mercoledì 31 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Clooney apre Venezia (Unione Sarda, p. 1 inserto "Estate")

La canzone del giorno è:
Fiore di maggio - Fabio Concato

Dialoghi surreali:
V: Parziale di 17-3: si son ripresi!
R: Hanno ritrovato la palla! O le palle?
V: Le palle! Tre palle?
R: C'è chi ne ha quindici, qualcuno potrà anche averne tre...

martedì 30 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Pirri - Via delle Rane: la strada c'è, il cartello no" (L'Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Non ho l'età - Musica nuda

La frase del giorno è:
"Se ci credi molto puoi essere sexy, ma ti devi impegnare molto!"

lunedì 29 agosto 2011

L'almanacco di Violet

Sigla!


Sole: A Cagliari il sole sorge alle 6:48 e tramonta alle 20:01.

Luna: Luna nuova il 29 agosto alle ore 3:04:17.

Onomastici: Auguri a Giovanna e Giovanni, Giusto, Aristide, Egidio, Zenone e Gregorio.

Il Santo: Il 28 agosto era la festa di sant’Agostino. Santo notissimo: quindi non vi ho parlato di lui… Il suo nome però è legato alla città di Cagliari. Qui, nella cripta della chiesa a lui dedicata, che sorge tra via Baylle e il Largo, erano conservate, tra il 504 e il 722 d.C., le sue spoglie, portate, dall'Africa in Sardegna, dal monaco Fulgenzio per difenderle da eventuali danni degli invasori Vandali. Nel 722 d.C. vennero trasferite a Pavia da Liutprando, re dei Longobardi, per sottrarle ai saccheggi saraceni e ancora oggi si trovano lì.

Compleanni storici: Il 29 agosto del 1915 nacque Ingrid Bergman.

Questa settimana accadde: Il primo settembre 5509 a. C. inizia il primo anno del calendario bizantino. Secondo la tradizione bizantina questa è la data della creazione del mondo.

Feste e ricorrenze: Per motivi affettivi (ma anche perché bisogna vederla, almeno una volta nella vita, meglio se da bambini!), vi segnalo la festa estiva di Sant’Ignazio (Santu Frennatziu), a Laconi. Si svolge dal 27 al 31 agosto. La domenica, tradizionalmente, è dedicata al pellegrinaggio degli ammalati, mentre il 31 si snoda per le vie del paese la processione solenne con l’urna del santo. Il 30 e il 31, poi, lo “stradone” si anima delle chiassose e variopinte bancarelle, mentre il “boschetto” è quasi inaccessibile per la gran folla.

Il Lama racconta: Una volpe contemplando la sua ombra al levar del sole disse: «Oggi a pranzo mangerò un cammello». Per tutta la mattina si aggirò in cerca di cammelli. A mezzogiorno, però, rivedendo la sua ombra disse: «Un topo farà lo stesso». (Gibran)

Così parlò zio Gecob: Le parole non sono state inventate perché gli uomini s'ingannino tra loro ma perché ciascuno passi all'altro la bontà dei propri pensieri.

Arrivederci a lunedì prossimo 

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Senorbì - Sant'Ignazio scendono in campo le massaie" (L'Unione sarda, p. 15)

La canzone del giorno è:
Puramente casuale - Carmen Consoli

La frase del giorno è:
"Se se felice e tu lo sai, prendilo a schiaffi!"

domenica 28 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cagliari. Povero, brutto e ignorante cerca compagna pari requisiti. (Unione Sarda p. 25)

La canzone del giorno è:
Vento d'estate - Max Gazzè e Niccolò Fabi

La frase del giorno è:
Maestrale portaci via.

Red, Pink e Violet esprimono il loro lutto per la squalifica di Bolt dalla finale dei 100 m uomini. L'avrebbero visto correre molto, ma proprio molto, volentieri!

sabato 27 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Olbia: strip all'ufficio di igiene (Unione Sarda p. 48)

La canzone del giorno è:
Teardrop - Massive Attack

venerdì 26 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Olbia. Saraghi con casa abusiva" (L'Unione Sarda, p. 39)

La canzone del giorno è:
I've got rhythm - Ella Fitzgerald

La frase del giorno è:
"Born to be a Diva!"

giovedì 25 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Il cartello dei pericoli? E' pericoloso" (L'Unione Sarda, p. 24)

La canzone del giorno è:
I've got you under my skin - Frank Sinatra

La frase del giorno è:
"Il mondo è bello perché è vario, ma quando è avariato è peggio"

Souvenir di Cagliari by Pink


C'era una volta una bellissima città sul mare, su un golfo meraviglioso e calmo. Gli angeli e i diavoli erano in lotta per il possesso spirituale della città e la loro battaglia finale si combatté sul mare davanti alla città. Gli angeli erano guidati dall'Arcangelo Michele, mentre i diavoli erano capitanati da Lucifero. Ad un certo punto Lucifero fu disarcionato dal suo cavallo e cadde sulla montagna sottostante producendo un avvallamento sul costone che oggi è chiamato Sella del Diavolo, mentre il golfo davanti a cui si svolse la battaglia è diventato il Golfo degli Angeli. Quella città è Cagliari.

