domenica 30 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Viabilità - Bacche pericolose, in viale Trieste si va a dieci all'ora (Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
I want to break free - The Queen

La frase del giorno è:
Finisce che adesso vado via e dimentico l'etichetta!

sabato 29 giugno 2013

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Nachdenken
Siccome, ahimè, l'ispirazione oggi non c'è, vi racconto uno straordinario incontro. Non proprio del terzo tipo.
Immagino, infatti, che la vostra fantasia stava già correndo verso pianeti lontati popolati da esseri somiglianti all'essere umano. Non è così, mi spiace.
In realtà si tratta di qualcosa di più di un incontro, forse il termine più corretto è sventura ricorrente. E' incarnata da una ragazza italiana che, originaria della vulcanica Catania, chiameremo per rispetto suo e, soprattutto, nostro Nachdenken.
Mi sembra di aver accennato a lei in un vecchio post a proposito di un piccolo party sulla Neckarwiese. E' la famigerata ragazza delle bolle di sapone giganti.
Ha iniziato a palesarsi un anno addietro durante un corso di tedesco. Ragazza timida con mille interessi, tra i quali spiccano il disegno, la danza africana e la birra preceduta da qualche sigaretta puzzolente, Nachdenken studia i dialetti arabi.
Indimenticabile quella volta che incantò la platea di studenti stranieri con una presetazione di un racconto arabo di cui ora mi sfugge il contenuto...Forse aveva a che fare con un dialogo tra il Diavolo e un arcangelo...ma forse sogno e faccio confusione con i Fratelli Karamazov.
Si sa come vanno certe cose. Quando si frequenta questi corsi dove ci sono una miriade di studenti di varie nazionalità si fa più volentieri amicizia con quelli del proprio paese, si creano in pratica delle malsane (in senso linguistico) consorterie. Per cui alla pausa c'è il gruppo dei Brasiliani, degli Americani, dei Turchi e, sì, quello degli Italiani che apre le porte a tutti quelli che hanno bisogno di parlare con qualcuno durante quella decina di minuti di relax...
Ricordo ancora quel quart'ora mal speso quando le diedi una mano a cercare macchina automatica per il caffè. Nell'edificio si sapeva che c'era un qualcosa del genere ma non se ne conosceva ancora l'ubicazione esatta.
"Sai dove posso trovare una distributore di caffè?" "No, ma se vuoi ti do una mano a cercarlo".
Gira e rigira non si trova...finchè non si scopre che...non cercava un caffè,  ma...
"Sai, perchè ho sete..." "Cosa? E perchè cerchi del caffè?" "Eh, si sa no? Dove c'è caffè, c'è acqua...". Allora perchè non prendere un bicchiere e riempirlo nel Neckar? O abbeverarsi direttamente nelle sue bionde acque?
Così è iniziata una lenta e inesorabile conoscenza dei limiti della logica.
Nachdenken è una ragazza ingenua, che da fiducia a tutti. Sarà che è ciellina e che canta, quando va a fare le gite fuori porta a Mainz, Stuttgart e Hamburg, "Grazie, Signore, grazie..." con l'aggiunta di "Birreria numero 19..." quando si accontenta di visitare i pub irlandesi o semplicemente le cantine tedesche nel paese dei balocchi tra Neuenheim e l'Altstadt...
...Sì, infatti, sta ancora aspettando il messaggio di conferma di un altro collega, Ugo Righetti, per una cena dello scorso agosto. O forse soltanto quello della festa di compleanno in ottobre? Secondo me non viene, nè alla prima nè alla seconda...in fondo è di un'altra chiesa molto più ortodossa...
Negli ultimi due mesi ho avuto la ventura di parlarci più spesso e di scoprire che esistono molte diversità. Nella sua testa, si intende.
Passa dallo stato euforico e positivo a quello più catastrofico e depresso in un battito di ciglia.
A sua giustificazione devo dire che forse, molto forse, non dipende da lei, ma dal cibo della mensa. Prima di riempire il vasoio è allegra e spensierata, controlla i piatti e le posate che siano per bene puliti - di solito sceglie però quelli più sporchi - e poi s'incammina per buffet affamatamente serafica. Carica il suo piatto di tutte le prelibatezze finte calde, paga (dopo aver fatto impazzire la cassiera con la sua carta-studente scarica) e si incammina al tavolo golosa. Si siede e si domanda "Ma non è che avrò preso troppo?" "Sei troppo generosa nei confronti della pattumiera". E poi "Che sarà mai questa poltiglia?" "Assaggiala, mica morde...è morta".
Però va ghiotta di burro. Torte al burro, pizze al burro, paste al burro e ora, dulcis in fundo, vuole provare una nuova ricetta: pasta al sugo con pesto e una noce di burro. Quando si parla di lucida follia.
Nach è anche una grande sedutrice. Non si sa dove risieda il suo potere di farsi amare e di piacere proprio a tutti, o quasi. Sarà nella sua timidezza? Nella sua insicurezza? Nella sua giacca mimetica? In ogni caso, Circe, Nausicaa e Calipso le fanno un baffo.
Da quando ha messo piede ad HD ha già rastrellato ben cinque orsi. Sì, avete capito bene. Orsi, tipo Jogi e Bubu.
Uno, un orso lombardo finto-ciellino, è bello che steso sul pavimento della sua camera da un pezzo. Diciamo che non andavano d'accordo a causa di divergenze sul loro futuro. Sì sa, gli orsi CL desiderano famiglia il più presto possibile, perchè arrivata a una certa età è dura poi...
Un altro è suo ospite una settimana sì e l'altra pure, nonostante lei non abbia usato i suoi poteri di affascinamento. Ma a lui è bastato poco. La sua ospitalità, il suo letto e la sua scrivania.
In pratica, Nach si è ritrovata in casa, infatti, il famoso orso marsicano abusivo (sottogruppo del nobile orso marsicano che tutti noi amiamo) che si prende tutto il barattolo quando gli offri un cucchiaino di miele. Pur di farlo fuori, visto che non riusciva a trovare le parole per dirgli di andarsene, meditava di assoldare un bracconiere teutonico che avrebbe dovuto ucciderlo con l'esibizione della sola sua camicia striata...veramente inguardabile.
Il terzo, il celebre orso di Cambridge, si è fatto avanti più volte, ma lei l'ha tenuto sulla corda. Eppure l'ha invita per ben due volte in birreria sapendo che lei è una vera intenditrice. Fatto piuttosto raro in CL. Ma di questo lui non è ancora al corrente. Non c'è due...
Tra l'inverno e la primavera, proprio quando usciva dal letargo, ha conquistato un orso del Peloponneso. E' stata subito un'amicizia amorosa fatta di poche ma intense parole. Tipo?  " Wie geht's?". Ed è stata fortunata che si siano limitati a quello. Il suo pelo nero è lucido perchè trasuda una particolare sostanza in quantita alquanto abbondante...Quale? Schweiß.
Dopo qualche abboccamento con il plantigrade del 38° parallelo è spuntato, alla fin fine, l'orso del Polesine. Da una penisola all'altra. E alla fine ha trovato l'esemplare CL paziente, che non trasuda di Schweiß e non è abusivo fatto, chissà quanto, per lei.
E' un buon partito per Nachdenken.
Penso al suo equilibrio psico-emotivo. Riuscirà lui a sopravvivere a lei?
Nel frattempo allertiamo il WWF.
 
Paul_Blau_Vierzig
p.s. Si tratta ovviamente di pura fantasia al 100%. Se si notano salti logici non è perch'è intervenuta la censura. E' pura fantasia al 100%.

venerdì 28 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Arzana. Suini latitanti, registri vuoti (Unione Sarda p. 42)

La canzone del giorno è:
It ain't over till it's over - Lenny Kravitz

La frase del giorno è:
I grandi sono piccoli con licenza di marachella.


giovedì 27 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Quel ramo del lago ospitale (Unione Sarda p. 29)

La canzone del giorno è:
Anche un uomo - Mina

La frase del giorno è:
Sono una donna che sussurra alle dita

mercoledì 26 giugno 2013

Semena a intuladura unu Caminu 'e paza a sa Luna

by Violet


“Semina, semina. 
L'importante è seminare"


...e non sarà un giorno ricco oggi solo, ma quello dell'attesa, della scoperta del primo germoglio, della fioritura... e se ti sarà dato, quello della raccolta
Però tutto inizia dal giorno in cui si decide di uscire a seminare

martedì 25 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Fonni - Armato di mattone contro il compaesano (Unione sarda, p. 33)

La canzone del giorno è:
Alcoba azul - Frida OST

La frase del giorno è:
E' solo un numero!

lunedì 24 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serramanna - "Discount dei fiori rubati" (Unione sarda, p. 17)

La canzone del giorno è:
Fuochi nella notte (di San Giovanni) - CSI

La frase del giorno è:
E' troppo bella la sigla di Conad!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 5:57 e tramonta alle 20:53.

