giovedì 28 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Collinas. "Atzori non conosce l'italiano" (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
Given to fly - Pearl Jam

La frase del giorno è:
Tu puoi essermi amico sotto ogni forma, perché conosci la sostanza

mercoledì 27 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. Meno rosette, più baguette a basso costo (Unione Sarda p. 26)

La canzone del giorno è.
Nessuno allo stadio - Elio e le storie tese

La frase del giorno è:
Se i Grillo può andare in parlamento a maggior ragione il Sassuolo può andare in serie A!


martedì 26 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Buggerru. Sigarette in spiaggia. Proseguono le ricerche (Unione Sarda, provincia Sulcis)

La canzone del giorno è:
Te c'hanno mai mannato a quel paese - Alberto Sordi

La frase del giorno è:
Chi è causa del suo mal pianga se stesso


Le storie di Rainbow - Incompiuti


Contraddizioni come nappa fitta appannano i pensieri.
Chiusi dentro astucci di carne, non riusciamo nemmeno a saltare giù dal gradino del marciapiede. I dislivelli ci fanno paura.
Mutiamo forma mentre nascono le parole. Ardua elaborazione. Le parole.
Il potere su noi stessi non lo abbiamo. Perdiamo il filo dell'essenza e sfioriamo. Lasciamo andare tutto ciò che non è immediatamente classificabile. Ci piace la coperta calda e il caffellatte appena svegli.
Pochi centimetri di distanza. Lo scudo è un tavolino tondo. La quinta una vetrina lacrimata di gocce di pioggia densa. L'acqua piange per noi, poveri esseri che non ci fidiamo di evaporare, per scomparire e tornare sotto la forma della pioggia. Andare a nutrire la terra, a far crescere l'erba, ad essere bevuti. No. A noi uomini piace sentirci tra le esili braccia di una casetta.
Si riprendono momenti sospesi nel filo del tempo. Lasciati al vento nella preghiera che poi, una volta asciutti, possano essere conservati nel cassetto dei ricordi. 
Le mani si sentono e parlano.
Alcuni momenti danzano nella realtà e poi si fanno più intensi. Crescono, raddoppiano di volume. Sono gassosi e hanno voglia di diventare misurabili.
...Mi ricordo quando ti ho vista la prima volta! Un concerto, l'estate, il profumo della notte. 
Certe belle storie d'amore nascono da attimi come questi. Poi ci vogliono almeno bagagli simili.
Altre volte restano invece puntini di luce che lanciamo sempre più lontano, sempre più lontano. Come se fossero lucciole che ci segnano la via di un sogno, di un realtà parallela, di un percorso invaso di rovi e cespugli. Di more, di lamponi, di piccole spine, di pietre e di funghi che crescono in una macchia spontanea.
Siamo attaccati dagli spiriti della coscienza e dall'alito dell'etica pressante.
Poi torna in mente la questione delle relazioni, ossia a chi devo affidare la fedeltà. Devo essere fedele a me stesso, devo essere fedele agli altri? 
Ci sono chiacchiere più spesse e più dritte che fanno da eco a una mancata manciata di ore d'amore.
Ma l'amore tra corpi, a volte, diventa un modo per comunicare senza inciampare in sovrastrutture di educazione e di giudizio. Quel terribile grosso uomo con la barba, ha i palmi sui pomelli d'oro, e parla, parla incessantemente di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. 
Io penso sia necessario,quasi obbligatorio essere teneri verso noi stessi. Se non altro, come se non fosse abbastanza, per rispettarci.


lunedì 25 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Un anno di buon sangue (Unione Sarda, provincia Ogliastra)

La canzone del giorno è:
La Santissima dei naufragati - Vinicio Capossela

La frase del giorno è:
Una catastrofe psicocosmica si abbatte contro le mura del tempo


Aspettando l'8 marzo. Ritratto di Laura - by Cyan



Laura è una donna alla quale alcune vorrebbero
assomigliare e nella quale altre si riconoscono.
Ha un’età difficile da definire.
Potrebbe sembrare una bambina se la guardi giocare con i suoi figli e con i suoi gatti, con quei modi infantili, la vocina squillante e la risata argentina.
Potrebbe sembrare una ragazzina se la vedi emozionarsi mentre guarda un tramonto, o la scena di un film romantico, e le si legge in faccia il desiderio di farsi stringere in un abbraccio.
Potrebbe sembrare una donna quando si veste, guardandosi allo specchio, compiaciuta dell’immagine che questo le rimanda.
E’ un’amica, un’amante, una moglie, una madre.
E’ l’amica sulla quale sai di poter contare, alla quale puoi raccontare tutto di te, senza timore di essere giudicato o frainteso, con la certezza che le tue confidenze resteranno dentro quello scrigno sicuro che è il suo cuore.
E’ l’amante appassionata che non ha paura di dimostrarti il suo amore, facendo l’amore.
E’ la moglie che ti ha scelto e che ti sceglie giorno dopo giorno, per condividere con te la vita.
E’ la madre che ti ha desiderato, accolto, cresciuto. Che gioisce con te e per te, che soffre con te e per te, più di te!
Laura è creativa, come dice una canzone che le piace parecchio: “…non vuol essere alla moda, la moda la fa…” La puoi riconoscere in mezzo alla gente se ti soffermi ad osservare i particolari. In inverno, i suoi cappellini e le sue sciarpe, possibilmente coordinati tra loro oltre che alle calze, non passano certo inosservati; in estate fanno bella mostra di sé, le sue collane e i suoi monili. Laura prende spunto dalle vetrine, dalle riviste, dai telefilm e va a cercare nel suo armadio qualcosa che possa essere rivisitato. Troppo lungo? Si può accorciare! Troppo corto? Una bella balza o un bordo lavorato a maglia copriranno i centimetri mancanti. Colore sbiadito? No problem, “Coloreria Italiana” lo ravviverà. Quante cose ormai sulla via del tramonto sono nate a nuova vita grazie a lei. Perché Laura, soprattutto in questo periodo di crisi, non butta via nulla. Il suo motto è: “nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
A Laura piace piacere. Non c’è niente da fare, è così. Fa del suo meglio per riuscire a piacere, “in primis” a se stessa e poi agli altri. Ovviamente non a tutti, solo a quelli che, a pelle, le piacciono. Non si può fare una classifica di chi o cosa le piaccia, non segue dei criteri particolari.
Le piacciono, in generale, gli uomini alti e mori. Uno è anche riuscita a sposarlo!
Le piacciono gli artisti con quell’aria un po’ naif, le persone con i capelli rossi, quelle che si impegnano in quello che fanno, quelle gentili che fanno sentire a proprio agio, quelle tatuate che a prima vista fanno una brutta impressione ma che, sotto sotto, sono migliori di chi, all’apparenza è tanto perbene, i libri, la musica, le filosofie orientali, lo yoga, il mare, i temporali estivi, l’odore delle cartolerie, i cornetti alla marmellata, il cioccolato fondente, i gatti, i cani, i gechi e le lucertole e tutti gli animali tranne i topi. E già, i roditori le fanno venire i brividi anche solo a pensarci. Chissà, forse un trauma infantile si nasconde dietro questa fobia…
Giusto, che dire dell’infanzia di Laura? Sicuramente un’infanzia poco infantile. Un’infanzia vissuta da bambina che doveva comportarsi da adulta, sempre alla ricerca dell’approvazione di genitori, agli occhi dei quali, nulla era mai abbastanza. Un’esasperante ed esasperata competizione.
Quanto dolore provocano le parole, soprattutto se sono quelle di un padre. Lasciano dei solchi nel cuore e nell’anima che difficilmente si rimarginano. “Hai fatto la metà del tuo dovere”, era la frase che, puntualmente, suo padre pronunciava quando gli raccontava del bel voto preso nel compito in classe. Laura incassava il colpo. Solo ogni tanto, speranzosa di ricevere una risposta diversa, azzardava chiedere: “Perché ho fatto solo la metà del mio dovere?” Ma, purtroppo, la risposta restava sempre la stessa: “perché l’altra metà è quella di stare zitta”. Laura non voleva vantarsi dei suoi successi, semplicemente avrebbe voluto sentirsi gratificata. Invece no, essere la più brava, in tutto, era semplicemente  ovvio, non c’era da discuterne, era il suo dovere, anzi la metà.
All’età di otto anni, ricevette un regalo. Era un regalo che aveva chiesto tante volte ai suoi genitori: una sorellina. Ma il regalo, si trasformò ben presto in un incubo, tanto che un giorno disse alla mamma: “Riportala indietro, vedi cosa succede a voler accontentare i figli!”
Avere una sorellina non era affatto come Laura l’aveva immaginato. Quell’esserino non smetteva un attimo di piangere e di strillare. Un uragano travolse la sua infanzia silenziosa. Urlavano tutti, la mamma, il papà e la sorellina. Solo Laura non poteva urlare. No, Laura ormai era diventata grande, una sorella maggiore e, qual è il compito delle sorelle maggiori? Capire. Ma cosa poteva capire una bambina di otto anni? Capì che doveva fare uno sforzo doppio per compiere la metà del suo dovere. Così si chiuse, come un riccio, sentendosi colpevole per i pensieri che le affollavano la mente.
Passarono gli ultimi anni dell’infanzia e i primi anni dell’adolescenza.
Poi, finalmente, col sottofondo musicale di Raf che cantava “ Cosa resterà degli anni ‘80”,arrivò la primavera.
Laura sbocciò come un tenero germoglio, un fiore delicato e fragile.
In tanti si avvicinarono per sentirne il profumo, per osservarne i contorni delicati, i petali vellutati e morbidi. Ma solo colui che riuscì, con la sua dolcezza, la pazienza e la comprensione, a farle schiudere i petali, poté apprezzarne la meraviglia della fioritura.
E da quel momento, Laura sentì di aver trovato la sua essenza.
Capì che era arrivato il momento di prendere in mano la sua vita, di fare delle scelte coraggiose che si sarebbero scontrate con i desideri e le aspettative dei suoi genitori. Ma ormai era decisa, niente e nessuno le avrebbe fatto cambiare idea. Indossò un’armatura, cesellata a mano e composta da tante tessere quante erano state le lacrime versate e, battagliera come non mai, andò incontro alla sua vita.
A testa alta, poteva dire di essere diventata grande.



