giovedì 31 gennaio 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Seui. Il giudice non ha più pace (Unione Sarda Ogliastra)

La canzone del giorno è:
Mattinata fiorentina - Alberto Rabagliati

La frase del giorno è:
Per caso siamo allodole?

Ritratto di Signora: Red Phoebe Buffay - by Red


Gatto Rognoso, bel gattone, puzzi come un caprone” chi si ricorda questa bellissima canzone?
La mia lavastoviglie rosa, è una ragazza splendida che mai riposa, perché lei è la mia lavastoviglie rosa” E questa?
Qualche tempo fa la mia cara Pink mi disse: “voglio scrivere di Carrie… mi dicono tutti che le somiglio!” “E io?" Pensai. Non sono uscita da Sex and de City, no, è chiaro! Non sono una casalinga disperata, non somiglio a un medico o a un poliziotto tutto lavoro, a un’antropologa un po’, ma troppo poco, non a qualche fanciulla in cerca di fama, non a una mamma di famiglia. Nemmeno andando indietro trovavo nulla che facesse per me: né Brenda né Kelly, né Vanessa né Rudy! Ci è voluta Violet, che non ci ha pensato tanto e mi ha detto: sei Phoebe! Si, Phoebe!!! Phoebe che canta al Central Perk, lei, la più allampanata creatura che le serie televisive abbiano mai visto. Se non capite come si possa fare a identificarsi con lei non fatevi ingannare dalle apparenze: ricordate Holly Golitly? Dove c’è una donna che si aggira sola per New York con una canzone da canticchiare, storie incredibili e mai raccontate e un’anima da bambina… beh, lì c’è un po’ di Red!
No, io non “Ricordo quando sono arrivata in questa città: avevo 14 anni, mia madre si era appena uccisa e il mio patrigno era tornato in prigione. Sono arrivata qui e non conoscevo nessuno e sono finita a viere con una ragazzo albino che puliva i finestrini delle auto fuori dalla dogana. Poi lui si è ucciso. E poi ho scoperto l'aromaterapia”.
Però credo nelle favole, e se mi capita di schiacciare inavvertitamente un moscerino mi sento una specie brutta di assassina.
Phoebe è così, un essere assurdo, fuori dal tempo, fuori dalla moda, fuori da qualunque canone possibile e accettabile. Provateci a spiegarle Darwin come ha fatto Ross, provate a dirle che Babbo Natale non esiste: saranno dolori! Provate a dire a Red che gli Hobbit sono Hobbit e non Goo goo dolls, provate a farla ragionare sul fatto che se non li chiama col loro nome nessuno capirà che sta parlando di quella palla mortale del "Signore degli anelli"! Entrerete in un turbine di racconti inverosimili e meravigliosi che se Tolkien le avesse dato retta avrebbe scritto libri molto più interessanti! 
Poi si, ci scappa da piangere se muore un fiore, questo è vero, ma siamo sempre sorridenti, o almeno quanto riusciamo ad esserlo quando i fiori e moscerini ci fanno il favore di non affliggerci con le loro dipartite improvvise o quando il Ross di turno non ci viene a rompere le palle per dimostrarci qualcuna delle sue teorie tanto logiche da sembrarci assurde. 
Quando riesci a smettere di ridere per le sue imprese o per le sue uscite esilaranti, però, puoi accorgerti che Phoebe è tanto profonda quanto non te l’aspetti, né da lei né dagli autori che l’hanno inventata. Nelle sue canzoni e nei suoi accordi di chitarra quanto meno alternativi, con le sue storie d’amore che nessuno pensa importanti e poi invece le scopri riaffiorare all’improvviso limpide, intense e strampalate. Nella sua vita apparentemente solitaria che invece non fa che raccattare affetti da amici, nonne, fratelli, sorelle che spuntano quando meno te l’aspetti, gente di passaggio, clienti, gatti rognosi… Phoebe in fondo cuce: cuce affetti fatti di abbracci, cuce gli strappi tra i suoi amici, quelli dentro la sua famiglia. O almeno ci prova. E per quanto irremovibile sui suoi modi di vita è aperta ad ogni idea, ad ogni persona e ad ogni esperienza, mai la si sente, in nessuna puntata di una serie che ci sembrava infinita, dare un giudizio o mettere un’etichetta a nessuno. C’è una possibilità per tutti, una cosa buona o bella in tutti: si può chiamare bontà, si può chiamare ingenuità, si può chiamare purezza, si può chiamare anche stupidità, ma se un po’ in questo le somiglio ne vado molto fiera. E poi è generosa Phoebe: chi non si è commosso quando ha partorito tre frugoletti per dare dei figli al fratello è un bruto, e anche brutto, parola di Red!
È poetica Phoebe, perché dopo tutti i pasticci che colleziona riesce a far sembrare romantico il suo matrimonio, voglio dire: romantico un matrimonio celebrato da Joey, sotto la neve e davanti al Central Perk… 
Come me è stontonata (scusate, non trovo un termine adatto in italiano), è l’anti modernità, è buffa nei suoi atteggiamenti più spontanei, se le capita di apparire sexy non è perché lo fa, e non sa neanche come fa, infine un giorno ha i capelli ricci e un giorno lisci, non come Rachel che ci ha afflitto con lo stesso taglio finchè non ha accalappiato Brad Pitt! Ops, forse sto sbagliando, non era Rachel, era Jennifer Aniston… Rachel stava con Ross… 
E poi, scusate, Phoebe è un’artista, un’artista vera: né per gloria né per soldi: per solo e puro amore dei gatti rognosi e delle orecchie degli amici: cosa volete di più?
P.S. Per chi non lo sapesse “La mia lavastoviglie rosa” è una bellissima canzone scritta da Red, chissà, magari un giorno ve la canto… stay tuned!
P.S. bis: La foto di Phoebe è stata scelta perché il vestito da superman è rossoblù!

mercoledì 30 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. La strage dei pomodori (Unione Sarda p. 26)

La canzone del giorno è:
L'era del cinghiale bianco - Franco Battiato

La frase del giorno è:
Evviva i raggi di sole!

martedì 29 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Arzachena - Zuppa tour a Londra: tutto esaurito (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Svegliami - CCCP

La frase del giorno è:
"È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie" (Jane Austen, "Orgoglio e pregiudizio". 29/01/1813 - 29/01/2013)

lunedì 28 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il giorno dei mostri (Unione sport, p. 10)

La canzone del giorno è:
Wake me up (before you go go) - Wham

La frase del giorno è:
Save your ass!

domenica 27 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
L'ora della nuova bionda (Unione sarda p. 24)

La canzone del giorno è:
Beautiful that way - Noa

La frase del giorno è:
Già, ma con questa impostazione di privacy non so se tutti sapranno ciò che vorremmo che sapessero!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:35 e tramonta alle 17:36.

Luna: Luna piena il 27 di gennaio alle 4:40. Poi, per tutto il resto della settimana sarà luna calante.

Cielo del mese, i pianeti: Giove, il gigante gassoso, si può osservare, per gran parte della notte, nella costellazione del Toro, dove si muove molto lentamente con moto retrogrado. Il 30 di gennaio inverte la marcia e ritorna al monto diretto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Angela (Merici), Devota, Giuliano, Marino, Teodorico (di Orleans), Vitaliano (27 gennaio); Tommaso (d’Aquino), Valerio (di Saragozza), Carlomagno (28 gennaio); Aquilino, Papia e Mauro, Sabrina (29 gennaio); Alda, Batilde, Giacinta, Martina, Mattia (vescovo di Gerusalemme), Savina (30 gennaio); Giovanni (Bosco), Ciro, Marcella (di Roma), Francesco Saverio Maria (Bianchi, barnabita), Valdo (31 gennaio); Brigida (d’Irlanda), Giovanni (della Graticola), Orso (di Aosta), Severo (di Ravenna), Trifone, Verdiana (1° febbraio); Lorenzo (di Canterbury), Adalbaldo (2 febbraio); Biagio, Oscar, Anna (profetessa), Lupicino, Leonio (3 febbraio).

Il Santo: Il 3 di febbraio la Chiesa ricorda san Biagio, vescovo. Egli fu uno dei quaranta martiri di Sebaste, in Armenia, nel 306. Questo Santo è molto venerato nel Lazio: nella sola Roma gli furono dedicati ben cinquantaquattro edifici, tra oratori e chiese. È patrono dei suonatori di strumenti a fiato, dei laringoiatri, dei cardatori di pelli, dei materassai e anche uno dei tanti patroni degli agricoltori. Tradizionalmente lo si invoca contro il mal di gola e la tosse; infatti, si dà anche una benedizione particolare perché impartita con due ceri benedetti incrociati e posati sul collo del fedele che la riceve. Le giovani in età da marito invocano san Biagio per trovarne uno, possibilmente buono!

Compleanni storici: Il 1° febbraio 1921 a Genova nasceva Teresa Mattei, partigiana e la più giovane eletta dell’Assemblea Costituente.

Questa settimana accadde: Il 1° febbraio 1982 nacque Radio DeeJay.

La notizia del giorno… un anno dopo: Olbiesi ad honorem. Principi, preti e cavalieri (L’Unione Sarda, Edizione del 29 gennaio 2011, pagina di Olbia e provincia).

Ricorrenze: Il 28 di gennaio si celebra la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Per non dimenticare il come e il perché il mondo permetta che una malattia “curabile” con antibiotici, sia il flagello e la condanna per intere popolazioni, oggi!