Luna: Ieri abbiamo avuto, contemporaneamente, Luna piena (alle 11:35) e al perigeo (11:12). Uno spettacolo naturale amplificato dalla vicinanza al Solstizio d’Estate! Da oggi la Luna è nella sua fase discendente e il 30 giugno alle 4:56 entra nel suo ultimo quarto.

Cielo del mese, i pianeti: Saturno, il signore degli anelli astronomico, si conferma il pianeta che in questo periodo attira l’attenzione degli appassionati. Soprattutto dopo il recente show della Luna Solstiziale. Il pianeta è osservabile fino alle 3 del mattino e culmina a Sud attorno alle 22:30. Continua a muoversi di moto retrogrado nella costellazione della Bilancia.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Giovanni (Natività del Battista), Eros (e fratelli), Simplicio (di Autun), Maria Guadalupe (24 giugno); Eurosia (di Jaca), Prospero (di Aquitania), Febronia (25 giugno); Davide (di Salonicco), Giovanni e Paolo (martiri di Roma), Massenzio (abate), Rodolfo, Salvio e Superio, Vigilio (26 giungo); Cirillo (di Alessandria), Ferdinando (d’Aragona), Sansone (27 giungo); Ireneo (di Lione), Vincenza (Gerosa), Paolo (I papa), Papino (martire), Attilio (28 giungo); Pietro e Paolo (apostoli), Cassio (di Narni), Emma (di Gurk) 29 giugno; Airick, Beltrando, Erentrude (badessa), Ladislao (d’Ungheria), Ottone (di Bamberga), Pietro (di Asti), Clotilde (30 giugno).

Il Santo: Il 30 giugno (secondo alcune tradizioni, invece, il 27 giugno) la Chiesa commemora Ladislao, re d’Ungheria, vissuto tra il 1040 e il 1095. Fu canonizzato nel 1188 da Clemente III. È patrono d’Ungheria.

Compleanni storici: Il 26 giugno 1908 nacque Salvador Allende.

Questa settimana accadde: Al 24 giungo 1981 risale la prima apparizione della Vergine Maria a Medjugorje.

La notizia del giorno… un anno dopo: Tortolì. La puzza è finita (L’Unione Sarda, Edizione del 28 giugno 2012, p. 41).

Feste e ricorrenze: Il 26 giungo è la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe. Il 28 giungo è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT e si svolge il Gay Pride.

Il Lama racconta: Vivevano un tempo vicine due comari. Una aveva delle galline per l’aia. Un giorno una scappò e la comare, dopo averla cercata in ogni dove, andò a chiedere alla vicina se l’avesse vista. La vicina era seduta a tavola con il marito e pasteggiavano proprio con una gallina trovata per via. Così coprirono lesti i piatti e, interrogati dalla comare se avessero visto la sua gallina, risposero così: “Stiamo mangiando un’ottima tartaruga!”. La comare allora disse: “Ih! E in tartaruga si cambi!”. Così dicono sia nata la tartaruga (La tartaruga, liberamente tratta da una leggenda di Quartu Sant’Elena, Violet per la Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte.


Così aggiunse Violet: Prestissimo vi terrò compagnia con una nuova rubrica: Semena a intuladura unu caminu ‘e paza a sa Luna. Piccoli semi lanciati sulla nostra via. Per riflettere. Per farsi coraggio. Per sperare. per vivere.

domenica 23 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serramanna. Nipote invadente e abusivo (Unione Sarda p. 30)

La canzone del giorno è:
Blame it on the girl - Mika

La frase del giorno è:
Chiudimi le vocali che c'è corrente!

sabato 22 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Poetto. Il ritorno del Gabbiano (Unione Sarda Quartu Sant'Elena)

La canzone del giorno è:
La bambola - Patty Pravo

La frase del giorno è:
Che mondo sarebbe senza Nutella? Snutellato!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Mensa





 
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 21 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Olbia - Buco nell'acqua a Rudalza (Unione sarda, p. 42)

La canzone del giorno è:
Città vuota - Mina

La frase del giorno è:
E' estate: cadono le braccia.

giovedì 20 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Guspini. Cavalli, colpevoli padre e figlio (Unione sarda p. 26)

La canzone del giorno è:
La paranza - Daniele Silvestri 

La frase del giorno è:
Tu avresti un futuro come bottiglietta d'acqua quasi finita!

Allichidiu tui (tutto l'universo in un istante) - by Red



Mi incanto a guardare una foto su un giornale, mi incanto perché ci vedo tanta bellezza. Una voce fuori campo dice “che schifo”. Mi viene come risposta solo un “allichidiu tui”*, lo sussurro, e non sollevo lo sguardo perché non lo voglio nemmeno vedere in faccia l’autore di un così autorevole commento. 
Schifo. Non capisco. Forse farà schifo perché l’amore non è cosa per gente schizzinosa. L’amore è cosa per gente che si sa mischiare, abbassare, chinare verso profondità assolute, gente che non ha paura di spezzarsi le unghie o sporcarsi le mani. Forse è per questo che fa schifo, non lo so. O forse è che qualcuno l’amore non lo vuol guardare in faccia, è troppo bello per poi non sentirsi miseri al suo cospetto. 
Io lo conosco l’amore, l’ho guardato in faccia. Come er Ghepardo d’a Tiburtina “io nun t’ho visto, t’ho vissuto”, amore.
Ho visto l’amore grande che si fa piccolo piccolo per non disturbare, e non spaventare. Ho visto l’amore forte che si fa silenzio e rinuncia, per rispettare. Ho visto l’amore felice, che si fa vedere dai sorrisi, l’amore tradito che scoppia in pianto al cospetto della luna. Ho visto l’amore che si fa culla in cui dormire, baci per sognare, leggerezza per volare. L’amore che si fa risate per esplodere in un tripudio di piume colorate. L’amore che copre, che spera. L’amore umano che sbaglia, ma vive.
E guardo quella foto e vedo un abbraccio e quattro occhi sorridenti di chi l’amore non l’ha visto, l’ha vissuto. In tutto il riso e in tutto il pianto e in un istante vuole urlare al mondo la bellezza di un “per sempre”. Io lo vorrei, un giorno, un abbraccio così, un bacio così. Un “per sempre” tutto mio e di Amore. E di fronte a tutto questo il fatto che io un abbraccio così lo vorrei da un uomo, mi pare un fatto così piccolo, futile, anche squallido nella sua relatività, che non capisco a che serva sottolinearlo. Perché Amore è un bel po’ più grande di me e dei miei desideri, e anche quando ha fatto un tuffo nelle imperfezioni umane non fa schifo. 
È meraviglioso, semplice, estasiante. È tutto l’universo in un istante. Punto. 

* letteralmente "pulito", in senso ironico "bello tu! (non ti si può guardare)

P.S. Sabato 29 giugno dalle 16,30 alla prima fermata del Poetto ci sarà il Sardegna Pride. Noi ci saremo, per unire colori a colori. Ecco lo spot!

mercoledì 19 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Birre e zona franca (Unione Sarda p. 34)

La canzone del giorno è:
Friends will be friends - Queen

La frase del giorno è:
E comunque, la menta è una delle migliori creature di nostro Signore!