domenica 24 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pink è stata intervistata al tg di Videolina: trovatela!

La canzone del giorno è:
Capitan Harlock - La banda dei bucanieri

La frase del giorno è:
Su due elettori uno è imbecille, e quello imbecille sono io!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:05 e tramonta alle 18:08.

Luna: Il 25 febbraio alle 20:28 la Luna sarà Piena. Dal giorno dopo inizia la sua fase discendente.

Cielo del mese, i pianeti: Il planetoide Plutone si allontana dal Sole ed inizia ad essere osservabile al mattino, prima dell’alba. La sua modesta altezza sull’orizzonte orientale unita alla luminosità estremamente bassa, consiglia tuttavia, ai non esperti, di attendere i prossimi mesi per individuarlo al telescopio. Esso si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà ancora nei prossimi dieci anni, fino al 2023.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Evezio, Modesto, Sergio (24 febbraio); Adelmo, Callisto (Caravario), Luigi (Versiglia), Valburga (25 febbraio); Agricola, Alessandro (di Alessandria), Faustiniano, Vittore (26 febbraio); Basilio e Procopio, Gabriele (dell’Addolorata), Giovanni (di Gorze), Luca (di Messina), Onorina (27 febbraio); Macario, Rufino, Giusto e Teofilo, Romano (di Condat), Pupolo (28 febbraio); Albino, Rudesindo, Silvio (e compagni), Leoluca (1° marzo); Agnese (di Boemia), Carmelo, Triade (2 marzo); Camilla (di Auxerre), Cunegonda, Tiziano (di Brescia), Vinvaleo (3 marzo).

Il Santo: Il 3 marzo la Chiesa ricorda Tiziano, vescovo di Brescia. Dal 1962 la sua festa liturgica è stata conglobata al 20 aprile insieme a tutti i santi bresciani, in un'unica celebrazione. Nell’elenco dei vescovi di Brescia occupa il 15° posto tra Vigilio e Paolo II, il suo episcopato si pone alla fine del secolo V, nulla si sa di lui oltre il nome. Fu sepolto nella chiesa dei ss. Cosma e Damiano, forse fatta costruire proprio da lui, in seguito fu annesso un monastero, l’intero complesso fu demolito dal vescovo Berardo Maggi nel 1302 per dare spazio al Palazzo Broletto, attualmente in Piazza del Duomo. La chiesa e il monastero furono ricostruiti ad occidente della città, nella zona dei Campi Bassi ove stanno tuttora. Le sue reliquie vennero deposte dal vescovo Paolo Zane nel 1505 in un arca marmorea eretta sull’altare nella cappella di sinistra. Il suo primitivo sarcofago, dopo vari spostamenti, fu alla fine dell’800 posto a fontana in un angolo di piazzetta Tito Speri, ove è attualmente. 

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Camilla. L’origine di questo nome non è del tutto chiara, ma il suo significato, legato ad una radice orientale, sembra essere legato a chi presiedeva ai culti e, quindi, significherebbe “sacerdotessa”. L’onomastico più festeggiato è il 14 luglio. Il segno zodiacale corrispondente è il Leone; il suo numero fortunato è l’1; il suo colore è il giallo; la pietra portafortuna è il topazio; il metallo è l’oro. Portano il nome Camilla, in Italia, circa ventimilatrecento donne, cioè lo 0,03% della popolazione. E si attesta al quattrocentottantesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È diffuso soprattutto in Lombardia dove vivono il 30,4% delle Camilla italiane; in Puglia (9%), in Emilia Romagna (8,8%); poche nel resto del Paese. Camilla: combattiva, ammirata, matura, interessante e logica!

Compleanni storici: Il 2 marzo 1971 nacque Stefano Accorsi. Auguri!

Questa settimana accadde: Come tutti abbiamo studiato, il 26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte fuggì dall’isola d’Elba.

La notizia del giorno… un anno dopo: Lanusei. L’autostop online non si fa qui (L’Unione Sarda, Edizione del 1°marzo 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Primo Marzo, Capodanno Veneto. Il Capodanno nella Serenissima Repubblica di Venezia si festeggiava il 1°marzo, anche in data successiva all’entrata in vigore del calendario gregoriano. Divenne uso mettere dopo le date, nei documenti ufficiali, la dicitura more veneto.

Curiosità: Oggi e domani circa cinquantuno milioni di Italiani sono chiamati al voto per rinnovare i due rami del Parlamento della Repubblica Italiana e dare così inizio alla XVII Legislatura. Facciamolo tutti e con coscienza!

Il Lama racconta: Tziu Tanu era un uomo semplice. Un uomo forte, temprato dalla campagna, dal lavoro con il gregge. Un uomo fiero, che aveva sofferto, ma conservava la schiena dritta di fronte alla vita e al mondo. In quegli ultimi giorni di maggio del 1946 tutti in paese avevano ricevuto la scheda elettorale, con la quale si sarebbero potuti recare al seggio. Lui no. Così di ritorno da monte, si era lavato, cambiato ed era salito fino alla piazza del Municipio per chiarire il malinteso. Ma, in realtà, di malinteso non si trattava: tziu Tanu non avrebbe potuto votare, neanche quella volta, neanche ora che le cose erano cambiate e i fascisti non presenziavano su stradone, come se fossero i padroni. Il fatto risaliva a tantissimi anni prima. Da giovane, dopo aver patito anni di miseria a servizio dei poveri pastori del paese, gli era capitata l’occasione della vita: era stato preso a lavorare da un ricco pastore di Villanova Monteleone. Erano stati anni di fatica. Di vita dura. Tziu Tanu si era sacrificato, aveva rinunciato a tutto. Aveva un sogno: non voleva tornare a Laconi, suo paese natale, a mani vuote e con i soldi in tasca. Lui sarebbe tornato a casa con un gregge, piccolo, ma suo. Sapeva lavorare. Non era incline a risparmiarsi. Il padrone lo prese a ben volere e, dopo sette lunghi anni di campagna, di servizio, riprese la via di casa, con le sue pecore. Ci volle più di un mese per portare il gregge da Villanova a Laconi e, l’ultima notte si accampò fuori paese, per non entrare col buio, come un ladro, e per fare una sorpresa all’anziana madre, vedova da quando era bambino, che non lo vedeva da anni. Ma, alle prime luci dell’alba, qualcuno lo vide e, per gelosia, per vendetta di vecchie ruggini, andò di filato dai Carabinieri a denunciarlo. Lo accusarono di abigeato, anche se nessuno aveva reclamato quelle pecore come sue. I Carabinieri uscirono per arrestarlo. Lui disse di avere i documenti. Non gli diedero ascolto. Fatto sta che, preso dalla foga di poter finalmente rientrare a casa e dall’ingiustizia che stava subendo, li buttò a terra e corse in caserma a cercare il Maresciallo, che lo ascoltasse, almeno lui, e vedesse nero su bianco che quelle pecore erano sue! Per il gregge, naturalmente, si sistemò tutto, ma fu condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Radiato dalla bandiera, gli vennero tolti i diritti civili. Non poté votare, né alle successive elezioni, né a quelle che seguirono. Non gli importava. C’era il fascismo, allora, e lui, da uno libero, andava fiero di non prender parte a quella farsa legalizzata, che erano le elezioni sotto il regime. Ora dopo tanti anni, la sorte era girata e girata ancora di nuovo. Non solo per lui, ma anche per la Nazione. Il 2 giugno 1946 si votava per scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Queste Elezioni riguardavano le sorti, il futuro dell’Italia e dei propri figli. E lui doveva esserci! Quella mattina, quella del voto, tziu Tanu si vestì con l’abito migliore, come se andasse alla festa. Uscì di casa molto presto. Le donne erano ancora in chiesa alla prima messa, quella bassa, prima di esser sommerse dalle faccende domestiche. Lo stradone era deserto. Salì fino al Municipio, sede del seggio, ed entrò. Salutò. Strinse la mano ad ognuno. Si augurò che tutti compissero con onestà l’alto compito a cui erano chiamati. “Adiosu, tziu Tanu!”. “Viva la Repubblica”, fu la sua risposta (Viva la Repubblica, di Violet, per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.

