giovedì 31 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il "canguro" in senato (Unione Sarda p. 11)

La canzone del giorno è:
Laila laila - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Costì e sicché sono parole meravigliose!

lunedì 28 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Litorale. La tracca semina il caos (Unione Sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Bellezza in bicicletta - Silvana Pampanini

La frase del giorno è:
Speriamo che siano asociali!

venerdì 25 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il viaggio. "E' una passeggiata" (Unione Sarda, p.15)

La canzone del giorno è:
Finché la barca va - Orietta Berti

La frase del giorno è:
- Il dracinculus medinensis ha uno spiccato dismorfismo sessuale
- Eh, anche quello è un segno!!!

giovedì 24 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pauilatino. Un asinello per il parroco dopo la festa contestata (Unione Sarda p. 37)

La canzone del giorno è:
Vivere - Carlo Buti

La frase del giorno:
E' troppo tonto, non si capisce perché si chiami Pinot e non Ginot!

martedì 22 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Bonaria. "Attenti ai topi di chiesa" (Unione Sarda p. 23)

La canzone del giorno è:
Bohemian rhapsody - Hayseed Dixie

La frase del giorno è:
Gecob Frusciante è uscito dal gruppo!

lunedì 21 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Una domanda da 200 km: Carlo, ma perché sei felice? (Unione Sarda, inserto estate V)

La canzone del giorno è:
Chi (who) - Aram quartet

La frase del giorno è:
Farò una cosa mai fatta prima: berrò una cedrata Tassoni!

domenica 20 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Sant'Anna al palo (l'Unione Sarda p. 41)

La canzone del giorno è:
Fortunello - Tre allegri ragazzi morti

La frase del giorno è:
Promettimi che non correggerai mai più chi confonde via Vesalio con viale Marconi!

venerdì 18 luglio 2014

Breaking news

Sfogliando l'Unione Sarda abbiamo capito che le protagoniste indiscusse di questa giornata d'estate sono le lumache! Ecco le notizie, entrambe tratte dall'edizione odierna del nostro giornale di fiducia:
Nuove imprese. Quando le lumache diventano un affare (p. 16)
Le concessioni-lumaca (p. 26)

La canzone del giorno è:
The lion sleeps tonight - Soweto Gospel Choir

La frase del giorno è:
100 anni di Ginettaccio, e "i francesi che s'incazzano"!

mercoledì 16 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Scoperta. Batterio d'epoca in un sardo di 700 anni fa (Unione Sarda p. 10)

La canzone del giorno è:
Trouble's lament - Tori Amos

La frase del giorno è:
Se davvero sono la reincarnazione di Marilyn, devo ammettere che a questo giro mi sta andando di culo!

martedì 15 luglio 2014

L'Almanacco di Violet - Speciale 150° numero!!!


Sole
L'Almanaccodi Violet nacque il Primo Agosto 2011, alle 10:51.
Quel giorno a Cagliari (Golfo degli Angeli, Mediterraneo, Terra, Sistema Solare, Universo. Coordinate: lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorgeva alle 6:21 e tramontava alle 20:39.

Luna
La Luna era una piccola falce di Luna crescente, infatti avrebbe compiuto il primo quarto solo cinque giorni più tardi.

Cielo e Pianeti: il Tema Natale


L'Almanacco di Violet è Leone, ascendente Bilancia. Nato per brillare, ama essere al centro dell'attenzione. Grazie all'ascendente ha il compito di entrare in relazione con gli altri. È cauto, obiettivo e riflessivo. Questo ascendente è anche indice di charme ed armonia.
Il Sole è in congiunzione con Venere, in quadrato con Giove, in sestile con Saturno e in trigono con Urano. Indica amore per la vita e voglia di goderla, calore, ottimismo, serenità, simpatia e fascino. Amore per le cose belle ed artistiche, capacità a circondarsi di amici da trattare con generosità. Idealismo, attrazione per le cause difficili, se non perse, e per il sacrificio. Senso profondo della libertà personale, indipendenza e anticonformismo.
La Luna è in Vergine, in congiunzione con Mercurio, in sestile con Marte, in opposizione a Nettuno e in trigono con Plutone. La fecondità è qui al servizio del lavoro, dove ci possono essere frequenti cambiamenti, e la creatività è sviluppata in senso pratico. Percettività e intelligenza si fondono armoniosamente. Senso dell'humor.
Mercurio è in Vergine e domiciliato in XI casa. Il pianeta è in dignità nel suo domicilio. Indica intelligenza, pazienza nell'apprendere tecniche complicate, ma anche capacità di suddividere in categorie e metodo scientifico. Progetti, appoggi e protezioni intellettuali. Amicizie fra editori, scrittori. Correnti di idee. Attitudine alla diffusione del pensiero.
Insomma, per essere una piccola rubrica senza pretese, l'Almanacco mi sembra una creaturina vivace e complessa. E ricca di amici e di incontri, come vedrete continuando a leggere!