Notte prima degli esami - by Red


La notte prima degli esami non è solo una notte. Sono notti e giorni. O almeno così è stato per me.
Gli esami, quelli della canzone, la maturità classica tanto aspettata… così tanto che la notte prima degli esami non ne potevo più, di me, dei professori, della scuola, dei compagni, del mondo, del telefono che continuava a squillare.
Era l’anno della riforma, il primo anno senza il 36, il primo con il 100. Tutte le materie, tutte le materie, tutte le materie. Su RAI 3 la notte prima degli esami c’era uno speciale di Serena Dandini fatto apposta per ricordarcelo, con er Piotta come ospite. Che Dio la benedica, ne avevamo proprio bisogno, ancora la sto ringraziando!
La notte prima degli esami fu un gelato del pomeriggio in piazza Yenne, tiramisù e panna, tanta panna “ché sei magra e hai la faccia stanca”. Furono ore di fuga al mare, dopo giornate a ripassare storia e a spiegare matematica, con i libri però, che in quei giorni davano più sicurezza di una copertina di Linus, pronti a rispondere a dubbi atroci ed estemporanei ad ogni ora, non “come le chiese quando ti vuoi confessare”. Concentrazione di gruppo e Atena che abbaiava all’improvviso da sotto il tavolo, tramonti dal bastione di Santa Croce, giri su un’Y10 blu e un’autoradio che prendeva solo radio Maria.
Caldo, quanto caldo la notte prima degli esami, a studiare scalza seduta sulle scale di casa! Litri d’acqua, the freddo alla pesca e caffè, ciliegie e gelato. Telefonate. Ad ascoltare le paure di tutti, a calmare ansie, a svolgere al meglio il ruolo di “Oracolo di Delfi”, meritato in cinque anni di duro lavoro. La telefonata di Andrea: “dimmi che almeno tu sei tranquilla… Parliamo d’altro?” che bello, che respiro!
Il lungo week end elettorale tra la seconda e la terza prova scritta: la mia prima x su una scheda per dire la mia, al pari di tutti “gli adulti” che stavano lì a guardare, consigliare, pazientare, dire la loro. La domenica andai a votare pensando che per la Repubblica Italiana avevo gli stessi diritti della mia prof di greco, e mi sentii molto soddisfatta.
La lunga attesa tra gli scritti e gli orali, la lunga attesa del Rockaralis Festival, all’antivigilia della mia interrogazione, quell’orrido spauracchio con tutte le materie. Il concerto dalle tre di pomeriggio alle tre di notte, il pogo e l’assolo di Omar Pedrini su Boccadoro. Il silenzio del pubblico, le stelle, con me i compagni di classe e la sensazione che forse no, non ci saremmo persi.
L’ultimo ripasso, altre telefonate, e l’ultima delle notti prima degli esami, che non so come feci, ma feci le quattro. La notte che non volevo dormire, il the alla pesca e la compagnia di mia sorella grande (non semplicemente maggiore, grande), Violet, a leggere un’ultima volta la traccia tutta mia che univa Asclepiade a Kandinskij, in cerca di animi d’artisti grandi che si sentivano piccoli di fronte a un mondo che si faceva all’improvviso immenso nei suoi vorticosi cambiamenti. E io mi sentivo un po’ così, in quella notte in cui non volevo andare a dormire e rileggevo i versi che mi facevano impazzire: “bevi Asclepiade. Perché queste lacrime? Che t’accade?” e non importa se bevevo the freddo e non vino, e se il groppo in gola non era amore ma la sensazione bellissima e malinconica che dopodomani sarebbe stato tutto diverso. E poi “cosa mi metto?”. E la decisione di vestirmi con i suoi vestiti, di Violet, intendo. Perché non è che avessi paura, ma un po’ anche si, e vestirsi con i panni di qualcun altro  vuol dire portarselo un po’ dietro. Non lo sapeva nessuno che anche io avevo un po’ paura, o almeno tutti sono stati al mio gioco e hanno fatto finta di credermi. E per questo sono grata a tutti. Perché vi spiego una cosa, e sarà il mio unico consiglio ai giovani maturandi di oggi: non fidatevi di chi fa il duro a posteriori, solo perché è sopravvissuto. Ognuno ha diritto alla sua fetta di paura, facile o difficile che sia la sua prova, ognuno può sentirsi per un giorno i più tartassato degli studenti e non ci sono tempi andati che tengano, non per me, non per voi, né per nessuno. Ognuno ha la sua notte prima degli esami e quella notte sarà sempre “ancora nostra”.
E poi venne la mattina. Ero l’ultima del primo giorno di tutte le materie: gli esaminati veri erano i professori, che non passarono l’esame, calibrando i tempi in maniera terribile. Entrai alle due e mezzo. Parlai di Kandinskj, con amore sincero. La commissione parlò delle mie unghie, con la sufficienza con si parla di un vezzo adolescenziale: non avevano capito nulla, non sapevano distinguere l’essenza dai preconcetti, e le mie unghie ancora svettano lunghe e perfette. Ora che ci faccio caso anche oggi nere, come quel giorno.
Il giorno dopo andai presto dal dottore, che mi disse che la mia pelle aveva bisogno di stare per un po’ lontano dal mare. Così il mio esame continuò fino all’ultima interrogazione dei miei compagni. Penso che feci compagnia a tutti, feci forza a tutti, andai a comprare the freddo alla pesca a tutti.
Ma quel che ricordo furono due abbracci: uno con il mio compagno di classe, accompagnato da un sorriso di felicità pura e due parole: “siamo fuori!” e l’altro della bidella, Bona. Altre due parole: “mi mancherai”. E con lei piansi… lei lo sapeva che anche io un po’ avevo paura!






Notte prima degli esami by Pink


Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla...

Non ho mai capito questo verso, nemmeno la notte prima del mio esame di maturità. Speravo che fosse illuminante, invece niente. Come si possono portare una chitarra e un pianoforte sulla spalla? Ma soprattutto, passi la chitarra per le serenate e le serate a suonare che più chitarre ci sono meglio è, che se ne fanno questi quattro di tutti 'sti pianoforti? In spiaggia d'estate non si portano i pianoforti! Nella mia classe non eravamo in 4, bensì 12 e sembravamo 12 reduci del Vietnam perché eravamo i sopravvissuti ad una paziente opera di selezione naturale abbinata alle bocciature. Potevamo anche essere paragonati ai vincitori della guerra dell'evoluzione, quasi macchine da studio perfette. A vederci bene bene poi avevamo il capellone, un secchione simpatico, la coppia di amiche inseparabili fin dalle elementari, il jolly della classe e anche quella un po' stronzetta. Saremmo stati anche 12, ma non ci facevamo mancare assolutamente niente in quanto a fauna scolastica. Sapevamo che, anche facendo tutti i possibili tentativi di restare uniti, volente o nolente quello sarebbe stato davvero il nostro ultimo anno tutti assieme e per quanto ci fosse qualcuno che cordialmente non si sopportava molto, era sempre e comunque l'ultimo anno di superiori e bisognava goderselo per bene. Dal settembre successivo ognuno di noi avrebbe preso una strada differente e ritrovarsi sarebbe stato un poco più complesso. Sono passati 13 anni infatti e non si è mai organizzata una rimpatriata tutti assieme. La III N 99/00 del Liceo G. Siotto Pintor non si è mai rivista tutta al completo. Certo, qualche occasione c'è stata, qualche laurea principalmente... ma di fatto non c'è stato nulla che ci riunisse tutti una volta. Forse è passato ancora troppo poco tempo? Non mi ricordo molto bene la mia notte prima degli esami. Ricordo solo che dopo il tema dovevo fuggire in teatro perché c'era il saggio di danza e le prove, ed era un saggio importante perché era il decennale di insegnamento del mio maestro. Saggio che, per dovere di cronaca, fu funestato dalla chiusura del sipario prima della fine dello spettacolo. E mi ricordo, questo si che lo ricordo, che mentre tutti inveivano violentemente contro gli addetti del teatro io pensavo “Speriamo che domani non esca Seneca!”. Il giorno dopo c'era lo scritto di latino infatti..

Questa notte è ancora nostra...

Credo di aver pianto la notte prima degli esami. È molto probabile, ma non ricordo davvero per niente se fosse un pianto d'ansia, da ripasso disperato dell'ultimo minuto oppure da paura folle dell'ignoto, sicuramente però non era un pianto di nostalgia per la scuola. Il mio era il secondo anno del nuovo esame di maturità (quello di Red, ad esempio, fu il primo anno) e c'era ancora una buona fetta di sperimentazione. Se non sbaglio la mia classe è stata l'unica a fare la terza prova con la tipologia a crocette, forse non esiste nemmeno più. Insomma, probabilmente avevo più paura che i professori stessi si incasinassero di quanto ne avessi sulla mia preparazione. Nessuno sapeva dirci benissimo se la tesina era da fare obbligatoriamente, se ci avrebbero chiesto solo quella o ci avrebbero fatto anche altre domande e in base a quale criterio. Poi si rincorrevano le voci sulla ferocia della commissione esaminatrice, che per metà era esterna. Già la scoperta del presidente della commissione mi/ci gettò nello sconforto. Era il mitico Giovanni Runchina, noto anche per essere quello che traduce e commenta la versione per l'Unione Sarda. Non aveva la nomea di persona affabile, simpatica e gioviale per cui la cosa mi terrorizzava parecchio. All'esame fu esattamente il contrario: ci aiutò con qualche suggerimento non troppo velato sulla traduzione, ci incoraggiò parecchio e tenne a freno alcuni professori che tentavano di fare un po' i cani all'orale. Si passò da una situazione di terrore diffuso nei suoi confronti, alla preghiera disperata che lui fosse presente nell'aula all'orale perché pure i professori erano terrorizzati da lui e non avrebbero osato fare nulla che lo inducesse a rimproverarli. Era una garanzia per noi tutto ciò.

Notte di mamme e di papà col biberon in mano, notte di nonne alla finestra...

