sabato 30 giugno 2012

Stiletto Sport - Le Olimpiadi nella storia

Parigi 1900

 
I Giochi della II Olimpiade si disputarono a Parigi dal 14 maggio al 28 ottobre del 1900. Fu un'Olimpiade lunghissima poiché fu abbinata alla Grande Esposizione Universale che si teneva nella capitale francese nello stesso anno. Dal punto di vista organizzativo fu un totale disastro, tanto che De Coubertin stesso dichiarò che fu solo per miracolo che i Giochi sopravvissero a questa esperienza. Parteciparono 997 atleti, tra cui 22 donne, di 14 nazioni, i quali ebbero in premio principalmente libri e ombrelli. L'Italia segna la sua prima partecipazione olimpica collezionando 2 primi e 2 secondi posti. Si svolsero anche gare di discipline particolari, tra cui il nuoto ad ostacoli e il tiro al piccione vivo.

L'atleta nella storia: Charlotte Cooper, prima atleta donna a vincere una medaglia olimpica.

Stiletto Sport - Il campione del giorno

Il campione del giorno è:


Luis Figo. "E' bravissimo, gioca da Dio, ha vinto il Pallone d'Oro, guadagna come uno sceicco, ha una moglie bellissima e come si chiama??? Figo! Allora è destino!". Questa era una delle battute che giravano ai tempi in cui Luis Figo giocava in Italia. E' stato uno dei più forti giocatori portoghesi, riuscendo a raggiungere importanti risultati con tutti i club in cui ha giocato, in particolare Real Madrid e Inter. Diede scandalo, nell'estate del 2000, il suo clamoroso passaggio dal Barcellona al Real Madrid per la cifra astronomica di 60 milioni di euro. Con la nazionale riesce ad arrivare al secondo posto nell'Europeo giocato in casa nel 2004 e al quarto posto ai mondiali tedeschi nel 2006.

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Il nido delle aquile bevitrici

Avevo deciso che, per assistere alla semifinale Germania-Italia degli Europei di calcio 2012, mi sarei recato in un luogo diverso da un locale tranquillo, anonimo e italiano. Ritenevo che sarebbe stato più interessante e stimolante, dal punto vista culturale, fare visita a uno di quei covi dove si radunato tanti ma tanti tifosi tedeschi appassionati e pieni di amore per i loro Nationalelf. Così, conoscendo questo mio desiderio, il mio fidato Tandemspartner mi ha condotto in un posto ignoto e affascinante: un'aula della Facoltà di Chimica e Birra.
Siamo arrivati giusto in tempo per il fischio di inizio dentro quello spazio gradinato stracolmo di 300 Tedeschi, seduti ai banchi o sui gradini delle scale laterali o in piedi alla sommità vicino all'ingresso, tutti pervasi da un sentimento elettrico misto di ansia e fiducia davanti allo schermo gigante a tutta parete.
Io mi sono seduto in basso della scalinata di sinistra, tranquillo, curioso e speranzoso di una buona partita non troppo severa per la nostra piccola Nazionale tanto per uscire a testa alta da quel nido.
Fin dal primi minuti della gara la sala spingeva i ragazzi di Jog(h)i con corettini e voci accalorate e ogni loro buona azione era salutata con un bell'applauso amorevole e soddisfatto. Se la palla andava fuori in curva o Buffon pareva tiri elementari si sprecavano le imprecazioni di disdetta parlando già di "injusticia", come gli aveva insegnato il maestro di portoghese C. Ronaldo la sera prima, ma, allo stesso tempo, si promettevano anche che la prossima volta sarebbe stato molto diverso.
I Prandelli's Boys erano temuti e facevano spuntare un poco di pelle d'oca sulle giovani aquile bevitrici quando manovravano, per niente pericolamente, vicino all'area di rigore tedesca.
E il timore è diventata paura quando intorno al 20' quella simpatica canaglia di SuperMario Balotelli (ma chi lo marcava?) ha voluto fare goal. E' crollato giù il mondo, non hanno più sentito il pavimento sotto i loro piedi. Stupore. "PIRATEN!", come avrà di certo gridato quel tedesco cui un Italiano di Rimini gli rubò, un giorno, la fidanzata in vacanza sulla costa della piadina.
Non fosse mai successo...Silenzio tombale. Rotto dall'urlo che non sono riuscito a trattenere perchè sorpreso dall'avvenimento clamoroso. Onestamente sembrava la tipica azione che poi un difesore di serie C riesce a sbrogliare buttando il pallone in corner. Ovviamente se ci arriva.
Incredulità per il goal e per la gioia di qualcuno. Il loro spazio vitale, porta e raduno, era stato oltraggiato. Facce rammaricate ma simpatiche si voltavano in direzione mia sorprese e divertite. Tranne una. E sì, c'era un tifoso ammantato del tricolore tedesco e magari già un po' bevuto che sedeva davanti a me. Mi scrutò bieco e leggermente inc*****o e minacciò vendetta con ghigno veramente rassicurante. Ma è un gioco...E allora mi sparò lì una frase storica piena di filosofia e infarcita di pizza e pizzeria (io da parte mia avrei integrato con mafia, mandolino, pasta, espresso, chianti ecc.) alla quale non ho potuto ribattere che con Wurst e un Bier e, in quel momento, la giovane aquila bevitrice ha intuito, forse, che la palla è rotonda.
E così la partita riprendeva da centro campo. Mestizia e incredulità dominavano i cuori e le menti di quei pulcini di aquile bevritrici ma alla prima azione ecco che il tifo si riaccendeva un po' e applaudivano pure i raccattappale che facevanoil loro dovere in modo eccellente. Ma durò poco...
Il minuto 36 confermava che Mario Balotelli si era svegliato con la luna buona e, poi, si vedeva che aveva trovato più fruttuosi gli allenamenti con il fratello nel parcheggio vicino al campo del ritiro che con la squadra...Montolivo azzecca un passaggio, Marione ha praterie davanti a sè, il sempre sorridente Neuer se ne sta fra i pali (?) e allora è ovvio che sono due.
Suicidio di massa. Disperazione. Silenzio. E chiaramente anche un urlo...
Ci speravano sul serio che fosse solo un caso. Che quella tristezza andasse via con i minuti e con i goal di un altro Mario...Anche il ragazzo ammantato di tricolore tedesco. Si volta, non ha più parole ma solo occhi lucidi di malinconia. E così scorrevano calde lacrime sui visi pallidi delle giovani aquili bevitrici...e il loro Jog(h)i era a terra sotto la sua panchina.
Non sapevano più che cosa pensare...O aveva paura di pensare. O erano consapevoli che il loro pensare era sicuro come inutile.
Si accendevano e si spegnevano come lampadine a intermittenza di un Natale fuori stagione per il resto del primo tempo. Forse non vedavano l'ora del fischio dell'arbitro per andare a rifornirsi di birra e aria.
Il secondo tempo è stato un rullo di tamburi di guerra. Erano entrati in aula decisi a sistemare i conti. Ma la loro magica nazionale d'acciaio non ne azzeccava una e si rendevano conto che stavano sbattendo contro un muro. E pure che quel muro poteva cadergli addosso facendo una miriade di 3-0 che li avrebbe fatti perire definitivamente. Se non fosse che...erano come gli zombie...rispuntavano quando meno te lo aspetti. 
I 5 minuti finali sono stati scanditi da incitamenti e grida di stizza. Fino al rigore. Un boato esplose in ogni angolo. Un terribile pensiero attraversò la mia mente. Notai che era sparito il ragazzo ammantato di tricolore tedesco. Chissà, probabilmente era andato in qualche pizzeria a masticare una pizza o scolarsi una birra, o tutti due le cose, tanto per iniziare a dimenticare. Erano pronti per il pareggio...
Sì, la prossima volta. Fine. Silenzio. Incredulità. Tristezza. E sportività. Nessuna recriminazione. Nessun grido di vendetta. Il campo ha parlato. E ha detto che sono sconfitti.
Le giovani aquili bevitrici uscivano tranquille. Fuori erano già pronti i tavoloni per la festa, che avrebbero voluto dedicare a una vittoria e, invece, era ora per trascorrere una nottata in compagnia a sognare ancora un'estate italiana.
Domani c'è un'altra partita alle 20,45. Spagna-Italia. Pare che sia l'ultima.
Sappiamo già come andrà a finire, no?
Gli Azzurri hanno disputato delle discrete partite facendo emergere quanto le altre squadre siano, onestamente, peggio. Chi l'avrebbe mai detto? Le Furie rosse, campioni uscenti e favoriti, avranno l'orgoglio e la forza di difendere il titolo con qualsiasi formazione e schema.
Vamos a matar, companeros

Paul_Blau_Vierzig

venerdì 29 giugno 2012

Stiletto Sport - Le Olimpiadi nella storia

Parte da oggi, e arriverà al giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, un viaggio attraverso la storia delle Olimpiadi e dei suoi atleti più rappresentativi. Speriamo che vi divertiate e viaggiate nella memoria con noi!

Atene 1986

                                                 


I giochi olimpici moderni nacquero da un'idea del Barone Pierre de Coubertin, il quale volle recuperare lo spirito dei giochi per riavvicinare le nazioni in una competizione sportiva piuttosto che con le armi da guerra. Alla prima riunione del CIO venne deciso che i Giochi sarebbero ripartiti dalla terra in cui erano iniziati, per cui fu scelta Atene come sede. I Giochi della I Olimpiade dell'era moderna si svolsero dal 6 al 15 Aprile del 1896, gareggiarono 241 atleti provenienti da 14 nazioni diverse. Per l'epoca furono l'evento sportivo più seguito e pubblicizzato ed ottennero un notevolissimo successo di pubblico. 

L'atleta nella storia: Spiridon Louis, primo vincitore della maratona, gara di corsa nata per ricordare il soldato Fidippide che percorse il tratto tra Maratona ed Atene durante la prima guerra persiana. 

Breaking News

La notizia del giorno è:
"Tutto pronto per la festa dei culurgiones. In Ogliastra? No, ad Avellino. E scoppia la polemica" (Dal sito di Radio Press)

La canzone del giorno è:
Una lunga storia d'amore - Gino Paoli

La frase del giorno è:
Ci penserò domani e non sono Rossella O'hara!

