venerdì 31 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Marina. Lo sciopero delle fioriere (Unione Sarda p. 17)

La canzone del giorno è:
Tous les garçons et les filles - Francoise Hardy

La frase del giorno è:
Guai a chi mi frega il bouquet!

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica del "cinque vedono meglio di tre" e del "tanto agosto passa"




Sigla!
Si ricomincia!!!
Aaaaaah, si sentiva proprio la necessità di tornare a parlare di calcio dopo un'estate di totale mancanza sportiva su tutti i livelli, un'estate di solo mare, amore e fantastia, in cui soprattutto nessuno ci ha frantumato le ovaie parlando di calcio!
Questo è accaduto solo nei nostri sogni perché dal 13 maggio, data dell'ultima giornata di ritorno, non s'è fatto altro che parlare di calcio e sport in ogni salsa, buona o cattiva che fosse: Europei, calcioscommesse, Olimpiadi, medaglie mancate e campioni spenti o dopati, stadi che "forse che si, forse che no", premiazioni in cui esserci o no e infine polemiche, polemiche e ancora polemiche. La nostra signorilità ci impone di "sopravvolare" su queste facezie, su cui si è già parlato fino allo sfinimento, per quanto i nostri istinti da tifose ci chiedano di fare delle precisazioni. Tuttavia è meglio concentrarsi sul calcio giocato, che è meglio, come dice Puffo Quattrocchi.
La novità di quest'anno in serie A è l'inserimento dei giudici di linea che portano a 5 (più il quarto uomo che ormai è il sesto!) il numero degli arbitri in campo. Che cosa fa un giudice di linea/porta? Osserva quello che accade nella stretta area di rigore e si accerta che i palloni passino effettivamente e completamente la linea di porta. Altra novità è la modifica del fuorigioco che prevede che un difensore tenga in gioco l'avversario nella propria area anche solo toccando il pallone e non più giocandolo. Che meraviglia!
E insomma, si è partiti!
La Juventus campione d'Italia e del cuore di Pink esordisce in casa contro il Parma, ma senza Conte in panchina e con Carrera a sostituirlo. La signora in Rosa non vede la partita in diretta, ma registrata, il giorno dopo. Red di uscita versione super donna in centro a Milano che nel mondo esista la Juvetus nemmeno se ne ricorda... d'altronde, come ha detto la sua mamma... "chi è che ha vinto il campionato che non mi ricordo?"
Nonostante la differita Pink vive la partita con un'ansia a mille pur sapendo il risultato: si mangia le unghie, ha la nausea e non riesce a stare ferma: la situazione ideale per montare gli albumi a neve fermissima. Il primo tempo non è esaltante, a parte un rigore sbagliato da Vidal e un gol sbagliato da Vucinic per cui Conte, nello skybox, fa tremare vetri e stadio. Il rigore in effetti, seppur segnalato dal giudice di porta, non c'era, Vidal l'ha sbagliato e Fabione Caressa nostro ci informa che però il rigore andava ripetuto perché il portiere s'è mosso e troppo. E vabbé!!! Pink non smadonna, ma solo perché già sapeva. Poi un fulgido astro si staglia nello Juventus Stadium e risponde al nome di Asamoah, che al suo esordio in campionato con la Juve "ci tzacca" un partitone come pochi. Fantastico!!! Pink in preda ad ardori di stampo adolescenziale si lascia andare ad un balletto in stile "Las Ketchup" cantando "Asamoah, ja de jè de jebe tu de jebere, sebiunouva majabi an de bugi an de buididipi. Asamoah, ja de je de jebe tu de jebere, sebiunouva majabi an de bugi an de buididipi" (Clicca qui!). Il secondo tempo è tutta un'altra musica, il Parma non riesce a reggere l'urto di una Juventus determinata e che si muove su musiche western che vanno da Bonanza al Morricone de "Le pistole non discutono". La prima pistolettata arriva da Litchsteiner su un'imbeccata millimetrica e splendida proprio del nostro "Asamoah, ja de jè de jebe tu de jebere, sebiunouva majabi an de bugui an de buididipi" (andremo avanti così per tutto il campionato, rassegnatevi fin da ora). Red invece continua a professare il sacro verbo del silenzio, e non dice altro. Esattamente come nello scorso campionato, il primo gol della Juve arriva da Litchsteiner e proprio contro il Parma. L'anno scorso si partì dalla seconda giornata, perché la prima saltò per lo sciopero. La Juve avrebbe dovuto trovare l'Udinese alla prima e il Parma alla seconda, quest'anno sarà il contrario. Il secondo gol vede ancora protagonista il nuovo giudice. Pirlo carica una punizione delle sue e il portiere praticamente si porta dentro il pallone ma poi se lo rimette fuori e, come hanno detto Caressa e Bergomi, "fa il furbo con l'arbitro" che però assegna il gol senza batter ciglio. Polemicone a mille, ma SkyCalcio tira fuori il fotogramma preciso per cui è dimostrato che il pallone aveva completamente valicato la linea di porta. Palla al centro: 2-0!!! Insomma, non ci si può prima imporre per avere il giudice di linea e poi, quando fanno il loro lavoro correttamente, dire che non vanno bene! Facciamo come per la scherma con le luci che circondano il campo? Dai, è veramente ridicola come polemica. La partita poi scorre serena e placida a parte per una distorsione al ginocchio per Giovinco, che nel match non si era distinto poi più di tanto ed è ora che, visto quanto è stato pagato, si metta a dimostrare qualcosa di più. La prima di campionato dunque va per la Juve e per Pink che si mette l'animo in pace in attesa della prossima con l'Udinese appena eliminata dai preliminari di Champions e sconfitta dalla Fiorentina all'esordio. Quindi massima attenzione e ancora di più!!!
Il Cagliari invece esordisce a Marassi contro il Genoa dell'ex Michele Canini e c'è molta attesa per vedere come Ficcadenti metterà la squadra in campo. Red non vorrebbe vedere affatto Ficcadenti, e visti i risultati a ragione, ma non ci può fare nulla: Massimo Regina di Cuori Cellino non gli ha ancora tagliato la testa e ce lo dobbiamo tenere! Abituati alle rivoluzioni tattiche di quest'uomo piuttosto unticcio ci stupiamo non poco di non vedere Pinilla al centro della difesa. Meglio non dargli suggerimenti: Ficcadenti sarebbe capace di farlo!!! Red è in quel di Milano, e ha passato il fine settimana a catechizzare quasi sconosciuti sulla causa del Cagliari, insegnando a giovani salvadoregni la formazione dello scudetto, a meno giovani siciliani la storia dell'ultima avventura europea dei rossoblù ed insultando tutti i non pochi milanisti, interisti e juventini che le capitavano a tiro. Pink è sempre davanti al televisore e promette gi aggiornare la comare appena le sia possibile. Quindi il Cagliari scende in campo, con una formazione piuttosto opinabile non tanto per i nomi, "oddio, Larrivey è ancora vivo?" pensa Red, ma per come è schierata, una di quelle formazioni "che ce se capisce e nun ce se capisce: io nun c'ho capito 'n cazzo!" (qui ad 1:53). E i risultati si vedono subito. Nemmeno inizia la partita che al Genoa viene concesso un rigore e Davide Astori viene ammonito. Come inizio non c'è male... Red sente il suono del cellulare e ferma la partita di "lupi": "devo aprire gli occhi, fermi tutti!!!" Poteva andare peggio, potevano segnarlo veramente quel rigore!!! Invece la palla va millimetricamente fuori come i proiettili sparati verso Neo in Matrix. Pink ha visto la scena a quella velocità, sembrava che il pallone ci mettesse 5-6 minuti a sbarbare il palo. Uno si aspetterebbe che, intuito il pericolo, la squadra si dia da fare. Ma anche no! Il primo tempo se ne va tra sbadigli e commenti e del gol neanche l'ombra lontana. Alla ripresa senza preamboli il Genoa che segna con Merkel, nome che evoca infausti presagi anche ai più boy-scout tra di noi. Echecacchio!!! Ma proprio uno con un nome così! Fortunatamente in formazione non ci sono "Abbanoa" ed "Equitalia" altrimenti eravamo pronti alla goleada! Nonostante un quasi-gol di Pinilla, il Cagliari non concretizza e il Genoa, grazia anche ad un Astori non in formissima, riesce a realizzare il raddoppio con Immobile. Figuriamoci se si muoveva... Red sorride per la bontà rosa "non in formissima" e meno gentilmente sussurra all'adorabile cocchino della Rassegna Stronza: "scoiattolinoooooooooooo!!!!!!!!!!! te devo spezza' la gambaaaaa??????"
Dagli altri campi abbiamo notizie discordanti: la Fiorentina vince sull'Udinese, l'Inter sul Pescara, il Napoli sul Palermo, il Chievo sul Bologna. Pareggia la Roma di Zeman col Catania, mentre perde magicamente il Milan. "Ooooooooooooooooooooooh" pensano Red&Pink con gli occhietti lucidi per le stelline, un po' come quando arriva Natale. Gli auguriamo di continuare così! Ma solo a Milan, perchè per il resto questo inizio campionato è tutto da rifare, almeno per Red! Ma settembre porterà buone cose su tutti i fronti, vedrete!
La Liga è già iniziata da due giornate è il Barcellona è avanti di 5 punti sul Real Madrid. In Supercoppa di Spagna però le merengues riescono per differenza reti ad aggiudicarsi il trofeo.
Intanto ci sono stati i sorteggi di Champions e alla Juve di Pink è andata abbastanza bene, anche se esordirà contro il Chelsea e poi dovrà vedersela con lo Shaktar Donetz e una squadra danese che si chiama come l'onomatopea di un barattolo di chiodi che cade dalle scale. Speriamo che i frastimmi di Red abbiano perso efficacia. Anche il Milan ha un girone facile, purtroppo!
La prossima giornata ci riserva uno scontro di bianconeri come già anticipato e la partita del Cagliari contro l'Atalanta che si giocherà in uno stadio che non sappiamo con un pubblico che non sappiamo. Insomma, anche in questo caso "ce se capisce e nun ce se capisce: io nun c'ho capito 'n cazzo"! Big match invece lo scontro tra Inter e Roma: tra Zeman e nerazzurri non sappiamo chi frastimare di più. Red a dire il vero tiferà Roma, lo sa! A lei Zeman non ha fatto niente e poi... l'ha promesso a una sua nipotina d'anima!