I Santi
14 luglio: san Camillo de Lellis
15 luglio: san Bonaventura
16 luglio: beata Vergine Maria del Monte Carmelo
17 luglio: santa Edvige
18 luglio: san Federico di Utrecht
19 luglio: san Felice di Verona
20 luglio: sant'Apollinare di Ravenna

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Barrali. Dalla fontanella esce acqua fresca (L'Unione Sarda, Edizione del 1° agosto 2011, p. 14).
Questa è la notizia del giorno in cui nacque l'Almanacco di Violet: se volete leggere le breaking new di quel giorno, basta cliccare qui.

Feste, Ricorrenze e Curiosità
Con quello di oggi, tra Almanacco di Violet e numeri Speciali, raggiungiamo la bella cifra tonda di 150!!! Violet è molto molto emozionata e ha deciso di festeggiare con voi e con tutti gli amici che in questo tempo l'hanno supportata-sopportata ma soprattutto hanno collaborato a rendere più bello, meno scontato, più variegato e colorato questo spazio.
Il 15 luglio sono 42. Cosa? Ma gli anni sul groppone di Violet, naturalmente!!! Tanti auguri a me...

Ritratto di Signora


Certo che quando ci si mette la Storia….
Capricciosa come una scimmia, ecco com’è. Tramanda ciò che vuole, in totale arbitrio. Una domenica mattina, il 30 giugno di seicentocinque anni fa, nella piana di Sanluri, avvenne un scontro cruciale tra Sardi e Aragonesi. Fu una carneficina per noi, che pur numericamente superiori non eravamo coesi e adeguatamente armati. Ma è storia vecchia, questa, l’avrete sentita tante volte. Il luogo si ricorda come “S’Occidroxiu”, “Il mattatoio” appunto. Chi non perì in battaglia cercò scampo dentro il Castello. Seicento uomini e trecento donne. Martino I d’Aragona fece passare gli uomini a fil di spada e rese schiave le donne.
Tranne me.
Di certo dovevo essere molto bella se un sovrano si invaghì di me. Ma io, li ho vendicati tutti, i miei compaesani. Ci ho messo venticinque giorni a farlo fuori, questo essere sanguinario e depravato. L’ho sfiancato con la mia avvenenza. E anche se dicono che la malaria fu una mia preziosa alleata, credetemi, ci ho messo tanto di mio. Eppure lui è sepolto tra marmi sfarzosi nel Duomo di Cagliari. Di me nulla si è conservato, neppure il nome. Ma il mio gesto ha travalicato i secoli, è diventato leggenda. Non vi ho detto chi sono: chiamatemi “La Bella di Sanluri”.
(La Pulcherrima Pulzella, White, per L'Almanacco di Violet, Speciale 150° numero, in La Rassegna Stronza).

Il Lama Racconta 


- Fiocco rosa in cielo, è una bambina!
- No, è una fata, non la porta una cicogna, non lo vedi? È sa gent’arrubia, che porta le fate neonate in città. Sono tanti i fiocchi in cielo, non nascono mai sole.
- Ma in Sardegna non nidificano le cicogne, che discorsi!
- Non è terra di bimbi normali questa, è terra di sogni e di janas. Per questo le cicogne non si fermano qui.


Morale della fiaba. Fiocco rosa in cielo. E oro, arancio, rosso, viola. Fiocco color del tramonto dopo un giorno di maestrale. Perché le fate aprono sempre gli occhi la sera, quando il mondo trabocca di storie.
Morale della fiaba 2: gli occhi di una sorella e il tramonto dal bastione di Santa Croce raccontano storie che voi umani non potete nemmeno immaginare.
(Fiocco in cielo, Red, per L'Almanacco di Violet, Speciale 150° numero, in La Rassegna Stronza).

Il Lama Poeta
Gente che va, gente che viene.
Gente che resta.
Parole, da intrecciare a trama e ordito,
per costruire fiori, boschi, spiagge.
Parole per spalancare finestre su piazze vuote,
per scendere in strada e farle divenire gremite di gente,
ad ascoltare voci di bambini, di vecchi, di donne, di uomini.
Orecchie per sentire ed occhi per vedere.
Vedere oltre la pelle del giorno, quella che indossiamo e mutiamo,
e trovare il tessuto luminoso della notte,
che è nostro sin dalla nascita e ci seguirà oltre la morte.
Morte e vita, che ci camminano accanto
e intrecciano i loro fili nel disegno che tessiamo,
pian piano, con costanza.

A qualcuno capita di avere maestre dagli aurei telai,
ad altri tocca in sorte invece il filo sottile dell'autunno,
da filare nei pleniluni dalle ragnatele in mezzo alle felci.
Ognuno ha il suo lavoro, il suo sogno, il suo rifugio.
Ed è bello pensare che a quel rifugio si arriva sulle ali di uno scricciolo,
così come col passo greve del plantigrado.
Ognuno ha il suo cammino, ognuno ha il suo tramonto, la sua alba.
Da condividere e sorridere,
da vedere e ascoltare,
da assaggiare, come si assaggia la buona terra,
perchè ha il sapore del nostro sangue, della nostra carne.

Che se non sai donare quel che hai, è ben lungo e triste l'andare...

