martedì 24 gennaio 2017

Il primo miracolo di LeeGrottaglie: le Stronze son tornate!



Mi avevano fatto passare la voglia. Il tempo è poco, la concentrazione scarseggia, ma la verità è che non avevo nessuna voglia di scrivere di calcio. Non che su Casteddu meu abbia fatto qualcosa di male, anzi, un campionato di serie A così bello e foriero di speranze non lo vedevamo da tempo! Ma è evidente che una squadra che sia squadra e non una sartain’e tzitzigorros non a tutti piace. E così mi stavo accingendo a scrivere dell’esultanza di Marcolone nostro al pareggio di Marcolino nostro contro la Roma (parlo del girone di andata), quando sento piovere fischi. Fischi a un signore in tribuna a tifare la sua squadra con la moglie e i figli. Fischi al nostro secondo capitano, al nostro diletto portierone. Era al punto 3 del primo Stiletto di stagione: vogliamo una squadra di Marchi e un Marcantonio (Bruno, of course), e voi che fate? Via la fascia? Mercenario? 
Che vergogna! Che indicibile e fastidiosa vergogna sentire di spartire tifo e città con certi ingrati gradassi, che peraltro di calcio non capiscono una minca di quaglia (cit. cari amici del paesello del mio cuore). La chiave di volta era al punto 6 del nostro primo Stiletto: le cugurre, se le conosci le eviti, se le conosci non ti uccidono. 
Non le abbiamo riconosciute e hanno ucciso. 
Hanno rotto ogni cosa rompibile che avessero sotto tiro: gli equilibri, le palle, la serenità. Hanno reso opache le esultanze per degli ottimi risultati, ingigantito le già giganti sconfitte, dipinto ben avviata e divertente corsa verso la salvezza come un disastro annunciato. Perché siamo più vicini all’Europa che alla retrocessione, ma "Rastelli vattene", "Pisacane non è un giocatore di serie A", "Murru era meglio infortunato", "Borriello sta già calando di forma", "Sau non serve", "eh, quando c’era Cellino"… ma che palle! Che incredibile e insopportabile fracassamento di maroni! Non vi divertite a guardare le partite del Cagliari di quest’anno? Guardatevi Holly e Benji! Perché il calcio degli umani è come quello che sta giocando su Casteddu, gli umani che si divertono col calcio si divertono con quel gioco lì, sconfitte e vittorie comprese, e voi di calcio, lo ripeto, non capite una minca di quaglia secca.  
E così, un triste giorno di Gennaio Marcolone del cuoricino nostro rossoblù in silenzio è partito lasciandomi orfana per la seconda volta e la mia voglia di dire o fare qualcosa che potesse sottolineare una comune appartenenza con certi imbecilli stava raggiungendo i minimi storici. Ma proprio allora la mia vena creativa si è risvegliata. 
È chiaro che Rastelli e Giulini l’hanno fatto per noi. La squadra deve andare avanti, la vita deve andare avanti, il tifo deve andare avanti. Show must go on! Stiletto must go on! Tutti uniti verso la salvezza! Ma non la salvezza passeggera, quella che una stagione ti salvi e l’anno dopo ti minacciano i giocatori finchè non scappano e finiamo in serie B (così, per dire, l’avete visto come gioca Donsah?). Noi dobbiamo lavorare per la salvezza eterna, è tempo di purgare la nostra anima per sollevare morale e aspettative. Noi ora abbiamo tutto ciò che ci serve per essere felici, noi ora abbiamo accanto ai nostri giocatori la giusta guida: noi abbiamo Legrottaglie! Noi abbiamo LeeGrottaglie!!!
Rastelli ha capito che al reparto di difesa non mancava certamente qualità né tanto meno esperienza, ché con il solo Brunone siamo ampiamente sopra la sufficienza, ma un angelo custode. In porta ha lasciato andare un evangelista solo in cambio di un arcangelo e accanto a lui in panchina ha voluto una vera guida che elevasse gli spiriti e animasse i corpi con uno speciale percorso di duro lavoro ed espiazione: ogni gol subito una predica. 
Impressionato Bruno al grido di “oh ragazzi, schillellè che se questo attacca a parlare vi streccu!” ha suonato la carica. Insomma ragazzi, con la Roma non si è vinto, ma gente concentrata in campo già ce n’era! Ah, il timor di Dio! Se tutto ciò non dovesse bastare prevedo che ci troveremo la città invasa da Gennari e anticoagulanti… tutti uniti verso l’obbiettivo di evitare questo scempio, mi raccomando!
