mercoledì 30 novembre 2011

Brealing news

La notizia del giorno è:
Cagliari. Cassonetto fuori posto (Unione Sarda p. 21)
Pirri resiste ai tiepidi assalti del Desiderio (Unione Sarda p. 22)

La canzone del giorno è:
Coconut - Harry Nilsson

La frase del giorno è:
La verità è che non ero così simpatica come pensavo

Stiletto Sport

Sigla!

La domenica degli indignados

Eh, ma non è possibile! Qualche post fa avevamo parlato di Mazzarri e De Laurentis come due personaggi che si lamentavano perché vincere "dominando la partita" è una consolazione davvero scarsa. Vi ricordate? Bene! Non vi ricordate? Andate a leggervi immediatamente il post, tzé! Comunque, vincere dominando il match è una magrissima consolazione, vero, e se si tratta del Cagliari dà un po' di fastidio. Se infatti per il Napoli era evidente che non avevano dominato la partita in questione, per il Cagliari non solo gli occhi, ma pure le statistiche a fine partita ci dicono che il Bologna ha solo avuto un gran culo. Il Cagliari ha indubbiamente giocato meglio, pagando ancora una volta un arbitraggio a dir poco stupefacente. E' probabile che nel regolamento del "Fantastico giuoco del calcio" esista una regoletta scritta in times new roman 2 (ovvero più piccolo di così: Red&Pink) che dice: "Quando un giocatore viene atterrato in area di rigore, con una chiara occasione da gol, è un fallo punibile con un calcio di rigore. Se però la squadra è il Cagliari allora il rigore c'è solo e soltanto dopo il terzo fallo ed a totale discrezione dell'arbitro". Infatti se c'è una cosa che ha caratterizzato Cagliari - Bologna di domenica è la mancanza di calci di rigore concessi. Falli molto molto evidenti a dir la verità, tranne che per l'arbitro e per il Bologna. Red concorda in tutto ma alla fine non ce la fa a non strillare: "Ma porca miseriaccia ladra, un gol su azione no???". Nel Cagliari c'è Gianluca (Nené, NdR) fuori per infortunio, Astori non tornerà prima di gennaio, ma se l'assenza del secondo si fa sentire, quella del primo passa quasi inosservata. Pink guardava la partita con Goppai e ha chiesto "Ma Nené è in campo?" solo a metà del secondo tempo. La fortuna è che Red ha gridato molto meno "Dai Cazzo, Gianluuuucaaaaaaaaa!!!", prendendosela con qualcun altro! Grande e gradita novità la posizione di Ibarbo, schierato da Ballardini come centravanti: il ragazzo funziona meglio, molto meglio! Quello che stupisce è che il Bologna abbia avuto da recriminare a fine partita per il rigore poi effettivamente concesso al Cagliari. Sti bolognesi volevano vincerla la partita, quando in realtà avrebbero avuto da dire che gli era andata molto ma molto bene! La classifica langue e il Cagliari purtroppo si trova a 14 punti come la Fiorentina. Cellino si è chiuso in silenzio stampa per protesta, Nené invece è stato avvistato al Millennium a giocare con le macchinette. Stranezze della vita. Red vorrebbe andare a menare Nené, giusto per sfogarsi, per vedere quanto la sua french manicure rossoblù possa essere efficace come arma da taglio, però Pink ritiene che sia troppo bella per vederla rovinata da schizzi di sangue. Se vuole provarla su Di Vaio la questione cambia. Red in realtà vorrebbe menare anche Cellino, così per sfogarsi e per chiedergli se si è accorto che siamo senza attaccanti, e per capire cosa vuol  fare, a parte fare uno scherzo ad Acquafresca. 
I bolognesi non sono gli unici a indignarsi immotivatamente. Tanta carne al fuoco per la Juventus, che tra domenica e ieri ha incontrato la Lazio e il Napoli, nel recupero della giornata saltata per l'alluvione. Pink non vorrebbe parlare per scaramanzia, ma è contenta di vedere una Juve che non si spaventa, non si chiude e che tira fuori grandissime dosi di attributi. Quindi l'aquila della Lazio non vola e Mazzarri deve andare sotto la curva del San Paolo allargando le braccia a dire "Ci abbiamo provato, pure riuscendo a non farci dare un fallo di mano evidente di un nostro giocatore, ma non ce l'abbiamo fatta", pazienza! Via, un altro bicchiere di Amaro 18 e di Unicum a Mazzarri e De Laurentis. Mentre su Sky i commentatori parlavano di Juve da scudetto Pink riprendeva a grattarsi vistosissimamente, ci deve essere qualcosa nell'aria, tipo pollini, acari, sta di fatto che Pink si grattava. Da notare che anche col Napoli la partita è stata scandita da un rigore, quello fatto ripetere ad Hamsik che era già sceso nello spogliatoio a festeggiare. Beh, caro amico Marek l'hai dovuto ripetere e non è andata altrettanto bene. Pink è stata soccorsa dal 118 per l'infarto sopraggiunto prima al momento della ripetizione del rigore, poi dal 77' a pareggio conquistato per il resto della partita. Quindi se ora sappiamo che Red si lima le unghie sulla schiena degli avversari del Cagliari, sappiamo anche perché Pink se le ricostruisce: se le mangia durante le partite della Juventus. Red commenta così l'ottima partita della Juventus: ma non potevate proprio vincere col Napoli, Gianluchiiii?
Quanto al resto del campionato italiano, tutto a posto e niente in ordine. L'Inter è a pari punti col Cagliari, il Milan è secondo a due punti dalla Juventus, vincono le due siciliane, il Cesena e il Novara.
Ma l'altra profonda indignazione viene dalla classifica della Liga!!! Il Getafe batte il Barcellona e il Real di Mourinho va solo in testa alla classifica: che fatto increscioso è mai questo??? Guardiola? Ci svegliamo? Tra 10 giorni andrà in scena il clasico, bisogna arrivare al Bernabeu con il coltello fra i denti e cercare di ammutolirlo. Red e Pink stanno ripassando "Mou res" e sono davanti alla vetrina degli spumanti per festeggiare Messi. Non vorrete mica rovinarci la festa? Occhio ragazzi! Non ci fate arrabbiare che ne abbiamo anche per voi!
Ma il Tonara in tutto questo ambaradan che fa? Vince, vince e vince!!!! Un 4 a 0 per i nostri ragazzi, che continuano a macinare punti in classifica come fossero Mimì Ayuara ("quanti punti ricavi volteggiando come fai tu, quanta fatica arrivare lassù, ma stasera chi vince tra mille rinunce, stasera chi è grande sei tu!!!" canta Pink a squarciagola con le lacrime agli occhi, Red approva commossa). Red consiglia a tutti quelli che non conoscono questa meravigliosa squadra di andare a vedersi un sito bellissimo: http://www.ustonara.it/... I rossoneri più belli a bravi del mondo!!!
Ora però cambiamo sport. Dopo la straordinaria vittoria della coppa del mondo delle ragazze di Barbolini, la pallavolo italiana affronta il torneo maschile. La nostra nazionale tenta di conquistare un biglietto per le prossime olimpiadi di Londra. Lasko sta inanellando una serie di ottime partite e caterve di punti come fosse Shiro, e questo non può che riempire di orgoglio il cuore di Red e di Pink. Forza ragazzi, Londra vi aspetta per la medaglia che manca!
Prima di chiudere Pink e Red, da sane appassionate di sport, vogliono fare gli auguri di pronta guarigione a Valentina Vezzali. La nostra fiorettista è stata coinvolta in un incidente stradale e speriamo che si rimetta quanto prima! Dai Vale, Londra aspetta anche te!
Un saluto dalle
Giggi's Angels, che poi siamo sempre noi!

Alla prossima!

martedì 29 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Viale Ciusa, cartello instabile (L'Unione sarda, p. 24)
Santo Stefano - In via Nenni c'è un cartello pericolanta (L'Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
All'uscita della galera - Joe Perrino

La frase del giorno:
Mi stai rimanendo in faccia?