Curiosità: In questi giorni ad Aosta si svolge la Foire de Saint-Ours, la fiera dell’artigianato tradizionale valdostano. Si tiene dall’Anno 1000, così vuole la tradizione, in ricordo di sant’Orso, monaco irlandese morto nel 529, che donò i tradizionali sabot ai poveri della città, nella zona della collegiata, dove sorgeva una basilica paleocristiana e che a lui fu dedicata attorno, appunto, al 1000. Il 30 e il 31 gennaio nel centro cittadino si incontrano più di mille espositori e di centocinquantamila visitatori.

Le buone maniere di ieri e di oggi: La settimana scorsa abbiamo conversato sul tono di voce da tenersi nei luoghi pubblici, come ad esempio ristoranti e bar. Oggi vorrei estendere l’eccezione anche ai mezzi pubblici e all’infausta usanza di ascoltare musica a tutto volume al cellulare, utilizzando il “vivavoce” e non quel meraviglioso, piccolo aggeggio che la Comunità Europea ha previsto sia accessorio in dotazione obbligatoria per la sicurezza al volante. Violet suggerisce che, per la sicurezza di tutti, sia di chi non vorrebbe sentire certe hit del momento, che per coloro che ci costringono ad udirle (attenti all’ira del mite!), sarebbe il caso di utilizzare gli auricolari o cuffie sempre, non solo quando si è costretti ad effettuare una chiamata urgente mentre si è alla guida di un veicolo a motore. Grazie!

La matita Rossa e Blu: Chiacchieravo amabilmente con una mia amica, qualche giorno fa, quand’ecco che in un suo racconto ravvisavo del succulento materiale per la nostra rubrica. Vogliamo privarcene? Giammai! “Cara”, le dice la collega (insegnano in una scuola elementare), “tu che sei il nostro genio della lingua inglese, mi spieghi il significato della parola incipit? L’ho cercato nel vocabolario, ma nel mio non c’è!”. Dopo essersi ripresa, pare che la mia amica abbia avuto appena il coraggio di chiedersi se, ad insaputa della civile società, sia capitato che qualcuno dei mille e mille Ministri della Pubblica Istruzione della storia della Repubblica abbia sospeso per un quadriennio l’insegnamento della Lingua Latina alle Magistrali dei tempi che furono. Ai miei lettori l’ardua risposta ed ogni altra considerazione.

Il Lama racconta: A quei tempi, quando fare il pane era un rito, quando le donne si alzavano alle tre del mattino e si riunivano i vicinati, quando i bambini curiosavano e sonnecchiavano in sos scannixeddos in attesa di ricevere un pezzetto di pasta, pronta a farne piccole forme pintadas, a quei tempi, sulla collina, nel loro castello diroccato, anche le Janas facevano il pane. Le loro mani piccole impastavano veloci, e cantavano e ballavano con le finestre aperte al chiaror di Luna, che le guardava benevola dall’alto e indirizzava loro i suoi raggi più brillanti. Ma si sa, Luna non deve vedere il lievito! Lo dicono tutte le donne previdenti di questo mondo. Lo ricordano alle amiche quando vanno a chiederne, se ne sono rimaste prive. Lo nascondono nella stanza più buia di casa, protetto in fazzoletti scuri e ancora tra le pieghe delle gonne, prima di uscire. Le Janas, però, vivono alla Luna, amica e sorella. Danzano per lei, vita e gioia, con lei, pieni e vuoti, rotondità e sinuosità, senso e natura. Così, a vicenda, non si nascondono niente, neanche il lievito. E quando la luna scende, capita che la pasta scenda con lei. A quei tempi, a Cabras, molte donne, nel cuore della notte, sentivano bussare alla porta. Erano le Janas. E, in cambio di piccoli tesori, di tele dorate luccicanti, chiedevano un po’ di lievito per il loro pane. Poi correvano veloci, sul sentiero della collina, con in mano un fazzoletto di tela scura che avvolgeva un tesoro ancora più prezioso. E tutt’attorno la loro risata squillava lieta nella notte. Solo poche ore, ed il profumo di pane fragrante avrebbe invaso  collina e villaggio (Lievito e Luna, Violet, per La Rassegna Stronza, Liberamente tratto da un’antica leggenda della Sardegna).

Così parlò zio Gecob: Qualche volta lungo la strada si ha la fortuna di incontrare se stessi negli occhi di qualcun altro.

sabato 26 gennaio 2013

Breaking News

La notizia del giorno (le notizie a dire il vero) è:
Suelli. Storia del paese in un calendario (Unione Sarda p. 30)
Gonnosfanadiga. In un calendario la storia del paese (Unione Sarda p. 32)

La canzone del giorno è:
Ma le gambe - Enzo Aita & Trio Lescano

La frase del giorno è:
Al posto, composto e studia Ariosto!

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Le domeniche del "E' già finito gennaio???"

Ma siamo davvero all'ultima domenica di gennaio? Ma davvero davvero davvero? Non pensavamo... Vedi un po' cosa succede a perdersi tra relazioni di progetti, andare a fotografare domus de janas, articoli da consegnare, spogli bibliografici da fare, trovare riedizioni di iscrizioni? Succede che ci si ritrova a fine gennaio col campionato che è andato avanti e noi che, come gli attori de "Gli occhi del cuore 2" restiamo basite premendo F4 (watch please!). Invece di cose ne succedono eccome! Prima il Cagliari che finalmente si sblocca in termini di punteggio e vittorie con un meritatissimo successo sul Genoa e poi prosegue con un pareggio che poteva essere molto di più a Bergamo con l'Atalanta, mentre la Juve prima viene data per bollita, morta, seccata, già coi vermi e le mosche sopra, con le dirette inseguitrici pronte a far scempio della sua carcassa (questo stando ai giornalisti), poi invece vince con l'Udinese, ricorda un po' a tutti che forse forse così morti non sono e tutti di nuovo a parlare di fuga. Pink raccomanda innanzitutto ai giornalisti di farsi curare un pochetto il disturbo bipolare, ma d'altronde Jung ha dichiarato "Anche se fossi vivo, non potrei fare nulla per loro!", cosa peraltro già detta da Freud a proposito di un altro personaggio del mondo dello sport. 
Iniziamo dalla Juventus che dopo una sconfitta con la Samp, un pareggio stinto e scolorito con il Parma, bisognava che si desse una mossa per rimettere su mattoncini in classifica. Insomma, che è tutto sto lassismo? A Pink sarebbe piaciuto tanto, ma proprio tanto avere l'audio di quello che ha detto Antonio Conte negli spogliatoi dopo le partite. Gordon Ramsey probabilmente si sarebbe spaventato, Pink ne è convintissima. Beh, aveva anche ragione! Prestazioni del genere non si possono e non si devono vedere da una squadra che punta al titolo. Si gioca per vincere e per vincere bene, non per fare il compitino. Così bisogna aspettare che l'Udinese vada a Torino per rimettere un po' le cose in chiaro. Pink è a cena a mangiare pesce e non segue la partita, che lo spirito della famiglia Agnelli la perdoni, ma a volte la Juve passa in secondo piano, specialmente davanti ad un piatto di trofie con ricci e bottarga. Ci pensa innanzitutto Paul Pogba con due mattonate che si infilano in porta a quasi 120km/h, una in alto alla fine del primo tempo, ed una in basso ad un quarto d'ora dall'inizio del secondo tempo. No, vabbè, tirala pure tranquillo una "stamborrata" in porta ogni tanto, Paul. Secondo Pink, c'era un tentativo scientifico nel vedere se le reti si bucano come nel cartone animato di Holly e Benji. Ve le ricordate? Tiri che rompevano i guanti del portiere, che sfondavano la rete, cose meravigliose.. In V elementare, ovviamente. Poi ci pensano Vucinic e Matri a completare l'opera e a chiudere su un definitivo 4 a 0 che chiarisce a Lazio e Napoli (che giocano entrambe con una divisa che ricorda molto un pigiama, come ricorda giustamente Red) che non è oggi che faranno il sorpasso in classifica. Forse un giorno, chissà, ma non oggi di sicuro. Neh!!! Quindi insomma, la Juve rimette le sue inseguitrici al proprio posto, conscia che non ci si può più perdere per strada, che tra poco riparte anche la Champions e che c'è la semifinale di coppa Italia, proprio con la Lazio. Semifinale che fa incazzare non poco la nostra Pink, ma non tanto per quello che succede in campo, che è pur sempre una partita di calcio (peraltro buona), ma per il fatto che i giornalisti della Rai sono delle cugurre professioniste degne di fare master di II livello di "Frastimmo applicato al calcio", e siano anche ciechi (probabilmente gli stessi che guardano Barbara D'Urso, ma questa è un'altra storia). No, perché forse vedevano un'altra partita rispetto a quella che veniva trasmessa a casa di Pink, dicendo che la Lazio stava giganteggiando in campo. Dove? Hanno segnato un gol di estremo culo (che comunque nel calcio serve) dopo che per oltre un'ora non erano quasi riusciti ad uscire dalla propria area di difesa. Il migliore in campo per la Lazio era Marchetti!!! Ha giocato quasi da solo! Onore a lui e ai suoi meriti che con la Juve vengono esaltati, ma da qui a dire che la Lazio ha giganteggiato in campo, un po' secondo Pink ci passa. Comunque finisce 1-1, come abbondantemente frastimmato dai cronisti della Rai che Dio li colga con un attacco di coliche renali, ed è tutto rimandato al ritorno della prossima settimana. Che meraviglia.
In casa Cagliari, come dicevano, si torna alla vittoria con Genoa e poi a fare un punto utilissimo a Bergamo. Punto che arriva senza che il Cagliari abbia mai segnato, visto che Canini non capisce cosa vuol dire l'espressione "gol dell'ex" e segna nella sua stessa porta, quella dell'Atalanta. Beh, Red si chiede che problema ci sia, Canini le pare abbia capito proprio ma proprio tutto dalla vita, soprattutto cosa sia un gol dell'ex! Per uno che ha capito, ma lasciamolo fare, che danno farà mai? Red è molto contenta di questo punto perché il problema del Cagliari di quest'anno non sono i non gol, come per esempio l'anno scorso, ma i cinque minuti di follia! E non ci sono stati, per due settimane di fila, e magari chissà, non meritiamo poi così tanto la B come qualcuno pensa, o perlomeno se si continua a crescere ci facciamo un bel girone di ritorno di belle speranze. Ma abbiate pazienza con Red. Due parole sulla vittoria contro il Genoa: la prima: Sau, la seconda: Conti. Piccolo commento rosso: Pattolino bello della zia, ti dovesse servire una torta al cioccolato, un the caldo, una sciarpetta fatta a mano, una zeppola spongiata ma buona mangiata vicino al caminetto casa di Red e Violet e soprattutto della tifosissima R&V's mamma per te è sempre aperta! Conti e Lopez che si abbracciano... che emozione! Oh capitani, miei capitani!
In Spagna il Barcellona incassa la sua prima sconfitta stagionale, mantenendosi però ancora primo in classifica con 8 punti sull'Atletico Madrid secondo, e 15 sul Real Madrid terzo. Olé! Intanto Mourinho festeggia 50 anni, volete fargli gli auguri di buon compleanno? Probabilmente vi risponderà "Porqué?". Comunque, auguri José. 
Il nostro amatissimo Tonara colleziona due pareggi, il primo in campionato con uno 0-0 contro il Codrongianus, mentre in coppa Italia promozione pareggia 2-2 con il Posada. Forza che sono punti preziosi e il lavoro e la voglia di vincere daranno i loro frutti!
E per questa settimana è tutto!!!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Chi non muore si rivede
...dice l'antico adagio. E' proprio vero che come nelle soap se non si vede il cadare freddo steso a terra bisogna diffidare delle morti.
Come avrete già immaginato stiamo parlando del vostro eroe di un tempo, chiassà se ne serbate ancora un bricciolo di ricordo...
Sandokan è riapparso una sera più tetro che mai nell'ascensore n° 2 in mezzo a una selva di studenti, in fondo proprio attacco allo specchio. Maneggiava con mirabile destra non la sua sciabola ma un i-Phone. Addosso portava un cappotto nero. Il lutto della sua bella Marianna perdura ancora in fondo al suo cuore. Come non esserne partecipi...
Ma le sorprese non finiscono qui e mai.
Mentre questa mattina giravo per il mio supermercato preferito in cerca di qualcosa di delizioso da sgranocchiare tra un pasto e l'altro, una torta di mirtilli o una al papavero?, ecco apparire lei, la piccola, grande e con cuore così Elisabeth. Anche lei a far spesa di buon mattino. Che brava massaia. Mi ricordo ancora quando usciva intorno alle 8,30 per comprare i suoi fatali ingredienti dopo aver, nell'ordine, svegliato il palazzo per fare il bucato nella doccia dalle 5 alle 6, steso dalle 6 alle 6,30 e fatta una rapida doccia dalle 6,31 alle 7,10 e colazionato dalle 7 alle 7,15. Nessun errore, tranquilli. Solo le grandi eroine possono fare la doccia e colazione assieme. E lavarsi i denti nel frattempo come truccarsi senza sbavare nulla nulla con il rosetto.
E sì, così pure lei cercava da mangiare con il suo celebre incedere sobrio con stivale di muflone e tacco 8. Vorrei vedere voi arrivare al bancone dei supergelati...Il carrello era già bello colmo di tante provviste da bruciare, ops cucinare al forno...In fondo deve tenersi in forma e piena di energie per salvare tutti gli appestati di questa terra. Poveretta! Poi adesso che deve badare da sola a sostenere il tigrotto di Mompracen...
Quasi quasi bisognerebbe dedicarle un post della serie "Ritratto di Signora"...vero?
 