Mia mamma mi consolò parecchio quella notte. Mia sorella mi incoraggiò tanto. I miei zii mi telefonarono per dirmi di non avere paura. Mia madrina mi disse che non correvo pericolo di essere bocciata, perché sapevo il fatto mio. Le parole d'ordine furono: calma e concentrazione. Arrivai a scuola vestita con una canotta fucsia (e beh...) e scelsi un banco tra i primi, tattica affinata negli anni. Si copia meglio ai primi banchi perché difficilmente si pensa che ci sta davanti sia così pirla da copiare rischiando di farsi vedere. In realtà poi i professori si occupavano meno di chi stava davanti, era più tranquillo. Arrivò la classica troupe del tg a fare le interviste e intervistò me. Era il tg3 regionale. Mia nonna lo vide a mezzogiorno e scoppiò in lacrime. Ricordo quello che dissi: “In fondo se uno ha studiato non deve preoccuparsi del tema”. Uscirono delle tracce così brutte, ma così brutte che io al classico feci il tema di ambito socio-economico sull'Italia terra di migranti prima e terra di immigrati oggi. Una cagata pazzesca. Gli altri erano sul tema del male di vivere, Giolitti, Da Gutemberg al libro elettronico, quello di storia sull'olocausto, l'analisi del testo era di Saba, quello di attualità era sui bambini in guerra. Se lo rifacessi oggi, probabilmente sceglierei o il male di vivere o Saba, ma noi non li avevamo fatti nel programma per cui le scelte erano ridotte. Il tema sull'Olocausto era veramente banale. In anni successivi ho visto temi fighissimi tipo sulla beat generation, il secolo breve, andy warhol, il muro di Berlino, quest'anno omicidi politici. Io li avrei fatti tutti, tranne il mio. Il giorno dopo toccò ad una versione facilissima di latino, l'autore era Vitruvio, il proemio del De Architectura. La terza prova poi fu realmente una sciocchezza, tranne per una domanda di greco che sbagliammo tutti.

Notte di lacrime e preghiere, la matematica non sarà mai il mio mestiere...

La notte prima degli esami non ho tentato il ripasso disperato dell'ultimo minuto. Non ho mai creduto nell'efficacia di questo metodo e anche oggi quando faccio ripetizione mi arrabbio maledettamente con chi lo applica. Non serve ripassare a scoppio all'ultimo minuto. Non serve a ricordarsi sulla distanza quello che si è studiato. E non mi dite che tanto serve solo per l'esame, perché io per lo scritto di storia della letteratura greca all'università studiai poco o niente perché mi ricordavo ancora molto bene da scuola e presi infatti 9/10. Il ripasso dell'ultimo minuto non serve, non serve usare internet per cercare possibili tracce perché tanto toppano anche loro (e vedo che quest'anno è successo con Pirandello).
Insomma ragazzi di oggi, tirate fuori le palle e affrontate in grazia di dio questo benedetto esame, senza ricorrere a sotterfugi o altro di poco lecito. L'abbiamo fatto tutti e in condizioni molto peggiori, siamo ancora vivi e vegeti. Il mio dopo esame portò un senso di svuotamento. Niente euforia da fine della scuola, niente sabba con rogo delle fotocopie come avevo pensato in certi momenti molto disperati, niente fuga verso la spiaggia (era l'11 luglio il mio orale). Tornai a casa, ero sola. La casa era in penombra per il grande caldo. Mi tolsi le mie mitiche Adidas, la magliettia presa a Monaco età 3-4 anni, i jeans, le calze, il reggiseno e mi sedetti sul letto. Restai così a fissare il vuoto per un tempo che mi sembrò interminabile, finché squillò il telefono. Era la mia compagna di banco che voleva sapere come era andata.

Si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno che mi viene voglia di cantare. Forse cambiate, certo un po' diversi, ma con la voglia ancora di cambiare...

L'esame di maturità è la prima vera prova della vita e non sempre la vita vi darà la possibilità di trovare un escamotage decente per superare il problema. Affrontate la tempesta a testa alta. Quando scenderà la sabbia sarete ancora in piedi e vi direte “Beh, tutto sommato non era poi tutto questo casino...”.

martedì 18 giugno 2013

Ritratto di Signora: Raffaella Carrà, by Red&Pink



In occasione dei 70 anni di una delle signore televisive più amate, ci sembrava doveroso concederle l'onore di un nostro ritrattino. Noi che siamo state bimbe degli anni '80, che abbiamo visto l'esplosione di quella televisione leggera, divertente, ma non stupida, non potevamo non appassionarci a Raffaella Carrà, una delle ultime colonne portanti di quella televisione fatta come ancora si doveva fare.
Raffaella Carrà dovrebbe avere un inizio nella sua carriera, che però è talmente lunga e ricca che non sappiamo veramente da dove partire. Ballerina, attrice, cantante, presentatrice: un'artista a tutto tondo. Un'artista che ci piace perché ha studiato tanto per diventarlo. Prima gli studi di danza, in Italia e in Russia, poi il diploma al Centro sperimentale di Cinematografia, Raffaella inizia come attrice il suo lungo percorso, recitato al fianco di Frank Sinatra che, a quanto dicono le cronache rosa dell'epoca, era innamorato di lei e voleva sposarla. La sua carriera di attrice si blocca presto, ma non per insuccesso, semmai perché il suo successo televisivo diventa incredibile e la assorbe completamente. Fu la prima a dare scandalo mostrando l'ombelico in tv il sabato sera, nel celebre Tuca Tuca. E perfino Madonna, nelle sue ultime tappe italiane del MDMA Tour, ha omaggiato la nostra Raffa esibendosi nei passi del Tuca Tuca. Tutto è possibile per Raffaella: lancia il gioco dei fagioli, per il quale almeno una volta tutti i nati fino al 1984 hanno provato a dare una soluzione; con Carràmba che sorpresa ci fa scoprire che almeno tutti abbiamo un parente in Argentina e ci fa piangere tutti i sabati sera (Red invero ha riso ogni minuto che l'ha visto, ma in effetti si, a lacrime). Per non parlare poi delle mitiche sigle televisive, quelle sigle che abbiamo cantato tutti, perché tutti le conosciamo. Le remixano perfino i più grandi DJ internazionali, fanno le serate in discoteca apposta per ballarle e, sotto sotto, ci piacciono davvero, perché ci ricordano di un tempo andato in cui forse ci sentivamo più felici. A casa Pink c'è ancora il ricordo di una baby Pink che, in pannolino e ciuccio, si dimenava sulle note di Ballo Ballo da dentro la culla (era l'autunno del 1982, Pink aveva appena un anno). A sentire oggi quella sigla il papà di Pink sorride e sottolinea sempre che era la sua canzone. Ben prima di Lorella Cuccarini, responsabile della scelta di Pink di studiare danza, già erano evidentissime le "deviazioni" artistiche che la nostra signora in rosa mostrava. Ultimamente ci pare un'artista un po' sottovalutata dalla tv italiana, sarà perché in fondo ci mancano quei grandi varietà del sabato sera dove Raffaella era una grandissima protagonista, sempre con una maestria e un garbo che manca molto oggi. La Carrà è stata una donna che si è saputa far valere e mai mettere i piedi in testa. Ha scelto con dignità anche strade difficili e complicate, ha saputo dire basta anche in storie d'amore che non le andavano più bene e con intelligenza ha saputo di contro tenere in vita il sodalizio artistico sia con Boncompagni che con Iapino. Insomma Raffaella Carrà è un patrimonio nazionale, con quel suo caschetto biondo sempre perfetto e sempre riconoscibile ovunque, più di quello di Caterina Caselli. A lei va il nostro augurio più forte per almeno altri 70 anni di successi straordinari.
Red vuole solo aggiungere che è inutile, Raffaella è stato il suo unico vero mito! Non ce n'è per nessuno, lei e solo lei, la pioniera dell'ombelico, lei che non si discute, si ama! Lei, in onore della quale poteva anche scendere un cucchiaio di minestra, lei che sempre la farà ballare! 
Buon Compleanno Raffa!!!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Moda - Uomo italiano vestiti: sei di scena a Firenze (Unione sarda, p. 38)

La canzone del giorno è:
Ballo ballo - Raffaella Carrà

La frase del giorno è:
I sogni nel cassetto fanno la muffa.

lunedì 17 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Barumini - Sassarino con launeddas (Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Rospo - Quintorigo

La frase del giorno è:
Piango perché gli altri sono stupidi e questo mi rende triste...

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 5:56 e tramonta alle 20:51. Il 21 giugno alle 4:53 cade il Solstizio d’Estate.

Luna: La Luna è crescente per tutta la settimana. Luna Piena il 23 giugno alle 11:35.

Cielo del mese, i pianeti: Aumenta progressivamente il periodo di visibilità serale di Venere. È visibile ad ovest già al crepuscolo e a giugno si può sfruttare la sua brillantezza come punto di riferimento per individuare Mercurio, con il quale si trova in congiunzione il giorno 21. Venere si trova nella costellazione dei Gemelli.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Adolfo, Basto e Diogene, Imerio (di Amelia), Ippazio, Valeriana (e compagne), Marciano (17 giugno); Alena (da Forest), Calogero, Erasmo (anacoreta e confessore), Marco e Marcelliano (18 giugno); Romualdo, Giuliana (Falconieri), Remigio (Isoré), Lupo e Adleida (sposi), Gervasio e Protasio (19 giugno); Elia (di Ohren, badessa), Ettore, Lucano, Metodio (di Olimpo), Gobano (20 giugno); Luigi (Gonzaga), Demetria (di Roma), Ursicino (di Pavia), Lazzaro, Marzia (21 giugno); Giovanni (Fisher), Paolino (di Nola), Tommaso (Moro), Giulio e Aronne (22 giugno);  Agrippina, Giuseppe (Cafasso), Lanfranco (Beccari), Zenone e Zena (23 giugno).