Carboni bagnati by Pink

Io non ci volevo credere. Non riesco proprio a pensare a cosa possa esserci di nocivo in tutto questo. I miei pensieri seguono le riflessioni sulle priorità di Red, e le si accodano. Io non riesco davvero a credere alla chiusura mentale di molte persone. Mi piacerebbe non dover dire che esiste nel mondo qualcuno che prende la voglia di sorridere e di andare avanti nonostante tutto, la voglia di sana evasione dalla realtà con comicità e ironia, come una solenne perdita di tempo. Mi piacerebbe pensare che non esistono persone in grado di comportarsi da autentiche cacche secche! Mi piacerebbe pensare che non esistono persone abbiette come quelle di cui parla Red nel suo post. Mi piacerebbe, ma non posso farlo. Tuttavia, come dicevo prima, voglio prendere spunto dal post di Red per parlare di un atteggiamento, ovvero l'occhio sfuggente di chi ha il carbone bagnato. 
Poveri esseri privi di nerbo. Non mi piacciono quelli che, sapendo di averti appena lanciato una pugnalata alle spalle, e sapendo che sai benissimo che son stati loro, sfuggono lo sguardo perché non sono in grado di reggerlo. E badate bene che lo sguardo non è di chi è sul punto di morire, ma di chi invece va in giro a testa alta nonostante la ferita. Si vede che questa categoria di persone è proprio tra le più abbiette della società umana. Sapete la raccomandazione della mamma "Quando hai fatto una cazzata abbi il coraggio di prendertene la responsabilità", ce l'avete presente? Questa raccomandazione, che ha formato schiene su schiene di giovani e meno giovani, è totalmente ignorata dal "portatore sano di carbone bagnato" (d'ora in poi indicato con PSCB). O meglio, non è ignorata, solo che non ha il coraggio di applicarla. 
Spesso siamo in presenza di PSCB double-face, ovvero quelli che prima ti sbranano una persona davanti, di norma gerarchicamente più in alto, demolendola a parole, poi si recano dalla suddetta persona e tracchete, parte il pugnale tipo "Prince of Persia". Ma che diavolo di persona sei, caro PSCB? Quale sostanza ti tiene in vita? Non può essere aria come gli esseri umani normali. Probabilmente costui/costei ha fatto un corso con il cattivissimo imperatore e maestro Sith, Darth Sidious, con uno stage presso Lord Voldemort, sennò non si spiega. Probabilmente puzza anche un po'... Come si dice "de cantu seu malu, fragu!" (da quanto son cattivo, puzzo! NdR).
Detto ciò, io e Red vorremo lanciare un avviso: sappiate, carissimi PSCB, che non bastano quattro paroline messe in croce a fermare la nostra idea. Non è colpa nostra se la gente clicca sul nostro blog e, evidentemente, piaciamo. Ma anche se non fosse così, finché fa piacere a noi, finché la cosa ci farà sorridere la porteremo avanti. Alla facciaccia vostra! E a tuti voi che siete vittime di un PSCB, sappiate che basta veramente poco per segarlo. Uno sguardo, come si dice, vale più di mille parole, non solo in senso romantico, ma fate capire a chi di dovere che sapete, e lo terrete letteralmente per le palle, lui sa cosa vi ha detto degli altri, di chi si circonda ora. Non abbiate timore, non voi almeno.

Priorità by Red

Per qualcuno essere dei professionisti si manifesta nell’avere una targhetta su uno studio o su una scrivania. Il fatto di essere lavoratori seri lo dimostrano annoiando il mondo con lamentele sulla loro stanchezza, con orribili occhiaie e con abbinamenti di colori impossibili se non ributtanti.
Pensano che la passione per il proprio lavoro traspaia dal non avere altri argomenti, dall’affliggere la colazione o la cena dei colleghi con noiose e banali disquisizioni sul nulla.
Usano parole di cui nemmeno conoscono il significato e sbagliando i congiuntivi sottolineano il fatto che tu a colazione ridi di gusto, parli di calcio, moda o politica facendoti aria con un ventaglio perfettamente abbinato alle scarpe o al vestito, come se questo potesse significare una ridotta credibilità.
Io a volte non ci bado, ma ci sono giorni in cui ci penso e ripenso e non arrivo a capire. Non arrivo a capire che cosa una polo col colletto stirato male possa aggiungere alla professionalità di un uomo. Non arrivo a capire cosa un vestito a fiori o un paio di scarpe rosse possano togliere alla professionalità di una donna. Non arrivo a capire dove sta il confine tra superficialità e mala fede nel giudicare l’operato delle persone dal loro modo di vestirsi, di essere, di approcciarsi alla vita.
Personalmente credo che bellezza, grazia, gentilezza, leggerezza siano un dovere nei confronti del mondo. Credo, e non scherzo, che il copri occhiaie sia un investimento fondamentale nella vita di una donna, soprattutto nei suoi momenti più difficili, credo che il sorriso, quando non si offre da solo, sia un esercizio di volontà e coraggio imprescindibile per dimostrare il proprio rispetto nei confronti del genere umano.
Penso che la differenza vera tra le persone non stia nello scegliere tra un vestito bianco o verde militare, ma nel non aver mai paura di sporcarsi. La differenza non è tra le unghie lunghe o corte, ma nel non temere di spezzarle. La scelta non è se camminare con o senza i tacchi, ma se ci si vuol fermare alla prima stanchezza. La semplicità delle persone non sta nell’ostentare una sciatta banalità, ma nel rendere leggera la propria profondità quanto la propria frivolezza.
Quindi scusate se continuerò sempre a preferire il tavolo degli operai o degli studenti a quello dei colleghi-vipera, se dissimulerò ancora la mia stanchezza con ogni mezzo, se preferirò sempre un posto in una biblioteca con i comuni mortali, se la mattina baderò ai colori che mi metto addosso, se farò ancora più tardi la notte per avere le unghie laccate e scure in cantiere solo perché arrossirei nel mostrarle gialle di terra.
Forse è semplicemente una questione di priorità: per me la priorità è che il mio peso sul mondo sia lieve.
E siccome troppo spesso il sorriso, la leggerezza, la bellezza e la complicità femminile vengono, per invidia, dipinte come cose inutili o cattive io vi dedico (e vi consiglio di bervi) un bel Margarita di mezzanotte, se potete e lo meritate in compagnia di due belle streghe, una Rossa e una Mora.

lunedì 28 novembre 2011

Cinque volte mille grazie!

Carissimi amici siamo arrivati a cinquemila click! Questo gioco ci regala ogni giorno nuovi motivi di soddisfazione e di gratitudine, perché è appassionante scrivere ed è bello vedere che, forse, abbiamo davvero qualcosa da dire!
Per l'occasione proponiamo un bel brindisi, per il quale, ovunque vi troviate, vi invitiamo a prendere i vostri bicchieri più belli e a stappare il miglior vino che avete in casa. Forse non è una grande occasione, ma se seguirete il consiglio ne trarrete certamente giovamento e piacere!
Ed ora, riempiti i poculi d'ambrosia? Sollevateli 

A chi pensa
A chi dice quel che pensa
A chi chiama le cose con il loro nome
A chi sogna
A chi sorride
A Violet
A Black
A Red
A Pink
Ai nostri lettori

Ed ora mettetevi comodi e sorseggiate lenti il vostro buon vino insieme a noi, ascoltando questa canzone!

GRAZIE!

E chi non beve con noi che sia colto dal trabalzo del poculo e dalla cacca dell'ubara!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lotzorai. Esce di casa ma torna in cella (Unione Sarda)

La canzone del giorno è:
Everybody needs somebody - Blues Brothers

La frase del giorno è:
Questa è una giornata giallo ittero.

L'almanacco di Violet








SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:19 e tramonta alle 17:02.

Luna: Luna crescente. Primo Quarto il 2 dicembre, alle 9:47:14.

Onomastici: Auguri agli Irenarco, ai Francesco Antonio e ai Radbodo, agli Andrea, agli Eligio, alle Bibiana, ai Francesco e ai Birino, alle Giovanna e ai Giovanni e, infine alle Ada.

Il Santo: Il primo di dicembre si festeggia sant’Eligio, nato a Chaptelat, in Francia, nel 588. Fu orefice abilissimo e resse la Zecca Reale sotto Dogobreto I e Clotario II. Più trdi divenne vescovo di Noyon. Morì in Olanda nel 660. Patrono degli orafi, dei gioiellieri, dei meccanici, dei metallurgici, dei lattonieri, dei maniscalchi, dei carrozzieri, dei mercanti di bestiame, degli ospedalieri, dei veterinari, dei vetturini e dei dipendenti della Zecca.  

Compleanni storici: Il 2 dicembre 1923 nacque a New York Anna Maria Cecilia Sophia Kalogheròpoulos, la divina Maria Callas. Non c’è bisogno per me, amante della musica di aggiungere altro, se non Auguri, Maria! Il 3 dicembre 1895 nacque a Vienna Anna Freud, figlia di Sigmund che seguì le orme paterne dedicandosi principalmente alla psicoanalisi infantile e allo studio dei meccanismi di difesa dell’Io.