Così aggiunse Violet: Tziu Tanu è uno dei motivi, forse il più profondo e personale, per cui Violet ha votato. Perché è un mio diritto, un nostro diritto, nonno, e non lasceremo passare occasione di esercitarlo, con la schiena dritta. Per me, per te, ma soprattutto per restituire un’Italia e un Mondo più giusti alle generazioni che verranno, perché ce l’abbiamo solo in prestito, per loro. W la Repubblica!

sabato 23 febbraio 2013

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio...
Anche dall'estero si segue con viva e vibrante partecipazione alle elezioni politiche che terrete domani e lunedì per decidere finalmente di che morte morire.
Da queste parti si parla soprattutto di un certo Silvio B. su cui le discussioni si accendono e terminano con due quesiti di due tipi diversi a seconda dell'interlocutore.
Il primo è espresso di solito da persone ingenue ma seriamente interessate a comprendere, sempre che ci sia qualcosa da comprendervi, la politica italiana: «Ma perchè certe cose di Mr. B. non si raccontano qui?». Il secondo sorge da  menti incredule che accompagnano le parole con un sorrisino «Ma perchè gli Italiani votano Mr. B.?».
In realtà, poi, ce n'è pure una terza...«Ma perchè Mr. B. non lascia la politica e si gode gli ultimi anni di vita che gli restano?».
Sembra, ma non ci giurerei, che i cuori tedeschi palpitino per un neofita della politica italiana, ma pure europea, che ci ha preso gusto nell'ultimo anno a credersi il nuovo "salvatore della patria". Lui è uno dei tre Mario che hanno colorato d'azzurro la carta stampata di Germania. Non è Balotelli, non è Draghi...Si spera, in pratica, che si prosegua con provvedimenti di austerità, serietà e grigiore. Chissà se la Scelta di salire là, sui monti con Angie superà i valichi delle soglie del Parlamento.
Le dicerie di sondaggi parlano di difficoltà immani per questo candidato...mentre di sorprese clamorose per un movimento di gente all'acqua di rose, che salta da destra a sinistra e viceversa come se niente fosse, che esprime opinioni che sembrano uscire dalle bocche di qualche esemplare di austrolopiteco afarensis ancora in vita. La clava è il loro simbolo perchè, se ti colpiscono, ti fanno vedere le famose cinque stelle. Si muovono nella rete, ma potrebbero rimanervi impigliati in futuro se non modernizzano i loro software.
E' ignorato quasi del tutto invece lo smacchiatore di giaguari. Si sa che sarà lui in realtà il vincitore della contesa ma si ha paura che lasci qualche macchia. O che finisca il suo prodotto prima di iniziare l'opera. Non stiamo qui a dare la biada al cavallo dei pantaloni.
Di certo spetta ai cittadini compiere finalmente un atto di autocritica e, dopo, uno di fiducia in sè stessi. Soltanto così si può pensare di realizzare una quotidiana rivoluzione del proprio contesto di vita.
Ha dato una grande lezione quel papa tanto criticato, e molto probabilmente non compreso veramente a causa dei numerosi preconcetti sulla sua persona, compiendo un gesto che di solito in Italia non fa nessuno. Guardarsi dentro, misurare le proprie capacità con l'incarico che si ricopre e trarne le conseguenze con spirito sereno e fiducioso.
 
Paul_Blau_Vierzig

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!!



La domenica del carnevale ambrosiano

La Quaresima del 2013 è iniziata presto ma bene: che miglior penitenza ci poteva capitare di veder strapazzare il Napoli in Europa league? Se non fossimo alla vigilia delle elezioni ci verrebbe da dire “più penitenze per tutti!” ma meglio non evocare strane presenze.
Ma noi, reduci da un carnevale di piccoli passi per arrivare alla meta, ci appelliamo a sant’Ambrogio, e viviamo un’altra domenica carnascialesca, che ogni scherzo vale e qualche scherzo è anche stato fatto.
La domenica si apre venerdì, che già questo è uno scherzo, con il Milan che batte il Parma per 2-1 (visto cosa succede a evocare “più qualcosa per tutti?” dovremmo stare più attente).
Poi arriva sabato, e mentre le maschere lanciano coriandoli a Milano Chievo e Palermo pareggiano a Verona, mentre a Roma aspettano tutti la Signora. C’è da dire che il Redamico juventino che aveva scaramanticamente evitato gli auguri per il compleanno della rossa, distratto da chissà che, la mattina le manda un sms, che come vedremo a breve, si rivelerà fatale. Red in realtà tiene a precisare che lei non c’entra, è colpa di Totti, che avrà anche fatto un bel fallo a Pirlo, ma ha fatto un gol che le ha fatto solo dire: “minchia che bello!” e abbandonare per un attimo pizza e birra. Ma andiamo con ordine. Pink 'sta settimana non può parlare, primo perché ha mal di gola, secondo perché è rimasta bloccata a partire da domenica a letto con l'influenza e picchi di febbre non molto divertenti, per cui non sa, non ha visto, non può parlare. Si, ma la partita era sabato, direte voi... Eh, certo, era sabato. Ma sabato c'era la compagnia di Daniele Ezralow al teatro Massimo di Cagliari e Pink era in platea a sbucciarsi le mani entusiasta. Lo spettacolo era talmente bello, ma talmente bello che ha addolcito e fatto passare in secondo piano la sconfitta della Juventus. Però Pink una cosa la dice lo stesso. Emmoveramentebasta con la scusa del calendario. Posto che è sospetto che il Milan anticipi al venerdì per giocare con il Barcellona, posto che non si capisce il motivo per cui la Roma dovesse anticipare al sabato (ma che ha coppe la Roma?), resta il fatto che una squadra che si propone serie ambizioni da "grande in Europa" si deve abituare a giocare 3 partite in otto giorni. Non è possibile che poi si crolli come un budino al sole di giugno. Quindi, forza e coraggio che ora si riprende col Siena!
Arriva la domenica, che è anche pentolaccia e Red inganna la mattinata ad annusare una trattalia, che chi non la mangia è un ladro o una spia, e a cantare it’s oh so quiet in attesa che arrivino le tre. Tre, il numero perfetto… Certo, l’atmosfera è da carnevale vero: ci sono i tifosi tutti sotto Buon Cammino che ascoltano la radiocronaca di Radiolina, così per una volta anche i secondini di ronda si saranno divertiti, e il Cagliari a Pescara in versione che “qui si fa su Casteddu o si muore”. Red e Violet si mettono in postazione, Violet dice: “la ascoltiamo?” e Red “ma con la mia radiolina vecchia, compagna di mille avventure?” “si, si… anche con quella”. All’inizio la partita sembra noiosa, il primo tempo scorre senza troppi brividi ma il Cagliari tiene saldamente il gioco. Poi arriva il secondo tempo e i rossoblù iniziano a brillare sempre un po’ di più. All’ottavo del secondo tempo la radio strilla “Sauuuuuuuu” e Red “Pattolino bello del mio cuore”, scenetta che si ripete a sedicesimo. Red ha il cuore a mille, un sorrisone stampato che sembra che abbia vinto al superenalotto, il Pescara è piuttosto nervosetto, a tempo scaduto Weiss decide che Ibarbo gli dà fastidio e lo falcia, rosso diretto e se la prende pure, vabbè. I nostri eroi hanno vinto, nel girone di ritorno il Milan ha fatto 14 punti, il Cagliari 12, Juventus e Napoli 11, Inter 8, Lazio 4… Red non è orgogliosa di questa squadra, di più! Qui non si sta semplicemente lottando per la salvezza, si sta dando una grande dimostrazione di che tempra hanno i rossoblù! Red gioisce, esulta e se la gode, olè! E quando un amico le chiede "cosa fai stasera?" lei risponde beata "Stasera? Bevo birra e mi guardo tutte le trasmissioni sportive che trovo"
Per il resto vince solo chi è in casa: Catania, Genoa, Torino, Fiorentina e Siena, il Napoli rimedia un pareggio spento, a far finire un po’ meglio di com’era iniziata la giornata della Juventus.
In Spagna vincono sia i bruttoni del Real che i simpatici Blaugrana, che però si fanno fregare in Champions dal Milan… poveri noi!
Il Tonara fa una brutta trasferta a la Maddalena, ma nel mercoledì di coppa conquista un grande traguardo: è finale di coppa Italia! Giubilo!!! I nostri rossoneri battono il Posada per 4-2 in una partita tesa e avvincente: un urrà per i marcatori Floris, Tocco, Calaresu e Piras, anche nei momenti più difficili questi ragazzi non smettono di darci soddisfazioni!
E anche per oggi è tutto,
alla prossima con le Giggi’s Angels! 

