lunedì 31 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Accesso negato ai cercatori di asparagi. Macomer, allevatori disperati (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Bellamore - Francesco De Gregori

La frase del giorno è:
Una rana senza culo è inutile come un grillo senza buco.

domenica 30 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Porche portata via dal carro attrezzi si stacca e finisce contro una Mercedes (Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
To love somebody - Jenis Joplin

La frase del giorno è:
Non allearti mai più con il nemico!

sabato 29 marzo 2014

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica del due in uno



Ci son domeniche che mettono un po’ l’ansia, se dobbiamo esser sincere. Per esempio, i turni infrasettimanali mettono l’ansia. Perché non si fa in tempo a rilassarsi la mente che già si è in prepartita, e quando il girone di ritorno si inoltra sempre più l’ansia raddoppia, almeno per Red. Perché Giggi si è nascosto, la vittoria anche insieme ai sogni di gloria, alle ferrari presidenziali, agli stadi ma non al Milan, che rimane a farci compagnia laggiù a un tiro di schioppo.
La domenica parte con gli anticipi del sabato e le vittorie nette di Torino e Roma su Livorno e Chievo. Il pranzo domenicale vede il pareggio tra Parma e Genova. E alle tre del pomeriggio si consuma la Red catastrofe: il Cagliari a Bologna in un tripudio di rossoblù perde uno a zero, e vabbé. Ma con una partita brutta, brutta, brutta, brutta, così brutta che davvero non c’è nulla da dire. Si, vabbé, poi l’Inter ci fa un po’ divertire perdendo all’ultimo a Bergamo, la Samp esagera con un 5-0 sul Verona, l’Udinese batte il Sassuolo, la Fiorentina il Napoli (ta lastima!), e la sera il Milan pareggia con la Lazio mentre la Juventus di Pink incamera altri tre preziosissimi punti.
La Juventus della domenica ha da vedersela con un Catania niente male. Partita che tende, diciamo, al violento con un Catania che picchia giù duro a livello della battaglia del fosso di Helm. Volano schizzi di sangue, rotule e tibie, cartellini come se piovesse, ma principalmente per il Catania riguardo al quale un gioioso cronista di Sky può affermare che sono arrivati a 499 falli in questo campionato. Prima che iniziasse la partita con la Juve, obviously... Dopo 3 minuti sono a 500 (momento champagne per Pink sul divano), dopo 10 minuti sono già a quota 505. Caspita! Comunque ci pensa Carlitos Tevez a sbloccare il risultato e a tranquillizzare Pink. Altri 3 punti raccolti che fanno sempre bene!!
Il Tonara nostro bello non riesce a risollevare l’umore di Red, incassando una sconfitta netta sul campo del Codrongianus, e l’umore di Red scivola agilmente sotto le scarpe.
Ma le sera porta buone nuove che mettono un po’ di speranza nel cuoricino sensibile di Red: vengono dal basket, con una bella vittoria della Dinamo, e dal MotoGP, dove Valentino Rossi, già dal nome chiaramente beniamino di Red arriva sul secondo gradino del podio, dopo una splendida gara che gli permette di iniziare il campionato col piede giusto (quello sinistro cit.).
Mercoledì è così vicino che davvero non ci si accorge che sia arrivato e Red è in prepartita di brutto: cerca foto da stadio, evoca Giggi con tutte le canzoni a lui dedicate, e non son poche, rispolvera la sua canzone porta fortuna It’s oh so quiet. E la fatica è premiata! Non riesce a seguirre più di tanto la partita, ma da quel che vede su twitter, la fonte più veloce e a portata di cellulare, tutto va bene. Pare una bella partita, con qualche azzardo nella formazione che però premia. A decidere è un gol di Nené, che si avvia a far dimenticare a Red i tempi in cui gli strillava a più non posso “Gianluca!!!”. Red è contenta e felice, servivano punti e son stati fatti, ma pensa: “non vi fermate adesso!!! Dai, dai, dai!!!”. La Juventus trova il Parma in casa e Pink non può vedere la partita perché sta volteggiando come una libellula su un prato un giorno che aveva rotto col passato. Insomma, a farla breve, è a danza. A fine lezione controlla il cellulare  sei sta sul 2 a 0 per la Juve con doppietta dell'Apache! Che giocatore, signori miei! Il risultato però non è così stabile e il Parma accorcia alla metà del secondo tempo. Pink urla al suo accompagnatore di fare in fretta a tornare a casa (anche perché sta morendo di fame e in macchina c'è del kebab), ma fa in tempo solo a beccare il dopo partita. Altri 3 punti guadagnati e va bene così. Concentrati fino alla fine. 
Mentre scriviamo la domenica numero 31 sta partendo, anche il Tonara sta per iniziare il suo anticipo a su Nuratze contro la Dorgalese. Forza Ragazzi, e schhhh!!!!
Alla prossima!


Così parlò Nonna Nenna: Un gol è poco, bisogna segnare di più!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Più grande di uno stadio da baseball (l'Unione Sarda p. 15)

La canzone del giorno è:
Dormi - Subsonica

La frase del giorno è:
Fratello testa la torta al testo

mercoledì 26 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
News York, "lo vuoi un palloncino?" L'incubo del clown del libro "It" (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Oh che bel castello

La frase del giorno è:
Voglio essere riconosciuta come castello!

martedì 25 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sestu, ladri senza cuore nella scuola. Rubano il sapone e le radio sei bambini (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Audite poverelle - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Se proprio devi piovere fallo in silenzio!

lunedì 24 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Vendesi ghigliottina funzionante. Sarà messa all'asta in Francia (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Once and for all - Clock Opera

La frase del giorno è:
Certo che il maestrale soffia forte, deve scappare veloce dalla Francia!

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:20 e tramonta alle 18:38.
Il 30 marzo alle 2:00 entra in vigore l’ora legale.

Luna
Il 24 marzo, all’1:48, la Luna entra nel suo Ultimo Quarto.
Il 27 marzo, alle 18:09, si troverà al perigeo.
Il 30 marzo, alle 18:47, infine, ci sarà la seconda Luna Nuova di questo mese. Evento che nel 2014 è già successo una volta, a gennaio.

Cielo del Mese, i Pianeti
Il 27 marzo, prima del sorgere del Sole, si verifica una bellissima congiunzione tra la falce di Luna calante e il pianeta Venere. I due astri si trovano al limite tra le costellazioni del Capricorno e dell’Acquario.
Osservando il cielo della notte in questo periodo, verso occidente, spicca ancora la stupenda costellazione di Orione, con le stelle della cintura a formare una linea quasi retta: da sinistra sono Alnitak, Alnilam e Mintaka. Sotto la cintura troviamo un gruppo di stelle in cui giace la Grande nebulosa di Orione, osservabile anche ad occhio nudo. Completano la costellazione tre astri luminosissimi: Betelgeuse (una gigante rossa), Rigel (azzurra) e Bellatrix (in alto a destra).

I Santi
24 marzo: santa Caterina di Svezia
25 marzo: sant’Isacco patriarca
26 marzo: santa Massima e san Montano sposi
27 marzo: santa Lidia e san Fileto sposi
28 marzo: san Castore di Tarso
29 marzo: santa Gladys
30 marzo: san Donnino

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Cagliari. Ora viene il bello (L’Unione Sarda, Edizione del 25 marzo 2013, p. 2 dell’inserto sportivo). Clicca qui per le Breaking news di quel giorno.
Feste, Ricorrenze Curiosità
Il 24 marzo si celebra la Commemorazione di Ada Lovelace: per ricordare le donne che si sono distinte negli studi scientifici, matematici e tecnologici.

