venerdì 30 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Via Seruci - Casa contesa a colpi di motopicco (Unione sarda, p. 18)

La canzone del giorno è:
Sentimiento nuevo - Franco Battiato

La frase del giorno è:
Metterti gli occhiali al buio non ti farà vedere meglio!

"Pene" d'amore

Sigla!

La coppia Vinavil


Le coppie non sono tutte uguali. Anni di puntate viste e riviste di “Sex & the city” ci hanno insegnato che nessuna relazione è esattamente uguale all'altra e che anche le coppie sono estremamente diverse. Esistono, fra le tante, la coppia “gli opposti si attraggono”, la coppia “abbiamo gusti simili”, la coppia “ognuno a casa sua” e la coppia “Vinavil”. Finora la coppia Vinavil è stata avvistata solo in ambito eterosessuale, ma nulla esclude che possa esistere anche in ambito omosessuale. Essa si compone di due individui che nella loro vita quotidiana non fanno nulla separatamente. Si svegliano insieme nello stesso letto, vanno a lavoro insieme, fanno anche lo stesso lavoro nello stesso posto, pranzano insieme, tornano a casa insieme, cenano insieme e vanno a dormire assieme. Tutto assolutamente assieme. Il primo commento che ci viene in mente è “che palle”, ma la cosa è ben più grave, se si considera che spesso queste coppie hanno anche lo stesso stile: entrambe si vestono “anni '90”, oppure sono sportivissime, oppure cinefile anni '70. Sono l'uno la fotocopia dell'altro, una roba mostruosa. Vanno in giro a spiattellarti in faccia la loro sintonia, senza accorgersi che in realtà alla fine sono stucchevoli come mangiarsi un panetto da  1kg di pasta di zucchero. Ma poi che avranno da dirsi a casa queste persone? Dopo tutta la giornata passata insieme che avranno mai da raccontarsi? E' una situazione surreale che non può durare in eterno, a meno che fuori dalla “vita sociale” non si dicano assolutamente niente, silenzio assoluto.  Insomma la "coppia Vinavil" sa tanto di biglietto gratta&vinci, che sopra ha la patina argentata ma sotto c'è scritto "ritenta". Certo è che quando li vedi, e ti buttano in faccia il loro essere così uniti, così coppia, in un primo momento ti fanno sentire un po' merdina e invidiosa. Ma poi, a pensarci bene, francamente a stare in una coppia così viene prima o poi un attacco di asma misto a senso di soffocamento profondo. 
In pratica, accade come in questo video del mitico Trio Marchesini-Lopez-Solenghi, tratto da "In principio era il Trio", intitolato "I coniugi Vinavil"!






giovedì 29 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tribunale - Restituite le gioiellerie (Unione sarda, p. 18)

La canzone del giorno è:
Bellamore - Francesco de Gregori

La frase del giorno è:
Ho lanciato uccelli fino alle 3 del mattino!

mercoledì 28 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Capoterra - Rame, passione di famiglia (Unione sarda, p. 30)

La canzone del giorno è:
Moon - Bjork

La frase del giorno è:
Il cattivismo ha rotto le palle!

martedì 27 novembre 2012

Pensieri di un'aspirante suicida by Pink


Quello che è scritto in questo post è frutto di un'esperienza reale. (Pink)


Non c'è nulla che ti insegni come difenderti dalla vita. Nessuno che ti spieghi come sopravvivere agli altri e alle difficoltà che ti piazzeranno davanti. Alcuni ce la fanno, altri restano schiacciati nel gioco. L'altro giorno un ragazzo a Roma si è impiccato perché vittima di episodi di bullismo. I suoi compagni lo additavano come gay, ma lui non lo era. Il suo modo di vestirsi, di apparire, era diverso, non omologato alla massa decerebrata. Non voglio fare un discorso su quanto siano vuoti i ragazzini di adesso perché devi avere un'etichetta sulle spalle, sennò sei fuori dal giro. Non mi interessa dire che a scuola c'è sempre qualcuno che ti prende per il culo e che prima ti abitui e meglio è. A me quel ragazzino ha ricordato me alla sua età. Insomma, appesa a quella sciarpa potevo esserci io. Ecco, quello che mi interessa raccontare è la stessa esperienza vista dai miei occhi, agli occhi di una Pink 15enne davanti ad una bombola del gas. Quello che nessuno spiegherà mai ad un giornalista, alla famiglia o agli amici di uno che si suicida, è che certi gesti non si fanno perché i bulli ti prendono in giro, perché i creditori ti stanno strozzando, perché tua moglie ti ha lasciato, ma perché sei solo. La cose intorno a te continuano ad avere un senso per gli altri, a girare ed andare avanti, ma nessuno e niente ti coinvolge più. E' come diventare improvvisamente ciechi, sordi e muti, non riuscire più a comunicare il proprio disagio mentre il mondo va avanti. Capita spessissimo. A me per esempio tutti dicono che non parlo mai dei miei problemi. Lo farei, se fossi sicura di essere ascoltata. Mille volte mi viene in mente di aprire bocca e parlare, inizio anche a farlo, poi vengo interrotta da qualcuno che ha un problema più grande di me. C'è sempre qualcuno che ha un problema “più grande” di me, così capisco che evidentemente o mi sto facendo paranoie inutili io o che in effetti il mio è un problema di poco conto e me la posso sbrigare da sola senza ammorbare l'aria degli altri. Poi però in effetti il problema non è così piccolo e sembra che non riesci più a uscirne e siccome agli altri non interessa o ne hanno di più grandi, ecco che sei solo. La vita quindi non ti insegna a cavartela sempre sempre da solo, proprio no. Allora ti poni un dubbio: come esco da qui? Provi a chiedere aiuto, ma alla fine si riconduce matematicamente ad un caso precedente, ovvero “qualcuno ha un problema più grande e importante del mio”. Forse stai chiedendo aiuto alle persone sbagliate, nel modo sbagliato, ma non è che nel momento di buio e disperazione massima pensi tantissimo al modo e a chi. Hai bisogno di aiuto disperatamente e nessuno se ne accorge, cazzo! E adesso? Adesso sei completamente solo. Da solo ovviamente non ce la farai mai ad andare avanti, a risolvere i tuoi problemi. Ti convinci che se nessuno si interessa ai tuoi problemi è perché non sei importante, di conseguenza se non ci fossi a nessuno cambierebbe nulla. Infine raggiungi un livello di annullamento così basso e così buio che l'unico modo di porre fine ai problemi, alla disperazione, al dolore sia quello di annullare te. E' quasi una conclusione logica. Solo il suicidio è quindi la soluzione a tutto quello che ti circonda.
Non è una soluzione di comodo, non è proprio una soluzione: è l'unica cosa possibile in assoluto. E non è facile quando sei lì. Non sono belli i momenti in cui realizzi che quelli saranno gli ultimi della tua vita, è l'ultimo estremo messaggio d'aiuto che spesso non viene raccolto in tempo. Il mio è stato raccolto in tempo per puro caso. A quest'ora, se tutto fosse andato secondo i miei piani, io non sarei qui. Mi hanno trovato in tempo, disperata e sola. Allora, ho parlato, a fatica ma ho parlato. Ho raccontato il mio disagio, che non dipendeva né dai bulli, né da nessun agente esterno, dipendeva solo ed esclusivamente da me, dalla caterva di cambiamenti che la mia vita aveva subito poco prima, dal non essere come speravo. Mi sentivo una fallita, non ero più in grado di fare niente, tutto mi si stava sgretolando attorno e io non avevo abbastanza forza per tenere tutto su. Ho lasciato che mi sommergesse il disastro, ho smesso di respirare perché tanto al mondo il mio respiro non avrebbe cambiato nulla. E poi?
E poi “pioggia d'estate su Levin che falcia il grano”. Come Levin, quando sembra che tutti ti sia crollato addosso, che la fatica, la stanchezza, la delusione stiano per prevalere su di te, improvvisamente “senza capir che fosse e donde venisse, provò improvvisamente una piacevole sensazione di fresco giù per le spalle accaldate e sudate. Guardò il cielo mentre affilava la falce. Una nuvola bianca e greve si era addensata e ne veniva giù una pioggia pesante”. Arriva la pioggia a rinfrescarti, arriva la mano d'aiuto, ti sciogli. Qualcuno è riuscito a fermarmi in tempo e la mia vita è per forza andata avanti. Rinascere è stato lungo e laborioso, per nulla facile. E' una difficile esperienza che mi ha dato alcuni insegnamenti, il primo dei quali è stato spalmarmi una bella mano di vernice impermeabilizzante sul cuore. A volte mi rendo conto che sembro scema e stupida, che tendo ad avere un approccio superficiale su certe cose, questo è il motivo: ho già dato. Ho già devastato me stessa e la mia anima abbastanza da non potermi permettere più di “smollacciarmi” alla minima cosa, devo essere distaccata dalle cose che non hanno reale necessità della mia massima attenzione. E poi ho disperatamente bisogno di leggerezza, non posso essere seria tutto il giorno. Ogni tanto questa vernice si gratta via e riaffiorano gli altri “regali” che mi sono rimasti: gli attacchi di panico e l'ansia. Allora ripenso che in effetti c'è sempre qualcuno che ha un problema più grande di me, per questo non può ascoltarmi e siccome tanto non mi ascoltano tanto vale tenersela dentro o chiamare qualcuno che ti ascolti per mestiere e ti aiuti a dare una nuova mano di vernice impermeabilizzante. Ma non c'è niente che valga quanto aprire gli occhi la mattina e dire “A culo tutto il resto!”.
Quando si parla di suicidio, due sono le tendenze degli altri: la prima è quella del “era tanto debole che ha scelto la via più semplice”; la seconda è quella del “guarda, ha fatto un gesto davvero egoista”. Il suicidio non è né la via più semplice, né un gesto egoista. E' l'unica cosa che restava da fare, non c'erano altre strade, altre possibilità di scelta. Il suicidio non è una via semplice, perché è sciocco e stupido e superficiale pensare che con tanta facilità si possa decidere volontariamente di mettere fine alla propria esistenza. Non è un gesto egoista perché non c'è spazio per l'ego in una vita che muore volontariamente. Se davvero pensate queste cose, forse siete già dotati di base di abbastanza vernice impermeabilizzante, auguratevi che non vada mai via per nulla al mondo.  