Questa settimana accadde: Il primo dicembre 1955, a Montgomery, Rosa Parks, allora sarta, stava tornando a casa in autobus e, poiché l'unico posto a sedere libero era nella parte anteriore del mezzo, quella riservata ai bianchi, andò a sedersi lì. Poco dopo salirono sull'autobus alcuni passeggeri bianchi e il conducente James Blake le ordinò di alzarsi e andare nella parte riservata ai neri. Lei, stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe, si rifiutò e rimase al suo posto. Il conducente fermò  l'automezzo e chiamò due poliziotti per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Fu l’inizio del Boicottaggio dei bus di Montgomery, guidato da Martin Luther King, che durò trecentottantun giorni. Nel 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America decretò unanimemente incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi pubblici dell’Alabama, primo passo per la parità tra bianchi e neri. 

Feste e ricorrenze: Ogni anno il primo di dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS. Slogan per quest’anno è Gettin to zero, che in italiano è stato declinato così: zero nuove infezioni, zero discriminazioni, zero morti Aids-correlate.

Curiosità: Il Nastro Rosso, Red Ribbon, in diversi contesti ha significati diversi, anche se il più conosciuto a livello internazionale è quello della solidarietà alle persone HIV-positive e ai malati di AIDS, che unisce tutti nella comune lotta contro questa malattia. La Red Ribbon Faundation descriva così il suo significato: Il Nastro Rosso è...
Rosso, come l'amore, per essere simbolo di passione e tolleranza verso chi è colpito.
Rosso, come il sangue, per rappresentare il dolore causato dalla morte di tante persone per l'AIDS.
Rosso, come la rabbia per il come siamo indifesi nell'affrontare una malattia per la quale non c'è ancora possibilità di cura.
Rosso come segno di avvertimento da non ignorare uno dei più grandi problemi del nostro tempo
. 

Il Lama racconta: Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro, e ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta. È per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui. (Le due bisacce. Esopo)

Così parlò zio Gecob: Voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri.

domenica 27 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Vecchi rimedi. Il rito nuragico che convince gli uccellini (p. 25)

La canzone del giorno è:
Chanson egocentrique - Franco Battiato

La frase del giorno è:
Non vorrai fraternizzare con quel pitone?

sabato 26 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pirri. Portano via due cassonetti, fratelli in cella. (Unione Sarda p. 23) In questa occasione non possiamo esimerci dal citare una frase dell'articolo, a dimostrazione che noi non leggiamo solo i titoli! "i due Benossi vengono portato in caserma e arrestati" (precisiamo che Benossi è il plurale di Benossa, il cognome dei due fratelli arrestati).
S.G. Suergiu. Sacchetto selvaggio, pensionato sanzionato (Unione Sarda p. 31).

La canzone del giorno è:
It's oh so quiet - Betty Hutton

La frase del giorno è:
Per ogni uomo prima o poi arriva sempre il giorno della fistola.

venerdì 25 novembre 2011

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Oggi è una giornata importante, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
E' una giornata triste, e la Rassegna Stronza ha voluto celebrarla con quattro post che parlino di donne. Di storie di violenza ma anche semplicemente di femminilità, perché la violenza, fisica e morale, si combatte con l'informazione e la denuncia, ma anche vivendo senza paure e fuori da ogni ricatto la femminilità che è stata data in dotazione a ciascuna di noi, accettando, rispettando e amando l'essere donna di ognuno. A tutti i nostri lettori auguriamo una buona riflessione e buona battaglia per la civiltà.

Celina

di Violet

Era una bella ragazza, alta, magra, slanciata e proporzionata. Non aveva grandi possibilità economiche ma il suo gusto nel vestire e soprattutto la sua attenzione ai particolari la rendevano unica. Il resto lo faceva la sua innata eleganza, il portamento severo e l’immancabile tocco di colore. Quel giorno, però, andava a ritirare un abito speciale. Glielo aveva confezionato la nuova sartina del paese, che aveva fatto il corso nientemeno che in una modisteria di Milano e, a detta di tutti, aveva idee rivoluzionarie in fatto di moda. Era un piccolo lusso che aveva deciso di concedersi con i soldi guadagnati con la prima supplenza.
Sapeva che la mamma non sarebbe stata d’accordo perché gli abiti allora si confezionavano a casa, per risparmiare, però ci teneva così tanto che un mese prima si era fatta accompagnare dalla sorella a Cagliari, al grande magazzino di stoffe in via XX Settembre, e aveva scelto con cura un cotone morbido, color panna, con grandi pois rossi. E di ritorno, senza neanche passare da casa, erano andate dalla sartina e avevano sfogliato per più di un’ora il catalogo della modista alla ricerca del modello più adatto. Ne aveva scelto uno semplice, ma elegante con maniche corte, scollatura quadrata e corpino aderente con le cuciture sui fianchi. La gonna, invece, era ampia con due fendipiega interni. Per sottolineare meglio la vita, la sartina le aveva consigliato una cintura alta, in tinta, di cui avrebbe potuto scegliere la fibbia sul catalogo. Le era sembrato un lusso indicibile salire sulla pedana, invece che in “su scanu”, come a casa, per farsi prendere le misure. La sarta l’aveva invitata a mettersi in sottoveste, non tutta vestita e alla svelta “che poi se non va bene l’aggiustiamo da ultimo”. Poi aveva approntato una cartelletta tutta per lei, aveva annotato diligentemente i suoi dati, le misure, il numero del modello scelto e vi aveva infilato degli enormi fogli di carta velina ripiegata pronti per il cartamodello. Prima di andar via, al tavolo della cassa avevano segnato la data della prima prova e dato uno sguardo al catalogo degli accessori in cerca della fibbia giusta. E, così, era stato un tutt’uno ordinare anche orecchini e collana abbinati, in resina colorata, tanto di moda nel continente!
Qualche settimana più tardi, quando andò dalla sarta per una prova, gli accessori erano arrivati: provò subito tutto e rimase entusiasta della lunga collana rosso fuoco i cui vaghi somigliavano ad appetitose caramelle e degli orecchini a plick. Se ne innamorò subito! Le stavano proprio bene, vicino al viso chiaro e ai cappelli neri corvini che teneva corti, per comodità, e che le davano un’aria sbarazzina! Decise, però, di lasciarli lì in attesa di ritirare tutto, insieme con il vestito.
E finalmente il gran giorno era arrivato! Non stava nella pelle, quella mattina. Fece colazione, sbrigò le faccende domestiche e si preparò in un lampo. Così per prendere tempo dovette allungare di parecchio il giro che da casa la portava alla modista. Una volta arrivata si mise in un angolino del negozio a girarsi le mani impaziente mentre aspettava il suo turno. Infatti la sarta era alle prese con le misure di un’altra cliente. Alla fine non vedeva l’ora di andar via con il pacco sottobraccio e la bustina con gli accessori. La sarta si avvicinò e le disse di seguirla. Aprì l’armadio ed estrasse il suo vestito nuovo. Le vide negli occhi che non poteva aspettare un minuto di più per indossarlo, così la convinse che era necessaria un’ultima prova, per essere più sicuri che tutto andasse bene. La ragazza si ritrovò con indosso l’abito tanto desiderato, il primo fatto apposta per lei da una vera professionista! Le brillavano gli occhi e non riusciva a distogliere lo sguardo dalla sua immagine riflessa sullo specchio. Non avrebbe dovuto dirselo da sola, ma era bellissima! La sarta si allontanò un attimo e tornò con gli accessori. Mentre lei li indossava ripiegò con cura gli abiti con cui era arrivata e li ripose in una grande busta. Si avviarono alla cassa, pagò il compenso pattuito e, senza neanche accorgersene, uscì dalla modisteria vestita di tutto punto.
A casa non andò come aveva immaginato: la mamma e la sorella le fecero mille complimenti e, anzi, vollero provare anche loro gli accessori sgargianti. Stavano decisamente meglio a lei, sentenziò la mamma togliendoseli e mandandola a cambiarsi che “avevano già perso troppo tempo e c’era tanto da fare!”
Erano trascorsi parecchi anni da quel giorno e gran parte della sua vita era cambiata. Quello, però, rimaneva un bellissimo ricordo, legato agli anni spensierati della sua giovinezza. Ora aveva una figlia e un nipotino, un ragazzino simpatico, sveglio e furbo al punto giusto. Eppure di quel tempo erano rimaste la freschezza e anche quel pizzico di civetteria che non guasta. Tutti la conoscevano per la sua innata eleganza e per gli immancabili accessori colorati.
Era quasi pronta, un po’ in ritardo per il dibattito sulle donne di quel "25 novembre", ma mancava ancora qualcosa: si avvicinò al comò con il grande specchio e aprì il cassetto dove teneva tutti i suoi gingilli. Appuntò un foulard, mise gli orecchini e la collana rossa. Quella di tanti anni prima, con i vaghi a caramella. Un ultimo tocco di azzurro attorno agli occhi e via… le amiche, al circolo, la stavano aspettando!

