venerdì 28 febbraio 2014

Stiletto sport - Il Calcio visto dai tacchi a spillo


La domenica che è sempre domenica.

Domenica è sempre domenica diceva la canzone, e anche questa domenica è domenica, lunga, anticipata, spalmata a tutte le ore, tanto da perdersi le partite, Red per esempio si era del tutto scordata che il derby di Torino fosse a un orario strano. Comunque sabato la Roma batte il Bologna con gol del Ninja, evviva evviva evviva Radja, gridano Red e Violet, e non perde il treno mentre il pranzo della domenica vede il Verona vincitore sul Livorno.
Il Cagliari di Red va in scena a Milano alle tre, con qualche novità, qualche esperimento, qualche malumore ormai congenito in questo campionato e con qualche bella speranza. I mazarriani nerazzurri fanno una figura barbina, come al solito, il Cagliari dà segni di ripresa rispetto alle ultime partite. Certo, siamo a lutto per l'esonero di Pulga, al quale vogliamo tanto bene e che ringraziamo per tutto quel che ha fatto in rosso blu e per il sol fatto di essere un signore come se ne vedono pochi in giro. Il Cagliari mostra che il centro campo con i nuovi innesti gira nonostante l'assenza del nostro adorabile capitano. Al 39' Jesus gioca a pallamano in area e Pinilla realizza il rigore, si esulta ma deve passare ancora troppo tempo. Purtoppo alla ripresa l'ingresso di Icardi aggiusta un po' l'Inter, non tanto, ma quel che basta a servire a Rolando la palla del pareggio. Ma il Cagliari non perde la testa nemmeno dopo la sostituzione forzata di Cossu per infortunio e nel finale di partita in 10 per l'infortunio di Astori quando i cambi erano ormai finiti. Torniamo a casa con un punto prezioso e addirittura qualche rimpianto. Di Mazarri e le sue sciocchezze non parlo, parla il suo piagnucolare insulso e fastidioso!
Per la Juventus di Pink c'era il derby all'ora del the (quella in Italia perlomeno). Ore 18 davanti alla tv per capire se Torino possa tingersi di bianconero o no. Che cosa resta? Molto poco a dire la verità. Miss Pink non è contenta, ma non tanto per la prestazione della squadra (che, vabbé, può starci una partita meno brillante del solito), ma per tutto il resto. Perdonatela quindi se oggi non vi parla della partita, ma di altro. Cominciamo dalle polemiche: episodi di gioco che potevano davvero essere rivisti meglio, una curva che non le è piaciuta per niente. Eppure su Superga credeva di essere arrivata al limite quando ha visto un noto tifoso del Cagliari ninnare il proprio bimbo con un coro da stadio poco felice a riguardo (che non riportiamo per motivi ovvi di decenza), ma al peggio non c'è limite. Non bastano gli insulti a Dessena a farle vomitare l'idea del tifoso, c'è pure quello striscione raccapricciante. Dunque, se essere tifosi vuol dire esporre in curva striscioni imbarazzanti e grevi e insultare malamente un proprio calciatore per aver aderito ad una santissima campagna contro l'omofobia nello sport, Pink non è tifosa. Troverà per se stessa un'altra definizione, ma quella di tifosa non le si addice. Oppure forse sono queste persone in torto marcio e Pink ha ragione a pensare che ci sta sempre tutto finché si prende con ironia, perché non c'è ironia in uno striscione che ricorda una strage di persone. Né c'è ironia ad insultare pesantemente un calciatore su internet, da qualsiasi tifoseria provengano gli insulti (e purtroppo c'è da dire che erano da parte dei tifosi del Cagliari). Non c'è ironia, c'è ignoranza abbondante. C'è idiozia, stupidità, vigliaccheria. Il calcio pulito, bello, riguarda anche i tifosi. Sugli episodi arbitrali Pink non si vuole soffermare più di tanto, se non altro perché ricorda bene entrate di Gilik che andavano punite con il carcere e che non furono nemmeno sanzionate. Quindi, va bene, prendiamo le cose come vengono, che siano pro o contro. Fosse stato al contrario, non sarebbe stato giusto recriminare lo stesso. D'altronde parliamo della Juve, non di Mazzarri. Per la cronaca la partita è finita 1-0 per la Juve, con un gol straordinario di Tevez. E ancora per la cronaca, ieri si è giocato il ritorno di coppa UEFA, che ha visto la Juve imporsi sul Trabzonspor per 2 a 0 con gol di Vidal e Osvaldo. Quindi si passa il turno, si fa un passo avanti sulla strada di casa (beh, la finale sarà proprio allo Juventus Stadium!) in attesa di trovare i violacei della Fiorentina al prossimo turno. Uh, e domenica c'è il Milan.
Visto che ci siamo anche Red vuole dire due parole su queste cose brutte che sono successe. Red è tifosa, sono loro a non esserlo. Red non si sognerebbe mai di insultare un giocatore perché sceglie una battaglia di giustizia e di libertà, non lo insulterebbe mai neppure perché è nero, o perché è verde a pois viola, nessuno sportivo lo farebbe. Un tifoso sostiene la propria squadra, non esaspera gli animi, non fa venir voglia ai ragazzi di andare via o di fare un bel gestaccio alla curva. Un tifoso sa vincere e sa ancor più perdere, perché un tifoso ama lo sport. E lo sport non può ammettere razzismo, il gioco di squadra non funziona se ci sono discriminazioni. Per questo Red spera con tutto il cuore di vedere, nella prossima partita, tutti i giocatori rossoblù in campo con i lacci arcobaleno. E via i violenti e i razzisti dagli stadi, e anche dalla circolazione!
Poi, Chievo - Catania 2-0, il Milan batte la Samp per 2-0 (una fuga sul Cagliari? Non ci sfuggirai, dice Red), Udinese e Atalanta pareggiano, la Lazio batte il Sassuolo, lunedì in un orario insospettabile la Fiorentina pareggia con il Parma e poi il Napoli col Genoa.
Non di solo calcio vive l'uomo, quindi vi diremo che gli omoni del rugby si fanno fregare dagli scozzesi a un minuto e mezzo dalla fine dopo un meraviglioso primo tempo e un secondo tempo decisamente peggiore. Le signore del rugby invece vincono ancora e sono in corsa per il titolo del sei nazioni!
Il basket ci porta grandissime emozioni: la Dinamo Sassari passa, unica italiana, agli ottavi di Eurocup. L'ultimo quarto contro i campioni di Germania è una delle migliori opere d'arte sportiva che si siano visti negli ultimi anni, in campionato contro Varese polverizza il primato di percentuale di realizzazione da tre in Italia. Insomma, se potete seguite qualche partita di questa grande squadra, il divertimento è assicurato!
Dulcis in fundo, il nostro amatissimo Tonara. In campionato si va in casa del Sorso, e si sospira. 1-0, zero punti, niente da fare! In settimana però c'è il ritorno delle semifinali di coppa Italia: a su Nuratze i nostri beniamini stendono l'Ozierese con una doppietta di un grande Ale Tocco e il punto messo dal nostro bomber Calaresu: è finale!!! 
Alla prossima settimana!
Così parlò nonna Nenna: e si, ero una delle prime abbonate al sant'Elia!