Il Santo: Ursicino fu vescovo di Pavia, nell’elenco cronologico della cui diocesi è inserito al sesto posto, con una durata di episcopato pari a 33 anni. La data della morte risale al 22 giugno, ma nel martirologio figura la festa liturgica il 21 (altrove il 19 giugno o il 5 settembre!). Sembrerebbero non esserci dubbi sull’esistenza storica del vescovo Ursicino, ma la vita è avvolta nella leggenda, come anche il luogo dove ebbe i natali, secondo alcune fonti Ravenna. Nel XIV secolo esisteva a Pavia la chiesa di S. Giovanni in Borgo, oggi distrutta, dove si trovava il suo sepolcro.

Compleanni storici: Il 18 giugno 1943 nacque Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Raffaella Carrà. Auguri!!!

Questa settimana accadde: Il 20 giugno 1214 l’Università di Oxford ottenne il suo Statuto.

La notizia del giorno… un anno dopo: Giorgino. Discarica con vista mare (L’Unione Sarda, Edizione del 17 giugno, p. 24).

Feste e ricorrenze: Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale dei Profughi. Il 22 giugno è la Giornata Nazionale contro la pedofilia.

Curiosità: Il Plenilunio è il momento preciso in cui la Luna si fa Piena ed è considerato un istante di rinnovamento per tutti i cicli vitali della natura. Al Plenilunio del Solstizio d’Estate i raggi Lunari e gli influssi astrali sono particolarmente intensi e benefici per il trattamento delle piante, tanto che la tradizione erboristica della Spagyria prevede con Paracelso la raccolta della rugiada, da svolgersi durante le prime ore dell’alba. La rugiada prodotta viene impiegata nella tecnica erboristica per la preparazione della quintessenza perchè si è visto che aumenta il potenziale terapeutico delle erbe. Questa data astrologicamente corrisponde anche all’ingresso del Sole nel segno del Cancro, segno notoriamente collegato alla Luna e all’oscurità: il buio e il silenzio rappresentati dall’astro notturno sono fonte di rinnovamento e favoriscono la trasformazione, il cambiamento, l’equilibrio e quindi la ricerca del benessere. Personaggi famosi come Dante Alighieri, Tommaso d’Aquino, Paracelso, Basilio Valentino, Ruggero Bacone hanno lavorato assiduamente per diffondere la Spagyria in tutta Europa. Nella storia dei paesi di antica cristianizzazione esistono tradizioni simili nella notte di San Giovanni. Per esempio in Sardegna si accendono i fuochi attorno ai quali si svolge l’antico rito del comparatico, e si prepara l’Acqua di San Giovanni, lasciando a mollo tutta la notte le erbe del santo (iberico, timo, rosmarino, menta, assenzio, elicrisio, lavanda, erbe che al solstizio hanno la loro massima fioritura). Nel 2013 Plenilunio del Solstizio d’estate, ingresso del sole nel segno del cancro e notte di San Giovanni coincidono.

Il Lama racconta: Adamo, il primo uomo sulla terra, aveva tanti figli. Non tutti erano bravi e buoni e spesso lui si vergognava di loro. Un giorno ricevette una visita importante: San Pietro in persona andò a trovarlo, anticipato dal suono delle tante chiavi che teneva appese alla cintura. Allora Adamo, perché non li vedesse, nascose i figli in una stanza e chiuse bene la porta. Ma quelli facevano un gran chiasso e San Pietro ad un certo punto chiese: “Adamo, cosa c’è in quella stanza?”. “Maialini”, rispose svelto Adamo. E Pietro: “E i maialini si cambino!”. E se ne andò. Adamo aprì la stanza e, al posto dei figli, trovò effettivamente tanti maiali. Che rimasero tali per sempre. Ecco come nacque il maiale. Ed ecco perché si dice che gli organi interni dei maiali siano simili a quelli dell’uomo (Com’è nato il maiale, liberamente tratta da una leggenda popolare di Quartu Sant’Elena, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.


domenica 16 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Piazza Satta, e la luce tornò (Unione Sarda, cronaca di Nuoro)

La canzone del giorno è:
Iris - Goo goo dolls

La frase del giorno è:
A quel punto non è amore, è cinghiale!

sabato 15 giugno 2013

L'appartamento tedesco. Tuttti i colori di una cronaca tedesca

Herr Professorin
Come di sicuro avrete letto o sentito, questa settimana l'Università di Lipsia ha stabilito che d'ora in avanti i titoli accademici di rettore, professore, ricercatore e assistente al maschile dovranno essere declinati al femminile e per tanto ci si dovrà rivolgere a queste figure maschili con l'espressione Sig. rettrice, sig. professoressa, sig. ricercatrice o sig. assistente.
Avviene tutto ciò nel contesto della lotta contro le discrimazioni e in favore dell'uguglianza di genere, sebbene la lingua tedesca permetta un'agevole variazione di genere del nome di mestiere a seconda che ci si riferisca a un uomo o a una donna.
Ne è un perfetto esempio la Frau Merkel che nelle occasioni ufficiali è salutata dalle guardie d'onore del Cancellierato con "Heil der Bundeskanzlerin".  
Allora, voi che ne pensate?
E' una soluzione eccentrica nell'esasperata ricerca teutonica della soluzione perfetta/assolutamente giusta? O soltanto un tentativo di rendere più sensibili al problema che sta all'origine della decisione?
O una cosa ridicola come mi ha detto qualche tedesco?
La mia opzione è: una soluzione eccentrica che suona oggettivamente ridicola che tenta, però, di saltare il problema.
 
Paul_Blau_Vierzieg

Breaking news

La notizia del giorno è:
Le altre novità - Tornano i ricciai, arrivano i fruttivendoli (Unione sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Show me how you burlesque - Christina Aguilera

La frase del giorno è:
Ricordati, hanno pagato per vedere te!

venerdì 14 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Fra le stelle - Il buco nero in letargo (Unione sarda, p. 37)

La canzone del giorno è:
Grisù, il draghetto pompiere

La frase del giorno è:
C'è chi grisi e chi grisù!

giovedì 13 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cellino dal Papa e ora niente più obbligo di firma (Unione sarda, p. 18)

La canzone del giorno è:
Miracle - Bon Jovi

La frase del giorno è:
Non è che sta andando con lo zoppo e sta imparando a zoppicare... Ha aspettato che arrivasse lo zoppo per imparare a zoppicare! Non vedeva l'ora!"

mercoledì 12 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il bacio. Ma Lady Gaga vi lascia da soli? (Unione Sarda p. 40)

La canzone del giorno è:
Love the way you lie - Eminem feat Rihanna

La frase del giorno è:
Io continuo a dare retta a questa scema che canta!

martedì 11 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. "In marcia verso Cagliari per evitare la fine di Terralba (Unione Sarda, Provincia di Oristano)

La canzone del giorno è:
Diavolo rosso - Paolo Conte

La frase del giorno è:
Bada che se mi cerchi mi trovi!


lunedì 10 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tra struzzi e farfalle nascono nuovi lavori (Unione Sarda p. 9)

La canzone del giorno è:
Le dodici lune - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Non voglio regole: mi bastano le leggi

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 5:56 e tramonta alle 20:48.

Luna: La Luna è crescente. Il 9 giugno alle 21:22 raggiunge l’apogeo. Il 16 giugno alle 17:26 completa il primo quarto.

Cielo del mese, i pianeti: Mercurio, il pianeta elusivo, ha raggiunto nei primi giorni del mese il periodo di migliore osservabilità serale. Il 12 giungo si trova infatti alla massima elongazione est, ovvero la distanza in gradi dal Sole è pari a 24°28’

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Crispolo e Restituto, Massimo (d’Avelia), Maurino di Colonia, Elisabetta (Guillen), Pantaleone (10 giungo); Barnaba (apostolo), Demetrio (vescovo), Massimo (di Napoli), Parisio, Paola (Frassinetti), Remberto (11 giugno); Onofrio (eremita), Gaspare Luigi (Bretoni), Leone (III papa), Odolfo (12 giugno); Antonio (di Padova), Aventino (eremita), Felicola (martire), Ramberto, Salmodio (13 giugno); Anastasio, Felice e Digna, Eliseo (profeta), Metodio (patriarca di Costantinopoli), Proto (di Aquileia), Valerio e Rufino (14 giugno); Alice (di La Cambre), Amos (profeta), Bernardo, Modesto e Crescenzia, Vito (15 giugno); Aureo e Giustina (e compagni), Aureliano (di Arles), Ferreolo e Ferruccio, Giuditta (martire), Ludgarda (religiosa), Quirico (16 giugno).