Breaking news

La notizia del giorno è:
Settimo San Pietro - A un Metrò da Cagliari (Unione sarda, p. 36)

La canzone del giorno è:
Nano Nano - Mork e Mindy

La frase del giorno è:
Se non ho problemi a farlo, figurati a dirlo!

domenica 25 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sa Tanca - L'apocalisse simulata (Unione sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Le coppie - I Cani

La frase del giorno è:
Ognuno ha le sue dietrologie!

24 novembre 2012, mattina di shopping sociale - By Red


Il sabato mattina è giorno di shopping e si va a fare shopping. Shopping poi, shopping senza soldi: vetrine, negozi, chiacchierate, risate, magari ci si prova un vestito e si prova ad essere bellissime. 
Sabato mattina è giorno di manifestare e si va a manifestare. Con la rabbia della maturità, con i sogni dell’adolescenza, con i fischietti in bocca, con i caschetti in mano, con i quattro mori sulla faccia.
È così che ci si incontra, chi vive una città e chi ha preso un pullman per farla vivere di passione per una mattina. Nelle vie dello shopping il sabato mattina ci sono tutti: gli studenti, gli operai, gli insegnanti, gli arrabbiati e chi esce dai negozi senza rabbia ma con un pacchettino Armani. 
E poi noi, Red e Violet nella loro ora d’aria. Il destino ci fa arrivare da una strada laterale proprio in mezzo agli operai del Sulcis, “il mio Sulcis” dice Red, mentre all’unisono con Violet si fermano e scandiscono con le mani il ritmo di quei caschetti bianchi sbattuti a terra (Non ce l'ho fatta, Red, a non iniziare a battere le mani. E tu mi hai seguita, subito, come ci accade nella vita: una di noi inizia e l'altra la sostiene! E non ce l'ho fatta perché battevano già i nostri cuori all'unisono con il cuore della manifestazione. Tu avresti voluto avere con te il caschetto, uno dei simboli anche del tuo lavoro; a me, che odio mascherarmi, sarebbe piaciuto avere una maschera da calare sul viso: "Siamo tutti uguali, di più, siamo uno. Schedateci tutti!". Ed è così che, a quarant'anni, capita di commuoversi ad una manifestazione...).
Quello che suona strano è che tra i passanti qualcuno li teme. Ma come si fa a temere i propri padri, i propri amici di infanzia, i genitori degli amici dei propri figli, che li accompagnano al mare o a fare calcetto? La gente che quando ci va di vantarci della nostra terra mettiamo in prima fila, per dire che nella gente semplice c’è l’essenza di un popolo. A tanto porta la crisi? A far temere i vicini di casa la mattina mentre a cena si va tutti insieme?
Risaliamo il corteo, gli studenti sono belli, sono più disciplinati di noi ai tempi delle nostre Okkupazioni, ma ci somigliano più di quanto non ci somiglino quando li incontriamo sulla metro. Fanno venir voglia di kefia e Guccini, di giornalini scolastici clandestini e dell'urlo nei corridoi del Dettori: “arriva la digos!!!!!!”.
E i poliziotti? Con che faccia andranno lunedì ai colloqui dalla prof di italiano se dovesse succedere qualcosa in piazza oggi? Con che faccia inviteranno i compagni di classe dei figli a pranzo dopo averli guardati negli occhi da sotto la visiera dell’elmetto?
Deviamo e incontriamo proprio il loro corteo, i cellulari scuri, pieni di scuri carabinieri. Non li invidio, perché dai negozi e dalla strada tutti li osservano come si guarda un corteo funebre, come chi non sta dalla parte giusta (...mi sono tolta gli occhiali da sole e li ho squadrati, ad altezza volto. Sarà il mio spirito ribelle: voi mi vedete, ma anche io vi vedo!) . Notiamo che comunque sono tranquilli, sorridono. Uno da una portiera aperta sembra apprezzare Red e Violet, graziose davvero nel loro “outfit tempo libero”.
Oggi shopping sociale, decreta Red! Il suono dei caschetti rimane nelle orecchie, negli occhi la dignità dei manifestanti, nel naso lo zolfo dei pochi mortaretti scoppiati, nella pelle il calore del sole cagliaritano. Nell’anima la sensazione della giustizia di una causa.
La giornata è passata tranquilla, in tutta Italia nessun incidente: evviva la libertà!   

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:16 e tramonta alle 17:02.

Luna: La luna è gibbosa crescente. Il 27 avremo Luna piena. Dal giorno successivo entrerà in fase calante.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Caterina (di Alessandria), Mosè (di Roma), Maurino (25 novembre); Corrado (di Costanza), Nicone, Umile (26 novembre); Apollinare, Facondo e Primitivo, Giovanni Vincenzo, Gustavo, Valeriano (di Aquileia) Siffredo (27 novembre); Fausta Romana, Irenarco, Sostene, Teodora (28 novembre); Bernardo (di Nazareth), Illuminata (29 novembre); Andrea (apostolo di Gesù), Maura (30 novembre); Albano, Donnolo, Eligio, Fiorenza, Naum, Proietto (1 dicembre); Abacuc (profeta), Aurelia, Bianca (di Castiglia), Silverio (2 dicembre).

Il Santo: Il 30 di novembre la Chiesa ricorda sant’Andrea, apostolo, martire. Era il fratello di Simon Pietro, fu evangelizzatore della Tracia e della Scizia. È patrono di Sarzana e dell’alsazia. Protettore dei pescatori e dei pescivendoli. Viene invocato contro le ingiustizie e la sterilità femminile.

Il nome: Il nome che ho scelto per voi questa settimana è Corrado. È un nome di origine tedesca e significa “consigliere saggio, valoroso, audace”. Il numero fortunato legato al nome Corrado è il 3; il suo colore è il giallo; la sua pietra portafortuna è il topazio; il suo metallo è il ferro. In Italia si contano sessantunmilaottocento uomini che portano questo nome, cioè circa lo 0,1% della popolazione del nostro Paese. Corrado è al centocinquantacinquesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. La sua distribuzione nel territorio è abbastanza omogenea, con un picco in Valle d’Aosta (12,8%) e Trentino Alto Adige (10,2%). Pochi, invece, in Basilicata (solo lo 0,8%). Corrado: chiacchierone, originale, ricco, ammirevole, determinato. Meglio di così?!

Compleanni storici: Auguri a Luisa May Alcott, nata il 29 novembre 1832.

Questa settimana accadde: Il 26 novembre 1941 il Presidente Roosvelt stabilì, con la firma di un apposito decreto, il quarto giovedì di novembre come Thanksgiving Day negli USA.

La notizia del giorno… un anno dopo: Vecchi rimedi. Il rito nuragico che convince gli uccellini (Unione Sarda, Edizione del 27 novembre 2011, p. 25).

Feste e ricorrenze: Il 25 di novembre si celebra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne. Il 1° dicembre è la Giornata Mondiale contro l’AIDS.

Feste e ricorrenze privatissime: Il 30 di novembre Violet fa tanti, ma tanti, ma tanti auguri alla sua amica Carol. Che sia un ottimo compleanno!

Curiosità: Nel 2012 l’Avvento, cioè le 4 settimane in preparazione del Natale, inizia con i Primi Vespri di sabato 1° dicembre e si concluderà con l’Ora Media del 24 dicembre.

Le buone maniere di ieri e di oggi: Anche il rito dell’aperitivo è soggetto alle regole del bon ton? A fare un giro per i tavolini di un qualunque locale affollato in un venerdì sera di mezzo autunno, sembrerebbe di no. Ma Violet è decisamente di tutt’altro avviso. Per non dilungarsi dirà, semplicemente, alcuni No, forse un po’ scontati, ai quali conviene attenersi, per non essere del tutto inadeguati all’occasione mondana di cui stiamo discorrendo: No al salutare gli amici alzando la voce. No a colpire i malcapitati occupanti del tavolino di fianco ai vostri amici. No a sedersi approfittando dell’ordinazione altrui. No a poggiare sul tavolo l’ultimo acquisto, in particolar modo se si tratta di scarpe. E no,no, no a monopolizzare l’attenzione di duecento persone con il vostro incessante cicaleccio!