L'idea di un post su Cagliari è di Red, ma appena me l'ha proposta a me è venuta in mente una canzone di Ligabue, “Piccola città eterna” (l'album è “Sopravvissuti e sopravviventi”, uno dei più belli, dopo il quale per me è morto in un incidente aereo e quello che vediamo oggi è un sosia!). In effetti Cagliari per me è una piccola città eterna: piccola perché riesce a mantenere una sua dimensione straordinariamente umana e perché sembra alla fin fine di conoscersi tutti (cosa che in questi giorni ho testato sulla mia pelle!), eterna perché Cagliari esiste da sempre, ha strati su strati fin dalla preistoria ed è ancora qui dopo secoli, appoggiata sul mare, con mille problemi, mille casini, con tentativi di snaturarla tra colate di cemento e locali in stile costiera adriatica, ma lei c'è. Con la canzone di Ligabue ha in comune anche i personaggi. Forse non c'è una vera e propria Regina, né Ramengo o Colera, ma ha altri personaggi celebri e storici che affollano i miei ricordi dall'infanzia all'età adulta. Non c'è Regina, ma c'è Cinzia Bella che con le sue codette e la sua birretta bevuta rigorosamente con la cannuccina sottile mentre stava seduta sull'autobus nel sedile dietro l'autista. Non c'è Ramengo ma c'è il poeta della Marina, che per un euro ti confeziona una poesia bellissima solo per te. Non c'è Colera, ma c'è (o meglio c'era) il mitico Luca Tac, il tossico più celebre di Cagliari, che sputava tutti sul pullman se non gli lasciavano il posto. C'è Nandino che chiedeva le sigarette agli studenti; il tipo che fermava i filobus urlandogli davanti all'improvviso “Fermati!!!”; il ragazzo che si attaccava al 5, quando ancora passava in via Garibaldi, con i pattini finché non ha sbagliato l'uscita di una curva e si è spiaccicato su un muro; Antonello Satta che non si sa se è lui veramente o no, ma che per mitologia si tramanda essere stato rapito dagli zingari e poi ricomparso; ci sono uno stuolo di pignegne miste di notevole caratura che colorano questa città. Quanto a Radio Flit.. Beh, non esiste proprio con quel nome, ma c'è una frotta di radio libere di un certo spessore, tra cui Radiolina, Radio Sintony e c'è Radio Press (col mitico slogan “Ascolta la tua città”, più di così..) che in effetti sembra proprio quella della canzone, una radio che “c'è chi la spegne e chi si sintonizza bene”, divide il pubblico e anche me, che ogni tanto li amo e ogni tanto mi fanno incazzare malamente. Anni fa c'era una trasmissione alla radio in cui trasmettevano cover di canzoni in versione cagliaritana e ne mandarono una che era la parodia di “Roma capoccia”, ovvero “Casteddu concona”. Uno stralcio celebre era “la burrumballa va in monoruota, un marocchino ti vende i fazzoletti, zingari al semaforo a pulire i vetri, no non ti lascio mai Casteddu, testa di luttone”! E in effetti è un po' la descrizione della gente di Cagliari, i ragazzini con lo sciagallino (“scooterino” ndr.) che impennano e sgommano di continuo in stile “Salvatore Pilloni”, le urla al mercato del pesce (“Anguidda cun is ogus celestisi”, “Signora, ha visto che triglia? Ci pappara tottu sa famiglia!!!”), i senegalesi con cui poi alla fine si diventa amici... Cagliari è una città accogliente nonostante tutto quello che si dica: le notizie di xenofobia e pestaggi, che occasionalmente accadono, non ci appartengono e ci lasciano senza parole. Tutti parlano della simpatia dei napoletani, del modo di parlare dei romani, della rivalità tra pisani e fiorentini, ma non conoscono Cagliari. La dote del cagliaritano verace e “spacciau” (“consumato” ndr.) è l'ironia, tagliente, sagace, dolorosamente comica: ascoltate parlare un vero cagliaritano, fatevi raccontare anche l'avvenimento più tragico e vi sembrerà di ascoltare una storia ai limiti della realtà tragicomica. Io sogno di farmi dare un soprannome “a sa casteddaia”, e se non mi credete sappiate che esiste pure un libro con i soprannomi e gli epiteti storici dei cagliaritani, con spiegazione e tutto il resto. Cagliari è come Siena, con le “rivalità” tra quartieri: un giorno dovevo andare in pizzeria con amiche al Colle di San Michele, nell'omonimo quartiere, e una di loro disse “Ma mi fanno entrare? Sono di Sant'Elia”, c'era Black che rispose “Io son di Mulinu, Pink è di Sant'Avendrace: se fanno storie, garantiamo noi per te!”. Storica invece la rivalità con Sassari, con le mamme che arrivano addirittura a dirti “È un bel ragazzo, ma è di Sassari mischinetto...”, non del nord Sardegna, perché Alghero, Olbia, Santa Teresa sono amate e apprezzate, è proprio Sassari il problema. Ma Cagliari è così, non puoi non restarne affascinato, non amarla nonostante i mille problemi, nonostante i pullman che fanno schifo e i tentativi del club delle TRE M (Medici, Massoni e Mattoni) di cementificare ogni cosa, nonostante tutti vorremo essere per un giorno al posto di Massimo Cellino e riassumere almeno 10 allenatori che lui ha esonerato, o oggi ci sentiamo in diritto di dare un consiglio a Massimo Zedda visto che a 35 “est unu pippiu po' fai su sindigu!”. Ma Cagliari è così, prendere o lasciare e io credo che sia veramente una “piccola città, che sana o no un'anima però ce l'ha, c'è chi la ama e chi la odia e lei rimane piccola”!

P.s.: Per chi fosse curioso di sentire la canzone: Ligabue - Piccola città eterna

Souvenir di Cagliari by Red

Le città sono luoghi popolati, conglomerati di case e di storie. Vivono molteplici vite, sono amate, idealizzate, odiate, come fossero persone. Ogni persona che passa le vede diverse, chi torna le trova cambiate, eppure loro sono sempre uguali. Ognuno ha un aggettivo per la propria città: piccola, provinciale, bella, noiosa, sono attributi che ho sentito molto spesso accanto al nome di Cagliari. Per me Cagliari è semplicemente “mia”.
È mia nei luoghi e nelle abitudini, nei suoi tempi rilassatamente “mediterranei” e nel suo essere malinconicamente assolata. Penso che a regalarmela sia stato il primo abbonamento ai pullman, il primo “mensile studenti ACT” (ndr, non sto svarionando, sono giovane ma non c’era ancora il CTM). Avevo tredici anni e mezzo ed era settembre, io stavo entrando al liceo Dettori e con la linea M conquistavo la libertà di muovermi ed esplorare il mondo in totale autonomia. Non che prima stessi chiusa in casa, i ricordi di infanzia sono pieni di passeggiate e luoghi bellissimi, ma la città prima di allora era terreno che non mi apparteneva poi tanto.
Da allora Cagliari è diventata il concentrato di architettura e umanità che mi ha conquistata e mi ha fatto venir la voglia di ascoltare ed inventare storie.
Vi regalerò solo qualche istantanea di Cagliari, piccole cartoline con vedute e visioni “very Red”! Sono i luoghi e i momenti che scelgo per solitudine, riflessioni e paturnie, gli scorci della città più profondamente miei.
Quindi buon viaggio amici, ai cagliaritani che sicuramente vedono altro e agli “strangi” (forestieri ndr) che magari si incuriosiranno.

Prima di arrivare in centro, guardate piazza Italia (ndr, per i non Cagliaritani a Pirri, uno dei tanti “paesi nella città”) con il Bar Mariuccia, che fa gorgogliare gli stomaci spargendo nell’aria sostanze altamente eccitanti. Profumo della migliore pasticceria e schiere di uomini di vedetta, estate e inverno, a guardare e a parlare di chissà che, motorini parcheggiati male di ragazzini sardi con coloriti africani e africani con coloriti sardi. Vecchie signore con i carrelli per la spesa di ritorno dal mercato e, se sei fortunato, alla fermata ad aspettare l’M la ragazza in turchese, con i tacchi a spillo e il cappellino col fiore, che farà girare e commentare la schiera di uomini sopra citati. Traffico chiassoso di macchine, via vai perenne e disordinato.

San Benedetto. Dentro il mercato signore finto gentili e finto snob e signore colorite della “Casteddu DOC” fanno la spesa ai banchi del pesce. Chiasso, urla, odore forte di mare, bambini timidi che guardano storto anguille e aragoste pronte a saltare e bambini intrepidi che le vogliono acchiappare. Fuori dal mercato le signore finto snob non sono più gentili e aspettano il 6 con le signore “Casteddu DOC”: saranno distribuite con le loro buste più o meno pesanti, nei vari quartieri, da quelli con “condominio signorile” al famigerato Sant’Elia. Se volete farvi quattro risate seguitele sul 6 e ascoltate un po’ dei loro discorsi. E occhio allo specchietto retrovisore per vedere le facce dell’autista!
Siete schizzinosi e niente giro sul 6? Va bene, vi porto al bar e restiamo in zona!
Pomeriggio di inverno: appena fuori dal mercato tavolini rotondi e piccoli con due o tre persone per ognuno, chiacchierate a mezza voce, the e zeppoline calde, sorrisi beati di chi ha vinto freddo e malinconia.
Mattina d’estate: colazione in piazza s Benedetto, con a fianco vecchietti col bastone e il giornale e vecchiette col cagnolino, lentezza da caldo e voglia di fare shopping. All’orizzonte Giggirriva, scuro, con occhiali scuri, scontroso ed educato, mio sorriso luminoso: la stagione calcistica inizierà bene.