Alla prossima dalle Giggi's angels!

giovedì 30 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sacra famiglia - Sarà una sfida all'ultima cozza (Unione sarda, p. 41)

La canzone del giorno è:
Il clarinetto - Renzo Arbore

La frase del giorno è:
Se alle Olimpiadi c'era la Pippa, alle Paralimpiadi ci sarà la ParaPippa?

mercoledì 29 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cani e bimbi nei parchi: ormai è il tema del giorno (p. 19)

La canzone del giorno è:
Amata solitudine - Franco Battiato

La frase del giorno è:
No d'appu accuttu!

martedì 28 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tempio - L'ultimo desiderio in cenere (Unione sarda, p. 41)

La canzone del girono è:
Sotto le stelle del Messico a trapanar - Francesco De Gregori

La frase del giorno è:
Ma però io non voglio che parti

lunedì 27 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Gesturi - Troppe vacche nella Giara (Unione sarda, p. 18)

La canzone del giorno è:
Friends will be friends - The Queen

La frase del giorno è:
Viva la patata!!!

Le storie di Rainbow

La limousine


Sono seduta nella hall di un albergo a 3 stelle.
Ho un vestito forse un po’ troppo stretto e il rossetto sgargiante color ciclamino, per niente a tono col verde pistacchio e l’abbronzatura integrale. Mi piace mettermi in situazioni tra il divertente e l’irriverente. Una specie di sciarade, per testare quanto il mio prossimo interlocutore sia pronto a saltare il preconcetto dell’immagine.
L’abito non fa il monaco, si dice. Ma una cosa è dire, ben altra capire.
Il divanetto sul quale attendo l’economo si abbina bene con l’aria provenzale della struttura per pensionati in vacanza. Un paradosso senza eguali. Pensionati in vacanza.
Sono stata contattata perché voleva rivoluzionare il menù. Disse: «Mi serve qualcuno che possa dare una nuova prospettiva a questa cucina antica e ripetitiva, una prospettiva salutista ma, allo stesso tempo, impegnata e originale».
Pensai: “potrei proporgli un brodo in gelatina, così non risucchiano mentre aspirano con la dentiera”.
Mentre aspetto un vecchio bavoso mi guarda i piedi, gingillandosi.
Il clima è da ultima spiaggia. L’economo non arriva e io mi sollevo, pronta ad andare via. Sento una voce alle mie spalle: «Mi scusi? È lei la signora Ginger Rossi?». Penso: “l’economo è stato colto da perdita di memoria fulminante”. Mi giro e, di fronte a me, un uomo, bello come il sole, vestito nero lucidissimo, venticinque anni al massimo. Sullo sfondo, dietro la vetrata d’ingresso, una limouisine bianco perla, abbagliante.
Ho due centesimi di secondi per decidere. Non so perché, col collo in tensione dico: «Sì, certo!». L’autista mi guarda soddisfatto: «Prego signora, l’accompagno».
Salgo, e con un colpo d’occhio noto: interni in radica di rovere, frigobar con cristallo trasparente al posto dello sportellino, tv al plasma. Trasmette solo documentari sulla seconda guerra mondiale. Treni colmi di bambini che le SS facevano esplodere appena dopo la partenza, solo per riprendere le reazioni delle madri. Mi sale una specie di conato vuoto e chiedo di spegnere. L’autista esegue, aggiungendo un “capisco” che io, invece, non capisco per niente. Non mi accorgo del tempo che passa, quando la macchina rallenta e io vengo colta da un brivido che si disperde lungo le braccia. Lo sportello si apre e di fronte a me una villa bianca, puro stile Liberty. Cancello bianco che si apre immediatamente a libro di fronte a me. I soldi si respirano misti all’odore di acacia in fiore. Un vecchio maggiordomo nero mi prende in custodia. Non mi guarda e io capisco che devo stare in silenzio.
Attraversiamo il giardino passando sopra minuscole pietre bianche. Arriviamo in uno studio con le pareti fatte di libri. Dipinti che partono dal ‘300, un vecchio mappamondo grande come una fiat 500 e, dietro la scrivania, un quadro che tradisce l’inconfondibile mano di Munch. La paura, mentre aspetto, mi assale. La curiosità è maggiore della voglia di scappare.
Arriva Lui. Orologio a cipolla e panciotto con i bottoni che gridano aiuto. Si siede e mi guarda, muto. Lo guardo, con lo sguardo più vitreo che possa fare. Asserisce, senza alcuna tonalità: «Lei non è la signora Rossi». Gelo. Lo guardo e rispondo serena come una pazza:  «No, non sono io». «Bene, cara signora dall’abito color pistacchio, lei ha superato brillantemente la prima prova».
È l’ultimo erede in vita della famiglia di Hitler e le serve una bella donna per completare la dispersione dei filmati che attesterebbero il suicidio del fürer.
“Bene, benissimo, una cosa semplice”. Avrei di gran lunga preferito studiare i nuovi menù per l’ospizio/albergo di lusso. Ma la somma che mi offre è sicuramente proporzionata al lavoro che devo compiere. Posso finalmente vivere metà anno in campagna e l’altra metà sulla scogliera. Comprarmi tutti gli animali della fattoria, anche quelli esotici, avere una piccola barca a vela con skipper incorporato. Fare il giro del mondo ottanta volte.
«Va bene», dico. Domani prenderò l’aereo privato per la Svizzera. Poi andrò alla banca centrale, digiterò il codice di 12 cifre imparato a memoria e ruberò quelle cassette senza che nessuno abbia il minimo dubbio sulla mia identità.
«C’è solo un problema, caro signor Hitler, la mia impronta digitale». Mezz’ora dopo mi ritrovo su un letto d’acciaio, freddo come un ghiacciolo alla menta. Mi stanno trapiantando delle impronte digitali finte. Chiudo gli occhi, incredula, come incastrata in una realtà da incubo. Mi risveglio, e le mie mani sembrano sempre le mie mani, solo un po’ più lisce.

Digito il codice a 12 cifre, appoggio la mano sullo schermo. Apro la cassetta con estrema facilità e, mentre penso: “che bello sta andando tutto liscio”, dalle pareti arriva una voce: «Cambio quei due nastri per un milione di dollari». Non ho una goccia di sangue che mi scorre nelle vene. Rispondo un no secco. “Bene, era un tranello”, penso. Da una porta che non avevo assolutamente notato esce il ragazzo che mi aveva trasferito dall’albergo alla villa. Mi guarda negli occhi, un velo di malinconia, e la sua pistola attraversa il mio petto con un colpo solo.
Muoio senza sapere che io ero davvero la signora Rossi, ultima nipote della più grande famiglia ebrea di produttori cinematografici.

domenica 26 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villamassargia - Dopo i roghi scatta il coprifuoco (Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
Venti del nord - Carmen Consoli

La frase del giorno è:
Lo possiamo chiedere a mia nipote visto che non è figlia di nessuno.

L'Almanacco di Violet


Sigla!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:45 e tramonta alle 20:03.

Luna: Luna gibbosa crescente. Il 31 di agosto avremo la Luna Piena.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Alessandro, Anastasio, Eleuterio, Massimiliano, Melchisedech, Vittore (26 agosto); Monica, Amedeo, Guerrino, Rufo (27 agosto); Agostino, Adelina, Edmondo, Ezechia, Giusto (28 agosto); Giovanni, Beatrice, Candida, Sabina (29 agosto); Gaudenzia, Teodosio (30 agosto); Aristide, Giuseppe, Nicodemo (31 agosto); Egidio, Costanzo, Colomba, Vincenzo, Vittore (1 settembre); Antonino, Elpidio, Giusto, Guido, Zenone (2 settembre).

