mercoledì 30 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pesci, case, orto: voglia di riscatto (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
Sad eyes - Bruce Springsteen

La frase del giorno è:
Il pudore ti fa abbassare gli occhi fino a terra, la volgarità alla patta dei pantaloni.

martedì 29 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Orosei - Rapinatore in fila alla cassa (Unione sarda, p. 47)

La canzone del giorno è:
Inno del Cagliari Calcio con i migliori auguri al novantaduenne più bello della serie A!

La frase del giorno è:
Io non sto scavando nella memoria, sto trivellando!

lunedì 28 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Olbia - E' allarma cobra ma il rettile non si trova (Unione sarda, p. 10)

La canzone del giorno è:
Save the last dance for me - The Drifters

La frase del giorno è:
L'invidia acceca gli uni e illumina gli altri (La Rochefoucauld)

domenica 27 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villagrande - Il trenino verde va in rosso (Unione sarda, p. 49)

La canzone del giorno è:
The sound of silence - Simon and Garfunkel

La frase del giorno è:
Voglio andare in vacanza!

L'Almanacco di Violet

Sigla!!!
Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:01 e tramonta alle 20:39.

Luna: Per tutta la prossima settimana la luna sarà gibbosa crescente.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Agostino, Barbara, Bruna e Bruno, Federica e Federico (27 maggio); Emilio, Gemiliano, Luciana e Luciano (28 maggio); Massimo, Orsola, Essuperanzio (29 maggio); Gavina e Gavino, Giovanna, Isacco (30 maggio); Camilla, Petronilla, Silvia e Silvio, Vitale (31 maggio); Giustino (1° giugno); Marcellino, Pietro, Comizio, Erasmo (2 giugno).

Il Santo: Il 31 di maggio la Chiesa commemora i santi Canzio, Canziano e Canzianilla. La tradizione vuole che fossero fratelli e che fossero martirizzati sotto Diocleziano agli inizi del IV secolo. Vennero sepolti “ad aquas Gradatas”. Nella stessa località, corrispondente alla odierna S. Canzian d’Isonzo, recentemente è stata scoperta la basilica paleocristiana costruita sulla loro tomba, con relativi resti ossei di tre persone. La venerazione di questi martiri, nell’antichità, fu attestata dal racconto di san Massimo di Torino e da Venanzio Fortunato: “Aquileiensium si forte accesseris urbem, Cantianos Domini nimium veneris amicos”. Il loro culto si diffuse in epoca medievale in Lombardia, Francia e Germania.

Il nome: Il nome che ho scelto questa settimana è Petronilla, secondo me bello e particolare, adatto a chi vuole dare alla propria bambina un nome decisamente inusuale, quindi pressoché esclusivo. Questo nome deriva da un cognomen latino, quello della gens Petronia; significa “proveniente da una località pietrosa”. In Italia si chiamano Petronilla poco più di cinquemila persone, cioè appena lo 0,008% della popolazione del nostro Paese. È solo al ottocentocinquantacinquesimo posto tra i nomi più comuni. La regione dove c’è il maggior numero di Petronilla è la Lombardia (16,7%), seguita dalla Puglia, Campania e Sicilia; anche la Sardegna è ben rappresentata con il 6%; in fondo alla classifica troviamo il Trentino (0,3%).

Compleanni storici: (In onore di Red, quando era una bimba!) Tanti auguri a Omar Pedrini, nato il 28 maggio 1967.

Questa settimana accadde: Il 27 maggio 1703 lo zar Pietro I di Russia, detto il Grande, fondò la città di San Pietroburgo, dopo aver conquistato all’Impero svedese i territori attraversati dalla Neva.

Feste e ricorrenze: Il 31 di maggio si celebra la Giornata Mondiale senza tabacco. Lo scopo è fare il punto sulla diffusione del tabagismo nel mondo e rinnovare le strategie per combatterlo. Nello stesso tempo si invitano tutti i cittadini del mondo a astenersi dal consumo di tabacco per almeno ventiquattr’ore e invitare coloro che si raggiungono con le varie campagne di sensibilizzazione a smettere di fumare in via definitiva. Anche l’Almanacco di Violet, a nome della Rassegna Stronza, invita tutti le lettrici e i lettori ad astenersi dal tabacco per tutto il giorno e la notte del 31 maggio.

Curiosità: Il Corriere della Sera dell’11 giugno 1946 titolava: E’ nata la Repubblica italiana. Sotto, un’occhiello con I risultati del “Referendum”: REPUBBLICA 12.718.019 MONARCHIA 10.709.423. Violet per questa ricorrenza decide di lasciar parlare solo i numeri, di non aggiungere né una parola, né un commento alla riflessione dei suoi lettori.

Il Lama racconta: La fattoria somiglia all’arca di Noè: ci sono tutti gli animali. Il bue per arare. La mucca per fare il latte. Il cavallo per tirare il baroccio. Il maiale, la pecora, i conigli; le galline, le anitre, i tacchini; i colombi, il cane, il gatto; le api. Le rondini sotto la gronda, il topolino nel solaio; la formica nella terra, i passeri sul tetto. E se ci pensi un po’ chissà quanti altri ne scoprirai! Se Noè passasse di qua, pensate che si preparerebbe a partire? (Anonimo)

Così parlò zio Gecob: È difficile dire se c’è la speranza o se essa non esista. La speranza è come una strada in campagna che si è formata solo quando la gente ha iniziato a percorrerla. 

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronca tedesca



Print Academy

Una torre svetta solitaria. Sarà quella dell’allarme generale?

Un edificio nei pressi della Stazione principale dei treni


Segnaletica


Un edificio nei pressi della Stazione


Tabellone di bus e S-Bahn


Un campanile (Jesuitenkirche)


Una modesta abitazione ?


Un altro campanile (S. Peterskirche)


Una simpatica abitazione


La torre con orologio dell'Università


Una torre della mensa


Un'altra modesta abitazione ?


Un noto ristorante nel centro


Stadthalle-Kongresshaus


Bandiere al vento

venerdì 25 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso - I pirresi sono trentamila (Unione sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Centro di gravità permanente - Franco Battiato

La frase del giorno è:
Niente servizio all'inglese che escono le sarfate!

giovedì 24 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sassari - Una sparatoria? No, falso allarme (Unione sarda, p. 48)

La canzone del giorno è:
Il cacio con le pere - Musica nuda

La frase del giorno è:
Questa storia è vera tranne per le parti che non lo sono.

Speciale Stiletto Sport - Il Sondaggio!!!

Sigla!!!

Carissimi amici e utenti di questo bellissimo blog,
come ogni "presunta" testata giornalistica di rilievo che si rispetti, anche noi intendiamo assegnare i nostri premi e stilare le nostre classifiche. Ma siccome non intendiamo prenderci tutta la responsabilità da sole, questi "Oscar del Calcio" de La Rassegna Stronza saranno decisi anche da voi!!! Siccome siamo stronze, assegniamo premi stronzi, ironici e irriverenti, come sempre facciamo nella vita, vi mettiamo nelle condizioni di essere un po' stronzi pure voi: noi mettiamo i nomi, voi mettete la scelta! Scegliete con noi alcuni dei premi da assegnare, per gli altri, i molti altri, dovrete attendere ancora qualche giorno, quando ci sarà la premiazione ufficiale! 
In alto i mouse e pronti a votare!!!

Premio "Seminatore di terrore dell'anno" (assegnato ogni anno al giocatore della vostra squadra che vi mette panico quando tocca palla):
a) Larrivey (Cagliari)
b) Bonucci (Juventus)
c) Lucio (Inter)

Premio "Esultanza più bella":
a) Pinilla (Cagliari) al gol dopo l'espulsione che non esulta "a sfregio" (Cagliari-Catania 3-0); 
b) Vidal (Juventus) che si fa prendere a pugni da Bonucci (Fiorentina-Juventus 0-5); 
c) Astori (Cagliari) che segna, cerca la curva e si chiede "Dove siamo?" (Cagliari-Inter 2-2)

Premio "A volte ritornano" (assegnato ogni anno al personaggio che ritorna e lascia il segno, nel bene o nel male...):
a) Ficcadenti (Cagliari)
b) Tesser (Novara)
c) Caceres (Juventus)

Premio "Giocatore più incisivo dell'anno" (assegnato ogni anno al giocatore che ha lasciato il segno più determinante nella stagione):
a) Eriksson (Cagliari) con i suoi 4 minuti circa giocati; 
b) Milos Krasic (Juventus), che non sapeva nemmeno la strada per andare dagli spogliatoi al campo; 
c) Amauri (Fiorentina), che non combina nulla da anni ma segna il gol che fa effettivamente perdere lo scudetto al Milan

Premio "Naso a sciabola" (assegnato annualmente al giocatore di cui fa più paura uno scontro faccia a faccia che un'entrata a gamba tesa sulla tibia o quando uno scontro tra di loro vi fa pensare che si facciano ombra a vicenda):
a) Ibrahimovic (Milan)
b) Chiellini (Juventus)
c) Schelotto (Atalanta)

Premio "Gianluca De Ceglie" (assegnato al giocatore che si è preso più "Dai cazzo!!!" da tifosi, allenatore e compagni di squadra):
a) Nené (Cagliari)
b) Bonucci (Juventus)
c) Borriello (Juventus)

Per votare è semplicissimo: mandate una mail alla casella thepinkred@gmail.com con i vostri voti! Avete tempo fino al 01/06/2012!!!
Votate, votate, votate!!! E che l'ironia sia con voi!!!