Stiletto sport - Il Campione del giorno

Il campione del giorno è:


Ferenc Puskas. La storia del calcio lo ricorda come il più grande calciatore ungherese mai vissuto, ma il suo mito non rimane limitato all'Ungheria. Fu compagno di squadra di Alfredo di Stefano con cui costruì un incredibile Real Madrid tra gli anni '50 e '60. Con la nazionale ungherese vince una medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1952 e arriva secondo nel 1954 al mondiale in Svizzera. Per ricordarlo, la FIFA assegna ogni anno il "Puskas award" al gol più bello realizzato durante l'anno, di cui l'ultimo vincitore è stato Neymar. 

Stiletto Sport - Speciale Europei

Sigla!!!


I quarti di finale...

Forse c'è ancora qualcuno che non lo sa, ma l'Italia di Cesarone Prandelli è in semifinale!!! Non siamo molto sicure che su Eris o Make Make lo sappiano, quindi lo ripetiamo a scanso di equivoci: l'Italia è in semifinale agli Europei di calcio. Si tratta di una notizia che ha generato più reazioni isteriche negli italiani rispetto alla morte del 51° soldato in Afghanistan. Questa tanto bistrattata nazionale, in cui non credeva nessuno, è riuscita ad arrivare alla semifinale di un campionato straordinariamente piatto e mediocre! Impresa o miracolo? Noi abbiamo una nostra teoria... Il livello è stato molto basso, perfino la tanto lodata Spagna ha espresso un gioco per nulla eccellente, priva del suo principale terminale offensivo ovvero David Villa. Del Bosque, che non è Prandelli, non se l'è sentita di portare un giocatore quasi del tutto recuperato (per chi non lo sapesse, Villa si è fratturato una gamba durante il mondiale per club a dicembre) e probabilmente molto fuori forma. Per capirci: Villa dopo una frattura no, Cassano dopo un intervento al cuore si. Per dire... Quindi, dicevamo, il livello è medio-basso, i protagonisti più attesi sono diventati Godot, e noi, con italico spirito, siamo riusciti a cavarcela. Né impresa, né miracolo: “Potere della botta di culo, vieni a me!”. Questo è l'urlo di Sailor Italy, la nuova eroina (femminile di “eroe”, chiaramente) vestita alla marinara come la pizza, che sconfiggerà tutti in nome dello stivale!
Diciamo subito che noi la partita non l'abbiamo praticamente vista: Pink aveva il saggio di burlesque (oui, cheries...), Red era fra il pubblico a sbucciarsi le mani per gli applausi. Dopo lo spettacolo Red pensava più a trovare del cibo per i suoi denti che alla partita, mentre Pink cercava di capire nel camerino che fine avesse fatto il suo boa di piume fucsia usato per il can-can. I presupposti per la vittoria c'erano: al saggio ballava anche la nostra Black, lei e Pink si esibivano nel numero delle Sorelle Bandiera e nel can-can avendo una la gonna con balze nero-rosse-gialle (come da germanico stendardo), l'altra con balze verdi-bianche-rosse: già pronte per la semifinale. La partita, pur essendo nei loro pensieri, non era davanti ai loro occhi, ma giungevano commenti dai maschietti in platea, che fra un numero e l'altro indossavano gli auricolari per sentire almeno la radiocronaca. Sbuffi impazienti, facce livide, sbadigli: o la partita è una noia mortale o stiamo perdendo. La prima ipotesi viene confermata quando Black e Pink accendono la radio in macchina: il commentatore dice che Cassano deve uscire perché è totalmente “spuligato”, mentre nell'azione successiva si sente dire “Tacco di Montolivo per nessuno!”. Per nessuno??? Ma chi c'è in campo, Ulisse con Polifemo? “Chi ti ha accecato, o Polifemo?”
“Nessuno! Ha ricevuto un pallone di tacco da Montolivo ed è scappato nascosto sotto il ventre delle pecore!”
Neanche in un film di fantascienza...
Il commento tecnico del papà di Pink è stato: “Pitticca sa palla... Peccato per quel tiro di De Rossi e ringraziamo Buffon che ha tolto un gol praticamente fatto!”. In effetti era successo solo questo di interessante. L'uomo su cui tutta la nazione riponeva le sue speranze, Balotelli, era stato evanescente come sempre e ora ci si avviava verso una probabile azione risolutiva che non voleva proprio saperne di arrivare. E che infatti non sarebbe comunque arrivata, onde per cui si va ai rigori. Super Mario, il nostro eroe nazionale, il figo della situazione, il rappresentante epico di questa nazionale, si rifiuta di battere il rigore. Udite, udite, popolo italiano: Mario Balotelli si è rifiutato!!! Via, con Celestino V nell'Inferno di Dante assieme agli ignavi. “Poscia ch'io ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi colui che per fece per viltate il gran rifiuto!”. Dante parlava di Balotelli, mica del Papa. Al prossimo gol ci dimenticheremo anche questo*. Serve a questo punto un'altra citazione, ma riferita al vero genio di questa squadra: Andrea Pirlo, l'uomo che tutto il mondo ci invidia mentre noi pensiamo a SuperMario. Dice il Perozzi in Amici Miei: “Cos'è il genio? E' fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione.”. Il genio ha salvato la situazione come sempre, eccolo il colpo da maestro che stavamo aspettando.
Pirlo ha fatto il cucchiaio a John Hart, gli inglesi hanno sbagliato due rigori, noi uno soltanto. Siamo in semifinale. Olé, siamo tutti felici e speranzosi di battere la Germania, la nazionale che finora ha espresso il calcio migliore del torneo. Red, che non anelava particolarmente all'Italia in semifinale, sentenzia "tre a due ai rigori è un risultato da vergogna", e felice non lo è per niente. Olé! In sala stampa si gongola: “Non ci davano speranze e invece... ahahaha!!! Siamo andati oltre le aspettative!”. Ma le aspettative di quale giorno fra gli ultimi 45? Prima o dopo la partita con la Russia? Perché prima eravamo un po' oltre l'idea di arrivare in semifinale, diciamo che qualcuno si vedeva già con la coppa in mano, poi una batosta ci ha costretto a rivedere un pochino i piani. Di seguito c'è stato il livello “E' stata un'impresa pareggiare con la Spagna, siamo bravissimi!”, poi “Questo pareggio con la Croazia è ingiusto e non ci voleva...”, poi abbiamo pregato di non subire l'onta del biscotto, ci siamo esaltati per la vittoria contro l'Irlanda e gasati per il passaggio in semifinale. Quindi, di quale preciso punto di aspettative stiamo parlando?
Nell'altra semifinale, Spagna e Portogallo la finiscono ai rigori e, come in Real Madrid-Barcellona, fuori Cristiano Ronaldo, dentro Iniesta e Xavi. Il gioco della Spagna è stato comunque piuttosto deludente e uno dei possibili motivi già ve l'abbiamo detto. Red, che come Violet tifava Portogallo come surrogato della Grecia a distruggere l'orgoglio teutonico in finale, è tristissima, beve birra per dimenticare e intima alla mamma, che odia Ronaldo, di tacere. A lei CR7, lontano dal Real e da Mou non dà fastidio, finisce anche per farle tenerezza con quella faccia da delinquente di periferia. Pink invece è sonorissimamente spagnolizzante (tanto più che sta pure frequentando un corso di spagnolo in questi giorni) per cui ha urlato come una pazza in pizzeria, spernacchiando verso il povero CR7.
Quanto a noi, Staremo a vedere la semifinale, ci vorrà una notte ancora più magica. Se Schillaci non basta, chiameremo Harry Potter!


E la semifinale...


C'è da dire che lo stato d'animo delle vostre bloggers all'inizio di questa partita era diverso: Pink, che aveva dichiarato di tifare Juve sapeva bene cosa fare e cosa sperare, mentre Red, che aveva dichiarato che "Sardigna no est Italia" non sapeva più che pesci pigliare: fuori Grecia e Spagna solo l'Italia poteva tenere davvero alta la bandiera dell'Europa Eurosfigata contro i tedeschi della Merkel! D'altronde la Spagna che sfigata lo è, ha vinto troppo negli ultimi anni, e Red che ama le cause perse, doveva mestamente riconoscere che più persa dell'Italia prandelliana non ce n'è di cause in giro! Ma porca miseria, però! 
Vabbè, intanto guardiamo la partita, poi ci pensiamo...
L'incipit non è stato proprio dei migliori, gli azzurri sembravano un po' Cappuccetto Rosso nel bosco col naso per aria a cercare fragole e i Tedeschi il lupo cattiva in agguato... Però, però, però... Cappuccetto rosso, lo si sa, è una gran carogna e quando meno te lo aspetti Cassano passa un pallone perfetto a Balotelli che la mette in rete facendo quasi andare per traverso la pastasciutta a Red e i ceci freddi a Pink. Bello, diremmo! Il programma Euro12 per il recupero di giovani in difficoltà da' i suoi frutti, Balotelli gioca come si deve e corre ad abbracciare la mamma: ci vorrebbe una pioggia di petali alla Maria de Filippi in campo! A casa Pink tutti si guardano ed esclamano un sonorissimo "Minchia!"... La Germania non la prende bene e si spegne sempre più, l'Italia cresce, si fa vedere, sembra una squadra! Red è un po' contenta ma poco convinta, sua nipotina si mette immezzo alla tv, lei respira, sorride, rimane gentile (amore di zia!). A casa Pink non ci sono nipotini oggi all'ora di cena, quindi ci si può lasciare andare ad ogni genere di smadonnamento o coro selvaggio, tanto che si intona "Vi vogliamo così!!!" e tra un coro e l'altro Pink e rispettivo babbo convengono che sarebbe d'uopo segnare un altro gol per poi amministrare con un pelo di tranquillità il risultato. Quand'ecco che Balotelli ha deciso che questa è la sua partita, oggi o mai più e di potenza mette in rete il 2-0. Si fa ammonire per il gusto di mostrare gli addominali, vabbè, è lui, non è che è diventato Domenico Savio! Ma va bene, anche Balotelli è una causa persa e Red non riesce a infierire con lui, quando prova a fare il suo dovere! Pink invece ci tiene a precisare che a lei Balotelli dal punto di vista umano sta incredibilmente sui cosiddetti ma ciò non toglie che abbia giocato bene. Finisce il primo tempo e inizia il secondo, Cassano non dura, entra Diamanti, Balotelli ha dato, dentro Di Natale, la Germania continua a non farsi temere, sia perchè Buffon è in giorno di grazia e prende palloni da tutte le parti, sia perchè l'Italia è evidente che le va per traverso come nessun altro al mondo. Probabilmente se la seminifinale fosse stata Italia-Polonia non ci sarebbe stato tutto questo casino, ma insomma questa partita è la classica delle classiche e la si vive sempre con l'orgoglio a mille e la voglia di fare più che benissimo. Un po' come con la Francia... Intanto ci mangiamo un milione di tre a zero (Pink dalla cucina urla più e più volte "Marchisioooooooooooooooo!!!") e a un certo punto una voce nel salotto di Red una voce prorompe: "ma se vince l'Italia poi la gente fa chiasso e io non dormo!". Basta, Red non ce la può fare, che vinca l'Italia e basta! La cugurra fa un po' di effetto perchè i tedeschi si svegliano e riescono a farsi regalare un rigore al 92' dalla manina di Balzaretti. Ma non basta: Italia-Germania 2-1: non ce la potete fare, lo spread impera! Sotto casa di Pink (nei pressi della quale ha sede il sardo giornale e la sarda televisione che propone la partita sui maxischermi) partono i caroselli che andranno avanti fin'oltre all'1, non si dorme ma si canta "Po popo popopopo!!!". Questa è l'Italia che Pink voleva, l'Italia che ti mette ansia e emozione, non paura e punte di vergogna (come con la Croazia o la Russia). Noi vogliamo emozionarci guardando in campo la nazionale, fremere per un risultato, insultare l'arbitro e urlare i nomi dei giocatori non perché fanno schifo ma perché ci stanno mettendo l'anima. Se riuscite a fare questo siamo pronte a cambiare idea! 