Il Santo: Il 15 giugno la Chiesa ricorda Bernardo di Mentone. Confessore presso Novara, fondò due famosi ospizi. È patrono delle Alpi e degli alpinisti. Fu anche arcidiacono di Aosta. È patrono degli sciatori.

Il nome: Questa settimana vi propongo un altro nome antico: Giuditta. Questo nome è di origine ebraica, infatti si chiamava così la giovane che nel racconto biblico sedusse Oloferne, generale di Nabucodonosor, e gli tagliò la testa: significa “lodata”. L’onomastico si festeggia in questi giorni, in onore di una martire in Cilicia, durante la persecuzione di Diocleziano. Il numero fortunato legato al nome Giuditta è il 9; il suo colore è il blu; la pietra portafortuna è lo zaffiro; il metallo è l’argento. È un nome poco frequente, infatti in Italia lo portano poco più di ventimilaottocento donne, cioè circa lo 0,035% della popolazione. Si attesta al quattrocentosettantaquattresimo posto nella classifica dei nomi più diffusi. La distribuzione è uniforme in tutte le regioni, con un picco del 10,5% in Lombardia, seguita da Friuli (9,7%) e Abruzzo (8%); in fondo alla classifica la Sicilia (0,8%). Giuditta: gloriosa, interessante, unica, determinata, tenera, ammirata.

Compleanni storici: L’11 giugno 1864 nacque Richard Strauss.

Questa settimana accadde: Il 12 giugno 1912 Carl Laemmle fondò gli Universal Studios.

La notizia del giorno… un anno dopo: Arbus. Sole, mare e nient’altro (L’Unione Sarda, Edizione del 10 giugno 2012, p. 41).

Feste e ricorrenze: Il 12 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Il 15 giugno ricorre l’Anniversario della Fondazione della Croce Rossa.

Feste e ricorrenze private: Tanti auguri a “Medusa” e Margherita, amiche che seguono il nostro blog con affetto e simpatia,  che oggi compiono gli anni!!!

Feste e Curiosità: Il 14 giugno è la nostra festa! Si celebra infatti la Festa Internazionale dei Webloggers. Auguri a Red e Pink, a Black, a Paul_Blau_Vierzig, a Rainbow e a Cyan! Sì anche a me, Violet!!!

Il Lama racconta: Dati: un’unica banca europea ammette al fisco di aver riciclato in un anno 1,9 miliardi di euro di coca. Ora, dovete pensare che per cifre molto minori si mette mano alle pensioni. Per cifre molto minori si aumentano le tasse. Queste storie sono conosciute, tantissimi scrittori e giornalisti le raccontano. Ma non vengono affrontate come priorità a livello politico. Il denaro riciclato diventa azienda, diventa finanziamento alle aziende. Se io do cento miliardi di dollari ad un istituto di credito, attenzione, io posso decidere la politica di quell’istituto di credito! Faccio finanziare, per esempio, per assurdo, tutti gli imprenditori edili della Costa Smeralda. E loro fanno pressione sulla politica a mio favore. E si chiude il cerchio. Ma a leggere le cifre: 1,9 miliardi di euro in un anno, trecento miliardi per il riciclaggio fatto dalle banche negli USA, si pensa: quanti soldi! Ma non viene da pensare che incide sulla nostra vita, perché incide sul nostro governo, sulle nostre istituzioni! Sono masse di denaro che vanno ad influenzare, e pesantemente, la nostra vita quotidiana!!! La cosa che lascia speranza è che un solo uomo, considerato pure matto, era riuscito a capire, era riuscito a scardinare questo meccanismo! Ed è qui la magia di tutta questa storia, per cui, come abbiamo detto all’inizio, diventa un’ossessione: il lettore, il cittadino che decide di conoscere, di dedicare il proprio tempo ad approfondire, a smontare il meccanismo, a cambiare idea, in totale coerenza con il suo credo politico (destra, sinistra, centro) o meno, con il suo essere mistico, credente, ateo, ma qui si tratta di cose che vengono prima di ogni divisione, che ti fanno capire a che punto siamo arrivati con il capitalismo contemporaneo, se dedichiamo del tempo ad approfondire ci siamo “vaccinati”. Loro cercano lo iato, tra me e loro, tra noi e loro, così io sono contro, tu sei contro, si fa tifo per l’uno o per l’altro e nulla si muove! Invece no, io non vi manderò a quel paese, io racconterò ciò che avete fatto! Io cercherò di dimostrare dove sta il vostro potere criminale e lo farò rispettando le regole democratiche, il diritto, la diversità di idee! Loro sono terrorizzati dal dialogo, da chi distingue il buono dal cattivo e apre vie di dialogo e discussione. Perché il dialogo cambia le cose! Sono terrorizzati! Io non ho mai voluto fare il politico: io so raccontare, voglio raccontare! E mi sono reso conto che studiare, capire i meccanismi, mi ha sempre difeso. Mi ha permesso di comprendere, o di intuire quando non sono stato capace di comprendere. Mi ha difeso, mi ha fatto sentire uomo. Ho cercato un “nome”, che mi difendesse nella discesa alla scoperta del narcocapitalismo. Alla ricerca di queste storie assurde e deliranti. Questo nome è una poetessa bulgara, la Dimitrova, che mi ha dato la forza vera per capire, con un verso così semplice, quanto mettercela tutta e non arrivare a niente possa essere importante. I poeti hanno questa grande capacità: di dare un senso. Per esempio per me il più bel verso del ‘900 è questo: “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”. E lo è perché quando lo senti, quando lo leggi hai la sensazione che sia un plagio, che quelle parole le hai dette tu, mille volte per dire amore. Le hanno dette a te, per esprimerti amore, affetto. Tutte le volte che hai parlato d’amore tu quella cosa là hai detto e, forse, hai usato più o meno le stesse parole! La leggi e trovi cittadinanza universale al tuo sentire! Allo stesso modo io ho trovato in un altro verso qualcuno che mi dicesse: comunque vada è stato importante quello che hai fatto. “Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero” (Violet ha trascritto per voi gli ultimi dieci minuti dell’intervento di Roberto Saviano a Cagliari, 9 giugno 2013).


Così parlò zio Gecob: Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata l’erba diventa un sentiero (Blaga Dimitrova).

domenica 9 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Marrubiu - Ricordi da arredo urbano (Unione sarda, p. 38)

La canzone del giorno è:
Chi se ne frega della musica - Caparezza

La frase del giorno è:
Questa birra sembra uscita da un'acciaieria!!!

Considerazioni semi-serie di inizio estate - by Violet




Qualche chiarimento sulla continuità territoriale:



1) Il bando è regionale: se la pagano i Sardi con le loro tasse. Quindi chi ne volesse usufruire può venire a pagar le tasse in Sardegna.


2) I Sardi non la usano per andare a far vacanze: ci serve per poterci muovere. Per studiare, per lavorare, per non essere del tutto isolati dal mondo.

3) Non abbiamo le agevolazioni della continuità territoriale su tutte le destinazioni (anzi si tratta solo di 6 rotte: Roma e Milano sui tre aeroporti sardi. Gli anni scorsi c'era anche su Bologna e Torino).

3) Se avessimo più risorse si potrebbe fare qualcosa di più sia per aumentare le rotte interessate, sia per agevolare il turismo.

4) Da sarda spero per incentivare un turismo intelligente e non chi viene a basso costo a sfruttare a basso costo le nostre bellezze e sporcarci spiagge e mare.

5) Per costoro (gli ultimi che ho nominato) spero che non ci sia mai e poi mai nessuna continuità. Se ne rimangano nel continente! Grazie!!!

6) Proposta: se proprio dobbiamo aiutare le persone perché vengano a trovarci facciamolo con gli amici: se sei presentato da un sardo e lui garantisce per te puoi ottenere uno sconto sulla tariffa di aerei e traghetti! gli altri a prezzo pieno o raddoppiato (per pagarsi i danni che fanno).

7) Insomma: al via la campagna: adotta un continentale "pulito" per turista  !!!


sabato 8 giugno 2013

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Mannheim
A causa di una breve visita alla vicina città di Mannheim quest'oggi non va in onda il consueto appuntamento con la vostra amatissima rubrica del sabato sera.
Per addolcire questa mancanza una fotografia e una una canzone in tema con la città.

(da Google)
 
 
Paul_Blau_Vierzig
 
 
 

Breaking news

La notizia del giorno è:
Via Macchiavelli. Cornuto, mazziato e multato dopo un folle inseguimento (Unione Sarda, p. 19).

La canzone del giorno:
Le ore piccole - Neffa

La frase del giorno è:
Nel mondo c'è sa gente orrubia e la gente in flowers.

venerdì 7 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Egitto. Il Nilo scippato dall'Etiopia (Unione Sarda, esteri)

La canzone del giorno è:
L'uomo più furbo - Max Gazzè 

La frase del giorno è:
Voglio un brodo di osso buco di osso sacro


mercoledì 5 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cina. Uomo scopre di essere donna (Unione Sarda p. 7)

La canzone del giorno è:
Under pressure - Queen

La frase del giorno è:
E' pallosa e si vede bella: connubio gravissimo!

martedì 4 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Genneruxi. Cornacchie e gabbiani all'attacco: "Costretti ad uscire con l'ombrello" (Unione Sarda, p. 16)

La canzone del giorno è:
Fine di un killer - Francesco De Gregori

La frase del giorno è:
Ci vuole tanta pazienza.