E le sorprese non sono finite qui!!! Per tutti coloro che voteranno c'è in palio un altro bellissimo premio!
"Vinci una birra e la partita inaugurale degli Europei al Poetto con le Giggi's Angels e la Rassegna Stronza"!!!
Motivate i vostri voti e l'autore della motivazione più bella vincerà la possibilità di vedere la partita inaugurale degli Europei di calcio 2012, Polonia-Grecia, al Poetto con noi e una birra!!!
Non vi sta venendo voglia di votare???

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels


mercoledì 23 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Le fregature si possono evitare: basta volerlo (Unione Sarda, prov. Sulcis)

La canzone del giorno è:
Bartali - Paolo Conte

La frase del giorno è:
Quello blu è un tatuaggio, quello rosso è sangue!

Speciale Stiletto Sport - Ritratto di campione

Alessandro Del Piero, un bianconero per Miss Pink


 
Estate 1993 o 1994
Pink e suo fratello sono davanti ad una stalla a casa della nonna a Crastu, (fraz. di Laconi, OR):
“Dai, devi imparare a parare le punizioni...”
“Ma non ce la faccioooooo...”
“Smettila di lagnarti, nana!!! Guarda che te la tiro all'incrocio, eh!”
“No, all'incrocio no! - piagnucola lei - Mi sono spiaccicata la faccia sull'armadio l'ultima volta... (la cameretta del fratello di Pink era “a ponte” e lui le tirava le punizioni usando il ponte come porta, con i due armadi come pali. Prenderli di ¾ in faccia non era bello! NdR)
“E' colpa tua che non ti distendi bene nel salto, le braccia son rachitiche!”
Lui si piazza il pallone e tira all'incrocio. Farà così per tutto il pomeriggio, ogni tanto Pink ne parerà qualcuna e ogni tanto no, suo fratello scuoterà la testa tante e tante volte. Non era ancora il tempo di estasiarsi davanti ad altre punizioni.

Primavera tarda del 1995:
Gita dell'ACR. Tutti sono in piazza a fare festa cantando cori a squarciagola con adolescenti di altre sezioni dell'ACR della Sardegna. Pink è sul pullman con la radiolina fastidiosamente attaccata alle orecchie, non prende bene porca miseria! Ad un certo punto la gente da sotto il pullman sente colpi al finestrino e urla ovattate: la Juventus ha vinto lo scudetto! Si distinse quell'anno un giovanissimo Alessandro del Piero, che nel giro di poco (facciamo 2 o 3 giorni) divenne l'eroe calcistico di Pink.

9 novembre 1998:
Pink e sua madre escono dallo studio del dentista. Pink ha la faccia a terra, la mamma le chiede:
“Ti fa male l'apparecchio?”
“Non più dell'altra volta... Solo che, uff che palle, mi hanno messo la parte di sotto il giorno del mio compleanno (17 anni NdR) e quella di sopra oggi che è il compleanno di Del Piero! Non posso nemmeno fare seriamente gli auguri al suo poster! S'è pure infortunato ieri! Stiamo male in due! Che compleanno di m....!!!”

La cameretta di Pink a 18 anni, ottobre 1999.
Erano passati poco più di 3 anni e mezzo da quel pomeriggio sul pullman a festeggiare lo scudetto e la cameretta di Pink si era foderata di poster di quel ragazzo con le basette strane che giocava a calcio in maniera così spettacolare e divina che era un piacere per tutti guardarlo. Il giorno prima si era infortunato e Pink era disperata: era la fine per il suo campione? Tutti i santi giorni, tutti, si metteva li con i giornali davanti per sapere com'era andato l'intervento, come procedeva la riabilitazione in quel lontanissimo Colorado, come stava la mamma Bruna. Ogni articolo di giornale veniva meticolosamente ritagliato e incollato in uno degli ormai innumerevoli quaderni e quadernoni (in 3 anni e mezzo la Pigna ha fatto affari d'oro...) che la nostra usava per conservare gelosamente tutte le notizie di Pinturicchio. Si registrava le partiteeeeeeee!!! La finale di Intercontinentale se l'è vista un “fottìo” di volte! Ok, stiamo parlando della Juventus, che è la sua squadra del cuore, ma insomma era maniacale!


Ottobre 2011:
Pink sbarca dall'aereo che la riporta da un viaggio lampo a Barcellona per motivi universitari. C'è il fratello ad attenderla con la faccia appesa. Lui ha “Tuttosport” in mano e il titolo dice che questa sarà l'ultima stagione di Del Piero alla Juventus. “Preparati...” le dice, cupo.

L'avete capito, Del Piero è stata la mia passione calcistica giovanile. Mio fratello aveva vissuto la Juve di Platini, io ero alla ricerca di un campionissimo che potesse diventare il simbolo della mia Juventus. Passato Baggio i miei occhi si sono concentrati su un faccino pulito e semplice. Pure un bel ragazzo, ecco. Io ero in piena adolescenza, devastata dagli scompensi sentimentali e, toh!, arriva lui... Un periodo d'oro per la Juventus: scudetti, coppe, titoli... Del Piero brilla più di una stella! Forse in nazionale non fa sfracelli, è vero, ma chi se ne frega! Alex, Alex, quanti pianti mi hai fatto fare, eh! Di gioia, ma non solo! C'era stato un casino spettacolare sollevato da Zeman sul doping. Io non ci potevo credere che tu (perdonami, se mi prendo tutta questa confidenza...) fossi invischiato in un giro così sporco. I giornali vi stavano maciullando e a me non sono mai piaciuti i giornalisti cannibali. L'avevo già provato con Pantani e mi davano ormai la nausea. Non potevi essere così. E infatti non lo eri. C'è stato l'infortunio e quel recupero lungo e lento, che sembrava non dovesse finire mai. Ti davano per morto i soliti giornalisti iene, ma io non ci ho creduto neanche lì. Te lo si leggeva in faccia che il fuoco del talento non era spento né nella tua testa, né nei tuoi piedi. Segnavi praticamente solo su rigore... Io lo sapevo che c'eri però. Non solo sei tornato quando tutti ti davano per bollito, in un giorno così particolare per te e per la Juve, ma sei diventato l'uomo dei record! Nessuno ha fatto di più nella Juventus tra gol, presenze e titoli. Hai vinto tutto, compreso il titolo di capocannoniere della B: chi l'avrebbe mai detto? Io non ci pensavo neppure. Però l'hai fatto: chi ha fame di vittorie non si accontenta mai e vuole tutto. E tu la B l'hai fatta con una dignità ed un rigore che in pochi avrebbero avuto. Vedo i miei genitori che ti guardano giocare, loro che hanno visto l'epoca di Riva (siamo a Cagliari, Alex), Rivera, Mazzola, e di te dicono che sembri un signore d'altri tempi sia in campo che fuori. Mia madre dice che tua madre dev'essere ben orgogliosa di te, non tanto per il successo ma perché sei rimasto sempre dentro le righe, mai divo esuberante e cafone, sempre lavoratore silenzioso e quieto. Perfino Maradona, dopo quella splendida doppietta al Real Madrid quando perfino il Bernabeu si alzò in piedi per te, disse che non invecchiavi mai. Sembri ancora lo stesso ragazzino della tarda primavera del 1995, quello dei miei poster in cameretta. Sono passati 19 anni. DICIANNOVE. La generazione che arriverà ora non conoscerà le tue prodezze in campo in Italia, ma io me le ricorderò tutte una per una. Mio padre mi faceva vedere Sivori e Riva, mio fratello Platini e Cabrini, io farò vedere a figli e nipotini (ne ho uno di due anni e mezzo con un sinistro micidiale!) quello che hai fatto tu. Sei riuscito a mettere d'accordo tutti, nessuno potrebbe dire una cosa negativa su di te, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Hai fatto tanto, hai realizzato il tuo sogno ma non solo, hai realizzato il sogno di tanti altri ragazzi che si sono identificati in te e che ti porteranno sempre nei loro cuori, come me. Sii orgoglioso di questo, lo sono stati i tuoi genitori, lo saranno i tuoi figli.
Grazie.

13 maggio 2012:
La madre e il fratello di Pink sono di nuovo a Laconi e fissano la radio. Lo speaker ha appena detto che Del Piero è uscito dal campo e sta raccogliendo un'ovazione:
“Mamma, secondo te Pink sta piangendo?”
“Secondo me si.. E non poco...”
In quel momento a Cagliari, Pink scrive un sms a Red: “Del Piero esce e mi spunta la lacrimuccia...”

martedì 22 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villagrande - Maiali ruspanti: il sindaco Loi dichiara guerra (Unione sarda, Prov. Ogliastra)

La canzone del giorno è:
New York, New York - Liza Minnelli

La frase del giorno è:
Ha vinto il macaco scodato!

lunedì 21 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì - In municipio orientarsi costa 18000 euro (Unione sarda, Prov. Ogliastra)

La canzone del giorno è:
Litfiba tornate insieme - Elio e le storie tese

La frase del giorno è:
Ho imparato così tanto dai miei errori che sto pensando di farne altri.