Arth


Il Lama Dipinge 

 Opera di Nicola Pisano


Il Lama Cucina
Che festa è senza il dolce? Era il 7 novembre 2013 quando Violet ricevette un regalo virtuale (ma anche reale) assai speciale: una ricetta rivisitata apposta per me, perché potessi gustare di nuovo il flan di latte! “Questo post è dedicato a due sorelle sarde nel cuore e nell'anima!!! Che mi hanno accolto molto calorosamente in una nuova città”, scriveva Il Quadernino Rosso nel suo blog. Da allora ne è passato di tempo e le accoglienze sono state ripetute e diverse, compresa quella a Tonara durante la nostra trasferta per la finale! Però è sempre un'emozione ripensarci, una gioia. Grazie ancora, cara amica!!!
Dimenticavo, la ricetta la trovate cliccando qui.

Così Parlò zio Gecob
Che strana creatura l'essere umano: brancola nel buio con espressione intelligente!

Così Aggiunse Violet
Non è facile dire un'emozione. Non è facile raccontarsi e raccontare una storia come questa. Ma l'avete fatto voi, con me e per me, in questi centocinquanta numeri, in questi tre anni! Chi mi ha seguita con affetto, con costanza. Chi si è affacciato qualche volta. Chi ha fatto del dono qualcosa di tangibile. Grazie a Red e Pink che mi hanno chiesto di condividere questa avventura. Grazie a Black, Paul_Blau, Rainbow, Cyan, White, Green che l'hanno condivisa. Grazie a chi ha voluto esserci anche oggi, per festeggiare, Nicola Pisano, Martina "Il Quadernino Rosso", Corrado Arth Cagnazzi. Grazie, davvero!

Un passaggio, ogni passaggio è tempo di bilanci.
E stavolta è lo stesso, ma è diverso
E c'è terra e mare, davanti. E strada. E orizzonte. Limpido e aperto.
Ed io, di fronte all'ennesimo tramonto della vita, mi volterò, ché dietro già albeggia.
E sono sola, ma la borsa è pesante dell'amore raccolto e del nuovo da seminare
Dolce malinconia e pace e desiderio di perdermi in essa
E' la vita!

La Parolina della Settimana
Genetliaco. Che significa compleanno. A me piace, come tutte le parole ricercate e desuete.
Altri non sono d'accordo e la trovano brutta e difficile da pronunciare a causa del “gruppo tli”.
Ad ogni modo, io credo che le parole siano legate all'uso che se ne fa, ma soprattutto alle persone che le usano... ecco che l'anniversario dei 150 dell'Almanacco e il genetliaco della vostra Violet si compiono, oggi, in questo semplice e lieto celebrare che è lo stare insieme e condividere lo stesso spazio, il medesimo tempo, le parole, il colori, il calore... e, per chi volesse, gratitudine ed affetti!
Buona festa sia!!!
Per chi vuole approfondire il lemma, basta che clicchi qui.

lunedì 14 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sardara. C'è da spostare un palo (Unione Sarda p. 38)

La canzone del giorno è:
Bartali - Paolo Conte

La frase del giorno è:
Mojito! Mojito!

sabato 12 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tribunale. Condannato per la rapina di un cellulare (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
Un sabato italiano - Sergio Caputo

La frase del giorno è:
E se mi addormeticchio un quarto d'oretta?

venerdì 11 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Stampace. Il maestrale sulla movida (L'Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
La descrizione di un attimo - Tiromancino

La frase del giorno è:
Non tocco più niente, promesso!

giovedì 10 luglio 2014

QUELLO CHE LE MAMME NON DOVREBBERO DIRE A PROPOSITO DI…


S(p)esso e volentieri

E’ convinzione comune che le mamme siano asessuali.