Il Lama racconta: Un tempo il Sole appariva solo per un attimo: spuntava ad oriente e subito spariva, senza fare un giro completo. Un fratello e una sorella, che vivevano da soli nella foresta, procurandosi il cibo con la caccia e la pesca, decisero di costringere il Sole a compiere l’intero suo giro, per riscaldare la Terra. Al mattino la sorella legò, tra le cime degli alberi più alti, dei lacci molto lunghi e resistenti. Quando tornò a controllare la sua trappola, vide che il Sole, preso al laccio, stava per soffocare, senza riuscire a liberarsi. Avvertì subito il fratello e, insieme, andarono ad impadronirsi del Sole. Ma egli, temendo per la sua vita, li supplicò e promise che, una volta libero, ogni giorno avrebbe prolungato la sua corsa, diffondendo luce e vita sulla Terra. I due fratelli lo lasciarono andare e, da allora, il Sole risplende a lungo nel cielo e compie il suo intero giro (La leggenda del Sole. Nativi Americani).

Così parlò zio Gecob: Ragazzi, godetevi la vita, innamoratevi, siate felici. Ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare, e di agire da uomini liberi e consapevoli.

sabato 24 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cercasi presidente nel pagliaio (Unione Sarda - Commenti)

La canzone del giorno è:
Una perfecta excusa - Modena City Ramblers

La frase del giorno è:
Con che faccia andate lunedì ai colloqui dei vostri figli dopo che avete fatto vedere i manganelli alla prof?

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca


Essi furono...

Nel corso dell'ultima settimana gli avventi si sono affastellati uno sull'altro. In particolare, mi dispiace dirlo e non immagino la reazione disperata del lettore anonimo, o della lettrice anonima, che ora ne conseguirà dopo la lettura di questo post, è avvenuta una tragedia.
Ma andiamo con ordine...
Forse ricorderete che dicevo che la Perla di Labuan non stava mica tanto bene. A mio giudizio, non sono un medico. E non mi sbagliavo...
Nonostante il capello cotonato le donasse sempre quell'aria sbarazzina da Flora Dora, aveva un’espressione parecchio affaticata e il sorriso che montava sul viso pallido, attraversato da torrenti di sudore, serviva solo ai suoi cari come consolazione. Il suo tirare avanti per la via era ogni giorno dopo ogni giorno arduo e disperato.
Il povero Sandokan, che aveva capito ormai la fine del suo grande amore, non si dava pace, le stava spesso al fianco pronto a darle tutto il suo vigoroso sostegno e la vegliava la notte manco fosse stato una crocerossina della guerra ’15-’18. Andava per la città in cerca di medici e rimedi per restituirle l’energia vitale o solo regalarle, o regalarsi, qualche giorno in più assieme.
A tal scopo aveva chiamato Yanez, i Tigrotti e pure James Baker. Infatti, non era vera la notizia di un ritorno di fiamma dell’inglese, era tutta una messa in scena inventata dal vostro prode eroe nella chimera di vivere ancora qualche mirabile avventura tra un tintinnio di sciabole e un booom di cannone.
Chiamati tutti i più grandi luminari della faccia della terra senza ottenere un briciolo di speranza, si era rivolto anche a lei la piccola, dolce e con un cuore così Elisabeth, sapiente anche in fatto di intrugli e pozioni capaci di risvegliare una mummia dell’Antico Egitto. La vostra eroina le ha provate tutte, ve lo garantisco, pure il famoso aglio incastonato nel ghiaccio imbevuto nello smacchiatore per abiti, ma si è dovuta incredibilmente arrendere di fronte all’inesorabile signora vestita di nera e con la falce in mano.
Dalla sua dipartita della sua amata Sandokan non vestiva più per la disperazione fantasticamente di rosso ma di blu scuro e a scacchi. Il suo dolore di non poter più trascorrere le giornate in compagnia della sua Perla di Labuan era, però, così grande che ha deciso di lasciare questo mondo al suo destino e via…
Così siamo alla “vigilia” delle feste di Natale con spirito commosso. In loro memoria dal prossimo post faremo tanti bei resoconti fotografici, scritti e canori dei preparativi e degli eventi che si celebreranno in città.
Lo so, caro lettore anonimo, o cara lettrice anonima, a cosa stai pensando adesso. È questa morte simile a quelle dei telefilm…che tanto prima o poi tornano…non ti voglio dire bugie. Ricorda, tuttavia, che Babbo natale non esiste…

Paul_Blau_Vierzig

venerdì 23 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serrenti. C'è da spostare un gregge: pastore multato (Unione Sarda p. 42)

La canzone del giorno è:
Tutto l'universo obbedisce all'amore - Franco Battiato ft. Carmen Consoli

La frase del giorno è:
L'analcolismo è una grave piaga della società

Quello che le mamme non dovrebbero dire a proposito di...

Gioie e dolori della maternità. By Cyan

La maternità, dovrebbe essere (il condizionale è sempre d’obbligo), per una donna: il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un traguardo, la massima espressione del potere femminile.
Fin da bambine, quando giocavamo con le bambole, ha avuto inizio il nostro sogno di maternità. Abbiamo aspettato, a volte per più di nove mesi, che nascesse il nostro bambino. Questo perché, almeno per me e, penso per la maggior parte delle mie coetanee, il bambolotto tanto desiderato, non sarebbe arrivato prima di Natale, portato da Babbo Natale o Gesù Bambino, come preferite. Abbiamo scartato quel regalo con lo stesso stupore e la stessa meraviglia che poi, a distanza di anni, avremmo provato nel vedere per la prima volta, il visino di nostro figlio, quello vero, appena nato. Quel bambino immaginario e immaginato, l’abbiamo cullato, coccolato e nutrito fino a quando, finalmente, dopo aver aspettato il momento giusto (che non arrivava mai e che mai sarebbe arrivato, se non avessimo, almeno un po’, mescolato le carte del destino) è diventato realtà. Nel momento stesso in cui abbiamo realizzato, grazie al test di gravidanza o alla vista del nostro seno, improvvisamente ingigantito, di essere incinte, è stato AMORE.
Certo, il periodo della gravidanza non si può paragonare ad una salutare passeggiata ma, per ognuna di noi,
· svuotata anche dell’anima dopo aver passato mesi a vomitare anche l’aria;
· appesantita, nel migliore dei casi, non il mio, di quei nove chili consigliati dal ginecologo;
· lunatica, psicopatica, felice, angosciata, depressa, orgogliosa e bipolare grazie alla tempesta ormonale;
è un periodo di grazia, la massima espressione del nostro superpotere femminile. Qualsiasi donna incinta, per quanto grassa (diciamoci la verità, nei momenti di lucidità, guardandoci allo specchio abbiamo visto riflessa una balena), con i capelli somiglianti a una scopa di saggina, i piedi gonfi e le vene varicose, si sente, semplicemente, Meravigliosa.
E poi, dopo i nove mesi passati sulle montagne russe ormonali, gentilmente offertici dalla pluripremiata ditta Beta Hcg – Gonadotropina Corionica Umana, arriva il parto.
Che evento!
In tv, adesso, è diventato uno show (con trucco e parrucco, insulti e imprecazioni contro il partner/medico/ostetriche abilmente bippati) ma, per la stragrande maggioranza delle donne, visto e considerato che, in qualche raro e sfortunato caso, di parto ancora si muore, è un film horror (compreso istinto omicida verso lo sfortunato partner, ritenuto, ovviamente, responsabile, almeno per quel momento di tutte le  nostre atroci sofferenze).
Comunque sia, ce l’abbiamo fatta, il pargolo è tra le nostre braccia!
Mentre, estasiate, guardiamo quel visino, ci domandiamo: “Eccolo, e ora??? Riuscirò ad allevarlo, seguendo tutti quegli autorevoli consigli che ho letto e che mi hanno propinato, in tutte le salse, durante il corso pre-parto?”
Non credo esista una risposta ma, mi piace pensare, prendendo in prestito una frase, da un libro che ho letto e che ho trovato utilissimo*, che “allevare i figli non è un inferno, però non è neanche un paradiso. E’ semplicemente la vita

*Cit. Le mamme che lavorano sono colpevoli? Sylviane Giampino

mercoledì 21 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Milano - Beve un bianchino e si ustiona (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
L'abbraccio - Marlene Kuntz

La frase del giorno è:
Cristiano Godano cosa non ti farei!