Piazza Repubblica, mezzanotte di maggio. Ragazzi seduti sulle panchine con pizza al taglio e birra poggiata per terra, chiacchiere da dopo concerto per serata con pochi soldi, alle spalle il Palazzo di Giustizia, McDonald dell’architettura italiana.

Spostiamoci nel centro storico, bastione di San Remy: lo fermo in un primo pomeriggio di primavera, i bambini appena usciti dalla scuola regina Margherita giocano nella terrazza mentre i genitori si perdono in chiacchiere, cielo azzurro intenso e mare blu che ti chiama. Senso di libertà con la brezza che ti rinfresca, seduti su una panchina al sole a leggere un bel libro.

Via Lamarmora, mattina d’estate: case alte e ombra, turisti accaldati che cercano di andare non si sa dove perdendosi lo spettacolo dei panni stesi all’aria. La signora seduta sul gradino di casa ti dice: “ciao bimba, sempre sorridente tu! Buona giornata!”

Cittadella dei musei, bel vedere all’ingresso del museo Cardu. Tarda mattinata di giugno, il vento solleva la gonna di una trentenne vestita di rosso che telefona, arrabbiatissima, guardando il panorama perfetto.

Via san Giovanni, settembre alle 6 del mattino, finalmente silenzio, il cielo ormai chiaro illumina la strada tortuosa, bella nella sua semplicità. Un gruppo di persone assonnate aspetta fuori da una porticina un cornetto caldo, il profumo li tiene svegli fino all’ora di darsi la buona notte.

Via Roma, porto, molo dei pescatori, le sei di un pomeriggio di fine febbraio. Guardi la nave per Civitavecchia uscire dal porto, sulle barche brulica la vita e il lavoro prima di uscire per una notte di pesca. I pescatori lavorano, ti guardano e fanno pessime battute ma non c’è problema, non spaventarti e rimani a guardare il mare fino a che non è partito l’ultimo peschereccio.

Marina, angolo tra via del Collegio e via dei Pisani ore 7,25 di una mattina d’inverno, i ragazzini assonnati non vorrebbero andare a scuola, ma i genitori li spediscono, parlando in tutte le lingue del mondo. Gli impiegati vanno verso la Regione e le banche, gruppi di operai si dirigono verso il porto e gli infiniti cantieri del centro, infreddolita e infagottata un’operaia sui generis aspetta seduta su un gradino che aprano il suo cantiere, guardando i gatti e ascoltando i discorsi più che originali che vengono fuori dalle finestre aperte.

Cimitero monumentale di Bonaria, domenica mattina di novembre. Corone di fiori quasi appassite sul monumento ai caduti, una vecchietta in nero con “su muccadore” in testa porta fiori gialli a una tomba. Silenzio rotto dal vociare degli uccelli, decadenza su statue splendide e tristi. Fiori freschi sulla tomba di un bimbo morto a tre anni nel 1943. Sulla sua lapide, nuovo, l’ultimo pupazzo di Godzilla. 

Spiaggia del Poetto, mattino di giugno, maestrale forte, giro panoramico sul 3P. Prima fermata: uomini e donne pseudo giovani patiti della tintarella, stoicamente stesi e unti e grandi famiglie di cagliaritani, storicamente e stoicamente presenti qualunque cosa accada. D’Aquila e Lido, signore indispettite scappano via irritate dal vento. Quarta fermata, la villa rosa bellissima, mio sogno perenne, guarda orde di dettorini (per i non cagliaritani, studenti del liceo classico Dettori, scuola piena di detestabili “fighetti”, ma saltuariamente ospitante anche qualche futura Red) indispettiti come i loro parenti del Lido e del d'Aquila, ma pronti a resistere. Quinta e Sesta fermata: deserto, un bagnino scruta l’orizzonte con i binocoli alla disperata ricerca di una bella ragazza da guardare per passare il tempo. Torre spagnola: chi le schioda da lì le cricche di Uta? Vecchio ospedale Marino: gruppi di biciclette controllano solitarie la spiaggia, i ragazzi sono tutti in acqua a giocare a pallone. Tu scendi, ti rifugi dietro al grande rudere bianco e grigio e ti godi i pochi metri di sabbia bianca superstite, prima di lanciarti felice nell’acqua ghiacciata. 

mercoledì 24 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
La foglia di fico dell'interesse dei Sardi (Unione Sarda p. 1)

La canzone del giorno è:
Give me hope Joanna - Eddie Grant

La frase del giorno è:
Vorrei essere un gabbiano dei mari del Nord.

martedì 23 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Fluminimaggiore - Morsica carabiniere, condannato a 4 mesi" (L'Unione sarda, p. 31)
"Loceri - Cercansi agnelli disperatamente" (L'Unione sarda, p. 37)

La canzone del giorno è:
Una settimana, un giorno - Edoardo Bennato

La frase del giorno è:
"Scendendo dal monte ci siamo tenute per mano e ci siamo dette molte cose che a te non interessano... abbiamo riso molto" (Sergio Atzeni, Bellas Mariposas)

lunedì 22 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Baunei. La capra strega migliaia di turisti. (Unione Sarda p. 19)

La canzone del giorno è:
Capitan Harlock - la banda dei bucanieri

Dialoghi surreali:
P: Si potrebbe risponderle con un gesto che coinvolga entrambe le mani messe di taglio, che vanno verso il basso.
R: Vanno anche verso l'alto, perchè con un movimento ritmico è più interressante.
P: E già...
R: E poi non c'è un'andata senza un ritorno!

L'almanacco di Violet

Sigla


Sole: A Cagliari il sole sorge alle 6:42 e tramonta alle 20:11.

Luna: Luna calante.

Onomastici: Auguri alle Regina, Rosa e Monica, ai Bartolomeo, a Ludovica e Ludovico, ad Alessandra e Alessandro.

Il Santo: Il 23 agosto si festeggia santa Rosa di Santa Maria di Lima, terziaria domenicana morta nel 1617. Fino a pochi decenni fa era venerata il 30 agosto. È patrona di Lima, del Perù e dell’America Latina; protettrice dei fiorai e dei giardinieri si invoca contro le febbri in genere, contro l’idropisia e il mal di stomaco.

Compleanni storici: Buon compleanno a Lucio Villari (1933, storico) e ad Alex Zanotelli (1938, missionario).

Questa settimana accadde: 28 agosto 1999. Fabrizio Mori vince i 400 m ostacoli ai Campionati del Mondo di atletica leggera di Siviglia. Il 27 agosto 2011 iniziano i Campionati di atletica leggera di Daegu: Violet crede nei buoni auspici…

Il Lama racconta: Prima di questo, una volta ci fu un mondo nel quale viveva una gente che non era della nostra tribù. Ma le colonne della Terra si abbatterono ed ogni cosa fu distrutta. Il mondo era tutto vuoto. Allora da un monticello di terra vennero fuori due esseri umani. Appena nati, erano già perfettamente formati. E desideravano avere dei bambini. Un canto magico fece sì che una di essi diventasse donna e così ebbero dei figli. Questi furono i nostri primi antenati e da loro fu popolata tutta la terra. (leggenda Inuit)

Così parlò zio Gecob: Ricordati che se hai bisogno di una mano, ne troverai una proprio in fondo al tuo braccio. 

domenica 21 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cagliari. Bisogna scegliere l'ippica. (Unione Sarda p. 19)

La canzone del giorno è:
Duetto dei gatti - Rossini

La frase del giorno è:
Quando sei nato non puoi più nasconderti.

sabato 20 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Tortolì - Cavalli in crisi sotto le stelle" (L'Unione sarda, p. 37)

La canzone del giorno è:
Nuntereggae più - Roy Paci & Arestuska (Pur amando la versione originale, Red e Pink si permettono di segnalare la versione attualizzata di Roy Paci che è adattissima vista la situazione politica.)