Proprio di quest’argomento, ho parlato stamattina con mio marito e lui ha fatto questa considerazione: “quando ero piccolo, quindi figlio, pur sapendo che i miei genitori facevano sesso, ho sempre avuto difficoltà ad immaginarlo. Ora che sono adulto e genitore, so che mio figlio fa sesso ma ho la stessa difficoltà di allora ad immaginarlo”. Probabilmente, questo nasce dal fatto che, pur sapendo che i nostri familiari vivono una normalissima vita sessuale, non riusciamo ad immaginarli nelle vesti di amanti perché non riusciamo a scindere le due figure.
Io sono più propensa a dire che: “le mamme non fanno sesso” è un luogo comune.
E’ vero, la maternità apre le porte di un mondo tutto nuovo e sconosciuto che, sulle prime, non lascia molto tempo alla sessualità. Una neo-mamma passa un periodo di tempo variabile di totale disinteresse verso il sesso. Questo dipende da un insieme di fattori:
  • è totalmente assorbita dal suo nuovo ruolo genitoriale e si sente in colpa anche solo a pensare a qualcosa di diverso dall’allattare e cambiare pannolini al suo cucciolo;
  • è stanca. Spesso passa le notti in bianco e quando arriva il mattino è più stravolta della sera prima, manco fosse stata investita da un treno (forse, in quel caso, avrebbe un aspetto più sereno e riposato);
  • non è ancora riuscita a scendere dalle montagne russe ormonali e passa da stati di estasi e felicità al più profondo e assoluto sconforto nel tempo di un nanosecondo;
  • si sente brutta e grassa (che è la verità, ma è meglio non dirglielo) e di conseguenza poco attraente per il suo uomo.
Per le più fortunate, questo periodo dura un paio di mesi (se siete delle neo-mamme e tutto questo perdura è il caso che chiediate aiuto, la depressione post-parto è una cosa che va presa seriamente).
Come dicevo, dopo un paio di mesi, tutto torna più o meno alla normalità, anzi, molto meglio di prima!
La maternità, rende una donna più consapevole del suo corpo e di tutte le sensazioni che può provare.
Nel rapporto di coppia, capita che ci si meravigli di quali cambiamenti la gravidanza possa portare. Solitamente, gli uomini sono molto attratti dalle forme più burrose delle loro compagne, da quei seni abbondanti e dalle rotondità del ventre. Le donne d’altro canto, oltre che vedersi fisicamente diverse, percepiscono il riacceso desiderio dei loro uomini e diventano più intraprendenti.
Da tutto questo, il sesso non può che trarne vantaggio.
Nuovi ritmi e orari, oltre alla paura di venire sorpresi in atteggiamenti intimi dai figli, fanno rinascere la complicità tra i partner, che cercano di ritagliare piccoli spazi temporali da dedicarsi nei momenti e nelle ore più strane. Quello che prima dell’arrivo dei figli era una piacevole routine, diventa un’eccitante avventura. Se prima si dava per scontata la presenza dell’altro e il sesso veniva vissuto come un appuntamento settimanale, paragonabile al fare la spesa o all’andare in palestra, dopo non ha più giorni o orari fissi. Quando capita l’occasione bisogna coglierla al volo e proprio per la sua imprevedibilità, è incredibilmente eccitante.
Perciò, carissime amiche mamme, il nuovo motto è: “In primis, volentieri!”
Perché “spesso” è relativo. Troppe variabili incidono sulla frequenza.
E ricordiamoci che è sempre la qualità che conta, non la quantità ;) 

Cyan

mercoledì 9 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Alghero. Attacco a Maria Pia (Unione Sarda, p. 53)

La canzone del giorno è:

La frase del giorno è:
Pira cotta, pira crua, dognunu a domu sua

martedì 8 luglio 2014

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (Golfo degli Angeli, Mediterraneo, Terra, Sistema Solare, Universo. Coordinate: lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:03 e tramonta alle 20:52.

Luna
La Luna è crescente. Il 12 luglio alle 13:27 sarà Luna Piena. Il 13 luglio, invece, alle 8:32, la Luna raggiunge il perigeo.
Nella notte tra il 7 e l'8 luglio la Luna, già oltre il primo quarto, entra nella costellazione della Bilancia e lì raggiunge la congiunzione con Saturno.

Cielo del Mese, i Pianeti
Ancora per questo mese le condizioni di osservabilità di Venere rimangono invariate rispetto ai mesi precedenti. La situazione, però, è destinata a cambiare. Per alcuni giorni cresce l'intervallo di osservazione fino al 13 luglio quando Venere sorge due ore prima del Sole. Da quel momento la differenza di orario tra il sorgere del pianeta e quello del Sole diminuisce, lentamente ma costantemente, per tutto il resto dell'anno. Venere, quindi, sarà senmpre più basso sull'orizzonte orientale al mattino presto. All'inizio di luglio il pianeta si trova nella costellazione del Toro. Tra il 17 e il 19 luglio compie una breve escursione in un piccolo angolo della costellazione di Orione, poi attraverserà parte della costellazione dei Gemelli.

I Santi
7 luglio: santa Edda di Wincester
8 luglio: san Adriano III, papa
9 luglio: santa Faustina
10 luglio: santa Amalberga
11 luglio: san Benedetto da Norcia
12 luglio: san Arduino di Fontenelle
13 luglio: san Enrico II

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Basket. Il Banco fa la spesa all'Emporio Armani (L'Unione Sarda, Edizione del 13 febbraio 2012, p. 1). 
Questa è la notizia del giorno... un anno dopo dell'Almanacco più letto. Per visualizzarlo, basta cliccare qui.