Il Lama Racconta

I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


A volte i luoghi ce li racconta un’immagine. Altre un suono, un profumo. A volte la memoria fa strani giri per tornare ad un luogo conosciuto. Altre è un luogo sconosciuto che ti viene a cercare. È la mente che lo cattura per un piccolo particolare, per una storia appassionante, per una curiosità interessante. Altre volte, il luogo è comune e quotidiano. Tutti ne abbiamo uno, almeno si spera, ma è diverso per ognuno: la porta di casa propria. Nei tempi andati, nel periodo della Quaresima, le porte delle case a Cagliari, come quelle di diversi centri del Sud della Sardegna - ma anche altrove, perché si sa le tradizioni si propagano per vie spesso intricate e imperscrutabili - erano “abitate”, o se volete ospitavano, una bambolina semplice e povera: sa Pipia de Caresima. La storia vuole che nei primi anni del Settecento arrivassero nel Capoluogo le suore Cappuccine di clausura. Dicono che, povere e semplici, le prime nove religiose, tutte di origine catalana, fossero giunte a piedi da Sassari. E fossero presto ben accolte dalla popolazione, per l’assistenza materiale e spirituale che offrirono fin da subito ai poveri e ai bisognosi che bussavano alla loro porta. Si dice anche che, con le loro mani laboriose ed infaticabili, lavorassero di tutto. Compresa la carta. E che, come avevano imparato in Patria, in Quaresima ricavassero dalla carta delle piccole bamboline decorate con sette gambe, da regalare ai loro benefattori. Erano uguali a quella del monastero, con cui contavano le domeniche che le separavano da Pasqua. La prima domenica dopo le Ceneri si staccava la prima gamba e l’ultima sarebbe stata staccata proprio la mattina della Festa più grande. Ma chi vedeva le bamboline donate dalle suore, prese a imitarne la foggia. Così le donne e le bambine, nel preparare il pane, presero a plasmare anche sa Pipia de Caresima. La si lavorava con cura, ma con semplicità, ché l’attesa di Pasqua è tempo austero e senza fronzoli. È tempo di lavoro. La si appendeva alla porta, a ricordare il tempo che si stava vivendo. E quello che passava. E ancora una volta il miracolo del dono e della condivisione qui, da noi, è miracolo del pane. Perché con il pane si fa tutto. Con il pane si nutre il corpo e si sazia lo spirito. Con il pane si dona e si riceve. Con il pane si impara e si insegna. Perché il pane è buono. Buono da mangiare e buono per pensare (Sa Pipia ‘e Caresima, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.

domenica 23 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Assemini, alla mensa arriva il couscous. Le mamme contestano il "piatto unico" (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Il giocatore di biliardo - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Non toccate quella campana!

venerdì 21 marzo 2014

Istantanee - by White


Perché la voce non basta

E’ piccola Giusy, apparentemente fragile. Si esprime con garbo, ma ti guarda dentro. Pacata nei toni. Gli occhi scuri e mobilissimi trasudano affabilità, sotto le ciglia in su. Viso espressivo e chioma scura. Mani lunghe e affusolate. Nessuna traccia di divismo in lei. Autentica nei rapporti interpersonali. Signorile ed educata. Domina la timidezza, che trapela nella ricerca accurata delle parole, meditate, senza esagerazioni, su un sorriso bambino, di denti piccoli e candidi. Una potenza vocale inaspettata, che non sa rivelarsi ad una prima osservazione. Anzi pare proprio non poter abitare quel corpo esile ed aggraziato. Lungo e metodico lo studio, ininterrotto, severo. Sua la voce che nessun palco internazionale ha saputo privare della cadenza originaria, nel dialogo, cagliaritana e cantilenante. Né la lunga assenza da casa. Idee chiare, emozioni evidenti. Chi ha avuto il piacere di conoscerla ne è rimasto colpito. Una combinazione esplosiva di capacità straordinarie e anelito alla normalità. Naturale la propensione a creare spirito di squadra, di chi è in grado di regalare armonia, con cui è facile lavorare. Sempre attenta che la sua luce non faccia ombra a nessuno. Sostegno nei momenti difficili. Dispensatrice di conforto. Nessun capriccio da star. Sa dire di no, quando si accorge che il ruolo proposto non le si addice. Senza rimpianti. Non si affanna per la gloria. A lei interessa far bene. Amore per il suo lavoro, un’innata maestria di immedesimarsi, di calarsi nei ruoli. Superba la voce, non solo per l’estensione e il colore. Dà voce all’anima. Voce che è tramite evidente in chi l’ascolta, strumento magico di emozioni. Di quella minuta donna schiva nessuna impronta rimane sul palco. Mai un ingresso stentato quando si apre il sipario. Semmai una forza della natura, prorompente, che si materializza in presenza, assoluta. Donne che rivivono in lei, con vigore. “Io prendo tutto sul serio”, dice, “quando muoio, io, muoio davvero!”. E lei è di volta in volta Violetta, Regina della notte, Manon Lescaut, Mimì, solo per citarne alcune. Sempre attendibilissima. Canto di estrema bravura, fa sentire una premonizione di fatalità, sa trasmettere una sensazione di addio alla vita. Si attribuisce una buona dose di incoscienza, ripensando ai suoi esordi. Attratta inizialmente dalla musica leggera, si scopre soprano. Canta, recita, ha una gestualità impetuosa. Si dilata in scena, oltre i limiti del suo corpo, fino a dominarla, calamitando l’attenzione. E va, incamera successi, calca palchi prestigiosi, è molto richiesta. Viene richiamata. “Non succede spesso”, dice schernendosi. Bella, espressiva, dai colori mediterranei. I costumi meravigliosi che indossa la accrescono, a volte creando aneddoti divertenti. Come la volta in cui la gonna era così ampia che non passava attraverso l’ingresso al palco, progettato male, ed era costretta ad entrare in scena rigorosamente di lato, “come in un geroglifico”, ricorda ridendo. O la fatica di indossare i coturni, trascinandone il peso con studiata agilità, o i grandi copricapo. Mai pugnace o scontrosa, immune ai commenti velenosi che si propagano facilmente negli ambienti del teatro. Va per la sua strada. E’ schiva, si avvicina agli altri con cautela, ma sa essere allegra e pronta al sorriso. Non esita a rivolgersi ad un pranoterapeuta cialtrone, con un collega, quando una maledizione sembra diffondere il mal di gola tra i cantanti, nel corso delle prove estenuanti. Ne ride ancora di gusto, al ricordo. Anche se qualcuno, un po’ più attento, intravede un retrogusto amaro di tristezza, in fondo in fondo al suo sorriso. Poco più che quarantenne è costretta ad ingaggiare il duello più estremo, con una rivale a volte scorretta, la vita. Lotta con tutta sé stessa, con la stessa passione che sa imprimere alle sue amate eroine. Non dice della sua battaglia personale, inventa impegni improrogabili quando non può essere presente. Quando le terapie oncologiche la stremano e le arrochiscono la voce. Non è difficile crederle, fa una vita nomade. Nasconde il suo stato, cerca di stregare la malattia con la malia della sua voce. La occulta ai molti che la amano, non vuole essere motivo di preoccupazione. A lungo pare riuscirci, ma il destino si compie anche contro la più ferrea volontà. Ed avrà la meglio su di lei, ancora troppo giovane per abbandonare la scena. Ora le è stata dedicata l’Arena del Parco della Musica, a ridosso del Conservatorio Pierluigi da Palestrina, dove si è formata ed ha conseguito il diploma in canto e piano. E che si è subito distinta vincendo il concorso internazionale di Spoleto per il canto, poco più che ventenne. Indimenticata insegnante nei master estivi per le voci nuove, sempre a Cagliari. Si entusiasma per i suoi allievi, partecipa completamente alla loro emozione, la condivide nel profondo. Intervistata dice: “Guardatemi, sono tutta una macchia”, mostrando la pelle del collo e del petto, con un’incantevole espressione birichina sul viso, di chi sa che ha scoperto nuovi talenti e ne gioisce. Ha fatto in tempo ad insegnare che il dono di una voce straordinaria non basta. Lo studio, la tecnica e la personalità devono saper creare un mix equilibrato, un’artista completa deve rivelarsi, come un fiore che sboccia, quando è giunto il momento. E rinnovarsi e mutare ad ogni nuovo ruolo. Un soprano sopraffino Giusy Devinu, andata via in silenzio in una tiepida sera di inizio maggio.