La frase del giorno:
"Ho preso coscienza che devo diventare incosciente".

venerdì 19 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Setzu. Preparazione della fregola. (Unione Sarda p. 30)

La canzone del giorno è:
Donna Lombarda di Gualtieri - Francesco de Gregori e Giovanna Marini

La frase del giorno è:
Voglio un fisico tonico e CATTANTE come quello della Toffanin. (Evviva l'Unione Sarda!!!)

giovedì 18 agosto 2011

Le scienze by Black

Sigla

Perché le stelle cadono proprio il 10 Agosto?





X AGOSTO – Giovanni Pascoli


« San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
»


E allora dillo anche a noi!! Sì perché sta storia di San Lorenzo che solo un giorno all’anno piange lacrime di fuoco non ci convince. Insomma, hai 365 giorni all’anno per disperarti di essere morto arso vivo e in uno solo ti sfoghi tanto da bloccare la viabilità cittadina intorno ai punti panoramici ogni 10 di Agosto?? E poi, una sola cosa vorrei consigliarti caro martire Lorenzo: mettiti d’accordo con la Luna! Sì, perché oramai è scientificamente provato che la Luna ogni notte di San Lorenzo è piena, così, se anche volessimo vedere le tue stelle cadenti, non ci riusciremmo mai!


Per questo poi al TG del giorno dopo sentiamo dire che “Il 12 agosto la pioggia di meteore raggiunge l'acme” perché visto che ci è andata male il 10, ce la ritentiamo il 12, come per il Superenalotto!


Per chi non lo sapesse, la notte delle stelle cadenti è dovuta al fenomeno astrologico per cui la Terra attraversa - tra il 17 luglio ed il 24 agosto - lo sciame di detriti lasciati lungo la propria orbita dalla cometa periodica Swift-Tuttle; questo sciame per noi è noto come “lacrime di San Lorenzo”, ma in Grecia rappresenta la Trasfigurazione del Signore che cade il 6 agosto...


Sono confusa: abbiamo tre date e tre fenomeni. Potremmo definire in ultima ipotesi la corrispondenza di ciascun fenomeno ad una data!


6 agosto Trasfigurazione del Signore
10 agosto San Lorenzo 
12 agosto Sciame 2 il ritorno


Ecco spiegato! Il 6 agosto Gesù Cristo assume l’aspetto di Gandalf il Bianco agli occhi di Pietro, Giacomo e Giovanni (Ndr: Pietro non è il componente sostituito da Aldo nel trio comico, bensì il primo degli apostoli), Lorenzo, sentitosi escluso dalla cosa decide di ritagliarsi il suo giorno di gloria tutto per sé e non solo in Grecia: il 7 pianifica il tutto, l’8 monta le scenografie, il 9 mette su una messinscena per far credere a tutti che anche lui è un Super Sayan di 3° livello come Gesù e il 10 viene bruciato vivo per errore, perché troppo credibile nell’interpretazione del dramma.


Però è il 12 che cadono le stelle, le cose non sono andate come dovevano, i tempi furono calcolati male da Lorenzo che, fatto santo, piange per l’obiettivo mancato ogni 10 agosto.

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Guspini - Commessione hi-fi gratuita" (L'Unione Sarda, p. 30)
Red e Pink notano e segnalano con profondo orrore un articolo riguardante la Pippa, Middleton ovviamente:
"Sedere finto per Pippa Middleton?" Yahoo

La canzone del giorno è:
Mou Res dedicata a José Mourinho e all'ennesima prova di estrema sportività che ha dato ficcando le dita nell'occhio al vice di Pep Guardiola. Red e Pink che sono ben più che simpatizzanti per il Barcellona gli dedicano questa canzone, tratta dal programma tv catalano Crackovia.


La frase del giorno è:
"Seu accanta accanta e m'arrosci!!" (tr. Sono lì lì per stancarmi)

mercoledì 17 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Marina di Carrara. Insegue clienti con la padella (Unione Sarda p. 11)

La canzone del giorno è:
A little less conversation - Elvis vs JXL
Pink e Red dedicano la canzone del giorno a chi non ama la Regina del Pop, sperando che non abbia a lamentarsi per il nostro piccolo omaggio a "the King of Rock"!

La frase del giorno è:
I non fumatori muoiono tutti i giorni.

martedì 16 agosto 2011

Ritratto di Signora: Madonna by Pink


 Da leggersi ascoltando Like a virgin

Impossibile oggi non parlare di lei: è il suo compleanno! Ma anche se non lo fosse per me sarebbe impossibile pensare ad una donna della musica e non pensare alla regina assoluta del pop: Madonna. Ecco, se c'è un personaggio famoso che io giudico il mio mito completo e assoluto è lei: Miss Madonna Louise Veronica Ciccone. Cominciamo col dire che Madonna non è un nome d'arte, si chiama proprio così, Madonna, come sua madre. Non si è inventata niente di blasfemo, l'hanno proprio battezzata così. Quello che di lei mi stupì leggendo la sua biografia fu l'assoluta determinazione che mise in tutta la sua vita, la certezza che ce l'avrebbe fatta, l'abnegazione che mise nello studiare danza, nel volersi imporre con una personalità eccentrica. Non c'è dubbio che su di lei influì moltissimo la famiglia, la morte prematura, molto prematura, della madre e un rapporto che non era idilliaco col padre e la matrigna. Si trovò un po' a fare da seconda madre ai suoi fratellini minori e visse quegli anni nel ricordo e nel culto della madre. Ma chi è Madonna? Come classificarla? Impresa più impossibile che ardua. Non è possibile classificare Madonna in una categoria. Musicalmente è pop, questo si, ma io intendo il pop “alla Morgan”, ovvero come un'etichetta a posteriori, nel senso che se domani la “Pastorale” di Beethoven diventasse prima in classifica, e ci restasse, diventerebbe pop, cioè popolare, e che Madonna sia popolare questo è fuor di dubbio. D'altronde è nel Guinness dei primati per essere la star più chiacchierata dai giornali inglesi, mica poco. Madonna è camaleontica, tutto quello che lei fa diventa una notizia, ogni suo stile fa tendenza, ogni canzone schizza in classifica, ogni concerto è uno show, ogni film fa discutere. Ma lei è lì, sulla cresta dell'onda dal 1983, quando uscì “Madonna, the first album”. Quello che però forse tutti non sanno è che a credere in lei come artista fu il mitico Patrick Hernandez, noto al grandissimo pubblico per aver scritto e cantato una delle canzoni più ballate della storia: “Born to be alive”. Madonna fu scelta tra le coriste che accompagnarono Hernandez in tour e lui si accorse dello straordinario talento di lei, che comunque non era molto entusiasta di intraprendere una carriera da cantante. E infatti lo mollò... Ma questo non le impedì di diventare una star, o meglio di diventare Madonna. Si può diventare una star, ma non si può diventare Madonna e questo lo si vede dalle continue emuli che spuntano fuori, non ultima Lady GaGa. Non posso dire che Lady GaGa non mi piaccia, ma non sopporto quando diventa la paladina dell'innovazione. Ma di Madonna coi video censurati (“What it feels like for a girl”, dove si schiantava a velocità folle con la macchina contro un palo dopo aver commesso una ventina di reati misti), dell'autostop nuda (con la foto sul libro “Sex”), del bacio alla statua del santo che si anima e delle croci che prendono fuoco (nel video di “Like a prayer”), di questo ci siamo tutti dimenticati davanti ad “Alejandro”. Io dico questo: se Miss Germanotta tra 28 anni sarà ancora sulla cresta dell'onda, ancora di tendenza, ancora all'avanguardia musicale, ancora un “caso”, beh allora forse sarà come Madonna, ma prima non lo si potrà sapere. Per me è stata una “rivelazione” quasi spirituale fin dall'infanzia. Ero troppo piccola nel '83 per il primo album, ma già da “Like a virgin” mi colpì veramente alla grandissima. Mia sorella si vestiva come lei, il video girato a Venezia era spettacolare. Poi arrivò il concerto in Italia, con quel mitico “Siete caaaaldiiiiiiii?” e io bambina davanti alla tv con gli occhi sbarrati dallo stupore per uno squarcio nella tela musicale della mia infanzia fatta di Cristina D'Avena e Zecchino d'Oro. Per non parlare dei film. Lo ammetto, Madonna come attrice non è granché, ma io adoro la sua Evita, lo studio e la passione che ci mise per entrare in un personaggio che riteneva tanto simile a lei. Per questo l'interpretazione per me è diventata relativa, e poi, caspita, sogno di mettermi al bancone e cantare “Don't cry for me Argentina” con quel mitico tailleur, quello chignon biondo come ha fatto lei. Ha personalità, gusto, orecchio, talento da vendere e dove non ce l'ha ci mette il suo per arrivarci. Se potessi essere qualcuno di diverso da me, sceglierei lei, non per i soldi ma per il carattere, per la forza d'animo, per la capacità di reinventarsi ogni volta in un modo sempre nuovo e sempre di successo.
Auguri Miss Ciccone, oggi è il tuo compleanno. Il mio augurio per te è di continuare ad accompagnarmi come hai fatto finora, e di reinventarti ancora, ogni volta in maniera più incredibile e di successo. 100 di questi successi, Madge!