Feste, Ricorrenze e Curiosità


Il 1° agosto 2011 nasceva l’Almanacco di Violet. Una rubrichetta piccola piccola, senza pretese. Per esserci. Per essere a fianco a Red - e di Pink - in questa avventura. Riportava il Sole e la Luna, gli onomastici della settimana e il santo del giorno, i compleanni storici, le curiosità e Così parlò zio Gecob, una saggia frase di un saggio, per illuminare il cammino della settimana o per riflettere anche un solo istante.
Da allora, l'Almanacco è cambiato, è cresciuto. Ma lo ha fatto come tutte le creaturine che si rispettino, pian piano, a piccole tappe, senza troppa fretta. Insomma, un passo alla volta! Quindi ecco la sigla, tratta dallo storico almanacco della Rai, e alcune rubriche ad esso ispirate: Le buone maniere di ieri e di oggi (ilprimo numero il 27 ottobre 2011) e La matita rossa e blu (il primo numero il 12 gennaio 2012). A novembre 2011 compare la prima immagine di copertina; nel 2012 la seconda. Poi quella definitiva, regalo di un amico di Red, artista bravissimo! Presto nell'Almanacco compaiono anche le storie de Il Lama racconta: è una rubrica alla quale sono molto affezionata. All'inizio erano brevi storielle con morale tratte da autori antichi e moderni. Storie che a me piacevano, che mi ricordavano qualcosa, che mi facevano riflettere. Storie che volevano essere come la storia della buonanotte, una chiusa tranquilla e meditativa. Poi decisi di scrivere io, in prima persona, rivisitazioni della ricca tradizione della mia Terra. Questa scelta coincise anche con l'apertura dello “spazio del Lama” alla collaborazione degli amici. Così anche se saltuariamente Red ha fatto dei doni all'Almanacco, piccole e gradite perle. Così anche White, subito prima di esordire nel blog. E, ancora, Arth, amico incontrato grazie ad una letterina natalizia, che ci ha regalato il suo sentire, che è il dono più prezioso!
E, così, eccoci ad oggi... solo un'ultima piccola notizia: l'Almanacco da voi più letto è datato 10 febbraio 2013 e lo potete trovare cliccando qui!



Il Lama Racconta
Si dice che i boschi di Sardigna durante il giorno brillino di sole e sorrisi. E, quando scende il buio, tintinnino di brevi risate. Tanto tempo fa, nella notte dei tempi, al limitar della foresta, quando la luna faceva capolino e i suoi raggi si nascondevano tra le foglie, non era difficile incontrare le fate. Erano piccole, veloci, bellissime e splendenti. Luna riservava per loro i raggi più luminosi, ma le Janas emanavano una luce chiarissima, capace di rischiarare le radure, i sentieri che conducevano al villaggio, l’intrico del sottobosco, dove gli alberi si facevano più fitti. Correvano le nostre fatine, ballavano, ridevano e giocavano. Tanti le avevano incontrate, rincasando quando la notte oramai avanzava o se uscivano di casa, per recarsi agli ovili, prima che Aurora iniziasse a tingere il cielo dei suoi tenui colori. Non erano mai sole, spesso due o tre, raramente in gruppi più grandi. A volte arrivavano fino al villaggio, portate sulle ali del vento, che in quella terra antica non smette mai di soffiare. Quando accadeva, giravano leste per la via alla ricerca di una casa che sembrasse accogliente, di una luce accesa ad attendere qualcuno, di un fuoco ancora vivo sotto la cenere in fondo al camino, di un uscio o una finestra rimaste socchiuse. Curiose entravano in quella casa. Chiamavano piano tre volte le donne che trovavano assopite e le invitavano ad andare con loro. Giunte alle piccole domus, offrivano in dono una stoffa preziosa, fatta da mani di fata, o una moneta d’oro. Se, invece, addormentati c’erano dei bambini, li svegliavano e li portavano a giocare nel bosco. Fu così che una bimba, una notte, le seguì. E vide il bosco come non l’aveva mai visto. Volò sulle ali del vento, rise tutto il tempo. Scoprì nuovi sentieri, mille pertugi, cento nascondigli segreti. Fu salutata dall’argenteo guizzare dei pesci del laghetto e udì storie mai udite. Ma, soprattutto, poté fare una domanda alle fate, ché loro avrebbero risposto tutta la verità a quel cuore innocente. “Perché nessuno ha mai visto una Jana da sola?”, chiese allora la piccola. “Perché siamo sorelle e ci amiamo”, risposero all’unisono le due. E brillavano come mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Fu lunga quella notte. Sembrò molti giorni e molte notti, perché la bimba vedeva che Luna si riempiva e poi svuotava di nuovo. Alla fine si rigirò. Era a casa, nel suo letto. Con negli occhi e nel cuore una splendida luce, e sulla bocca e nelle orecchie una breve risata. Si dice che la notte, nei boschi di Sardigna, lo scintillio tra le foglie lo creino i raggi della luna che giocano a nascondino con le Janas. Io credo sia vero. Bambina giocavo con loro (Siamo sorelle, liberamente tratto dalle leggende sarde sulle Janas, Violet per la Rassegna Stronza – Il Lama racconta dell'Almanacco più letto).

Così Parlò zio Gecob
Io sono tra coloro i quali credono che il tutto stia nel poco. Il bambino è piccolo, ma racchiude l’uomo; il cervello è limitato, ma ospita il pensiero; l’occhio non è che un puntino, ma abbraccia le miglia.
(Così parlò zio Gecob dell'Almanacco più letto).

