuno la voce non è detto che arrivi dove vorresti.
Nonostante questo io amo il vento. Amo quello forte delle giornate d’estate e quello che ti scompiglia la vita. Quando porta via le nuvole alzo gli occhi e, vedendo quel fuggi fuggi generale, penso che io sono sempre arrivata alla meta, e vorrei che il vento mi sollevasse, mi accompagnasse dove vuole, mi distogliesse dai traguardi che ho scelto, me ne imponesse di nuovi e sconosciuti. Quando porta il profumo del mare mi inebria di sensazioni antiche, mi fa sentire come un feto nell’utero della madre, io, essere infinitamente piccolo perso nel liquido amniotico della mia dolce e aspra Madre Terra Sarda. Quando fa piovere con sé la sabbia rossa del Sahara mi porta la nostalgia di quel che non conosco, mi rapisce con racconti lontani e penso ai migranti, a quanto può esser bello, per chi ha lasciato la sua casa, vedersene recapitare qualche granello a domicilio. Quando batte forte sui vetri e fischia in ogni più piccolo spiffero di casa mi fa paura, come un nonno che racconta vecchie storie spaventose ai bambini, e quando la mattina mi sferza delicatamente il viso il nonno mi prende in braccio e ridendo mi dice di non aver paura, che sono una bimba coraggiosa. Quando porta le nuvole e la pioggia, mi immerge nella malinconia e nei pensieri, io lo prego di smetterla, ma lui sa qual è il momento giusto. Quando cambia direzione, si preannuncia cambiando i colori del mondo e, se lo conosci e sei attenta, puoi prevedere il futuro.
Soffia vento forte oggi, mi inebria e mi fa volare capelli e vestiti. Un po’ mi disturba, andrei al mare. Mi arrabbio e dico che è estate.
Soffia vento forte oggi, sono a un incrocio, dove impone rotte strane, si canalizza tra le case e gli alberi e mi blocca. Mi arrabbio, dico che ho fretta. Risponde che ci vuole il giusto tempo, che dipende dalla mia forza. So che devo solo svoltare quell’angolo e tutto sarà più calmo: solleverò gli occhi arrossati dalla polvere e scoprirò che non esiste un cielo più bello. 

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