"Pene d'amore"

Per oggi un "pene d'amore" particolare, un omaggio musicale per tutti i nostri amici.
I tempi sono cambiati, sapete? Le donne hanno voluto la parità, sono troppo aggressive, gli uomini sono spaventati da loro... Eh d'altronde è così, che ci dobbiamo fare? Elio quando scrisse "Cara ti amo" aveva ragione, ma ormai... bei tempi perduti quelli! Questo testo sacro dei rapporti uomo-donna ormai va riscritto pensando ai tempi che cambiano: ci pensiamo noi!
Forza amici, cantiamo tutti in coro:


Lei - Eravamo fidanzati, poi tu mi hai lasciata senza addurre giustificazioni plausibili
Lui - Non è vero, tu non conosci l’universo maschile, la mia spiccata sensibilità si contrappone alla tua isterica emancipazione femminista!
Insieme - Ciononostante
Lei - Caro ti amo
Lui - Mi sento confuso
Lei - Caro ti amo
Lui - Voglio stare un po’ da solo
Lei - Caro ti amo
Lui - Esco da una storia di tre anni con una tipa
Lei - Caro ti amo
Lui - Non mi voglio sentire legato
Lei - Caro ti amoooooooo
Lei - Rimani in casa
Lui - Io sono uno spirito libero
Lei - Esci pure con chi ti va
Lui - Lavoro, sono stanco lasciami sul divano
Lei - Perché non mi palpi le tette?
Lui - Io sono un romantico
Lei - Com’è bello guardarci negli occhi!
Lui - Frigida!
Lei - Sono stronza, ti insulto e mi ripasso la nazionale di Rugby più le riserve
Lui - Ti amo
Lei - Mi faccio il culo a lavoro, mi faccio bella per te, non mi lamento, sorrido e ti capisco
Lui - Ti lascio per una stronza che mi insulta e si ripassa la nazionale di Rugby più le riserve
Lei - Prendo la pillola
Lui - Ho un desiderio di paternità
Lei - Ho un desiderio di maternità
Lui - Chi pensi di incastrare?
Lei - Caro ti amo
Lui - Mi sento confuso
Lei - Caro ti amo
Lui - Voglio stare un po’ da solo
Lei - Caro ti amo
Lui - Esco da una storia di tre anni con una tipa
Lei - Caro ti amo
Lui - Non mi voglio sentire legato
Lei - Caro ti amoooooooo
Lei - Rimango in casa
Lui - Fatti una vita
Lei - Esco
Lui - Non è che non mi fido di te, non mi fido degli altri
Lei - Ti aspetto nuda sul letto, bendata e con un cestello di ghiaccio e cointreau sul comodino
Lui - Non fare la troia
Lei - Allora posizione canonica io sopra e tu sotto
Lui - Ti ho detto di non fare la troia
Lei - Allora stai tu sopra?
Lui - Che palle!
Lei - Disse la vacca al mulo
Lui - Oggi te ne vai a fanculo
Lei - Disse il mulo alla vacca
Lui - Vacca!
Lei - Caro ti amo
Lui - Mi sento confuso
Lei - Caro ti amo
Lui - Voglio stare un po’ da solo
Lei - Caro ti amo
Lui - Esco da una storia di tre anni con una tipa
Lei - Caro ti amo
Lui -Non mi voglio sentire legato
Lei - Caro ti amoooooooo
Lei - E adesso uniamo i nostri corpi nell’estasi suprema che è propria dell’idillio dell’amore
Lui - No! Perché quando avevo sedici anni la mia fidanzata mi ha fatto rinunciare a giocare in Eccellenza, e da allora sono rimasto traumatizzato, però possiamo guardarci insieme tutta la champions e anche l’Europa league, sarà bellissimo lo stesso…
Lei - Me lo tronchi nel culo?
Lui - Dai, sii seria!
Lei - Usciresti con me domani sera?
Lui - Lavoro fino a tardi e ho gli operai in casa
Lei - Oggi ho un impegno
Lui - Peccato, proprio stasera che ero libero
Lei - Mi piace scopare con te
Lui - Vedi che a te ci tengo
Lei - Vedi che a te ci tengo
Lui - Vedi che per me sei solo una scopata
Lei - Io sono come sono
Lui - Così non andrai da nessuna parte
Lei - Sto provando a cambiare
Lui - Ma dove vuoi andare?
Lei - Ci apparteniamo
Lui - Vorrei vivere in una comune
Lei - Allora prestami la macchina!
Lui - Col cazzo!
Tutti insieme - Evviva l’amore!!!!!



martedì 20 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Giba. Screening gratuito della mammella (Unione Sarda Sulcis Iglesiente)

La canzone del giorno è:
Mille voci una voce - Zecchino d'Oro 1987

La frase del giorno è:
Signorina, ma lo sa che mio marito ha la prostata?

E in omaggio per voi, la poesia del giorno By Unione Sarda (provincia Oristano)
Busachi. Lite in piazza con lesioni, ieri sfilata di testimoni

Giornata dell'Infanzia. Articolo 39 della convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza by Red



Articolo 39. Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per agevolare il recupero fisico e psicologico e il reinserimento sociale di ogni fanciullo vittima di ogni forma di negligenza, di sfruttamento o di maltrattamenti; di torture o di ogni altra forma di pene o di trattamenti crudeli, inumani o degradanti, o di un conflitto armato. Tale recupero e reinserimento devono svolgersi in condizioni tali da favorire la salute, il rispetto della propria persona e la dignità del fanciullo.





Quali sono i diritti dei bambini? Se dovessi rispondere a bruciapelo senza pensare a niente penso che la mia personale dichiarazione sarebbe:
Tutti i bambini hanno diritto a raccogliere dei gelsomini e metterseli nei capelli
Tutti i bambini hanno diritto a correre a perdifiato
Tutti i bambini hanno diritto a inventarsi delle storie e a sognare il loro futuro
Tutti i bambini hanno diritto a giocare, a vincere e a perdere
Tutti i bambini hanno diritto a fare discorsi interessanti
Tutti i bambini hanno diritto ad avere risposte alle domande imbarazzanti
Tutti i bambini hanno diritto alle coccole
Tutti i bambini hanno diritto a ridere
Tutti i bambini hanno diritto a piangere
Tutti i bambini hanno diritto ad essere consolati
Tutti i bambini hanno diritto ad essere protetti con forza e dolcezza
Se oggi posso definirmi una donna fortunata è perché nella mia infanzia e nella mia adolescenza ho avuto tutto questo. Sono cose che ho ancora, ma il fatto che io le abbia avute nella mia infanzia fa si che io possa conoscere il significato della parola spensieratezza, e della parola felicità. Il mondo però è molto più complicato di quel che io ho vissuto da bambina e questa lista di cose per me essenziali rischia di sembrare banale e poco utile. Il mondo per la verità è così brutto che nel 1989, quando fu scritta la convenzione dei diritti dell’infanzia e dell'adolescenza, si pose la necessità di scrivere l’articolo 39. L’articolo che dice che a volte il mondo è orribile. Che i bambini nel mondo vengono picchiati, violentati, torturati, che vedono cose che non si dovrebbero vedere nemmeno a novant’anni, che a volte mentre corrono vengono mutilati da una bomba, altre volte vengono costretti a fare scelte terribili, a rinunciare ingiustamente agli affetti, vengono umiliati, che la luce che i loro occhi portano dalla nascita viene spenta dalla violenza. È terribile, ma dobbiamo ammettere che tutto ciò accade, e a noi, in quanto società adulta, parte forte della comunità, si pone il problema di rimediare il rimediabile. Quel che gli stati firmatari della convenzione dei diritti dell’infanzia si impegnano a fare è di curare le ferite fisiche e psicologiche inferte ai più piccoli, riabilitare i circuiti che la violenza interrompe, di ritrovare un posto adeguato nella società alle vittime più piccole dell’ingiustizia. Penso a quante immagini di bimbi con gli occhi tristi ci vengono dispensate, soprattutto negli ultimi giorni. Occhi che portano una tristezza che difficilmente si può vedere in uno sguardo adulto. Occhi di bimbi che hanno visto la guerra, occhi di bimbi che hanno passato il mare per cercare una speranza di futuro e hanno trovato un centro di accoglienza che li tiene in una terra straniera e un aereo che riporterà a casa i loro genitori. A volte, molto più semplicemente, occhi di bimbi che hanno dovuto scegliere tra mamma e papà, occhi di bimbi ai quali è stato chiesto di imparare ad odiare. 
Il mondo degli adulti ha delle ragioni che non provano pietà, la real politic non può fermarsi davanti alla tristezza, le rivendicazioni di orgoglio, ricchezza, egoismo passano oltre le vite spezzate prima ancora di avere il tempo per costruire qualcosa. Se gli Stati non mantengono la promessa fatta nel 1989 noi ci dobbiamo indignare, se le istituzioni non fanno abbastanza la società civile deve fare il resto. Ne abbiamo il dovere morale, noi che godiamo nostro malgrado degli interessi difesi dal cinismo della politica. Dobbiamo pretendere dalle nostre istituzioni che tengano sempre fede a questo articolo 39 della convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, così poco discussa e sconosciuta ai più.
Quanto a noi, dobbiamo levarci dalla faccia lo sguardo della commiserazione e metterci quello dell’amorevolezza. Dobbiamo farci trafiggere l’anima dal gelo dell’infanzia perduta e metterci ad insegnare di nuovo ai bambini ad essere bambini. Dobbiamo proteggerli, non dobbiamo discriminarli, non dobbiamo insultare i loro padri, le loro origini, la loro dignità, dobbiamo abbassarci a guardarli negli occhi anche se ci accusano, non offenderci con la loro rabbia, mettere a disposizione tutto il nostro sapere, tutti i sorrisi che la fortuna ci ha permesso di accumulare. Dopo di che dobbiamo aspettare che tutto ciò dia frutti, fosse anche un solo sorriso. Lo dobbiamo fare non perché i bambini saranno gli adulti di domani, ma perché ogni uomo ha il diritto ad essere un bambino. Forse queste parole potrebbero sembrare stucchevoli, forse lo sarebbero, se fossero riferite ad un altro argomento, ma se si tratta di bambini violati no, amarli è il minimo indispensabile. Indispensabile come rendersi conto di quale privilegio sia l’essersi sentiti felici per un piccolo gelsomino tra i capelli.