La Parolina della Settimana
Anniversario. Il significato lo conosciamo tutti! È una parola molto solenne che sta molto bene con le ricorrenze... come il 150° numero dell'Almanacco che festeggiamo la prossima settimana! Accettasi doni!!!
Se siete curiosi di scoprire molte curiosità su questo lemma, cliccate qui.

lunedì 7 luglio 2014

Istantanee - by White

 Il canto contro la paura

Di lei ricordo con estrema chiarezza il viso. Perfetto l’ovale, grandi occhi scurissimi, tratti regolari e assoluti, da canone classico. I capelli lunghi, lisci e corvini, con la scriminatura centrale. Bellissimi. Estremamente comunicative le espressioni, di una profondità ricca di pathos. Un volto che non si scorda. Nella mia mente è l’indimenticata Marta del Gesù di Nazareth di Zeffirelli. E la voce, così potente, profonda e vibrante. Un canto incantatore, ancestrale, che promana da una figura il più delle volte immobile, ieratica, severa come una statua. Sapevo poco della sua vita. I personaggi noti spesso arrivano al pubblico sminuiti nella loro complessità, è un aspetto che emerge e castra gli altri. Maria ha fatto tante cose, diversissime. Ha cantato sempre, da piccolissima. I canti della sua terra. Dei suoi padri, di una vita comunitaria perduta. Era un modo per ammaestrare la paura, il suo canto, uno scudo contro le Ombre che temeva di incontrare, quando appena albeggiava, si recava a lavare i panni al fiume, a Biddanoa. La paura spinge a correre, ma se sul capo reggi una grande cesta colma di bucato non puoi. Allora il suo canto aleggiava sulla vallata e inteneriva e commuoveva i passanti che sapevano della sua presenza al fiume. E’ così esile, da bambina, che a stento ci si immagina possieda una tale voce. Ma è il suo dono, presto riconosciuto. Canta in chiesa, in latino e in sardo, e nelle sagre paesane, accompagnata dal nonno a dorso d’asino. Maria è orfana di padre, l’ha perso molto presto, morto di povertà, dice, solo, in un ospedale sassarese. Lavoro e scuola, poca, meno di quella che avrebbe voluto. Ma dal balcone della casa di Siligo Maria sente prepotente il bisogno di nuovi orizzonti, di sfuggire alla miseria, di emanciparsi. Dopo esser stata eletta Miss Sardegna, partecipa alla competizione nazionale. Roma diventa la sua casa. Fa di tutto, essicca foglie di tabacco, realizza candele di cera. Finché non la nota un uomo che diventerà suo marito e manager, forse con una maggiore propensione per il suo secondo ruolo. Maria studia all’Accademia di Santa Cecilia. Da inizio ad uno straordinario lavoro di tutela della memoria del canto sardo tradizionale. Ha salvato, registrandoli, spesso dal vivo e nel loro contesto originario, numerosissimi canti che diversamente sarebbero andati perduti. Maria è una donna che gli anni fanno più bella. Dalle foto è evidente. Dotata di rara forza espressiva e di intensità interpretativa. La sua è una ricchissima esperienza artistica. Fragile e testarda va per la sua strada. Non cambia genere come le propongono con insistenza, per adeguarsi ai gusti del mercato, che non è che straveda per la musica folk, per giunta in lingua sarda. Piace la sua voce, la sua bellezza, il suo portamento fiero e nobile, non quello che canta. Non insegue la ricchezza. Questa sua ostinazione porterà a diverse rotture con le case discografiche. Ha solo un debole: le scarpe, forse per averle desiderata a lungo da piccola, con i piedi feriti e pieni di geloni. Diventa famosa, anche all’estero, in particolare in Francia e in America. Collabora con artisti di fama internazionale, come Joan Baez e Amalia Rodriguez. La sua carriera va oltre il canto, è richiesta al cinema e a teatro. Registi importanti. Interpreta tante donne: Teresa d’Avila, Grazia Deledda, solo per ricordarne alcune. Scrive poesie di forte impatto e profondità. Si impegna politicamente, come consigliere per il comune di Roma. Ma poi dirà di aver fatto un errore, che un artista ha poco a che fare con il mondo della politica. E’ chiamata ad insegnare antropologia culturale all’Università di Bologna, un ruolo che la intimorisce e insieme la gratifica. In età matura conosce un giovane architetto di cui si innamora. Dopo un ventennale rapporto burrascoso e poco felice lascia il marito per lui. E accade ciò a cui ormai non pensava più, e che le avevano detto non fosse possibile: a quarantasette anni diventa mamma di David, un dono straordinario. Ma la vita non è tenera: le riserva gioie e grandi dolori. Lutti, incomprensioni, tradimenti e abbandoni. La fine dell’amore la prostra nel corpo e nello spirito. A lungo sarà inebetita dal dolore, inerme. Afferma che l’amore vero, assoluto, uccide. Non c’è mai coincidenza nella fine di un sentimento. E chi viene abbandonato muore. Coverà dentro un’angoscia insostenibile. Perderà anche la voce. Per poi rinascere, per gradi, per amore del figlio. Amata ma poco compresa, questo il suo destino di tutta una vita. In Italia per i limiti linguistici di comprensione del suo canto. Nella sua terra per una specie di ritrosia immotivata. L’accusavano di aver svilito il canto sardo facendolo conoscere e “commercializzandolo”. Solo negli anni si capirà la portata della sua operazione, o meglio della missione che andava compiendo, con amore e mossa da un intento di tutela e salvaguardia, non altro. Avrebbe avuto la possibilità di percorrere vie più agevoli. Era magnetica. Una volta, in India, in un momento di pausa dalle riprese di un film per Raidue, tratto da un romanzo di Conrad, passeggiando per le vie di Bombay, scorge una chiesetta bianca che le ricorda quella di Siligo. Entra. E’ deserta. Le viene spontaneo intonare l”’Ave Maria”. Solo alla fine, quando si volta per uscire, si accorge che una folla si è assiepata alle sue spalle, rapita dalla sua voce. Il suo canto va oltre i limiti della lingua, sa riempire spazi profondi. Tocca dentro il cuore. Dalle parole di chi l’ha conosciuta sappiamo che Maria Carta è stata una donna di intensa simpatia, che si esprimeva pacatamente, alternando le sue due lingue in piena armonia. In un crepitio allegro di mortaretti. Brava cuoca, amava cucinare i cibi della sua terra. Adorava la musica, i libri, i giovani, le collaborazioni “improbabili”: una volta Jovanotti l’accompagnò alla batteria! Il suo operato ebbe riconoscimenti tardivi: solo nel 1993 le fu tributato il riconoscimento di “Donna Sarda dell’anno”. Il presidente Cossiga l’aveva già nominata Commendatore della Repubblica. Ma la malattia che si era manifestata da subito invasiva, nel 1989, poco dopo la morte della madre, non demorde. Ed è crudelmente misantropa, la attacca nella sua femminilità. Scompare per un po’, confortandola, per poi riapparire più feroce che mai. Una lotta combattuta con fierezza, fede e ironia, fino alla fine, nel settembre del 1994, quando si spegnerà nella sua casa romana senza aver mai perso lucidità. Tra i tappeti a pibiones ed i cestini che amava realizzare. Diceva di essere nata a vent’anni, quando aveva iniziato ad aprirsi al mondo.