giovedì 20 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Caccia alle monete "sbagliate". Possono valere migliaia di euro (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Come foglie - Malika Ayane

La frase del giorno è:
Qualcuno ci salvi dai millantatori!

mercoledì 19 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Superenalotto, fortuna bacia Ilbono. Centrato secondo "5" in pochi mesi (Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è
Non farti cadere le braccia - Edoardo Bennato

La frase del giorno è:
Ma non era cieca?

lunedì 17 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Surfista si scontra con un delfino (Unione sarda on line)

La canzone del giorno è:
Surfin' USA - Beach boys

La frase del giorno è
W W W san Patrizio!

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:31 e tramonta alle 18:32.
Il 20 marzo, alle 16:44, è l’Equinozio di Primavera. Il Sole sorge e tramonta rispettivamente ad Est e ad Ovest e si trova esattamente nel punto di intersezione tra equatore celeste ed eclittica, denominato punto d’Ariete. Il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Luna
La Luna è calante per tutta la settimana.
Nelle ore centrali della notte tra il 18 e il 19 marzo è possibile ammirare il sorgere e il successivo elevarsi a Sud-Est di un suggestivo terzetto di astri: la Luna, Marte, e Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine.

Cielo del Mese, i Pianeti
Dopo una lunga attesa (per diversi mesi il pianeta rosso era osservabile in cielo solo nelle ore centrali della notte), Marte ritorna protagonista delle volta celeste già poco dopo il tramonto del Sole. A fine mese, infatti, esso sorge poco dopo il calare dell’oscurità e nella prima parte della notte lo si può riconoscere facilmente ad Est. Marte si muove di moto retrogrado nella Vergine, dove lo possiamo seguire nel suo graduale avvicinamento alla stella Spica.

I Santi
17 marzo: san Patrizio patrono d’Irlanda
18 marzo: san Cirillo di Gerusalemme
19 marzo: san Giuseppe, sposo di Maria
20 marzo: santa Alessandra di Amisio e compagne
21 marzo: santa Benedetta Cambiagio Frassinello
22 marzo: santa Lea
23 marzo: san Turibio de Mogrovejo

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
Il 17 marzo è la Festa dell’Unità Nazionale.
Il 19 marzo è la Festa del papà.
Il 21 marzo è un giorno importante e ricco di ricorrenze: è il primo giorno di primavera (anche se, astronomicamente nel 2014 l’equinozio si è avuto il 20 marzo); è la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale (ONU); è la Giornata Mondiale della Poesia (UNESCO); è la Festa degli Alberi (Italia).




Il Lama Racconta
Si narra che, nella notte dei tempi, i telai d’oro delle Janas riempissero di ticchettii regolari i boschi di lecci di Sardigna, che allora erano fitti. L’uomo non li aveva bruciati, metro su metro. Non li aveva sradicati. Allora c’era rispetto per tutte le forme di vita, che Natura ci ha regalato. Allora i lecci più anziani e maestosi erano i Custodi delle fate. Ma ancora oggi i suoni del silenzio riempiono di presenze i boschi di Sardigna. Che tu ci vada di giorno o la notte, entraci con rispetto. Cammina al ritmo del tuo cuore. Respira profondamente. Procedi con animo puro, con lo spirito libero. E ascolta il silenzio. Allora, se è giorno e il sole si fa strada tra le foglie, potrai udire il ticchettare dei telai delle fate. Non oziano mai le Janas: la notte è il luogo delle loro scorribande, degli incontri, delle inaspettate sortite al villaggio. Il giorno, invece, le vede operose, a creare le stoffe più belle e preziose, che siano mai state indossate da donna. I loro telai sono piccoli, color del sole. Fatti del metallo più pregiato. E così anche gli sgabelli. Si riuniscono le sorelline nelle radure dei boschi di lecci, alcune dipanano la lana, altre filano e altre ancora si siedono al telaio. Cantano, ridono, raccontano. Vivono, e godono della bellezza della natura che le circonda. E restituiscono vita al bosco e ai suoi abitanti, con la loro bellezza limpida e luminosa, con la loro presenza giocosa. Si dice che le accompagni un cagnolino e che il suo abbaiare sia il segnale che qualcuno viene. Allora, si nascondono veloci. E a chi attraversa la radura capita di non immaginare tutto il rimestare che vi si muoveva un attimo prima. Se vai per il bosco e trovi una stoffa preziosa, color dell’oro, non cercare chi l’ha perduta. È un dono. Se vai per il bosco e senti abbaiare un piccolo cane, tre volte, non essere curioso. Le Janas conoscono il bosco, i suoi nascondigli, i suoi segreti, dalla notte dei tempi. Non le troverai. Se vai per il bosco e senti abbaiare un piccolo cane, tre volte, non affrettare il passo, non alzare la voce a chiamare le fate. Le Janas hanno bisogno di pace e tranquillità per svolgere il loro lavoro. Semplicemente sii onorato, e grato. Hai varcato la soglia del mondo delle fate e dei loro Custodi. Non c’è privilegio più grande (I telai d’oro delle Janas, liberamente tratto da una leggenda della Sardegna, Violet per La Rassegna Stronza, 17 febbraio 2013).

Così Parlò zio Gecob
L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare.


Così aggiunse Violet
Ripropongo una storia scritta, ormai, più di un anno fa. È una storia a cui sono molto affezionata per diversi motivi, perché in quest’anno si è arricchita di vita e di presenze, di canto e di condivisione. La ripropongo perché mi sembra il modo giusto per celebrare la Festa degli Alberi. Giorno importante. Giorno nel quale dovremmo ricordarci di quanto la nostra vita sia legata a quella degli alberi e del creato tutto…

Pink Parade - La classifica in Rosa!