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 25 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Reggio Emilia - Cornuta e mazziata (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
Stardust - Mika

La frase del giorno è:
Tu sei la mia persona.

giovedì 24 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Monserrato. Su fodagoni, il via libera è arrivato dal sindaco (Unione Sarda p. 25)

La canzone del giorno è:
This woman's work - Kate Bush

La frase del giorno è:
Niente maglietta gialle

mercoledì 23 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Gavino. "Rifiuti, una mazzata" (Unione Sarda, Provincia Medio Campidano)

La canzone del giorno è:
Piove - Jovanotti

La frase del giorno è:
La pagina non risponde

Ritratto di Signora: Carrie Bradshaw by Pink



Questo post è dedicato a voi tre, 
le mie anime gemelle:
Stefy, Mari e Ceci!
Miss you, ladies...

Anni fa, dopo un commento particolarmente acido su un abbinamento nei vestiti, mia sorella mi disse “Non c'è niente da fare, tu sei Carrie Bradshaw!!!”. Eh, magari... Io non ho un armadio traboccante di vestiti, non mi dimentico scarpe da 525 dollari di Manolo Blahnik a casa del mio ex, non scrivo per Vogue, non porto i tacchi da mattina a sera (come mi ricorda mia mamma 3 volte al giorno prima dei pasti), ma ho una collezione di ex che le fanno invidia e anche un Mister Big. O almeno è quello che credo finora...
Benvenuti nell'era dell'anti-innocenza: nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare; facciamo colazione alle sette e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile. L'autoconservazione e concludere affari hanno priorità assoluta. Cupido ha preso il volo dal condominio.” Questa è l'espressione delle donne degli anni 2000, tramite la voce di Carrie. Per noi donne del nuovo millennio, Carrie Bradshaw e le sue amiche sono state una voce quasi fondamentale per comprendere il cambiamento che ci ha travolto. E' vero che le quattro sono un po' degli stereotipi estremizzati di alcuni atteggiamenti femminili (Miranda il cinismo che nasconde insicurezza, Charlotte l'eterna romantica, Samantha la mangiatrice di uomini senza scrupoli), ma per la prima volta quattro donne adulte parlano di sesso e di problemi con gli uomini senza peli sulla lingua esattamente come facciamo noi quando usciamo con le nostre amiche. Sex and the city non è un telefilm su scarpe col tacco e vestiti firmati, ma un telefilm dove si parla di impotenza, di voglia di figli, dove con coraggio una donna può dire “Io non mi voglio sposare, non voglio figli, ma voglio trovare comunque l'amore della mia vita, quello vero che sia per sempre”. E' stato, a ben vedere, anche progenitore di altre serie televisive di successo come “Desperate Housewives”, dove vediamo delle donne protagoniste della loro vita e non in funzione di totem decorativo di un protagonista maschile, né in versione “nemica mortale” coma la famosa Alexis di “Dinasty”.
Io un po' la vita di Carrie la invidio, non tanto per i vestiti, le scarpe o i fidanzati (per quanto tutt'e tre meritino estremamente, escluso Aidan che proprio non l'ho mai sopportato), ma per quello che fa nella vita: scrivere. Carrie ha una rubrica molto molto letta su un quotidiano di New York, pubblica 5 libri (tra serie e film) e lavora per Vogue con una rubrica dove la pagano 5 dollari a parola. Non male, no? Facciamo i conti alla fine!
Quello che accomuna me e Carrie è la ricerca del vero amore, quello “ridicolo, sconveniente... che ti consuma. Del genere: non posso vivere senza di te, amore” e per questo motivo passiamo attraverso storie allucinanti e improponibili. Ci innamoriamo e soffriamo tantissimo, ma sappiamo bene che le nostre vere anime gemelle sono le nostre amiche più care e che nella nostra vita non potremmo vivere senza di loro: la sorellanza in versione anni 2000. Ed è proprio Big che nell'ultima puntata dice “Un uomo è fortunato ad arrivare quarto con Carrie”, dopo Miranda, Samantha e Charlotte appunto, le quali gli rispondono “Vai e riportacela!”, non “Riprenditela”, attenzione. Dicevamo poco fa che Carrie scrive. Lei e il suo laptop sono un tutt'uno in ogni puntata del telefilm, armata di sigarette, di gelati, caffè o altre cibarie, Carrie scrive su quello che vede, sulle abitudini dei newyorkesi moderni paradigma della gente di tutto il mondo, su come si comportano nelle loro storie d'amore, su quali sono le loro abitudini. Così non è raro trovare riflessioni di Carrie sui vibratori, sul sesso a tre, sull'amore gay, ma non meno sull'amore in senso più stretto. E' emblematica, almeno per me, la puntata sulle strane manie dei single, cioè come ci si abitua alla presenza dell'altro quando si comincia a vivere assieme al proprio compagno per la prima volta? La riflessioni sui sentimenti che fa Carrie sono le riflessioni che ogni giorno facciamo tutte noi donne. La primissima è quella che da il tema all'intera serie: è possibile fare sesso senza sentimenti come fanno gli uomini? Dopo sei stagioni di telefilm e due film io ho capito di no e credo che Miss Bradshaw coniugata Preston sia d'accordo con me. Tutta la sua storia nel telefilm insegue il grande amore, quel grande amore che lei incontra proprio alla primissima puntata: Mister Big. Ma quando il grande amore ti passa accanto non è sempre facile riconoscerlo, e anche quando si dice “Ti amo” a volte fa davvero tanto male. Carrie e Big si prendono e si lasciano una quantità infinita di volte, lui si sposa con un'altra, lei ci arriva quasi all'altare. E qui arriviamo alla seconda analogia profonda che Carrie ha con me: il matrimonio. Al primo vestito che si prova, Carrie ha una violentissima reazione allergica; prima ancora, nel vedere un anello di fidanzamento nella tasca della giacca del suo ragazzo, viene colta dai vomiti. Io e Carrie siamo fatte così... “Forse certe donne non sono fatte per essere domate, forse hanno bisogno di restare libere finché non trovano qualcuno altrettanto selvaggio con cui correre”. Ma non importa, non siamo comunque disposte a rinunciare all'amore, quello che ti fa perfino compiere azioni abominevoli che non avresti mai creduto tranne una: abbandonare le tue amiche. Carrie sa che loro ci saranno sempre e comunque e sa bene che niente che le riguardi potrà rovinare una delle altre, motivo per il quale non è un problema parlare del cancro di Samantha al matrimonio di Miranda. Le vere amiche ci sono sempre e sono sempre li a tenerti la mano, a spronarti quando ti sembra di non farcela, perché “non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche”. E quanto a Big, è evidente che lei non riesca a vivere senza di lui. E' lui la “causa” più o meno diretta della rottura di ogni rapporto di Carrie. E' a causa del tradimento con Big che Aidan la lascia la prima volta, è Big che va a riprenderla a Parigi quando lei ci si trasferisce con Aleksandr Petrovsky, è sempre con Big che Carrie fa le sue telefonate erotiche mentre lui è a Napa e lei sta frequentando Jack Berger. Non è per nulla se Big sta per Big Love! Lo perdona anche quando lui la lascia sull'altare perché non ha il coraggio di scendere dalla macchina. Non si vedranno per un anno, ma quando lei va nel loro appartamento, sei ore prima che cambi proprietario, per recuperare un paio di scarpe mai messe (Something satin blue di Manolo Blahnik), lì, nella loro cabina armadio, c'è Big con le sue scarpe in mano. E a quel punto non è più logica, è amore. Certo si, poi lei bacerà Aidan ad Abu Dhabi, ma al suo ritorno Big avrà in mano un anello con un diamante nero, non perché sia il colore della nostra anima, ma perché ognuna di noi è come nessun'altra al mondo. E se questo è il promemoria che dobbiamo portare per ricordare di essere sposate con il nostro amore della vita, beh, io credo che come sacrificio si possa fare.
Amicizia e Amore, ecco i veri fari della vita di una donna del nuovo millennio, le vere cose indispensabili. Non importano i vestiti firmati, i gioielli, le scarpe costose e chic, le due A sono quello che ci serve in assoluto di più: “Più tardi, quel giorno, pensai a lungo alle relazioni: ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche, quelle che sono vecchie e familiari, quelle che sollevano un sacco di domande, quelle che ti portano in posti inaspettati, quelle che ti portano lontano dal punto di partenza, quelle che ti riportano indietro, ma la relazione più importante, difficile ed emozionante è quella che si ha con se stessi. E se trovi qualcuno che ti ama e che ami... beh, allora è davvero fantastico.