Ritratto di Signora: Maria Carta by Red

Oggi è il compleanno della signora Ciccone, e la Rassegna Stronza non poteva esimersi dal festeggiarla con un bel post. Abbiamo pensato allora di fare un doppio ritratto, dopo le signore della moda… le signore della musica! non potevo soffiare Madonna a Pink, così ho scelto di fare una virata completa e passare da quanto di più innovativo si veda negli ultimi decenni all’artista della tradizione che più amo. Quindi, dopo aver fatto i migliori auguri alla regina del pop, sono pronta ad accompagnarvi alla scoperta della musica popolare sarda. Signori, ecco a voi Maria Carta! Ascoltate la sua voce e poi leggete... A baddà

Per (concepire) le femmine va meglio la sera, dopo una mangiata di cardo pisciauolo, uova e miele. Le uova per le rotondità, il cardo e il miele per il carattere.
( da “La vedova scalza” Salvatore Niffoi)

Ci sono donne grandissime che nascono in posti piccoli piccoli. Sono donne che da quando sono adolescenti trovano un orizzonte da cui guardare e aspettano l’istante giusto per spiccare il volo. La nostalgia con cui fissano in lontananza l’altrove non parla del desiderio di una fuga, ma di una struggente voglia di libertà. Le partenze di donne come queste, non sono urlate con rabbia, ma colme di immenso amore per ciò che si lascia. O meglio, le donne come Maria Carta non lasciano la loro terra, semplicemente a volte vivono altrove.
Maria naque a Siligo nel 1934 e a Siligo crebbe e cantò. Non è una cosa strana, tutti nasciamo e cantiamo: si cresce così, con una colonna sonora, con impressi suoni, voci, colori, che al pari del cibo ci si insediano nell’anima per diventarne la sostanza che la rende grande. Maria non ebbe una vita strana, e come quasi ogni bambina sarda degli anni trenta, nutrì la sua anima di campagna e canti, di lavoro e balli, e come tutti cantava e ballava, ma la sua voce non era come quella di tutti. Così i paesani le insegnarono le canzoni perché le potesse cantare alle feste e il parroco le insegnò la messa tradizionale perché potesse arricchire le celebrazioni. Maria diventava grande e cresceva con lei la voce, la bellezza, e la nostalgia del mondo, nutrita a guardare l’orizzonte dalla finestra di casa, come raccontava lei stessa. Aveva ventitré anni quando divenne miss Sardegna, ventiquattro quando si trasferì a Roma, ventisette quando, sposando lo sceneggiatore Salvatore Laurani, lasciò definitivamente la Sardegna per la capitale. Ma è l’altrove ad indicarle che la sua strada non può essere che nelle radici, e da Roma alla Sardegna il passo è breve, lo sappiamo in tante da queste parti, me compresa! Torna spesso a casa per studiare e approfondire il canto tradizionale, la vita artistica che ne scaturisce non è antica né moderna, non è folklore né campanilistico nazionalismo sardo. Io direi che quel che segna Maria Carta è destino, non scelta. Sarà attrice, voluta da Zeffirelli e da Coppola, avrà un repertorio proveniente da tutto il mondo, vivrà l’impegno politico fino a diventare consigliere comunale per il Partito Comunista a Roma, lei che confessava di pensare in sardo e poi tradurre in italiano, scriverà poesie, farà ricerca etnografica di tale valore da tenere corsi universitari a Bologna: queste si possono definire scelte. Ma la sua voce roca e profonda non appartiene solo a lei: evoca quella di intere generazioni di donne sarde, il suo amore per il canto è tale da farle affrontare della malattia, che la farà morire nel 1994, tutto tranne che le cure che le toglierebbero la capacità di cantare, e in questo gioca solo il destino. Nonostante la sua estrema versatilità sarà per sempre la voce del canto sardo, nonostante vide e conobbe tutto il mondo lei sarà comunque, fino alla fine, Siligo, nonostante la sua bellezza universale il suo nome non evoca un corpo, ma voce e capelli neri mossi dal vento.
Ci sono donne che passano l’adolescenza a volere tutto il mondo e a pochi mesi dalla loro morte dicono semplicemente “Sì, io da Siligo non sono mai andata via… 
Ci sono donne che affrontano il mondo a testa alta, stanno accanto ai nomi più grandi della cultura e della politica, meritano successo e fama e, nel giorno in cui finalmente la loro terra le celebra, non esaltano la propria grandezza, ma confessano: “Oggi mi sento piccola e come sempre con le mie enormi paure. Sono partita da qui con la volontà di cantare e portare in giro per il mondo la nostra memoria, e penso di averlo fatto con molta dignità perché non ho camminato mai da sola. Ero presa per mano da voi tutti, da tutto quello che voi mi avete insegnato. E mi avete insegnato una grande cosa, che la povertà non è importante, ma è importante la grande dignità che ognuno di noi si porta dentro: la grande dignità di noi sardi, ma insieme anche le nostre paure”.
Ci sono donne fatte di fragilità e grandezza, di pazienza e dolore, di sole e di buio, sono queste le donne di miele e cardi selvatici, dure e materne come la mia terra.