mercoledì 26 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Un'intensa luce blu poi il nulla". Un ufo a San Niccolò D'Arcidano? (Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Rigel - Coro di Vince Tempera

La frase del giorno è:
Hallo little Angel!

martedì 25 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. "Gli extraterrestri in volo sopra i tetti di Capoterra" (L'Unione Sarda p. 39)

La canzone del giorno è:
Life on Mars - David Bowie

La frase del giorno è:
W noi racchie sfigate!

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:05 e tramonta alle 18:07.

Luna
La Luna è calante. Il 27 febbraio, alle 19:39 si trova al perigeo. Il 1° marzo, alle 8:02, è Luna Nuova.

Cielo del Mese, i Pianeti
Prima del sorgere del Sole, il mattino del 26 febbraio, è possibile osservare la congiunzione tra una sottile falce di Luna calante e Venere. I due astri sono visibili bassi sull’orizzonte nella costellazione del Sagittario.

I Santi
24 febbraio: san Modesto di Treviri
25 febbraio: san Callisto Caravario
26 febbraio: san Faustiniano
27 febbraio: sant’Anna Line
28 febbraio: santi Macario, Rufino, Giusto e Teofilo
1° marzo: san Bono di Cagliari
2 marzo: sant’Agnese di Boemia

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
Il 24 febbraio è il Giorno Pagano europeo della Memoria.
Il 27 febbraio è giovedì grasso.
Il 1° marzo si ricorda il Capodanno Veneziano