venerdì 4 luglio 2014

Red Victim - by Red


Red shoes

Avevo quasi pronto un numero estivo e bellissimo sull’abbigliamento per il tempo libero: mare, giardini et similia. Quasi pronto da un po’, in cerca di un’ora di pace per finirlo. Ma alla fine ho deciso di rispolverare il vero, più importante e fondamentale tema di Red: le scarpe. Aspettavo un’occasione speciale per parlarne, ma non c’è nulla di così solenne ed importante da meritare cotanto argomento… Così lascio l’onore a un normale e grigio pomeriggio di inizio luglio, per nobilitarlo un po’ e renderlo degno di menzione futura.
Le scarpe, amici cari… non è questione di moda o di eleganza. Le scarpe son scarpe, e non son mai troppe. Vorrei dire che non son nemmeno mai troppo costose, ma purtroppo non è vero! Di certo non son mai troppo comode, né troppo scomode. 
Assolutamente mai troppo rosse. 
Semplificando, le scarpe non son mai troppo.
Perché le scarpe non sono un accessorio. Le scarpe sono una maniera di stare al mondo.
Le scarpe hanno fatto di Marilyn e del suo divino ondeggiare un mito, mille volte più dei suoi boccoli biondi. Senza le punte le ballerine non si trasformerebbero in cigni, senza i tacchi e il cinturino alla caviglia cambierebbe tutta la magia di equilibri e scontri del tango. 
Io credo addirittura che se i soldati marciassero sui tacchi a spillo non esisterebbero più le guerre!  
Siamo nati scalzi, e a piedi nudi siamo esattamente ciò che siamo, senza fronzoli e maschere. Ma con le scarpe possiamo essere come vogliamo, perché dalle scarpe che indossiamo dipende tutto il nostro andare sul mondo: le scarpe fanno il nostro passo, e il nostro passo segna tutta la nostra vita.
Io voglio essere leggera sulla terra, e femminile. Voglio ondeggiare un po’, ma non quanto Marilyn, voglio andare sicura e con schiena e testa dritte e alte. Voglio che il mio passaggio sia udibile, che il mio passo sia riconoscibile per chi sa ascoltare e conoscere. Voglio poter correre e soprattutto danzare. E poi voglio essere bella, perché sono vanitosa.
Per questo scelgo scarpe con la suola in cuoio (che fa tac, tac, ad ogni passo!), amo i tacchi tra i cinque e i dieci centimetri, senza plateau, le forme classiche tipo decolleté, mary jane, t schoes. Amo che siano colorate, rosse ne ho un paio per ogni tipo, comprese infradito e ballerine. In inverno stivali, con o senza tacco (trovo chicchissimo lo stile cavallerizza), francesine e, ogni volta che si può, sempre e ancora le mie adorate decolleté. Per il cantiere le antinfortunistiche, ché la sicurezza non è mai troppa, e poi, un passo pesante e sicuro può sempre essere utile per farsi ascoltare; per lo sport, e quasi solo per questo, le scarpe da tennis (o si dice da ginnastica, in continente?). Per scendere dal divano e andare ad aprire le finestre mi piace stare scalza: mi riposa il contatto tra i piedi e la terra, mi fa sentire felice e libera. 
I miei gusti non sono cambiati nemmeno troppo con il tempo: da bambina sognavo sandaletti rossi e scarpette nere alla bambola, in vernice. La suola di cuoio già allora era un punto fondamentale: ticchettavo su e giù per i negozi perché il suono del mio passo fosse quello prescelto (poi mamma portava dal calzolaio a mettere l’antiscivolo e io rimanevo fregata… uffa!).
Ecco, queste sono le scarpe perfette per me, e non è detto che siano giuste per tutti, perché ognuno deve avere i suoi piedi e il suo passo. Un tacco alto per il mio trentacinque è uno scherzo per un quarantadue, ogni caviglia si armonizza alla perfezione con una postura diversa, ogni gamba si slancia secondo la giusta inclinazione del piede e ogni schiena reagisce come meglio può a una giornata in piedi sui tacchi. Io ho trovato le soluzioni che mi paiono giuste per i miei piedi e il mio passo, ma ognuno deve trovare le sue! Anche se io di solito vengo trovata dalle mie scarpe… mi adocchiano dalla vetrina e mi perseguitano finché non vengono a casa con me! Ricorderò per sempre quella notte a Roma, quando un paio di sandali verdi… ma questa è un’altra storia!