*E infatti.... 

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Edizione speciale

Fumo di salsicciotti umidi


Cosa significa?
Che piangono...
Domani, nel nostro consueto appuntamento settimanale, il resoconto della mia visita e visione della partita di ieri presso il nido delle aquile della Facoltà di Chimica (e di Birra).
1 italiano contro 300 tedeschi...che piangono...

Paul_Blau_Vierzig

p.s. Ringraziamo la maga Magò O. Bierhoff...ne diresti un'altra, bitte?

giovedì 28 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì - La puzza è finita (Unione sarda, p. 41)
Sinnnai - Negozio di fiori avvolto dal fuoco (Unione sarda, p. 37)

La canzone del giorno è:
Lamù

La frase del giorno è:
Con Nerone ci va sempre il Burro!

Stiletto sport - Il campione del giorno

Il campione di oggi è:


Dino Zoff. Probabilmente è il "portiere" per eccellenza nella storia del calcio italiano. Ce ne sono stati tanti altri bravissimi, tra cui Albertosi, Combi, Zenga, ma Zoff ha legato il suo nome al mito eterno. Lui è stato campione europeo nel '68, c'era (anche se in panchina) in quella mitica Italia-Germania 4-3, c'era alla finale al Bernabeu nel 1982. Per quanto ci riguarda in termini "Europei" c'era anche nella finale del 2000 contro la Francia, quella del Golden Gol di Trezeguet. Zoff la nazionale l'ha vissuta al 100% da giocatore e da allenatore. La sua avventura da allenatore non fu lunga come quella da giocatore (Zoff infatto fu il primo giocatore a superare la quota di 100 presenza in nazionale), ma sicuramente non ce la dimenticheremo.

mercoledì 27 giugno 2012

Stiletto Sport - Il Campione del giorno

Il campione del giorno è:

Bobby Charlton. Pilastro della storia del calcio inglese, in particolare del Manchester United. Prima che il suo record venisse sbriciolato dall'immenso Ryan Giggs, deteneva il maggior numero di presenze in Premier League. Porta la nazionale inglese a livelli incredibili, con la vittoria ai Mondiali nel 1966 e un terzo posto ai campionati Europei del 1968. Sempre nel 1966, anno decisivo per la sua carriera, vince anche il Pallone d'Oro. Fu uno dei pochi giocatori del Manchester che sopravvissero al disastro aereo di Monaco di Baviera nel 1958.

Il luogo degli addii - by Red





È una strana parola “addio”, si fatica a pronunciarla. Mette tristezza, ansia, ci accompagna per tutta la vita eppure è difficile capirne profondamente il senso. 
Negli addii dovrebbe risiedere la più grande certezza del ritrovarsi, perché non si affida il prossimo incontro all’incostanza del volere umano o alla giostra degli eventi del mondo, ma a Dio. Letteralmente ci si dà appuntamento in paradiso, forse è questo che ci angoscia. Perché chi non crede nel Paradiso sicuramente troverà che dire addio sia come dire una bugia e chi invece ci crede, magari nel dirlo sente di pronunciare un solenne “memento mori”. Eppure, nel dirsi addio, ci si arrende al fatto che gli incontri, quelli veri, avvengono tutti nello spazio dell’anima, della sensibilità. Quando si fa un incontro in quello spazio cambia tutto. Che si incontri una persona, un luogo, una musica, un libro, un profumo, un sapore, un gioco o il vento di maestrale, gli incontri veri generano un addio già nel momento della loro nascita. Perché gli incontri veri ti cambiano, o meglio, ti aumentano. Nasciamo felici e spensierati ma lacunosi: ci mancano troppi paesaggi, visioni, voci, occhi, risate, paure, case, paesi, colori, opinioni, litigate, profumi; nasciamo senza carezze, senza farfalle rincorse, senza tramonti, senza fiori da succhiare, senza bacche di mirto, senza ginocchia sbucciate, e nonostante questo siamo noi, e stiamo bene. Dal primo incontro vero non saremo più gli stessi, senza poterci fare nulla. E questo è molto bello. 
Iniziamo presto a far l’amore con la vita, a farci penetrare e seminare di incontri che generano nuovi noi, che riempiono gli spazi vuoti di un puzzle misterioso e ci rendono più compiuti e belli. Così quando dobbiamo salutare le consuetudini ci sentiamo perduti, perché dovremo aspettare un altro luogo per ritrovare le persone, gli abbracci e i luoghi con cui tanto intimamente ci siamo uniti. La verità è che loro sono parte di noi, e non se ne andranno mai. L’addio è a noi stessi, perché nel giorno in cui un rituale tutto nostro, che ci rendeva felici, finisce, ci rendiamo conto che non siamo più gli stessi di prima. E non torneremo mai più come eravamo prima di quella stretta di mano, di quella corsa a perdifiato nella macchia mediterranea, prima di aver visto quel mare, di essere entrati in quella chiesa, prima di esserci sporcati con quella terra, di essere andati a quella cena, di aver fatto quella passeggiata nel parco, di aver bevuto quel bicchiere di vino, di essere saltati dentro ad un mondo inventato, di essere partiti, di essere tornati. Solo noi siamo diversi, le cose a cui pensiamo di dire addio vivono dentro di noi, ci riempiono gli occhi, la pelle, il naso, la bocca, le orecchie, ci fanno traboccare l’anima e anche se a volte è scomoda tutta questa sovrabbondanza, è grazie a loro che ogni tanto qualcuno ci dice che il nostro sorriso è bello e il nostro sguardo profondo. 
In tanti mi dicono che nulla è eterno, che gli amori finiscono. Io non ne ho mai visto finire uno, cambiare di forma si, ma mai finire. In tanti consigliano di non voltarsi mai a guardare indietro, ma i ricordi non sono zavorra, sono pezzi di vita. Proprio per questa profonda unione tra noi e le nostre esperienze, per questa, perdonate il tecnicismo archeologico, stratigrafia dei sentimenti e degli amori tatuata nella nostra anima, non dobbiamo avere paura degli addii. Proprio perché gli incontri si trasformano in noi stessi e non ci abbandonano possiamo permetterci di consolare chi, salutandoci anche per un tempo breve, per la prima volta proverà cosa vuol dire la nostalgia. Grazie alla conoscenza del luogo degli addii che abbiamo dentro possiamo spiegare a chi ancora non lo sa che non si può ritrovare ciò che non si è perso, e che il sorriso del ritorno splende più di mille stelle.
Se poi proprio vogliamo spegnere il colore di tutti quei fili che la vita ci ha intrecciato all’anima… forse si, si può fare, anche se io non ci tengo. Ci deve essere il luogo dell’oblio al polo opposto del luogo degli addii. Ma non deve essere un posto rosso, io non l’ho mai trovato.

P.s. by Pink: "È l'ora dell'addio, fratelli, è l'ora di partir; il canto si fa triste; è ver: partire è un po' morir. Ma noi ci rivedremo ancor, ci rivedremo un dì, arrivederci allor, fratelli, arrivederci sì." Ecco, non credo che esistano gli addii in senso stretto, esistono più gli arrivederci. Anche nel punto del massimo addio in fondo si da un arrivederci, e se non c'è nulla dopo nessuno è tornato indietro per dircelo. Diciamo che credo quindi nei luoghi dell'Arrivederci perché "addio" è un termine troppo definitivo per appartenere alla sfera del terreno. Nessun filo che tessiamo può mai essere reciso del tutto e fra mille anni qualcuno potrebbe ancora trovarne le tracce.




L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

EDIZIONE SPECIALE
Über alles

Vi segnalo alcuni link per trascorrere al meglio questa vigilia di partita.
Qui sotto due link della sobria Bild a riguardo la polemica su dove festeggiare la vittoria degli Europei.
O. Bierhoff ha vagheggiato che ci si potrebbe incontraro tutti quanti lunedì prossimo a Frankfurt am Main invece che alla Porta di Brandeburgo a Berlino...Ma nel Paese non tutti la pensano così ed hanno ragione, Berlino è meglio...però se festeggiano a Frankfurt ci posso andare più facilmente...
Quest'altro parla, invece, degli Italiani. L'ho tratto dall'edizione online della Repubblica.
Credo che il simpatico lettore crucco dovrebbe scrivere a Red&Pink per superare queste pene d'amore che ancora, evidentemente, gli affligo il cuore avvolto nell'asciugamano dell'albergo...che speriamo l'abbia restituito.
Nel frattempo gli dedichiamo questa hit del sempreverde Julio Iglesias:
Il silenzio prosegue...esagerati che sono. E' solo una partita, ci sono cose più importanti di un pallone che rotola preso a calci da 22 tizi in mutandoni per 90' o più. No? La salute, per esempio...
Noi confidiamo per il momento in quell'allegrone di M. Monti che deve fare pressing alla Gattuso e un goal alla Pirlo all'Anghela. Impresa non facile e...