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…

Molti sono i luoghi che ad un occhio attento, ad uno spirito vigile e ad un cuore sognatore fanno intuire la presenza del Mondo al Contrario. E molti sono i modi per dire Mondo al Contrario, nelle varie culture e nei diversi tempi. Sono anche molti i modi di accedervi: alcuni più semplici e vicini, parte dell’immaginario comune, come gli specchi. Altri più intimi e personali, come i sogni e il sonno. O i pertugi che la nostra mente trova nelle maglie della coscienza, quando s’allargano nel passaggio dalla veglia al sonno, dal sonno alla veglia. Poi ci sono le porte, i luoghi fisici. E lì, un tempo lontano, o forse ieri, tra qualche istante o nel futuro più remoto, si aprono dei passaggi che pochi sanno cercare, ma che il mito e le leggende fermano ad imperitura memoria. Insomma, non è facile trovare le vie. Esse ci sono, ma al mutar delle condizioni, dei tempi e delle stagioni, non tutte sono sempre percorribili. Non possono essere svelate. Si nascondono tra le cose più semplici e naturali. Bisogna saper essere attenti, perché molti sono gli indizi e poche le prove. E ciò che è svelato si vela e si rivela, nel gioco delle parti che permette di cogliere un particolare diverso, o fuori luogo, ma di non percepirne la vera importanza.
Ogni fiume, si sa, dal monte scende a valle. E cerca casa, e trova il luogo del suo perdersi e riscoprirsi. Ogni fiume, si sa, corre verso il mare e nel mare è la sua casa. Eppure ci sono luoghi e tempi dove il fiume è trovato e il mare entra in esso. Ci sono luoghi e tempi in cui convivono due correnti, una profonda ed una in superficie, una laterale ed una centrale. E mentre sembra che il fiume torni indietro, esso è già perso nel grande mare. Se hai pazienza di aspettare, ci sono istanti, brevi e fuggevoli, e nessuno può dire se siano veri o frutto di fantasia, in cui tutto si ferma, per riprendere alla rovescia. Allora, lo specchio del fiume è più terso che mai. Allora, le immagini che riflette sono limpide e chiare. Allora, nella sua nitida trasparenza, si può scorgere il Mondo al Contrario e la sua vita rovesciata. Ed è così che quel che qui è stato, là prende vita. Ciò che qui è in rovina, là è al suo massimo splendore. Ciò che qui non gira, là lo fa con immenso vigore. La gente che abita sulle rive del fiume sa bene che non bisogna credere all’apparenza e non bisogna cedere all’evidenza. Sa che ciò che viene, può anche tornare; ciò che scorre, si può fermare; ciò che è contenuto, può straripare; ciò che dà vita, la può levare. E sa che c’è un tempo in cui tutto questo si può manifestare. A Carnevale, si dice, ogni scherzo vale. Ed è a Carnevale che, secondo la tradizione, si aprono quelle porte. Il fiume si ferma, la gente sveste i panni di sempre e rivela un’essenza nascosta. È un gioco a svelar se stessi e a scoprirsi diversi. Così il Borgo si anima. E dal fiume salgono is Attittadorasa. Sono vedove, ma celano sembianze maschili. Neniano s’attittidu, ma porgono un bambino. Chiedono latte ai petti floridi delle donne che incontrano, latte per tenere Carnevale in vita, e ricevono il vino dell’allegrezza. La Malvasia scorre a fiumi, sulla riva del fiume. Scorre, e non si arresta a tenere accesa la festa. A tenere viva l’esistenza del contrario che c’è dove il diritto permane. Fino al rogo, che bruciando Giolzi ristabilisce il tempo, il luogo. Si specchiano le alte fiamme, sulle acque del fiume che ritrova il suo corso. E così per un intero anno. Ma tu sai, che se sai aspettare, ritorna l’istante in cui tutto si ferma. E riprende al contrario. Allora le Antiche Concerie non si specchiano nel fiume. È lo specchio del fiume che diviene trasparenza e permette di vedere il Mondo al Contrario. Là, nelle Antiche Concerie i ferri lavorano ancora: per ilmasciare e iscaranare , per bussare e rasigare. L’acqua salmastra riempie le vasche a pian terreno e le grandi finestre sono aperte a permettere al sole di asciugare le pelli. Ma tu sai, che se sai aspettare e cogli l’istante in cui tutto si ferma, il Mondo al Contrario è tuo. E ne divieni padrone. (Is Attittadorasa, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Tutte le cose nobili hanno un’ombra di malinconia.
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lunedì 24 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tassa Bot: Cazzola, "Delrio conosce partita di giro?" (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Blowling in the wind - Bob Dylan

La frase del giorno è:
C'è chi ha gli amici per la pelle, io ho gli amici per la bile!

sabato 22 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Nuova passeggiata sul mare: "Splendida, peccato per i ciclisti e i bisogni dei cani" (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Donna - Mia Martini

La frase del giorno è:
Galletti all'ambiente e macine all'agricoltura.

Istantanee - by White


La veglia della madre

Guardami.