Il colore del cuore di una donna (Black)


Nella meditazione percorri il sentiero
Della tua vera Bellezza
E capirai chi sei veramente
Apri la finestra della mente
E respira il fresco profumo dell'Amore
Che ti aspetta
Tocca il cuore della gioia
E prendi gli angeli per mano
Mentre danzano intorno a te
Accetta con gentilezza ogni pensiero
Ed abbraccia la donna amorevole che sei.
Sei bellissima

Casey S. Leasure

Femminilità by Red


Berthe Morrisot, Giovane donna allo specchio



Femminilità è un sorriso, limpido e aperto, che cerca di accogliere tutta la vita che viene
Femminilità è forza, non di tempesta ma di goccia d’acqua che scava lenta
Femminilità è testardaggine di chi non smette mai di tornare e ritornare ancora su quanto è importante
Femminilità è tenerezza, improvvisa e irrefrenabile per ciò che ha bisogno di cure
Femminilità è isteria, in senso etimologico: è avere un utero. Dove amori, pensieri, desideri, rinunce sono accolte, gestate e infine partorite
Femminilità è coraggio di chi è vulnerabile e non se ne preoccupa troppo
Femminilità è fragilità di chi ciclicamente maledice la vulnerabilità che in fondo profondamente ama
Femminilità è leggerezza di chi si forgia col dolore e non lo teme
Femminilità è equilibrio tra azzardo e prudenza
Femminilità è ironia di saper giocare su sé stessi
Femminilità è sensibilità di percepire la verità altrui col respiro
Femminilità è stupidità di non fidarsi troppo di sé stessi
Femminilità è molteplicità di vedute e di umori
Femminilità è capacità di essere ogni giorno diversa
Femminilità è recidiva nel non cambiare mai
Femminilità è diversità, perché non ci sono due donne uguali
Femminilità è tutto il resto, perché questi sono solo i miei rossi pensieri.

Per le sorelle Mirabal - by Pink

"PARIGI - La Francia è sotto choc: un liceale diciassettenne, già sospettato di violenza sessuale, è stato incriminato oggi per stupro ed omicidio, dopo che il corpo di una studentessa di soli tredici anni è stato ritrovato in un bosco di Chambon-sur-Lignon, nella regione della Haute-Loire, ne centro della Francia. Agnes, questo il nome della vittima che frequentava una scuola privata, era scomparsa mercoledì scorso ed il corpo è stato ritrovato il giorno stesso, grazie alle indicazioni dello stesso liceale. Il giovane ha «riconosciuto di averla uccisa, violentata e bruciata», ha dichiarato alla stampa il procuratore della Repubblica di Clermont-Ferrand, Jean-Yves Coquillat. La studentessa «è stata uccisa in modo estremamente violento e brutale», ha spiegato ancora Coquillat, secondo cui l'aggressore si era munito di «oggetti», il che lascerebbe suppore la premeditazione. Incriminato oggi per lo stupro e l'assassinio di Agnes, il ragazzo era già sospettato di aggressione sessuale a danno di un'altra minorenne, nell'agosto 2010."

"ITALIA/Tre condannati per stupro, e i loro parenti aggrediscono i giudici. Siamo nel Tribunale di Velletri, si sta celebrando il processo per lo stupro avvenuto ai danni di una ragazzina di 16 anni nell'aprile dello scorso anno a Torvajanica. I giudici condannano E. e N. Pasimovich, di 20 anni, di origini argentine ed etnia rom, e M. Sorrentino, di 21 anni, a otto anni e sei mesi per la violenza sessuale.Al momento della lettura della sentenza si scatena il finimondo. I parenti dei neo condannati scatenano una violenta reazione per la decisione avversa e provano ad aggredire i giudici.
Un maresciallo e due carabinieri della stazione di Velletri, da soli, oppongono fisicamente resistenza alla ventina di persone che cerca di venire a contatto con i togati, che riescono comunque a raggiungere una stanza e a chiudersi dentro. A quel punto, per l'impossibilità di malmenare i giudici, la rabbia dei protestanti si è sfogata sugli arredi dell'aula, devastandola, mentre accorrevano altri rinforzi in divisa per fronteggiare la furia scatenata dei parenti dei condannati. Alla fine il bollettino di guerra parla di sei carabinieri feriti e venti persone arrestate, dodici donne e otto uomini. Dovranno rispondere di minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il Presidente del Tribuanle, intanto, commenta: "In tanti anni mai vista una cosa così".

Non è una data casuale quella del 25 novembre per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le Nazioni Unite hanno stabilito che si ricordasse ciò che accadde il 25 novembre 1960 alle sorelle Mirabal. Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal furono barbaramente massacrate e uccise mentre si recavano in carcere a trovare i mariti di due di loro con i quali si opponevano al regime tirannico di Rafael Trujilo. Il loro nome in codice era Mariposas, farfalle. E siccome le idee non risiedono nel corpo e non possono essere uccise, contrariamente a quanto molti pensano, Trujillo fu ucciso un anno dopo. Dal 1980 il 25 novembre è stata scelta come data per ricordare la violenza sulle donne. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò nel dicembre del 1999 la risoluzione con cui si decretava che il 25 novembre diventasse la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne in ricordo del crudele omicidio delle sorelle Mirabal. 
Ad oggi la cronaca ci riporta ancora tragici esempi di violenza sulle donne, non solo di stupro, ma di violenze domestiche, di discriminazione sessuale, di maschilismo abietto. Cosa pensare, se non che si prova schifo al ricordo che "gli uomini che cambiano sono figli delle donne, ma non sono come noi?"

Breaking news

La notizia del giorno è:
Bonarcado - Blitz, ferito anche il figlio (L'Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
15 steps - Radiohead

La frase del giorno è:
"Come mi annoio superiormente..." (C. Bene)

giovedì 24 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il pescivendolo. "Ma apriamo anche la domenica" (Unione Sarda p. 15)

La canzone del giorno è:
Messaggio - Alice

La frase del giorno è:
Ma tu lo conosci Farisca?

Who wants to live forever?

20 anni sembrano un'eternità, eppure sono passati 20 anni dal 24 novembre 1991. In quel giorno si spegneva una delle voci più importanti della storia della musica mondiale. Questo genio era (e lo è ancora) Freddie Mercury. Un personaggio definito "un talento scandaloso" che coi Queen ha cambiato la musica per sempre. Senza di lui siamo tutti molto molto più poveri artisticamente. Ci manchi Freddie!

Un tributo a Freddie Mercury (24 novembre 1991-24 novembre 2011)