Speciale stiletto sport - Ritratto di campione

Rossi e Rossa for ever! (Con sottofondo rosa giro) by Red



Questa andava scritta a caldo e di getto, e non si poteva fare altrimenti. Inizio a scrivere alle 15.50 del 20 maggio, il tempo calmarmi, sedermi e smettere di urlare. Per cosa? C’era la Moto GP! Se mi chiedete se oggi sento il bisogno di scrivere di motociclismo con tutto quel che succede in Italia, vi dico di si, perché lo sport non è un diversivo, ma è un raggio di sole. E a primavera c’è bisogno di sole. Piuttosto volevo far dopo perché non è facile scrivere mentre si guarda una tappa del Giro d’Italia, una di quelle da stare in piedi sul divano, ma dovevo scriverla a caldo la mia felice, calorosa, adolescenziale dichiarazione d’amore per Valentino.
Non scrivo perché è tornato a vincere, infatti arrivare secondo non è vincere, ma perché oggi Rossi era bello come il sole su quella moto. - Nel frattempo Pinotti raggiunge il gruppetto degli inseguitori- Quando leggo il palmares di Valentino Rossi mi stupisco di come io possa essere una sua fedelissima tifosa: io che tifo Cagliari, che il ciclismo è lo sport che più mi infiamma, che Pantani mi entusiasmava quando era gregario di Chiappucci alla Carrera e quando ha iniziato a vincere ho iniziato a tifare per Gotti, e poi per Savoldelli, io che non riesco a sopportare quelli che vincono sempre, che a ogni vittoria di Doohan mi volevo sparare dalla noia, cosa centro col più titolato dei piloti in circolazione? La risposta è che Valentino Rossi ha la splendida dote di saper giocare sempre fino in fondo, ed è un miracolo come il fatto che stia giocando traspaia attraverso tuta, saponette, casco, fatica, rabbia e delusioni varie. Ma l’avete visto il sorriso che aveva oggi mentre diceva “mi sono divertito”? Il sorriso di un bambino che ha rubato la marmellata, lo stesso delle prime gare in 125, quando era un ragazzino scemo che andava a scuola sull’ape e io, di due anni più piccola di lui e ragazzina scema, mi svegliavo presto di domenica solo per guardare le gare (in tempi non sospetti, prima delle vittorie, quando una goccia di pioggia era iattura, e non c’era una gara senza che combinasse un pasticcio). Allora come oggi aveva un sorriso da impunito, -il gruppetto degli inseguitori intanto manda a cagare una moto della polizia stradale- e riusciva ad entusiasmare tutti, comprese me e mia mamma.
Di solito chi vince tanto ha il sorriso della spocchia, quando inizia a perdere ha la faccia da cane bastonato, per poi arrivare al sorriso antipatico della rivincita qualora torni alla vittoria. Lui no, impunito è nato, e impunito rimarrà a vita, e con due occhi trasparenti che raccontano storie che le sue parole non racconteranno mai ai microfoni, per riservatezza e pudore. Sorrideva impunito con le bambole gonfiabili sulla moto, impunito nel sorpasso con dito medio in alto, impunito dopo una quantità di successi schiaccianti che avrebbero reso odioso ai miei occhi chiunque altro, impunito nel correre quando molti altri avrebbero smesso e oggi, su un podio che gli è mancato tanto. Ma il ragazzo non è solo impunito: all’improvviso diventa inaspettatamente delicato quando qualcuno, anche da lontano, va a sfiorare qualcosa di privato, e poi gentile, sempre e con tutti, in un mondo dove la boria è più importante dell’essenza. -Cunego fa un lavoro da favola per la sua squadra intanto là davanti al gruppetto, è inutile che dicano che non dovrebbe essere in fuga- Penso che siano questi i motivi per i quali mi sono potuta godere in diciassette anni nove mondiali e centinaia di pomeriggi (o alzatacce nottetempo) meravigliosi tra vittorie, podi e imprese varie, io che da tifosa di cause perse becco una gara buona ogni cento! E forse anche perché, essendo coetanei, ho visto lui crescere come me, con in comune un nome, un colore (io nell’anima Rossa e lui Rossi nel cognome), un segno zodiacale, e uno smodato amore per la leggerezza del gioco e per la vittoria, anche se con ovvi e lampanti risultati diversi.
Ma torniamo ad oggi, a questo secondo posto che mi ha fatto quasi commuovere da quanto è stato bello! -Non vi ho ancora citato Matteo Rabottini ma la sua fuga solitaria è da applausi- Dicevo oggi a Les Mans… arrivare secondo è bello, primo è molto meglio, e questo è assodato, ma qualunque fosse il risultato, l’avete visto come va in moto quell’uomo? È inutile, non servono il numero, la moto o i colori per riconoscerlo: guida con una sensibilità assolutamente unica, le sue traiettorie, le intuizioni, le scelte, rendono i suoi giri di pista riconoscibili come un Picasso, diversi da tutti gli altri, marchiati di personalità. E questo che vinca o che perda. Seriamente parlando, oggi chi ha seguito la gara ha visto per caso qualcun altro? Lorenzo qualcuno l’ha visto? -Porca miseria, scivolata di Rabottini in discesa…- E Stoner? E il Dovi? E Car Caracciolo (trascrizione fedele di come il buon Guido Meda chiama Crutchlow)? Non ce n’è, e non è questione di posti sul podio! È che il mio “rosso” Rossi rende divertente ogni cosa su cui mette le mani, è che in mezzo a una quantità di ragazzini che corrono con lui, solo il suo sguardo diventa all’improvviso bambino e ti da il senso del gioco, del raggio di sole che lo sport deve essere. Quel modo di correre con serietà e contemporaneamente per gioco è percepibile anche dalle riprese dall’alto, e lo vedono tutti, appassionati, esperti di moto o passanti casuali davanti a una tv. Oggi non c'è da chiedersi se Valentino sia tornato o meno, o sia lo stesso o meno, che la sua Ducati non sia la moto dei sogni e che i due stentino a trovare il giusto feeling è assodato. La domanda che vorrei fare io, a giornalisti e commentatori, è se pensano o no che la gara di oggi sia la più divertente degli ultimi due anni. Non dico che senza Rossi la motoGP non sia divertente e non ci sia gusto a guardarla, ma quando lui è competitivo è un'altra cosa, punto. Si chiama talento, personalità, carisma. Non è solo questione di fare velocità, guidare bene una moto e arrivare primi, è la capacità di metter pressione agli avversari, di tentare tutto il possibile ma senza mai essere scorretto, è fantasia e sensibilità di inventarsi una variabile che ti lascia col fiato sospeso ad ogni giro.
Penso che quello di Valentino sia lo sguardo più adulto della Moto GP, lo si vede quando analizza e spiega gli errori, o quando gli leggi in viso la consapevolezza dei rischi che il suo mestiere comporta. -Dai Rabottini, te la meriti troppo questa tappa, porca miseria!!!- Ma quando dal mestiere e dalla pazienza che ci vuole per essere dei professionisti credibili, si passa alla gara, al gioco, fa sempre capolino il bambino impunito, e quel “mi son divertito” a fine gara diventa il sigillo di un segreto saggio, che ricorda che la vita è un gioco, e che prendersi sul serio fa venire solo l’orticaria. -GRANDE RABOTTINI!!!!! Che gara, che gara, che gara!!!!!-
Oggi “the doctor” l’ha dipinta quella gara, l’ha sigillata con la sua firma inconfondibile -e Rabottini ha fatto un’impresa bellissima e sono di nuovo in piedi sul divano-: mentre io urlavo e mandavo a cagare i commentatori che all’ultimo giro rompevano con frasi tipo “è andato largo”, e Violet li zittiva col tasto MUTE del telecomando, mamma in cucina ripeteva “dai, dai, dai” come un mantra, perché “figlia mia, quel ragazzo mi fa morire di paura, ma è troppo bravo, mi fa emozionare…” e quando è arrivato ha fatto un sospiro. Fatelo vincere pure tutta la vita Lorenzo, propongo un esperimento: prendete il battito del cuore dei suoi tifosi per una sua vittoria e confrontatelo con quello di un qualunque innamorato del motociclismo per un secondo posto di Valentino… poi ne parliamo!
E adesso scusate, che c’è il processo alla tappa!   

domenica 20 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lo stadio - Ladri di terra a Is Arenas (Unione sarda, Quartu quartieri)

La canzone del giorno è:
Hotel Supramonte - Fabrizio de André

La frase del giorno è:
Ogni volta che mi guarda ho paura che mi cada un rene.

"Pene" d'amore


La reazione che non ti aspetti.

Le donne del XXI secolo si sono abituate a gestire la propria vita con la delicatezza di Jean-Claude Van Damme: quelle che ci piacciono sono forti caratterialmente, non si piegano, sanno reagire e rialzarsi nelle difficoltà. Se la vita è una montagna da aggredire, loro sono a capo della cordata e dietro si trascinano molto spesso figli, amici e mariti/fidanzati. Iperorganizzate, iperreattive per essere sempre pronte a tutto quello che capiterà. Ma non sempre va così, o meglio: non tutti i giorni va così. Siccome anche queste "donnemanager" sono esseri umani capita anche a loro il giorno del crollo dei nervi. Un bel giorno succede che basta un niente per far aprire i rubinetti delle lacrime e del malumore per sfogare lo stress e prendere contatto con un problema o una realtà, in quel giorno le spalle di queste signorine non sono più tanto larghe e sembra stia finendo il gesso per la scalata: la cordata è in pericolo.
Quando succedono queste cose le donne tendono sempre a rivolgersi al compagno della propria vita, al maschio medio che hanno scelto come ipotetico "maschio Alfa" oppure a quello che nella loro famiglia è già il "maschio Alfa". La loro speranza è che quest'uomo si trasformi in Rambo e aggredisca la vita al posto loro per un paio d'ore (il tanto dello sfogo) e le rassicuri dicendole "Ci sono io, tranquilla!". Cosa ottengono in realtà? La reazione ce non si aspettano. Il loro "maschio presuntoAlfa" si incazza, urla, si chiede quali mai siano i problemi che deve affrontare, che cos'è questo malumore ingiustificato e queste paranoie infantili. La stessa cosa accade se la donna si sente male per un calo di pressione, dovuto magari al ciclo. La frase più comune, detta urlando, è "Lo sapevo!!! E' colpa tua che non mangi abbastanza! Vedi che poi ti senti male?!?" Pirla, ho un'emorraggia in corso, passami i tampax! Insomma, stiamo male e dobbiamo anche far tutto da sole.
Alle donnine che si trovano in questa situazione consigliamo che si facciano tante, tante amiche di cordata. Non siamo state fortunatissime con maschio Alfa? Pazienza, magari è ottimo per altro. In quei momenti sappiamo di doverci rivolgere altrove: peggio per lui. Per i maschietti invece un altro consiglio: non chiedetevi perché le donne vi rispondono sempre "Niente!" quando le chiedete "Che cos'hai?". Sappiate che per farla contenta in questi momenti di difficoltà basta anche un pat-pat semplice e potrete continuare a bere la birra stravaccati sul divano ruttando davanti a "Porta a porta"!