P.s.: Questo post (escluso il presente post scriptum) consta di 1333 parole. 1333 x 5 dollari = 6665 dollari. Capite ora le scarpe costose? 

martedì 22 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ricerca. Chi rimane senza fiato non è un paziente di serie B (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
Friday I'm in love - The Cure

La frase del giorno è:
Perché perdere tempo a dormire?

lunedì 21 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Via Olanda - Colonia felina sotto attacco (Unione sarda, p. 19)

La canzone del giorno è:
Smooth criminal - Micheal Jackson

La frase del giorno è:
Enni eri uochi?

domenica 20 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Scuola di "mommotteria" a sa Corona Arrubia (Unione Sarda, cultura)

La canzone del giorno è:
Dies Irae - Giuseppe Verdi

La frase del giorno è:
Non mi faccio pagare da bere dai gentiluomini che mi disapprovano!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:39 e tramonta alle 17:28.

Luna: la Luna è gibbosa crescente. Avremo Luna piena il 27 di gennaio alle 4:40.

Cielo del mese, i pianeti: Saturno, il “Signore degli Anelli” astronomico, anticipa sempre più il suo sorgere tanto che a fine mese sarà osservabile praticamente per tutta la seconda parte della notte e all’inizio dell’alba si troverà nella culminazione a Sud. Il pianeta si trova nella costellazione della Bilancia.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Fabiano (papa), Molacca, Neofito (di Nicea), Sebastiano (20 gennaio); Agnese, Bartolomeo (Albano Roe), Epifanio (di Pavia), Patroclo (21 gennaio); Vincenzo (di Saragozza), Anastasio (di Asti), Ursicino, Teodolinda, Valerio (22 gennaio), Amasio, Clemente e Agatangelo, Severiano e Aquila (sposi), Emerenziana (23 gennaio); Francesco (di Sales), Babila, Timoteo e Agapio (di Antiochia), Sabiniano, Vera e Supporina (24 gennaio), Agileo, Anania (di Damasco), Bretannione, Poppone, Proietto e Amarino (25 gennaio); Tito e Timoteo, Alberico (di Citeaux), Teogene (di Ippona), Senofonte, Maria (e figli), Paola Romana (26 gennaio); Angela (Merici), Devota, Giuliano, Marino, Teodorico (di Orleans), Vitaliano (27 gennaio).

Il Santo: Il 24 di gennaio si commemora Francesco di Sales, santo e dottore della Chiesa (1567-1622). Vescovo di Ginevra, è stato un grande maestro di spiritualità, forse uno dei più grandi. Scrisse la Filotea, il Teotimo e molte altre opere mistico-ascetiche, tanto da essere considerato il padre della spiritualità moderna. Sono splendide anche le lettere contenute nel carteggio spirituale che ebbe con santa Giovanna di Chantal, insieme alla quale fondò l’Ordine della Visitazione. Fu apostolo della dolcezza e della mitezza, a cui si ispirarono molti altri santi dopo di lui. È patrono dei giornalisti, di cui lo stesso giorno ricorre la festa, scrittori, autori e media. Protegge i sordomuti.

Compleanni storici: Il 21 gennaio 1905 nasceva Christian Dior.

Questa settimana accadde: Il 26 gennaio 1965 l’Hindi divenne la lingua ufficiale dell’India.

La notizia del giorno… un anno dopo: Via Baccaredda, quel tappo insopportabile (L’Unione Sarda, Edizione del 22 gennaio 2012, p. 21).

Ricorrenze: Il 27 di gennaio si celebra il Giorno della Memoria. La scelta di questa data fu compiuta per ricordare il 27 gennaio 1945, giorno della liberazione dei pochi superstiti del campo di concentramento di Auschwitz, da parte delle truppe dell’Armata Rossa. In questo giorno, per una risoluzione dell’ONU, datata 1° novembre 2005, si commemora la Shoah e tutte le vittime del nazismo e del fascismo.

Curiosità: Il carnevale ogliastrino di Ulassai ha luogo dalla notte di San Sebastiano fino al giorno di Martedì grasso ed è caratterizzato dalla questua in onore del fantoccio “su Maimoni”, e dalle varie maschere: sa Ingrastula, ossia la madre del carnevale, su Maimulu, personificazione vivente del Carnevale stesso, l’orso, Ursu, o “omini aresti”, con i guardiani.

Le buone maniere di ieri e di oggi: Oggi si parla del tono di voce da tenersi in luogo pubblico. Ci sono vari casi, da analizzare, ma scopriremo che il contegno da tenere deve essere il medesimo. Partiamo da un piccolo esempio, coloro che fanno colazione al bar nel tavolino a fianco al vostro. Sono sicura che sia capitato a tutti di non riuscire a godersi la propria tranquilla e faceta conversazione a causa del volume sostenuto delle conversazioni dei vicini. Non c’è niente di più irritante, per chi lo subisce, e di più evitabile, con un pizzico di attenzione, per chi pratica la rincorsa al decibel proibito. Basti ricordare che, così come a noi può capitare di avere dei vicini di tavolino urticanti, possiamo facilmente essere altrettanto per gli altri. E viceversa!

Il Lama racconta: A voi che avete occhi per vedere ed orecchi fini, voglio narrare questa storia. Al vostro spirito che sente e nel sentire palpita e ricorda. Allo sguardo che nel buio scruta e vede. Al sorriso che vi si accende dentro, voglio sussurrare il segreto che mi hanno svelato le Janas, nei giorni che le incontrai. Erano tre fate, piccole piccole, ed io una bimba. Ero scappata. Forse sarei riuscita a recuperare mezz’ora di libertà, prima che il babbo mi ritrovasse alla finestra del castello diroccato, nel fitto del bosco. Sapeva dove venire a cercarmi. Eppure a me piaceva perdermi proprio là, anche se il tempo era breve. Non avevo ancora raggiunto le scale, passai l’arco di pietra e, prima di salire, volsi lo sguardo a sinistra, laddove si dipanava il bosco, con le sue querce e il lecceto. Fu lì che le incontrai. Abbeveravano i loro bianchi destrieri alla fonte più nascosta. Nei tempi che furono, molti le avevano viste cavalcare, eleganti e leggere, i capelli ramati sciolti al tocco della brezza. I giovani più valorosi e più veloci si erano lanciati al loro inseguimento, ma nessuno mai era riuscito a raggiungerle. Sempre svanivano, portate dal vento; allora quei valorosi seguivano le orme lasciate dai destrieri bianchi. Ma si perdevano, ché erano fatate. Ora erano lì. A pochi passi da me. Mi avvicinai e salutai quelle signore minute e benevole, accarezzai la criniera del più giovane dei loro cavalli. E vidi gli zoccoli dei destrieri girati a rovescio. Lasciarono che scoprissi il loro segreto, per il quale nessuno, per quanto veloce, potrà mai raggiungerle e ritrovarle. Ora lo sapete anche voi. Ma non ditelo. Non vi crederebbero. Soltanto noi Janas, conosciamo il senso profondo del a rovescio. E corriamo libere, in groppa ad un cavallo bianco senza nome e senza stalla (I bianchi destrieri delle Janas, Violet, per La Rassegna Stronza, Liberamente tratto da un’antica leggenda della Sardegna).