La matita rossa e blu


Rubrica dell'Almanacco
a cura di Violet



Conosciamo l’italiano?
La congiunzione è una “parola” invariabile della lingua italiana che serve a unire fra loro le parti simili di una medesima proposizione, o una proposizione ad un’altra dello stesso periodo. Fin qui la definizione. Sono congiunzioni e, o, ma, , poiché, dunque ecc. Rispetto alla forma le congiunzioni possono essere semplici, composte o locuzioni congiuntive. Rispetto al valore che hanno nella proposizione o nel periodo si distinguono, invece, congiunzioni coordinative e subordinative. Le prime si dividono in congiunzioni coordinative copulative, disgiuntive, avversative, correlative, dichiarative e conclusive. Le seconde introducono una proposizione secondaria e quindi si dividono in congiunzioni subordinative dichiarative, causali, finali, temporali ecc, a seconda del valore che ha la proposizione da esse introdotta. 
Le congiunzioni, quindi, fanno parte del discorso, ma, di regola, non lo introducono.
Tutto questo per ricordarvi che “ma” è una congiunzione avversativa.
Aggiungo che essa può avere due valori grammaticali diversi: quello avversativo-oppositivo (nel significato di bensì, dove una parte della frase contraddice quanto detto nella parte precedente) e quello avversativo-limitativo (nel significato di tuttavia, dove si mettono a confronto due punti di vista diversi, ma entrambi validi). Nella prima accezione, quella oppositiva il ma sta dentro la proposizione o il periodo e separa le due parti, preceduto dalla virgola. Nel secondo caso, quello limitativo c’è una maggiore libertà. Ci possiamo trovare di fronte a due frasi affiancate, che possiamo separare tramite una pausa breve, la virgola, o più lunga, il punto e virgola o il punto fermo; quando la frase limitativa è preceduta da diverse frasi che spieghino il punto di vista principale, è indispensabile il punto fermo prima del ma, talvolta si manda anche accapo; ci può essere anche un caso in cui il contenuto della frase principale sia noto o sottinteso e si può iniziare il discorso con il nostro ma. Appartengono a questo caso le molte licenze poetiche o letterarie di cui è costellata la nostra ricchissima Letteratura, dalle origini ai giorni nostri. Ne cito una sola, molto nota del Carducci: Ma ci fu dunque un giorno/su questa terra il sole?
Veniamo alla lettura del nostro Quotidiano preferito, che il 16 di novembre, a p. 19, titola: Ma i topi d’auto minacciano chi si allena. Anche se vi dico che il titolo di centro pagina è: Una droga chiamata corsa, che ci capite voi? Che “effetto” fornisce in più quel ma all’inizio del discorso? Di che licenza poetica, o giornalistica, si tratterebbe?
Io, che da qualche tempo ho ripreso il diletto podistico, vi assicuro che recandomi al parco con la metropolitana leggera ho diversi vantaggi: il primo è quello di rispettare la salute di tutti, non solo la mia; il secondo di non inquinare l’aria che respiro all’atto della corsa en plein air; il terzo è quello di non fornire materia prima ai topi d’auto; ma non avevo pensato che avrei risparmiato alla collettività un altro titolo sgrammaticato dell’Unione Sarda. Provare per credere. 

La parola di oggi è “Battisoffia”: s.f., Paura, tremore che fa battere il cuore e ansimare.
Per la meritoria iniziativa de La Dante, questa parola è già stata adottata, ma potete cercarne un’altra o diventare sostenitori. Invito anche questa settimana i miei affezionati lettori ad adottare una parola. Per aderire clicca qui.


Arrivederci alla prossima dalla vostra Violet.

mercoledì 23 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Olbia. La pecora tiene duro (Unione Sarda p. 46)

La canzone del giorno è:
Lambrusco e pop corn - Ligabue

La frase del giorno è:
Se ci fossero più scatascarpe nel mondo le cose andrebbero meglio.

martedì 22 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Attenti a quei due resuscitati (Unione Sarda p. 13)
Commento. I cinghiali vanno, le cartucce restano (Unione Sarda p. 21)
Segnaliamo inoltre il fatto che oggi un fil rouge percorreva il nostro quotidiano preferito: i carabinieri hanno festeggiato con messe e grande commozione la Virgo Fidelis, in molte piazze sarde e in altrettante pagine e articoli: al comando regionale e a pagina 17, a Oristano (pagina della cronaca di Oristano e Provincia), a Siniscola (pagina provincia di Nuoro), a Villacidro (pagina del Medio Campidano), a Sassari, dove si sottolinea la particolare commozione.

La canzone del giorno è:
Like a virgin - Madonna

La frase del giorno è:
Noi siamo sempre fedeli, come carabinieri e vergini!

Stiletto Sport


La domenica dei guardalinee miopi (e la prima senza Mario)

Sigla!

Inizieremmo dicendo che la vera notizia della settimana calcistica è che Red è uscita dal silenzio stampa. Perché? Vi chiederete. In realtà non lo sa neanche lei, forse perché strillare in silenzio contro quei brutti interisti cattivi le veniva male? Forse perché Ballardini è bravo bello e simpatico? Forse perché di questi tempi sapere che si è fisicamente in grado di segnare, pur perdendo, è già qualcosa? Red in realtà è addirittura riuscita a scoppiare a ridere durante quello scempio di partita, perché quando Vittorio Sanna a Radiolina ha accoratamente strillato: "qualcuno dica a Larrivey che è lui la punta, non ne trova gente davanti!" si è sentita un po’ meno sola nei suoi pensieri.
Intanto Red vede Pink scalciare e dire che ci sono notizie più importanti del suo silenzio stampa, ma le risponde di star buona e di sorridere, lei che può, e di aspettare il suo turno quando potrà dire tutto quello che vuole sulla sua Juve in vetta e manfrine varie: tanto ora c’è la sezione insulto libero all’Inter in cui anche lei potrà trovare ampio e divertente spazio. Pink in realtà ci tiene solo a specificare che laddove le si dia una ragione (valida o meno poco le importa) di insultare l'Inter, tanto più se si tratta di arbitraggi scandalosamente a favore della squadra milanese, ci fa la scarpetta come nel ragù alla bolognese. 
Scaldiamoci l’ugola: ma porca miseria! Grande squadra dei miei stivali, che stai andando molto peggio del Cagliari, a che giova meritare di vincere, quando comunque si vince con un gol irregolare? Giova alla classifica? Beh, alla dignità no! Non quando si piagnucola “per una volta è toccato a noi…” Che palle!!! Vi spiego, amici interisti, si dice così: “Siamo riusciti a vincere contro quella squadretta (è inutile che diciate, falsissimi, che il Cagliari sta facendo un bel campionato, voi, banali interisti, pensate che siano una squadretta!) del Cagliari solo grazie a un gol irregolare, e ne siamo ben felici, perché quando si tratta di provare a risalire dalla zona retrocessione non si butta via niente!”. Quando Red sentirà un interista dire così, si toglierà il cappello e ammetterà che finalmente è riuscita ad avvistare un interista che anziché piagnucolare dice le cose come stanno (calcisticamente parlando, ovvio!). Perché gli interisti, nonostante conoscano bene la sofferenza, di norma hanno poca memoria, e così dopo un paio d’anni con risultati anche solo dignitosi, rimangono loro in dotazione un paio d’anni di spocchia ingiustificata, e a quel punto, nonostante l'amore di Red per Ranieri (che pessima scelta ha fatto quest’anno!), Gad Lerner e Maurizio Mannoni, non riesce proprio a sopportarne la presenza in campionato. Detto questo non saremo tenere col Cagliari: non hanno giocato bene, hanno fatto molti pasticci. Il buono è che hanno giocato fino alla fine e sono riusciti a segnare (miracolo!!!!!!). Non è tanto, ma questo si ha e ci si tiene. Pink però pensa che alla fin fine se il Cagliari, che ha appena cambiato allenatore, nn fa fare un tiro in porta all'Inter e questa riesce a vincere solo grazie ad un guardalinee miope, vuol dire che il Cagliari è temuto e questa è comunque soddisfazione.
PS: Red ha lanciato molte lacrime ai giocatori interisti, definendoli “squadra di menischi morti che camminano”. Quando Violet l’ha portata a riflettere sulla cattiveria di augurare mali fisici a dei giovanotti nel fiore degli anni lei, che non è cattiva, ma la dipingono così, ha promesso che, per puro spirito di carità cristiana, andrà a trovare in ospedale gli eventuali prossimi ricoverati nero azzurri. Violet, per questo motivo, ha affermato che Red ha una psicologia da becchino. Red ha riso, molto soddisfatta di sé. Pink vuole aggiungere che no, lei non andrebbe nemmeno a trovarli in ospedale.  
Chiusa la lunga parentesi su Inter Cagliari 2-1, parliamo del resto del campionato.
Pink giustamente se la ride e sorride: la Juventus gioca bene, è in gran forma, è concreta. Batte il Palermo senza batter ciglio, un 3-0 netto netto, e, nonostante una partita in meno, si mette in cima alla classifica insieme alla Lazio, rea di non aver punito il Napoli, essendosi fermata allo 0-0. Ci sarebbe da aprire una lunga, lunghissima parentesi, sul primato della Juventus, se Pink non vedesse intorno a se gli occhi arrabbiati di Red e dell'amatissimo Goppai. Come sempre, essere tifosi di un'altra squadra in una città in cui ha sede una grande del calcio o che identifica il sentimento sportivo di una regione intera (e Cagliari è così), ti fa sentire un po' come un nero ad una riunione del Ku Klux Klan: fuori luogo e ad altissimo rischio se loro sono incazzati, in questo caso (per il risultato del Cagliari) meritatamente (Red presa da un minuto di bontà dice: non siamo così cattivi, io e Goppai ti vogliamo tanto bene, anche se sei juventina... Ma fai bene a non esultare troppo vistosamente!!!). Purtuttavia Pink è scaramantica alla follia e, anche se gioisce interiormente, sa che l'inverno è lungo da passare, per cui sta zitta e aspetta. E, per sicurezza, si gratta...
Reti inviolate anche per Milan e Fiorentina, che non divertono e non entusiasmano nessuno. Ma almeno qualcosa di divertente c’è: oggi il corriere della sera ci informa di un possibile amore tra Allegri e Barbara d’Urso… Uh, quanta simpatia! Evidentemente del Milan non si sa che dire se non dei pettegolezzi. Conoscendo Allegri immaginiamo che stia pensando a come pararsi il didietro in vista della sfida con Barcellona di Guardiola, mercoledì notte. Red e Pink che cosa possono augurarsi secondo voi? 
Per il resto la Roma si impone a Lecce, il Parma a Udine, il Genoa tira su le sorti dei rossoblù d’Italia battendo il Novara, visto che anche il Bologna perde, in casa, con il Cesena, Siena e Atalanta si divertono e divertono con un 2-2 e il Chievo la spunta a Catania.
In terra catalana il Barcellona sfoggia la consueta goleada, 4-0 col Saragozza, con il supercapitano Carles Puyol che torna al gol, mentre a Valencia il Real Madrid vince per 3-2. Red e Pink gufano fischiettando “Mou res”.
Il grande Tonara continua a inanellare vittorie su vittorie, diventando la migliore soddisfazione calcistica di Red, mentre Pink gioisce perché "le sue protette" son tutte prime in classifica. 
Infine, ma solo perché è bene parlare delle cose importanti quando si è smesso di dire sciocchezze, la Rassegna Stronza non può non rivolgere un sentito e affettuoso saluto a un grande campione: Mario Martiradonna. Il “mastino” dello scudetto, tanto lavoro e poca visibilità: uno di quei giocatori che con la loro costanza, impegno e personalità tengono insieme la difesa e quindi la squadra. Perché lo spettacolo si fa davanti, ma se nella propria metà campo non c’è un cagnaccio che non rinuncia nemmeno a un pallone, da dove si parte? Un cagliaritano per scelta, sobrio e gentile.
Red pensa che, se dovesse aver voglia di guardare dall’alto qualche partita, con Scopigno, magari davanti a un bicchiere di vino e una sigaretta, in tutto relax, sia chiaro, sarebbe bello che facessero piovere sul sant’Elia polvere di vittorie insperate e voglia di stare “sulla punta avversaria anche nel sottopassaggio” (cit. Riva). Son cose che fanno bene al calcio, allo sport, e magia per magia, alla società.
Pink sa che quando viene a mancare un grande uomo (prima che gran giocatore) che ha legato il suo nome alla storia della città e della squadra non ci sono parole per descrivere il dolore e l'amarezza, tanto più conoscendolo, anche se di vista (non tutti sanno forse che la figlia di Martiradonna possedeva un importante negozio specializzato in roba per la danza a Cagliari, il primo forse, e che Pink ha iniziato lì la sua avventura).
Ma per una vita che si spegne, una ne nasce in casa Cagliari: Red e Pink fanno gli auguri a Michele Canini e alla sua compagna per l'arrivo del piccolo Leonardo!