L'Almanacco di Violet

Sigla!
 
Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:06 e tramonta alle 20:33.

Luna: Luna crescente.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Bernardino, Arcangelo, Aurea, Guido, Ilario, Lidia, Lucifero (20 maggio); Eugenia ed Eugenio, Nicostrato, Antioco, Ospizio, Vittoria e Vittorio (21 maggio); Rita, Giulia, Umiltà e Vladimiro (22 maggio); Desiderio, Onorato, Ponzio (23 maggio); Amalia, Ausilia, Servolo, Simeone, Uberto, Vincenzo (24 maggio); Maria Maddalena, Cristoforo, Dionigi (25 maggio); Filippo, Andrea, Berengario, Edmondo, Maria Anna, Pardo e Quadrato (26 maggio).

Il Santo: Il 22 di maggio la Chiesa commemora, per “beata” (nel senso di felice… a Violet sembra che parlando di santi ci stia benissimo!) coincidenza, i santi Lupicino di Verona e Lupo di Limoges. Lupicino resse la diocesi di Verona agli inizi del V secolo; le sue reliquie sono venerate nella cripta della basilica di san Zeno insieme a quelle di Lucilio. La storicità di questo vescovo pare sia attestata da diversi documenti, tra i quali i Cataloghi della tradizione veronese e il più autorevole Velo di Classe del VIII secolo. Lupo, invece, è citato nel Martirologio Romano: “A Limoges ancora in Aquitania, san Lupo, vescovo, che sottoscrisse la fondazione del monastero di Solesme”.

Il nome: Anche questa settimana non è stato semplice scegliere un nome da proporvi. Ospizio, Vladimiro, Servolo e Pardo se la sono giocata a lungo; ma Violet è del parere che un buon genitore si debba mettere sempre una mano sulla coscienza e ricordare in ogni momento i circa sedici anni di scuola (dalla materna al diploma) che attendono qualunque pargolo. Così ho pensato al nome Eugenio. È un nome di origine greca e significa “nato bene”, cioè di origine nobile. Il numero fortunato legato a questo nome è il 3; il suo colore è il blu; la pietra è lo zaffiro; il metallo è l’argento. Si chiamano Eugenio in Italia poco più di settantasettemiladuecento persone; circa lo 0,13% della popolazione. È il centoventunesimo nome nella classifica di quelli più comuni. Molto frequente in Lombardia (23,1%), poco nel resto d’Italia.

Compleanni storici: Tantissimi auguri a Trebisonda Valla. Ondina nacque a Bologna il 20 maggio 1916. Fu la prima donna medaglia d’oro italiana ai Giochi olimpici, infatti vinse gli 80 metri ostacoli a Berlino nel 1936.

Questa settimana accadde: Il 20 maggio 1874 Levi Strass e Jacob Davis ottennero il brevetto statunitense per i blue jeans con rivetti in rame.

Feste e ricorrenze: Il 24 di maggio è la festa di Maria Ausiliatrice. Ma nella storia d’Italia è una data assai particolare, a suo modo funesta ed eroica: è infatti l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915 e pure l’incipit de La leggenda del Piave che ricorda il dopo Caporetto e l’offensiva sul Piave, appunto, nel giugno del 1918. Questa data ha segnato, a distanza di tre anni l’una dall’altra, l’infanzia di Violet, per tre anni, e quella di Red, per ben cinque. Cosa succedeva? Quel giorno nella loro scuola elementare le lezioni erano pressoché annullate. Le bambine arrivano a scuola puntuali, come ogni giorno, con i grembiuli freschi di bucato e ben stirati; ognuna portava in mano un fiore rosa o bianco. L’accoglienza, nel cortile, era accompagnata da un’atmosfera di festa: c’erano le bandierine sventolanti; c’era la statua della Madonna pronta per l’offerta del fiore; c’erano anche i bambini più piccoli, quelli della scuola materna; c’era la musica. Già, la musica. Veniva diffusa da un vecchio altoparlante dotato di microfono, posizionato vicino ad un giradischi che faceva girare ad libitum un vecchio vinile. Era una marcetta, all’apparenza allegra, ritmata com’era. Ad un orecchio più attento, che andasse altre l’abitudine, si acuisse e provasse ad afferrare le parole, però suonava così: “Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio…”. La tradizione voleva così. E pazienza si trattasse di una canzone di guerra; d’altronde il titolo di Ausiliatrice non fu affibbiato a Maria in occasione di un’altra storica battaglia, quella di Lepanto? Tutte noi canticchiavamo il motivetto, senza le parole, troppo ostiche per delle bimbe; a parte la finale delle varie strofe che suonava: “…non passa lo straniero”; “…ritorna lo straniero”; “…indietro va’ straniero”; “…né oppressi né stranieri”; e “za-za” finale! Poi la musica si abbassava e la festa continuava con la parte religiosa, la merenda, il lancio delle caramelle ecc. Siamo cresciute così! Certo, chi ci conosce bene, qualche dubbio sulla nostra sanità mentale lo nutre; ma non temete, non dipende da questi episodi, seppur reiterati negli anni: per noi non era un trauma, era festa, festa vera, ricca di emozioni, con strascico di ricordi e nostalgie. L’apparente “doppiezza” di ciò che vi ho raccontato, semmai, ci ha insegnato che la realtà ha mille sfaccettature e che ogni età e condizione è bene che ne colga alcune e non altre; e che qualunque medaglia ha il suo risvolto, che non è detto sia negativo.

Il Lama racconta: Un tale aveva una gallina che faceva le uova d’oro, e credendo che dentro di essa ci fosse una massa d’oro, la uccise e la trovò simile alle altre galline. E lui, avendo sperato di trovarvi ammassata una ricchezza immensa, fu privato anche di quella piccola data dalle sue uova. La tavoletta mostra che bisogna accontentarsi dei beni presenti e fuggire l’insaziabilità. (Esopo)

Così parlò zio Gecob: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”. (Giovanni Falcone

sabato 19 maggio 2012

L'appartamento tedesco - Tutti i colori di una cronaca tedesca

Un sabato ideale piano piano se ne va... 