Le 10 scene dei film che meritano di essere rifatte almeno una volta nella vita 

Non si è ancora spenta l'eco della carrellata di premi vinti da “La Grande Bellezza” di Sorrentino (che è davvero proprio bello), né i fioccare di articoli su quanto sia bello (o lo sia stato) il nostro cinema che, per non far mancare nulla, ho deciso di mettermi anche io a parlare di cinema nella mia classifica di marzo. Questo mese più che una classifica ho deciso di stilare un elenco perché non sapevo veramente decidermi e nemmeno i miei fenomenali “sondaggi” mi sono stati d'aiuto. Non solo premi Oscar, non solo italiani, ma semplicemente scene che, chi più chi meno, abbiamo rifatto anche solo per gioco o che meritano di essere rifatte.
Buona lettura e, sopratutto, buona visione!!!
  1. “Gli farò una proposta che non potrà rifiutare” (Il Padrino)
Non c'è molto da aggiungere a questa scena? Siamo all'abc delle scene da film che possono essere citati da un momento all'altro. Don Vito Corleone ha dato tanto agli imitatori e so che chiunque legga questo post ha tentato almeno una volta di rifare questa scena. (qui)
  1. “Adrianaaaaaaaaaaaa!!!” (Rocky)
L'urlo più libratorio di sempre, anche questo rifatto mille mila volte specialmente da chi, come me, è figlio degli anni '80 che vedevano troneggiare Rocky come uno dei massimi eroi che affrontavano il mondo con determinazione e contando solo sulle proprie forze. Mi manca provare a fare di corsa tutta la scalinata di Philadelphia, ma penso che dopo 15 gradini dovrebbero soccorrermi. (qui)

  1. Ho visto la luce” (The Blues Brothers)
Una sola battuta per una delle scene più belle del cinema: l'inseguimento. Se avete una dozzina di macchine da distruggere e un bel posto dove non provocare danni a nessuno, beh, è una scena che meriterebbe davvero di essere rifatta. (qui)

  1. Lo spogliarello di Sophia Loren per Mastroianni (Ieri, oggi e domani)
Kim Basinger in 9 settimane e ½ era bella, bellissima, ma la questa scena è sublime. Da rifare rigorosamente con l'ausilio della colonna sonora, la mitica “Abat-jour”. Se invece della seduzione preferite il lato comico, replicatela nella versione di Altman in “Pret à porter”: comunque meritevolissima. (qui)

  1. Mi si nota più se vengo o se non vengo?” (Ecce Bombo)
Una battuta sola per una filmografia intera. Potrebbe essere possibile che tra qualche tempo io faccia una classifica delle 10 scene più memorabili di Nanni Moretti che, se non lo sapete, è il mio regista preferito. Dall'intervista con la giornalista di Palombella rossa alla mitica frase “D'Alema, dì una cosa di sinistra”, i film sono infarciti di scene che meritano di essere rifatte. Oltre a quella citata, mi vanto di aver replicato il balletto al bar di “Caro Diario”. (qui)

  1. Ehi, amico, dici a me?” (Taxi Driver)
Scena in solitaria per sentirsi fighissimi, come De Niro, davanti allo specchio del bagno. Ci siamo sentiti almeno una volta dei giustizieri della notte (anche se quello era Chuck Norris) e avremmo voluto insultare qualcuno urlandogli “Sei solo chiacchere e distintivo”! (qui)

  1. Giuro su questa terra, e Dio m'è testimonio, che mai più soffrirò la fame!” (Via col vento)
Una spettacolare Rossella O'Hara per una scena da antologia. Da rifare ogni volta che dovete giurare qualcosa, cambiando ovviamente la parte finale. Mettetevi controluce al tramonto, stringete il pugno e pronunciate la battuta. Se state lasciando qualcuno/a, fingetevi Rhett Buttler e optate per il finale (“Francamente, mia cara, me ne infischio”). (qui)

  1. Nessuno può mettere Baby in un angolo!” (Dirty Dancing)
Questa è una delle scene che da anni tento invano di rifare. Ho capito che il problema non è tanto trovare qualcuno che dica la battuta, quanto poi convicerlo a ballare come Patrick Swayze con me, che non sono proprio come Jennifer Grey. Ho paura anche di scoprire che la voglia di rifare questa scena sia il motivo segreto che mi ha spinto ad iscrivermi a danza molti anni fa. (qui e qui)

  1. Gli schiaffi alla stazione (Amici miei)
Anche qui una sola scena per tutta la trilogia. Amici miei ha una collezione di scene che meriterebbero di essere replicate. Purtroppo non ho il talento di Tognazzi e quindi tento invano di proporre una Supercazzola degna di questo nome. E' passato tempo sufficiente dall'uscita del film perché si possa riproporre “La distruzione del paesino”. Armatevi di buoni amici, cercate un paesello e il gioco è fatto. Raccontano le cronache che Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo, abbia tentato di rifare questa scena alla stazione, il treno però era in arrivo. Fate attenzione! (qui)

  1. Luke, io sono tuo padre!!!” (Star Wars, Episodio V, “L'impero colpisce ancora”)


La rivelazione più sconvolgente della storia del cinema. Molto difficile da replicare se ci tenete alla precisione. Dovreste prima immergervi nella lava ardente, dopo che qualcuno vi avrà accuratamente mutilato di gambe e un braccio. Fate passare 20 anni e cercate una qualsiasi ribellione intergalattica, mutilate il capo dei ribelli e fategli la straziante rivelazione. Se vi accontentate di poco, è sufficente che vi mettiate le mani a conchetta sulla bocca e imitiate il respiro meccanico di Darth Vader. (qui)



Mi duole davvero precisare che ho dovuto lasciare fuori alcune scene che mi piacciono tanto, ma una Top Ten ne prevede solo 10. Se avete voglia di aggiungerne altre, commentate su questo post o su Facebook, mandateci una email, un PM, un tweet e diteci quali sono le vostre scene!! Fuori classifica mi permetto solo di aggiungere la scena da me più rifatta nell'ultimo periodo:


domenica 16 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Quando il padrone non c'è il cane salta sul letto (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Come mi vuoi - Paolo Conte

La frase del giorno è:
La stricnina è molto amara e va somministrata nei dolci.

venerdì 14 marzo 2014

Stiletto sport - Il Calcio visto dai tacchi a spillo


La domenica della “quasi domenica”

La domenica della “quasi domenica” è una domenica di calcio che non si svolge propriamente di domenica, perché il Cagliari di Red gioca nell'anticipo e alla Juve di Pink tocca l'anticipo dell'ora di pranzo. Siamo quindi un po' lontani dall'idea della domenica di calcio delle 15 o del posticipo.
Partiamo proprio con il Cagliari e vediamo com'è andata... Eh, come è andata… Voglio dire, io Red, poteva andare molto meglio ma ci può anche stare, diciamo che è andata!