Così parlò zio Gecob: Ma quando sediamo vicini, insieme, scivoliamo l’uno nell’altra, ci fondiamo con frasi e parole. Il confine tra noi sfuma, è avvolto nella nebbia. Siamo impalpabile territorio.

sabato 19 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ora il caffè è amaro (Unione sarda, p. 21)

La canzone del giorno è:
Per fare a meno di te - Giorgia

La frase del giorno è:
Un bel requiem è quello che ci vuole.

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

-8 o anche di meno

E così scende la neve. Anche se non avete potuto vedere con i vostri occhi le immagini che la documentano a causa di un sabotaggio che vieta di pubblicare fotografie con il solo colore bianco. I tetti, le aiuole, le auto e le persone sono tutti belli imbiancati. Fidatevi.
Giovani studenti che approfittano della situazione per scatenare la vena artistica con pupazzi di neve a destra e a manca, battaglie di palle di neve tra una discussione scientifica e una lezione, sperimenti di aereodinamica sulle colline innevate con tanto di slittino di legno modificato.
Chiaramente questa perturbazione scandinava non ha scardinato le abitudini e gli abbigliamenti umani di questo popolo nella stagione invernale.
Sfidano i fiocchi e il ghiaccio in bici come se stesse piovigginando appena, forse montano tubolari chiodati. Ma non si comprende perchè qualcuno vada a correre all'aria aperta, sebbene tutto ben bardato, con una temperatura intorno ai -10. gradi. Ha una pelle bionica?
Eccezione i giovani, che a passeggio devo andarci con un maglioncino e maglietta. Si sciupa il capello fonato?
Siete certi, lo so, che questo bel bianco tipo zucchero a velo o ghiaccio nel frizer sarebbe piaciuto a Cristina D'Avena. Ve la ricordate?
Sì, le sarebbe...purtroppo ho scoperto che non abita più qui in questo accogliente palazzo.
Dovete sapere, infatti, che una sera, rientrando dal mio turno bibliotecario, ho visto in alto della settimana fila delle cassette delle lettere che mancava proprio il suo nome.
Ma come? Colei che ha dato tanto a questa comunità in fatto di tacchi e muffin non c'è più? Proprio ora che si devono eleggere i nuovi rappresentati-referenti del palazzo alla super-mega riunione dello Studentato?
La sua candidatura avrebbe raccolto la maggioranza dei voti o almeno, sicuro, il mio. Siatene certi. Non avrebbe avuto bisogno di infornare dolci, polli o carote per conquistare tanto apprezzamento nei cuori degli abitanti del condominio o del mio.
La sua oratoria, la sua retorica, la sua voce, i suoi argomenti, tutti entrati dalle orecchie come una bufera, avrebbero toccato pure le anime più insensibili che avrebbero accolto il suo messaggio con una rinnovata speranza nelle capacità altrui.
Ricordo ancora la profonda e calda sentenza in risposta a una domanda del custode che la incrociò nel controllo finale della mia stanza del vecchio appartamente.
Lui: "Ha (n.d.a. io) pulito il frigofero e la cucina?"
Lei "Sì, soltanto le sue parti".
Brava, bis.
 
Paul_Blau_Vierzig

Link per vedere in diretta l'Altstadt: http://www.heidelberg-webcam.de/ 

venerdì 18 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sartiglia, cavalli da laurea (Unione sarda, p. 32)

La canzone del giorno è:
I'm your man - Leonard Cohen

La frase del giorno è:
Siamo colti come i pomodori in estate!

giovedì 17 gennaio 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
No ostetriche no parti (Unione Sarda, cronaca italiana)

La canzone del giorno è:
Lullaby - The Cure

La frase del giorno è:
Tittia!

mercoledì 16 gennaio 2013

La notizia del 2012

Carissimi amici, è con viva e vibrante soddisfazione che possiamo incoronare la più bella notizia dell'anno 2012: una notizia allegra, che mette speranza (sempre che non partecipiate al funerale del vostro peggior nemico).

The winner is...

Bergamo. Pronto il funerale: la morta respira.

Grazie Unione Sarda!



Breaking news

La notizia del giorno è:
Serramanna - Rissa durante il funerale. Lite tra il necroforo e parenti di un defunto. (Unione sarda online)

La canzone del giorno è:
Carrasecare - Tazenda

La frase del giorno è:
I Ramses sono i faraoni punkettoni!

Pink, Red, Violet, Black, Rainbow e Cyan fanno i loro auguri di buon compleanno a Paul_Blau_Vierzig!!!

martedì 15 gennaio 2013

Breaking News

La notizia del giorno è.
Pony rapinato, bottino tre pizze (Unione Sarda, Cronaca italiana)

La canzone del giorno è:
Che bella faccia - Daniele Silvestri

La frase del giorno è:
Noi seguiamo la bibbia della colazione di Fiammetta!

lunedì 14 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
L'evasore più pericoloso mangia troppa pizza (Unione Sarda p. 1)

La canzone del giorno è:
Be that man - Goran Bregovic feat Eugene Hutz

La frase del giorno è:
Ci vogliono dei gufi per gufare il buon umore!

Tutto quello che so sull'essere adulti - by Pink


Frugando qua e la su internet mi sono imbattuta in un'interessante notizia. La Skipton Building Society ha svolto una ricerca per determinare quali sono gli indicatori dell' “Essere Adulti”. Aldilà del fatto che, come mi ha fatto notare giustamente un collega, in America finanziano veramente qualunque cosa mentre noi in Italia ci sbraniamo come porci per due lire che non andranno a nessuno, è interessante comunque vedere come sia percepito l'essere umano adulto nella società moderna. L'indice “EA” (semplifichiamo giovanilisticamente per comodità) è composto da 50 affermazioni che descrivono il comportamento dell'individuo adulto. Io ho voluto verificarle su di me, ma mi pare che la ricerca manchi di qualcosa di importante, ovvero non tiene conto di fattori economici e sociali prima di tutto. Al punto 1 infatti si dice che per essere adulto “si ha un mutuo”. Eh, bello... A me piacerebbe avere un mutuo, significherebbe che ho un lavoro e che ho una casa mia. Il fatto che non abbia lavoro e di conseguenza un mutuo mi rende non-adulta nei confronti del mondo. Andiamo avanti... Per essere adulti serve nell'ordine “prendere autonomamente le proprie decisioni finanziarie, avere sottoscritto una pensione integrativa, fare la spesa degli alimentari, aver fatto testamento, avere dei figli, pianificare mensilmente le spese”, e siamo solo all'inizio. Non so cosa succedeva a voi, ma io a fare la spesa ci vado da quando ero adolescente. Conosco tutte le botteghe della zona, so confrontare i supermercati in base ai prodotti che vendono, leggo i volantini delle offerte e non mi perdo al mercato del pesce. Ma non basta! Infatti, ahimé, io non ho una pensione integrativa, né figli, né ho fatto testamento (tié!!!). E come vogliamo metterla sul pianificare le spese??? Eh, beh, una pianificazione minima la faccio per quelle poche entrate che ho. Ma non sono ancora abbastanza adulta... E sapete perché? Andiamo ancora avanti... L'indice “EA” ci avverte che per essere adulti “si è in grado di cucinare una cena da zero, ci si è sposati, si ha un’assicurazione sulla vita, si presta attenzione a riciclare, si ha un conto di risparmio, si conosce il significato dei principali termini finanziari, si leggono i giornali, si ha un tagliaerba, si lavano da soli i propri vestiti, si porta fuori regolarmente la spazzatura, si piantano dei fiori, si è capaci di pulire di un termosifone”. Amici della Skipton... A parte il fatto che i principi base del riciclo te li insegnano alle elementari e che con la raccolta differenziata le cose sono un po' più facili, vorrei capire come il matrimonio e il saper mettere su una cena da zero facciano la differenza tra lo sgarzulo adolescente e il buon padre di famiglia. Conosco perfetti adolescenti sposati e ottimi potenziali “buoni padri” ancora senza la fede al dito e inabili tra i fornelli, quindi? Poi leggere il giornale io lo faccio da bambina, quando la maestra ci faceva fare i compitini sulle notizie del giorno e quello che faccio con questo blog denota almeno che ne leggo 3/4 al giorno tra cartaceo e web, tuttavia non avendo un tagliaerba, né sapendo pulire un termosifone (oddio, ma come si fa??) il mio tasso di “EA” tende precipitosamente verso lo zero. Per non parlare del fatto che non ho un conto di risparmio!!! Poco importa infatti il conoscere cosa vuol dire spread* se non si porta fuori la spazzatura... Chissà cosa ne pensa Mario Monti in proposito. Vorrei sapere se lui mette fuori le buste dell'umido, se divide il vetro dalla carta e se ha mai pulito un termosifone. E' ovvio infatti che i termini finanziari, il libretto di risparmio eccetera, lui ce li ha. Eppure, a quanto pare, Mario Monti è adulto e io no. Vorrei farvi ancora notare qualche caratteristica scientificamente approvata per essere adulti: si ha un’opinione politica, si guarda l’evoluzione dei tassi di interesse finanziari, si è infastiditi dalle case disordinate, si è in grado di cambiare una lampadina, si ha un aspirapolvere, si organizzano cene, si ascoltano stazioni radio informative, ci si diverte a fare giardinaggio, si passano i weekend a bighellonare. Segnatevelo sulla porta del frigo “Fare giardinaggio e passare i WE a bighellonare”. Nessun teenager sa passare al meglio un weekend bighellonando, credetemi che io teenager bighellonatrice lo sono stata. Dunque, dunque... Le lampadine le so cambiare, il disordine mi da fastidio (ricordate il post sull'ordine???), ma ascolto una stazione radio informativa due ore al giorno da lunedì a venerdì tra le 8 e le 10. Troppo poco??? Lo so!!! Ma c'è “Il Ruggito del Coniglio”, cosa ci posso fare se non dura 24 ore? E il giardinaggio mi piace, ma ecco, piccolissimo dettaglio, vivo in un appartamento del comune e non c'è il giardino! Avevo dei vasetti di erbette e odori e crescevano benissimo comunque! L'aspirapolvere è in casa, è un bene comune, vivo coi miei, lo usiamo tutti, come lo devo considerare secondo voi? Il resto dei punti è fatto per deficienti perché, secondo loro, solo gli adulti sanno seguire una ricetta medica o portano le borse della spesa in macchina “perché non si sa mai...”, come se nei supermercati non ci fossero le buste biodegradabili (che puoi usare anche per l'umido! E poi non sto attenta al riciclo, idiota!). Un adulto va a letto prima delle 23, ma sta sveglio per il lavoro. Dorme o sta sveglio quest'adulto? Un adulto che non deve chiedere mai indossa la giacca per uscire con gli amici. Esci senza giacca a Gennaio e ti ritrovano come un bastoncino Findus. E le donne? Le donne non portano la giacca, al massimo il cappotto, ma non sono contemplate. Questa ricerca è visibilmente sessista, dunque. Un vero adulto lava i piatti dopo mangiato, ma io ho in casa la lavastoviglie e non la attacco dopo ogni pasto perché non è del tutto carica ed è meglio attaccarla nella fascia serale perché si risparmia, visto che io non sarò un adulto, non esco sempre con un paio di scarpe curato, ma sto attenta ai consumi e alle bollette. Non archivio nemmeno la posta, lo fa benissimo mio padre che è tendente al maniacale con queste cose. Io ricevo prevalentemente email, opportunamente sistemate in cartelle specifiche. Un vero adulto sa cambiare una ruota della macchina. E se non ha la macchina? Io non ce l'ho e se comunque mi si bucasse non lo saprei fare. Crocifiggetemi, o dei della maturità! Altro dettaglio molto importante è quello legato ad asciugamani e piatti, perché un vero adulto patentato possiede di entrambi sia un servizio “da tutti i giorni”, sia un servizio “buono”. Ma per usarlo dove, se vivo coi miei genitori? Cioè, come ogni buona damina che si rispetti ho il corredo (o meglio, adesso ne ho una parte, l'altra è volata via), ma credete che dovrei usarlo dai miei? Ho anche delle splendide padelle in ceramica e una pietra ollare per cuocere carne e pesce in modo sano alla cena che organizzo e so preparare da zero, con invitati maschi che indossano la giacca per cambiare le ruote del tosaerba. Ehm... Sto facendo confusione e un vero adulto non fa confusione. Questo dev'essere sicuramente il punto 51. Ma come si può pensare di imbrigliare l'essenza dell'EA in un elenco di voci da spuntare per poi dire “Fatto!”, dimenticandosi completamente di quanto sia più importante il cervello. La vita ci mostra esempi di bambini diventati adulti troppo presto per motivi terribili, senza mutuo, senza casa, senza tosaerba o asciugamani eleganti e di over40 che ti aspetti maturi e che invece sono degli eterni Peter Pan pur avendo figli, organizzando cene e con interi vigneti. Ma adesso scusatemi, s'è fatto tardi e devo sentire i miei genitori almeno una volta alla settimana, mi sposto dal computer e vado in cucina a chiedere come stanno, come fa un vero adulto!