venerdì 22 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Viale Monastir. Nuove sede per i panificatoni (Unione Sarda p. 18)

La canzone del giorno è:
Il sole e il girasole - Zecchino d'oro 1985

La frase del giorno è: 
Non mi vogliono tagliare i capelli!



giovedì 21 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Oliena. Felicina e Lionigia, sorelle di ferro (Unione Sarda, Nuoro e provincia)

La canzone del giorno è:
I'm your man - Leonard Coen

La frase del giorno è:
Il mondo è marcio... certo, dopo il diluvio!

Aspettando l'8 marzo... Ritratto di Annetta - By Red


Succede che sulla metropolitana i tuoi sensi sono attratti all’improvviso dal profumo di una vecchietta magra magra. Sa di un misto di lavanda, fiori d’arancio, rose e sapone da bucato, profuma di giardino. Succede che come in una vertigine ti gira la testa, e non sei più lì, ma in un giardino. Hai cinque o sei anni e non sei sola, con te c’è lei, che sa di lavanda, fiori d’arancio, rose e sapone da bucato. 
Mi prende per mano e attraversiamo il giardino. Quanti fiori! I cespugli di sterlizie sono più alti di me, mi incantano con i loro colori, ma la sua mano calda mi spinge ad andare avanti. Sollevo lo sguardo, il suo viso ha così tante rughe che non le saprei contare, gli occhi si strizzano per la luce forte del sole, ma comunque guardano avanti. Cammina scalza per il giardino, attraversiamo gli aranci, i melograni, gli albicocchi. Si sente chiocciare.
Se penso alla sua voce la ricordo come fosse passato un giorno, mi dice “andiamo a vedere se c’è un ovetto”. Per il resto non la ricordo parlare a lungo, non ricordo che mi facesse tanti discorsi, ricordo che mi prendeva per mano e mi portava a vedere le cose ed io, timidissima, in silenzio, con lei guardavo il mondo, e imparavo.
Imparavo che le uova sono di un tepore meraviglioso quando le prendi dal pollaio e che vanno tenute bene, altrimenti cadono, ma non bisogna stringerle, se no si rompono. E così capivo che per esser donne non basta avere un piglio solido né delicato, bisogna essere entrambe le cose, insieme.
Poi mi portava nel corridoio assolato, accanto a ogni porta una pianta da interni, mi faceva pulire le foglie larghe con un panno morbido appena umido, “solo la parte lucida però, ché dall’altra le foglie respirano e se le bagni le manca l’aria”. Così imparai che la cura è fatta di carezze e pazienza, ma anche rispetto, perché  a volte si rischia di togliere l’aria, anche senza volerlo.
Quando curava il giardino era un incanto: tagliava, potava, zappava, bagnava e sussurrava parole che non ho mai capito, stando a piedi scalzi sulla terra. Non c’era gesto che non fosse sicuro, non una piccola esitazione, e il giardino per questo l’amava. Nessuna pianta poteva resisterle, dalle ninfee ai melograni, e il suo passaggio significava fioritura certa, come fosse una fata. Così imparai che i colori non possono scoppiare nel mondo senza un pizzico di magia.
Ricordo che portava sempre i capelli divisi in due trecce che fissava con delle forcine alla testa come una coroncina. Ricordo la prima volta che la vidi con i capelli sciolti: si stava pettinando. Lontano dallo specchio le sue mani si muovevano veloci e sicure ad intrecciare i capelli lunghissimi e grigi, e in un minuto era di nuovo perfetta. Così imparai che una donna non ha bisogno di guardarsi allo specchio per vedersi e per sapere chi è.
Qualche volta andavamo a fare la spesa. Ricordo la camminata in silenzio con il carrellino marron, per via Enrico Toti, “attenta qui” quando attraversavamo in piazza Italia e poi il suo muoversi sicuro tra i banchi al mercato, e il giro fuori, alle bancarelle. A volte comprava qualcosa e mi diceva di non dirlo a nessuno. Ora so che sarebbero diventati regali per le mie sorelle o per i miei cugini quando fosse arrivata una festa, ora so che così sicuramente sono nate le mie bambole più amate, portate per me da Gesù Bambino, a casa sua. Così ho imparato che se hai nel cuore le persone incontri ogni giorno un piccolo dono per loro.
La ricordo d’inverno affaccendata intorno a una vecchia cucina economica, o a sistemare i carboni in un braciere di ottone, sempre operosa, sempre in silenzio. Così ho imparato che non c’è bisogno che tutti vedano quello che si fa, basta fare.
La ricordo poi negli anni più tristi, della malattia e del dolore, la ricordo stanca accorrere al richiamo del marito che ormai non ci riconosceva più e la chiamava mamma. Così ho imparato che a volte la vita è dura, eppure il giardino continua a fiorire.
Ricordo la penultima volta che la vidi. Era la prima volta che la vedevo a letto. Ricordo la fatica nel respirare, ricordo la sofferenza che le si leggeva negli occhi. E ricordo la carezza che fece al mio viso, senza dire nulla. Quel giorno ho imparato a fare le carezze.
Ricordo l’ultima volta che la vidi, i suoi tratti di nuovo rilassati, le rughe fitte ma appianate, le trecce perfette, il vestito semplice. Tutti piangevano, io non facevo che pensare che era bella, e che stava bene. Fu così che imparai che la morte è triste ma può portare serenità.
Sono passati quasi ventitré anni da quel giorno di agosto, io allora ne avevo nove, oggi sono una donna. Eppure ho ancora scolpito negli occhi il suo viso, che spesso è tornato a trovarmi nei sogni, il suo profumo lo riconoscerei tra mille e chiara ancora oggi è la percezione della mia mano nella sua. Mi sembrava magica, ora sono certa che lo fosse, e penso a quante cose ancora avrei potuto imparare da lei, quanto sarebbe preziosa oggi la sua presenza.
Io non sono brava nel silenzio, dimentico troppo spesso di dare l’acqua ai fiori, approfitto di qualunque superficie riflettente per specchiarmi. Sono una frana in economia e anche se voglio stare in disparte finisco per attirare l’attenzione.
Eppure un giorno guardandomi allo specchio ho scoperto una ruga in mezzo alla fronte, che racconta di tutte le volte che strizzo gli occhi guardando verso il sole, e ho pensato che vorrei che il tempo fosse un ragno, per tessere sul mio viso una tela. Vorrei che la vecchiaia si leggesse scolpita sul mio viso come la somma di tutte le mie risate, di tutti i miei pianti e del sole, per non dimenticarli mai e per poter raccontare anche se un giorno non fossi più in grado di parlare.
Una volta, uscendo di casa in ritardo, mi sono scoperta a intrecciami i capelli mentre camminavo attraversando il paese. Parlo con i fiori e con gli alberi, è più forte di me, mi ritrovo ad accarezzarne, lieve, le foglie. Non posso fare a meno del piacere di sentire la terra scura sulla mia pelle, ho uno strano istinto che mi fa camminare più sicura se sono scalza e non mi fa pungere i piedi nemmeno se cammino vicino alle ortiche.
Guardo una sua vecchia foto, di prima delle rughe, mi guardo allo specchio, sorrido. Per farmi bella mi sono tirata su le trecce, come una coroncina. Un’amica mi dice “Che bella, sei pettinata come Frida!”, si illumina il mio sguardo, rispondo solo “no, come Annetta. Nonna”.



mercoledì 20 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Nell'uovo il turista non c'è (Unione Sarda, provincia Ogliastra)

La canzone del giorno è:
Abbracciami - Marlene Kuntz

La frase del giorno è:
Oh guarda, Muntari non è più a Santadi!

martedì 19 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Torino - Sgominata la banda del buco (Unione sarda, p. 8)

La canzone del giorno è:
Parco Sempione - Elio e le Storie Tese

La frase del giorno è:
La guerra crea delle strane vedove (Rhett Buttler)

lunedì 18 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Uccidere le persone ma per finta (Unione Sarda p. 15)

La canzone del giorno è:
Il suonatore Jones - Fabrizio de Andrè

La frase del giorno è:
Ma è un bardo? No, un poncho!