arrivederci alla prossima settimana!


lunedì 21 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Uta. Nero e giallo alla maratonina (Unione Sarda p. 55)

La canzone del giorno è:
Basket case - Green day

La frase del giorno è:
Topa sei speciale!

L'appello del giorno è:
Red e Pink dicono NO alle traduzioni sbagliate ed edulcorate: se ti vergogni di dire una cosa in italiano non dirla neanche in inglese!

L'almanacco di Violet










Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:11 e tramonta alle 17:05.

Luna: Luna calante. Entrerà nel suo ultimo quarto il 25 di novembre alle 6:11:08.

Onomastici: Buon onomastico agli Agapio, alle Cecilia, ai Colombano, agli Andrea e agli Alberto, alle Caterina e alle Beatrice, ai Leonardo e ai Bellino e, infine, ai Virgilio.

Il Santo: Il 26 di novembre si festeggia San Bellino di Padova. Cito dal Martirologio Romano: “Nella selva presso Fratta, nel territorio di Rovigo, passione di san Bellino, vescovo di Padova e martire, che, insigne difensore della Chiesa, crudelmente aggredito dai sicari, morì per le molte ferite subite”. Nel martirologio non è citato di chi san Bellino sia protettore. Violet ha buone ragioni di pensare che sia protettore dei cuccioli, di qualunque specie, e dei giornalisti televisivi di sinistra. Difatti Red lo invoca  ogni qualvolta incontri per strada un cagnolino a lei gradito e quando appaiono sullo schermo televisivo Gad Lerner o Maurizio Mannoni. Pensate quante giaculatorie (Che Bellino!) gli saranno riservate stasera!

Compleanni storici: Il 25 novembre 1881 nacque a Sotto il Monte (Bg) Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro papa Giovanni XIII. Auguri!

Questa settimana accadde: Secondo la tradizione, 21 novembre dell’anno 164 a.C. Giuda Maccabeo restaurò il Tempio di Gerusalemme. Questo evento viene celebrato nella festa ebraica dell’ Hanukkah. Il 24 novembre 1951 a Broadway debuttò Gigi, opera teatrale che aveva per protagonista l’allora sconosciuta Audrey Hepburn. Questa commedia fu replicata per sei mesi consecutivi, facendo un grande successo e segnando l’inizio di una luminosissima carriera per una delle attrici preferite dalla Rassegna Stronza.

Feste e ricorrenze: A Cagliari, al Teatro Auditorium Comunale di Piazzetta Dettori, dal 25 al 27 di novembre si svolgerà il IV Premio Andrea Parodi. Sempre a Cagliari, presso il Parco Provinciale di Monte Claro il 26 di novembre farà tappa il GirOlio d’Italia 2011.

Curiosità: Il 25 di Kislev ha inizio la festa di Chanukah (o Hanukkà, o Chanuccà, ecc.) che dura 8 giorni. La festa fu stabilita per celebrare la vittoria dei Maccabei sugli ellenisti (165 e.v.) e il miracolo dell’ampolla d’olio da loro trovata nel Tempio sconsacrato, che pur essendo sufficiente per un solo giorno, durò per otto giorni (dal sito della Comunità Ebraica di Roma). È conosciuta anche come Festa delle Luci perché ogni sera della festa si accende un lume (uno la prima sera, due la seconda, ecc fino a otto l’ultima sera), o Festa della Dedicazione (o Inaugurazione) perché ricorda la consacrazione di un nuovo altare del Tempio di Gerusalemme dopo la rivolta dei Maccabei e la riacquistata libertà di culto nel 165 a.C.
                                                                                              
Il Lama racconta: Al mio paese si racconta questa storia: Il governo attraverso i prefetti inviò a tutti i Municipi, molto tempo fa, una circolare dove si domandava a quale distanza dall’abitato si trovasse il cimitero. Il sindaco rispose la prima volta: “A un tiro di schioppo”. Il modulo fu rimandato indietro, con la richiesta di una maggior precisione e il sindaco precisò: “A un tiro di sasso, lanciato da mano maestra”; il modulo fu ancora rimandato e il sindaco fu ancora più preciso: “Una volata di allodola di seconda covata”. (da Favole di libertà di Antonio Gramsci)

Così parlò zio Gecob: Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. 

domenica 20 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lima. Una mummia o un alieno? (Unione Sarda p. 9)

La canzone del giorno è:
Mi scappa la pipì

La frase del giorno è:
Ma miao lo fanno gli strumenti? No, i gatti.

sabato 19 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Rapina in gioielleria, moto rubata a Nuoro (L'Unione sarda, p. 45)

La canzone del giorno è:
Betty Tossica - Prozac +

La frase del giorno è:
"A proposito di scarpe... Vuoi noci?"

venerdì 18 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serdiana. Troppo cloro nella rete, vietato bere. (Unione Sarda p. 32)
Per l'inchiesta "oggetti soli e abbandonati" segnaliamo inoltre:
Quartu sant'Elena. Un monitor abbandonato in via Oslo (Unione Sarda p. 29)

La canzone del giorno è:
Russian - Sting

La frase del giorno è:
Poveri neutrini, sono rimasti orfani!

giovedì 17 novembre 2011

Le buone maniere di ieri e di oggi

  Rubrica dell'Almanacco
a cura di Violet    


Sigla!