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Mangia cioccolatino al liquore, a processo per stato di ebrezza" Ansa
"In corsa coi maratoneti ma il tifoso centra il palo Repubblica tv

La canzone del giorno è:
Se ti tagliassero a pezzetti - F. De André

La frase del giorno è:
"Chi si rimangia le parole che ha detto, poi se le rimangia da sopra e da sotto."

lunedì 15 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Rimini. Scioperano i bagnini ma nessuno lo sa. (L'Unione Sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
Estate - Amalia Grè

La frase del giorno è
Peccati di varie cicche - Corrado Guzzanti (Gustatevelo con attenzione al min 0:20 qui)

La Rassegna Stronza augura a tutti un felice Ferragosto!

L'almanacco di Violet

Sigla

Sole: A Cagliari il sole sorge alle 6:35 e tramonta alle 20:21.

Luna: Luna calante. Ultimo quarto il 21 agosto, alle 21:51:21.

Onomastici: Auguri alle Assunta, Giovanna, Elena e ai Rocco, Giovanni, Bernardo.

Il Santo: San Rocco, ricordato il 16 agosto. Santo francese, vissuto a cavallo tra il 1200 e il 1300. Protettore dei campi, degli armenti, della casa. Si invoca per guarire dalle malattie contagiose e contro i mali alle ginocchia.

Compleanni storici: Auguri a Geppi Cucciari, nata il 18 agosto 1973.

Questa settimana accadde: Battaglia di Platea, 20 agosto 479 a.C.

Curiosità: Tra i miei predecessori, compilatori di almanacchi, pare sia stato di particolare rilievo Diego de Torres y Villaroel. Nato a Salamanca nel 1693, fu letterato, poeta, matematico e astrologo. Pubblicò per vari anni gli Almanaques con lo pseudonimo “El gran Piscator de Salamanca”.

Il Lama racconta: C’era una volta un lime che era molto angosciato. “Non sono né limone né arancia” si diceva, e se ne stava molto preoccupato sopra il suo albero. E passava il tempo a guardare le arance dell’albero di fronte e anche i limoni, ed era molto angosciato perché non era né l’uno né l’altro. Un giorno arrivarono Saùl e Andulio, staccarono il lime e si misero a giocare a calcio usandolo come pallone. “Sono guarito!” esclamò l’ex lime mentre Andulio dribblava Saùl e lo tirava con decisione nella porta avversaria che era, ovviamente, il pollaio. Il grido “Goool!” svegliò un maialino che, credendo di essere un pollo, dormiva su una trave del pollaio.
Tan-tan. Morale: gli armadi non hanno mai una sola porta. (da Racconti per una solitudine insonne. Subcomandante Marcos.)

Così parlò zio Gecob: Non tirare la coda a un gatto, potresti trovare i denti di una tigre.

Alla prossima settimana

domenica 14 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
con grande commozione Red e Pink danno il loro "bentornata nelle notizie che contano" alla loro beniamina Middleton, la Pippa, ovvio!
Guerra di curve: Pippa batte Jennifer - Unione Sarda, inserto Estate p. VII.

La canzone del giorno è:
Pink, Red e Violet dedicano con grande affetto la canzone del giorno al loro "cavalier strutto"
Uomini col borsello - Elio e le storie tese

sabato 13 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Treviso: bloccato Zorro, da mesi imbrattava monumenti. Unione sarda online

La canzone del giorno è:
Bartali - Paolo Conte

venerdì 12 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Lezioni di sesso sugli aerei della Qantas" (L'Unione Sarda, p. 13)

La canzone del giorno è:
I say a little prayer for you (My best friend wedding OST)

giovedì 11 agosto 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Rimini - Parà atterra su giocatore di bocce" Unione sarda online

La canzone del giorno è:
Timoria - Nata dal cuore

Pink, Red e Violet approfittano di questo post per fare gli auguri di Buon Compleanno a Black!!!

Tanti tanti tanti auguri alla nostra fantastica scienziata!

mercoledì 10 agosto 2011

GRAZIE

Pochi minuti fa c'è stato un dito che ha fatto per la millesima volta clik sul nostro blog!
Non ci sono molte altre parole oltre che dirvi grazie, a tutti coloro che ci leggono, sostengono e incoraggiano, a Black e Violet che si sono immerse nella nostra avventura e anche a Pink e Red!
Lo facciamo in musica, a modo nostro!

Questa è per Pink:
Pink - Aerosmith

Questa è per Red...
Capelli Rossi - Fiorella Mannoia

E, dulcis in fundo, questa è per tutti voi, per Black e Violet, con tanto di inchino da Pink e Red....
Grazie - Marlene Kunz

Speciale san Lorenzo. I sogni son desideri... By Red

Borbottò qualche cosa e sembrò seccato. Perché il re teneva assolutamente a che la sua autorità fosse rispettata. Non tollerava la disubbidienza. Era un monarca assoluto. Ma siccome era molto buono, dava degli ordini ragionevoli. "Se ordinassi", diceva abitualmente, "se ordinassi a un generale di trasformarsi in un uccello marino, e se il generale non ubbidisse, non sarebbe colpa del generale. Sarebbe colpa mia"

Se c’è una cosa a cui non posso rinunciare è fermarmi ogni tanto a guardare il cielo. Un po’ di silenzio, se si può una birra o un bicchiere di vino, pensieri che corrono, magari buona musica: mi sembra una perfetta ricetta per esercitare la sana abitudine di ritagliarsi un’ora di solitudine benefica e rinvigorente o per procacciarsi una chiacchierata sottovoce con le persone che senti così vicine da poterci parlare senza guardarle negli occhi.
La notte di san Lorenzo la mia buona abitudine si fa tradizione e, prima ancora che alle stelle cadenti e ai desideri, a me viene da pensare a una sorta di appuntamento non detto con tutti i pezzi di famiglia, vera o acquisita che sia, e gli amici che, anche se dubito che stiano a pensare a me in un momento così degno di romanticismo, stanno, comunque e a qualunque distanza si trovino, sotto lo stesso mio cielo a scrutare le mie stesse stelle in cerca di quello che io sto cercando: qualche tenera lacrimuccia di san Lorenzo che, non ci crediamo ma non si sa mai, possa realizzare i nostri desideri.
E io ogni anno faccio così: mi trovo un angolino da dove mettermi naso all’aria, mi preparo i desideri che, si sa, devono essere espressi tempestivamente pena la loro immediata decadenza, e ci provo. E ne vedo tante di stelle cadenti, perché non mi stanco di guardare il cielo che è così infinitamente bello e sembra uguale mentre invece è diverso in ogni suo angolo, ha geometrie straordinarie e bagliori fatui che lo rendono degno di essere scrutato e quasi mangiato con gli occhi. E quando all’improvviso una freccia dorata trafigge la lentezza del divenire del cosmo in un lampo improvviso… zac! Io anziché esprimere tempestivamente i desideri che avevo preparato per poter fare più in fretta, riesco solo a pensare: “che bello!”. Ma subito dopo mi disapprovo e mi dico che quel povero desiderio si avvererà distrattamente come io ero distratta, fugace come la stella che l’ha accompagnato o magari si dimenticherà della tempestività che era implicita nella richiesta e diverrà realtà solo quando smetterà di pensare ad altro.
Quindi ho riflettuto molto e ho approntato una nuova tipologia di desideri, così da migliorare nella mia attività di “esprimente principiante” ed ottenere migliori risultati rispetto al passato.
La prima riflessione sta in quella favola meravigliosa che è il Piccolo Principe: come ho premesso ai miei pensieri di oggi "se ordinassi a un generale di trasformarsi in un uccello marino, e se il generale non ubbidisse, non sarebbe colpa del generale. Sarebbe colpa mia.” I miei desideri quindi dovranno stare nel campo del realizzabile e non dell’incontrollabile.
La seconda riflessione riguarda il fatto che bisogna stare molto attenti: se alcuni dei desideri che in passato ho espresso si fossero realizzati così come li avevo chiesti, la mia vita sarebbe piuttosto diversa da come è ora, e, sappiatelo, io amo la mia vita rossa e “bagamunda” (ndr vagabonda), per non parlare del fatto che probabilmente sarei in un mare di guai! Quindi tra vedere e non vedere quest’anno mi dedicherò solo a desideri frivoli o che siano così profondi da essere in potenza già realizzati in me.
E adesso la faccio grossa, e vi do qualche anticipazione, solo labile e fosca, altrimenti è sicuro che anche quest’anno mi frego con le mie mani!
Quanto alle frivolezze penso che ci saranno oggetti potenzialmente contundenti e preferibilmente rossi da mettere ai piedi, o viaggi in terre vicine e lontane… per me e per chi ne ha bisogno.
Quanto ai desideri in stile re del Piccolo Principe chiederò nuove strade a me ignote da percorrere, disseminate, citando sempre de Saint-Exupéry, di rose e volpi, di cieli con stelle che ridono e campi di grano per avere sempre accanto tutti coloro che per qualche motivo non potrò avere vicino, almeno per un po’ (non vi spiego di più di queste citazioni, chi non avesse ancora letto questa storia, lo faccia, è un ordine!).
Per il resto andrà bene stare un po’ col naso in su a guardare una bellezza senza tempo e a godere del vento che, almeno in terra sarda, ci sta deliziando. Sarà bello con o senza desideri!
E visto che san Lorenzo porta il nome del mio desiderio più grande, io non lo esprimo ma lo penso e lo spero, chissà che un giorno in questa notte che a me piace tanto non si possa festeggiare anche un onomastico.
PS: se sono stata troppo romantica non preoccupatevi, domani rinsavisco! E ricordatevi che ve lo avevo detto fin dall’inizio: non sono cattiva, è che mi disegnano così! 