Paul_Blau_Vierzig

p.s. Ho appena letto che Oliver B. ne ha detta un'altra: gradirebbe il Portogallo come finalista...forse ignora che la mucca Yvonne l'ha dato, a quanto mi risulta, come vincitore degli Europei...

martedì 26 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Alghero - Se il papà moroso diventa mamma (Unione sarda, p. 44)

La canzone del giorno è:
Te c'hanno mai mannato - Alberto Sordi

La frase del giorno è:
Non esistono più i sassi levigati dal mare di una volta...

Noi, quelle che il calcio si by Pink

Questo post nasce da una riflessione su un articolo pubblicato sulla rivista "Myself", nel numero di giugno (pp. 148-151). Nell'articolo la giornalista parlava degli uomini che non amano il calcio... Esistono, è vero, ma non è detto che ti portino per forza a vedere film cecoslovacchi sottotitolati in tedesco il giorno di Italia-Inghilterra. Né tanto meno che siano poco affidabili. La giornalista dice qualcosa tipo "In un paese che vive di moviole, questo può essere un atto di coraggio, segno di uno spirito romantico". Posto che si tratta di un cliché, che sommato ad un cliché dà un cliché al quadrato, posto che siamo fautrici dell'assoluta libertà di gusti, a noi che esistano uomini a cui non piace il calcio non ce ne frega proprio niente. Un po' fastidiosi sono quelli fra i calciatori che dicono che del calcio a loro non interessa... Vabbé, facciamo così, mollate il calcio e cercatevi un lavoro precario! Non sputate nel piatto in cui mangiate, ok? Esiste però un'altra categoria più preoccupante, quella degli uomini che pensano che le donne non capiscano nulla di calcio. E questo è uno stereotipo all'ennesima potenza, non solo perché le donne appassionate di calcio esistono, ma perché ne esistono di serie. Non parliamo di quelle che sono tifose per gli Europei e i Mondiali e ti chiedono come mai Schillaci e Vialli non siano stati convocati da Prandelli o contro chi si giochi stasera. Stiamo parlando di quelle che conoscono la regola del fuorigioco, pure quella del fuorigioco passivo e di rientro, e vi sanno anche dire quando, come e perché sia stata introdotta la regola che prevede per il portiere il non poter ricevere con le mani un retropassaggio di un compagno di squadra (e non guardate su wikipedia per saperlo!). Le donne poi, per classe, non sono quelle da birra, rutto libero e mascoline esibizioni di fintotestosterone dal divano. Le donne commentano con competenza. Tra l'altro com'è che altrimenti esisterebbero le nazionali femminili di calcio? La verità è che forse il maschio medio teme un po' la concorrenza su un terreno generalmente proprio per paura della competenza femminile, del tipo "vengono a spaccare i maroni al lavoro e a casa, ci manca pure che lo facciano allo stadio...". Che tristi. Uomini fatevene una ragione, le donne appassionate di calcio non perché i calciatori sono bonazzi esistono. In genere iniziano da molto piccole e non necessariamente tirano calci ad un pallone. Perché, vedete, non serve giocare a calcio per essere appassionati di calcio. Chi apprezza la lirica non necessariamente è un cantante lirico, chi apprezza Van Gogh non è per forza un pittore, chi ama la cucina non è obbligatoriamente un cuoco, la stessa cosa vale per lo sport. Il commento classico "Cosa ne vuoi sapere tu che non hai mai giocato..." implica due cose:
a) che non possiamo sapere di calcio perché, appunto, non abbiamo mai giocato nemmeno per strada o nel corridoio a scuola;
b) che non ci abbiamo mai giocato in quanto esseri di sesso femminile.
Si, ne vogliamo sapere noi di calcio, gentili maschietti, ne vogliamo sapere si! Anche noi leggiamo la Gazzetta dello Sport e forse sapremmo commentare una partita meglio di Marco Mazzocchi (non che ci voglia molto in effetti), anche noi ci incazziamo come bisce se qualcuno ci parla sopra una punizione o un calcio d'angolo e non usciamo di casa per una finale. Lo facciamo esattamente quanto voi! In quanti sanno perché Villa non è stato convocato da Del Bosque? Noi lo sappiamo... Quanti vi sanno dire perché la Danimarca ha partecipato agli Europei del 1992? Il calcio non è fatto solo di 90 minuti (più supplementari e rigori) in campo e ultras negli stadi e nei bar.
Chiaramente poi avrete sicuramente presente il concetto di "presenza femminile" nelle trasmissioni calcistiche della tv italiana: o si tratta di una gnocca che dice solo "Pubblicità" come da Biscardi oppure tipo Elisabetta Canalis a Controcampo e le sue splendide espressioni vacue, oppure ancora come la tipa che c'è su raisport a "Mattina Europei" che fissa la telecamera mentre stanno parlando gli altri con dei sorrisini ammiccanti, nonché Victoria Cabello che ammette candidamente di non capirci un'acca di calcio. Ci sono poi Simona Ventura, che non conduce più una trasmissione sportiva e Paola Ferrari a cui toglieranno 90 minuto. La presenza femminile competente di calcio è in forte calo (eccezion fatta per Ilaria D'Amico), e comunque sempre al posto del conduttore, mai dell'opinionista. Perché non c'è mai quella che si incazza per un rigore negato (ed essendo noi una juventina e l'altra del Cagliari ne avremmo da dire di questo campionato)? Perché sembra che noi donne non siamo in grado di cogliere le finezze stilistiche di un tiro d'esterno?
Tornando all'articolo la giornalista conclude dicendo che un uomo che non ama il calcio non è affidabile perché non potrà mai raccontare ai suoi figli delle magie di Garrincha o della "rivoluzione" di Socrates, o di quanto fosse figo George Best. Ci dispiace veramente che la giornalista, pur scrivendo per un giornale femminile, non abbia preso in considerazione la più ovvia delle ipotesi: che queste bellissime storie di calcio e di uomini vengano raccontate dalle madri. 
 
PS by Red. Red a calcio non sa giocare, nel senso che non ha mai fatto una scuola calcio. Le mancano quindi tecnica, finezza, allenamento… le cose che sa per esperienza di ciò che succede in una partita di basket non le sa del calcio. Ma con un pallone nei piedi si è sempre divertita molto, rivelando un istintivo senso tattico e di squadra in un ruolo che ora non si usa più: il libero. Quanto è antica la vostra amica rossa! Eppure entrando in una qualunque partitella a scuola o sui campi dell’Ossigeno per fare quattro risate, quello è il ruolo che le veniva di giocare. Dopo di che pensa che il calcio sia un gioco, e sia divertente, e che chi non ci si diverte fa bene a ignorarlo. Ma non è né un punto di merito né di demerito, non è un attributo della persona, non rende stupidi né intelligenti, non ha sesso, età, e non è nemmeno una gara di competenze. Infine pensa che se ci assumessero alla Domenica Sportiva, la RAI farebbe il più grande affare della sua storia!

lunedì 25 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Provincia - Bagnini fantasma in spiaggia (Unione sarda, p. 22)

La canzone del giorno è:
Aria - Morgan

la frase del giorno è:
Dietro ogni uomo c'è sempre una donna che alza gli occhi al cielo ed esclama "Ho sposato un deficente!"

Stiletto sport - Il campione del giorno

Il campione del giorno è:


Hristo Stoichkov. Chi era costui?? Chiedetelo agli spettatori del mondiali del 1994 se se lo ricordano. Un mondiale incredibile per la Bulgaria che coglie un altrettanto incredibile quarto posto, suo risultato migliore ai mondiali. Con 6 gol Stoichkov diventa capocannoniere del mondiale, cosa che gli vale anche il Pallone d'Oro per lo sstesso anno. Disputa cinque campionati con il Barcellona tra il 1990 e il 1995 poi passa al Parma dove però è chiuso dalla presenza di Zola e Inzaghi, cosa che gli accadrà anche quando tornerà a Barcellona per la presenza di Rivaldo. Forse è stato meno "fortunato" di altri campioni che abbiamo segnalato, ma è un nome di cui non ci si può dimenticare.

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

EDIZIONE SPECIALE
Fumo di Londra
Come si era previsto senza dirlo esplicitamente ("rischiano grosso", ovvero la Germania affondata da un goal di Grosso ben 6 anni fa...), eccoci qua.
Dopo una serata passata nello spazio open air di un bistro italiano, sotto la pioggia e il vento, con il padrone, che si è fumato un pachetto di sigarette e i pochi clienti inglesi dicendo a Pirlo "schneller", e una combricola mista di italiani (due dei quali si è rivolto contro Balotelli con espressione parecchio simpatica, chi l'indovina vince una bambolina, mancava solo l'invito ad andare a lavorare nei campi di cotone...), due nippo for England, incompententi e fastidiosi, due arabici-asiatici banderuole e sporadici teutonici che facevano a gara a chi mi rubava il posto agli intervalli, cala il silenzio. E continua a scendere la pioggia.
Aiuto. Non ho intenzione di prendere altra acqua (improbabile, sarò sicuramente al chiuso, vicino a una porta di uscita).
Ma i giornali già parlano di riedizione (o di rivincita?) del Mondiale 2006. Magari giocando con la politica e il nazionalismo.

Bild: "In semifinale contro di noi.
ITALIA, ORA FACCIAMO I CONTI!
I ragazzi di Jogi (Löw) possono riprendersi la rivincita del Campionato del Mondo 2006"
Lasciamo a loro i ricorsi storici...E' tutta un'altra partita, sono due squadre e competizioni diverse (i Mondiali hanno un'importanza maggiore, poi...) e si gioca in Polonia e Ucraina.
Da parte nostra dobbiamo ammettere sportivamente che la Germania è, assieme alla Spagna, la più forte in assoluto. E l'ha dimostrato finora per cui c'è poco da sognare.
L'importante è non sfigurare, fare del buon calcio anche se si hanno nelle gambe 120' e due giorni di riposo in meno degli altri.
Alla fine si sarà soddisfatti comunque e la sfida successiva andrà meglio.