Il Santo: La Chiesa commemora Monica e Agostino, madre e figlio, in due giorni successivi, il 27 e il 28 di agosto. Della prima si conoscono molte vicende, ma rimane nota a tutti come la madre del grande Agostino di Ippona, santo e dottore della Chiesa. A 39 anni rimase vedova e si dovette occupare dell’intera famiglia, ma soprattutto del succitato Agostino che, prima di convertirsi, le ebbe a dare numerosi grattacapi. La notte di Pasqua del 387 poté assistere al battesimo del figlio, a Milano, ormai convinto cristiano. Morì a Ostia, sulla via del ritorno in Africa, il 27 agosto dello stesso anno. Il figlio è già troppo noto e troppo citato. Vi ricorderò solo che morì di malattia a Ippona (in quei giorni era sotto assedio da parte dei Vandali), dove era stato vescovo per trentaquattro anni, il 28 agosto 430.

Il nome: Questa settimana ho scelto per voi il nome Adelina. Come quello del nome da cui deriva, Adelaide, il suo significato è “figlia nobile” e deriva dal germanico. Questo nome conobbe il suo maggior successo alla fine dell’Ottocento, soprattutto in Francia e Germania. In Italia non è molto usato: portano, infatti, questo nome poco più di trentaduemilacinquecento donne, cioè circa lo 0,054% della popolazione. Nella classifica dei nomi più diffusi si attesta solo al trecentottantanovesimo posto. Il 16% di donne che portano il nome Adelina vivono in Veneto, l’11,6% in Campania e l’11% in Lombardia. Poche in Umbria (0,5%).

Compleanni storici: Il 31 agosto 1870 nacque Maria Montessori. Auguri!

Questa settimana accadde: Il 29 agosto 1706 Pietro Micca salvò eroicamente la città di Torino durante l’assedio delle forze franco-spagnole.

La notizia del giorno… un anno dopo: Clooney apre Venezia (Unione Sarda, Inserto Estate, edizione del 31 agosto 2011, p. 1)

Feste e ricorrenze: Il primo di settembre è la Giornata per la Salvaguardia del Creato.

Il Lama racconta: C’era una volta un povero lupacchiotto, che portava alla nonna la cena in un fagotto. E in mezzo al bosco dov’è più fosco incappò nel terribile Cappuccetto Rosso, armato di trombone come il brigante Gasparone… Quel che successe poi, indovinatelo voi. Qualche volta le favole succedono all’incontrario e allora è un disastro: Biancaneve bastona sulla testa i nani della foresta, la Bella Addormentata non si addormenta, il Principe sposa una brutta sorellastra, la matrigna è tutta contenta, e la povera Cenerentola resta zitella e fa la guardia alla pentola. (Il terribile Cappuccetto Rosso. Favola di Gianni Rodari)

Così parlò zio Gecob: Ero uscito solo per una passeggiata ma alla fine decisi di restare fuori fino al tramonto, perché mi resi conto che l’andar fuori era, in verità, un andare dentro.

sabato 25 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villagrande - Sa Strumpa non fa la lotta (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Il mio malditesta - Bluvertigo


La frase del giorno è:
Chi va piano ci mette di più!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Verde, giallo, arancio, bianco, azzurro, rosso...
 









 
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 24 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Parco Europa - L'assedio delle zanzare (Unione Sarda, p. 21)

La canzone del giorno è:
Me Voy - Julieta Venegas

La frase del giorno è:
Casa che vai, mini pony che trovi

Le storie del Bosco dalla tana del Ghiro

La falena bianca


Continuava a fare un gran caldo quell’estate e, come vi avevamo accennato la volta scorsa, nei pressi della tana del Ghiro gli incontri più belli avvenivano sempre sul far della sera.
Quel giorno il nostro piccolo amico si era dato un gran da fare ad accumulare provviste per l’inverno ed era davvero molto stanco. Già al primo sbadiglio, dal ramo più alto dell’albero di fronte, si era sentita alzare la vocetta del Pipistrellino (non rosa, per favore, che poi se ne ha a male): «Ehi, ma la tua mamma non ti ha proprio spiegato niente? Non si sbadiglia in pubblico. E, soprattutto, non lo si fa senza mettere la zampa davanti alla bocca!». Il Ghiro non fece in tempo a rispondere (come sapete è permalosetto e non permette a nessuno di avere l’ultima parola). Ma ecco che aveva di nuovo la bocca aperta. Questa volta, però, non si trattava di uno sbadiglio, ma di una “visione”. Che sarà mai stato ad attirare così tanto la sua attenzione?
Era passata una falena. «Una falena?» direte voi, «Che c’è di strano in una falena che vola in un bosco all’imbrunire?». Niente! E, in effetti, la pensava così anche Pipistrellino, prontamente informato dal Ghiro del motivo di tanto stupore. Se non che, il Ghiro sosteneva non fosse una falena come tutte le altre, ma una falena bianca. «È bellissima! È particolare! Non ne avevo mai visto una così…».
«Certo che non ne hai mai viste così», disse Pipistrellino. «Non esistono! Ah, già, dimenticavo: la tua mamma non ti ha insegnato niente…». E se ne andò a fare un giretto di perlustrazione nei dintorni.
Se qualcuno di voi pensa che il Ghiro si arrese o credette di aver sognato, sappia che si sbaglia. Si era rizzato sulle zampette, si era sistemato di vedetta, aveva chiamato a raccolta tutti gli amici. La missione era una sola: avvistare la “falena bianca”. Neanche fosse Acab alla ricerca di Moby Dick!
In realtà non ci misero molto, perché lei, nei suoi giri di quella sera, aveva preso come punto di riferimento l’albero del Ghiro. Presto ripassò di lì. Era molto bella. Candida. Quasi lattea. E suscitò lo stupore e l’ammirazione di tutti i nostri amici. Essi pensavano che la cosa si concludesse con l’avvistamento. Ma non per il Ghiro! «Dove vive? Ha delle sorelline bianche come lei? Cosa fa tutto il giorno? Dobbiamo assolutamente scoprirlo! Chi viene con me?». Gli amici non se la sentirono di mandarlo da solo e, Pipistrellino, al ritorno dal suo giretto li trovò in partenza per la missione falena. «Se prometti di non mangiare mai una falena bianca, puoi venire anche tu», propose il Ghiro. «Certo che non le mangio… Non esistono!». E partirono tutti insieme.
Su suggerimento del Gufo si diressero verso il castello ai confini del bosco. Andavano spesso a curiosare, conoscevano bene la strada e i pericoli. In breve arrivarono. Il Ghiro alzò il testolino e vide sporgere, dal muro di cinta, un ramo verde dalle foglioline piccole e regolari. E subito gridò: «Eccola! Anzi no, eccole! Sono tantissime… quella è la loro casa». Il Gufo, spiegò che non si trattava di falene, ma di un ramo di gelsomino. Quelli bianchi erano i suoi piccoli fiori. «Ha un profumo meraviglioso. Avviciniamoci a sentirlo», propose. Tutti corsero verso il gelsomino. Rimase indietro il Ghiro, dispiaciuto di non aver trovato la sua amica falena. Procedeva piano, a testa bassa, col musetto fuori. Quand’ecco che Pauleddu, arrivato tra i primi al muretto disse: «È qui! Non ci sono solo i fiori: ci sono anche le falene!». Con tutta quella confusione però esse si alzarono in volo e andararono dall’altra parte del muro. Sembravano una nuvola di latte!
Arrivati sotto il muretto i nostri amici si resero conto che c’era anche un altro abitante: un geco. Li salutò educatamente e si presentò. Si chiamava zio Gecob, viveva lì da tanto tempo. E, sì: le falene del gelsomino erano tutte color del latte. E, no: erano così belle che lui non le mangiava. Le guardava volare e posarsi. Gli facevano molta compagnia.
«Vi piacciono le storie?», chiese zio Gecob. «Se vi fermate per cena, ve ne racconto una». Così fecero. Il Gufo si mise di vedetta in cima al muretto. Gli amici del bosco si sedettero sull’erba ai piedi del muro, tirarono fuori dai loro fagotti le provviste che avevano preparato per la spedizione e si prepararono ad ascoltare. Zio Gecob scese un po’ più vicino. E, pian piano, a sentire quella allegra compagnia, anche le falene tornarono a popolare il loro gelsomino, con la loro lattea eleganza. Il Ghiro si guardò attorno compiaciuto. Era davvero una notte perfetta!

giovedì 23 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sinnai - Gioielli, furti, figlio infedele e compro oro (Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
All apologies - Nirvana

La frase del giorno è:
Chi fa da sé fa per tre!

mercoledì 22 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias. Guasto risolto, nelle acque torna l'acqua (fino alle 19) - Unione Sarda, provincia Sulcis

La canzone del giorno è:
Bylar- Lisa Gerrard

La frase del giorno è:
Vestirsi color pastello è come annegare in un mare di fruttolo!

martedì 21 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias - Furto di rame, città a secco (Unione sarda, p. 27)

La canzone del giorno è:
Come porti i capelli bella bionda - Cochi e Renato

(godetevi il video!!!)