Un sabato ideale piano piano se ne va, se non fosse che quando si è impegnati in mille attività, piccole o grandi che siano, il tempo scorre tanto velocemente che è già domenica.
Ore 6,30: sveglia presto, sì, per fare colazione, docciarsi e poter sfruttare, alle ore 7 e 15 minuti, l’effetto sorpresa nella lavanderia dello studentato. Quando ci sono tre lavatrici e due asciugatrici per oltre decine persone è meglio sbrigarsi che trovarsi impelagati nel weekend con la roba sporca di una settimana ancora il lunedì. C’è gente ancora più scaltra, non farò nomi ma magari qualcuno ci può arrivare, che se ne infischia dei regolamenti e si fa il bucato anche in orario praticamente notturno (non consentito) [Ma a volte questa accortezza di alzarsi presto può essere vanificata dall'indecenza di trovare solo un'asciugatrice funzionante e allora dover ingegnarsi per far asciugare la roba di una settimana, asciugamani e lenzuala]. Nel frattempo che la lavatrice e l’asciugatrice facciano il loro dovere al meglio delle loro capacità ci si impegna in occupazioni di piccolo cabotaggio. Dal momento che la roba non si trasferisce autonomamente da una macchina all’altra e che bisogna scendere, quindi, dopo circa 58 minuti di carico di capi colorati per effettuare, dopo aver pulito il filtro lasciato solitamente sporco, l’asciugatura di 40-50minuti, conviene riempire il tempo o spolverando oppure leggendo le notizie su internet, le email e avviando la stesura dell’intervento sulla Stronzea. Altrimenti, se si è di turno di pulizie di domestiche, si cerca di compiere un miracolo in cucina o nei bagni sperando che qualche diavolo dopo che ha fatto le pentole non decida di metterci la coda e rovinarvi i piani. 
Intorno alle 10, finita l’attività di bucato e piega della roba, si esce a far la spesa. Per una settimana. Non solo per il poco tempo che si ha ogni giorno ma anche per occupare quotidianamente il poco spazio riservatovi nel frigorifero che è sempre minacciato da qualche avvoltoio non sazio di quello che ha già. Con il n. 32 si scende a pochi metri da Lidl e Kaufland. Il primo è piccolo e allietato da spente cassiere che ripetono come un mantra monotonico “Hallo. Fünfzehn und sechsunddreissig, bitte. Vierzehn. Danke. Schönes Wochenende”. Ma anche vantaggioso per piatti già pronti, che, però, alle volte deludono. Prendete qui, mi raccomando, i succhi di frutta Naturalis e Punica e il formaggio con il pepe. Ottimo a colazione nel toast. L’altro, di gran lunga più grande e più fornito tanto da doverci girare in carrello, ha la pasta italiana e i sughi già pronti. Ha una scelta più vasta di giornali, detersivi e prodotti per la casa, salumi, prosciutti, formaggi, yogurt, bevande varie (non hanno tutta la gamma dei Punica e non ci sono i Naturalis, però tanta e tanta birra e alcol), salatini, merendine (ma non esistono qui quelle che non chiamiamo così) e anche carni. Talvolta già preparate. E quando ne prenderete una senza aver letto i condimenti, magari un banale cordon bleau…È dotato pure di un’area dolciumi vari da cui è meglio tenersi lontani se non si vuole finire in coma diabetico. Attenti agli anziani con i loro carrelli che si bloccano davanti all’ingresso di ogni corridoio. E non trattateli male. Lo faranno loro con voi. Alla cassa sarete rincuorati dalle cassiere che vi diranno il prezzo della vostra spesa con viso di sfida e sguardo assassino. [Un nuovo supermercato è stato scoperto, però, nel centro...]
Finito il giro dei supermercati, che può essere ricco di scoperte di negozi e cinema impensabili nei pressi, si torna a casa intorno alle 11,30 per riempire il frigo e lasciare da parte qualcosa per le emergenze. Si avvia il pranzo, si pseudo-apparecchia, si mangia contenti come una pasqua e poi, infilati i guanti, si puliscono le stoviglie e i piatti. Che trasgressione. 
Il pomeriggio si passa in due modi a secondo del tempo meteorologico. In caso di maltempo, in casa a seguire la F1 oppure a leggere o ascoltare un po’ di musica o di televisione online (guardarla è trppo facile) oppure una bella passeggiata per la città, in caso di maltempo. O anche di sole, ovvio. Accompagnato, però, da nuvole.
Intorno alle 15/15,30 si esce, si sale a bordo del 32 e si arriva in 10 minuti dove volete. Scendete e fate due passi assieme al mondo per l’Hauptstraße. Meta prediletta di molti è Darmstadtzentrum dove Saturn, il tempio della tecnologia, la fa da padrone. File interminabili davanti al punto ristoro per un gelato, uno sneak o quant’altro. Per altri è Kaufhof Galeria, grande centro assimilabile alla Rinascente su 3 / 4 piani (anche in Bismarckplatz): abbigliamento uomo, donna e bambino, prodotti per la casa, profumi, dolciumi (ancora?), letture, giochi, sport, cartoleria ecc. 
Non vi piacciono i luoghi troppo affollati ? Entrate nelle librerie come la mega Thalia. Ogni tipo di lettura è qui. Come di gente. Volete un spuntino di sano pesce del Mare del Nord? Nordsee ha due negozi propri qui con pani farciti e un profumo da baleniera. Mettevi in fila. Una cioccolata calda? Un tè? Un gelato? Altro abbigliamento? Vuoi il cellulare nuovo? Vieni qui, ci sono catene, negozi specializzati, e non, che ti attirano con le loro porte perennemente aperte. O con i commessi e le commesse che ti affascineranno con offerte di cibo o orsetti che sparano bolle di sapone che ti invitano a entrare a comprare un golfino. Il tempo passerà rapidamente e spensieratamente. Sul serio, se poi ti porti con te un po’ di curiosità e meraviglia vedrai che ti divertirai pure. Destreggiarsi tra turisti americani in gruppo o tedesconi in libera uscita e qualche cane al guinzaglio che ti guarda mansueto e sorridente è veramente uno spasso. E' consigliabile per avere una prospettiva diversa del centro e rilassarsi deviare nei vialetti e vicoli verso il fiume e passeggiare lì tra le fontane e parchetti. Certo, ci passano lungo il fiume le macchine, però si possono ammirare le kneipe chiuse che si preparano per la serata o casette con porte piccole che fanno immaginare.

Dopo quasi 3 ore a zonzo è giunta l’ora, purtroppo, del rientro all’ovile (o al porcile se preferite). Preparazione della cena, ore 18,30, e della serata. Che finisce solitamente in pesce intorno alle 22,30 con qualche lettura in lingua originale o con l'ascolto della radio, magari scoprendo i grandi successi italiani. Wirklich? E poi a nanna.
Svuotati di non aver fatto niente di speciale o particolarmente faticoso. 

Paul_Blau_Vierzig

venerdì 18 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Francia - Il neo governo può attendere, la baguette no (Unione sarda, esteri)

La canzone del giorno è:
Tu che m'hai preso il cuor - Mario del Monaco 

La frase del giorno è:
Hanno trovato il tuo spazzolino da culo!!!

giovedì 17 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Assemini - Punteruolo rosso, morte tre palme (Unione sarda, p. 35)

La canzone del giorno è:
Hot Stuff - Donna Summer

La frase del giorno è:
Io apro le porte per fare aria ma voi non cadete.

Stiletto Sport

Siamo arrivati all'ultima di campionato... Lo stiletto non andrà in vacanza, ci sono gli Europei di calcio, le Olimpiadi, le infinite partite a "racchettoni" sul bagnasciuga del Poetto... Però con questo post si chiude il primo campionato in compagnia del nostro Blog, il nostro primo campionato da Giggi's angels! Quindi vorremmo ringraziare tutti i nostri lettori appassionati di sport e di calcio e quelli che hanno seguilo la rubrica anche se il calcio non lo sopportano proprio, i lettori che ci inorgogliscono un po', quelli che ci sostengono e condividono e quelli che non conosciamo.
Buon divertimento!