Paul_Blau_Vierzig

domenica 24 giugno 2012

Stiletto Sport - Il campione del giorno

Il campione del giorno è:


Totò Schillaci. Per stasera ci vorrà una notte veramente magica e chi meglio di lui può incarnare la notte magica? Balla divinamente una sola estate, quella del Mondiale italiano del 1990, ma basta per incidere il suo nome nella mitologia calcistica. Segna 6 gol, 6 gol che portano l'Italia ad un passo dal sogno di vincere il Campionato del Mondo in casa. Diventa capocannoniere e viene eletto miglior giocatore della competizione. Con Baggio forma un tandem d'attacco incredibilmente amalgamato che, nel giro di poche partite, relega definitivamente in panchina i titolari Carnevale-Vialli. Il resto della sua carriera non è esattamente incredibile, ma i suoi occhi in quell'estate non li dimenticherà nessuno.

sabato 23 giugno 2012

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Niente post

Cari lettori,
la Musa non ha bussato alla mia porta...forse all'email di qualcun'altro ammantata di nero e con coccarde e medaglie esibendo un sorriso smagliante e improvvisando.

Quest'oggi avrei voluto pubblicare una cosa diversa dal solito, un racconto retrò-fantasy sulla lotta tra un Regime politico, fatto di donne e mezzi uomini, instauratosi in un grande Paese negli anni '30-'40 del XCI secolo dopo una rovinosa avventura bellica, che aveva schiantato l'economia della nazione, e una minoranza etnica che, vivendo tranquillamente senza omologarsi e facendo del suo meglio per il bene generale, veniva accusata di quel fallimento. Come previsto dai topos letterari vincevano i deboli dopo uno sforzo suvraumano e il sostegno di tanti Uomini Giusti.
Ma poi gli eventi quotidiani hanno superato, come sempre, la fantasia...
"Sei tu l'unico responsabile di tutto quanto non va bene per tanto, caro (?!) capretto espiatorio, è stato deciso che tu devi essere eliminato. Con tutte le cortesie del caso. Ovviamente se sei d'accordo...però sarebbe meglio per te e anche per noi. Non ti inquietare, bada! Altrimenti niente cucina...Non vogliamo essere cattivi. E poi, vabbè, puoi sempre usare la cucina".
Come direbbe il Rag. Fantozzi: "Quanto è umano lei...". E che modi e argomenti civili.
Ho paura di avere il sospetto che in alcuni individui, nonostante la modernità e il multiculturalismo, il lupo perda ancora il pelo (anche grazie alla ceretta) ma non il vizio.

Dopochè la nostra Nazionale ha fatto il suo dovere, siamo alla vigilia di una partita importantissima. Se l'Italia deve uscire dagli Europei che esca domani e amen. Magari a testa alta.
Infatti poi...i poveri "esuli" in terra straniera...rischiano sul serio grosso...
Paul_Blau_Vierzig

Stiletto Sport - Il campione del giorno

Il campione del giorno è:





Lothar Matthäus. Che non sia uno qualunque lo sanno tutti, ma che Maradona lo abbia definito il miglior avversario che abbia mai avuto nella sua carriera la dice estremamente lunga! Si scontrarono in due finali dei Mondiali epiche, la prima venne vinta dall'Argentina nel 1986, la seconda fu quella delle Notti Magiche e della vittoria tedesca a Roma nel 1990. In mezzo un Europeo, quello del 1988, che Matthaus giocò in casa da protagonista, oscurato dall'astro incredibile di Marco Van Basten da cui fu sconfitto in semifinale. Nel 1990 vinse anche il Pallone d'Oro a coronamento di una splendida stagione. In Italia erano gli anni dei tre stranieri per squadra: tre olandesi al Milan, tre tedeschi all'Inter (anche il Cagliari ebbe i suoi tre, uruguayani, tra cui un certo Enzo Francescoli...), che si divisero trofei e campionati tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, con lui c'erano altri due giganti, Klinsmann e Brehme.

Stiletto Sport

Sigla!

E alla fine il miracolo è avvenuto: l’Italia è ai quarti di finale. Come ha fatto? Boh!
Partiamo dal principio. Red era in trasferta a Roma e una collega aveva prenotato per le otto e mezza un tavolo in pizzeria, così da poter assolvere al diritto-dovere di ogni bravo cittadino di seguire la nazionale di calcio nella buona e nella cattiva sorte (anche il voto è così, nella buona e nella cattiva sorte, anche quando non ci sentiamo orgogliosamente italiani, va fatto!).
Ma quando l’inno d’Italia stava suonando Red era ancora disfattamente rapita sul luogo di lavoro con un’altra collega ancora, che qui chiameremo Blu. Quando, finalmente libere si sono dirette di fretta alla fermata della MetroB (la fretta a dire il vero era dettata più dall’irrefrenabile voglia di pizza che dal calcio) si sono accorte di una cosa: Roma durante una partita degli europei è meravigliosa! Non hanno incontrato nessuno sulle scale mobili, nessuno ad aspettare alla fermata, nessuno come mai avevano visto prima, nemmeno prendendo l’ultima corsa della notte: c’era pace anche a Termini. Entrando sul vagone Blu ha fatto notare a Red come fossero le uniche italiane, Red ci ha pensato su per un momento e ha sentenziato “Io sono sarda, tu siciliana, niente da fare!”. Il discorso è diverso per le pizzerie, dove invece si stipavano tutti quelli che non erano in metropolitana!
Pink invece si trovava dispersa alle prove del saggio di danza, irrintracciabile e con scarsissima connessione ad internet. Appena messo piede in sala si è svolto il seguente dialogo col maestro, sotto lo sguardo accigliato della nota scienziata Black:
"Lo sai maestro che oggi c'è la partita dell'Italia e io sono qui e non la posso vedere?"
"Davvero?"
"Si, e ti ricordo che notoriamente che fare danza nei giorni in cui l'Italia gioca porta male, molto male..."
"Pink, stai cercando di farmi sentire in colpa???"
"A buon intenditor..."
Tutto questo per dire che Red è giunta davanti a uno schermo all’intervallo tra primo e secondo tempo, a gol di Cassano già fatto, e anche ammesso che i primi quarantacinque minuti avessero regalato emozioni e meraviglie, Red non le ha viste. Pink manco ha visto il gol di Balotelli, poiché è transitata davanti al maxischermo del suo quartiere (si, proprio dove hanno sede la nota televisione sarda e il quotidiano da noi tanto amato) sul Jeepone del papà di Black qualche secondo prima che SuperMarioBros segnasse. (A proposito, quand'è che mettono in campo Yoshi?). Quel che invece si è visto è che il Tonara avrebbe fatto impensierire l’Italia molto più di questa Irlanda, che, poverina, vagava smarrita collezionando un possesso palla ridicolo e svarionando a più riprese, ma gli azzurri nulla. Nessun boccone di pizza per traverso per l’emozione, nessun bicchiere di birra che rischiava di cadere dalle mani, se non per lo stupore di certi tiracci “a bendi cocciula” inguardabili. E poi è entrato Balotelli, poverino, perché in realtà a modo suo è poverino: che è scemo è lampante ma i capri espiatori non servono a nulla, soprattutto quando andiamo in giro con una squadra di caproni. E ha segnato! D'altronde se l’ha fatto Larrivey… E non appena ha segnato ci si sono dovuti mettere tutti i compagni insieme a tenergli la bocca chiusa, e vabbè, una squadra serve anche a questo, ma Prandelli Red lo capisce meno ogni giorno che passa! Che poi, checché Bonucci ne dica, il labiale di Balotelli è stato in parte comprensibilissimo. Si riferiva a probabili filiazioni illegittime da parte delle madri poco morigerate di alcuni dello staff italiano forse. Sta di fatto che Balotelli corrisponde al tipico prototipo di "bambino-burriccu", di quelli che vogliono i giocattoli a tutti i costi, che si sbattono per terra, fanno i capricci e che gli devi dare un sano sculaccione per farli smettere, poi piangono e sono più allegri, solari e gioiosi di prima. Insomma per farlo segnare lo devi mettere in panchina: antitetico, ma (forse) efficace. Nel frattempo la Spagna batteva la Croazia, ed è giusto così, visto che la Spagna è stata la più forte in quella partita, ma non vogliamo più sentire piagnistei italiani che gridino al complotto.
Ora in semifinale ci toccano gli Inglesi e Red pensa che se Bonucci tacesse anziché dichiarare che siamo i più forti (sicuro? Le ha viste le partite? Si rende conto? Ha bevuto?) sarebbe tutto più facile.  Primo perché tacere fa sempre bene (la regola aurea del "Ssssshhhhhh!" vale sempre e in ogni luogo, e ssa è eterna e mai muterà!), secondo perché è stato ampiamente dimostrato in campionato che gli errori di Bonucci, e se ne contano a centinaia, sono per lo più dovuti a sboronaggine ingiustificata, e più fa il figo più la mette nei piedi del miglior attaccante avversario, quando non si prende in carico personalmente il compito di battere Buffon. Bonucci, sai come si dice? "Fly down and schiv the sass!"
La tragedia grossa, intanto, è che oltre che l’Italia è stata miracolata la Francia e questo non ci piace affatto, quindi sabato siamo tutti spagnoli!
Intanto i quarti sono iniziati e il programma di recupero “giovanotti allo sbando Euro2012” continua a dare i suoi frutti: dopo Balotelli che si ricorda di Larrivey e segna, Cristiano Ronaldo si ricorda del suo talento e gioca di conseguenza, trascinando un bel Portogallo in semifinale, la terza nelle ultime quattro edizioni degli Europei. Poi c'è stata ieri Grecia-Germania, la sfida dell’anno, una potenziale buona occasione per la terra di Pericle per fare qualche gestaccio alla Merkel: i tedeschi ci sono andati pesanti e purtroppo la Grecia è fuori, con tutte le fantastiche speranze di vedere una sfida "Achei Vs Romani" che tanto piaceva alla mente contorta della "storica" Pink.
E stasera… La Spagna trova la Francia, l'insegnante di spagnolo di Pink ha detto che per la gli spagnoli la Francia è un avversario da sempre difficile. ne vedremo delle belle???

giovedì 21 giugno 2012

Stiletto Sport - Il campione del giorno



Il campione del giorno è:





Ricardo. Ci sono partite di calcio che rimangono negli occhi di chi le guarda, anche se per la verità non ce ne importa niente. Agli Europei del 2004 i quarti di finale Portogallo-Inghilterra fecero innamorare Red di Ricardo, il portiere portoghese che risolse la partita ai rigori, gettando i guantoni per parare il tiro di Vassel e segnando il gol della vittoria subito dopo. Il Portogallo arrivò secondo all'Europeo, e questo è il titolo più importante nella carriera di Ricardo Alexandre Martins Soares Pereira, che attualmente gioca al Vitoria Setubal, ma ci son partite che rimangono negli occhi di chi le guarda per sempre! 