La frase del giorno è:
Che sia Hegel, che sia Kant, che sia Husserl o sia Cartesio, tutti dicono la stessa cosa: caldo!

lunedì 20 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias. Il parroco sfratta i fiori (Unione Sarda p. 21)

La canzone del giorno è:
Il terzo fuochista - Tosca

La frase del giorno è:
Il punto non è la libertà, è l'educazione!

domenica 19 agosto 2012

Breaking News

La notizia del giorno è:
Guspini. Zucche da tutto il mondo (Unione Sarda p. 26)

La canzone del giorno è:
Un matto - Fabrizio De Andrè

La frase del giorno è:
Freud disse: "Anche se tornassi vivo non potrei fare niente per lui!"

L'Almanacco di Violet



SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:39 e tramonta alle 20:13.

Luna: Luna crescente. Il 23 di agosto completerà il suo Primo Quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Sara, Ezechiele, Giulio, Italo, Ludovico, Timoteo (19 agosto); Bernardo, Amatore, Cristoforo, Laura, Samuele, Zaccheo (20 agosto); Pio, Lussorio, Cisello e Camerino, Euprepio (21 agosto); Regina (Beata Vergine Maria Regina), Andrea, Ildebrando (22 agosto); Rosa, Antonio, Claudio, Eugenio, Flaviano, Giustiniano (23 agosto); Bartolomeo, Emilia (24 agosto); Giuseppe, Ludovico, Eusebio, Ermete, Mena, Patrizia, Pellegrino (25 agosto); Alessandro, Anastasio, Eleuterio, Massimiliano, Melchisedech, Vittore (26 agosto).

Il Santo: Il 20 di agosto la Chiesa ricorda san Bernardo abate. Nacque a Fontaines nel 1091, fu il fondatore della famosa abbazia di Clairvaux, scrisse diversi libri religiosi, oltre trecentoquaranta sermoni, diverse composizioni poetiche e il noto “Adversus Abaelardum”. Morì nel 1153. È patrono della Liguria e di Gibilterra. È anche patrono degli apicoltori: sarà per il significato del suo nome “Orso coraggioso”.

Il nome: Questa settimana ho scelto per voi Ludovica. Questo nome è di origine germanica e al maschile significa “celebre guerriero”. Il suo numero fortunato è l’1; il suo colore è il rosso; come la sua pietra, che è il rubino; il metallo legato a questo nome, invece, è il ferro. In Italia Ludovica non è un nome molto comune; lo portano infatti poco meno di quattromila donne, cioè circa lo 0,0066% della popolazione. In classifica si attesta solo al novecentunesimo posto tra i nomi più comuni. Questo però non toglie fascino e nobiltà ad un nome che, a mio avviso, è unico portato dalla donna giusta!

Compleanni storici: 20 agosto 1936: un giorno fortunato per la danza europea. Infatti diede i natali a Carla Fracci e ad Alice ed Ellen Kessler. Tantissimi auguri a queste impareggiabili “signore”!

Questa settimana accadde: Il 24 agosto 1932 fu un giorno molto particolare per l’aviazione statunitense e mondiale: Amelia Earhart volò attraverso gli Stati Uniti senza scalo. Partì da Los Angeles (California) e arrivò a Newark (New Jersey). Fu la prima donna a farlo.

La notizia del giorno… un anno dopo: Un anno fa il nostro Quotidiano preferito, nell’edizione del 21 agosto, titolava così Cagliari. Bisogna scegliere l’ippica (Unione Sarda, p. 19). Il giorno dopo, 22 agosto, si replicava: Tortolì. Cavalli in crisi sotto le stelle (Unione Sarda, p. 37). Anche a distanza di tempo fanno un certo effetto, no?

Feste e ricorrenze: Attenzione: spazio pubblico usato a fini privatissimi dalle vostre “sorelline colorate”! Il 23 Red fa tanti, ma tanti, ma tanti, auguri a Ica (e si unisce anche Violet al coro cantante e festante)!!! Il 24 Violet bissa con mille auguri per Nina, una persona unica e speciale, come poche altre nell’universo mondo: auguri! 

Il Lama racconta: Un uomo, preoccupato perché il suo matrimonio era in crisi, si recò a chiedere consiglio da un famoso maestro. Questi lo ascoltò e poi gli disse: “Devi imparare ad ascoltare tua moglie”. L’uomo prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva ascoltato ogni parola che la moglie dicesse. Il maestro, sorridendo, gli disse: “Ora torna a casa e ascolta ogni parola che non dice”. (Il canto del grillo. Bruno Ferrero)

Così parlò zio Gecob: Il frutto più grande del badare a se stessi è la libertà.

sabato 18 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
In casa jeans e profumi (Unione sarda, p. 17)

La canzone del giorno è:
Besame Giuda - Carmen Consoli

La frase del giorno è:
E comunque ti voglio bene!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

A passeggio in Neuenheimer Feld


L'ingresso


Lungo la via principale


Ancora dritto


Segnalitica orientativa


Il verde intorno al 129


Il vialetto d'accesso al palazzo visto dall'alto


Il Neckar


Il verde intorno al 129


Mele mature e che devono maturare


Funghi a luglio


Spirito olimpico


Veduta del lato meridionale del campus bagnato dal Neckar

Paul_Blau_Vierzig

venerdì 17 agosto 2012

Ritratto di Signora - Mary Poppins by Violet



Ci sono dei miti che si hanno fin da bambini, che cambiano la tua infanzia, prima, e la tua vita, più tardi. E ci sono quelli che li scopri quando, già adulta, rivedi un vecchio film molto amato, ci trovi qualcosa di familiare e, poi, ad un certo punto, come folgorata sulla via di Damasco, ti trovi a dire: “Ma questa sono io!”.
Ecco cosa è per Violet Mary Poppins, nella impareggiabile interpretazione di Julie Andrews, per Walt Disney, nel 1964.
Vedete, Mary Poppins è quel portamento fiero, altero e aggraziato nello stesso tempo, che sa di distacco o di superbia, ma, invece, è solo grazia, dignitosamente non esibita e generosamente donata a chi ne ha bisogno e la sa cogliere. È una che arriva con il vento e con il vento se ne va, non senza aver lasciato un segno, un sorriso, un insegnamento. È una che non disdegna di bere un “goccetto”: il suo cucchiaio di medicina sa di Ponch al Rum… davvero ottimo e con singhiozzo finale!
Mary Poppins è scenografica, forse un po’ ingombrante quando è presente, ma non è mai apparenza. Anzi, una delle prime lezioni impartite ai piccoli Banks è: “Non giudicare le cose dal loro aspetto, nemmeno una valigia, io non lo faccio mai!”. È una che sa percepire da lontano le necessità altrui e sa trovare la risposta giusta, non scontata. È una che prende le situazioni di petto e si dà da fare, non delegando ad altri oneri e responsabilità: si “assume” da sola. Non solo, le pare opportuno mettere il banchiere Banks alla prova: “Le darò una settimana. Poi deciderò”.
È una che ti cambia la vita, ma non te la invade, perché la vera educazione è quella alla libertà: lo start che poi ti permette di andare avanti da solo. Ma, soprattutto, Mary Poppins sa quando arriva il momento per uscire di scena.
Così Violet un dì, dinanzi al televisore, scoprì che le doti richieste dai bambini Banks per la loro tata (Che sia buona e paziente. Sempre allegra. Dovrà giocare. Sempre gentile) le aveva tutte. Di più, le aveva commentate all’unisono con Mary e allo stesso modo (tranne “io non mi arrabbio mai”… il mito è lei, non io!!!).
Le piacciono i cappellini. Ha gli amici più strampalati e straordinari che trova in circolazione, ma, nello stesso tempo, fa della solitudine il suo vanto. Mette spesso i piedi in “prima posizione” ed il collo lo ha sempre dritto: merito di diversi anni di danza classica e della “sua” personale Mary/Speranza Poppins. Affonda nelle borse più alte di lei, da cui tira fuori di tutto. È “gentile ma anche severissima”, e generazioni di bimbi l’hanno amata e la amano per la seconda di queste caratteristiche, ben amalgamata alla prima. Usa le canzoni per educare, anche se non vive in un musical. Mescola bene realtà e fantasia, come il rosso e il blu sono uniti nel suo colore.
In questo caso realtà e mito si fondono in un amalgama ancora più strano e forse inquietante: perché il mito non lo si vede come lontano ed irraggiungibile; non è la spinta a migliorare perché “da grande vorrei essere come lei!”; non lo si riscontra nelle persone importanti ed eccezionali della propria vita. Ci si vede riflessi in esso come in uno specchio, si capisce come esso possa nascere e prendere forma, si scoprono i circoli della vita e le sue infinite sfumature ed opportunità. E che, seppur in piccolo, ognuno di noi è chiamato a muovere questi misteriosi e meravigliosi ingranaggi.
Ah dimenticavo: nella mia borsa è stato presente anche un metro. E quando prendo la misura del mio famigerato metro e quarantanove (così! Per puro sfizio! Solo per essere sicuri che le misure della nostra esistenza rimangano quelle) quasi mai vi leggo il simpatico numeretto, ma “Violet. Praticamente perfetta, sotto ogni aspetto”. E... com'è bello passeggiar con Mary

giovedì 16 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Oltre il lato B, Pippa Middleton risponde con classe alle critiche di Lagerfeld (la Repubblica.it)

La canzone del giorno è:
I'll kill her - Soko

La frase del giorno è:
Dovresti mangiare solo croccantini! Cosa mangi, solo croccantini?