* Spread: differenziale denaro-lettera (bid-ask spread) cioè la differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo e il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo e per questa ragione è spesso usato come misura della liquidità del mercato. Skipton??? Prrrrrr!!!

domenica 13 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Marina - Via Baylle, vergogna a quattro piani (Unione sarda, p. 20)

La canzone del giorno è:
Lui non ci sarà - ClanDestino

La frase del giorno è:
Aveva i pantaloni così stretti che non si vedeva solo il sesso, ma pure la religione!

L'Almanacco di Violet



SIGLA!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:42 e tramonta alle 17:20.

Luna: Luna crescente. Primo quarto il 18 di gennaio alle 23:47.

Cielo del mese, i pianeti: Per tutto il mese Mercurio è inosservabile. Il pianeta si avvicina al Sole fino alla congiunzione del 18 gennaio.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Ilario (di Poitiers), Ivetta, Leonzio, Remigio (di Reims), Vivenzio (13 gennaio); Dazio, Nina (apostola della Georgia), Potito, Saba (14 gennaio); Arsenio, Bonito, Efisio (di Cagliari), Ida, Mauro, Romedio (15 gennaio); Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto (protomartiri dell’Ordine dei Frati Minori), Marcello (I papa), Priscilla (di Roma), Troviero (16 gennaio); Antonio (abate), Roselina (di Villenueve), Leonilla, Sulpizio (17 gennaio); Zenone e Melanippo, Prisca, Margherita (d’Ungheria), Successo, Paolo e Lucio (18 gennaio); Archelaide, Tecla e Susanna (martiri di Salerno), Germanico, Macario (il Grande), Ponziano (di Spoleto), Remigio (19 gennaio); Fabiano (papa), Molacca, Neofito (di Nicea), Sebastiano (20 gennaio).

Il Santo: Il 16 di gennaio (in altre località il 18) la Chiesa ricorda santa Priscilla. Fu martire a Roma nel 98; nonna di Prassede e Pudenziana, a loro volta sante, madre del senatore Pudente, divenuto santo pure lui.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è Priscilla. È il diminutivo femminile del latino Priscus e significa “antica”. Il suo numero fortunato è il 3; il suo colore è il blu; la pietra portafortuna di chi porta il nome Priscilla è lo zaffiro; il metallo ad esso legato il rame. In Italia sono poco meno di settecento le donne che portano questo nome, il 21% delle quali vivono in Friuli, il 19,8% in Umbria e il 15,4% nel Lazio. Pochissime nel resto del Paese. Nella classifica dei nomi più comuni si attesta al milletrecentonovantesimo posto. Per quanto raro io lo trovo molto bello: mettetelo alle vostre future bimbe! Priscilla: prodigiosa, romantica, interessante, sensuale, combattiva, intelligente, logica, ammirata.

Compleanni storici: Il 15 gennaio 1622 nacque Moliere.

Questa settimana accadde: Il 19 gennaio 1853 fu rappresentato per la prima volta il Tovatore di Giuseppe Verdi.

La notizia del giorno… un anno dopo: Città ciclabile: oggi pedalata alla ricerca di una pizzeria (L’Unione Sarda, Edizione del 18 gennaio 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Il 13 di gennaio si celebra la Giornata Mondiale per il Dialogo tra Religioni e Omosessualità. Speriamo che qualche mente illuminata ne parli!

Curiosità: Inizia il Carnevale. In Sardegna “fuochi” per Sant’Antonio abate (o del porcellino) e San Sebastiano, a seconda delle zone e delle tradizioni. Prime discese delle maschere tradizionali: Su Maimulu a Ulassai, Boes e Merdules a Ottana, Su Bundu a Orani, Mamuthones e Issohadores a Mamoiada, Sos Corriolos a Neoneli, S’Urtzu e Mamutzones ad Aritzo, Maschera a Gattu a Sarule, Maschera a Lenzolu a Aidomaggiore, Sos Cotzulados a Cuglieri, S’urtzu e sos Bardianos a Ula Tirso, Sas Mascaras Nettas e Sas Mascaras Bruttas a Lodè, Is Cerbus a Sinnai, Is Mustayonis e s’Orcu Foresu a Sestu, S’Urtzu e is Sonaggiaos a Ortueri, Mamutzones a Samugheo, Sos Corrajos a Paulilatino, Urthos e Buttudos a Fonni, Su Corongiaiu a Laconi, S’Urtzu e Sos Colonganos ad Austis, Sos Tumbarinos a Gavoi, Sa Filonzana in diverse località del nuorese, Su Battileddu a Lula, Sos Thurpos e S’Eritaju a Orotelli.

Le buone maniere di ieri e di oggi: Abbiate pazienza, amici, se Violet vi tedierà anche questa settimana con alcune considerazioni sull’opportunità o meno di rivolgere un saluto nei luoghi pubblici. Potrà sembrarvi ozioso, o stucchevole, chiederci il valore di un saluto e soprattutto della grazia e della spontaneità con cui è porto, ma ritengo che la vita sia difficile per almeno un milione di buoni motivi, senza dover aggiungere la nostra incostanza e disattenzione agli altri. Non trovate? È differente avvicinarsi allo sportello, alla banca, alla posta, all’ospedale (quando dobbiamo pagare il tiket per una visita) e alzare per un attimo lo sguardo, fissarlo su quello di chi troviamo di fronte e augurare “Buongiorno”. È differente. Lo è anche se spesso non ci badiamo. Anche se non lo sembra. Lo è soprattutto se, pian piano, quel gesto diventa spontaneo, immediato e reciproco. Pensateci: che siate da una parte o dall’altra dello sportello poco importa. Basta iniziare. È il bello del gratuito della vita di tutti i giorni.