Come si fa un invito.
Per cominciare, la scelta degli invitati è importantissima. È bene cercare di riunire nello stesso evento, in particolare se si tratta di una cena in casa o di una festa privata, persone che abbiano qualche affinità -età, professione, interessi- in modo che la conversazione sia più agevole. Per quanto riguarda il numero degli invitati, dipende da vari fattori, dal tipo ricevimento e dalla capienza del luogo in cui si svolge. Il consiglio è che il gruppo non sia troppo numeroso, affinché il ricevimento non risulti dispersivo e non si possa dedicare la dovuta dose di attenzioni ad ogni partecipante, né troppo esiguo, perché la festa non risulti povera e dimessa.
Una volta stilata la lista degli invitati, bisogna occuparsi degli inviti veri e propri. Gli inviti scritti sono riservati ai ricevimenti più impegnativi e alle occasioni ufficiali. Secondo il galateo, l’invito fatto a voce è più diretto e gentile. Tuttavia, non sempre è possibile farlo. Il galateo moderno permette, per gli inviti disinvolti e non ufficiali, di utilizzare il telefono. In ogni caso bisogna essere chiari e precisi sull’ora, sul giorno e sul tipo di ricevimento.
Per le occasioni meno importanti e informali, sono raccomandati almeno tre giorni di preavviso. Per un ballo, un ricevimento in grande e, in particolar modo, per una festa di nozze l’invito deve essere scritto ed il preavviso di almeno due settimane.
A volte può capitare che l’invito venga rifiutato. In questo caso, è bene accettare senza insistere troppo e, nel contempo, non bisogna offendersi per il contrattempo. Di norma non deve accadere di annullare un invito, né di rimandarlo. Se ciò fosse inevitabile, bisogna scusarsi con gli invitati e spiegare loro l’imprevisto.

Come si accetta un invito.
La prima regola vuole che si risponda subito, o il prima possibile, sia che si accetti, sia che si debba rifiutare l’invito ricevuto. In quest’ultimo caso è bene accompagnare il ringraziamento con brevi parole di rammarico. Secondo il galateo non si deve mai esitare con dei “Vedrò se posso” o dei “Farò del mio meglio, ma non ti prometto”. Se, dopo aver accettato l’invito, si dovesse presentare un imprevisto che impedisca di ottemperare all’impegno preso, bisogna avvertire immediatamente e scusarsi. Nel momento in cui si riceve un invito è di cattivo gusto chiedere chi siano gli altri invitati; è assai disdicevole non partecipare a seconda di chi siano gli altri invitati; è di pessimo gusto disdire un invito se, successivamente, se ne riceve uno più allettate. Se si volesse portare con sé una persona non invitata, è importante domandarne subito facoltà a coloro che hanno fatto l’invito. Se la persona in questione non fosse da loro conosciuta è bene spiegare di chi si tratti di modo che i padroni di casa la possano presentare agli altri invitati. 
Di norma gli inviti si contraccambiano. La regola del Galateo prevede che si contraccambi entro la stagione. Se ciò non fosse possibile si cerchi di supplire a questa mancanza in altra forma, ad esempio regalando dei fiori alla prima festività o facendo un dono ai bambini.

Violet risponde.
Mi sembra importante aggiungere alcune considerazioni a quanto scritto nel precedente appuntamento con Le buone maniere di ieri e di oggi, anche in risposta ad un simpatico lettore/lettrice che è incappato sul nostro blog cercando “come rispondere al baciamano”.
Il baciamano si fa solo ed esclusivamente in locali chiusi. È precluso in luoghi aperti e nei bar; inopportuno in chiesa. La consuetudine impone di farlo a tutte le signore presenti (altrimenti si eviti). Oggi è ammesso anche alle signorine, perché non si fa più distinzione tra le donne nubili e sposate, ma non a bambine e ragazze giovani. La mano della donna va sollevata fino a sfiorarla con le labbra, nel contempo si china leggermente il capo. Da parte della donna è opportuno saper porgere con disinvoltura la mano nel modo dovuto. Il tutto avvenga con estrema naturalezza, ricordando che gli atteggiamenti affrettati sono sempre poco eleganti. Se la gentile mano fosse coperta dal guanto, non si fa il baciamano mai, neanche si trattasse della Regina!
Se avete altre curiosità postate un commento: Violet sarà felice di rispondervi!
A presto!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cagliari - Fucili da caccia vietati per i bracconieri crudeli con gli animali (L'Unione sarda, p. 17)

La canzone del giorno è:
Walk on the wild side - Lou Reed

La frase del giorno è:
Ma questi applaudono solo per tenersi svegli?

"Pene" d'amore

Mister/Miss Sesso, ovvero chi si loda s'imbroda!

Staccate i bambini dallo schermo del computer, le virgolette del titolo stanno per acquistare un valore non più metaforico ma effettivo. Stiamo per parlare di sesso! Si tratta però di sesso più teorico che pratico, con grande dolore da parte di chi scrive e, crediamo, anche di chi legge. 
Avere a che fare con Mister o Miss Sesso è un dramma che prima o poi capita a tutti, tanto che serve per completarci come individui, aumenta la nostra maturità. Nella nostra vita infatti incontriamo continuamente gli sparapalle, ma questi sono particolari. Bere un drink con qualcuno che "ce sta a provà" è sempre una gran bella esperienza e, per chi non l'ha mai provato, sentire che davanti a sé ha il figlio spirituale di Rocco Siffredi o una ragazza in confronto alla quale Eva Henger è una scolaretta dilettante, ammettiamolo, può essere estremamente eccitante. Roba da far eccitare seriamente e pericolosamente il più Formigoni o la più Rosy Bindi che esista. Passare al dunque no. Arrivati lì, sul punto, si rivela un'esperienza tragicomica. Alle parole non segue nemmeno la metà dei fatti, ma neanche un terzo! Il nostro partner ci propina un "compitino" che meriterebbe la sufficienza risicata se si fosse proposto come un individuo normale, figuratevi per Mister/Miss Sesso. E il dramma continua anche nel dopo. Lui si riveste al volo, indossando le scarpe, perchè bisogna essere immediatamente operativi, lei non ha un micron di sensualità apparente, di ironia e nemmeno di tenerezza. Entrambi sono i fantasmi di quelli che vi hanno abbordato. A questo punto viene naturale pensarla come Giobbe Covatta, il quale sostiene che ogni numero riguardante il sesso, detto da chi ci sta provando con voi, vada diviso per 4. Quindi se lui vi dice che la sua media di "mete" ogni volta è 6, dividetela per 4 care le mie ragazze e otterrete 1,5 ovvero la verità: la prima va in porto, ma alla seconda non ci arriva nemmeno con l'aiuto. Se invece, cari fanciulli, lei vi dice che "lo fa ululare per tutta la notte", si sta riferendo o al suo pincher senza pappa o all'antifurto dell'auto del vicino.
Se c'è una cosa che nella vita proprio non giova è non essere sinceri a letto, per cui fatevi coraggio e dite le cose come stanno: "Cara mia/Caro mio, sappi che sono un normalissimo essere umano, nonostante ciò vieni a letto con me?" e vedrete che non avrete più facce deluse dopo!!

mercoledì 16 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ma i topi d'auto minacciano chi si allena (L'Unione sarda, p. 19)

La canzone del giorno è:
44 gatti - Zecchino d'Oro 1966

La frase del giorno è:
"Signora mia, siamo proprio sul tuorlo del baratro!"

martedì 15 novembre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pirri - Caditoie della discordia (L'Unione Sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Like a rolling stone - Bob Dylan

La frase del giorno è:
"Scusi signorina, per andare a Piscinas si cambia pullman o l'autista?"

lunedì 14 novembre 2011

A message to you, Rudy (from Pink)

Mi approprio indegnamente del titolo di questa canzone degli Smiths per qualche riga di lettera a chi, assieme a Nižinskij e a Baryšnikov, ha segnato per sempre la mia passione più grande, ovvero la danza.