La domenica in Wonderland

L’estate ha ceduto il posto all’autunno, l’autunno ha lasciato il posto a un lungo inverno, la primavera si è affacciata sui campi verdi e ora che lenta si avvicina l’estate scorrono i titoli di cosa su questo intenso campionato. Sarà il caldo, sarà il finale, sarà che Red e Pink non sono per nulla normali, ma domenica pomeriggio si sono trovate all’improvviso in un’altra storia: passava di lì un coniglio bianco col panciotto, o forse no… Avete visto Alice in Wonderland? Alice cresciuta che torna nel paese delle meraviglie per uccidere il Ciciarampa nel giorno Gioiglorioso e salvare “il sottomondo”. 
Red e Pink nel paese delle meraviglie ci hanno passato tutta l’infanzia, come Alice. Red passando dall’armadio, o diventando piccolissima per entrarci dalla corolla dei fiori, Pink passando dallo specchio o diventando piccolissima per entrare dal barattolo della Nutella. Sono state Alice da bambine, Red e Pink, ma anche Stregatti, lepri marzoline e cappellaie matte, sono arrivate addirittura a diventare la regina rossa, per un momento, attratte nel paese delle meraviglie da una farfalla, senza saperlo nello stesso luogo: nella finestra centrale del castello di Laconi, al “boschetto”. Sedendosi lì non hanno resistito a gridare “tagliategli la testa!”, invece altre volte sono state la Regina Bianca, un po’ streghe e un po’ fate ad aspettare che il giorno gioiglorioso le portasse alla vittoria. Come Alice, Red e Pink, hanno continuato a sognarlo, il loro paese delle meraviglie, e anche crescendo non hanno cessato di credere a più di trenta cose impossibili prima dell’ora di colazione, o forse proprio all’ora di colazione, anche se a volte, mannaggia gli anni che passano, hanno creduto che davvero fosse solo un sogno…
Ma domenica pomeriggio… Domenica… Stava arrivando il giorno Gioiglorioso, e doveva succedere qualcosa di strano!
Red dopo pranzo, prima della partita è andata in camera per cercare una cinta. La cinta del suo bellissimo vestito rosso lungo: ora che si è messo a fare caldo e se lo vorrebbe mettere! Ma nulla da fare, non c’era, eppure era là l’altro giorno, porca miseria, dove se ne sarà andata! E così inseguendo la cinta è entrata senza accorgersi nell’armadio ed inciampando sul bellissimo cappello da diva che Violet le ha regalato per i suoi trent’anni, con una capriola, si è trovata di fronte a una porta e ad un biscotto… L’ha riconosciuto subito quell’ingresso: “ma allora c’è ancora? Anche in questo armadio nuovo e moderno, dove non ho mai pianto dicendo che mi stavo lavando gli occhietti?” Ha aperto felice la porta e si è ritrovata ai bordi di un campo verde, ma con quel cappello in testa e i capelli sconvolti per la caduta… no, non era Alice, ma lui: il cappellaio matto! E sentiva che il giorno Gioiglorioso era alle porte e che il Ciciarampa o lo si uccideva oggi o mai più! Guardava la sua “Alice” in campo, fatta da undici ragazzi in rossoblù. A Firenze a bordo campo non vedeva nulla di interessante a dire il vero: c’era Avramov, che per una volta che giocava si stava ammuffendo, anche a causa della pioggia battente: alla domanda “c’è vita a Firenze?” si sarebbe potuto rispondere “giusto un po’ su Nainggolan!”, ma poca… Non c’era Ibarbo bello, almeno fino al 66’, non c’era Pinilla, porca miseria! E mentre la Fiorentina era spenta e il Cagliari, annoiato, sembrava contasse solo i minuti per archiviare il campionato, Red diceva “Non sei più la squadra che eri prima… prima eri molto più… moltosa! Hai perso la tua moltezza” “ Ho perso la mia moltezza?” “Qui dentro… c’è qualcosa che manca”. Ricordate la moltezza che avevamo nel pareggio alla Juventus? Cossu più che Alice sembrava il Ghiro che stacca un occhio al Grafobrancio con una spada-stecchino, ma poco cambia! O la moltezza al Sant’Elia, contro la Roma, quando avete fatto un bellissimo regalo di compleanno a Red, e quella delle partite perse ma giocate fino in fondo e di quelle belle, vinte a Cagliari in un sant’Elia, rotto e scalcagnato quanto volete, ma a lungo invincibile “spada Bigralace” che col calore dei tifosi ha dato l’arma in più ad una squadra che, l’ha detto il Brucaliffo, può arrivare solo fin dove riuscirà ad immaginare. E poi cos’è successo? Ci è toccato volare fino a Trieste in groppa a Ficcadenti-Grafobrancio, perché Cellino è entrato in crisi di identità, ha messo una parrucca rossa ed ha iniziato a strillare: “Donadoni? Tagliategli la testa! Ficcadenti? Tagliategli la testa! Ballardini? Tagliategli la testa! Sant’Elia? Tagliategli la testa! Sindaco di Cagliari? Tagliategli la testa! Sindaco di Elmas? Tagliategli la testa! Autorità aeroportuali? Taglietegli la testa! Sindaco di Quartu? Tagliategli la testa!” Bette esagerato!!! Be quiet! Sedatelo! Buon non compleanno a tutti! Pincopanco e Pancopinco attenti! Domenica Red-cappellaia era lì, nella Firenze del Sottomondo, per spronare i rossoblù da vicino insieme al ghiro, al dodo, alla lepre marzolina, e ha visto consumarsi uno spento 0-0. All’improvviso si è accorta che il giorno Gioiglorioso non era ancora arrivato, ma che con la moltezza giusta e un presidente Regina Bianca, non sembra poi così lontano!
Pink invece dopo pranzo si è messa a guardare la sua Juventus su Sky e sapeva che come minimo alla fine avrebbe piano. Quello che non si aspettava è che avrebbe iniziato a piangere prima e avrebbe continuato durante e dopo, tipo madonnina di Civitavecchia. Ogni cosa che accadeva in campo era l'ultima per il più grande della storia della Juve, e già vederlo scendere in campo con i suoi tre bimbi (a proposito, ma che belli che sono Tobias, Sasha e Dorotea!!!) ha definitivamente scardinato il cuore marmoreo di Pink dal petto e aperto i rubinetti: a fine partita la signora del piano sotto la "Pink's family house" ha bussato alla porta per chiedere se avevano perdite d'acqua in soggiorno. Primo gol in serie A per Marrone, ultimo per Del Piero, bellissimo peraltro. Sembrava che una botta al ginocchio ne limitasse l'uso in campo, ma Alex no, ci doveva essere. Sembrava una partita lunghissima, la partita più lunga di tutte, quella che vorresti non finisse mai perché il tuo campione, quello dei tuoi poster in camera, quello dei tuoi quaderni con raccolti gli articoli che lo riguardano attaccati alle pagine con la colla Pritt, quello che ha la faccia pulita, l'onestà e la correttezza nelle vene, quello che useresti per spiegare ai bambini cos'è stato il calcio pulito degli ultimi 20 anni, non può lasciarti così. Ma ad un certo punto Alex del Piero è uscito dal campo. Allora la vostra rosa amica, con un groppo al cuore degno dei peggiori addii, ha mandato un messaggio alla sua amica Red, che però dall’armadio si era ritrovata improvvisamente a Firenze per esortare la sua Alice rossoblù ad uccidere il Ciciarampa e non poteva quindi consolarla! Non trovando altro ha cercato un barattolo di Nutella - che quello a tenerne sempre una scorta in casa non ti abbandona mai - e ha iniziato a mangiarne col cucchiaino, che però si era infilato nel barattolo andando in fondo e… non poteva mica farlo fuggire via! Pink in un istante si è ritrovata davanti ad una porta piccolissima e ad un biscotto: “Con la nutella me ne privo?” ha pensato, senza aspettare ha aperto la porta e cosa c’era? Lo Juventus Stadium! Era un anno che Pink sognava di andare a Torino, e si è ritrovata nella Torino del sottomondo durante una partita bellissima, con un finale tutto da guardare da bordo campo! Ma con i capelli dritti per la caduta e il barattolo di nutella in testa, anche Pink era inconfondibilmente Cappellaia, arrivata a giorno gioiglorioso pieno, a Ciciarampa ucciso! Però non la vede più la partita Pink, vede solo Alice-Alex, che la moltezza l’ha trovata e di spade bigralaci ne ha usato più di qualcuna in 19 anni di Juve e vittorie. Con gli occhioni pieni di lacrime gli dice solo: “potresti restare” e lui “che bella idea, che folle, pazza, meravigliosa idea!”. Poi Pink solleva gli occhi in tribuna e vede Agnelli, che ha una parrucca rossa e strilla: “tagliategli la testa!”. Ma porca miseria, tutti così i presidenti? Qui a Torino la vittoria c’è stata, ma Pink, è arrivata nel momento degli addii… e forse si chiama sfortuna, forse invece si dice arrivare al momento giusto, al momento che si ricorderà sempre, anche quando questo scudetto sarà -forse- solo uno tra gli altri.
Poi Red e Pink son tornate sui loro divani, davanti ai loro computer e si sono dette una “Che partita! Sono commossa! Alex…” e l'altra “Che cagata, lasciamo stare, va!”.  Davanti al computer si sono specchiate sullo schermo e c’era qualcosa di strano in fondo… Ma cos’è? Un coniglio bianco col panciotto? Il tempo di una  vertigine e giù: una porta, due biscotti, Red e Pink: "Si mangi! Si apra la porta! Dove siamo?" Siamo nel campo della Cuglieri del sottomondo, e Pili, dopo Calaresu e Floris, sigla il 3-1 che chiude il campionato del girone C della Prima Categoria sarda, nell'ultima partita prima di ritrovarci in Promozione. Anche qui sono Cappellaie, ma anche Stregatte e Regine Bianche e Alice e Brucaliffi che diventano farfalle, perché questa volta sono arrivate al momento giusto, senza se e senza ma: DELIRANZA!
Questa la nostra domenica, ma molti altri paesi delle meraviglie si saranno aperti e chiusi per altri tifosi ed altre squadre: a Udine si saranno sentiti decisamente ciciarampicidi, a Lecce, Novara e Cesena la Regina Rossa avrà tagliato molte teste, il piccolo Filippo, amore della zia Red, non ha conquistato la champions ma ha trovato una spada bigralace con la quale tornare a scuola, e gli amichetti milanisti dovranno stare zitti per un po’; in Inghilterra il Manchester City ha avuto il suo giorno gioiglorioso (alla faccia di Pink che aveva sperato nello United!!!), il nostro Barcellona, vittorie o non vittorie, continua ad emanare moltezza da tutti i pori…
E ora che il campionato è finito e una favola ve l’abbiamo raccontata, possiamo andare tutti a letto e sognare come sarà il prossimo: le squadre piccole potranno sognare di fregare alla grande le grandi, le grandi di vincere, i talenti di trovare la squadra dei loro sogni, gli innamorati di una maglia di continuare a giocare nella loro squadra fino a quando vorranno, i tifosi di aver per presidente una Regina Bianca, le Regine Rosse di avere molte teste da tagliare, i convocati (di ogni nazionale, sulla nostra shhhhh!) di segnare il gol che farà vincere gli Europei… le Giggi’s Angels di raccontare il calcio a modo loro, senza giacca, cravatta, presunzione e serietà, ma solo come un gioco bello e una favola per tutti.



mercoledì 16 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Le zecche di nessuno (Unione sarda, Cagliari-Pirri)

La canzone del giorno è:
Firenze - Ivan Graziani

La frase del giorno è:
Quando si cala, si cala!

martedì 15 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Capoterra - I tre tormenti del sindaco (Unione sarda, p. 34)

La canzone del giorno è:
Don't play that song for me - Aretha Franklin

La frase del giorno è:
E' difficile stare nelle scarpe di una donna sola, per questo ne servono di speciali: per camminare più allegramente (Carrie Bradshaw)

lunedì 14 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sestu - Le pecore della solidarietà (Unione sarda p. 17)

La canzone del giorno è:
Mandaci una cartolina - Carmen Consoli 

La frase del giorno è:
Quel giorno la natura doveva avere proprio un sense of humor macabro!

domenica 13 maggio 2012

L'Almanacco di Violet

Sigla!  

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:12 e tramonta alle 20:27.

Luna: Luna calante. Luna nuova il 19 di maggio.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Fatima, Gemma, Natale e Vittore (13 maggio); Mattia, Costanzo, Felice e Fortunato, Gallo e Ponzio (14 maggio); Achilleo, Liberatore, Ruperto (15 maggio); Fiorenzo, Onorato, Ubaldo (16 maggio); Emiliano, Giulia, Restituta (17 maggio); Giovanni, Ioscoro, Guglielmo e Potamone (18 maggio); Celestino, Crispino, Maria Bernarda, Urbano (19 maggio).

Il Santo: Il 18 di maggio la Chiesa ricorda san Venanzio. Venanzio, bimbo di un anno, fu martirizzato a Camerino nel 251. È patrono di Camerino; patrono dei deputati; invocato per evitare le cadute; protettore degli orti contro le gelate tardive.

Il nome: Questa settimana vi propongo un nome particolare, forse non bellissimo, ma a suo modo elegante, oserei dire nobile: Ubaldo. Probabilmente di derivazione sassone ha il significato di “forte soccorritore”. È usato anche nel femminile Ubalda, forse ancor più nobiliare dell’originale; e nelle varianti Ubaldino, Ubaldina, Ubaldesca. In Italia si chiamano Ubaldo poco più di quindicimilacinquecento persone, cioè circa lo 0,026% della popolazione. È al trecentottantaquattresimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È maggiormente diffuso nel Lazio (13,5%), in Toscana (12,2%) e Lombardia (10,4%); è meno rappresentato in Basilicata (0,2%) e Molise (0,2%).