Speciale san Lorenzo. I sogni son desideri... By Pink

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.


Ora... Quando Pascoli scriveva questa poesia non sprizzava proprio allegria da tutti i pori. Diciamo che non ricordava proprio un avvenimento felice. Eppure il 10 agosto di ogni anno io ripenso a questa poesia. Lo so... È tragico. Il pensiero mi va subito dopo a San Lorenzo e alle estati splendide che passavo da adolescente in quel di Sanluri con i miei zii e cugini, dove appunto si fa una meravigliosa festa per questo santo. Col tempo ho iniziato ad aggiungerci stelle e desideri, ma essendo io una talpa integrale le stelle le vedo poco. Ho sempre fatto un po' a tentoni! Da bambina un po' mi rompeva anche le scatole stare col naso in su ad aspettare di vedere cadere qualcosa che tutti avrebbero visto tranne me. Finiva sempre che mi addormentavo senza aver visto niente, ed era per questo (solo per questo) che i miei desideri non si realizzavano. I miei genitori non mi compravano la cameretta di Barbie perché io non vedevo le stelle cadenti e quindi non avevo espresso il desiderio, pura matematica. Con mia cugina, da ragazzine, cercavamo ogni anno un posto abbastanza scuro per sdraiarci a guardare il cielo e aspettare le stelle cadenti, immaginando questo o quel ragazzo, un sogno o un altro, sempre diversi. Mi ricordo che eravamo felici dei nostri desideri, e qualcuno di quelli si è pure realizzato rendendoci felici. Ma siamo cresciute ed è ovvio che i desideri restano, aumentano, cambiano, si adeguano a me e alla mia vita. Io ho sempre distinto i desideri “veniali” da quelli profondi. Ad esempio, io ora sto desiderando un piatto abbondante di lumache col sugo, questo non vuol dire esattamente che questo sia il mio desiderio più profondo in assoluto, quello per cui varrebbe la pena aspettare una stella cadente. Sarebbe un po' uno spreco, no? Per le stelle cadenti ci vuole qualcosa di più importante, di più profondo... O perché no?!? Di più immediato. Il cielo pieno di stelle può suscitare un desiderio e una necessità improvvisa. Oppure la nostra vita può essere sconvolta all'ultimo e farci cambiare priorità e desideri. Se mi si fosse rotta la macchina (noooooooooooooooo! Ndr), vorrei con tutta me stessa una macchina funzionante. Ma per me adesso non è così. Cenerentola dice che “i sogni son desideri” e in effetti per lungo, lunghissimo tempo anche io ci ho creduto. In realtà non tutti i sogni che faccio sono avvenimenti, persone o cose che desidero, che desidero veramente intendo, di cui non potrei fare a meno. Mi viene in mente un momento del primo film di Harry Potter, in cui il protagonista si trova davanti allo “Specchio delle brame” e vede i suoi genitori e la sua famiglia, che non ha mai conosciuto. Vedendolo lì davanti il professor Silente gli disse che un uomo pienamente felice guardandosi in quello specchio avrebbe visto solo sé stesso. Esiste davvero qualcuno che guardandosi davanti allo specchio delle brame vedrebbe soltanto sé stesso? Non ci credo. Un desiderio almeno piccolo e veniale ce l'abbiamo tutti. Io sono soddisfatta della mia vita com'è adesso, ma è logico che mi manca qualcosa. Essere soddisfatti non significa per me non avere desideri, ma sapere che possono essere realizzati. So che la mia realizzazione lavorativa dipende dalle mie capacità e che lavorare sodo alla fine mi pagherà, non solo economicamente. Cosa posso augurarmi e chiedere alle stelle cadenti questa notte? Lo so, in realtà lo so benissimo che cosa chiederò alle stelle cadenti: chiederò di continuare così! ...e Lorenzo! 

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Villagrande - In municipio si litiga per la Bindi" (L'Unione sarda, p. 37)

La canzone del giorno è:
"Be my babe" - The Ronettes
Pink e Red ci tengono a sottolineare che la scelta della canzone del giorno è dovuta alla notizia drammatica del progetto di remake di "Dirty Dancing". Red e Pink dicono NO, ASSOLUTAMENTE NO a questo scempio!!!

Siccome oggi è San Lorenzo, e a breve avremo uno speciale su questa giornata, ci permettiamo di segnalare un'altra canzone del giorno:
I sogni son desideri - Cenerentola

martedì 9 agosto 2011

Intervista a Pink By Red



R - Quando hai scoperto di essere “Pink”?
P - Relativamente da poco. Ho passato diversi anni vedendo la vita in maniera molto più nera, poi complice una t-shirt rosa ho capito che vedere le cose anche in un modo un pochetto più "frivolo" mi avrebbe fatto bene al fegato e al cuore, e avrebbe fatto bene anche a chi mi stava intorno. La cosa sconcertante è che tutti giudicano questo troppo da "bambina", io invece trovo che il fucsia sia un pensiero di vita molto più adulto. Il rosa confetto sta alle bimbe, il fucsia è ormai il colore di chi vive la vita con naturalezza, ironia e un tocco di cinismo.

R - Di quale arte vorresti essere esperta?
P - Credo dell'arte della pazienza: mi scaldo e mi gonfio con la stessa velocità del latte, e nella stessa velocità mi sgonfio. Il problema è che a volte non è assolutamente necessario che mi scaldi così. 

R - Elimina il cigno nero, perché è troppo facile, di che balletto saresti l’etoile nel mondo dei sogni?
P - Sicuramente Myrta di "Giselle". 