Nuda - by Red

Penso all’essere, alla casa, ai corpi. Penso alla libertà e alla consapevolezza di sé. Penso alla nudità.
Penso alla sensazione di tornare a casa stanca. Togliersi le scarpe, e ad uno ad uno i vestiti, percorrendo il corridoio e le stanze per andare fino alla doccia. A quando non si ha voglia di rivestirsi e si riposa un po’ così, beate sul proprio letto. Penso all’intimità. Alle persone che hanno il diritto a vedermi perfettamente nuda. All’atmosfera di una stanza dove ci si cambia, ci si spoglia e veste. All’allegria degli spogliatoi. Alle chiacchiere tra amiche e sorelle, quando per non smettere di parlare ci si accompagna anche a fare la pipì. Penso alle case senza porte, a quanto sia rilassante stare con qualcuno che se ti si sposta il reggiseno non succede niente. Non si stupisce, non distoglie lo sguardo, non sorride con imbarazzo. Non per voyerismo o perché ti reputa un essere più o meno asessuato, ma per naturalezza. Con naturalezza. Perché quel corpo è tuo, fa parte di te, qualunque cosa faccia. Qualunque cosa indossi o non indossi. Ed è bello stare nuda. È bello d’inverno, sotto le coperte e d’estate, ché c’è caldo. E’ bello il sole che scalda la pelle e son belle le carezze di chi ti vuol bene.
Poi penso a cosa si pensa della nudità. Al sentire comune, ai commenti perfidi per strada ad ogni folata di vento che solleva di poco una gonna. Allo squallido umorismo maschile e all’assenza di pietà femminile. Ai “ma quella? Le piacerebbe!” “Se va in giro vestita così poi non si lamenti”.
Come se un corpo fosse fatto solo per il sesso. Come se tutto ruotasse intorno al desiderio sessuale, come se la corporeità, la femminilità, la sensualità, la bellezza non esistessero anche quando si dorme, si mangia, si lavora, si cammina, si pensa ai conti del mese. Come se l’attrazione scaturisse dalla nudità. Come se il fatto di essere attratti da un corpo, anziché rendercelo più caro concedesse il diritto alla crudeltà.
Poi penso al fatto che se non sei nuda sei vestita. E che sotto ai vestiti c’è un corpo nudo, sempre e comunque. E che chi ha occhi per vedere il male lo vede sopra e sotto un vestito. Lo vede in una donna prorompente e, in fieri, nella tenerezza di una bimba che un giorno diventerà bella. E allora mi rendo conto che, per me, il sentirmi nuda non ha nulla a che fare con i vestiti.
E ancora penso al pudore. A quello sincero, che fa arrossire. Alle donne che non metterebbero mai una minigonna, che non mostrerebbero mai il loro ombelico. E penso a me, che se potessi vivrei nuda, eppure so arrossire. Arrossisco dei complimenti belli e improvvisi, come quando torno a casa e mamma mi dice che sono bellissima. Arrossisco di tenerezza, non di certo per le squallide battute che prima o poi tutte riceviamo. Non arrossisco per le molestie, né per le ingiustizie. Le ingiustizie le combatto, e alla guerra vado vestita, senza imbarazzo. Alla guerra copro la tenerezza, e anche in questo caso non distinguo la nudità del corpo da quella dell’anima, però alla guerra porto anche la tenerezza, e insieme ad essa il mio corpo che, nudo o vestito è sempre lo stesso. Perché di questo si parla, a mio parere. Di un corpo che non è puro involucro, ma parte di un’essenza, di un tutto di cui sono composta. Anima e corpo, un tutto inscindibile. Non consento pornografia su di me né sugli altri esseri umani. Non consento che uno sguardo o un pensiero prenda un pezzo di me e dimentichi il resto. 
Per questo vesto il mio corpo e lo curo perché sia bello, per questo coltivo e esercito la mia anima ad essere bella, perché di me tutto sia armonia, tutto sia limpido, o almeno lo diventi, col tempo, con pazienza, con amore. Per questo mi sento lontana da ogni “uso” del corpo. Nel senso che il mio corpo si muove con la mia anima: entrambi rischiano, entrambi sono parte attiva di ogni mia idea, di ogni mia azione, di ogni mia battaglia. Per questo non “uso” il mio corpo per sedurre o provocare: non lo vesto o lo svesto in funzione di un effetto desiderato. Semplicemente lo metto in gioco con tutta me stessa: la provocazione, il fastidio, l’attrazione, la seduzione o la repulsione saranno la diretta conseguenza del mio essere e delle mie scelte, non il frutto di un artificio.
Per questo mi sento vicina e solidale con tutte le donne, con la loro anima e con il loro corpo. Nessuna merita giudizio a seconda dell’abito o della nudità. Ognuna ha diritto di essere nuda o vestita, di combattere per il suo corpo e con il suo corpo. Di più, ogni bambina che nasce dovrebbe avere il diritto ad essere educata a non operare su se stessa nessuna scissione, a essere libera, senza falso pudore né falsa sfacciataggine. Ad essere accolta da una società che non la classificherà in base all’apparire. E ogni bambino dovrebbe avere il diritto ad essere educato al rispetto delle sue compagne di strada, anima e corpo, essenza e scelte.
E tutti insieme a vivere in una società dove si possa stare nudi, come a casa. Anzi, a casa.



lunedì 3 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Urbanistica. Tavolini dei bar per strada (Unione Sarda, Quartu Sant'Elena)

La canzone del giorno è:
Illuminazi 666 - Rockin' Squat

La frase del giorno è:
Evviva i baristi!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (Sardegna, Europa, pianeta Terra, Sistema Solare, Via Lattea, Universo) il Sole sorge alle 5:58 e tramonta alle 20:44.

Luna: La Luna è calante. Il giorno 8 giugno sarà Luna nuova alle 15:59.

Cielo del mese, i pianeti: Marte aumenta progressivamente la distanza dal Sole – con il quale era stato in congiunzione nel mese di maggio – tanto che diviene sempre più visibile ad oriente, poco prima dell’alba. Il pianeta si trova nella costellazione del Toro.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Carlo (Lwanga e 12 compagni), Cecilio (di Cartagine), Clotilde, Olivia (di Anagni), Pietro (Dong martire), Glunsalach (3 giugno); Alonio, Filippo (Smaldone), Francesco (Caracciolo), Petroc (4 giugno); Bonifacio (vescovo e martire), Doroteo (di Gaza asceta), Giusto e Clemente, Sancio, Valeria (e compagne), Igor (5 giugno); Norberto, Artemio e Candida (sposi), Paolina (e familiari), Marcellino (Champagnat), Gilberto (6 giugno); Antonio Maria (Granelli), Godescalco (7 giugno); Fortunato (di Fano), Guglielmo (di York), Vittorino (8 giugno); Diomede, Efrem, Massimo (di Siracusa), Tecla (9 giugno).

Il Santo: Il 5 giugno la Chiesa ricorda Bonifacio, vescovo di nobile famiglia inglese. Fu apostolo in Germania. Visse tra il 675 e il 754. È patrono dei vinai e della Germania. Lo si invoca contro il tifo e le febbri in genere.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è Candida. La santa più importante che porta questo nome è Candida, la giovane, martire nel primo secolo, festeggiata il 10 settembre. Il significato del nome è intuitivo: deriva dal latino e vuol dire “bianco smagliante, luminoso”. Il suo numero fortunato è il 5; il suo colore è il giallo; la pietra portafortuna è la pirite; il metallo legato al nome è l’argento. In Italia si chiamano Candida circa quindicimilaottocentocinquantacinque donne, ovvero lo 0,026% della popolazione. Il nome si attesta al cinquecentocinquantunesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È diffuso in modo uniforme in tutto il territorio: piccoli picchi in Molise (9,1%) e Campania (8,7%). Poco in Sicilia (1,7%). Candida: combattiva, ammirata, nota, determinata, interessante.

Compleanni storici: Il 3 giugno 1139 nacque Cono di Naso. Vi assicuro che Violet ignori completamente chi possa essere costui, né abbia deciso di approfondire. Ho scelto questo compleanno solo per il nome!!!

Questa settimana accadde: Il 2 giugno 1897 Mark Twain rispose alle voci che si erano diffuse sulla sua morte con queste parole: “La notizia della mia morte è un’esagerazione!”. Dedicato a A.V.

La notizia del giorno… un anno dopo: Cabras. C’è una risaia da spostare (L’Unione Sarda, Edizione del 7 giugno 2012, p. 45).