Tu forse non lo sai che cosa è accaduto, ma lo intuisci. Mi vedi, chiusa in me, pietrificata. Non mi dimenticherai. Mai. L’immagine del mio dolore non ti lascerà. E’ scolpita minuziosamente. Ogni più piccolo affondo dello scalpello è l’eco ampliata del mio strazio. Mi raggruma il corpo, che non ha più la forza di estendersi. Un’energia nefasta si è impadronita di me, e mi trascina impietosa verso la terra. Mi accoccolo qui, vicino a te. Abbranco le ginocchia perché non tremino. Le mie mani ossute e nervose, i tendini tesi, oltre i polsini della camicia che fuoriesce dallo zippone. Il collo svuotato, e alla fine, sul colletto largo sul petto, due bottoni in filigrana. Scalza, come una penitente. I piedi abbruttiti dal lavoro. Ma è tutto inutile ormai. Ogni mio gesto è sofferenza. Quell’ombra che vedi sui miei occhi non è data dal fazzoletto calato in avanti. E’ l’oscurità del mio cuore dilaniato. Stringo le labbra fino allo spasimo, la contrazione crea una rosa di rughe amare sulla mia bocca. Che non si poserà più sulla tua tempia tiepida e pulsante, nel mio bacio materno. Non la posso aprire, adesso. L’urlo trattenuto, fuoriuscendo libero, farebbe tremare la montagna. Dove ti hanno ucciso, figlio mio. Ti ha tradito e li ha nascosti. I tuoi assassini. Io ho temuto tanto, sempre. L’uomo non perdona, e non dimentica. Punisce e cancella la vita. Usa lame e fuoco. Tranelli e crudeltà. Sparge sangue. Mai pago di vendetta, che anzi si rigenera ad ogni nuova morte. Ma a me, da ora, nessun fuoco potrà mai più infondere il calore perduto. La tua assenza dominerà i miei giorni, che risuoneranno, finché avrò respiro, del mio urlo muto. Nella fissità del mio sguardo l’immagine del tuo corpo offeso. A me, non resta che vegliare, raggomitolata.


“La madre dell’ucciso” nasce da una vicenda reale che Francesco Ciusa visse nel corso della sua infanzia, e la cui immagine, per sua stessa ammissione, non lo abbandonò mai.

venerdì 21 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Piacenza dedica via a Louis Braille ma ha scelto un vicolo cieco (Unionesarda.it)

La canzone del giorno è:
Dies Irae - Giuseppe Verdi

La frase del giorno è:
E comunque, ho preso otto in latino!

mercoledì 19 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il morto è troppo alto, non sta nella bara. I necrofori lo piegano: stop ai funerali (unionesarda.it)

La frase del giorno è:
Via del Campo - Fabrizio De André

La frase del giorno è:
Se proprio lo volete abbandonare, il diamante lo adotto io!

lunedì 17 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
La curiosità. L'elettrice fantasma e la nutria di guardia alla sezione (L'Unione Sarda p. 3)

La canzone del giorno è:
Ok se te ne vai - L'armeria dei briganti

La frase del giorno:
Non dobbiamo piangere con il latte versato

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:15 e tramonta alle 18:00.

Luna
La Luna è calante. Ultimo quarto il 22 febbraio alle 17:18.

Cielo del Mese, i Pianeti
Dopo la congiunzione con il Sole (a gennaio), che aveva sancito il termine del periodo di osservabilità serale di Venere, il pianeta compie un vero e proprio balzo nel cielo del mattino. In poche settimane si alza repentinamente sull’orizzonte, fino a raggiungere, il 18 febbraio, il massimo intervallo di osservabilità per quest’anno. Domani, infatti, Venere sorgerà due ore e ventisette minuti prima del Sole. Il pianeta rimane tutto il mese nella costellazione del Sagittario.

I Santi
17 febbraio: san Flaviano patriarca di Costantinopoli
18 febbraio: santa Costanza di Vercelli
19 febbraio: san Quodvultdeus
20 febbraio: san Zenobio
21 febbraio: san Pier Damiani
22 febbraio: Cattedra di San Pietro
23 febbraio: san Policarpo

Feste, Ricorrenze e Curiosità
Il 17 febbraio è la Giornata Mondiale del Gatto.