Giornata dell'Infanzia. Articolo 21 della convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza by Pink



"Gli Stati parti che ammettono e/o autorizzano l'adozione si accertano che l'interesse superiore del fanciullo sia la considerazione fondamentale in materia e: vigilano affinché l'adozione di un fanciullo sia autorizzata solo dalle autorità competenti le quali verificano, in conformità con la legge e con le procedure applicabili e in base a tutte le informazioni affidabili relative al caso in esame, che l'adozione può essere effettuata in considerazione della situazione del bambino in rapporto al padre e alla madre, genitori e tutori legali e che, ove fosse necessario, le persone interessate hanno dato il loro consenso all'adozione in cognizione di causa, dopo aver acquisito i pareri necessari; riconoscono che l'adozione all'estero può essere presa in considerazione come un altro mezzo per garantire le cure necessarie al fanciullo, qualora quest'ultimo non possa essere affidato a una famiglia affidataria o adottiva oppure essere allevato in maniera adeguata nel paese d'origine; vigilano, in caso di adozione all'estero, affinché il fanciullo abbia il beneficio di garanzie e di norme equivalenti a quelle esistenti per le adozioni nazionali; adottano ogni adeguata misura per vigilare affinché, in caso di adozione all'estero, il collocamento del fanciullo non diventi fonte di profitto materiale indebito per le persone che ne sono responsabili; perseguono le finalità del presente articolo stipulando accordi o intese bilaterali o multilaterali a seconda dei casi, e si sforzano in questo contesto di vigilare affinché le sistemazioni di fanciulli all'estero siano effettuate dalle autorità o dagli organi competenti."

L'adozione di un minore è, dal mio punto di vista, uno dei più grandi atti d'amore che si possano compiere. Significa in sostanza di poter dare una casa, una famiglia e una nuova possibilità di vita ad un bambino in difficoltà, ma nella sua essenza più limpida significa donare amore ad un bambino in difficoltà. Ogni paese che si definisce civile ammette tra i suoi dispositivi di legge quello dell'adozione. In Italia sono possibili tre tipi di adozione: nazionale, internazionale e speciale. La prima consente di adottare minori della stessa nazionalità, la seconda riguarda i minori provenienti dall'estero, mentre l'adozione speciale regola le adozioni in questi casi particolari:
a) l’adottante sia una persona unita al minore da vincolo di parentela entro il 6° grado o da un rapporto stabile precedente alla perdita dei genitori;
b) per il coniuge convivente del genitore del minore, per favorire il proseguimento dell’unità famigliare e garantire, quindi, una crescita armonica del minore;

c) quando è impossibile l’affidamento preadottivo del minore in stato di abbandono, o appare controproducente per il minore interrompere l’affidamento o i rapporti con la famiglia di origine. 
(fonte: ItaliaAdozioni.it)
Un minore adottabile è, per legge, un minore che si trova in stato di abbandono morale e materiale. Questo stato viene certificato dal Tribunale dei minori, che dichiara l'adottabilità del minore in questione. In Italia, l'iter non è snellissimo e una coppia che desideri adottare un bambino deve armarsi di pazienza e prepararsi a lunghe attese. Oltre alle tempistiche da entaconsulta, una coppia deve essere idonea e la cosa non è semplice, quasi come dire che amare e desiderare di dare una nuova vita ad un bambino non è sufficiente. L'art. 6 della legge 814/83 stabilisce che possono adottare “i coniugi sposati da almeno tre anni (nel computo del triennio non si contano gli anni di eventuale convivenza more uxorio. Detta durata deve sussistere al momento della pronuncia e non al momento della domanda di adozione. Tuttavia, non sembra opportuno accettare la domanda di chi non si trova in tale condizione e la presenta con largo anticipo perché verrebbe a mancare un importante indice di stabilità del matrimonio), non separati (nemmeno di fatto), ritenuti idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare”. Questa legge esclude dall'adozione le coppie di conviventi, le coppie omosessuali e i single. Non riesco a capire il perché la condizione di base necessaria sia il matrimonio e non la capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Mi sfugge il motivo per cui non si pensi di poter adeguare questa legge ai tempi che corrono visto che negli ultimi 20 anni (la legge è del 1983) la società si è modificata radicalmente. Vedendo un po' di dati, notiamo che nel 2007 le domande di adozione nazionale sono state 15610, mentre quelle effettivamente portate a termine sono soltanto 1815, circa il 10%. I dati sulle adozioni internazionali ci dicono che l'Italia è un paese molto attivo sul fronte delle adozioni internazionali. Nel 2007 si trovava al terzo posto nella lista dei paesi “più adottivi”, dietro USA e Spagna e, nel successivo 2008, si era registrato un aumento del 16% a fronte di una generale decremento in tutto il mondo. I dati della Commissione Adozioni Internazionali ci dicono che fino al 30 dicembre 2009 sono stati accolti in Italia 25860 minori stranieri da 21051 coppie, ovvero 1,23 bambini per coppia. Ma quante sono state le domande? Se dovessimo fare un parallelo con i dati nazionali andremmo a sfiorare circa 250mila domande, il che mi sembra un dato difficile. Resta il fatto che essere una coppia “adatta all'adozione”, ovvero essere sposati da 3 anni, adatti ad educare, istruire e mantenere il minore che decidono di adottare. Possibile che sia impossibile o che solo il 10% circa delle coppie che ritengono di essere adatte lo sia poi anche per il tribunale? Perché deve essere così difficile (e anche dispendioso) adottare un bambino? Capisco che l'interesse primario deve essere quello del bambino e che gli si deve garantire una sistemazione assolutamente adeguata, ma non possono essere così poche le persone in grado di soddisfare questo standard. E resta inspiegabile, per me donna del 2011, come mai a priori debbano essere esclusi i single e gli omosessuali, come l'essere single e omosessuali possa renderti inadatto all'educare degnamente un figlio e potergli dare una vita ben più che dignitosa. Il nostro interesse deve risiedere nel bambino, non nella sessualità del genitore o nel fatto che abbia un compagno/a o meno. Milioni di matrimoni si sfasciano ogni anno e altrettanti conviventi invece proseguono le loro relazioni con tranquillità. D'altronde nascono figli da queste unioni e non mi pare che siano educati male o che i genitori ne siano indegni, perché se fosse davvero così gli assistenti sociali avrebbero un bel da fare per portar via questi bambini ai loro genitori e dovrebbero poi renderli adottabili per una coppia più “convenzionale”. Questo chiaramente implicherebbe un'altra serie di dinamiche strazianti per il povero piccolo ed è una cosa che non vorremmo mai nemmeno immaginare. Rendere l'adozione così ristretta non da, a mio parere, la garanzia di una riuscita al 100%, ma impedisce ad altre potenziali famiglie di dare amore ad un bambino che ne ha davvero bisogno. E non si tratta solo di soldi, ma di sentimenti veri ed effettivi, che poco hanno a che fare con la possibilità di regalare a un figlio l'iphone 5 il giorno stesso che esce e pagarlo in contanti. Vogliamo metterci in testa che il punto è fare di un bambino solo ed abbandonato nostro figlio in tutto e per tutto e che l'amore è pari a quello per un figlio biologico? Io mi auguro che il problema si ponga sempre più spesso e che si cerchi con intelligenza e interesse effettivo del bambino una soluzione adeguata anche al 2012.

Giornata dell'Infanzia. Articolo 19 della convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza by Rainbow




art.19. ... per tutelare il fanciullo contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale..







Come si sente un bambino violentato? Mentalmente o fisicamente?
E' lo stesso dolore.
Un taglio nella pancia, o nella guancia o nella pianta del piede.E' un taglio dentro il cervello.
Un taglio, o forse anche due che non si cicatrizzeranno mai.
Perché quando sei bambino e cadi dall'altalena e ti sbucci un ginocchio così come si apre una melagrana matura, sei arrabbiato, perché non puoi più giocare; impaurito, perché hai rotto i pantaloni nuovi; seccato, di dover andare a mettere i punti da quell'antipatico del medico coi baffi gialli. E piangi.
In tutto questo piangi e ti disperi. Ma mamma c'è e ti capirà. Magari ti sgriderà... ma poi un abbraccio e tutto si dimentica dopo una notte.
Invece se qualche adulto ti infila la mano nel pantalone, o ti chiede di fare dei giochi in cui il gioco sei tu, allora il coraggio di dirlo a mamma non c'è.
Perché la colpa è tua. Perché ti vergogni. Perché la nausea che ti sale ogni giorno diventa mista all'odore sgradevole dello zio che è arrivato in ferie. E tu preghi che quelle immagini si cancellino.
E invece rimangono là. Appese come un vecchio poster del circo, ormai passato. Ma ogni volta, giri l'angolo, passi sotto il ponte ed eccolo là. Il circo Togni è in città.
Lo zio che mi vuole tanto bene e mentre mi porta al cinema, m'infila una mano nelle mutandine.
Che gioia tornare a casa, e aspettare che passino sopra altri ricordi.
Cari amici della Rassegna,io vi chiedo:
Cosa possiamo fare per far cessare criminalità come queste? 
Davvero bastano una sfilza di leggi ?
Davvero?