Il Lama racconta: “Quando il primo bambino rise per la prima volta la sua risata si infranse in mille e mille piccoli pezzi, che si dispersero scintillanti per tutto il mondo. Così nacquero le fate”. James Matthew Barrie racconta con queste parole l’origine delle fate, in Peter Pan, il suo libro più famoso. Ma come sono nate le Janas, le piccole fate sarde? Nessuno lo sa, o forse, semplicemente, nessuno più lo ricorda, perché la loro origine si perde nella notte dei tempi, quando la nostra Isola era popolata dai Giganti e per essi si edificavano grandi tombe, quando le fate non dovevano nascondersi e potevano vivere felici nelle Domus, piccole piccole, adatte alla loro misura. Sappiamo che esistono, però. E che i bambini, con i loro teneri sorrisi, sono le loro creature preferite. Si dice, ma io so che è vero, perché quando ero piccina le ho viste, che le Janas si accostino alle culle dei bambini appena nati. Emanano una luce bellissima, intensa e incantata. Allora puntano i loro occhietti sul nuovo arrivato e decretano il suo destino. Le Janas, infatti, non sono né buone, né cattive. A volte però sanno essere permalosette e dispettose, e se il bimbo ha paura o fa loro le smorfie, può capitare che i suoi giorni siano un po’ agitati. Ma per il bambino che calma il suo pianto al loro splendore, e sorride, l’avvenire è di certo splendente! (Come sono nate le Janas?, Violet, per La Rassegna Stronza, Liberamente tratto da un’antica leggenda della Sardegna).

Così parlò zio Gecob: Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

Così aggiunse Violet: Sono testarda come un asinello sardo! E me ne vanto!!!


sabato 12 gennaio 2013

Omaggio

"Ricorda Signore questi servi disobbedienti 
alle leggi del branco 
non dimenticare il loro volto 
che dopo tanto sbandare 
è appena giusto che la fortuna li aiuti 
come una svista 
come un'anomalia 
come una distrazione 
come un dovere"



Queste sono le ultime parole dell'ultima canzone dell'ultimo album in studio di Fabrizio de Andrè, Anime Salve. Potrei non aggiungere nulla: penso che ci sia in questa canzone, e più ancora in questa frase, tutta l'essenza di una carriera, di una poetica, di una vita. 
Ma non posso chiudere qui. E' che sono innamorata di lui. 
Della sua voce profonda, dolorosa e calma. Che accende di speranza le storie degli umili e vela di malinconia i lieti fini. 
Delle sue parole, che ridono dei dei tabù e accusano la grettezza dei benpensanti. 
Della sua poesia, così bella che fa male, così dolorosa che guarisce.
Della sua Genova, che ho visto solo dal ponte di una nave, stagliarsi misteriosa e caotica davanti ai miei occhi  di bambina, inerpicarsi su montagne che mi parevano dipinte. Ma l'ho fatta mia sognandola nelle sue canzoni, ascoltandola vivere nella sua voce e nella sua lingua.
Della nostra Sardegna, che ha compreso come fosse un suo figlio, che ha perdonato come forse un suo figlio non avrebbe saputo fare, che ha amato come fanno gli innamorati.
Della sua sobrietà, che non ha mai rovinato con troppe parole un talento limpido e unico.
Della sua timidezza, che ha fatto si che di lui parlassero sempre più gli spartiti che i giornali.
Della sua sincerità, che non gli ha mai fatto vestire i panni del super eroe.
E poi delle sue prospettive perennemente inaspettate, della sua anarchia, del suo accento buffo nel parlare il sardo, del suo saper mettere in crisi chiunque, e al contempo togliere dal giudizio chiunque. Delle sue canzoni che ho cantato mille volte e con mille persone e compagnie, di quelle che mi fanno ridere e di quelle che mi commuovono, del suo amore per una bandiera rossoblù (anche se non è la mia) e dei suoi papaveri rossi.
L'undici gennaio del 1999, è sciocco, ma quando arrivando a scuola sentii che non sarei più potuta andare ad un suo concerto mi commossi, seduta sui gradini del Riva. C'era compito di greco, ma non ricordo come andò. Ricordo che a ricreazione cantammo "Bocca di rosa". 

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Aria di neve
Per un po' oggi il colore predominante è stato il bianco...

ma non lo vedrete a causa di problemi di caricamento foto nel blog.

Paul_Blau_Vierzig

Breaking news

La notizia del giorno è:
Carbonia - Un premio in carta igienica (Unione sarda, p. 33)

La canzone del giorno è:
Crazy - Aerosmith

La frase del giorno è:
Non dire "Possiamo spostare il tavolo?" se non vuoi mancare di rispetto.

venerdì 11 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sardara. Guerra santa alle cornacchie (Unione Sarda p. 29)

La canzone del giorno è:
S'i fosse foco - Fabrizio De Andrè

La frase del giorno è:
Chi rema contro gli scampi crudi?

Stiletto Sport, il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!



La domenica del “tanto paga la Pro Patria”

Vi avevamo lasciato tra le renne di babbo Natale con il derby stronzo e ci ritroviamo dietro lo scarico della scopa della befana… sembrava dovesse cambiare tutto e invece non è cambiato niente: Lampard non Lampard, Drogba non Drogba, stipendi non stipendi, stadio non stadio, botteghino non botteghino… Non si usa più m’ama non m’ama con una margherita in mano? Mah! 
Poi succede che il Milan va a fare una bella amichevole a Busto Arsizio e dagli spalti si leva il coro della solita idiozia. Nemmeno ci si stupisce più. Non ci si stupisce che in uno stadio, piccolo o grande che sia, ci si diverta a fischiare qualcuno in quanto portatore di geni non graditi. E così Boateng diventa il bersaglio del razzismo presente quel giorno allo stadio, perché si, stupidi o non stupidi, molti o pochi, soliti o insoliti, sono razzisti coloro che insultano le persone diverse per colore di pelle, origini, religione, cultura, lavoro. Ma in questa solita triste prassi degli stadi italiani qualcosa all’improvviso stupisce. Perché Boateng si arrabbia. Il ragazzo si indigna e la partita si ferma. E per qualche telegiornale di fila sembriamo piombati in un posto civile. Sembriamo per qualche giorno felici che il calcio si sia fermato in nome di civiltà e dignità. Giornalisti, tifosi, società fanno quadrato intorno al giocatore, la città di Busto Arsizio e la squadra Pro Patria sono costrette a chiedere scusa, le persone che hanno fischiato sono additate per quel che sono, sembra la rivoluzione del calcio. È la Fifa a riportare il discorso alla routine: lo spettacolo deve andare avanti, Boateng è un incosciente, le partite non si possono fermare. E beh, la proverbiale saggezza Blatteriana ci mancava proprio, eppure in Italia per una volta andiamo avanti sulla retta via e, pur pensando a quale sia il modo migliore per arginare il fenomeno, continuano a fioccare gli attestati di stima e solidarietà per quanto accaduto. Ma secondo voi, si chiede Pink, Boateng che avrebbe dovuto fare? Passi per il pallone calciato in curva (ma anche chissenefrega), avrebbe dovuto star lì a prendersi i fischi? Pink per una volta appoggia il Milan e la sua società nella decisione che ha preso. Bisogna tutelare i propri giocatori dalle teste di cazzo* e in questo il Milan ha agito, secondo Pink, con coscienza.
Poi ricomincia il campionato, di sabato, come al solito. Catania e Torino pareggiano senza reti. Poi tocca al Cagliari, all’olimpico contro la Lazio. Perdiamo, due a uno, solito schema: giochiamo alla grande, Sau ci porta in vantaggio e poi, a fine partita quei maledetti cinque minuti in cui perdiamo ormai di ordinanza in seguito a disgrazie multiple grazie alle quali ci ritroviamo in nove, con un allenatore in meno (meno male che ne abbiamo due) con un rigore contro e chi più ne ha più ne metta. Ma a questo giro non è questo che interessa a Red. Il problemino che ha fatto uscire il fumo dalle orecchie alla pulzella rossa è un altro, e poco conta che riguardi Ibarbo bello o qualcun'altro. Il punto è che a parte della curva laziale non è piaciuto il colorito d’ebano del rosso blu, esattamente come a Busto Arsizio era risultato indigesto il sano colorito di Boateng. E giù fischi, come da copione. Solo che il copione era stato stravolto da troppo poco tempo per non saltare agli occhi l’ipocrita, improvviso, cambiamento di rotta da parte dell’opinione pubblica. Così a Sabato Sprint timidamente lo sfigato conduttore ha provato a chiedere a Lotito che pensasse. Ma sapete, l’olimpico è grande e Lotito non ha sentito. E se anche qualcuno ha fischiato erano i soliti venti idioti (ma perché sempre venti? Ma li conosce uno per uno?), e a parlare di queste cose si da solo visibilità alle due suddette decine di decerebrati, e no, non siamo razzisti noi! E le partite non si possono fermare, e le porte degli stadi non si possono chiudere, e i presidenti e i sindaci non devono chiedere scusa a niente e a nessuno, voi li avete visti fischiare? Noi no. E poi basta, silenzio. Ben tornati in serie A, bentornati in Italia! Lo spettacolo deve andare avanti! Ma lo spettacolo è pessimo. I prefetti hanno probabilmente ragione a sconsigliare la sospensione delle partite per ragioni di pubblica sicurezza, ma si possono chiudere le porte degli stadi: una giornata al primo minchione che vorrebbe che il mondo fosse sbiadito, poi due se continuano, tre, dieci, un anno… fino al raggiungimento di una accettabile quota di civiltà. D’altronde noi a Cagliari lo sappiamo che ai tifosi costa star lontano dalla propria squadra, e che alla squadra pesa affrontare un campionato tra porte chiuse e campi a su corru ‘e sa frucca, ma si sopravvive! Da tifosa e da cagliaritana, Red avrebbe voluto chiedere tante volte scusa a chi è stato insultato al Sant’Elia per sole futili ragioni cromatiche, e il fatto che lei sia totalmente estranea anche solo a un pensiero simile non toglie il fatto che le pessime azioni attuate sotto una bandiera comune sporcano anche quel che è pulito. Questo la inorridisce, come il calcio in Italia abbia scordato l’umanità, come i presidenti delle squadre non sentano minimamente la responsabilità di quanto può succedere in nome della bandiera della loro squadra dentro il loro stadio tramite la vendita di biglietti il cui incasso va alla società, mica in beneficenza ai bambini orfani di guerra! Non le scende il fatto che l’opinione pubblica si lavi la coscienza solo a Busto Arsizio, che quel che gira intorno alla serie A sia troppo grosso per discuterlo e il prezzo dell’ipocrisia di settimana a questo giro lo paghi solo la Pro Patria. 
Scusate lo sfogo amaro e poco calcistico, anzi no, non scusatelo. Red di questo voleva parlare, del fatto che Boateng si sia dimostrato la persona più di buon senso che gira intorno al calcio italiano, perché ha avuto reazioni umane e anche calibrate, e ha anche saputo esprimere solidarietà ai colleghi, del fatto che l’ipocrisia le dà la nausea e la perdita della propria dignità davanti al potere e agli interessi anche di più. Pink ha lasciato sfogare giustamente Red, ma deve dire anche la sua. Potranno fare anche un milione di leggi contro queste pratiche barbare, le squadre potranno spendere miliardi di euro in campagne di sensibilizzazione che se non cambierà la mentalità del tifoso non si muoverà niente. Le partite devono essere immediatamente sospese in questi casi, subito. E' il tifoso che ci deve perdere, è il tifoso che deve dire a chi fischia "Senti, io ho pagato fior fior di biglietto per essere qui (o fior fior d'abbonamento in tv), tu con i tuoi coretti razzisti del cazzo* mi impedisci di vedere quello per cui ho pagato! Fai una cosa, mia cara faccetta nera de 'sta minchia*, evapora dallo stadio tu e tutta la tua regale combriccola!" Insomma, noi tifosi dobbiamo cambiare mentalità, noi dobbiamo essere i primi a non essere razzisti e non solo per il colore della pelle. E Pink, che spesso spara scemenze sulle altre squadre, lo sa bene che basta un'inezia per passare dallo sfottò al razzismo. Tante volte ce la prendiamo coi napoletani, li insultiamo anche pesantemente per il fatto di essere napoletani. Siamo meno ipocriti tutti e facciamoci un esame di coscienza, perché questo è razzismo tanto quanto un coro per un giocatore di colore. Impariamo tutti un po' di più a vivere il calcio con serenità, guardiamo al nostro orticello interiore e vediamo se con serenità abbiamo mai peccato di "razzismo calcistico" non solo umano. Messaggio che Pink invia anche a tutti giocatori, che sappiano usare meglio interviste e social network perché i tifosi poi li prendono ad esempio. 
Quanto al calcio a Red basta far notare alla Juve che le sue mazzine funzionano, anche se i tre punti alla Samp fanno male alla classifica rossoblù non importa, mazzina partita mazzina riuscita! Pink ci tiene a precisare che il guardare al proprio orticello è sempre una gran cosa e che, sapendo quanto è superstiziosa Red, da oggi in poi non rispetterà la regola del "It's oh so quiet, shhhh, shhh" ma darà un po' più voce ai suoi pensieri. A Pink bastano solo i pensieri infatti, non le mazzine. Le mazzine sono faticose, rovinano i capelli, i pensieri vengono e basta. Quelli di Pink attualmente sono tutti veri, compresi quelli sul Cagliari che (seppur a malincuore) ci sono. Quindi, occhio ai pensieri della Signora in Rosa che ci becca sul campionato di serie A come col pacco matto di Max Giusti (siamo ad una media di 8 su 10 indovinati). Per ora sono tutti dove lei li ha pensati, nel bene e nel male. Ha toppato solo sulla Champions della sua Juve, ma il pensiero corretto era "La Juve non ha una squadra per andare lontano in Champions", quanto sarà questo lontano ancora non è stato saperlo... I pensieri di Pink sono onesti e oggettivi, le mazzine non lo sono mai, e se si avverano saranno lacrime per la metà rossa di questo blog.
Messi ha preso il quarto pallone d’oro di fila (e Pink è molto felice che il record del suo Michel sia stato superato da un giocatore del genere!), Blatter alla fine ha detto che Boateng è stato coraggioso e poi la solita sfilza di minchiate, la classifica del Cagliari è brutta brutta, del Fabbro è bravo e il Tonara se la passa come il Cagliari, ahi lei. La Juventus è ancora prima nonostante la sconfitta e l'Inter ha comunque perso, Pink se la ride!
E poi basta, sperando che piova sale sulle zucche di tutti (comprese le nostre che male comunque non ci fa e anche su quelle dei nostri lettori), ricordiamo a tutti quelli che vogliono essere “padroni a casa loro” che un padrone di casa che insulta i suoi ospiti è il peggior padrone di casa che si possa immaginare, per chi invece ama i colori molteplici l’invito è ad amarli nel silenzio dei propri sentimenti ma anche ad alta voce e con coraggio, a testa alta davanti a tutto il mondo e nonostante qualunque altro interesse.