Il bello di anticipi e posticipi è che ci si può ascoltare in pace le radiocronache di “tutto il calcio minuto per minuto” senza essere perennemente interrotti da Cucchi. Ma non è sempre un vantaggio e sabato è stato un incrocio tra una tortura e una comica. Le parole Cagliari e Catania iniziano entrambe con la sillaba ca, ma non sono interscambiabili, soprattutto quando cerchi di capire che succeda in campo! Frasi come “avanza il Cagliari con Berghessio” o “riparte il Catania con Dessena” non si possono sentire! Caro Niki Pandolfini, caro Massimo Barchiesi, perché voi fate i radiocronisti e io no? Perché dal vostro racconto risulta che Berghessio abbia crossato, tirato, triangolato, affondato il pallone, lanciato, rovesciato, recuperato, passato… il tutto in favore di Berghessio?
Ora vi dico cos’ho capito dall’interpretazione letterale della cronaca dei nostri eroi sugli spalti del Massimino. I 22 giocatori sono scesi in campo evidentemente pieni di voglia di burle e rum. Gabbando pubblico e arbitri, ma non i cronisti, hanno iniziato a scambiarsi vorticosamente le maglie, finché il pupino Vecino, che forse un tempo giocava alla Fiorentina, ha rotto l’armoria scherzosa in campo con un gol propiziato da un inconsapevole Sau e ha scatenato Berghessio. A questo punto si è verificato un monologo che ha dell’incredibile: il campioncino del Catania ha imperversato in tutti i luoghi, in tutti i ruoli, in tutti i mari, novello Spidi Gonzales ha corso come un fulmine più veloce del pallone da lui stesso lanciato, lasciando lo stadio fermo e incredulo ad ammirare le sgommate del fulmine di Sicilia, che incurante dell’acqua battente ha fatto e disfatto la partita fino a soffiare l’attribuzione del gol del pareggio catanese all’impotente e attonito compagno di squadra Leto. Pochi minuti dopo è sempre il Cagliari a cambiare gli assetti della gara: Avelar, nel tentativo di correre veloce come Berghessio rimedia un’espulsione e propizia un assedio Catanese alla porta di Avramov intervallato da una divertentissima discussione dei radiocronisti sul tema: ha segnato Berghessio?
Cercando di interpretare tra le righe deliranti di questa buffissima cronaca cosa sia successo davvero c’è da dire che il Catania ci ha provato in tutti i modi, il Cagliari fino alla seconda ammonizione di Avelar è riuscito a controllare e a creare (ma è più vitale e fantasioso su Casteddu che piace a me), negli ultimi minuti ce la siamo cavata un po’ grazie alla fortuna e un po’ grazie alla concentrazione che non si è persa nonostante la stanchezza e l’affanno, il Catania ci è rimasto male, e anche i cronisti, ma a me nulla me ne può importare! In fondo va bene così (lo dico oggi, a freddo, perché a caldo volevo la vittoria a tutti i costi!). Un punto prezioso per la salvezza? Ma chi se ne frega! Un punto recuperato al Milan: mi diverte di più! (Nel pomeriggio infatti l’Udinese batte i rossoneri e Red, che è da agosto che dice che il nostro campionato va fatto sul Milan, ride)
Domenica alle 12:00 Pink non si è ancora ricordata che la Juve gioca all'ora di pranzo e volteggia per casa cantando “Man in the mirror” con la gola in fiamme. Poi le viene illuminazione e inizia a rimpiangere i tempi dell'orario unico perché la partita alle 12:30 è veramente una cosa terribile. Non riesci nemmeno a goderti il pranzo della domenica in santa pace. Pink non può seguire la partita perché ha un impegno proprio a pranzo e non può dire di no (e, onestamente, una partita non si vale la rinuncia ad una festa in famiglia...). Prima di uscire di casa fa in tempo a vedere il gol di Asamoah che le piace tanto tanto tanto!!! E poi niente, esce e va a pranzo. E' una giornata così bella che della partita si dimentica proprio ma va benissimo così! Solo alla fine, quando qualcuno si sintonizza su “Quelli che...” capisce che la Juve ha vinto e dentro di se pensa all'orrida battuta ovvero che la Fiorentina a pranzo è buona. E vabbè, è banalissima, poco fantasiosa... Ma non offensiva dai! A parte che la fiorentina, quella di chianina, è buona sul serio ed è, anzi, una delizia per il palato. E poi, su, a leggere certi commenti a Pink è sembrato di sentire un annuncio simil-Auchan “E' stata ritrovata la piccola Ironia! I genitori sono pregati di avvicinarsi al banco informazioni per riportarla a casa, grazie!”. E che è... Ci sta protestare per i cori razzisti e sono d'accordissimo con la vedova Scirea sul fatto che il nome del marito – che è stato appunto uno degli esempi maggiori di correttezza e signorilità in campo e fuori – non debba essere associato a 5 imbecilli con i neuroni in sciopero ad oltranza. Ma la battuta della fiorentina fa soltanto sorridere. Come se qualcuno si offendesse quando parlano del trapianto di Conte o dei piagnistei di Mazzarri. Ohia, viviamo serenti ché il calcio è e deve restare solo un gioco.
Tanto poi la partita si replica di giovedì... E si finisce in pareggio. Anche stavolta Pink non vede, ma sente solo una piccola parte della pessima cronaca di Piccinini. Ora.. Esiste già il “caressismo”, a Pink diverte. Il “piccininismo” non le è mai piaciuto! Per questo motivo non si esprime sulla partita, perché il giudizio sarebbe inficiato dalla pessima cronaca.
Il nostro Tonara ricomincia a macinare punti e centra un importante pareggio in trasferta nella gara contro il Fonni. E' un risultato importante perché è un piccolo punticino che aiuta mantenere invariato il distacco proprio dal Fonni, quindi non ci resta che aggiungere: grandi come sempre i nostri ragazzi!!


Così parlò Nonna Nenna: quando segnano smettono di giocare, sono proprio brutti!


mercoledì 12 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
C'è un Ufo all'orizzonte (L'Unione Sarda p. 52)

La canzone del giorno:
I'll kill her - Soko

La frase del giorno è:
4/60: riflettete!

Special Breaking news


La notizia del giorno è:
Visto che per ben 823 volte l'Unione Sarda ci ha deliziato con le sue notizie... Oggi la notizia la diamo noi!
Abbiamo superato la boa dei 1500 post, per 1500 volte abbiamo voluto raccontare una storia, grazie per averle lette!

La canzone del giorno è:
Thank you - Alanis Morrisette

La frase del giorno è:
Grazie a tutti voi!

lunedì 10 marzo 2014

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:42 e tramonta alle 18:24.

Luna
L’11 marzo, alle 20:17, la Luna raggiunge l’apogeo. Rimane crescente per tutta la settimana e il 16 marzo, alle 17:11, sarà Luna Piena.
Nel corso della notte tra il 10 e l’11 marzo la Luna completa l’attraversamento della costellazione dei Gemelli, dove brilla luminosissimo il pianeta Giove.

Cielo del Mese, i Pianeti
Giove, il pianeta più luminoso del cielo serale di questo periodo, è ancora ben visibile dopo il tramonto, anche se l’intervallo di tempo per osservarlo si riduce costantemente nel corso del mese. A fine marzo lo si potrà osservare a Sud-Ovest nelle prime ore di oscurità e ad Ovest, già piuttosto basso sull’orizzonte, dopo la mezzanotte. Giove si trova nella parte centrale della costellazione dei Gemelli, dove rimarrà ancora per tutto il mese. I quattro satelliti galileiani, Io, Europa, Ganimede e Callisto, si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore.

I Santi
10 marzo: san Macario di Gerusalemme
11 marzo: san Costantino
12 marzo: sant’Innocenzo I papa
13 marzo: santa Cristina
14 marzo: santa Paolina
15 marzo: santa Luisa de Marillac
16 marzo: sant’Eusebia badessa

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
L’11 marzo è la Giornata Europea delle Vittime del Terrorismo
Il 13 marzo 1914 nasceva Giovanni Lilliu. Il vero e unico Pater che la Sardegna e la sua Storia possa, secondo noi, riconoscere! Una data da non dimenticare, da ricordare e celebrare.
Il 14 marzo, invece, è il π day. La prima volta si festeggiò nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco.