Ritratto di Signora - Rossella O'Hara by Pink

Se c'è un personaggio del cinema che avrei voluto essere fin da bambina è Rossella O'Hara. La cosa, lo so, potrebbe suonare strana, visto che già dal nome sembra identificativa del rosso e quindi forse vi aspettavate che fosse Red e parlarne. Ma in realtà Rossella O'Hara è quanto di più pink ci possa essere nel cinema: frivola, pettegola, capricciosa, ma al momento giusto risoluta, forte, caparbia e senza scrupoli. Un'essenza estremamente pink, quindi. A lei in effetti mi sono sempre ispirata moltissimo e, ammetto, che certe scene madri di Rossella me le sogno ancora la notte con la mia faccia al posto di quella di Vivien Leigh! 
Dato che su pianeta Terra esiste qualcuno che non ha visto "Via col vento", nè ha letto il romanzo o lo giudica una "palla" improponibile vediamo di capire chi è veramente Rossella. 
La incontriamo giovane e rampante 16enne, figlia di una famiglia di discendenza irlandese molto ben agiata nel sud degli Stati Uniti. Siamo nel 1861 e siamo proprio alla vigilia di una guerra che consumerà e dividerà l'America, ma l'unica preoccupazione di Rossella è la merenda che si terrà nella tenuta degli Wilkes il giorno dopo. Oltre a fare la civettuola con i due fratelli Tarleton, Rossella ha in mente di dichiararsi al suo adorato Ashley il quale, come i due fratelli le hanno appena comunicato, l'indomani annuncerà il proprio fidanzamento con "quella smorfiosa pupattola" di Melania Hamilton. A casa Wilkes, dopo essersi dichiarata ad Ashley che la respinge, incontra per la prima volta l'uomo che segnerà davvero la sua esistenza: Rhett Buttler! Ma è sempre alla merenda coi Wilkes che Rossella dimostra tutta la sua spregiudicatezza: pur di restare accanto ad Ashley si fidanza con il fratello di Melania, Carlo, il quale il giorno dopo parte per la Guerra di Secessione appena dichiarata e lì vi troverà la morte. La vedovanza non giova al viso di Rossella, la quale incontra nuovamente Rhett, l'unico con il quale la sua vera e profonda personalità viene a galla. Proprio per una sorta di "odio" che Rossella crede di provare per Rhett non ha il timore di dimostrare realmente chi in realtà lei sia ed è proprio questa natura che fa perdutamente innamorare di lei Rhett. Il carattere frivolo di Rossella è messo a dura prova sia dalla guerra, sia dalla promessa fatta ad Ashley di occuparso di Melania, debole di salute. Al momento del parto infatti, è proprio Rossella a prendere in mano la situazione e riacciuffare puerpera e bambino e di metterli in carrozza per un allucinante viaggio verso Tara sotto le cannonate nordiste. Anche questa volta è grazie a Rhett che riesce a mettersi in cammino, ma è lei ad arrivare a Tara e, proprio quando sembrava di potersi mettere a frignare tra le braccia di sua madre, trova la tenuta devastata, la madre morta di tifo e il padre impazzito e ubriaco. E mentre tutti sono lì a disperarsi per la fame, Rossella ha l'idea che risolleverà in parte le sorti della famiglia: aumentare la produzione di cotone, il prezzo infatti andrà alle stelle dopo la Guerra e così sarà. I sacrifici sono tanti e le tasse nordiste idem, Rossella non è sicura di riuscire a farcela e allora chiede aiuto a Rhett. La scena in cui Rossella decide di farsi il vestito con le tende del salone di Tara per non dimostrare la prostrazione in cui in realtà sta la sua famiglia, vale da sola tutti i premi che il film ha vinto. Qui si capisce lo spessore del personaggio: niente seghe mentali e scrupoli, ma dritta verso l'obiettivo! Rhett non può aiutarla, ma proprio fuori dalla prigione c'è la carta di svolta per Rossella: il fidanzato di sua sorella Susele: Franco Kennedy. Potrebbe sembrare una gran stronza la nostra Rossella, ma mettetevi nei panni di chi sta cercando di guadagnare una vita migliore per sé e per la sua famiglia, la gente muore di fame e lei ha una chance, tanto vale giocarsela! Rossella, dopo aver riavviato l'attività di Franco e averlo sposato, lo perderà restando di nuovo vedova. In tutto questo Rossella sente di essere comunque ancora innamorata di Ashley, dichiarandosi pure nuovamente. Questa volta però è Rhett che si dichiara a lei, nuovamente e appassionatamente, e Rossella accetta finalmente di sposarlo. Lei però è uno spirito inquieto e indomabile che nemmeno la nascita di Diletta riesce a placare. Così come non è placata l'ossessione per Ashley che Rossella rivive costantemente nei suoi incubi. Il tutto culmina nella morte di Diletta e Melania, con Rhett che capisce che pur amando Rossella non ha più senso stare con lei. In quel momento Rossella capisce che Ashley non è altro che un capriccio, un'infatuaizone da adolescente, ma in realtà il vero amore è Rhett. Sola e abbandonata dall'uomo della sua vita, privata tragicamente di sua figlia Rossella pronuncia le frasi che la renderanno celebre e immortale: "E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno". Ecco, Rossella non si arrende e non si arrenderà mai, davanti a niente. Non è riuscita ad arrendersi all'amore dell'unico che l'aveva amata perdutamente per quella che era e vi pare che potrebbe arrendersi ad averlo perso dopo che ha capito di amarlo? Ecco l'altra frase che ci spiega Rossella: "Giuro davanti a Dio, e Dio m'è testimonio, che i nordisti non mi batteranno. Supererò questo momento, e quando sarà passato non soffrirò mai più la fame: né io né la mia famiglia. Dovessi mentire, truffare, rubare, uccidere, lo giuro davanti a Dio: non soffrirò mai più la fame!" Leggete bene: dovessi mentire, truffare, rubare, uccidere! Rossella non è disposta a scendere a compromessi, una cosa che le donne tanto moderne di oggi tendono a dimenticare troppo spesso. Lei è veramente così, prendere o lasciare. L'abbiamo quindi trovata 16enne pettegola e la lasciamo donna maturata e forte, temprata dalla vita e dagli abbandoni. Non credete poi ai seguiti da fiction che nesono stati fatti, per me che la amo veramente lei rimane li a dire che domani è un altro giorno per ricominciare, per iniziare qualcosa di nuovo, per non lasciarsi andare, perché per niente e per nessuno vale la pena di abbandonare tutto. 

mercoledì 15 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Porto Rotondo. Diktat dall'alto: "sloggiate" (Unione Sarda p. 3)

La canzone del giorno è:
Jingle Bells

La frase del giorno è:
Dio ci scampi e liberi dal Ferragosto!

Saluti da Cagliari (Ferragosto 2012)

Tra poche ore ce ne liberiamo! 
Baci da Casteddu e buon Ferragosto


martedì 14 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villagrande - Il re della lotta è nudo (Unione sarda, p. 30)

La canzone del giorno è:
Aria - Daniele Silvestri

La frase del giorno è:
Is stampusu funti fattusu po' no crepai in is fiancusu!