MILLE




Il numero 1 fu "Chi è Pink?", il numero 10 le news del 25/07/2011. Al numero 28 arrivo il primo post di Violet, il 35 fu la volta del primo "Ritratto di Signora" firmato Red. Il 37 vide l'ingresso di Black e delle sue scienze, mentre il numero 50 era un posto di ringraziamento per i primi 1000 click su questo giovane blog. Il post numero 100 fu ancora un post di notizie, motivo per cui il blog nacque, ed era il 16 settembre 2011. Al numero 112 ha fatto il suo esordio lo "Stiletto Sport", il 117 fu il turno di "Pene" d'amore, sentimenti e sport per ringraziare dei 2000 click. Il numero 150 era un post dedicato all'increscioso abbandono di sedie nella nostra bellissima città, chissà se il sindaco è riuscito a risolvere... Il numero 447 è stato quello che ha visto entrare nella nostra squadra l'unico sir, il nostro inviato da Heidelberg, Paul_Blau_Vierzig. Il 18 aprile 2012 tocco al numero 500, altre news e altri festeggiamenti. Al numero 658 abbiamo festeggiato il nostro primo compleanno, mentre al numero 700 è entrata Rainbow!!! Il numero 865 è stato il numero del primo post di Cyan. L'11 dicembre 2012 è toccato ancora alle news portarci al numero 900. E oggi? 1000 post, 40mila click. Siamo ancora qui, siamo partite in due, adesso siamo 7 a portare avanti questa meravigliosa avventura che si chiama "La Rassegna Stronza" e non siamo minimamente inclini a pensarla come Nostradamus, "Mille e non più di mille". Ce ne saranno altri mille, speriamo ben oltre duemila e speriamo di aggiungere molti zeri dietro a quel 1000. Sempre insieme, sempre con voi.
Pink

Abbiamo paura di scegliere.

La certezza molle di tornare a scorrere il passato, di vedere se nel cassetto delle mutande ci sia un lucchetto.
Tornare su momenti caduti nel vuoto e provare a rianimarli con parole e gesti. Massaggi cardiaci fuori tempo per uccellini caduti dal nido e sbattuti dal vento di Febbraio.

Che bella questa inconsapevole schizofrenia.

Ovvio che nella realtà certe piece non andranno mai in scena.
Mille censure,mille scelte, mille coltelli ad uccidere momenti in cui ci dovevamo invece bagnare i nostri vestiti.
Per non metterli ad asciugare.Per un fracasso di prima e dopo. Cosa succede se? Poi è troppo. Dovró cambiare i miei abiti,forse buttare l'intero armadio.
No. Sto fermo qui,m'incollo a quello che già sono stato.
Io voglio arrivare al momento della morte senza passaporto di pentimenti, voglio arrivarci nuda.
Rainbow




Che cos'è un post?
Rileggiamo meglio questa parola "post", che sta tra i termini "posta" e "comunicazione più o meno importante dopo un qualche avvenimento/situazione/pensiero che si vuole condividere con altre persone", e quindi non un mero e logoro SMS o un cinguettio altisonante, e scopriamo una particolare condivisione di lettere con l'inglese plurale "pots".
Nell'Età del Silicio i post sono le tracce di una storia personale di milioni di persone che cercano di farsi più universale. Testimonianza di esistenze fragili, infantili, giocose o egocentriche, estremo tentativo di dire un qualcosa e segnalazione della propria presenza (anche a persone che in fondo si frequentano e dovrebbero sapere che siamo in vita). Parlano di tutto di noi e di altro senza mai diventare un commosso epitaffio ai posteri, i pratici consigli della nonna per ottenere un morbido e lindo bucato e le pagine segrete di un diario cui si confida ogni succo della vita correndo il rischio di diventare un vuoto a perdere nell'universo in linea. 
Oppure sono la pillola prescritta dal medico che va assunta prima o dopo i pasti. Possibilmente con un bicchiere di chinotto. E via con le bollicine. O un chiodo scaccia chiodo battendo le dita sulla tastiera a ritmo umorale senza preocuparsi delle corna che si ricevono e si danno. Anzi, più sono e meglio è!
Paul_Blau_Vierzig


Mille. Che bel suono. 
Mille come le mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come mille giorni di te e di me, come “mille e mille”, come mille violini suonati dal vento, come mille baci e poi cento, come la torta millefoglie, come il miele millefiori, come 1/24 di ventiquattromila baci, come mille altre scemenze che se continuo a pensare a mille potrei ancora dirvi.
Per mille volte abbiamo avuto qualcosa da dire. Forse significa che siamo logorroiche, ma per me vuol dire che saremo anche sceme, ma piene, traboccanti e strabordanti di anima e cervello, di idee ed emozioni, così tanto piene che dobbiamo far uscire almeno un po’ di pensieri ogni giorno per non trovarci intasate dalle nostre stesse creature. Oggi però io sono piena di mille grazie, e ne devo far uscire almeno qualcuno prima trovarmi sulla fronte un cartello con scritto “CERVELLO OKKUPATO”. 
Grazie a Pink per aver condiviso con me la meravigliosa follia di mille invenzioni, 
grazie a Violet perché un’avventura moltiplica per mille la sua bellezza quando al tuo fianco hai una sorella, grazie a Black perché un pezzetto di strada fatto insieme è meglio di mille km senza mai incontrarsi, 
grazie a Paul Blau perché nonostante le mille miglia che ci separano ha visto nascere e ha fatto crescere la nostra adorabile stronzea e a suo modo è più vicino a noi di quanto non lo siano molti dirimpettai, 
grazie a Rainbow perché sognare meravigliosi deliri e provare a realizzarli insieme a lei è un’arte che ho appreso a tredici anni e mi ha dato mille sorrisi, 
grazie a Cyan perché una famiglia che cresce e trova nuovi colori è mille volte più ricca.
E mille grazie ai nostri lettori, ai nostri amici… che ci hanno sopportato per mille post, e non è facile! Ah, non li avete letti tutti? Eresia!!!! Attenti, domani vi interrogo!
Red



Per me, che sono l’ultima arrivata in casa Stronza, festeggiare il millesimo post del blog è veramente un onore. 
1000 è una cifra importante ma, molto più importanti, sono le migliaia di parole che, attraverso i nostri post, ci hanno permesso di raggiungerla. 

Parole di affetto, di simpatia, d’amore, d’amicizia, di protesta, di solidarietà. 

Questo è il nostro blog, uno spazio dove, grazie alle parole, poterci esprimere liberamente.

Forse, a volte, non ci rendiamo neanche conto di quanto sia importante la libertà di espressione, la diamo per scontata, ma noi, siamo veramente fortunate perché nessuno ci ha messo un bavaglio, nessuno ci ha impedito di esprimere la nostra opinione, ci ha imposto cosa pensare o cosa dire. Ringraziamo per questa grandissima opportunità che ci viene concessa e facciamone buon uso, prestando la nostra voce a chi, questa opportunità, purtroppo, non ce l’ha.
Cyan



1 Uno, l’invito che mi è stato fatto. Una la risposta, la più semplice, sì. Ed eccomi!
10  Dieci, i ripensamenti, le volte che avrei voluto lasciare, le volte che sarei scappata e ritornata e scappata di nuovo. Dieci le cose per cui valga la pena. Anche la pena di essere Violet per una porzione di mondo. Non per me sola.
100  Cento (più o meno), i “post” frutto della fantasia, del mio estro, della tenacia, dell’irrefrenabile bisogno di dire e di dirmi. Ma anche le risposte ad una domanda. Dei commenti ad un avvenimento. Del narrare che vince sul pudore e si fa dono. E le scoperte fatte a computar ottantacinque Almanacchi ottantacinque. 
1000   Mille, le sfumature di Violet ancora da esplorare. Le strade da percorrere e quelle da rifiutare,  o rimandare. Le parole da scrivere e quelle da lasciare. Le idee da condividere e da lasciar libere di andare. Gli amici da raggiungere, conoscere e conquistare. I silenzi e le pause da praticare. I sogni da sognare, inseguire, cullare, fantasticare, difendere e realizzare. I mondi e gli stili da sperimentare. E mille e ancora mille i grazie, a tutti, da gridare!
Violet







domenica 17 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lanusei. La frittella della discordia (Unione Sarda p. 34)

La canzone del giorno è:
Cannonau - Kenze Neke

La frase del giorno è:
Chi non mangia trattalia o è un ladro o è una spia!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:14 e tramonta alle 18:00. Il 20 febbraio entra nel segno zodiacale dei Pesci.