Il Lama Racconta
Sono innamorata
Sì sono innamorata, della vita, del mondo, della mia famiglia. Di tutti i suoi membri, senza distinzione e con una predilezione diversa per ciascuno.
Sono innamorata di coloro che sono transitati nel cuore e che non sono mai andati via del tutto. Ché il cuore non sa chiudere le porte, ma s'allarga a contenere tutto e tutti.
Sono innamorata dei miei amici. Di tutti coloro di cui sono amica. E dei pochi che mi sono rimasti. Degli amici che sono stati, e di coloro che saranno. Ché cullo tutti nell'attesa perenne che amore dice e dimostra.
Sono innamorata dei bimbi e dei ragazzi. Degli anziani e di chi soffre. Di chi incrocio per la via e mi guarda con gli occhi grandi, che hanno una storia da raccontare, o stanchi, che hanno una carezza da sperare. 
Sono innamorata di ciò che faccio e di ciò che vivo. Di ciò che vedo e di ciò che scopro. Di ciò che credo e di quello che spero. Delle mie idee e di quelle altrui. E del dialogo che mette in comune e insegna.
Sono innamorata del vento. Del mare e del cielo. Del bosco e del monte. Sono innamorata del sole e del suo calore. Della luna quando brilla senza nascondere le stelle. E delle stelle nel cielo scuro che luccicano sorrisi. 
Sono innamorata del silenzio. E del canto. Della musica e del movimento che danza. Della parola e di ciò che compie e crea. Del racconto e delle storie. Dei libri. E del leggerli in cima alle scale. Sono innamorata della compagnia. Ma soprattutto della solitudine.
Sono innamorata del tempo. E delle stagioni. Del presente, del passato e del futuro, come un figlio appena generato. Del tempo ben usato. Di quello dato, regalato. Di quello trascorso. E delle rughe che ha lasciato. 
Sono innamorata delle attese. E delle sorprese che racchiudono. Sono innamorata del ricordo. Dei sogni. E dei desideri. E della gioia pura, quando si avverano. Sono innamorata del sonno e della veglia. E dei tempi sospesi che li precedono. 
Sono innamorata dell'alba e del tramonto. Della notte. E delle sue vicinanze e delle sue confidenze.
Sono innamorata della libertà. Di quella vera. Che non ripudia i legami, ma li include e li comprende. Che vive di spazio e d'abbraccio. Di strada, di mare aperto e di dimora. Di viaggio e di ritorno. E di sguardo. Lungo. A mandare avanti il cuore. Fino all'orizzonte e oltre. Perché se resta fermo non è amore...
(Violet, per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
La fantasia è una perpetua primavera

domenica 16 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cagliari, triciclo lanciato da una terrazza. Un'anziana ferita in piazza San Michele (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Procurate 'e moderare - Maria Carta

La frase del giorno è:
Mi hai stufato, tu e la tua coscienza responsabile!

Pink Parade - La classifica in Rosa


La classifica dei buoni motivi per cui vale la pena guardare il Festival di Sanremo!


Parà pappà pa parà, parà pappà pa parà, parà pappa pa paraira para, pa pa pa!!! Lo so che l'avete appena letto canticchiando il motivato del Festival.. Festival che non è ancora iniziato e già dite di non poterne più. Ma siete davvero sicuri che anche quest'anno non ci sia in buon motivo per vederlo??? Io ve ne do 10!
  1. Gli ospiti
Uno degli ospiti che ci piace in genere c'è e allora ci piazziamo davanti alla tv con l'intenzione di guardare solo lui. Ma alla fine nessuno conosce  l'ora precisa in cui si esibirà l'ospite che ci interessa per cui, volente o nolente, ne guardiamo un pezzo. Poi presi dalla curiosità continuiamo a guardarlo. Et voilà, passate le cinque serate. 
  1. I confronti con le edizioni passate
“Nessuna sarà mai peggio dell'edizione dei figli di...”, solo che per poterne avere la certezza è meglio dargli un'occhiata. Forse qualcuna peggiore c'è stata, ma ogni anno è meglio accertarsene. E se arriva quella davvero peggiore e non la vediamo? Siamo curiosi come scimmie, per definizione. Un'occhiata bisogna darla. Ne parlano dappertutto e allora tanto vale guardarlo per dire la nostra. Bisogna testimoniare e dire “Io c'ero!”. E comunque, con Baudo era tutta un'altra cosa...

  1. I vestiti
Sanremo è uno sfoggio di collezioni P/E di tutto rispetto. Un ottimo modo televisivo per vedere come ci si vestirà nella prossima stagione e capire cosa ci piace e cosa no. Certo, forse per i maschietti questo è un punto un po' meno allettante, ma per noi signorine lo è. E poi volete mettere il poter parlare e sparlare a piacimento del vestito che mostrò la ormai mitologica farfallina di Belen?

  1. Le vallette
Bionda o mora? Silenziosa o parlante? Secoli di diatribe sulla funzione delle vallette sul palcoscenico dell'Ariston, classifiche su quale sia stata la migliore negli ultimi 30 anni e su cosa esattamente una valletta debba essere in grado di fare. E poi: valletta o co-conduttrice? Questioni irrisolte.

  1. Restarci male perché non ha vinto la canzone che ci piaceva di più
Durante Sanremo c'è sempre una canzone che ci colpisce e piano piano inizia a piacerci. Può essere la “canzone della barba al mattino”, cioè quella col motivetto che ci ricordiamo dal giorno dopo, oppure quella del nostro cantante che – più o meno stranamente – è in gara. Comunque tifiamo. E non ditelo a me che ho esaurito una ricarica intera per votare Marco Carta.