Giornata dell'Infanzia. Articolo 7 della convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza by Violet


Che significa Montecchi?
Nulla: non una mano, non un piede,
non la faccia, né un’altra parte del corpo di un uomo.
Che cosa c’è in un nome?
Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa,
se anche lo chiamassimo con un altro nome,
sarebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.





Avete mai visto un bambino che scarta un regalo e scopre che contiene un peluche, un pupazzo o una bambola? Prima la guarda ammirato. Poi la rigira in mano, come ad abituarsi a quella nuova presenza, a ricercarne l’essenza e la diversità. Infine, si rivolge alla mamma e al papà e chiede: “Come si chiama?”. Spesso i genitori rispondono che non ha ancora un nome, che glielo deve scegliere lui e si spalanca un mondo di fantasia e ipotesi.
Avete mai visto qualcuno che trovi un cucciolo abbandonato? Lo raccoglie, lo nutre, lo porta a casa e gli dà un nome. Solo allora, quando lo può chiamare, diventa per lui una presenza, un amico.
Avete mai sentito parlare una futura mamma del bimbo che porta in grembo? Se non ne conosce il sesso, trova un nomignolo adatto sia ad una femminuccia che ad un maschietto per rivolgersi al suo piccolino; altrimenti inizia a chiamarlo per nome, anche se non è detto che sia quello definitivo. E quando nasce lo prende tra le braccia per la prima volta, guarda estasiata il suo volto, e pronuncia piano il suo nome: ne prova il suono, se ne abitua, lo ripete alla sua creatura come una nenia, affinché diventi suo!

Siete andati a scuola? Quanti giorni della vostra vita avete risposto distrattamente o in maniera infastidita all’appello?

Avete mai assistito ad un matrimonio? O ad un battesimo? O ad una cresima?
Vi siete laureati? Avete fatto un giuramento? O una promessa solenne?
Come sarebbe stato se, dalle diverse formule utilizzate in tali cerimonie, fossero stati cancellati i nomi? Chi si è unito in matrimonio a chi, se non si specifica l’identità dei due sposi tramite il loro nome? Avreste dubitato di sognare di essere laureati, se il presidente della commissione avesse omesso dalla formula il vostro nome? Avreste la stessa determinazione a mantenere quella promessa o quel giuramento, se non vi aveste messo il nome a giocarci fino in fondo la faccia, la dignità, la rispettabilità, la vostra identità unica, originale ed irripetibile?

Secondo il rapporto dell’UNICEF Registrazione della Nascita - Iniziare nel modo giusto (giugno 2002), si stima che nell’anno 2000 i nuovi nati non registrati siano stati cinquanta milioni, il 41% delle nascite in tutto il mondo. In 19 Paesi, almeno il 60% di tutti i bambini sotto ai 5 anni di età non è stato registrato alla nascita.
Certo, le loro mamme, i papà, le sorelle e i fratelli, gli amici chiamano per nome quei bimbi. Ma cosa accade quando questi bambini vogliono andare a scuola? Quando, diventando grandi, si vogliono sposare, si trovano a firmare un contratto, a fare un giuramento, a testimoniare in tribunale? O semplicemente vogliono fare un viaggio? O votare?
Il comma 1 dell’articolo 7 della Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia dice così: Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi.
“… allora ha diritto a un nome…”: ci avete mai pensato in questi termini? A me non è mai capitato, non ho mai pensato che una cosa così semplice come il mio nome, con il quale sono cresciuta come con la cosa più naturale del mondo, fosse un diritto. Non ho mai pensato che a qualcuno fosse negato il proprio nome; lo sapevo, ma come si sanno alcune cose, in maniera intellettuale, non affettiva. Mi viene in mente quando non riesco a mettere a mente o a ricordare i nomi delle persone che conosco e in questo momento ne sento vergogna.
Come sempre dai diritti e dalla necessità di tutelarli derivano i doveri: il dovere degli Stati, e sono ben 193 ad aver ratificato questa Convenzione, di garantire a tutti un nome ufficiale, per così dire, registrato, che dimostri la propria identità di fronte alla legge, a te stesso e agli altri. Il dovere degli stessi Stati di garantire e di rilasciare i documenti che attestino di fronte al mondo l’identità di cui parlavamo. Il dovere sempre per gli Stati di riconoscere validità ai documenti di identità dei cittadini stranieri.
In Inghilterra fino al crollo delle Torri Gemelle non era previsto che i sudditi di Sua Maestà dovessero esibire un documento di identità se fermati dalle forze dell’ordine: in una tale cultura della legalità bastava la parola del cittadino ad attestare la stessa. Ecco da cosa deriva la possibilità del genio poetico di Shakespeare di giocare con i termini. Ecco che Romeo e Giulietta possono rinunciare al proprio nome, diventato una gabbia d’odio in favore di un nome nuovo e libero, uguale per tutti, Amore! Ma non si può rinunciare a qualcosa che non si possiede pienamente. Per ora il mondo non può rinunciare al nome di ciascuno di noi. Per ora il nome è un diritto misconosciuto, è uno steccato necessario. Perché finché tutti non avranno un nome è come se anche il mio e il tuo siano minacciati.

Violet tutte le settimane propone un nome da scegliere per un eventuale pargoletto in arrivo: non so se voi, cari lettori, siate interessati al suo significato, a quante persone abbiano quel nome in Italia, al suono ed ai colori che quel nome evoca. Non so se, in questi mesi, vi abbia aiutato a scegliere un nome; o abbia contribuito a farvene piacere uno che prima non consideravate ed ora vi appare sotto una luce diversa. Per me i nomi non sono mai stati importanti, ricordo i volti e le storie delle persone, quasi mai come si chiamino. Eppure vi assicuro che da oggi mi impegnerò di più affinché quei volti e quelle storie, quelle presenze, quelle assenze, quelle esperienze, quelle vite e quei doni che sono i bambini, i ragazzi, gli uomini che incontro, siano per me anche il suono meraviglioso del loro nome. Perché è vero che rosa non aggiunge niente a quel “dolce profumo”, ma io quel meraviglioso profumo lo chiamo profumo di rosa

lunedì 19 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serramanna - La roulette degli incroci a raso (Unione sarda, p. 23)

La canzone del giorno è:
Senza far rumore - Timoria

La frase del giorno è:
"Zia, però ne sta uscendo l'anima del morto!"

domenica 18 novembre 2012

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7.09 e tramonta alle 19:06.

Luna: La luna è crescente. Il 20 di novembre completa il suo primo quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Filippina Rosa, Noè (patriarca), Oddone (di Cluny), Romano (di Antiochia), Teofredo (18 novembre); Abdia, Fausto (di Alessandria), Massimo, Matilde (di Hackeborn), Severino, Essuperio e Feliciano (19 novembre); Basilio (di Antiochia), Gregorio (il Decapolita), Ottavio, Solutore (20 novembre); Agapio, Celso e Clemente, Mauro (di Cesena), Rufo (21 novembre); Cecilia, Filemone e Appia, Valeriano (22 novembre); Clemente (I Romano, papa), Colombano, Felicita, Lucrezia (23 novembre); Flora e Marta (di Cordova), Porziano, Protasio (24 novembre); Caterina (di Alessandria), Mosè (di Roma), Maurino (25 novembre).

Il Santo: Il 22 di novembre (o, in alcune località il 22 di dicembre) la Chiesa ricorda Cecilia, vergine, nata a Roma e martirizzata il 16 settembre dell’anno 232 (in altre località ancora è venerata in questo giorno, per ricordare il suo martirio). È patrona dei cantanti e dei musicisti. Suo emblema, oltre la palma del martirio, sono il giglio, il liuto e l’organo.

Il nome: Questa settimana Violet vi suggerisce ancora un nome per una vostra futura pargoletta: Matilde. Questo nome deriva dall’antico gallico Mathelt e significa “possente in battaglia”. Il suo numero fortunato è il 9; il suo colore è il giallo; la pietra portafortuna è il topazio; il metallo è l’oro.  È molto bella anche la variante portoghese Mafalda. Rimanendo in Italia, ci sono nel nostro Paese poco meno di quarantunmilacinquata donne che portano questo nome, cioè circa lo 0,07% della popolazione. Nella classifica dei nomi Matilde si trova al trecentoquarantatreesimo posto. Non è, quindi, un nome molto diffuso: tuttavia la sua distribuzione nel nostro territorio è abbastanza omogenea, con piccoli picchi in Abruzzo (10,5%), Molise (9,2%) e Campania (8,2%); è meno presente in Sardegna (3,1%) ed Emilia Romagna (2,9%). Matilde: matura, ammirevole, tenera, interessante, logica, determinata, encomiabile. Bello!