R - Ringrazi di essere zia per giocare a quale gioco senza dare troppo nell’occhio?
P - Con la pista delle macchinine. Ce ne sono troppo poche in giro e questo è un danno, ma con quelle che vedo non riesco a trattenermi, le adoro e non ne ho mai avuto una, così sfrutto i nipotini per giocarci anche un po' io!

R - Sei quasi arrivata a trent’anni, cosa ti appresti a capire della vita?
P - Non credo molto a chi dice che la vita è una puttana e va "spupazzata" fino in fondo. La vita è un bene preziosissimo, che va goduto e indirizzato nel modo giusto. A volte basta semplicemente lasciare che la nostra stessa vita ci travolga un po', non incanalarla per forza dove non vuole andare.

R - Che consiglio daresti a Red?
P - Una punta di egoismo in più, specialmente parlando di sentimenti, non le farebbe male. Per il resto è una grande così com'è!

R - Che personaggio della letteratura vorresti essere?
P - Mi dicono che somiglio ad Hermione Granger della saga di "Harry Potter", ma se potessi scegliere per me direi Elizabeth Bennet di "Orgoglio e Pregiudizio".

R - Che poesia vorresti che fosse stata scritta per te?
P - Il carme V di Catullo, per sempre! 

R - Se in questo istante potessi fare una magia quale sarebbe?
P - Oddio!!! Pigra come sono mi specializzerei negli incantesimi di Appello (ndr. Nella saga di Harry Potter sono gli incantesimi per richiamare gli oggetti), ma visto che si parla di questo preciso istante, direi che la mia vita adesso è notevolmente magica da sé. 

R - Qual è il regalo che vorresti fare e quale ricevere?
P - Sul regalo che vorrei fare non saprei, mi piace regalare cose che piacciono a chi le sto regalando. Tra pochi giorni sarà il compleanno di Black e le ho preso una cosa che so per certo che le piace. Su quello che vorrei ricevere beh... Un bel solitario con diamante! 

R - Qual è la parola più difficile che conosci?
P - E' una bella sfida tra paraninfo, psicopompo e transverberare. 
R - Quale musicista potrebbe rappresentare la tua vita in una sinfonia?
P - A parimerito Gershwin e Čajkovskij.

R - Cosa ti fa più ridere di te?
P - I momenti di totale e completo "attropellio", ovvero quando cerco di fare millemila cose e mi incarto e incasino malamente.

R - Il tuo rapporto con Black in una parola.
P - Follia!

R - Cosa ti fa infuriare in meno di cinque secondi?
P - I ritardi. Non riesco a sopportarli perché io stessa sono una persona ritardataria e so che è molto maleducato far aspettare le persone.

R - Cosa ti fa addolcire in meno di cinque secondi?
P - Una frase, una parola tenera che non mi aspetto.
 
R - Che film avresti voluto recitare?   
P - Senza dubbio in "Via col Vento"! Ma attenzione, non avrei mai voluto interpretare quella smorfiosa pupattola di Melania Hamilton, mi sarebbe bastato anche fare un comodino. 
R - Che libro avresti voluto scrivere?
P - Tanti in realtà, invidio moltissimo chi ha la capacità di mettere su carta sensazioni e concetti con tanta sapienza. Penso che però avrei voluto scrivere "Il nome della rosa" di Umberto Eco, perché unisce il romanzo alla storia in maniera sublime!

R - Hai mai avuto la sensazione di avere davanti il tuo uomo ideale?
P - Eeeeh, un sacco di volte! Anche adesso (non proprio letterariamente parlando), e francamente spero davvero che sia lui!

R - Una citazione colta per chiudere l’intervista.
P - "Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere", Baudelaire. Riassume molto di me!

Intervista a Red By Pink

P - Quando hai scoperto di essere così rossa?
R - A tre anni, quando cantavo sempre Anna dai capelli rossi e volevo indossare il vestito da cappuccetto rosso tutti i giorni.


P - Un film e un libro che ti hanno cambiato la vita e perché?
R - Il film… terribile indecisione tra “il buono il brutto e il cattivo” e “colazione da Tiffany”. Perché non posso evitare di citarne qualche scena per troppo tempo e perché sono due film che non mi stanco di vedere da quando sono una bimba. Il primo secondo me è la perfezione estetica dell’arte cinematografica, il secondo un meraviglioso ritratto di donna, una “matta vera” che veste Chanel ed è interpretata dalla mia attrice diletta.
Quanto al libro… direi “canne al vento” perché è il primo romanzo di Grazia Deledda che ho letto: so con certezza che il momento in cui mi sono innamorata di questa scrittrice, avevo quattordici anni, è stato il momento in cui ho capito la visceralità dell’amore che sento per la mia terra.

P - Quale potrebbe essere il tuo difetto peggiore?
R - Il mio essere maschio al 75%.


P - Invece il pregio?
R - Il restante 25%, meravigliosamente femminile. Naturalmente nel mio caso, come sempre, basta una piccola donnina per zittire tre maschioni!


P - Sei arrivata a 30 anni, cos'hai capito finora della vita?
R - Ho capito che è assai interessante, c’è molto da imparare.


P - Com'è il tuo rapporto con Violet?
R - Invidiabile.


P - Che consiglio daresti a Pink?
R - Le direi di mettere più spesso la gonna, per il resto va benissimo!

P - Il tuo lavoro è la tua più grande passione, ma quando Red decide di staccare dall'archeologia cosa fa?
R - Un sacco di cose meravigliose e interessanti… vive!


P - Chiedono in tanti come mai Red sia single, vuoi spiegarlo?
R - Suppongo che il rosso non doni a tutti.


P - Se potessi per un giorno cambiare la tua vita completamente cosa sceglieresti di fare?
R - Se il cambio fosse per un solo giorno andrei sulle frivolezze: vorrei diventare attrice e girare qualche scena con Clint Eastwood, e già che ci sono strillargli: Biondoooooooooooooo!


P - Tre cose che ami e tre cose che odi
R - Amo la bellezza, l’ironia e il vino rosso; odio la sciatteria, la banalità e il vino tagliato con acqua.


P - Qual è secondo te il vero lusso?
R - Penso che sia avere molto tempo e saperlo usare.


P - Se potessi rifare la scena di un film, quale rifaresti?
R - Ops… ho già risposto! Biondoooo Biondooooo Biondooooooooo! Lo sai di chi sei figlio?


P - Altra domanda cinematografica: se la tua vita fosse un film, chi sarebbe il regista?
R - Dino Risi, direi. Il Dino Risi degli anni Cinquanta e Sessanta, che ti fa vedere il mondo colorato anche col bianco e nero.


P - Come ti immaginavi a 18 anni?
R - Pensavo che sarei diventata una bella e brava ragazza.


P - Come ti immagini invece tra 10 anni?
R - Penso che sarò una bella e brava signora.


P - Come ti descriveresti in tre parole?
R - Sono rossa, rossa e rossa.


P - Per aiutare i milioni di fans online ci descrivi il tuo ideale di uomo?
R - Si può avere bello, alto, forte, coraggioso, onesto, libero e generoso?


P - Cosa cambieresti di te?
R - Niente, mi mancano solo le crisi di identità… per il resto già sono a fiori!


P - Una citazione colta per chiudere l'intervista!
R - Per non essere troppo colta ve lo dico in italiano e non in latino: “e voi acque, peste del vino, andate lontano, tra gente per bene: qui si beve solo vin schietto” (Catullo).