  1. Potersi lamentare della lunghezza
“Ma quanti devono cantare oggi? Sono le 23 e siamo solo a metà, ma a che ora finisce? No, 5 serate così non le reggo... Alla fine devono premiare me!” Impossibile non lamentarsi della durata delle singole serate, che in effetti sono estenuanti. Ma Sanremo ha un rituale tutto suo, è una vera e propria liturgia. Non si può modificare, sarebbe come chiedere di modificare l'elezione di un Presidente della Repubblica. Rassegnamoci.

  1. Comprare il TV, Sorrisi e Canzoni per i testi
Non so, io non amo particolarmente il TV, Sorrisi e Canzoni, non è un settimanale che mi fa impazzire. Però bisogna riconoscergli il merito di pubblicare i testi delle canzoni una settimana prima che inizi il Festival, così uno se le può leggere con tutta calma. E iniziare a criticare.

  1. Scarsa concorrenza degli altri canali
Anche questa è una verità quasi assoluta: gli altri canali televisivi – durante le serate del Festival – fanno poca concorrenza. Poche partite e in qualsiasi caso concentrate in una sola serata non bastano a scalfire la concorrenza del Festival. Ma allora, perché tutti si lamentano dei bassi ascolti? Altro mistero per Adam Kadmon.

  1. Recitare a memoria la formula di presentazioni dei cantanti
"Di Mogol, Pincopanco e Pancopino, “Il Ciciarampa”, dirige il maestro Peppe Vessicchio, canta Alice". Almeno una volta nella vita abbiamo detto anche noi questa mitica frase. La conosciamo tutti a memoria, più o meno come quella dell'elezione del Papa. Potere del Festival.

  1. Perché Sanremo è Sanremo!
Che vi aspettavate dalla prima in classifica??? Non c'è motivo migliore di questo. L'ho detto e ripetuto: Sanremo è tradizione, è endemico nella popolazione italiana che sforna santi, navigatori, poeti e cantanti. Sanremo è, da oltre 50 anni, nel nostro DNA da italiani, che siamo CT della Nazionale, ma anche cantanti da doccia e rasoio ogni mattina: “Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare, sono un italiano!” 


Parà pappà pa parà, parà pappà pa parà, parà pappa pa paraira para, pa pa pa!!! (Pink)

sabato 15 febbraio 2014

Red Victim



Al voto, al voto! (ovvero al lupo, al lupo?)

Tra poche ore in Sardegna saremo chiamati a votare per eleggere il nuovo consiglio e il nuovo presidente della regione. 
Che cosa difficile! 
Che siate elettori entusiasti o disillusi non è mica facile andare a votare: si potrà vincere, perdere, o addirittura pareggiare, e in ogni caso per un giorno sarà, o dovrebbe essere, a tutti più evidente il proprio ruolo di corresponsabilità a ciò che succede nella nostra politica e nella nostra società. Non è mica uno scherzo!
Per questo nulla deve essere lasciato al caso: non la scelta tra votare e non votare, non il simbolo da barrare, non il candidato da indicare, né tanto meno l’abbigliamento con cui recarsi al seggio!
Non posso consigliarvi nulla sul se, sul cosa o sul chi votare, visto che la giornata di oggi prevede per tutti silenzio e riflessione, ma ovviamente posso consigliarvi su come costruire il vostro look da elezioni.
Per iniziare, dovete far attenzione ai colori e agli accostamenti: la giornata sarà già abbastanza difficile e straziante, soprattutto per gli aventi una coscienza civica, quindi non si sente alcun bisogno di deprimerla ulteriormente con abbinamenti sbagliati!
In secondo luogo, ricordate sempre che i colori hanno un grande potere sulla mente e sull’umore: scegliete il vostro abbigliamento come se doveste colorare il mondo. Mi spiego meglio: di che colore vorreste che diventasse la Sardegna? Nella politica ma anche nella società, intendo. Scegliete il colore e portatelo a spasso per la vostra città. Proviamo a curare la nostra terra con la cromoterapia, come lei fa con noi quando al mattino ci raddrizza l’umore con l’azzurro del cielo e lo smeraldo del mare, col rosso dei papaveri che fanno capolino lungo le linee della ferrovia, e con tutte le altre meraviglie colorate che ci dispensa ogni giorno. E poi i colori portano fortuna, bisogna tenerseli stretti, come fa un tifoso allo stadio!
Se non credete all’importanza delle scelte cromatiche durante le tornate elettorali proverò a portarvi un esempio che è stato sotto gli occhi di tutti. Pensate alle scorse politiche. Alle primarie Bersani si presentò con un bel maglione pervinca. Poi ci fu una campagna elettorale il cui tema principale era l’animalier, possibilmente da sbiadito tendente allo smacchiato, infine il giorno delle elezioni... Cosa fece il segretario per darsi il colpo di grazia? Mi si presentò al seggio vestito con un maglioncino in misto cashmere infiltrito celestino spento color prima maglia del Napoli. Ma come poteva pensare di vincere! Ma quando mai! Ma come ti vesti? Lo notai subito, e le mie previsioni di sciagura furono presto confermate, con gli interessi. 
Ora mi credete?   
Dopo la cromoterapia e la scaramanzia, il mio terzo consiglio è questo: indossate almeno un elemento apotropaico. E’ importante, lo dico per voi: ci passa di tutto da un seggio, meglio avere un abbigliamento che tenga lontani gli spiriti cattivi, visto che ancora nessuno si decide a montare una bella  maschera fenicia o un gorgoneion sulle tende delle cabine elettorali.
Ultimo consiglio: non siate troppo seriosi. Solo una cosa è davvero in grado di farci salvare tutti da questa crisi: l’ironia. Unita all’impegno, alla responsabilità, al coraggio, all’onestà, e a tutte queste doti meravigliose che speriamo di trovare nel prossimo governo regionale, doti che potranno migliorare le cose, ridimensionare la povertà, aumentare la solidarietà, creare lavoro, tutelare l’ambiente e la cultura… Ma, ammesso che il miracolo avvenga, che vinca il migliore e che crei la miglior giunta possibile, senza ironia vivremmo in una società triste e col fegato così grosso e spappolato da non farci godere di nessuno dei traguardi duramente raggiunti. Quindi portiamola a spasso con noi, già da domani.