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cina. Corso di mandarino sexy (Unione Sarda p. 11)

La canzone del giorno è:
Estate - Negramaro

La frase del giorno è:
Maestrale, dove sei?

domenica 17 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Giorgino - Discarica con vista mare (Unione sarda, p. 24)

L canzone del giorno è:
Mother - Pink Floyd

La frase del giorno è:
Quando sei indeciso tra il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, concentrati sulle posate.

Stiletto Sport - Gli Oscar del Calcio!!!

E finalmente ci siamo! E' arrivato il momento di assegnare i nostri increbidili premi del calcio sulla stagione 2011/2012! Tanti premi, tanti sondaggi per i quali ringraziamo chiunque abbia votato e abbia riso assieme a noi! E ora sotto con le premiazioni!!!


"Pezzetta d'oro" Stramaccioni, per aver messo una pezzetta alla stagione dell'Inter!

"Disco rotto" Allegri, per "Il gol di Muntari ha segnato la stagione"
 
"Tristezza" Adriano Galliani, dobbiamo spiegare il motivo?

"Licenziato senza giusta causa dell'anno" Alex Del Piero, dopo 19 anni di integerrimo servizio...

"Non ho vinto niente nonostante 9 rigori" Ibrahimovic
 
"O garrogna" Lavezzi, per aver fratturato Astori ed essersi beccato innumerevoli epiteti coloriti

"Rigorista dell'anno" Pazzini: la NASA lo ha chiamato per il pallone disperso su Urano.

"Ce l'ho con tutti quelli che hanno sede a Milano" Novara, 6 punti presi all'Inter e molto filo da torcere al Milan!

"Rivelazione dell'anno" Marco Sau
 
"Tripletta più inutile" Larrivey, per la tripletta col Napoli!

"Papera d'oro" Buffon contro il Lecce

"Se l'ha fatto Larrivey..." Giocatore del Lecce che ha segnato a Buffon
 
"Gazzosa d'oro" Cristiano Ronaldo, e vorrebbe il Pallone d'Oro...

"In ginocchio da te" Mourinho, per la semifinale col Bayern!

"Desaparecido" Al Shaarawi, chi l'ha più visto?

"Ghostbuster" gol di Muntari, chi l'ha visto?

"Tifoso dell'anno" Filippo, giovane tifoso interista coraggioso
 
Partita dell'anno: Juventus-Cagliari 1a1
 
Ingrato dell'anno: Andrea Agnelli, pèer il comportamento con Del Piero

"Accrocchio de' cromosomi a forma de rincojonito" Cavani
 
"La lacrima funziona" Chelsea, che dopo il frastimmo di Red vince la Champions

Premio "Chiiiiiiiiiiiiii?" Ogbonna, dopo la prima convocazione di Prandelli
Dubbi amletici: Prandelli, che non sa se convocare Matri o Pazzini e non ne convoca nessuno dei due
"Addio mia bella, addio" Pep Guardiola, per il suo addio al Barça

"Argento vivo": Impassibilità di Conte in panchina
 
Cocchino de La Rassegna Stronza: Davide Astori
 
Premio ''Seminatore di terrore dell'anno''
Larrivey!!!!!

Premio ''Esultanza più bella''
Davide Astori in Cagliari-Inter!

Premio ''A volte ritornano''
Ficcadenti e il suo calcio champagne!!!

Premio ''Giocatore più incisivo dell'anno''

Milos Krasic e la sua labirintite da stadio!

Premio ''Naso a sciabola''
Ibrahimovic!

Premio ''Gianluca De Ceglie''
Borriello!! Dai cazzooooooo!!!

Vince il nostro premio, ovvero la possibilità di vedere con Red&Pink al Poetto una partita degli Europei: Mariangela!!!!

Stiletto Sport - Il Campione del giorno

Il Campione del giorno è:



Johan Cruijff. Uomo simbolo del calcio totale olandese, che rivoluzionò il calcio tra gli anni '60 e gli anni '70. Come giocatore era perfettamente ambidestro e dotato di una tecnica e di una classe eccellenti. Nella classifica dei migliori giocatori del XX secolo si trova al secondo posto dietro l'inarrivabile Pelé. Ha vinto per 3 volte il Pallone d'Oro, nel 1971, 1973 e 1974. Con la nazionale riesce ad arrivare alla finale dei mondiali del 1974 e al terzo posto negli Europei del 1976. Vanta anche una formidabile carriera di allenatore, specialmente al Barcellona che con lui raggiunge traguardi incredibili replicati solo dallo straordinario Pep Guardiola.

sabato 16 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Piazza Dessì - Al mercato fa troppo caldo (Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
Roma nun fa' la stupida stasera - Nino Manfredi

La frase del giorno è:
Cottu o no cottu, su fogu d'ha biu!

Stiletto sport - Il Campione del giorno

Il Campione del giorno è:


Rui Costa. "O Maestro" è stato uno dei giocatori che ognuno avrebbe voluto veder giocare nella propria squadra. Nella sua carriera è stato considerato uno dei migliori trequartisti al mondo ed è dotato di una tecnica pressocché eccellente. Inizia a mettersi in luce col Benfica, ma è dopo l'addio di Batistuta alla Fiorentina che il suo genio esplode completamente. Con la nazionale gioca 94 partite segnando 26 gol, riuscendo a portare la selezione portoghese prima al bronzo agli Europei del 2000, poi all'argento nella finale persa in casa nel 2004 contro una soprendente Grecia.

L'appartamento tedesco - Tutti i colori di una cronaca tedesca

Public viewing

Questo intervento sulla Stronzea in pieni Europei 2012 non può che trattare della scorsa partita della nostra Nazionale di calcio. O meglio della mia partecipazione alla visione collettiva della gara.
Il clima in città, missà, è leggermente eccitato. Bandiere tedesche a destra e a manca, sulle macchine – dai finestrini, sui tettucci, sugli specchietti… - dalle vetrine, dai balconi…personalmente lo trovo un po’ eccessivo e invasivo. Lo spirito è alquanto nazionalista ed è accompagnato da un atteggiamento sarcastico, anche un po’ pesante (sempre mia valutazione) che rasenta i luoghi comuni più celebri. Per il momento riguarda soltanto gli avversari più diretti della Germania, ma non escluderei che tra breve tocchi pure ad altri passare per la grattugia d'acciaio teutonica.
Le public viewings sono un fenomeno molto in voga da queste parti, non può essere altrimenti vista la quantità elevata di stranieri, ma anche di Tedeschi fuori sede che sono interessati all’evento. Ci sono diversi luoghi dedicati a queste adunanze, vicino alla stazione dei treni, per esempio, ma quello è forse più adattato per le persone extra-università. Gli studenti e le persone che ruotano intorno all’Uni preferiscono, probabilmente se non hanno la tv in camera ed desiderano evitare lo streaming alquanto irritante di alcune emittenti tedesche (tutte trasmettano gli Europei suddividendosi le partite), Marstallhof o le altre mense e i locali dell’Ateneo.
Originariamente dovevo recarmi proprio nel prato di Marstallhof perché si trova sotto l’Istituto di Archeologia. La sera prima avevo visto ondate di Tedeschi festanti invaderlo per la partitissima giocata con il celebre contropiede italiano contro l’Olanda (e celebrata quasi come se fosse la finale di coppa dell’Universo) e mi era sembrato il posto giusto per questa esperienza di visione collettiva, ma il maltempo (che poi è sparito) e l’appuntamento di Tandem mi hanno condotto al Botanik Cafè.
È un simpatico locale ubicato vicino all’Orto botanico nel Campus universitario dove credevo che si mangiasse soltanto vegetariano ma, in realtà, fanno pure i currywurst. Che volentieri mi perdo, meglio la lattuga. Ambiente interno non molto grande e arredato con un tocco pseudo modernista e spazio esterno con tavolini, panche e tavoloni nel migliore spirito tedesco.
L’assembramento dei tifosi era all’interno davanti al televisore al plasma appeso alla parete adiacente al bancone, ottima scelta di collocazione per disturbare con il passaggio di clienti, sbadati e disinteressati, la visione della partita da parte degli appassionati accorsi, che si erano schierati intorno a tavoli uniti e su sedie spostaste dall’esterno. In ogni modo i più fortunati hanno potuto ammirare bellezze esotiche sfilare pomposamente a petto in fuori avanti indietro più volte anche se con il piatto vuoto…
Io mi sono piazzato in una posizione strategica per gustarmi tutto lo spettacolo calcistico e tifosiristico. Sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta sia in caso di pareggio. In ultima fila tra le due uscite con a destra uno sprovveduto cinese, davanti un padre africano con figlioletto educato al currywurst (e per questo alquanto impertinente) e a sinistra una banda di Ultras croati estremamente pericolosi capeggiati da due bambini con tanto di espressione cattiva marcata dalla bandiera croata sulle guance paffutelle e sbrodolatura di gelato al cioccolato (dolce e un po’ salato) intorno alla bocca.
La partita è stata vissuta dalla truppa italiana, per niente riconoscibile dalle voci romanesche, facce meridionali e poi, diciamolo, chiunque può indossare un tricolore come mantello o una maglietta azzurra senza scritte particolari in caratteri dorati come ITALIA, con spirito molto contenuto. Soltanto rare espressioni tipo “Mamma mia!” “Daiii, Mario! Buttala dentro!”, “Goaaaaaallllllllllllllllllllllllll” e “Oooooooohhhh! C***O! M***A! C******I!” “Ma dai che gliela (o glielo? secondo lo spirito gayfriendly by Cassano) rifanno” “Ma che c***o fa?! (ancora Cassano docet, però, in versione bisex) hanno colorato i 90 minuti di trionfo e dolore. Un secondo tempo vissuto, sul serio, con mestizia e terrore che, davanti a un testimone italo-tedesco arrivato giusto per il secondo tempo chiedendo “Quanto siamo?”, ho battezzato come “La tipica partita dell’Italia: inizia bene e finisce in pareggio (se va bene)”.
Alla fine è calato il silenzio e l’uscita dei tifosi italiani è stata simile a una fuga rapida e radente al muro, senza dare troppo nell’occhio, mentre i pochi croati hanno tirato un sospiro di sollievo, sebbene i capi fossero un po’ insoddisfatti. Hanno preteso seduta stante, infatti, un bel piatto di patatine fritte, che poi hanno puntato contro (altro che banane ) al bambino africano, insozzato nella sua maglietta candida dal currywurst, intonando il celebre canto “We are the World”.
Spero sentitamente, Mister Prandelli, che non ci siano altre sorprese. Basta con gli zoppi, i cardiopatici e i ragazzi dal passato difficile schierati in campo.  
Non è per niente divertente vivere in un paese straniero durante una competizione internazionale così importante nella quale la nazione che ti ospita fa dei figuroni (o almeno così credono…) e la tua patria di origine si fa strozzare da una sciarpa fuori stagione. E mi auguro di non dover pure ingurgitare biscotti irlandesi imbevuti in un liquore spagnolo…
L'unico dovere è vincere. E…
Paul_Blau_Vierzig

Stiletto Sport - Speciale Europei

Sigla!!!