Compleanni storici: Tantissimi auguri a Claudio Baglioni, nato il 16 maggio 1951.

Questa settimana accadde: Il 13 maggio 1909 partì, da piazzale Loreto, a Milano, il Primo Giro d’Italia di ciclismo. 8 tappe per 2448 chilometri. Vinse Luigi Ganna.

Feste e ricorrenze: È la Festa della Mamma. Le origini di questa festa sono molto antiche e legate ai culti delle divinità femminili della fertilità. In epoca moderna, però, l’idea di questa festa nacque in un ambito completamente diverso: nel 1870 fu proposta negli Stati Uniti d’America da Julia Ward Howe, una attivista per l’abolizione della schiavitù, come momento di riflessione contro la guerra. La sua istituzione fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Wilson e festeggiata la seconda domenica di maggio. La data rimane valida anche oggi in molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia; in altri viene comunque festeggiata nel mese di maggio; in Norvegia a febbraio, in alcuni paesi dell’ex blocco sovietico (Moldavia, Romania ecc) a marzo, in Irlanda e nel Regno Unito la quarta domenica di quaresima, in Thailandia e Costa Rica ad agosto, in Bielorussia e Argentina ad ottobre, in Russia a novembre, a Panama e in Indonesia a dicembre. Ovunque siano, auguri a tutte, ma proprio tutte le mamme. A quelle che hanno partorito, a coloro che hanno cresciuto figli nati degli altri, ma diventati ancora più propri di quelli di sangue; a quelle che lo sono nell’anima, nello spirito o anche solo nel desiderio immenso di esserlo; alle mamme giovani e a quelle con i capelli bianchi; a quelle che verranno festeggiate, ma soprattutto a quelle di cui nessuno si ricorda; alle mamme delle idee e degli ideali, che li gestano nel buio e nel nascondimento, che li partoriscono nelle difficoltà e nei pericoli, che li nutrono con il latte della speranza e sacrificano se stesse per vederli liberi; a tutte coloro che ogni incontro è occasione di maternità, perché ogni persona è per loro un figlio da generare per la vita, da nutrire per la grandezza e da crescere per la liberta. Insomma, auguri a tutte le donne, e anche gli uomini, che sanno essere “mamma”!!!

Il Lama racconta: Il papà chiede ad Alessio, cinque anni: “Che cosa ti piace di più del papà?”. E Alessio, dopo aver riflettuto un po’: “La mamma”. (Bruno Ferrero, La cosa più bella del papà. C’è qualcuno lassù).

Così parlò zio Gecob: Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’etterna pace così è germinato questo fiore.

20000!!! VENTIMILA!

21 luglio 2011: primo post del nostro blog!
10 agosto 2011: 1000 click!
11 febbraio 2012: siamo arrivati a 10000!
12 maggio 2012: 20000! VENTIMILA!!!

Non so se vi rendete conto dell'incredibile traguardo: siamo arrivate a 20mila click! E non che non ci credevamo! Se i 10mila ci sembravano un'infinità irraggiungibile, i 20mila non erano nemmeno nei nostri pensieri! E invece si va! C'è da ringraziare veramente tantissima gente: chi ci segue solo da qua, a chi viene lo schizzo di condividere i nostri link su facebook o di ritwittare i nostri messaggi su twitter, chi come gli amici di Tonara ci segnala sempre sul sito ufficiale della squadra, cosa che peraltro ci inorgoglisce parecchio! Grazie anche a chi si ferma a chiederci quale sia la notizia del giorno, a chi ha voglia di farsi una risata con noi e condividere il momento di pazzia! Grazie anche ai personaggi che gravitano attorno a noi come gli elettroni in un atomo: Goppai, Strutto, il Mini Pony Fulmine, il Cappellaio Matto, Paul_Blau_Vierzig e tutti quelli che credendo di farci male sono solo l'ennesimo spunto per fare una battuta: la Regina Rossa, Skifoman, Calimero e tutto il gruppo delle bambine adulte! Grazie a certi vips che ogni tanto ci fanno schizzare i click alle stelle: vi vogliamo bene e vi stimiamo parecchio! E infine grazie a tutti voi che con ogni singolo click ci tenete per mano in questa incredibile avventura! Sappiate che per noi è davvero tanto!!! ...ma non è ancora abbastanza!
E ora via alle danze!!!


sabato 12 maggio 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Monumenti a pezzi - Pinuccio rapisce Crisa (Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
Up where we belong - Joe Cocker e Jennifer Warnes (Ufficiale e Gentiluomo OST)

La frase del giorno è:
Mugnaio, ti aspettiamo col cappuccino pronto!

Stiletto Sport

Sigla!!! 
Scommettiamo che stavate aspettando tutti questo Stiletto Sport, no? Il derby di ritorno della nostra colorata famiglia che era crocevia di importanti verdetti. Goppai in trasferta ci dava notizie inquietanti da quel di Trieste mentre Red e Pink vivevano la partita da casa in preda a sentimenti differenti e, in certi momenti, totalmente opposta. Per completare il quadro diciamo che Violet simpatizza per l'Inter, Black è fan di Del Piero (per motivi stilistici) e il giovane Paul_Blau_Vierzig è ferocemente milanista. Detto ciò, facciamo seguire a queste righe la cronaca in rosso e rosa della partita. 
 
La domenica dell’ “in alto la bandiera”

Cagliari-Juventus 0-2. Porca miseria, porca miseria, porca miseria! E anche un “lampu du calidi”, e un “giustizia du cruxiada”, così, in omaggio! Quindi, dato il risultato… tutti in rossoblù!
Sono senza dubbio un po’ arrabbiata, speravo finisse diversamente! La verità è che mi fa infuriare chi mi dice “dai, tanto eravate salvi!”. Non sopporto chi inizia a giocare mettendo le mani avanti, detesto chi gioca pensando “tanto è solo un gioco”. È un gioco, è vero, ma come si può dire “solo un gioco”! Il gioco è vita, al massimo si può vivere pensando “forza, che è un gioco”, e questo certamente non svilisce il senso dell’esistenza, ma ne accresce il valore e dà coraggio. Quando si è in gioco bisogna giocare, fino alla fine, e anche oltre, l’aria di sufficienza e il senso di superiorità di chi salta giù dai carri in corsa perché all’improvviso ha da fare cose più serie non mi piacciono.
Mi viene in mente un giorno allo stadio con un’amica e sua figlia, quella volta eravamo contro l’Inter, ma (sto offendendo tutti ora, lo so, ma arrangiatevi) Inter, Milan, e Juventus mi fanno lo stesso effetto e mi risvegliano lo stesso spirito da Robin Hood. Dicevo, mamma interista e figlia romanista erano venute a Cagliari appositamente per vedere la partita, la bambina tifava Cagliari per vendetta di una certa esultanza spiattellatale in faccia in occasione di uno scudetto vinto dall’Inter ai danni dei giallorossi, e, come al solito, l’Inter, che un bene gli venga, vinse per un gol “a culo”, non vorrei sbagliare, di E’too. Finita la partita la piccina, alla quale perdere piace meno di quanto piace a me, aveva i lacrimoni agli occhi, e stizzita voleva nascondere la bandiera del Cagliari. Io le dissi: “Scherzi? Avessimo vinto non ci sarebbe bisogno di fare gli sbandieratori, ma noi siamo orgogliosi della nostra squadra: tienila in alto!” Così io e lei uscimmo dallo stadio prese per mano, mentre io le insegnavo qualche coro e lei sventolava il rossoblù. I lacrimoni furono presto dimenticati e come premio ci rimane una bellissima foto della piccola romanista milanese vestita di rossoblù abbracciata, tutta felice, al nostro portierone Agazzi, insieme ad altre foto di unghiette cagliaritane e la mia frase dell’anno detta all’interista: “tre biglietti in tribuna laterale Nord: 90 euro, con mastercard; due magliette bimba cuore rossoblù: 40 euro, con mastercard; due smalti: 7,99 euro, con mastercard. Vestire i suoi figli di rossoblu: non ha prezzo!”. Per me quella partita è vinta, anche se non ci diede punti.
Non lo so perché mi viene in mente quest’episodio, forse perché anche se c’è ancora una giornata di campionato questa era la giornata più attesa, e per “consolarmi” mi son detta le parole che dissi a Noemi quella volta: siamo stati bravi, bandiera in alto!
La partita domenica non l’ho vista, ho seguito un po’ su internet e un po’ alla radio (quel che si sentiva dalla cucina al soggiorno), ma non molto, solo il tanto di sperare nella scaramanzia per le forti analogie con la partita di andata (gol di Vucinic all’inizio del primo tempo, stadio pieno zeppo di Juventini, etc…) e di arrabbiarmi con mamma quando l’ho sentita dire in lontananza “pensavo che perdessimo solo 1-0”. In verità ero tanto indaffarata in cose marron (non cacca, tranquilli), che peraltro non riuscivo nemmeno a fare, perché il mio cervello era tanto indaffarato in altri pensieri grigio topo, mentre il mio naso si stava tanto sciogliendo in cose verde-moccio. L’ho aspettata un anno intero questa partita e me la sono giocata, e in tutta una sera non ho combinato nulla! Direi che è tutta colpa di Cellino, perché se non fosse stato per lui saremmo stati tutti al sant’Elia e nonostante tutto l’avrei vista; quindi che paghi pure doppio i danni dell’invasione bianconera e trovi un qualche rimedio (tipo non farmi piangere troppo col calcio mercato quest’estate) al terribile sgarbo che mi ha fatto, perché sono incredibilmente offesa con lui. Non so se il gol di Vucinic fosse sul filo del fuorigioco perché non son riuscito a vederlo; ho visto invece l’autorete di Canini e gli dirò come già ho detto ad Astori (riciclando Gigi Riva su Niccolai): “Non ha fatto tantissimi autogol, ma tutti belli!”. Daviduccio del mio cuore e Michelino caro, tesorucci belli di Red, una carriera ricca di soddisfazioni come quella di Niccolai è il minimo che vi auguro!
Mi giunge comunque voce da Trieste che il mio Casteddu ha giocato tutti i minuti con l’agonismo che piace a me, senza timori, senza reverenza, senza alzare mai bandiera bianca… Quindi per me la partita è buona! Bandiere rossoblù in alto, che di bandiere bianconere ne ho visto decisamente troppe per i miei gusti, e non pensate che non mi abbiano dato noia! Tutti quegli juventini in campo, Matri, che la peste graffionica sia con lui, con un’Ichnusa in mano, e ancora nemmeno un applauso dedicato solo e soltanto ai miei deliziosi fanciulli, che a dispetto di una classifica un po’ impietosa hanno fatto un campionato bellissimo… vi pare che non mi sia venuta l’orticaria? Mi è venuta eccome! Sarebbe carino se facessi i complimenti al vincitore? Ma anche no! Già hanno vinto, non c’è bisogno di pillole indorate. Ce ne hanno fatti due, adesso sono miei nemici, come è successo ai milanisti che mi hanno fatto arrabbiare sia all’andata che al ritorno, e ai laziali e a tutti gli altri! D’altronde se per furore agonistico contro il Napoli sono riuscita ad eliminare il Barcellona dalla Champions (accidenti a me) sono capace di tutto!
Abbi pazienza Pink, io son contenta di vederti tutta felice, ma solo te! Per gli altri non son contenta neanche un po’! Son contenta per Allegri, Galliani e mr B, quello si, ma certamente non per Conte&co! Parlano di un anno in B che sembra che siano andati ai lavori forzati per quarant’anni, dicono che aspettano lo scudetto da sei anni e sembra che stiano parlando di ere geologiche… suvvia, che sarà mai!
Cara Pink, volevo dirti anche che non devi prendertela troppo se a Cagliari i tifosi del Cagliari sono “un po’ astiosi” nei confronti degli juventini (ma anche degli interisti o milanisti). La Juventus tra tutte le squadre italiane è forse quella che maggiormente è riuscita catalizzare in sé i sogni sportivi di persone che vengono da tutta Italia ed anche oltre: è diventata una grande squadra internazionale e fa bene ad essere fiera di esserlo. Ma per diventare grandissima ha perso un altro tipo di appartenenza: per pochissimi tifosi rappresenta Torino. Noi del Cagliari siamo pochi, ma la nostra squadra conserva un legame fortissimo con una città e con tutta una terra. Tu ami molto la tua città ed anche la tua squadra, quindi pensa a cosa può voler dire sommare questi due elementi: non sto dicendo che un tifoso del Cagliari sia più tifoso, ma forse nella media è meno equilibrato di uno juventino, perché aggiunge visceralità a visceralità, suscettibilità a suscettibilità. A me questa esagerazione di cui siamo affetti piace, anche se è sciocca mi fa una grande tenerezza! Quando al Sant’Elia sollevi gli occhi (sollevavi anzi) e vedi uno stormo di fenicotteri in volo e il vento ti porta il profumo del mare e qualcuno in campo all’improvviso rompe l’incanto e a te vengono in mente solo insulti in sardo, si sommano tanti di quei sentimenti che non invidierò mai nessuno Juventus Stadium, bellissimo quanto si vuole, e pieno, quanto mai potrà essere pieno uno stadio per il Cagliari, di persone che cantano in coro l’inno della loro “Signora”.  Quindi amica mia festeggia e non ti offendere: pensa a quello che sei capace di dire ad un interista e calcola così la tara. Dopo di che brinda pure a Ichnusa, e fai tutti gli sfottò che ti vengono in mente, ingiogazzata come una bimba di tre anni, divertiti moltissimo! Io troverò un modo per provare a spuntare la mia partita… D'altronde “vestire i suoi figli di rossoblù davvero non ha prezzo!”