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


Quella che vi racconto oggi, può sembrare una storia piccola e insignificante. Invece è ricca di quella fantasia popolare che dona e ridona anima ai luoghi, che spiega il loro fascino, la loro bellezza. Che li mitizza. Che provoca paura, in caso di pericolo, o la tiene lontana, lasciando tuttavia intatta l’aura di mistero che li avvolge. Perché la curiosità è dentro di noi, e ci spinge ad indagare e spiegare. Ma è dentro di noi anche la fantasia, e spinge ad immaginare, a creare e ricreare luoghi di sogno. A narrare racconti e a fissarli in leggenda. C’era una volta, una fanciulla bella come il sole d’estate e forte come il vento di maestrale. Abitava in un piccolissimo villaggio al centro della Sardegna, alle porte della città di Nuoro. La sua era una famiglia povera, ma non misera, ché lavoravano tutti in campagna, da sole a sole, e la terra sapeva essere generosa con chi non le lesinava cure e fatica. Aveva tre fratelli, e la mattina presto uscivano tutti insieme per andare in campagna. Loro portavano gli attrezzi più pesanti e sa bertula con il pranzo, mentre lei gli girava attorno per tutto il tragitto, canticchiando e facendo saltare i piedi leggeri al ritmo del canto. Amava ballare, era la sua gioia e il suo più grande divertimento, e ballava tutte le volte che poteva, sia in casa che fuori. I fratelli lo sapevano e la portavano con loro a Nuoro nei giorni di festa in piazza, quando si accendevano i fuochi e attorno ad essi si aprivano le danze e i più forti e tenaci si scioglievano dal cerchio de Su Ballu Tundu, solo quando le dita chiare di Aurora carezzavano il cielo nero, a scacciare il buio della notte che volgeva al termine. Allora i fratelli la prendevano sottobraccio e, insieme, facevano ritorno a casa, tra racconti appresi in città, confidenze e risate e ancora qualche brinchidu accennato lungo la via. I giovani di Nuoro erano tutti segretamente innamorati di lei, e le ragazze, invece, morivano di invidia a vederla ballare e ridere instancabile per tutta la notte. Lei non si occupava né degli uni, né delle altre: pensava alla famiglia, ai suoi fratelli e ai campi. Era felice così, di ciò che aveva, dei colori della sua terra e del suo cielo. E questa felicità continuava a fluire da lei e a tramutarsi in canto e danza, sempre, senza che lei nemmeno se n’accorgesse. Era noto a tutti, anche in quei tempi antichi, che si danza a Carrasegare e si vive di penitenza e mortificazioni in Quaresima. Così un giorno capitò che tornasse a casa dalla campagna, sola, prima del tempo: l’avevano fatta chiamare perché la madre, anziana, aveva bisogno di lei. Il sole brillava, gli alberi e i campi erano fioriti e festosi. Gli uccellini cantavano nel fare il nido e preparavano le parate nuziali per attirare le compagne. Le lucertole godevano il primo caldo sole della stagione. E una brezzolina gentile carezzava l’erba e i capelli. Arrivò all’altopiano, l’ultima svolta verso casa. Guardò il paesaggio tutt’attorno e vide quella meraviglia e il cuore le si riempì di allegria. Non si accorse che i piedi si mossero: prima un lieve accenno, poi qualche passo. Ballava! Furono pochi i passi, a dire il vero. Passava di là la vecchia perpetua del curato e un grido stridulo attraversò repentino la campagna: “Malaitta!”. Non si poteva ballare in Quaresima, che fosse maledetta quella giovane sciagurata che non si curava dei divieti divini! E la maledizione arrivò. Fulminea. La fanciulla divenne pietra, irrigidita dallo spavento e dall’invidia di chi, anche se avesse voluto, non avrebbe più potuto danzare alla vita che le sbocciava attorno. Ma la Madre di Dio, da lassù, fu commossa della fine toccata in sorte alla povera fanciulla e volle concederle in eterno la meraviglia della danza. Così la “pietra” non posò mai stabilmente a terra e, appena soffia una brezza leggera, prende a dondolare, come dondolano i fianchi delle donne della Sardegna, nella tipica danza che le accomuna. Sa Perda Ballerina, da quel giorno, danza in ogni tempo, basta che sorga il sole e tiri il vento (Sa Perda Ballerina, liberamente tratta da una leggenda popolare della Sardegna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Ogni vera gioia ha una paura dentro.

Così aggiunse Violet
E così festeggiamo il nostro post numero 1500!!! Grazie a tutti voi!

domenica 9 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Latina, è invalida al 100 per cento ma fa shopping con i tacchi a spillo (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Polpo d'amor - Vinicio Capossela

La frase del giorno è:
Ottobre sta arrivando: sono in ritardo!

sabato 8 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Un Otto Marzo potabile (L'Unione Sarda p. 31)

La canzone del giorno è:
Little girl blue - Janis Joplin

La frase del giorno è:
Abbiamo delle belle e buone lingue e ben ci difendiamo!

Istantanee - by White


In punta di piedi e sottovoce

Un caschetto corto, spesso arruffato, che tratteggia le ciocche come spicchi argentei di luna, ad incorniciare il viso minuto. Tondi, gli occhi, di quelli che disegnano i piccoli. Scuri. Fitto fitto il reticolo di segni che la vita traccia mentre cammina. Esile, sottile, anche nella voce. Ma seduttiva. Talvolta un susseguirsi incalzante di concetti, disarmanti nella loro semplicità apparente. Una voce guida, da vero aedo, alla cui fascinazione è impossibile sottrarsi. Ma non solo a parole si può raccontare, le parole supportano le immagini, che si originano, si intrecciano, percorrono le strade inattese della fantasia. Come quando con una cannuccia si soffia su una goccia di inchiostro di china su un foglio bagnato, e si osservano, stupefatti, le immagini che ramificandosi prendono forma.
Può accadere, da bambini, di essere gracili. Un po’ più raramente, per fortuna, che le condizioni di salute non consentano di frequentare l’asilo o la scuola, e di essere allontanati dal paese di nascita, per giovarsi dell’aria buona del mare nostro. Un tempo non molto lontano da noi, diventare “fill’è anima”, era frequente. Così Maria, fu ospitata a lungo dagli zii, che non avevano figli, nella loro grande casa a Cardedu. Schiva, solitaria, cresce libera, in mezzo alla natura ed ai suoi grandi spazi. Tra i suoi giochi prediletti il disegno, che esercita all’infinito con i pezzetti di carbone sottratti al camino. I fogli le grandi pareti bianche della casa, che gli zii provvedevano regolarmente a ripassare di calce, perché potesse esprimersi ancora, ed ancora. Non a tutti capita di avere come vicini di casa gli zingari. Nei loro carrozzoni, bloccati lì dalla guerra, e in attesa di imbarco. Pieni di bambini, dove ci si esercita quotidianamente nelle acrobazie più spericolate. Tipologie educative differenti, ma di incanto assoluto. E infatti Maria prova ad andare via con loro. Ma viene riportata a casa, senza alcun rimprovero. Chi ama comprende. Lontana dalla famiglia propria, si dilata il tempo dell’infanzia, e la sua magia. Un guardare diverso, fiabesco, il suo, immaginifico. Salta Maria, fin da piccola, salta le consuete tappe della vita. Salta i luoghi, le persone, gli incontri. Le convenzioni. Studia, in ritardo, ma con un grande slancio di recupero. Sente di essere chiamata ad esprimersi, è piena di dubbi, non sa ancora in che modo, e quando, ma sa bene che deve farlo. Così si trova a frequentare le scuole secondarie, a Cagliari, ormai grandicella. Sa solo compitare, dice. E qui avviene uno dei suoi primi incontri felici, la vicinanza di tutta una vita. Salvatore Cambosu, suo maestro, non si fermerà a ciò che sembra. Comprenderà il potenziale nascosto di questa bambina ai margini della socialità, selvatica e con apparenti deficit di apprendimento. A lei insegnerà il ritmo della poesia e della metrica latina. Agevolerà, per tutta la vita, il suo sbocciare. Sosterrà la sua sete di sapere, fugherà i suoi dubbi di figlia. La spingerà a seguire il suo talento, a coltivarlo, ad anteporre la sua felicità ai condizionamenti familiari, intimi, del cuore. Maria usa un tono basso, nel parlare, anche un po’ monotono, cantilenante, così che rimani spiazzata quando sopraggiunge una risata argentina, inaspettata, di allegria pura. Parla e racconta, spiega. Il suo pensiero si dispiega agile. Le idee si rinsaldano, alla fine dei suoi racconti, una dentro l’altra, come le matriosche. In ordine logico. Sembra facile, ma lei parla di grandi concetti, di categorie della conoscenza, con una naturalezza che sconcerta. Mani abili che padroneggiano tecniche e materiali diversissimi, con il sapere tradizionale dell’isola alle spalle, o meglio come radice. Mai tradito, ma amato con dedizione. Disegni a matita, pani di ceramica, telai, storie cucite, opere temporanee. Una produzione vastissima, intervallata da lunghi periodi di crisi, e di silenzio. Ma la fantasia che la abita non può stare a lungo inespressa, trova nuove vie, inconsuete, per dire. Sempre modesta. Diceva di sé: “Ho capito di dover camminare in punta di piedi e parlare sottovoce”. Gioca, tutta la vita, Maria. Ma non è bello giocare da soli, il gioco condiviso decuplica l’interesse, amplia l’orizzonte, rivela prospettive impensate. Diverte e coinvolge. Una famiglia che la sostiene nella sua “bizzarria”, soprattutto il padre veterinario, che sa bene che esistono spiriti liberi, che non si possono ingabbiare. L’indole domina. Studia Maria. Va fuori dall’isola. Prima a Roma, a frequentare il liceo artistico, poi a Venezia, all’Accademia. Unica donna al corso di scultura di Arturo Martini. Che cercherà con caparbietà crudele di distoglierla, invano. Maestri autorevoli, importanti. E severi, poco propensi a vedere una donna nel mondo dell’arte. In anni duri, di guerra. Ancora incontri. Uomini eccezionali. Artisti di fama internazionale, scrittori antropologi amici delle donne, come Giuseppe Dessì. Maria è sempre alla ricerca di nuove forme espressive e ha la volontà ferrea di insegnare come guardare l’arte, saper comprendere i suoi criteri espressivi, fin da bambini. Tante storie, grandiose, metaforiche. Opere effimere, con grandi coinvolgimenti di persone, come “Legarsi alla montagna”. Poi, verso il tramonto, altri dolori, oltre alle numerose e premature perdite familiari. Quelli del tradimento e dell’avidità degli uomini. Forse la definizione più calzante e tenera è quella del padre, che diceva di lei che fosse “una capretta ansiosa di precipizi”. Una dichiarazione d’amore per una figlia specialissima, spregiudicata nelle scelte, ma artista vera, che ha usato i suoi sogni per costruire forme concrete. Più volte è stata visitata dalla malattia. Fin dalla più tenera infanzia ha fatto temere per la sua sorte. Ma la vita ha una fantasia sbrigliata, imprevedibile. A lei ha destinato una longevità sorprendente, perché amava ascoltarla.