L'avevamo detto! L'avevamo detto! L'avevamo detto!!! I giornalisti si sono convinti che uno dei problemi dell'Italia è che ci sono giocatori fuori ruolo!!! Applausi!!! Iniziano tutti a chiedersi che cappero ci stia a fare Ogbonna in nazionale se gli viene preferito addirittura un centrocampista per sostituire Barzagli! "Impietosa" l'analisi di Fulvio Collovati che si chiede se, non essendo riusciti a battere nemmeno la Croazia, riusciremo mai a battere l'Irlanda, potendo contare solo sulle nostre forze e non pensando al biscottone che potrebbero prepararci. Grazie Fulvio, non c'eravamo ancora arrivate a tutto questo! Dicono che il nostro problema è che gli attaccanti non fanno gol e qualcuno ribatte che ai mondiali del 2006 segnò più Materazzi di Toni. Embé? Almeno Toni ci provava in area di rigore, Balotelli, l'uomo con la maionese in testa, si addormenta! Non riusciamo a capire... L'hanno minacciato? Sembra che stia sbagliando apposta. Cassano, mischino, non regge. Non gliene si può fare una colpa, non è colpa sua se Prandelli ha insistito per convocarlo. Ma diteci voi se anche stavolta bisogna rimpiangere Inzaghi! Ci manca sempre quello che la butta dentro... In rai dicono che quel qualcuno sarebbe stato Pazzini prima di "sfiorire" (forse sarebbe meglio "essicarsi"), noi pensiamo che anche un Matri non sarebbe stato malaccio, frastimmo di Red a parte... Ma comunque questo abbiamo e questo dobbiamo tenerci! E' un dato di fatto però che sia Marchisio a tirare più in porta di Cassano e Balotelli messi insieme e che finora abbiano segnato un panchinaro e un centrcampista su calcio piazzato. Perché Prandelli non ci pensa? Il nostro mister pensa ai problemi di eiaculazione precoce della squadra, in conferenza stampa ha detto "Duriamo solo 60 minuti...", è un problema per Alena Seredova? Ok, bisogna parlarne con dei professionisti che risolvano il problema. Messa sul piano calcistico però è vero... Il primo tempo, Balotelli a parte, è stato giocato in maniera tutto sommato discreta, la squadra c'era, girava, anche se obiettivamente c'è molta, molta lentezza in fase d'attacco. Lì davanti succede qualcosa che fa addormentare i nostri giocatori. A parte la sfiga cosmica di Marchisio davanti a Pletikosa, Balotelli è davvero impietoso. Sbaglia qualsiasi cosa si possa sbagliare. E ha voglia il commentatore in tv a dire che Balotelli tira con tantissima potenza, perché noi non abbiamo visto né cartelloni sfondati, né reti bucate, né palloni non trattenuti dal portiere per la troppa potenza... Quindi dov'è la forza di SuperMario? Dal secondo tempo in poi non c'è stata più storia, esattamente come contro la Spagna abbiamo subito in maniera inverosimile, tanto che alla fine i croati hanno pareggiato, e ci sarebbe da dire che lo hanno fatto meritatamente. Ma dove vogliamo andare in questo modo? GazzettaTV afferma che Pirlo è stato il migliore e Balotelli il peggiore... Abbiamo un atteggiamento tipicamente italiano, ovvero che c'è sempre tempo per rimediare. Traccheggiamo, ci rilassiamo perché "tanto c'è la prossima partita e possiamo ancora passare". Ma passare a cosa? A miglior vita? Il Corriere dello sport titola "Non truffateci un'altra volta!": posto che non credo che i Campioni d'Europa in carica e Campioni del Mondo potrebbero fare una cosa del genere che li danneggerebbe tecnicamente e a livello d'immagine, da che punto di vista il passaggio del turno della Croazia potrebbe essere una truffa? Obiettivamente, pensiamo davvero di meritarci i quarti? Chiediamocelo. Perché quest'Italia non combatte, mai. Ci hanno fatto notare che nel 2006 abbiamo vinto i mondiali un po' per culo, forse sarà anche così, ma è vero che c'era grinta e carattere in campo  e che "la fortuna aiuta gli audaci". Dov'è l'audacia in questa squadra? In giocatori che la parola "audacia" non sanno neanche pronunciarla o che pensano sia un nuovo modello della Skoda? Bisogna che ci giochiamo tutte le partite come se fossero finali, che sottoporta non puoi sempre fare i trucchettini di classe (Classe? Balotelli? Neanche nella stessa frase!), ma che se ti serve fare il risultato devi tirare alla Mark Lenders, sfondare le mani del portiere e la rete avversaria. Non tutti possono permettersi i giochini di classe, non lo faceva fare Guardiola al Barcellona prima di essere in vantaggio di 4 gol, e poteva permetterselo!!! Meglio giocare male e portare a casa il risultato che giocare con finezze a sprazzi e non concludere niente. Il gioco dell'Italia poi, a vederla bene, non è stato neanche tutta 'sta meraviglia, questa sublime visione. E' stato un gioco discreto, sulla via di un possibile miglioramento, ma per 45 minuti. Poi il buio più completo! Dalle dichiarazioni dei giocatori croati si capisce che con Balotelli in campo era più divertente, però non ci sembra carino infierire troppo su un poveraccio così! Scherzare si, ma prendere per il culo non va bene! Che dobbiamo aspettarci quindi per lunedì? Biscotti e champagne? 
Intanto la Spagna ne ha fatto 4 all'Irlanda e la squadra del Trap ormai è fuori dai giochi. La Germania viaggia a punteggio pieno, il Portogallo vince ma con Cristiano Ronaldo che stecca sotto porta con grasse risate da parte nostra: ti vogliamo cosi CR7!!! Polacchi e Russi pareggiano e si prendono a colpi, che succederà ancora? Staremo a vedere!!! Nel frattempo anche Ibrahimovic va dritto dritto fuori dall'Europeo con una prestazione complessiva molto poco colorata! Ed è gente che mira al Pallone d'Oro...

Adesso però, bando alle cazzate. Il calcio evidentemente non è più solo divertimento. Vogliamo parlare di Mahmoud al-Sarsak, il giovane calciatore palestinese che da 90 giorni sta facendo lo sciopero della fame in un carcere israeliano, dove è detenuto senza alcun capo di imputazione da 3 anni. Le sue condizioni sono gravemente precarie, la sua vita è veramente a rischio. Anche la FIFA si è già schierata per ottenere il suo immediato rilascio. Firmate come noi l'appello per il suo immediato rilascio, andando sul sito di Amnesty International QUI!!!

venerdì 15 giugno 2012

Stiletto Sport - Il Campione del giorno

Il campione del giorno è:


Alfredo di Stéfano. Considerato da molti il più grande giocatore di calcio in assoluto, ha lasciato al calcio alcuni record che difficilmente verranno mai superati: ha conquistato col Real Madrid 5 Champions League (o Coppe dei Campioni, come si chiamavano) di fila, riusciendo a segnare in tutte e 5 le finali. La FIFA lo ritiene così forte che, oltre ai due palloni d'oro assegnati in carriera, gli ha conferito il Super Pallone d'Oro nel 1989. Un'autentica leggenda vivente del calcio che gli è valso il soprannome di "Saeta rubia". Viene convocato contemporaneamente dalla nazionale argentina e da quella colombiana, nel 1956 diventa cittadino spagnolo ma non riuscirà mai a giocare con le Furie Rosse nemmeno un minuto di una fase finale ai Campionati del Mondo, infortunandosi nel 1962 dopo essere riusciti a qualificarsi.

Breaking news

La notizia del giorno è:
Oristano - Salvata un'iguana in fuga (Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
Uva acerba - Carmen Consoli

La frase del giorno è:
La classe non è acqua e nemmeno latte!

giovedì 14 giugno 2012

Stiletto Sport - Il campione del giorno



Il campione di oggi è Roberto Baggio, il codino magico, il più poetico rigore mancato della storia del calcio. 
Se dovessimo metterci ad elencare tutte le vittorie, i titoli vinti, i traguardi raggiunti, le tifoserie deliziate con le sue imprese non la finiremmo più. 
Ma non è importante, perché al di là del pallone d'oro, dei 318 gol segnati in carriera, degli scudetti o anche di una carriera costellata di infortuni lui è il nostro Numero Dieci, quello che noi, bambine ad Italia 90, immaginiamo nel mondo delle idee quando pensiamo ad un numero 10.
Roberto Baggio ha scritto un pezzo di storia del calcio italiano, ma non sotto forma di trattato: ogni suo palleggio in campo è stato poesia. Come poesia è stato finire una carriera luminosa ma umile a Brescia, essere sempre fuori da ogni scandalo, da ogni pettegolezzo, dimostrarsi un uomo serio e onesto durante tutta la sua carriera... e perchè no, anche sbagliare quel rigore.

mercoledì 13 giugno 2012

Stiletto Sport - Il campione del giorno

Il campione del giorno è:

Alan Shearer. E' il bomber assoluto della Premier League con un numero di gol impressionante: 260. Probabilmente fu uno dei giocatori più significativi della Nazionale inglese che partecipò all'Europeo del 1996, assieme a Paul Gascoigne, dove divenne anche il capocannoniere. La FIFA lo ha inserito nella lista dei suoi 100 più grandi calciatori viventi. Grazie ai suoi gol è stato una delle punte di diamante del Newcastle, squadra che ha anche seguito da allenatore. 

martedì 12 giugno 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Una donna a Teti (Unione sarda, Cronaca di Nuoro)

La canzone del giorno è:
Voglio una pelle splendida - Afterhours

La frase del giorno è:
Che il mojito lo passi la mutua!