Il consiglio per lui: i calzini bianchi non possono in nessun caso essere apotropaici, chiaro?

Vi lascio condividendo con voi la scelta del mio look. Approfittando della primavera che in questi giorni ci grazia, opterò un abbigliamento casual e informale: blu jeans skinny, maglia con stampa, giacca in pelle da motociclista, scarpino maschile in vernice, borsa in velluto rigato modello bertula (ché un po’ di sardegna ci vuole). E a questo punto:





In bocca al lupo a tutti! (Cappuccetto Red)

venerdì 14 febbraio 2014

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica degli accidenti




Ci siamo lasciati una settimana fa con il racconto di una giornata quasi perfetta, foriera di buone speranze e premonitrice di lunghi festeggiamenti per compleanni rossi e vittorie. Abbiamo lasciato Red in trasferta in uno strano posto dove la tecnologia ha un po’ di problemi di comunicazione con il resto del mondo e dove se si esce dopo cena si esce alle 19,30 (immaginate la faccia di Red). Eppure nelle sue premesse questa trasferta ha il sapore della vittoria, grazie a una semplice frase detta da una appena ottenne bimba nata a Torino: “tu non puoi decidere a chi tengo io, non tiferò mai Juventus! E se anche mi dicessi Parigi preferirei comunque Cagliari!”. Ecco, ora provate a immaginare la faccia della zia Red, provate a figurarvi il suo livello di assoluto scioglimento in brodo di giuggiole... Forse è lì che si è distratta, chissà! Ma che immense soddisfazioni!
La giornata inizia al solito il sabato, con tre pestate ben date ad Atalanta, Chievo e Milan, ad opera di Fiorentina, Udinese e Napoli. Quest’ultima un po’ di orticaria ce la dà, come ogni vittoria del Napoli, anche se per su Casteddu è un risultato utile per non far scappare una diretta concorrente per la salvezza… che ridere!
La domenica Red è in viaggio verso Cagliari, che raggiungerà solo in tarda serata, ma il viaggio è lungo e periglioso. Quindi per lei è impossibile seguire le partite (compresa quella di rugby, niente omoni, sigh! E accidenti ai francesi!). Apprende tutti i risultati insieme, perché a un certo punto vede che si son fatte le cinque, si estranea dal mondo e si mette al cellulare. Quel che vede le fa dire “accidenti”, e meno male che era con una bambina di otto anni! Il cellulare dice così:
Torino – Bologna 1-2, e non le piace
Verona – Juventus 2-2, e pensa “ma dai!”
Lazio – Roma 0-0 “che pacco!”
Livorno – Genoa 0-1 “mischinetto il Livorno!”
Parma – Catania 0-0  “poco male”
Sampdoria – Cagliari 1-0 e lì parte l’accidenti!
La piccola guarda Red chiedendole “che c’è zia?” e Red si rende conto che tutti la guardavano interrogativi da chissà quanto. “Vuoi sapere cosa stava facendo la zia? Stava guardando i risultati delle partite!” “Bello! Cos’hanno fatto?” E la zia pensa “bene, cresce bene!” E almeno una piccola consolazione arriva… L’unica di giornata, o forse no.
Quanto alla partita del Cagliari c’è poco da dire: rigore è quello che arbitro fischia, gol è quello che arbitro convalida (ma che bella era quella magia di Pattolino del mio cuore!), vince squadra che segna un gol in più. Punto. Dopo di che se in questi giorni Roca, Tonolini e Giachero dovessero avere qualche problema di dissenteria… non è colpa di Red!
Pink alterna un primo tempo da euforia, in cui riesce a distrarsi anche per un tempo sufficiente a consumare 5 vite a Farm Heroes, con un secondo tempo da delirio fino a scraniarsi contro il soffitto (abitando in una mansarda è quasi all'ordine del giorno) al pareggio del Verona. onestamente non ha molto da dire se non che si è stancata di vedere la Juventus fare primi tempi da eroe e poi dare per scontato il resto della partita. Ok, è facile pensare di aver chiuso la pratica dopo due gol e un primo tempo totalmente arrembante, ma questo non giustifica il sedersi e fare finta di essere in campo per il resto della partita. E non si possono prendere 3 gol in 2 partite su palle inattive. Le palle inattive sta iniziando ad averle la squadra? Non va bene signori, non va bene!!! Noticine a margine sono il pareggio della Roma, che almeno non altera la classifica, e l'esordio di Osvaldo che manco aveva toccato palla che fa un fallaccio da ammonizione ma poi mette un tiro che sbarba il palo, ma che comunque era molto bello. 
Atterrata in terra sarda Red apprende anche l’ultimo risultato: Inter – Sassuolo 1-0… che sforzo! Beh,  -pensa Pink- per essere un match di due squadre che lottano per non retrocedere, dev'essere stato all'ultimo sangue... Peccato per il Sassuolo. 
Il nostro Tonara non riesce ahinoi a raddrizzarci la giornata: in trasferta a Ozieri è sconfitta con un netto 2-0. Ma torna subito a farci sorridere perché in semifinale di coppa Italia grazie ai gol di Calaresu e Mura porta a casa la prima delle semifinali dopo essere passata in svantaggio all’inizio della gara.