In ricordo di Maria Lai, che da quasi un anno guarda da lassù. 

venerdì 7 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Multa donna e le mostra il dito medio. Arrestato vigile urbano a Milano (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Raggio di sole - Francesco De Gregori

La frase del giorno è:
Sembrano Pronto Soccorso e Beauty Case!

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


Sigla!!!

La domenica della stella. 

Stella stellina, la notte si avvicina... pensava Red nelle ultime settimane guardando la classifica. Pink invece le stelle le vede da vicino da qualche anno, con la sua Juve in the sky, ovviamente su Sky, che Red non ha e non vuole avere (nemmeno Pink lo ha, almeno ufficialmente). E le stelle brillano anche da dietro le nuvole, e brillano sempre forte alla domenica di carnevale, tanto che sotto lo sguardo benevolo di Eleonora d'Arborea, propiziano anni felici all'antica Aristanis e alla Sardegna tutta. Sotto la guida delle stelle e al suono della pioggia ci accingiamo quindi a seguire la 26' di campionato, speranzose che il carnevale ci aiuti a fare qualche bello scherzetto. 
Già il sabato il clima carnascialesco si intuisce. L'Inter va a Roma e si prende un punto. Senza giocare. Non gioca nessuno, a dire il vero, noia mortale all'Olimpico. E Mazzarri piagnucola per qualche ingiustizia, tanto per cambiare.
Domenica si apre con Cagliari - Udinese, che occuperà per intero aperitivo e pranzo in casa Red e Violet. Si inizia bene, con Ibarbo bello (dimmi che non ti sei fatto troppo male in nazionale, tesoruccio! Se Red becca il portiere tunisino lo pesta!) che al 18' porta il Cagliari in vantaggio, sull'Udinese e tutta la squadra a festeggiare in braccio al mister Lopez. Il pranzo inizia quindi sull'1-0, radio accesa, Red, Violet e Nonna Nenna con meraviglioso poggia piedi rosso blu, l'unico uomo di casa pronto a sfottere le tre tifosissime. Ma non le avrà! Il Cagliari conduce una partita che non sembra neanche lui: controlla senza dominare, lascia istanti di speranza ai bianconeri e quando è il momento si fa cinico e spietato in porta! E' uno scherzo? E' una nuova tattica? Chi se ne importa! Due "prime volte" impreziosiranno la partita: Vecino al 36' e Ibraimi al 44' ci regalano un bellissimo 3-0! Tondo tondo, un, due, tre... stella!!! Da quando non ne vedevamo uno? E' festa!!! Spiace solo non vedere in campo Pattolino bello della zia Red: il ragazzo è nato per giocare a calcio, lo si vede ogni volta che si avvicina ad un pallone... è davvero un peccato vederlo in panchina!
Il pomeriggio passa tranquillo: Red e Violet si guardano in relax la Sartiglia, 26 stelle nonostante il tempaccio per il gremio dei contadini, 26 stelle nonostante il super tempaccio saranno anche martedì per il gremio dei falegnami. Quelli che giocano a calcio invece fanno così: l'Atalanta batte il Chievo, Il Genoa pesta il Catania, Verona e Bologna fanno niente a niente, il Parma batte il Sassuolo, la Sampdoria il Torino. E alle 18,30 il Napoli fa una pessima figura contro il Livorno: peccato che riesca a pareggiare!
Alle 20,45 Red ormai non ci pensa più, c'è il big match, dicono tutti! A lei il Big Mac non piace per nulla, se proprio deve andare al Mac prende le crocchette di pollo, e così non segue la partita, che in realtà è molto interessante, soprattutto per Pink. La signora in Rosa è appassionata di big match e anche di Big Mac, visto che il junk food e lo street food la affascinano assai. Preferisce lo stile italico, ma non disdegna mai niente. E a proposito di cibo, visto che è ora di cena, assieme al big match vanno in scena dei noodles con pollo, manzo e verdure. La partita scorre con una Juventus che se la vede brutta, ma brutta brutta un bel po' di volte. E se non fosse stato per un Buffon superlativo, e per una cronica sfiga degli attaccanti del Milan, il bilancio poteva essere quasi catastrofico. Ma mentre Conte si sbraccia in panchina chiedendo di arrivare all'intervallo sullo 0-0, Llorente riesce invece a piazzare un gol a metà tra fortunoso e studiato che porta la Juventus in vantaggio. Noodles dappertutto come fossero stelle filanti di pasta!!! Yu-huuuuuuu!!! Nell'intervallo Pink, scolandosi il brodino, ragiona sulla bassa posizione in classifica del Milan e l'unica spiegazione possibile che si da è che, se ad ogni partita il Milan sbaglia tanti gol come oggi e non riesce a concretizzarne nemmeno uno, è ovvio che non possano stare troppo in alto. Quanto all'intensità, è ovviamente destinata un po' a calare perché nessuno regge quei ritmi per 90 minuti. Il bordino dei noodles finisce e inizia il secondo tempo, che pare un po' la fotocopia del primo, solo che la Juve sta vincendo. Solo un gol però non ci basta, è troppo basso il margine. Ci pensa Carlitos Tevez a far sobbalzare Pink sul divano urlando come una pazza disperata. Un gol bellissimo, una di quelle cose che - come dice Caressa - servono ad insegnare ai bambini come tirare una "stamborrata" da premio Oscar. Pare che la traversa sia stata danneggiata. Pare che Ed Warner, portiere giapponese noto per aver parato tiri impossibili sbucciandosi anche i guanti mentre si lanciava da un palo all'altro, abbia detto che nemmeno lui avrebbe potuto farci nulla. E si festeggia dedicando il gol al piccolo Tevez jr, nato qualche giorno fa. Si arriva di filato al 90', con Pink che, a forza di saltare e urlare, ha di nuovo fame e medita di togliere dal frigo un pezzo di lasagna. Si allunga il vantaggio sulla Roma, ma non si deve nemmeno per un secondo pensare che sia sufficiente. Ora ci aspetta la doppia sfida campionato-coppa con la Fiorentina. 
In Barbagia il campionato è fermo per il carnevale, ma salutiamo lo stesso gli amici di Tonara!
Anche per questa settimana è tutto, alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!!!