Ritratto di signora - Holly Golightly by Red



Ci sono donne in carne ed ossa e donne nate dalla fantasia di uno scrittore. Un giorno un libro finisce nelle mani di un regista e grazie a un’attrice quella donna fatta di parole trova un corpo. Poi gli occhi di una bambina guardando uno schermo e scoprono che quella donna più che un corpo ha trovato due occhi. La bambina cresce e la donna fatta di parole, di un corpo e di due occhi diventa uno specchio. La donna così creata è unica, diversa per ogni persona che la incontri e che la faccia vivere nella propria fantasia.
Chi di voi sa chi è miss Golightly? Holly Golightly. Il nome dice poco a molti, ma di Colazione da Tiffany in pochi ricordano qualcosa che non sia lei. Incredibilmente interpretata, o forse vissuta, da Audrey Hepburn. Non parlerò né della storia né dell’attrice, ma solo di Holly, che è immensa, nel suo fischio per chiamare un taxi e nel suo potersi pagare sempre tutto il whiskey che beve. Non vi rimanga di lei solo l’icona di bellezza ed eleganza, perché l’eleganza di Holly nasce dalla sua precarietà e dalla sua mancanza, non dall’incontro con i vestiti Chanel, che pure non è poco. Miss Golightly, di cui tutti si innamorano e che nessuno ama, è elegante perché il suo dolore è profondo e leggero, come le colazioni fatte davanti alla vetrina di Tiffany per far svanire le notti “con servizio alla toletta” (che ipocrita e tenera frase ha inventato il doppiaggio italiano degli anni cinquanta per accennare alla prostituzione senza scandalizzare nessuno) e come le piume che volano sul suo letto dopo aver rotto il cuscino durante uno dei pianti più struggenti della storia del cinema. Il pianto dirotto per quel fratello amato, lontano, che “non era scemo, era solo tanto lento”. Il pianto che nessuno tra amanti, futuri mariti, innamorati segreti è stato capace di ascoltare fino a quando si è placato. Holly è elegante perché la sua cifra è la malinconia ma la riconosci dal sorriso, dallo stupore, dalla missione di fare solo cose mai fatte prima, come sposarsi, scappare a New York, andare in una biblioteca. E poi “è una matta vera, Fred bello”, il che non è cosa da poco. In Holly c’è tutta la precarietà, la paura, la malinconia, la libertà, la follia, la bontà d’animo, l’ingenuità, la sincerità insita nella sua scelta di fare da sola. E anche se sembra non farcela mai lei è lì, emblema di libertà, ad aggiustarsi il rossetto prima di apprendere l’ennesima brutta notizia, l’ennesima prova della vigliaccheria della gente di buon senso. Pronta ad affrontare un altro viaggio ed altre paturnie, quelle che “no, sono terribili, come un’improvvisa paura di non si sa che”. Nel film si arrende, nel romanzo no, scappa ancora una volta dagli aggettivi possessivi, da quel “sei mia” che per alcuni è sinonimo di amore e per altri lo start per i cento metri piani. Ma mi sento di dare un consiglio a Fred bello, se davvero nel mondo dei sogni lui e Holly hanno scelto di amarsi. Si tolga quell’aria da superman, non pensi che lei sentendosi sua non avrà più paturnie, non vorrà più scappare. Ami la sua precarietà prima di amare lei, ami le paure che hanno reso quegli occhi così belli, impari a correre veloce quanto lei... e coraggio, il partito mondiale delle donne anti-aggettivo possessivo fa il tifo per voi! E che in eterno suoni moon river…   

lunedì 13 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Oristano - In azione il ladro di cipolle (Unione sarda, p. 30)

La canzone del giorno è:
Raindrops keep fallin' on my head - Burt Bacharach

La frase del giorno è:
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

domenica 12 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì - Tre inglesi nudi in vacanza (Unione sarda, p. 30)

La canzone del giorno è
Li Mortacci - Elio e le Storie Tese

La frase del giorno è:
Se vi pagano, buon lavoro!

Speciale Olimpiadi - Where's Pippa?

E siamo giunti al gran finale di questa Olimpiade "pippesca"... Come rinunciare a lasciare il proprio segno anche nell'ultimo giorno di gare? E infatti Pippa non ci ha rinunciato, ma ha fatto la sua personalissima cerimonia di chiusura con interventi ancora più spettacolari! Quali? Presto detto!
A occhio nudo si vede benissimo che con un colpo perfetto di karate ha staccato il sellino della bici del nostro Marco Aurelio Fontana che, per colpa di Pippa, ha finito la gara con la bici menomata. Il ragazzo, che è tutto fuorchè pippa, ha vinto lo stesso il bronzo! Tié!
Ma, miracolo dei miracoli, Pippa ha il dono dell'ubiquità! Nello stesso istante era alla Wimbledon Arena e ha tirato il nastro alle nostre farfalle. Il nastro è finito fuori dalla pedana e ci hanno tolto almeno 0.90 punti come penalità: bronzo!
Pippa oggi ha la faccia di bronzo e ci fa anche vincere un argento contestatissimo! Ma è ovvio che ha abbindolato i giudici per la finale dei supermassimi di boxe! Cos'era questa parità che poi è andata a favore dell'inglese? Mah!!!
And last, but not least, stavolta ha addormentato i giocatori brasiliani di volley nella finale con la Russia!
Si è data il suo bel da fare per tutti questi giorni, ma ora cosa farà? Chissà, ma noi continueremo a stare con gli occhi aperti e vi comunicheremo ogni suo intervento. 
Nel frattempo noi vi diamo appuntamento, con gli speciali olimpici, a Rio de Janeiro!
Bye bye!!!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:32 e tramonta alle 20:23.

Luna: Luna calante. Il 16 di agosto alle 5:20 Luna nuova.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Giovanna Francesca, Aniceto, Colombo, Lelia, Simplicio (12 agosto); Ponziano, Concordia, Irene (13 agosto); Massimiliano Maria, Eusebio, Marcello, Ursicino (14 agosto); Assunta, Arduino, David, Giacinto, Napoleone, Tarcisio (15 agosto); Rocco, Stefano, Rosa, Serena (16 agosto); Beatrice, Elia, Giovanna, Mirone (17 agosto); Agapito, Elena, Firmino, Floro, Lauro, Leone (18 agosto); Sara, Bernardo, Ezechiele, Giulio, Italo, Ludovico, Timoteo (19 agosto).

Il Santo: Il 13 di agosto la Chiesa, tra i santi, ricorda Ippolito. Nel 230, durante l’impero di Alessandro Severo, venne eletto papa Ponziano. La Chiesa di Roma vide la prima scissione che contrappose al legittimo pontefice, un antipapa, Ippolito, il quale verrà restituito da un “provvidenziale” martirio all’unità ed alla santità. Ippolito era un sacerdote colto ed austero che giunse ad accusare di eresia il pontefice di allora, san Zefirino e il diacono Callisto. Quando Callisto fu eletto papa, nel 217, si ribellò ed accettò di essere eletto a sua volta papa dai suoi partigiani. Si mantenne nello scisma anche durante il pontificato di Urbano I e di Ponziano. Se non che l’imperatore Alessandro Severo fu ucciso in Germania e gli subentrò il “trace” Massimino, il quale, trovandosi di fronte ad una Chiesa con due capi e non simpatizzando affatto per essa, spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano rinunciò al pontificato e gli successe Antero, che governò la Chiesa solo per quaranta giorni. Ponziano e Ippolito subirono il martirio nel 235.

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Beatrice. Nome molto bello che deriva dal latino “Beatrix” e significa “colei che rende felici”. Il numero fortunato di Beatrice è il 6; il suo colore è l’azzurro; la sua pietra è lo zaffiro e il metallo legato a questo nome è il platino. In Italia si chiamano Beatrice poco più di quarantaquattromilacentosessanta donne, cioè circa lo 0,73% della popolazione del nostro Paese. Questo nome è al trecentoventisettesimo posto nella classifica dei nomi più comuni, ma si trova la ventiseiesimo posto tra i nomi più messi alle bambine nate in questi ultimi anni. È particolarmente diffuso in Lombardia (16,5%), Lazio (10,6%) e Toscana (10,1%). In coda troviamo il Molise (0,6%) e la Valle d’Aosta (0,3%).

Compleanni storici: Tanti auguri a Alfred Hitchcock, nato il 13 agosto 1899.

Questa settimana accadde: Il 15 agosto 1519 fu fondata la città di Panama. Caso ha voluto che, sempre il 15 di agosto, però del 1914 fu aperto al traffico il canale di Panama.

La notizia del giorno… un anno dopo: Rimini. Scioperano i bagnini ma nessuno lo sa (Unione Sarda, edizione del 15 agosto 2011, p. 9).

Feste e ricorrenze: Il 13 di agosto è la Giornata internazionale dei mancini. La Rassegna non può non segnalare questa ricorrenza che pochi conoscono. Fu voluta per la prima volta nel 1976 dall’associazione “Lefthanders International” per ricordare le disparità, passate e presenti, tra mancini e destri.

Curiosità: Ferragosto è una festività popolare di mezza estate che coincide con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria al cielo, che viene celebrata il 15 agosto. Le più antiche origini di tale ricorrenza vengono riconosciute nelle Consualia, da Conso, dio del raccolto immagazzinato. Anticamente, in questo giorno ci si scambiavano regali, accompagnando questo scambio con l’augurio Bonas ferias consuales;  quando il sesto mese dell’anno romano venne intitolato a Cesare Augusto la formula mutò in Bonas ferias augustales, un augurio simile al nostro “Buon Ferragosto”. Infatti fu proprio l’imperatore a decidere di riunire in un unico periodo estivo tutto un complesso di festeggiamenti, i quali venivano chiamate Feriae Augustii o Feriae Augustalis ossia “Feste di Augusto”.