Luna: La Luna è crescente. Il 17 febbraio alle 20:32 completerà il suo Primo Quarto.

Cielo del mese, i pianeti: Venere è diventata praticamente inosservabile. Infatti, sorge poco prima del Sole con cui sarà in congiunzione nel prossimo mese. Il 24 febbraio entra nel segno zodiacale dell’Acquario.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Fintan, Flaviano, Mesrop (dottore della Chiesa Armena), Lupiano (17 febbraio); Costanza (di Vercelli), Gertrude, Massimo, Claudio, Prepedigna, Alessandro e Cuzia, Teotonio (18 febbraio); Asia, Barbato (di Benevento), Proco, Quodvultdeus (19 febbraio); Eleuterio (di Costantinopoli), Leone (di Catania), Ulrico, Zenobio (20 febbraio); Pier (Damiani), Eleonora, Pipino (il Vecchio), Germano e Randoaldo (21 febbraio); Margherita (da Cortona), Massimiano (di Ravenna), Papia, Pascasio (22 febbraio); Policarpo, Milburga, Milone (di Benevento), Romana, Sereno (23 febbraio); Evezio, Modesto, Sergio (24 febbraio).

Il Santo: Il 20 di febbraio la Chiesa ricorda Zenobio, prete a Sidone, medico, fu martire sotto Diocleziano. Nella stessa persecuzione, a Tiro di Fenicia, persero la vita anche Nilo, Peleo, Silvano e Tirannione. Zenobio si invoca contro le emicranie.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è Costanza. È un nome a mio parere molto bello e importante, e deriva dal latino, nel significato di “colei che ha fermezza”. Il suo numero fortunato è l’1; il suo colore è il verde; la pietra portafortuna è lo smeraldo; il suo metallo è il rame. In Italia ci sono poco meno di diciannovemila donne che portano il nome Costanza, cioè circa lo 0,03% della popolazione del nostro Paese. Si attesta al cinquecentonovesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. La sua distribuzione è ben ripartita in tutto il territorio, con punte in Calabria (10,2%) e Puglia (9,9%). Costanza: combattiva, ostinata, sexy, tenera, ammirata, naturale, zen. Pensateci per le piccoline in arrivo!

Compleanni storici: Il 17 febbraio 1877 nacque a Ginevra Isabelle Eberhardt, esploratrice e pioniera.

Questa settimana accadde: Il 21 febbraio 1804 uscì dalla fabbrica della Pen-y-Darren ironworks, in Galles, la prima locomotiva a vapore.

La notizia del giorno… un anno dopo: Thiago Ribeiro: "Poche palle davanti, bravi dietro" (L’Unione Sarda, Edizione del 20 febbraio 2012, p. 35).

Feste e ricorrenze: Il 22 di febbraio si festeggia la World Thinking Day, festa dello scoutismo e del guidismo internazionale per rifletterne sul senso. Tutte le guide del mondo in questo giorno donano simbolicamente un penny (dal valore variabile a seconda del paese d’origine) da destinare allo sviluppo e il sostegno dello scoutismo nei Paesi in difficoltà.

Feste e ricorrenze private: Bimbi crescono: il 20 febbraio tanti auguri a Simone per i suoi 25 anni. Venticinque!?! Correggo: buon Compleanno Verbi!

Curiosità: Il Carnevale di Lodine, paese al centro della Barbagia, si svolge il Mercoledì delle Ceneri. Il protagonista è il classico fantoccio carnevalesco con l’aspetto di un personaggio, più o meno noto, che si è messo in evidenza per motivi negativi e che per questo viene deriso da Sas Umpanzias, uomini mascherati di nero.

La matita Rossa e Blu: Sono belle le mille inflessioni dialettali con cui coloriamo l’Italiano. È bello come la nostra lingua assuma un carattere diverso, il carattere di chi la parla, a seconda di dove si metta il verbo, o un aggettivo, nel costrutto della stessa frase. È meraviglioso come alcune parole, mutuate dai dialetti (e dalle lingue più antiche che ancora parliamo), esprimano un sentire, scusate l’uso improprio del termine, onomatopeico rispetto al concetto che si vuole esprimere (esempio: per me una “crastulada”, assume mille sfumature che una “chiacchierata” mai avrà). Ma… come sempre, come in ogni cosa della vita, c’è un “ma”. E il mio ma di oggi è questo: come può mia nipote dire una frase così costruita: “Visto che piove faccio che non andare a scuola”? A parte la furbizia della piccolina in questione (cuore di zia!), da quando il verbo fare “regge” il che, che a sua volta (orrore degli orrori! Povera me ed i miei studi classici!) “regge” un infinito? Il che non dà più luogo ad una subordinata esplicita? Sapeste cos’è, oh tutti voi che mi leggete… Violet confida sempre nell’eccellenza dei suoi venticinque lettori. Pochi e buoni. Ed esimi come pochi!

Il Lama racconta: Si narra che, nella notte dei tempi, i telai d’oro delle Janas riempissero di ticchettii regolari i boschi di lecci di Sardigna, che allora erano fitti. L’uomo non li aveva bruciati, metro su metro. Non li aveva sradicati. Allora c’era rispetto per tutte le forme di vita, che Natura ci ha regalato. Allora i lecci più anziani e maestosi erano i Custodi delle fate. Ma ancora oggi i suoni del silenzio riempiono di presenze i boschi di Sardigna. Che tu ci vada di giorno o la notte, entraci con rispetto. Cammina al ritmo del tuo cuore. Respira profondamente. Procedi con animo puro, con lo spirito libero. E ascolta il silenzio. Allora, se è giorno e il sole si fa strada tra le foglie, potrai udire il ticchettare dei telai delle fate. Non oziano mai le Janas: la notte è il luogo delle loro scorribande, degli incontri, delle inaspettate sortite al villaggio. Il giorno, invece, le vede operose, a creare le stoffe più belle e preziose, che siano mai state indossate da donna. I loro telai sono piccoli, color del sole. Fatti del metallo più pregiato. E così anche gli sgabelli. Si riuniscono le sorelline nelle radure dei boschi di lecci, alcune dipanano la lana, altre filano e altre ancora si siedono al telaio. Cantano, ridono, raccontano. Vivono, e godono della bellezza della natura che le circonda. E restituiscono vita al bosco e ai suoi abitanti, con la loro bellezza limpida e luminosa, con la loro presenza giocosa. Si dice che le accompagni un cagnolino e che il suo abbaiare sia il segnale che qualcuno viene. Allora, si nascondono veloci. E a chi attraversa la radura capita di non immaginare tutto il rimestare che vi si muoveva un attimo prima. Se vai per il bosco e trovi una stoffa preziosa, color dell’oro, non cercare chi l’ha perduta. È un dono. Se vai per il bosco e senti abbaiare un piccolo cane, tre volte, non essere curioso. Le Janas conoscono il bosco, i suoi nascondigli, i suoi segreti, dalla notte dei tempi. Non le troverai. Se vai per il bosco e senti abbaiare un piccolo cane, tre volte, non affrettare il passo, non alzare la voce a chiamare le fate. Le Janas hanno bisogno di pace e tranquillità per svolgere il loro lavoro. Semplicemente sii onorato, e grato. Hai varcato la soglia del mondo delle fate e dei loro Custodi. Non c’è privilegio più grande (I telai d’oro delle Janas, liberamente tratto da una leggenda della Sardegna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: La verità dell’amicizia per me è sacra quanto il matrimonio eterno.

Così aggiunse Violet: A narrare si riprende contatto con il più intimo di se stessi. Con la tua anima. Con la tua identità sperduta. A narrare, scopri che, in verità, ti stai narrando. 

sabato 16 febbraio 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Roma - I fori imperiali finiscono a mollo (Unione Sarda, p. 13)

La canzone del giorno è:
Viaggi e miraggi - Francesco De Gregori

La frase del giorno è:
Il problema del cappuccino con la panna è che va sempre via troppo presto!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo



Sigla!