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!

*Miss Pink si scusa per le parolacce, ma quando una cosa è stupida le vengono...
Miss Red tiene davvero a precisare che per quanto riguarda mazzine e superstizione lei gioca e scherza, ma scherza davvero. Perché il suo orticello antirazzista e sportivamente corretto è pulito, ma pulito davvero. E se pensate che sia troppo immodesta... nulla gliene frega!

giovedì 10 gennaio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Barisardo - Dichiarato morto, l'Inps si scusa (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Twist and shout - Beatles

La frase del giorno è:
Metti che un governo vuol fare un provvedimento per cambiare la realtà... Non può!

Buoni propositi. By Cyan



Eccoci qua! Sani e salvi! 
Siamo scampati alla profezia dei Maya, ai discorsi del Presidente della Repubblica e del Papa, al pranzo di Natale con i parenti, al cenone di Capodanno.
Prendo in prestito una battuta da un famoso “cinepanettone” di qualche anno fa per dire: “Anche questo 2012 se lo semo levati dalle palle!”
Bon!
Il nuovo anno è cominciato da una settimana e, forse per colpa di quest’anticiclone, che al posto della neve ha portato temperature più che primaverili stiamo già pensando alla prova costume. E sì, perché bisogna pensarci per tempo.
Infatti, al primo posto nella classifica dei buoni propositi per il nuovo anno, chissà come mai, c’è sempre:
DIMAGRIRE! Che si tratti di un etto o di qualche chilo, ogni donna, dopo le abbuffate natalizie, terrorizzata al pensiero di salire su quell’orribile strumento di tortura psicologica comunemente chiamato “bilancia”, decide che tempo massimo un paio di mesi deve perdere peso.  Cavolo, riusciamo a perdere qualsiasi cosa, di qualsiasi forma e dimensione, ma peso mai! O se ci riusciamo, è lui, il peso, a ritrovare noi. Mistero…
Comunque sia, noi non demordiamo. Darci per vinte? Giammai! E allora, ecco che, per raggiungere il nostro obiettivo, ci costringiamo (plurale, perché è sottinteso che oltre noi, metteremo a dieta anche il resto della famiglia) a mangiare meno e in maniera più sana. Come per incanto, il nostro frigo e la nostra dispensa si riempiono di: frutta, verdura, yogurt e qualsiasi altro alimento che sulle confezioni riporti la dicitura “light” o “-n% di grassi”. Ovviamente, la nostra caparbietà in fatto di dieta andrà a farsi benedire ben prima di raggiungere il nostro traguardo, ma a quel punto saremo ancora in tempo per prenotare una vacanza in montagna.
Ok, il primo proposito è andato. Veniamo ai successivi:
2) MIGLIORARE. In questo proposito rientrano tutti i miglioramenti che ci vengono in mente, dal nuovo taglio o colore di capelli, a un nuovo look che ci trasformi da “bidella trasandata” a “miss Italia”, a un nuovo lavoro meglio retribuito e più interessante (anche solo un lavoro, per chi non è così fortunato da averne già uno), a un nuovo amore (ci sono ancora vantaggiosi incentivi per la rottamazione…). Insomma, avete capito, tutto ciò che ritenete utile a migliorare la vostra vita!
3) PROGETTARE. Questa parolina magica bisogna dirla sottovoce quando ci sono maschietti in giro.  Solo a sentirla, non si sa ancora bene perché, battono in ritirata. Non stanno neanche a vedere a quale progetto ci stiamo riferendo, tutto ciò che riguarda assumersi delle responsabilità li paralizza quindi, facciamo molta attenzione. Se il progetto riguarda solo noi, leggiadre fanciulle, via libera. Possiamo sbizzarrirci, lasciare libero sfogo a tutte le nostre fantasie. Se il progetto include anche la loro partecipazione/collaborazione, meglio prepararli psicologicamente con largo anticipo. In ogni caso, anche se fosse pieno agosto, meglio tenere a portata di mano un maglioncino, i brividi che percorreranno la loro schiena quando gli esporremo la nostra idea li faranno sentire catapultati in Alaska nel più gelido degli inverni.

Naturalmente, questa era la vetta della mia personale classifica semiseria di buoni propositi per il nuovo anno, ma non credo di essermi discostata molto dalle vostre, per questo ho sempre parlato al plurale, non vogliatemene.

Questo è il mio primo post del 2013 e mi piacerebbe che fosse un augurio per tutti noi. Ci auguro che durante questo nuovo anno possiamo realizzare tutti i nostri desideri, che ci siano stimoli e passioni che ci spingano verso nuovi traguardi, che sorrisi sinceri illuminino i nostri momenti bui e che abbracci affettuosi ci sostengano quando sentiremo venir meno le nostre forze. E che ci siano amici, tanti amici, con i quali condividere la nostra vita.
Vivete con gioia!
Cyan