Il Lama racconta: Due amici viaggiavano insieme, quand’ecco apparire davanti ad essi un orso. Uno, più svelto, salì su un albero e vi restò nascosto, mentre l’altro, che stava per esser preso, si gettò al suolo fingendo di essere morto. L’orso gli avvicinò il muso, annusandolo, ed egli trattenne il respiro, perché dicono che gli orsi non tocchino i cadaveri. Quando l’orso si fu allontanato, quello che era sull’albero discese e chiese all’altro cosa gli avesse detto l’orso nell’orecchio. “Di non viaggiar mai più con dei compagni che, nel momento del pericolo, non restano al tuo fianco”, gli rispose quello. La favola mostra che le disgrazie mettono alla prova la bontà degli amici. (L’orso e i viandanti, Esopo)

Così parlò zio Gecob: Bisogna somigliarsi un po’ per comprendersi, ma bisogna essere un po’ differenti per amarsi. 

sabato 11 agosto 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Guerra al tavolino selvaggio (Unione sarda, p. 20)

La canzone del giorno è:
Ivan meets G. I. Joe - The Clash

La frase del giorno è:
Le domus de janas erano saune preistoriche.

Speciale Olimpiadi - Where's Pippa

Sembrava che oggi Pippa potesse starsene calmina ad aspettare il gran finale, ma in realtà il suo zampino l'ha messo e anche ben evidente.
Insomma, la notiziona del giorno è che i cinesi hanno perso l'oro nella piattaforma 10m dei tuffi ed è ovvio che sia stata Pippa a far sbagliare loro i tuffi. L'hanno vista benissimo, quindi che non si nasconda!
Poi per rilassarsi è andata alla finale dell'all-around di ritmica e a tempo perso ha annodato nastri, spinto cerchi, lanciato clavette lontano e calciato palle. Palle e palloni che l'hanno portata sul campo di calcio dove ha fatto perdere una medaglia quasi ovvia al Brasile di Neymar.
Cosa dovremmo aspettarci domani???

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Trasloco
Il mio nuovo alloggio è al quarto piano del condominio dei dottorandi internazionali. Sono sceso di alcuni piani e non ho più la vista sul Castello di Heidelberg, pazienza.
E' in pratica identico alla mia vecchia stanza, magari un poco più grande e con l'aggiunta di un ingresso, un angolo cottura e un bagno personale abbellito da una tendina con un disegno pesudo-floreale per la doccia. In generale i suoi colori sono quelli classici della teutonicità in fatto di appartamenti. Bianco. Con i mobili grigi listellati in marroncino chiaro. Il pavimento è rossiccio. Il balcone ha una parete arancione ed è dotato di una tenda chiara. La vista da sugli altri edifici e sul parco del campus vicino al Neckar. Da qui si levano grida di incitamento di sportivi in allenamento, risate di giovani in giro, urla di ubriachi e gli zoccoli dei cavalli al trotto.
Devo ringraziare l'inquilino precedente che ha lasciato nessuna sorpresa e qualche prodotto per le pulizie, delle quali devo dire, in tutta onestà, il mini-appartamento non necessitava molto.
Le operazioni non hanno richiesto troppo tempo e sono state accompagnate dalla radio BW3 (o 4?) che ha celebrato l'ultimo pomeriggio di luglio, stranamento soleggiato, con i Fratelli Righera e Samos a la Playa.
Sono sicuro, però, che vi state domandando come hanno preso gli ex amati coinquilini del primo appartamento tedesco il mio trasloco.
La risposta è scontata e la sapete anche voi da quelle poche righe che ho scritto su di loro. Male. Non poteva essere altrimenti. I tre, dietro un'aria vagamente indifferente e fredda, hanno un animo sensibile e delicato. Si leggeva nei loro occhi malinconia e già tanta nostalgia.
Pure il custode ha notato questo loro sentimentalismo il giorno dopo il mio trasferimento, quando sono tornato nel vecchio appartamento per la verifica dello stato della mia ex-stanza. "Quando si vive da soli si è come dei re". Silenzio da parte mia.  "E poi è difficile vivere con delle donne...". Ipse dixit.
Certo è che ora la verve (?) compositiva andrà scemando senza più la loro preziosa compagnia.
Eppure sapete chi ho incontrato pochi giorni dopo il trasloco? Sì, lei. L'eroina che più avete amato di questa aneddotica tedesca. La cara e dolce Elisabeth. Era assente al momento degli umidi addii. Un giorno, uscendo dal retro dell'edificio, l'ho colta alle spalle, tenera, piccola e con un cuore così, mentre saliva in sella alla sua bici. Che tristezza...


Paul_Blau_Vierzig

venerdì 10 agosto 2012

Speciale Olimpiadi - Where's Pippa?

Pippa anche oggi si è data da fare.
Si è data tanto, tantissimo da fare con la ginnastica ritmica in cui ha nascosto una clavetta ad una ginnasta inglese (e la stanno ancora cercando), poi ha evidenziato i costumi delle atlete russe con un fastidioso color evidenziatore.
Si è stata da fare con la moda e ha disegnato il costume a pesce della squadra spagnola. Con noi italiani anche oggi ha avuto il suo bel da fare: nella pallavolo ha toccato lei nel 1° set la palla la quarta volta e poi ha nuovamente cantato la fatale ninna nanna.
Non si stanca mai!!!

Breaking news

La notizia del giorno è: 
Gli orsi sono cattivi? Ma va là da noi vivono nel centro della città (Eco di Bergamo)

La canzone del giorno è:
Piccola stella senza cielo - Ligabue

La frase del giorno è:
A 10 anni non puoi essere troppo vecchio!

Storie per San Lorenzo - Vita da Stella by Pink

Salve, mi chiamo Pink-Tungkusta e sono una stella.
Anzi, tecnicamente sono un meteorite e vivo tra le Perseidi, all'altezza della costellazione di Perseo. Che cosa sono le Perseidi? Oh, bella questa! Sono quelle che voi umani sulla Terra chiamate "stelle cadenti". In realtà siamo uno sciame meteorico che dalla fine di luglio alla fine di agosto viene attraversato dall'orbita terrestre. Non è molto romantico, vero? Sempre meglio di uno sciame di quelle che... com'è che si chiamano? Ah si! Vespe! Ecco, meglio uno sciame meteorico che uno sciame di vespe! La mia non è una gran vita, anche se puntualmente ci spediscono qualche sonda spaziale a studiare come mai accade un fenomeno come il nostro. L'ultima l'abbiamo colpita e affondata! Ahahahahah!!! Non vi siete divertiti molto eh? Beh, in un certo senso delle spie le mandiamo anche noi. Ogni tanto, tra il 10 e il 12 di agosto, qualcuna di noi scivola giù per capire come mai in quei giorni iniziate a puntare i nasi verso l'alto e a guardarci con occhioni romantici. Una mia amica della Via Lattea mi ha detto che succede perché è San Lorenzo e che la gente sulla Terra esprime dei desideri ogni volta che qualcuna di noi cade. Certo che siete proprio degli sciagurati! Una si butta giù per cambiare aria e quartiere e voi la caricate di responsabilità per la vostra vita. Oh, non si può più fare niente in questa galassia! E poi, ad essere precisi precisi, non siamo nemmeno stelle! Le stelle sono sfeoridi luminosi di plasma che generano energia dal proprio nucleo attraverso dei complicati processi di fusione nucleare, noi meteoriti siamo i resti di un'ablazione di un meteoroide che è entrato in collisione col vostro pianeta, dei corpi di natura non artificiale ed extraterrestre che quando entrano nell'atmosfera terrestre si surriscaldano diventando quello che voi chiamate tra l'altro stelle cadenti. Giusto per mettere i puntini sulle I. Ma cosa ne potete capire? Fatemi parlare con uno scienziato! Si vabbeh, lo confesso, certo che piacerebbe anche a me, una volta o l'altra, mettermi a naso in su (ammettendo che io abbia un naso, degli occhi e una bocca) e esprimere un desiderio quando scoppia una supernova. In genere mi viene da riderle in "faccia" e d'altronde non è che sia un problema, visto che quassù l'educazione è un po' diversa. Vabbè, comunque, dicevo che la prossima volta che ne scoppia una esprimerò un desiderio, magari come tradizione diventa fighissima e io divento famosissima in tutto l'universo: una Stella! Ahahahah! Che battutona! Ma seriamente, che desideri potrebbe avere un meteorite? Uhm vediamo... Non cadere mai! Ecco, chiederei di non cadere mai! Voglio restare qui su e fare la perseide! Non so, la vita da stella alla fine è troppo complicata, tutti si aspettano qualcosa. Tutti ti vogliono riconoscere nel cielo e indicare ai figli, trovarti significati sconosciuti e poi li trovi che si chiedono se Aldebaraan sia mai caduta per questo San Lorenzo. Ecco perché non mi viene voglia di scendere giù a vedere come si sta e come siete, mi piace dove sto, sono vanitosa e preferisco che tutti mi stiano a guardare domandandosi cosa faccio tutto il giorno. 
Ora scusatemi, devo proprio andare, sto ostacolando il transito e qui le leggi planetarie sono molto più severe che in quelle di un qualsiasi altro stato terrestre, marziano o venusiano che sia! Magari il prossimo anno ci vediamo ancora qua! Arrivederci umani!
Ehi voi, li dietro, state attente! E non spingete che qualcuno rischia di cad....AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!


Diverse migliaia di anni luce più in basso due giovani guardavano il cielo di San Lorenzo. 
"Ehi, una stella cadente! Esprimi un desiderio!" disse uno all'altro,
"Uhmmm... Fatto! Speriamo solo che non sia Altair!" rispose.
"Ma anche a te stanno fischiando le orecchie???"