Feste e ricorrenze: Il 4 giugno si celebra la Giornata internazionale dei fanciulli vittime di aggressione. Il 5 giugno si celebra, invece, la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

La matita Rossa e Blu: È da qualche settimana che su fb mi viene proposta una nuova amicizia (che non ho incluso tra i miei amici e della quale non saprete mai le generalità). Ma questo avvenimento è condito da un succulento particolare riguardante la nostra rubrica: tra le notizie messe in evidenza da questa persona, vi è la Facoltà universitaria a cui è iscritta. Così compare la proposta: nome e cognome e, sotto, scenze politiche. “Scenze”? In italiano si dice, si scrive “scienze”, con la “i” così come: scienziato, scientifico, coscienza e cosciente, deficiente, sufficiente! Caro possibile mio conoscente (questo senza “i”): sei iscritto all’Univesità, quindi si suppone che tu abbia conseguito nell’ordine: la Licenza elementare, la Licenza media, il Diploma (o la Maturità classica o scientifica). Che ne dici di correggere l’errore sul tuo profilo e di graziare la nostra Lingua di più attenzione? Te ne saremmo grati, così come la tua cultura e i tuoi Studi lo saranno!

Il Lama racconta: Tziu Tanu era un uomo semplice. Un uomo forte, temprato dalla campagna, dal lavoro con il gregge. Un uomo fiero, che aveva sofferto, ma conservava la schiena dritta di fronte alla vita e al mondo. In quegli ultimi giorni di maggio del 1946 tutti in paese avevano ricevuto la scheda elettorale, con la quale si sarebbero potuti recare al seggio. Lui no. Così di ritorno da monte, si era lavato, cambiato ed era salito fino alla piazza del Municipio per chiarire il malinteso. Ma, in realtà, di malinteso non si trattava: tziu Tanu non avrebbe potuto votare, neanche quella volta, neanche ora che le cose erano cambiate e i fascisti non presenziavano su stradone, come se fossero i padroni. Il fatto risaliva a tantissimi anni prima. Da giovane, dopo aver patito anni di miseria a servizio dei poveri pastori del paese, gli era capitata l’occasione della vita: era stato preso a lavorare da un ricco pastore di Villanova Monteleone. Erano stati anni di fatica. Di vita dura. Tziu Tanu si era sacrificato, aveva rinunciato a tutto. Aveva un sogno: non voleva tornare a Laconi, suo paese natale, a mani vuote e con i soldi in tasca. Lui sarebbe tornato a casa con un gregge, piccolo, ma suo. Sapeva lavorare. Non era incline a risparmiarsi. Il padrone lo prese a ben volere e, dopo sette lunghi anni di campagna, di servizio, riprese la via di casa, con le sue pecore. Ci volle più di un mese per portare il gregge da Villanova a Laconi e, l’ultima notte si accampò fuori paese, per non entrare col buio, come un ladro, e per fare una sorpresa all’anziana madre, vedova da quando era bambino, che non lo vedeva da anni. Ma, alle prime luci dell’alba, qualcuno lo vide e, per gelosia, per vendetta di vecchie ruggini, andò di filato dai Carabinieri a denunciarlo. Lo accusarono di abigeato, anche se nessuno aveva reclamato quelle pecore come sue. I Carabinieri uscirono per arrestarlo. Lui disse di avere i documenti. Non gli diedero ascolto. Fatto sta che, preso dalla foga di poter finalmente rientrare a casa e dall’ingiustizia che stava subendo, li buttò a terra e corse in caserma a cercare il Maresciallo, che lo ascoltasse, almeno lui, e vedesse nero su bianco che quelle pecore erano sue! Per il gregge, naturalmente, si sistemò tutto, ma fu condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Radiato dalla bandiera, gli vennero tolti i diritti civili. Non poté votare, né alle successive elezioni, né a quelle che seguirono. Non gli importava. C’era il fascismo, allora, e lui, da uomo libero, andava fiero di non prender parte a quella farsa legalizzata, che erano le elezioni sotto il regime. Ora dopo tanti anni, la sorte era girata e girata ancora di nuovo. Non solo per lui, ma anche per la Nazione. Il 2 giugno 1946 si votava per scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Queste Elezioni riguardavano le sorti, il futuro dell’Italia e dei propri figli. E lui doveva esserci! Quella mattina, quella del voto, tziu Tanu si vestì con l’abito migliore, come se andasse alla festa. Uscì di casa molto presto. Le donne erano ancora in chiesa alla prima messa, quella bassa, prima di esser sommerse dalle faccende domestiche. Lo stradone era deserto. Salì fino al Municipio, sede del seggio, ed entrò. Salutò. Strinse la mano ad ognuno. Si augurò che tutti compissero con onestà l’alto compito a cui erano chiamati. “Adiosu, tziu Tanu!”. “Viva la Repubblica”, fu la sua risposta (Viva la Repubblica, di Violet, per La Rassegna Stronza).


Così parlò zio Gecob: Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.

domenica 2 giugno 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Terra Mala - A "San Luce" si vive nell'oscurità (Unione sarda, p. 28)

La canzone del giorno è:
Il Bombarolo - Fabrizio de André

La frase del giorno è:
Ieri sera mi hanno fatto tornare a casa con una brutta depressione!

sabato 1 giugno 2013

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Acqua alta a HD
Heute fängt der Sommer an, zumindest für die Meteorologen (inizio di un articolo...).
Oggi? Ma in quale paese e con quale calendario? Ma poi...la Sommerzeit non è iniziata già il 21 aprile? Comunque per loro un po' di sole ed è subito estate...
Segno premonitore di quello che sta accandendo lo ebbi ieri mattina uscendo per andare in biblioteca.
Sono uscito come ogni giorno dalla porta di emergenza del palazzo e immediatamente sono stato accolto da un bell'acquazzone che soltanto Noè ne avrà visto uno simile. Meno male che era pronto alla mano il fido ombrello che non bisogna mai lasciare a casa.
Poche decine di metri tra gocce che schizzonano e pozzanghere per ripararsi alla fermata del Bus. Nelle giornate pioggia intensa diventa il ritrovo di tutti i viandanti, anche quelli che devono andare nella direzione opposta. A dire il vero mancano solo i leprotti e gli scoiattoli. Loro sono più furbi, però.
Un giovane ardimentoso è uscito senza ombrello, chissà di dove sarà mai originario, si accettano scommesse...è bagnato un bel po', l'umido penetra già fino alle ossa ma il capello biondo e  riccio è tutto in ordine.
I giapponesi sono sempre contenti come una pasqua, saranno meravigliati per questa speciale perturbazione. Se ne escono con impermeabile e ombrello, e chi li può fermare?
Meno gente in giro in bici, sebbene qualcuno azzardi con ombrello, mentre un altro lo chiude. In effetti impedisce la guida, e tiene soltato il cappuccio sulla testa. I terzicristalli non servono, basta fissare con concentrazione l'asfalto e si giunge a destinazione.
In otto minuti il riparo si è riempito di persone e l'ultimo malcapitato, un indiano, deve starsene fuori con l'ombrello spalancato. Il mio è quasi bell'asciutto.
Le macchine passano spedite lungo la strada. Nei giorni di pioggia come questi le piccole buche e gli avvallamenti si riempiono d'acqua,  così si creano lungo il marciapiede in tutti i modi fiumi, laghi e mari che al passaggio dei mezzi possono scatenere movimenti ondosi o veri e propri Tzunami.
Questi fenomeni naturali si verificano in special modo nella fermata opposta che, solitamente e stranamente, è deserta. Sul quel marciapiede si vede soltanto della gente passare.
Ne sa qualcosa una povera ragazza che mentre camminava su quel tratto di strada è stata investita da un'onda anomala alta circa 70 cm causata dal passaggio ad altra velocità di un camioncino.
Che tenera, poteva assomigliare al famoso gattino abbandonato e zuppo di pioggia della pubblicità Barilla degli '80 che furono. Lei l'ha presa a ridere. Che fair play! E che raffreddore!
E però nel frattempo di queste due settimane di pioggia il Neckar cresce, cresce e cresce, come titola la stampa locale.
Sono stati posizionati sacchetti di sabbia lungo il lungofiume nei pressi del Ponte Vecchio. Sono state prese precauzioni, come la chiusura del traffico e il dirottamento dei bus. Le imbarcazioni che fanno i giri turistici hanno preso il largo. I loro moli sono stati inondati per primi, il Neckarwiese è un'immensa piscina. I percorsi per ciclisti e podisti all'interno Campus sono stati vietati. Anche se il fiume se ne stata circa 3 metri più sotto.
Tutto questo non è servito a impedire che la parte bassa dell'Altstadt venisse allagata.
Chissà se arriveranno mai degli Angeli a salvare questa città...(anche se al momento non ce n'è il bisogno).
(foto da Die Rhein-Neckar-Zeitung im Web)
 
Paul_Blau_Vierzig