Compleanni storici: Buon compleanno a Paola Cortellesi, nata il 24 novembre 1973.

Questa settimana accadde: Il 20 novembre 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, che entrò in vigore il 2 settembre 1990. L’Italia ratificò tale convenzione solo il 27 maggio 1991, con la Legge n. 176. Oggi aderiscono a questa Convenzione 193 Stati.

La notizia del giorno… un anno dopo: Olbia. La pecora tiene duro (Unione Sarda, Edizione del 23 novembre 2011, p. 46).

Feste e ricorrenze: Il 20 di novembre (e sopra ve ne ho spiegato il motivo) è la Giornata Internazionale peri Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Il Lama racconta: In un quadro era dipinto un Leon enorme e forte, preso e vinto da un sol uomo e messo a morte. Gloriatasi la gente nel vedere un tanto ardire, ma un Leon ch’era presente prese a dire: “Fantasia! Tutto mio questo valore io scommetto che saria, se un Leon fosse il pittore” (Il leone e il pittore. Jean de La Fontane).

Così parlò zio Gecob: Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. 

sabato 17 novembre 2012

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca


17
Una bella giornata invernale con il cielo tutto quanto grigio, gli alberi completamente spogli e spettrali, i marciapiedi pieni di foglie gialle e l’aria frescolina. Già mentre facevo colazione degustando l’ultima bustina di tè indiano sentivo che oggi sarebbe stato incredibile come ai vecchi tempi.
Mi sono alzato già stanco a causa del chiasso dei signori dirimpettai che non sono in grado di chiudere con grazia le porte e si mettono a parlare nel cuore della notte al telefono con qualche sponda del Mediterraneo. Non vi ricordano qualcuno ?
Rifocillato e lavato sono sceso nei sotterranei per il rito del bucato settimanale. Tutto nella norma, il pazzo dei manifesti aveva colpito ancora: ha sbrindellato giusto giusto, poco poco, piano piano quello nell’ascensore n° 2 che invita all’incontro di mercoledì per prepararsi psicologicamente e culturalmente all’inaugurazione del grande evento del “Mercatino natalizio” (fremono, infatti, i preparativi nell’Altstadt, manca solo la neve…). Non mancherete, vero ?
Nello stanzone della lavanderia come al solito qualcuno aveva lasciato la sua roba dentro una lavatrice, meno male che ce ne sono altre 3, 2 funzionanti e 1 tanto per fare scena. I miei capi escono sempre puliti e brillanti…a eccezione delle magliette bianche che ormai hanno acquisito gratuitamente quel grigio che tanto fa moda da queste parti. Ho avuto l’onore di conoscere ufficialmente la vicina che abita davanti a me e che incrocio ogni mattina uscendo. Non crederà mica pure lei che ci sono chiacchiere fra vicini qui ?
Poco dopo, andando a fare la spesa, ecco compiersi il primo miracolo…sì, mi è apparsa lei… La piccola, dolce e con cuore così Elisabeth sbuca dal vialetto del palazzo in monta alla sua bicicletta e vestita di tutto punto. Intrepida e deliziosa sfida le intemperie come nessuno sa fare per andare a fare la spesa pure lei. Che brava massaia della Baviera, chissà che prelibatezze cucinerai per quei fortunati. Le tue manine sante che curano l’umanità sono le uniche in grado di compiere prodigi che se potessero parlare le pareti della cucina, degli ospedali e degli altri posti che tu allieti soltanto con la tua presenza chissà quali segreti della tua arte rivelerebbero…ma quando vai in bici guarda davanti la strada, nostra piccola e amata eroina. Potrebbe essere pericoloso sfidare le auto che fanno retromarcia...
A pranzo ho mangiato dei gustosi wurstel con pancetta. Hanno un profumo che fanno credere di essere dentro la sala dell’affumicatura. Fantastici, peccato che siano già finiti. Poi, certo, come contorno consiglio una bella porzione di insalata greca.
Nel pomeriggio un piccolo salto in biblioteca per leggere qualcosa. Così, in tutta tranquillità. Visto che ci è stata interdetta dalle 8 alle 9 del mattino per misteriosi motivi. In teoria lo dovrebbe essere di sabato, ma nessuno fa una piega. Se non fosse che la tranquillità è stata interrotta da un secondo miracolo. Ve l’ho detto che è stata una giornata incredibile come nel passato…Il cielo grigio si era oscurato. Quella poca luce che c’era è scomparsa. In contemporanea si sono levate delle grida in direzione del fiume. Erano in tante lingue e incomprensibili. Chiaro, la curiosità era troppa e, prese le mie cose, sono uscito a vedere cosa fosse tutto questo baccano. Manco fosse un assalto…
Ecco, le acque del Neckar erano attraversate da un grande veliero con quattro alberi maestri a vele spiegate. Sul pennone più alto sventolava una bandiera a righe rosse e fucsia. Era il vascello di Sandokan che portava in città i suoi tigrotti in gita e per proteggere la sua Perla di Labuan. Infatti, da come avrete appreso dai siti internet di tutto il mondo, James Brook è tornato sulla scena e non ne vuole sentire di lasciare ancora per molto tempo la Marianna nelle mani del vostro eroe. Yanez, che ha guidato la truppa malese fino al nostro fiume, garantisce che con due chiacchiere e qualche dono acquistato nell’Hauptstr. ci si può mettere d’accordo. In fondo “lo sterminatore di pirati” è un tipo goloso e se gli offri i gummi bear, i suoi dolcetti preferiti, o la cioccolata calda allo Schmelzpunkt diventa un pezzo di pane, poi se poi gli prendi pure profumi e balocchi... Devo rivelarvi, tuttavia, che la Perla di Labuan ultimamente non sta bene. Ha qualche colpo di tosse, il suo naso è particolarmente raffreddato, il suo incarnato è più pallido del solito e la voce tremula. Influenza o sta per mancare all’affetto dei suoi cari ?
Paul_Blau_Vierzig

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sassari - Un ladro di musica (Unione sarda, p. 45)

La canzone del giorno è:
No perditempo no - Paola Cortellesi

La frase del giorno è:
Ma cosa deve comprare in panificio?

venerdì 16 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Coldiretti - I carciofi sono amari (Unione sarda, p. 14)

La canzone del giorno è:
Bardamu - Vinicio Capossela

La frase del giorno è:
Si possono sbagliare gli uomini ma non gli abbinamenti!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!