Le storie di Rainbow

Nove rose rosse





Belle le rose rosse. Il tessuto di cui sono fatti i petali mi conquista ogni volta. Sono fatte di un velluto vegetale. Mi perdo tra i petali come quando rincorro le immagini poco prima di dormire. Un pentagono, ma anche una stella se vista dallʼalto.
Mi sembra di dovere ricostruire un puzzle con le tessere prese alla rinfusa da scatole diverse. A volte mi piace perdermi. A volte invece mi risveglio spaventata. Come quando scivoli da una scala o cadi da una sedia scollata e ti svegli in apnea, tanto il cuore ti batte nella gola.
Le rose sbocciano e diventano una piccola vita. Compiono il senso del mondo, mostrarsi.
Le rose sono un piccolo labirinto senza uscita, una spirale in cui ti infili sempre più derntro. Ed è sempre più denso .
Ho comprato nove rose rosse. Come i nove anni che sono trascorsi dalla morte di mia madre .
Felice cammino verso il cimitero. Il mazzo in mano, rosso vermiglio, e lo sfondo della strada, grigio piovoso.
Cancello nero e punte innalzate verso lʼalto come a proteggere lʼentrata dei vivi o lʼuscita dei morti. In questo paese piace molto chiudersi nei propri perimetri, mettersi in salvo, proteggersi da incursioni nemiche.
Ma i morti da chi si devono mai proteggere?
Certe famiglie hanno tombe più belle delle case in cui sono vissute, e ci tengono moltissimo che il loro cognome sia bello in vista, forse per dimostrare ancora e ancora e ancora il loro potere economico.
Io ho già la mia tessera. Quando la morte mi chiamerà, verrò cremata e poi lasciata andare nellʼacqua, in quella del mare.
Ci penso sempre, mi piace credere che i quattro elementi del mondo si mischino continuamente a ricreare nuova materia. Che nulla si distrugge, penso sia proprio vero .
Lʼavevo capito un giorno quando mi distesi tutta di lungo tra i filari di una vigna in fioritura. Un moto circolare continuo che entrava ed usciva dal mio corpo e la terra, calda e materna, mi proteggeva.
Cammino nel viale incorniciato di rosmarino. Immagino il pollo nel forno aromatizzato con queste foglie e mi viene la nausea. Il potere dellʼimmaginazione, come si fa a metterlo in dubbio?
Mi fermano le foto seppia dei miei nonni. Fantastico il tempo che non esiste, ma passa. Io i miei nonni non li ho mai conosciuti vivi. Cerco tra le fotografie quella di mia madre, con la paura di incrociarla.
“Sono troppo rosse,sono troppo corte . I rami sono belli se tagliati lunghi… e poi, sono poche!” mia madre, in un secondo, avrebbe detto tutte queste cose,e le sentivo nitide e chiare, come se le frequenze radio del mondo dei vivi e del mondo dei morti fossero le stesse.
Una tristezza più bassa della morte mi pervade il cuore. Perchè non esercitarsi a smetterla di lamentarsi? Perchè non accettare i gusti degli altri, o se proprio non ci piacciono, buttarla sul ridere senza sentenziare? Non parlare sempre.
Ho solo voglia di tornare a casa. Ripercorro la strada senza coscienza,come in una vecchia vhs in cui si riavvolge la pellicola, con le scene che vanno al contrario, fotogramma per fotogramma.
Sono a casa mia, un bel vaso trasparente e un poʼ dʼacqua.
Le rose rosse sono un regalo per me,tanto dargliele o no sarebbe stato uguale.
Passano i giorni e le rose rosse rinsecchiscono, lascio che lʼacqua formi la viscida patina di verde sul pelo e poi penso che le lascierò laʼ, fingendo di essermi dimenticata di loro.


Storie per san Lorenzo - L'essenziale by Red



La osservavano da tempo, dall’alto sembrava davvero piccola. Ma i suoi occhi no, erano immensi, arrivavano fino a cielo. Non sapevano perché le attirasse così, ma non potevano fare a meno di spiarla un po’ ogni sera. “Anche lei guarda noi” si dicevano per giustificarsi. Ogni notte la vedevano nel giardino di casa sua, al buio. Amava il buio, amava vedere solo il profilo delle cose, “è l’essenziale”, diceva a una bambina che l’accompagnava nelle sue lunghe notti all’aperto. Ridevano, correvano, cantavano, nel gioco sembravano coetanee. Quando si faceva tardi veniva il tempo delle storie e si adagiavano su un dondolo, la bimba con la testa poggiata in grembo alla donna. Loro provavano a coglierne discorsi, sembravano inventare le storie più incredibili dell’universo, ma parlavano troppo piano perché si sentisse fin lassù. Spesso invece la vedevano con un’altra donna, sedevano una accanto all’altra sul dondolo e bevevano birra. Parlavano fitto fitto e ridevano. Quelle risate volavano in alto, tanto che nascondevano tutte le altre risate della sera. In alcune notti guardava il cielo con un uomo. Questa volta era lei che posava la testa sul suo grembo e ascoltava le sue storie, fino al momento in cui, sorridendo, gli tappava la bocca e iniziava a raccontare, mentre lui le accarezzava i capelli. Poi guardavano insieme in alto per scambiarsi i sogni. A volte arrivavano degli amici e ballavano a piedi nudi sull’erba, altre volte tacevano all’improvviso ed entravano in casa. Nel giardino restava però a lungo la luce dei loro sorrisi. C’erano notti in cui si riuniva con dei vecchietti, ed erano gli unici ai quali cedeva il dondolo e che stava ad ascoltare senza ricambiarli con mille parole. Altre notti stava sola e guardava in su con un brillio negli occhi, mormorando qualche nenia. Osservando dall’alto il suo sguardo giocavano a capire chi fosse, come si chiamasse e provavano a ricostruire la sua storia e quella dei suoi ospiti. Avevano deciso di chiamarla Luna, perché era chiara e sorridente, ma raramente si riusciva a decifrare il suo sorriso. Doveva vivere sola, ma era molto ospitale, pensavano. Sul tavolo accanto alla finestra si vedevano ogni sera molti piatti, bottiglie di vino, e fiammelle danzanti. Attraverso i vetri della cucina, affacciata sul giardino, si vedeva passare ogni genere di persona, ma il meglio avveniva sempre fuori, quando si spegnevano le luci e lei si toglieva le scarpe e conquistava il suo dondolo. Uscendo staccava una fogliolina dalla menta del vaso sul davanzale e ne respirava lentamente il profumo, se la buganvillea arrampicata sul pergolato le offriva dei fiori ne coglieva uno e se lo metteva tra i capelli. Poi guardava in alto a cercare il loro sguardo e loro si stupivano di come in tutto il brulicare di vita che da lassù potevano osservare indisturbate, da alcuni mesi fossero rapite solo da lei. Eppure era così, più degli amanti nascosti sulla spiaggia, più delle macchine nelle strade trafficate del litorale, più delle piazze piene di ragazzi nelle calde notti estive, loro volevano conoscere tutto di lei e dei suoi gesti. Dentro la casa la vita passava come in ogni altro luogo, ma in quel giardino, con le luci spente, “ci portiamo solo l’essenziale”, come aveva detto un giorno alla bimba. 
Da qualche  giorno però non incontravano più i suoi occhi sul dondolo. Da qualche giorno sul tavolo sotto la finestra si vedeva un solo piatto. La luce in cucina si spegneva presto, la finestra non si apriva per innaffiare la menta sul davanzale con la caraffa di vetro. La buganvillea stava sfiorendo al caldo di agosto e il giardino non si illuminava di racconti, carezze e sorrisi. Ma la notte del dieci, quando ormai non ci speravano più, uscì. Erano tutte occhi per poter esprimere un desiderio, tra vedere e non vedere a san Lorenzo si fa così. Uscendo dalla cucina si tolse le scarpe, passando vicino alla menta la vide secca e non ne prese una foglia. Non guardò la buganvillea e non si mise sul dondolo, ma si sdraiò direttamente sull’erba umida. Non mormorava nenie che sembravano uscite da una favola, ma una melodia triste e lenta. I suoi occhi grandissimi brillavano, fissando il cielo che le circondava, aspettando che una lacrima luminosa lo squarciasse. Finalmente la scorse, chiuse gli occhi e pensò fortissimo al suo desiderio. “Che cosa avrà sperato?” Pensarono. Anche loro aspettavano di vedere un brillio per i loro desideri, ma riuscivano a guardare solo lei. Quand’ecco che la loro Luna riaprendo gli occhi fece cadere una lacrima sull’erba. Brillò così forte che nascose tutte le lascrime del mondo. Chiusero gli occhi e pensarono tutte insieme: “che la pioggia non lasci morire la menta”. Allora lei si alzò, andò in cucina, aprì la finestra e bagnò le piante sul davanzale con l’acqua rimasta nella caraffa. Il giardino brillava ancora di speranza. Tutte le stelle sorrisero.