La domenica dei piccoli passi per arrivare alla meta

Giovedì Red preparava le valigie per andare in trasferta quand’ecco all’improvviso venne presa dalla strana sensazione di sentirsi pedinata… Eeee ta! Il Cagliari Calcio rischiava di seguirla a Torino e Red pensava: perché? Anche voi parenti in Piemonte? Boh… sapete già com’è andata a finire, ma questa presenza rossoblù nei suoi pensieri in attesa del volo per il “continente” presagivano già che il calcio l’avrebbe accompagnata lungo tutte le sue avventure in terra straniera. Si, straniera… Sardigna no est Italia! Il tema del suo breve viaggio sarà infatti: salva un’anima innocente dalle grandi: regala un piccolo cuore rossoblù! E fu così che un piccolo principino milanese con l’Inter nel destino al suo arrivo guarda la mamma negli occhi e le dice sicuro: “Mamma, io tifo il Cagliari!” Amore della zia, anche se acquisita… queste si che sono soddisfazioni! Pink pensa che Red abbia compiuto una grande operazione umanitaria e vi invita a fare altrettanto: salvate i vostri figli dall'Inter. Però Pink si vuole soffermare un secondo sull'Inter e su un suo giocatore, Diego Milito, che è rimasto vittima di un bruttissimo infortunio che (a quanto sembra) lo costringerà a fermarsi per tutto il resto della stagione. Pink, come anche Red, è molto molto dispiaciuta (per quanto Milito non sia tra i giocatori che le son più simpatici) perché gli infortuni gravi sono sempre una cosa pessima. Non ci piacciono le partite dove non ci si può sfidare campioni contro campioni, con le squadre entrambe al 100%: è più bella la vittoria ed è più onesta la sconfitta. A Milito quindi auguriamo di riprendersi al più presto possibile e di tornare il grande talento che è!
La giornata calcistica si apre con la sentitissima sfida tra viola e bianconeri, sentita da entrambi anche se Conte fa lo splendido, perché Juventus e Fiorentina sono sempre e con qualunque classifica Juventus e Fiorentina. Red è generosa e non chiama lo juventino che le ha confessato: “ho dimenticato di farti gli auguri per il compleanno perché se ti sento prima della partita la Juve non vince”, sbrigatevela da soli, pensa! E forse per merito o forse per magia la Juve ne fa due e i viola niente. Segnano per la Juve Vicinic e Matri, che si riconferma in periodo d'oro. La partita si risolve praticamente nel primo tempo  con le due segnature bianconere e con un possesso palla che francamente non lascia moltissimo spazio ai viola di Montella, che peraltro sono una buonissima squadra, certamente migliore di quella che ne incassò 5 lo scorso anno. La Fiorentina riesce cominque a segnare il gol della bandiera e a fare poco altro, se non a limitare i danni con Viviano grande protagonista del match. Chiusa la partita le antenne di Pink si sintonizzano sul risultato di Lazio e Napoli e, come già detto la scorsa settimana, non si sa cosa sperare, magari un nel pareggio?
E infatti poco più tardi Lazio e Napoli pareggiano a Roma, facendo un bel favore al popolo Bianconero. "Tié!!!" urla Pink!
Il Cagliari invece gioca la domenica pomeriggio, e Red è disperata: si trova in una casa dove l’unica a conoscere la regola del fuorigioco è una bambina di sette anni, e la sa perché le zie Red e Violet gliel’hanno spiegata in occasione dei campionati europei. Niente radio quindi, niente tutto il calcio minuto per minuto, niente connessione internet se non per qualche fugace istante. Tutti i riti propiziatori stanno friggendo come zeppole di carnevale, di Giggi non ne vede l’ombra da mesi e il Milan con il suo attacco a tre creste sta diventando ogni domenica più pericoloso. Ma all’improvviso squilla il telefono. “Pronto?” “Goooooooooooooooooooolllllllll!!!!!!!!! Ibarbooooooooooooo” “Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!”. La famiglia dei senza calcio guarda Red come se fosse da sedare, solo la settenne capisce che finchè c’è un motivo per esultare tutto va bene. E poi lei soffre, ma non sa nulla, finchè dopo un bel po’ internet redivivo non la informa che hanno dato un rigore ai rossoneri brutti, ché una partita senza un gol di cresta non si può fare. E vabbé, resistiamo, mi dicono che Agazzi sia stato tanto bravo e che il secondo tempo sia stato teso e siano fioccati un po’ di cartellini di qua e di là. Il punto è prezioso anche se il colpaccio sarebbe stato meglio, va bene anche così, Red è orgogliosa di voi!
Il resto della giornata scorre sotto il segno del pareggio, da cui si sottraggono solo Samp e Roma che proseguono sul solco della crisi nera in casa giallorossa, l’Udinese che batte il Torino e l’Inter che si prende un punto per gol in casa contro il Chievo.
In terra di Barbagia la partita tra Tonara e Lauras invece non si giocherà: gli ospiti non si presentano e i nostri rossoneri, quelli belli e bravi, vincono a tavolino per 3-0. Mah, è un paese così bello Tonara, ci sembra sciocco non andarci!
E arrivò il tanto atteso martedì di Champions! Mentre l'Italia si sintonizza su Sanremo, in Scozia va in scena Celtic Glasgow - Juventus, andata degli ottavi di finale. L'ansia si sente e pure tanto, ma la squadra c'è! Torna pure Asamoah, reduce dalla finalina persa in Coppa d'Africa. Il risultato è, per la stessa Pink, incredibilmente inaspettato: 3-0 per la Juventus!!! Matri non si ferma più! Dopo pochi minuti va a segno in Champions e parte la festa. Lo stadio è traboccante dei tifosi del Celtic (e di chi sennò?), ma la Juve non si intimidisce e continua a macinare gioco e calcio dando, alla fine, una sonora lezione agli scozzesi. Vanno a segno anche Marchisio e Vucinic e il passaggio ai quarti inizia a farsi vedere. Tre gol fuori casa sono un bel bottino da gestire per il ritorno a Torino, ma non bisogna assolutamente pensare, nemmeno per un minuto, che la strada sia già spianata! Occhio ragazzi, testa bassa e lavorare! Pink è con voi! E ci tiene a ricordare che l'anno scorso promise che, se la Juve fosse approdata in semifinale, si sarebbe esibita in un numero di burlesque per la sua Juve!
In terra di Spagna il Real ne fa 4 al Siviglia… ma tanto il Barcellona ne fa 6!!! Non ce nulla da fare: Mou res!
Appendice: domenica sera la Red figlioccia battezzerà due nuovi amici in peluche: dopo gatto Cossu diamo il benvenuto a Siberiano Pattolino (un grazioso cavallino) e Stregatto Pinigatto (l’ennesimo gattino)… un altro piccolo passo per regalare un cuore rossoblù a una potenziale juventina è stato fatto! Olè! Qualche giorno dopo i detenuti di Buon Cammino hanno offerto la pizza a Massimo Cellino. Speriamo che tutto si risolva come è giusto che sia, nel frattempo Red augura alla squadra di superare con carattere e “moltosità” l’ennesimo ostacolo di questo campionato difficile. Mai come oggi tutto il suo affetto e il suo appoggio ai suoi adorabili ragazzoni Red&Blu! Pink preferisce restare in un enigmatico silenzio stampa sulla vicenda e aspetta che la giustizia vera faccia il suo corso, qualunque esso sia.
Ma anche per questa settimana è tutto!
Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!

Sigla!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Replica
Siccome alcune settimane fa non è stato possibile caricare alcune foto di  una giornata innevate,vi ripropongo un po' di neve bianca...