Le domeniche del vortice

Stamattina Red e Pink si sono svegliate ed era novembre. Come novembre? Si sono dette! Novembre, alla buon ora… direte voi! Vi è mai capitato di essere risucchiati da un vortice? Di finire dentro uno stargate? Di essere rapiti dagli alieni? Che tutte le sostanze tossiche delle scie chimiche finissero solo sulla vostra testa anziché sull’intera umanità? Siete mai finiti in mezzo al triangolo delle Bermude? Rincorsi da una mummia? Usati come compasso per fare i cerchi nel grano? Se non vi è mai capitato nulla di tutto ciò è inutile che facciate facile ironia e pensiate che siamo pigre, inattive o che ci siamo drogate… Abbiamo lavorato per voi in realtà, perchè quando l’alieno che ci ha rapite per studiare la nostra perfetta bellezza ci ha chiesto di esprimere la nostra ultima volontà noi abbiamo detto in coro: i risultati di campionato! Non ci credete? Certo non sempre siamo state estremamente felici di saperli, ma insomma almeno li abbiamo saputi!
E' successo veramente di tutto in serie A in questo mese, da dove possiamo cominciare?
Finalmente Cellino è riuscito ad aprire lo stadio di Is Arenas, wow!!! Sembrava "Sa fabbrica de Sant'Anna" e invece i tifosi sono riusciti ad entrare senza forzare qualche blocco della polizia o commettere qualche altro reato a caso istigati dal presidente, anche se viceversa avremmo dovuto prenderne atto. Il Cagliari è riuscito a mettere insieme 4 vittorie consecutive, il che lo ha riportato abbastanza in alto nella classifica, ma all'esordio ufficiale nel nuovo stadio è riuscito a strappare solo un blandissimo pareggio col Catania, che però a Red, contando che squadra carogna sia il Catania va più che bene. Peggio le è andata con la Fiorentina, ma il grido di dolore che le è uscito ha commosso i rapitori alieni, che da lì in poi hanno pensato fosse il caso di rilasciarla. Red ci tiene a precisare che nonostante la sconfitta, anzi in occasione della stessa si è dipinta le unghie di rossoblù! Quel che in questo momento fa più sganasciare dalle risate Red è che il Cagliari sia sopra il Milan... Le piace vincere facile? Chi se ne frega, è divertente! Ha convinto anche gli alieni di questa cosa, ha insegnato a tutti "It's oh so quiet", ha intimato il silenzio ogni domenica mattina, ha catechizzato gli amichetti di Molder sulla coppia di allenatori Pulga e Lopez... insomma, chissà perchè l'avranno riportata a casa? Pink se la ride di gusto, passa il tempo a dire "Siamo tutti più Allegri" e gode come una matta a vedere Galliani e tutta la società del Milan a rimpiangere i vecchi rigori concessi liberamente ai tempi di Ibra. Oh, avete notato come si sta bene in serie A da quando non c'è Ibra? Sparisse anche l'Inter si starebbe davvero in paradiso. Pink ci tiene anche a ricordare un curioso precedente storico, ovvero che l'ultima volta che il Cagliari fece 4 vittorie di fila poi vinse lo scudetto. Magari un altro anno, eh... 
Sul fronte Juventus invece abbiamo una doppia faccia tipo Ringo-boys: prima la strabiliante vittoria contro il Napoli di Mazzarri e poi la schifosa (ma meritata) sconfitta contro l'Inter di Stramaccioni. In mezzo una partita molto complessa col Catania e poi la "rinascita" con il Nordjallxvyzzzand (che nome è????) e in campionato con un rombante 6 a 1 contro il Pescara. Insomma alla Juve di Pink cadere proprio con l'Inter pare abbia fatto davvero bene, e comunque una striscia di 49 risultati utili consecutivi era veramente difficile da fare. Se a Pink lo avessero detto ai tempi di Del Neri probabilmente avrebbe riso in faccia al suo interlocutore. Quindi non è giusto lamentarsi troppo ma bisogna trovare il modo giusto per trovare nuove energie in vista del trittico di sfide allucinanti: Lazio-Chelsea-Milan. Comunque Pink lo ripete, senza l'Inter questo campionato sarebbe molto più carino. Quello che intanto si è ripromessa di fare è non guardare più le partite con brutti ceffi interisti, nei covi di interisti. La donna in rosa inserisce anche qui una curiosità: il correttore automatico del Mac corregge "interisti" con "inferisti", sarà mica un caso??? E' una cosa veramente "agghiaccianteeeeeeeeee". Vogliamo patteggiare? Non commentiamo la polemica con Cassano, che come sapete è uno dei personaggi del  rutilante mondo del calcio che stimiamo di meno in assoluto. 
Quanto al resto del campionato, di ritorno dal vortice che le ha risucchiate, Red e Pink hanno trovato che il Milan se la passa molto maluccio, l'Inter e il Napoli e l'Udinese giocano all'altalena, Fiorentina, Lazio e Atalanta giocano, la Roma è sempre la Roma (e di conseguenza con Zeman fa cagare più che mai e ha pure perso il derby!), il Catania è una gatta da pelare per tutti, il Parma pure ma un po' meno, Torino e Palermo respirano, Pescara, Sampdoria, Genoa, Bologna e Siena non tanto!
In Promozione il nostro adorato Tonara sta passando un periodo di stop. Un po' di sconfitte, un cambio di allenatore, insomma, il cambio di categoria si fa sentire. Come prima cosa vogliamo fare un applauso a Bicio Miceli, anche se quando si è dimesso eravamo rapite dagli alieni! E' il suo Tonara che ci ha fatto innamorare, non se lo dimentichi mai! Come seconda cosa volevamo salutare il nuovo mister Antonio Attene con un calorosissimo in bocca al lupo. Infine... Forza ragazzi! Le sconfitte forgiano il vero carattere degli sportivi! Avete cuore, passione, doti tecniche, e anche due tifose troppo splendide che continuano sempre a fare il tifo per voi!
In Spagna il Barcellona è ancora primo in classifica ad un numero considerevole di punti da Real Madrid che è addirittura terzo! Mou res nunc et semper!!!
Con la promessa che gli alieni non ci rapiranno più, almeno a breve
A presto dall'e Giggi's Angels! 

giovedì 15 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Arzachena - Black out per colpa dei topi (Unione sarda, p. 41)

La canzone del giorno è:
Crazy boy - Samuele Bersani

La frase del giorno è:
Non puoi studiare greco se non ti ricordi le preposizioni articolate!

mercoledì 14 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Terralba - La carotina da nove milioni (Unione sarda, p. 39)

La canzone del giorno è:
All that she wants - Ace of base

La frase del giorno è:
Gli anni '90 sono contagiosi o no?

martedì 13 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Assemini. Piri Piri, parco abbandonato (Unione Sarda p. 34)

La canzone del giorno è:
I was made for loving you - The Kiss

La frase del giorno è:
Siamo pronte a prenderlo da dietro?

lunedì 12 novembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Peersonaggi. Vi sembro disperata? (Unione Sarda p. 31)

La canzone del giorno è:
Lambada - Kaoma

La frase del giorno è:
Voglio un uomo vero, basta con i cagasotto!

domenica 11 novembre 2012

Breaking News

La notizia del giorno è:
Aosta - Cos'è caduto in Val d'Aosta? (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
Der Kommisar - Falco

La frase del giorno è:
Boh, qualche cosa farò!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:01 e tramonta alle 17:12.

Luna: La luna è calante. Il 13 di novembre è Luna nuova. Dal 14 sarà luna crescente.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Martino (di Tours), Bartolomeo, Marina (11 novembre); Giosafat, Diego (di Alcalà), Livino, Renato (12 novembre); Agostina, Brizio, Dalmazio, Mitria, Niccolò (I, papa), Omobono (13 novembre); Clementino, Giocondo, Ipazio, Rufo (di Avignone), Veneranda (14 novembre); Alberto (Magno), Alonso, Desiderio, Eugenio, Leopoldo (III, il Pio), Rocco (15 novembre); Geltrude, Margherita (di Scozia), Agnese (di Assisi), Edmondo (16 novembre); Elisabetta (di Ungheria), Asciclo e Vittoria, Ilda, Lazzaro, Namazio, Ugo (di Lincoln), Tommaso (17 novembre); Filippina Rosa, Noè (patriarca), Oddone (di Cluny), Romano (di Antiochia), Teofredo (18 novembre).

Il Santo: Il 13 di novembre la Chiesa ricorda Omobono Tucingo, detto “Ombrosio”, figlio di un mercante cremonese, morto in una chiesa nel 1197. Patrono di Cremona. È anche patrono dei mercanti, dei lavoratori tessili e dei sarti. Così dice di lui il Martirologio Romano: “A Cremona, sant’Omobono che, negoziante, mosso da carità per i poveri, rifulse nel raccogliere ed educare i ragazzi abbandonati e nel riportare la pace nelle famiglie”.

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Margherita. È un nome antico e nobile, usato spesso nelle case reali; ha regalato molte regine. E diverse sante. Deriva dal greco, margaritής, che significa “perla”. Il numero fortunato legato al nome Margherita è il 9; il suo colore è il verde; la pietra portafortuna è lo smeraldo; il suo metallo è il mercurio. Margherita è un nome abbastanza comune, in Italia lo partano centonovantaquattromilasettecentoquaranta donne, cioè 0,32% della popolazione del nostro Paese. Questo nome si trova al novantasettesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È diffuso soprattutto in Piemonte (12,2%) e in Basilicata (11%); per il resto è equamente distribuito in tutt’Italia, fino ad arrivare all’Emilia Romagna dove sono presenti solo il 2,2% delle Margherita. Margherita: matura, ammirevole, romantica, gloriosa, encomiabile, interessante, tenera! Un bellissimo nome per la vostra futura pargoletta!!!

Compleanni storici: Il 12 novembre 1929 l’umanità acquistò bellezza, stile, nobiltà. Fu in quella data, infatti, che nacque Grace Kelly, a cui la Rassegna Stronza rivolge un ancora e sempre affascinato augurio!

Questa settimana accadde: Il 18 novembre 1307, secondo la leggenda, Guglielmo Tell scoccò la freccia che colpi la mela sul capo del figlio.

La notizia del giorno… un anno dopo: Tempio. Avete ucciso la mia Chicca (Unione Sarda, Edizione del 12 novembre 2011, p. 47).

Feste e ricorrenze: Il 17 di novembre è la Giornata Nazionale del Gatto Nero! Auguri a Bagheera e a tutti gli altri amici Mici della nostra Rassegna… vi vogliamo bene e ci portate sacchi di fortuna!

Il Lama racconta: C’era una volta l’aiutante del Sole, che si chiamava Napi. Un giorno, dopo aver terminato il suo lavoro, trovò un grosso pezzo d’argilla e cominciò a lavorarla per trarne fuori qualcosa. Era un bravo artigiano e riuscì a realizzare le figure di tutti gli animali della Terra. Appena ne completava una, vi soffiava sopra, le dava un nome e una destinazione. La figura si animava e cominciava a popolare la Terra. Con l’ultima rimanenza di argilla realizzò una figura nuova, la chiamò uomo e la mandò a vivere con i lupi. Gli animali, allora, si lamentarono perché non riuscivano ad adattarsi all’ambiente loro assegnato, perciò Napi assegnò a ciascuno l’habitat ideale. Tutti gli animali furono soddisfatti, tranne uno, l’uomo, che vaga ancora alla ricerca di un luogo soddisfacente dove stare (La leggenda della creazione degli animali. Nativi d’America).

Così parlò zio Gecob: Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo. Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno. Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita. Però in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita, rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.