La domenica del verdetto in trasferta

"Simili a degli eroi, abbiamo il cuore a strisce...". Sono passati tanti, tantissimi giorni da quel Rimini-Juventus che apriva il campionato di serie B nel campionato 06/07. Per me era l'anno decisivo per la laurea e la mia perla calcistica viveva il disastro del campionato cadetto per la sentenza su Calciopoli. Serie B, penalità, sembrava impossibile uscirne. Il 6 maggio finalmente la Juventus è uscita dal tunnel: dall'inferno al paradiso. Non sembrava la serata adatta per vincere un campionato, perché un punto dal Milan era veramente poco per parlare e non sembrava possibile che i rossoneri si lasciassero sfuggire un derby così. Goppai in trasferta a Trieste ha parole di fuoco sulla gestione dell'evento, cose a cui anche io non posso che associarmi: chiusi allo stadio dalle 15:30 con pioggoa, vento e freddo, trattati quasi da criminali. Questo non va bene. Ma passiamo al campo. Il Cagliari è messo benissimo in campo e non si venderà di certo per il risultato della Juve. Insomma, sarà una partita faticosissima. Conte è impassibile in panchina, in attesa delle notizie che arrivano anche dal derby di Milano. Doppia ansia, mentre il Cagliari è già matematicamente salvo e gioca forse con il cuore più leggero, ma vuole riscattarsi davanti ai propri tifosi. Si parte alla massima potenza, la partita sarà per tutta la durata fallosa e nervosa, si sente che c'è pressione. Dopo 6 minuti Vucinic sblocca il risultato: 1-0! Il gol è regolare o no? I giocatori del Cagliari non accennano nemmeno una protesta, diciamolo subito. Lascio stare le mie (ovvie) considerazioni e riporto il fatto che tutti i giornali e le testate sportive dicono che il gol era regolare a parte l'Unione Sarda e, come può confermare Goppai, la stessa foto è interpretata in maniera differente da due giornali. Che dire? A Milano l'Inter è in vantaggio: boato di Trieste!!! Conte? Impassibile. Si continua. Falli concessi, ammonizioni date e risparimate. Pinilla fa tremare la porta di Buffon e lo stadio, ma la palla era impercettibilmente fuori. Si va a riposo! Entra Cossu e il Cagliari si fa ancora più audace. Da Milano pessime notizie: prima un rigore inutile e finto per il Milan ("Ma non si vergognano?" urlo in preda alla rabbia!) poi il vantaggio: sempre Ibra. Oh, non è che sto zingaro ci rovina la festa? Torniamo a Trieste però.. Il rigore su Cossu è inesistente, il fallo era fuori area, ma l'ammonizione per Chiellini e la punizione dal limite erano da dare. Cambi, sostituzioni... La Juve raddoppia con un gol che sembra troppo bello per essere segnato da Borriello e infatti si tratta di un autogol di Canini. Mi dispiace per circa 5 secondi per Michele Canini più che altro, poi però esplodo! Prendiamoci 'sti 3 punti!! E' un autentico inferno per me! Ho la nausea fortissima, l'ansia e mi sta iniziando a venire da piangere. Sono sul punto di spegnere tutto quando un urlo lancinante: l'Inter è in vantaggio!!! Conte si sbraccia dalla panchina, l'impassibilità vacilla. Oh, forse ce la facciamo veramente!!! Cacchio che ansia! Lo stadio trema, mancano pochissimi minuti, io ho la nausea di nuovo fortissima, mancano 5 lunghissimi minuti di agonia, ma l'Inter fa il 4° gol! Non li riprendono più, no? E allora iniziamo a mugolare piano piano: i commentatori parlano di scudetto, io chiedo pietà e silenzio: sembro pazza e forse lo sono! E poi arriva il fischio finale... CAMPIONI D'ITALIA!!! 30 scudetti, 30!!! Non importa cos'hanno detto i tribunali, non importa che diranno le altre squadre: il nostro cuore bianconero dice 30 e 30 sono! Urlo, piango strepito: siamo tornati! Canzoni, sfottò e altri pianti al telefono con mio fratello, altro juventino doc. Matri, Quagliarella e Vidal bevono Ichnusa! Beviamo a questa squadra su cui nessuno avrebbe scommesso ad agosto, a noi e a quelli che c'erano con la squadra in B, al capitano che gioca la sua ultima (sigh) stagione a Torino. Non m'importa quello che diranno i tifosi del Cagliari che leggono queste righe (e sottolineaiamo che anche nel Tonara c'è uno juventino doc che ci sta tanto simpatico: Sergio Talloru), non me ne frega nulla! Io sono felice, felice anche per chi questo titolo ha saputo solo perderlo: il Milan. Caro Acciuga, ben ti sta! Caro Ibra, che non sei abituato a non vincere nulla (sua dichiarazione), appiccicati al muro! La Juve è Campione d'Italia, siamo Campioni d'Italia "e a culo tutto il resto" come dice Guccini! Che scorra l'alcool! Che inizi la festa! Ora si deve bere! Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus, nunc Saliaribus ornare puluinar deorum tempus erat dapibus, sodales, e grazie Orazio per le parole. Capitano, Gigi, Giorgio, io c'ero in B. C'ero con Platini, c'ero con Maifredi, con Lippi, a Roma per la Champions, in tribunale per la B. Questo titolo è anche mio! Io sono Campione d'Italia!!! Non per nulla la seconda maglia della Juve è rosa!
P.s.: Ma adesso me la levate una curiosità? Perché Cellino ha rapito Pepe dal microfono di Sky? Era una così bella visione, coperto solo d'asciugamano bianco... 
Alla prossima!!!