Paul_Blau_Vierzig

venerdì 15 febbraio 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Villaperuccio. Cappuccino, è giro di vite (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
Don Raffaè - Fabrizio de Andrè

La frase del giorno è:
La prossima puntata di Voyager si occuperà dell'inspiegabile successo dei Modà

Concorso letterario "Ritratto di Signora"

Febbraio ormai ha fatto il giro di boa, e si diverte a giocare all'altalena tra un istante di primavera e la più allegra bufera. Marzo ci sta aspettando al varco e quando arriva marzo non ci vuole molto all'8 marzo! 
Eh la Festa della Donna... che fatica! Quanto è difficile darle il giusto peso, quante discussioni serve fare prima di riuscire ad affermare che la femminilità e la giustizia ancora non hanno raggiunto una perfetta sincronia, che le donne hanno ancora da percorrere tanta strada e tanta gli uomini prima di poter solo pensare che una giornata come l'8 marzo non abbia un senso. 
Questo nostro blog, ad eccezione del nostro carissimo inviato in terra Tedesca, vive dei colori della femminilità e la femminilità, più o meno velatamente, presenta, tanto che la nostra prima rubrica ha come titolo "Ritratto di Signora". 
L'invito che facciamo a tutti i nostri lettori è quello di scrivere un personale "ritratto di Signora" dove si presenti una delle Signore della propria vita: in prosa o in versi, scriveteci di una donna famosa, di un'artista, una scienziata, un personaggio della letteratura, della mitologia delle fiabe, una persona reale, una mamma, un'amica, un'innamorata... chiunque al solo pensarla vi faccia illuminare e dire "lei si, che donna!".
Inviate entro il 7 marzo 2013 la vostra composizione con un'immagine che rappresenti la vostra Signora (una sua foto, un ritratto, ma anche una qualunque immagine che vi faccia pensare a lei) all'email thepinkred@gmail.com oppure come messaggio privato alla pagina "la rassegna stronza" su facebook.
Il ritratto vincitore sarà pubblicato sul blog, e il suo autore vincerà un'ottima colazione in compagnia (reale o morale a seconda della distanza che ci separa) delle deliziose bloggers colorate e del loro amministratore Romoletto. 
Tutti gli altri scritti verranno usati per comporre un "Ritratto di SuperSignora Ideale" che augurerà a tutti, uomini e donne, un felice otto marzo, perché finché tutte le donne non sorrideranno e non avranno libertà il sole non illuminerà abbastanza questo nostro mondo. 

giovedì 14 febbraio 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Luras. A Tonara? Mamma dice no (Unione Sarda, Gallura)

La canzone del giorno è:
Vai Valentina - Ornella Vanoni

La frase del giorno è:
Se davvero mi vuoi bene traslocati!

Buon compleanno sorella!!! By Pink


Dicono che la famiglia non te la scegli, ci nasci e poi come va va. Forse è per questo che cerchiamo gli amici e alcuni li chiamiamo amici fraterni. Io nella mia vita ho una serie solenne di sorelle acquisite, ma una sola sorella consanguinea. Che per la cronaca oggi compie gli anni. 38, a voler essere precisi. Compiere gli anni il giorno di San Valentino e chiamarsi Valentina è un'impresa titanica. Essere la sorella single di una che si chiama Valentina e compie gli anni a San Valentino e che festeggia San Valentino potrebbe sembrare l'apoteosi delle sfighe, ma non lo è.
Io adoro mia sorella, ma sul serio, non per finta come dicono in molti che si vogliono bene e poi s'ammazzerebbero al primo angolo buio. Io mia sorella la adoro davvero e la cosa fantastica è che per tutta la vita ci siamo punzecchiate di continuo, proprio moltissimo. Litigavamo di brutto da appena aprivamo gli occhi fino a quando andavamo a letto e spesso anche mentre eravamo a letto perché una teneva la luce accesa troppo oppure russava oppure boh, un motivo lo si trovava. Una volta, litigando, lei mi ha urlato: “Certo che sei proprio scema!” e io di rimando: “Scema sarà tua sorella!!!”, che poi sono sempre io... Ecco, questo era il tono generale dei nostri litigi. Ma tutto nasconde un profondissimo legame. Discutiamo perché siamo persone diverse, non perché in realtà ci odiamo. E, guardate, che ci hanno provato in tutti i modi a “metterci contro”, non so se altri avrebbero resistito. Del tipo che molte delle persone che ti circondano continuano a lodare tua sorella, forse sperando che prima o poi avrei iniziato ad esserne gelosa, ma io non sono gelosa di mia sorella, anzi mi sento estremamente fortunata: ho una sorella che viene definita intelligente, dolce, buona, leale, brava in cucina, brava mamma, bella, simpatica, praticamente eccellente in tutto quello che fa. Dovrei essere gelosa di avere vicino a me una persona così? Mi ritengo estremamente fortunata. Ecco, oggi è San Valentino, la festa di chi ama, quindi anche di chi ama una sorella, ergo anche la mia. Questo, se non l'avete capito, è un post sull'affetto tra sorelle. Le sorelle sono quelle che non ti capiscono al primo sguardo, semplicemente per il fatto che ti capiscono anche senza guardarti, vanno ad odore, a sentimento, ma lo sanno che cosa ti sta passando dentro l'anima. Le sorelle sono quelle che ti parlano senza paura di ferirti e ti mettono in faccia la vera realtà, ma lo fanno col cuore. Le sorelle sono quelle che, quando stai male, stanno più male di te perché il tuo problema è il loro problema e perché stanno male nel vederti stare male. Le sorelle sono quelle che una soluzione la trovano sempre e che, spesso, ti obbligano a seguirla. Le sorelle sono quelle che ti fanno uscire dai gangheri, ma volentieri, senza che questo sia un problema. Le sorelle sono quelle che ti sorprendono e ti strappano un sorriso. Le sorelle sanno di cosa hai bisogno in ogni momento e si fanno in otto per riuscire a dartelo. Le sorelle sono anche una grande scassatura di palle, sono delle piattole che ti accompagnano per tutta la vita, ma che senza di loro quella stessa vita avrebbe molto meno senso. Le sorelle sono quelle che vorresti mandarle via ogni tanto, ma poi ti chiedi perché dovresti mandarle via. Le sorelle sono quelle che ti aiutavano a fare i compiti da ragazzina e che oggi ti prendono ancora in giro per gli errori che facevi. Le sorelle sono quelle che le fai il verso di Lisa Simpson e iniziano a ridere prima di te. Le sorelle sono quelle che si comprano un pacchetto di bellezza e poi lo dividono con te perché le fa piacere. Le sorelle sono quelle che assorbono le tue critiche senza un fiato anche se le hai fatte soffrire. Le sorelle sono quelle che ti rubano le magliette dal cassetto e te le rimettono a posto con il loro profumo sapendo di farti incazzare, ma poi alla fine gliele regali. Le sorelle sono quelle a cui sposti la macchina perché non ci entrano col pancione, che vedi fragilissime nel momento più bello e difficile della loro vita, che ti fanno incazzare coi medici tanto da volerli investire con la sedia a rotelle e che poi ti ci fanno pensare e rimuginare mentre le massaggi la schiena. Le sorelle sono quelle che sono in grado di cercare e minacciare i tuoi ex, ma non lo fanno perché imbruttisce la pelle e perché “tanto prima o poi lo troverà la giustizia quello lì”. Le sorelle sono quelle che si ritrovano e si stringono forte forte quando si sentono "orfane" di un fratello maggiore amato, amatissimo, che parte militare in un momento che era sempre e comunque troppo presto. Le sorelle sono quelle che ti insegnano a guidare quando anche il papà ti dice che sei un caso tendente al disperato. Le sorelle sono quelle che, appena partorito e ancora in sala parto, riescono a prendere in giro un fratello e una sorella commossi fino alla deficienza. 
Ecco, non so se sono tutte così le sorelle, ma la mia si. E a lei devo dire grazie. 
Grazie per tutte le volte che, quando le chiedevo di dirmi una cosa di scuola, mi rispondeva “Guarda che hanno inventato i dizionari e le enciclopedie” stimolando la mia curiosità e la mia autonomia critica. 
Grazie perché, quando a 5 anni le ho chiesto perché il cielo fosse blu, mi ha dato una risposta soddisfacente ma che non so se l'avevo capita bene. 
Grazie perché è riuscita a farmi ridere talmente tanto che mi sono lussata una mandibola. 
Grazie perché dopo l'incidente in macchina con papà si è presa tutte le mie urla isteriche e mi faceva incazzare da matti con quello sguardo clinico e indagatore perché aveva capito che ero totalmente sotto choc.
Grazie perché asseconda il mio senso estetico alla Enzo Miccio regalandomi un corso da wedding planner. 
Grazie perché mi ha spinto a studiare quando ero sicura di non farcela più. 
Grazie perché mi ha fatto cambiare un pannolino a suo figlio quando ero nel panico più totale da “neonato con la cacca”.
Grazie perché non mi dice mai che faccio schifo anche quando in effetti lo faccio.  
Grazie perché, nonostante abbia una sorella scioccata come me, mi vuole bene lo stesso. 
Vorrei dire a mia sorella mille e più altre cose in questo post, ma so che comunque mia sorella le sa anche se non gliele dico e capisce pure perché non te le dico!
Ma una cosa la aggiungo:
BUON COMPLEANNO SORELLA!!!