Stiletto Sport - Speciale Europei

Sigla!

La prima giornata!

Avete ascoltato che bella sigla abbiamo scelto? No? E allora che le mettiamo a fare? Aveva pure un senso... A parte che è obiettivamente l'inno migliore che sia mai stato fatto per una competizione internazionale e poi i ricordi di quelle notti sono veramente bellissimi. Ma comunque, siamo arrivati agli Europei. Iniziamo a mettere qualche puntino su qualche i:
- le convocazioni di Prandelli non ci piacciono!
Cesarone nostro poteva decisamente fare di meglio. Chiunque, con un filino di sale in zucca, avrebbe lasciato a casa Cassano e/o Balotelli. Mettiamo il caso che voi siate un allenatore di una squadra X dello sport che preferite, per l'attacco potete scegliere tra un giocatore fermo da 6/7 settimane; uno fermo da 9 mesi per un intervento al cuore importante; il miglior realizzatore italiano del campionato, il capocannoniere della squadra che ha vinto lo scudetto e che ha contribuito a portare la squadra in testa al girone di qualificazione e un giovane che ormai si è affermato e segna gol a raffica. Chi scegliete? Prandelli è riuscito a mettere in campo i due fuori forma (Cassano e Balotelli), lasciare in panchina chi ha segnato di più in campionato (Di Natale e Giovinco) e addirittura lasciare a casa Matri. Tre cazzate in una botta sola. A questo si aggiungono gli infortuni. Come risolve Cesaruccio? Spostando di ruolo De Rossi per la partita inaugurale con i Campioni d'Europa e del mondo: difesa a 3 contro una squadra che attacca con 4 trequartisti e un attaccante. Costante inferiorità numerica. Geniale. Poteva rimandare indietro Barzagli e prendere Astori (già riserva di una riserva, Ranocchia, che si era infortunato nell'ultimo allenamento in ritiro. A parte che è bruttissimo a livello morale, e poi tutti 'sti infortuni... A Cesareeee, e fattele du' domanne, no?). Ora si spiega perché i cronisti della Rai -una solenne manica di ignoranti fra cui uno che riesce a chiamare la francese Ligue 1 "lig uan"- chiamino "impresa" lo striminzito pareggio di avant'ieri pomeriggio. Per una squadra che ha ambizioni di vittoria, un pareggio non può essere un'impresa. A meno che l'allenatore non sia Mourinho. Spieghiamo il perché: nella semifinale di Champions League dello scorso anno si incontrarono Real Madrid e Barcellona, all'andata Mou mise in campo 1 portiere, 9 difensori e 1 attaccante allo scopo di pareggiare per contenere i danni della corazzata blaugrana. Ne prese 2 e in finale ci andò il Barça. La stampa spagnola, ma non solo, non gradì l'atteggiamento difensivista di una squadra che mirava alla conquista della 10^ Champions e spennò Mourinho sotto ogni punto di vista. Capite perché non si può accettare il fatto di aver contenuto i danni? Certo, nella situazione in cui è la nostra nazionale non si poteva fare di più, il problema è che si doveva fare ben altro prima di arrivare a questa partita. Cosa? Ad esempio lasciare a casa uno tra Cassano e Balotelli prendendone uno più efficace, non pensare di poter affidare tutto ai soliti guizzi d'estro di qualche elemento, scegliere veramente i migliori nel loro ruolo e non mettere centrocampisti a fare i difensori. Se De Rossi è considerato (quasi all'unanimità) tra i 10 migliori centrocampisti d'Europa, che diavolo ci fa in difesa quando a casa c'è uno dei migliori difensori centrali della serie A? Vista sotto quest'ottica si, è un'impresa aver strappato un punto alla Spagna, ma andando di questo passo il nostro percorso non sarà lungo. E Prandelli deve riflettere sul fatto che Balotelli si è mangiato un gol fatto per un visibile attacco di sonno post sbornia e che appena è stato sostituito da Di Natale (lasciamo perdere quanto detto dai cronisti Rai "Dovrebbe entrare anche Giovinco, ma prima Di Natale..." che sentito soltanto sembra che Giovinco sarebbe dovuto entrare diciamo a Ferragosto), questi abbia segnato genialmente imbeccato da Pirlo. Ecco, più che un'impresa è una botta di culo! Vedere i giornalisti che gongolano per un punticino strappato così, grazie anche ad una superba dose di fortuna di Buffon che si avventura per farfalle fuori dall'area di rigore e trova invece un pallone destinato al gol, non può non farci storcere il naso. Insomma, non ci è piaciuta. E non parliamo per favore del "solito disfattismo della vigilia", perché non è questo il punto, oltre al fatto che non siamo più alla vigilia. Il punto è vedere una squadra che va ad un Campionato Europeo, che non vince dai tempi del maggio francese, per non prendere troppi colpi e fare una figura dignitosa. C'è chi tira fuori precedenti cabalistici, tipo che nel 2006 il calcio italiano era stato travolto da Calciopoli e questo forse diede la scossa alla squadra per riscattarsi, oppure che il ritorno di Pablito Rossi dopo la squalifica per il calcioscommesse del 1980 (è ciclica 'sta cosa in Italia, eh!) portò l'Italia a vincere il Mondiale. Uhm, ok, qui siamo agli Europei però. Lo scandalo del calcio scommesse scoppiò nel 1980 e c'erano gli Europei, come andarono? Eravamo il paese ospitante ed eravamo qualificati per diritto: arrivammo quarti. Comunque, dal momento in cui entra Torres la partita diventa un monologo spagnolo con l'Italia dedita al "Si salvi chi può". Pink addirittura rimpiange che abbiano sospeso per maltempo la finale maschile del Roland Garros (per chi non lo sapesse ancora, Pink non capisce un'acca di tennis e "tifa" Djokovic perché ha la faccia simpatica. Ha capito come si assegnano i punti 15 giorni fa dopo una full immersion di diverse ore con Red&Goppai) perché era più avvincente e medita di rivedersi il finale delle Casalinghe Disperate. Chi parla di "bella Italia" deve essersi dimenticato qual'era la bella Italia calcistica, quella che ci emozionò ai mondiali del '90 o all'Europeo del 2000 (con Pink maturanda poco dedita ai libri e Red alla sua prima estate universitaria), oppure la non splendida ma comunque concreta nazionale di USA '94 o la nuova ondata di talenti degli Europei del 1988 (con dei giovanotti chiamati Vialli e Mancini, per dire...) o l'ultima del 2006. Insomma, siamo sicuri di aver preso la strada giusta al bivio "Perfettibilità-disastro"?
L'Europeo intanto va avanti... L'Olanda stecca la prima contro una Danimarca memore del 1992, la Germania stira il Portogallo (che ha come capitano Cristiano Ronaldo! O tempora, o mores...), e la Russia va! Nel nostro girone, l'Irlanda del Nord ne prende 3 dalla Croazia prossimo nostro avversario. Francia e Inghilterra alla fine pareggiano, mentre Shevchenko da una sussa ad Ibrahimovic e questo ci piace!!!

P.S. by Red. C'è da dire che Red aveva già detto che avrebbe parlato solo sardo durante questi Europei: questa Italia proprio non le piace! Quel che pensiamo delle convocazioni già lo sapete, ma a Red fa pena anche tutto il resto della gestione della squadra e dell'ennesima puntata dello scandalo calcio scommesse... Sarà che non c'è Giggi (Riva, ovvio) nello staff, ma la differenza si sente!
E poi è l'Europeo della parola non mantenuta: i capi di stato dovevano disertarli e ci sono tutti, gli indagati non dovevano giocare... è una gara al più scemo.
In tutto ciò Red non trovava una squadra da tifare, l'Italia non le piace, il Portogallo con Ronaldo super star non lo sopporta, la Spagna è troppo semplice. Vorrebbe tifare Grecia, per solidarietà con una vera causa persa che sarebbe il caso di vincere, ma ha il terrore di un novello Catergiannakis!
Vabbè, ciò che è certo è che se la Francia andrà fuori dai piedi presto l'Europeo sarà un po' vinto... Almeno qualche certezza ci vuole nella vita!

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!!!

Stiletto Sport - Ritratto di campione

Il campione del giorno è:

Lev Ivanovič Jašin. Portiere della nazionale russa campione d'Europa nel 1960. Forse per alcuni è un perfetto sconosciuto, eppure ha fatto la storia del calcio. E' stato l'unico portiere a vincere finora il Pallone d'Oro ed è ritenuto da gli esperti di calcio il migliore portiere del XX secolo e si trova inoltre all'11° posto nella classifica dei calciatori migliori del XX secolo di World Soccer. Il suo soprannome era "Ragno Nero". E' ritenuto uno dei maggiori innovatori del ruolo di portiere, essendo il primo a guidare la difesa nella propria area di rigore. Nel 1988 ottiene l'Ordine al merito della FIFA, la più alta riconoscenza, nel 1994 in suo onore venne istituito il "premio Jašin" che premia il portiere migliore della fase finale dei Mondiali di Calcio.

lunedì 11 giugno 2012

Stiletto Sport - Ritratto di campione

Il campione di oggi è:

Franz Beckenbauer. Un difensore di incredibile classe, così forte da riuscire a vincere due volte il pallone d'oro, cosa unica per gli appartenenti al suo ruolo. Detto "il Kaiser" è stata una delle stelle più incredibili della Germania Ovest, con la quale arriva terzo ai mondiali nel 1970 (dopo aver perso la partita più bella della storia del calcio con l'Italia) e vince un titolo europeo nel 1972, anno del suo primo pallone d'oro (il secondo sarà del 1976). Stella per 13 anni nel Bayern Monaco, terninerà la sua carriera nel 1983 con i New York Cosmos.