Tornando a noi e ai miei preziosissimi consigli: a volte mi vien da chiedere nei vostri più profondi desideri volete andare sulla luna? Perché a volte vedo donne belle, con abiti bellissimi e scarpe da sogno. Sandali gioiello con tacco quindici e plateau, roba da almeno 500 euro di follia, ai saldi. Scendono in centro, la sera, da macchine scintillanti come i gioielli che portano, mettono piede a terra e… sembrano sbarcare sulla luna! Tale è la fatica di tenere un normale equilibrio sui tacchi che le braccia avanzano scomposte in avanti, i piedi giungono a terra dopo imponderabili traiettorie e i tubi delle grondaie si trasformano in appigli da tram. Siete certe che è questo il tipo di eleganza che avevate in mente? Questo l’incedere che sognavate per il vostro ingresso trionfale nel locale più trendy della città?  
C’è poi anche chi, al contrario, uccide vestiti da vera lady con ciabatte da infermiera in servizio, e anche qui mi domando se la comodità debba sempre e comunque essere il solo bene assoluto, o se a volte un po’ di buon gusto non possa curare una quota minima di mal di piedi, o almeno farlo superare con un sorriso. C’è chi usa ballerine e cammina tutto il giorno come una papera, chi mette le scarpe da trekking a teatro ma non ha idea di cosa sia una suola vibram, chi si infiamma per delle “hogan cocco”, e tu ti sforzi di capire se il color cocco sia quello della polpa e della buccia. Poi scopri invece che ce l’avevano con il tipo di lavorazione della pelle, e che si parlava di un finto coccodrillo azzurro!
Non so, io inorridisco spesso a guardare le scarpe ai piedi delle persone, ma c’è posto per tutti nel mondo, e magari qualcuno trova brutte o demodé le mie! 
Per questo il consiglio che mi sento di dare sulla scelta delle scarpe è quello di guardarsi allo specchio, davanti, dietro, di lato, tirando su i pantaloni o la gonna per vedere la caviglia, controllando il sedere, la schiena, la pancia e la postura. Anche la faccia e il sorriso, possibilmente. 
Camminiamo, in negozio, e pensiamo se camminando su quelle scarpe vengono idee interessanti, desideri belli, immagini di grazia ed eleganza. Se ci vien voglia di ballare. Se possiamo fare tutto quello che crediamo fondamentale. Se togliendole al volo per un mal di piedi improvviso o per camminare in spiaggia, e tenendole in mano, possano aggiungere bellezza al nostro look come un nuovo accessorio. Se con loro ai piedi sia tutto possibile. Se quel che accade sbattendo per due volte i loro tacchi è ancor più incredibile del mondo del mago di Oz. 
Non so se siano consigli molto pratici, ma sono certamente divertenti, e io faccio sempre così!
Ma soprattutto penso che per scegliere le scarpe migliori ci si debba guardare allo specchio molto bene prima, fuori dal negozio, per vedere chi siamo, riconoscerci e scegliere come vogliamo camminare sul mondo. 
Se poi non troviamo le scarpe giuste per i nostri progetti, almeno possiamo trovare una strada da percorrere!


I consigli per lui! Vuoi sembrare affascinante, sicuro di te, ironico, fuori dagli schemi? Il mocassino scamosciato colorato senza calzino non è la scelta giusta!

mercoledì 2 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
In Vaticano. E il Papa ha vinto il "derby" con le Guardie. (L'Unione Sarda p. 27)

La canzone del giorno è:
Sos ojos de una jana - Tazenda

La frase del giorno è:
Vieni a vedere il mondo sotto il mondo sopra il mondo!

martedì 1 luglio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
La crisi alla Figc. Il nome nuovo è Tavecchio: "Solo candidatura unitaria" (Unione Sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:

La frase del giorno è:
Com'è dolce la mia mamma: come il miele di corbezzolo!