"Aveva il carisma e la semplicità di un uomo della terra e l'arroganza intoccabile degli dei"
(M. Baryšnikov)

 
Un messaggio per te, quindi, Rudy. 
Qualche giorno fa è andato un onda un film-documentario di Claudio e Dino Risi (si, proprio quel Dino Risi) sul periodo che passasti alla Scala. Che meraviglia. Mi ricordo il mio primo incontro con te. La mia maestra era fissata con l'educarci all'ascolto della musica classica e ci proponeva periodicamente delle "sperimentazioni educative". Partimmo da Beethoven, poi passammo all'Uccello di Fuoco, finché un giorno arrivasti tu assieme a Margot Fonteyn. L'idea della maestra era di farci vedere "Il lago dei cigni" e francamente non mi andava tanto, "Che noia" pensavo. Ma no. C'eri tu Rudy, eri tu nello splendore più estremo, quasi violento. La musica si può cantare, suonare, immaginare, sentire, ma in quel momento io l'ho vista. Grazie a te io ho visto la musica. Ci sarebbe stato da mettersi lì ad urlare come John Belushi "Ho visto la luce!!!". E invece te ne stavi andando. Sapevi di essere malato, eppure ancora danzavi. Te ne sei fregato del decadimento del tuo corpo splendido (Milva disse di te che avevi un culo spettacolare), anche davanti alle critiche più pressanti sulla potenza che veniva meno. Sappi che questo non ha intaccato il tuo mito, come il ballare coi Muppets. Resta uno dei pezzi più belli della storia della televisione, Rudy. Tanti artisti devono dirti grazie, a partire da Bolle che scegliesti per la parte di Tadzio in "Morte a Venezia", ma ad un livello più basso tutti i danzatori maschi ti devono tanto. Hai dato dignità ai ruoli maschili, da semplici porteurs li hai elevati a personaggi. Prima di te Albrecht era "quello che è il personaggio maschile di Giselle", poi è stato il Principe. Certo, un po' sei stato personaggio anche tu: eri straordinariamente dotato di talento, bellissimo e con una storia personale alle spalle da prima pagina visto che ti era impedito dal governo russo di tornare a casa, come non potevi emergere? Così, extraterrestre dal pianeta della danza, ti sei fatto ammirare dai terrestri. Il caratteraccio era un dettaglio, anche quel "quid" a renderti unico e volubile come ogni vero Artista. Carmelo Bene diceva che la gente avrebbe dovuto pagare con la vita per vedere i suoi spettacoli, se potessi vederti anche io adesso da vivo una volta sola, una, qualche anno lo darei Rudy. Mi dispiace soltanto non averti potuto apprezzare degnamente mentre ancora c'eri, ma aver "consacrato" le mie lezioni di danza al tuo ricordo. Sapere che apparteniamo allo "stesso mondo" mi rende fiera e orgogliosa, anche se tu sei il padrone di casa e io il tappetino del bagno. Sporco, per giunta. Me ne frego delle critiche della Fracci, Rudy, io me ne frego. Sono passati quasi 20 anni da che te ne sei andato, e fu il giorno che sancì il mio passaggio dall'essere bimba all'essere donna. Non me lo dimenticherò mai. L'Epifania che tutte le feste si porta via, si portò via te e un pezzo di me. Grazie comunque Rudy, ovunque tu sia. Per salutarti ti mando il mio pezzo preferito. 
Ciao Rudy!
Pink!

P.s.: Ma alla fine era vero che avevi una liason con Freddy Mercury?


Breaking news

La notizia del giorno è:
Carbonia. Sosta col totem? La tortura.

La canzone del giorno è:
That's amore - Dean Martin

La frase del giorno è:
Non è una scuola, è una succursale di ex allievi!

Happy Birthday al baritono dei sogni di Red!

C'è chi vorrebbe andare a cena con Bred Pitt, chi con George Clooney e chi con Gabriel Garko... Ma quale personaggio famoso fa girare la testa di Red? Markus Werba! Ok, forse non è famoso, forse non tutti lo fermano per strada o conoscono il suo nome, ma chi ama la lirica, e Red la ama tantissimo, sa che è un meraviglioso e talentuoso baritono, oltre che uno dei migliori giovani interpreti mozartiani in circolazione. Da quando, nel 2003, in veste di Papageno, ha incantato per la prima volta le orecchie e gli occhioni estatici di Red, lei lo ha eletto "il mio uomo ideale, dopo Giggirriva e capitan Harlok, che però è un cartone", e poi di opera in opera, ai tempi in cui il nostro diletto frequentava il lirico di Cagliari, ha preso sempre più piede nel sensibile cuoricino di Red e anche di Violet a dire il vero, che lo ricordano, avvolto in un mantello in velluto rosso, emergere sul palco all'inizio dell'Hans Hiling, o nei panni del più bello e ironico Figaro (del Barbiere di Siviglia ndr) che ci sia.
Non potevamo quindi esimerci dal fare tantissimi auguri di buon compleanno a Markus, che oggi spegne 38 candeline! 



Visto che siamo in tema facciamo tanti auguri anche al Teatro Lirico di Cagliari, agli orchestrali, al coro e a tutti i lavoratori, dai macchinisti ai sarti, che con la loro opera hanno fatto tante volte sognare, commuovere e sorridere Red e Violet, fide compagne di abbonamento in seconda loggia. La Rassegna Stronza spera davvero che si salvi una pagina importante e splendida della cultura cagliaritana, perché di cultura e di arte forse non si mangia, ma di sicuro ci si vive, e in tanti. E si augurano anche che presto il caro Markus torni a cantare sul nostro palcoscenico (Red aggiunge, se passi dalla Sardegna un invito a cena non costa niente... sono simpatica!).


Le scienze by Black

A grandissima richiesta il fenomenale articolo di Black sulle matricole e la teoria dei gas!


Sigla!




LE MATRICOLE SFIDANO LA "TEORIA CINETICA DEI GAS"
Avete mai osservato le matricole all'università? Io sì...e posso dimostrarvi che vanno contro la teoria cinetica dei gas.
Ipotizziamo che ogni matricola sia una molecola di gas, se così fosse è secondo queste ipotesi che dovrebbe comportarsi:
  1. Le molecole di cui sono composti i gas sono considerate come punti materiali, in moto casuale e a distribuzione uniforme nello spazio, che seguono l'ipotesi del caos molecolare.
  2. Il numero delle molecole è grande così da poter usare metodi statistici.
  3. Il volume totale delle molecole dei gas è trascurabile rispetto al volume del contenitore.
  4. L'interazione tra le molecole è trascurabile, eccetto durante l'urto tra di loro che avviene in maniera impulsiva.
  5. Le molecole sono perfettamente sferiche.
  6. Gli effetti relativistici e quantistici sono trascurabili.
Le ipotesi precedenti descrivono accuratamente il comportamento dei gas ideali.
Le evidenze successive invece descrivono accuratamente il comportamento delle "matricole" reali:
1. Le matricole sono le molecole della società universitaria, ma si muovono di moto costante e in gruppi non uniformemente distribuiti nello spazio: non c'è caos, normalmente puoi categorizzarle per ambiti precisi, dalla macchinetta del caffè alla sala lettura (dove la lettura è l'ultima delle attività effettivamente messe in atto).
2. Le matricole sono numerosissime, ma non nel senso assoluto come si intende per le molecole di gas, ma nel senso relativo: in genere chi è veterano della facoltà non si presenta (e tra l'altro non è più esteticamente tanto presentabile) perciò appare in numero inferiore rispetto alle matricole.
3. Il volume delle matricole non è per nulla trascurabile rispetto al volume del contenitore: se ad esempio il contenitore è l'aula, c'è la probabilità dello 0,00001% di trovare una sedia libera se la lezione è frequentata da matricole.
4. Idem per l'interazione tra matricole...non è trascurabile assolutamente! Si fanno più conquiste nel primo anno di università che in 10 anni di vita! E soprattutto è da notare che, per lo stesso principio, le matricole non "urtano in maniera impulsiva", ma si accalcano in maniera programmata e volontaria.
5. Dovrei dire che le matricole sono perfettamente sferiche?? Impossibile: normalmente hanno una forma fisica invidiabile e sono molto più fashion di te perché ancora hanno quel "quarto d'ora accademico" prima di uscire per riordinare la loro immagine davanti allo specchio.
6. Sbagliato! Le matricole sono relativamente molto influenti in ogni evento universitario! Loro son presenti ovunque, seminari, convegni, feste, tornei...non se ne perdono uno. Direi che è proprio in relazione a loro che nascono queste iniziative, altrimenti non avrebbero il successo di presenze che hanno! Quantisticamente parlando la cosa è analoga...l'energia delle matricole è tutt'altro che trascurabile, loro sono la linfa vitale della vita universitaria, io mi accorgo che le matricole non ci sono solo a Luglio...quando ormai si va in facoltà solo per dare gli esami e quando arrivi ti sembra di entrare 
al cinema col film già iniziato...regna il silenzio e ti guardano tutti male!


Alla prossima puntata!