Così parlò nonna Nenna: Io non l'avrei convocato mai più!

Sigla!!!

giovedì 6 marzo 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Florida, la lontra "assassina" attacca e morde una alligatore (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Il cammello e il dromedario - Musica nuda

La frase del giorno è:
Tra pitoni e lontre non ci sono più i coccodrilli di una volta!

martedì 4 marzo 2014

Sebben che siamo donne bis


Giovedì 13 la Rassegna Stronza sarà ospite degli aperitivi culturali! Contenti? Noi si, soprattutto perché parleremo di uno dei temi più radicati nel nostro blog: le donne e la femminilità.
Dopo “Ritratto di Signora” festeggeremo per il secondo anno la giornata internazionale della donna con “Sebben che siamo donne bis”. Sarà un’occasione per incontrarci, riflettere, divertirci e comunicare. Ma perché tutto sia perfetto vi chiediamo di partecipare in un modo semplice semplice: dateci un nome e un perché! Un nome di donna e una semplice frase che spieghi perché avete scelto lei, a rappresentanza della vostra idea di femminilità (se volete proporci anche un’immagine sarà cosa gradita). Potete mandarci i vostri “nomi di donna” all’email thepinkred@gmail.com, in posta privata sulla pagina facebook la Rassegna Stronza, o potete portarla direttamente all’aperitivo culturale presso la sede dell’associazione Itzokor Onlus in via Lamarmora 123.
Chi fosse lontano da Cagliari non si preoccupi: grazie al nostro canale streaming potrete partecipare anche dall’altra parte del mondo! Non c’è altro da dire: aiutateci con il vostro contributo a rendere la serata del 13 il più bella e piena di idee possibile, al resto penseremo noi e l’impeccabile ospitalità dei nostri amici Itzokor! 

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sassari. In fila per un loculo (L'Unione Sarda p. 60)

La canzone del giorno è:
Gino e l'alfetta - Daniele Silvestri

La frase del giorno è:
Questo è un martedì grasso che cola!

lunedì 3 marzo 2014

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:53 e tramonta alle 18:17.

Luna
La Luna è crescente. L’8 marzo, alle 13:29 compie il suo Primo Quarto.

Cielo del Mese, i Pianeti
La sera del 6 marzo, se si ha pazienza e tempo, si può osservare un passaggio della Luna, quasi al Primo Quarto, nella costellazione del Toro: il nostro satellite naturale attraversa le Iadi, l’asterismo a forma di V, che rappresenta la testa del toro, passa vicino alla stella Aldebran, la più luminosa della costellazione; più in alto si riconoscono le stelle dell’ammasso delle Pleiadi. Il passaggio si ripete anche la sera successiva, con la Luna spostata più a sinistra.
Il pianeta Venere, rimane visibile al mattino, ad oriente, tra le luci dell’alba, ancora per alcuni mesi. Alla fine di marzo sorge meno di due ore prima del Sole, con una variazione di circa mezz’ora rispetto a febbraio. Venere il 7 marzo esce dalla costellazione del Sagittario per entrare in quella del Capricorno. Alla fine del mese, Venere compirà anche una piccola escursione nell’Acquario, per rientrare presto in Capricorno.

I Santi
3 marzo: san Tiziano
4 marzo: san Casimiro
5 marzo: san Lucio I papa; Mercoledì delle Ceneri
6 marzo: santa Coletta Boylet
7 marzo: santa Perpetua e santa Felicita
8 marzo: san Giovanni di Dio
9 marzo: santa Francesca Romana

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
Il 3 marzo è il B&B Day
Il 4 marzo è Martedì Grasso
Il 6 marzo si celebra la Giornata Europea dei Giusti
L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


La vide, di sfuggita, far capolino tra i tetti della città, mentre camminava a passo lesto verso casa. Era una fredda sera di fine inverno sferzata dal maestrale. S’allungavano le prime ombre e il cielo diventava velocemente scuro. In mezzo a quel blu, che si perdeva nel viola e nel nero, un sorriso bianco. La vide. Era solo una piccola falce bianca in mezzo al cielo, ma si intravedeva tutta la sua celata rotondità. Si intravedeva la giusta parte di oscurità che ognuno di noi deve portarsi dentro per poter illuminare il mondo con un sorriso così puro, pensò. La vide. Vide la Luna Nuova di fine inverno, e se ne sentì attratta, fatalmente ed inevitabilmente. Accelerò il passo, già sostenuto a causa del freddo. Spalancò la porta di casa e fece in un volo le quattro rampe di scale che la separavano dal terrazzo, il suo osservatorio personale. E incurante del freddo e del vento stettero lì, lei e la Luna, a guardarsi e sorridersi. Come se fossero allo specchio. Come se quella parte scura, invisibile ed indecifrabile ai più, ma che per magia loro potevano donarsi, fosse a suo agio solo nel buio che avanzava, nel cielo che si faceva via via più nero. Come se, in fondo, solo la notte fosse casa e annullasse i confini tra il vero e il falso, il dentro e il fuori, il diritto e il suo rovescio. E nel gioco di quel chiaroscuro, delle sue luci e delle sue ombre, il tempo si fermò, lo spazio divenne infinito e il cielo e la terra si confusero. Allungarono le mani, la donna e la Luna. Se le strinsero. E iniziarono una danza. La Luna venne, e la donna volò. La Luna venne, e fece i suoi primi passi sulla Terra e sentì che non era poi così lieve, così vellutato il suo andare. Sentì i piedi ferirsi e provò un profondo dolore. E capì il valore del perenne riaccendersi del suo sorriso. La donna venne, e la Luna volò. La donna venne, e si sentì a casa. Ritrovò i suoi passi e le sue stanchezze. E fu grata del loro esistere. Perché rappresentavano il suo bagaglio. La sua vita. Non erano lievi, né leggere. Ma erano tutto ciò che aveva. E non le avevano impedito di volare! (La donna e la Luna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Si fermano un istante per piangere, poi sollevano il capo e riprendono la strada. Sono maestre di dignità le donne.