Scherzi a parte domenica sera Violet si accingeva puntuale ad accendere la radiolina per seguire la partita. Ora, la mia radiolina si chiama radiolina perché è sintonizzata su Radiolina per le radiocronache del Cagliari dal 3 febbraio 1992, quando mi venne regalata, fatta eccezione per gli anni di esilio su radio Sintony e il più duro, il confino Triestino e a tutto il calcio minuto per minuto. Dicevamo, Violet accende la radio e… Radio Maria! Radio Maria? Perché c’è radio Maria???? È ufficialmente iniziata l’era Legrottaglie, bellezza! 
Per fortuna la nostra fida compagna di avventure si è ripresa e la partita è iniziata. Che dire? Dopo quel che avevamo visto della Roma in coppa Italia sapevamo di poterci aspettare di tutto, lo sapevamo noi e lo sapevano le cugurre. Noi abbiamo visto molta concentrazione, la capacità di limitare le potenzialità di una squadra in lotta per lo scudetto e in un momento di grazia. Abbiamo visto la tanto agognata compattezza, troppa difficoltà a finalizzare, ma finalmente la capacità di non scoprirsi completamente al contropiede ogni volta che si mette il naso nell’area avversaria. Abbiamo sentito anche un eccesso di depressione in Vittorio Sanna e intuito una strisciante ostilità delle cugurre per Isla. Ergo, Isla è ufficialmente un nostro nuovo beniamino, perché siamo stronze, arrevescie e vogliamo troppo bene a su Casteddu. La sconfitta ovviamente ci ha molto irritate, e visto che il povero Totti si è prudentemente tenuto in panchina, farà le sue veci Dzeko: se doveste vederlo con il tendine di Achille in mano saprete a chi darne il merito. Quanto a Spalletti, è così fastidioso che si punisce da solo nel guardarsi allo specchio ogni mattina, ma se puntore lo cogliesse ne saremmo comunque felici. Invece il Ninja è sempre nel nostro cuore, con indosso qualunque maglia, su qualunque campo. Quando Sau gli ha fatto fallo per poco non ci scappava una lacrimuccia di commozione… Quanto amore, quanti ricordi! Perché noi non siamo cugurre, siamo stronze e delle stronze abbiamo la memoria e il cuore grande così. Invece alle cugurre la sconfitta ha fatto male al fegato e hanno riniziato a murrungiare: "senza un tiro in porta dove vogliamo andare, cosa ce ne facciamo di attaccanti che non segnano, e Rastelli vattene"… e invece Rastelli non se ne va! Perché Rastelli ha fatto una cosa troppo intelligente. Rastelli ha Legrottaglie in panchina che sterminerà le cugurre con la forza della pace e con l’amore. Scrivetelo a caratteri cubitali sui muri: A Roma abbiamo vinto perdendo! Avranno un travaso di bile! E se non bastasse organizzate una catechesi per Ultras inferociti: se saranno grandi persone diventeranno grandi tifosi! E non sfracelleranno più l’anima a ogni lista dei convocati. Olè!
E fu così che si compì il primo miracolo di LeGrottaglie: fece tornare le Stronze! Perché su Casteddu è la squadra più bella, perché su Casteddu è la squadra più simpatica, perché su Casteddu è la squadra più buffa, perché su Casteddu ha la maglia più fashon, perché senza grandi cantori non esistono grandi imprese, e a noi, modestamente, Omero ci fa un baffo!

 P.S. non abbiamo dimenticato il Tonara e abbiamo in serbo meravigliose sorprese dal mondo dei giovanissimi... ma oggi, non ce ne vogliate è così!



venerdì 13 gennaio 2017

Nonnina Mia

(foto da web)

La Luna nasce piena
Cantano i lupi nella valle, un canto antico
Li sento da lontano, nonnina mia
Ed ho paura!

Il fuoco arde
Non devi aver paura, bambina mia
La pentola è sul fuoco
Abbiamo pane e legna

Ulula il vento
Mi entra nelle ossa, nonnina mia
Ho freddo e fame
Son triste questa sera

Non esser triste
Ti canterò un bel canto
Antico come il tempo, argento come il lampo
del lupo sulla neve

Allora canta,
canta e non ti stancare, nonnina mia
Ti ascolterò incantata
tutta la notte

La Notte è chiara
La Luna è alta in cielo, bambina mia
La Lepre è nella tana
Il Lupo è all'erta
Il Vento si è calmato
Canta la brezza, ora

Ed io ti cullo
Al cuore