E poi la coppa Italia is in the air, ci si gioca in qualunque categoria e in qualunque sport! Le semifinali del calcio dicono che la finale sarà Fiorentina – Napoli, ma quel che più importa: il Basket si tinge di Sardegna… che Dinamo a Milano contro il Siena: Campioni!!! E Pink è felice perché adesso Sassari avrà qualche gioia sportiva pure lei... Perdonatela, anche se tifa Juve, è pur sempre nata e cresciuta a Cagliari. 
Anche per questa settimana è tutto, alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!!!

giovedì 13 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Bimbo di 10 anni fermato alla guida: "sono un nano, ho scordato la patente" (L'Unione sarda on line)

La canzone del giorno è:
Winter - Toni Amos

La frase del giorno è:
Scegli: occhio destro o occhio sinistro? Unghia o trowel?

mercoledì 12 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Operato al cuore diventa cieco. In aula compaiono cartelle fantasma (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Incontro - Francesco Guccini

La frase del giorno è:
Il popolo delle partite ive è in ginocchio! (E la grammatica pure)

martedì 11 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Automobilisti ostaggio delle buche. A Quartu è un percorso a ostacoli (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Baby I love you - Wynton Marsalis

La frase del giorno è:
Ma che se ne va un prete di un suv?

lunedì 10 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Vuole vendere l'auto ma viene "beffato". L'acquirente si mette alla guida e fugge (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Le colline sono in fiore - Wilma Goich

La frase del giorno è:
Ma lo sapete a che ora mi sono svegliato io?

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:23 e tramonta alle 17:52.

Luna
La Luna è crescente. Il 12 febbraio, alle 5:39, raggiunge l’apogeo.
Il 14 febbraio, alle 23:55 è Luna Piena.

Cielo del Mese, i Pianeti
Nei primi giorni di febbraio Mercurio è ancora osservabile la sera. Infatti, proprio a fine gennaio aveva raggiunto la massima elongazione dal Sole: è possibile individuarlo sull’orizzonte occidentale, dove cala circa un’ora e mezza dopo il tramonto. Nell’arco di pochi giorni, il pianeta si avvicina notevolmente al Sole, con cui si trova in congiunzione il giorno 15. Successivamente ricompare al mattino tra le luci dell’alba. A fine mese sorge circa un’ora prima del Sole.

I Santi
10 febbraio: santa Scolastica
11 febbraio: Beata Vergine di Lourdes
12 febbraio: san Damiano di Roma
13 febbraio: santa Fosca e santa Maura
14 febbraio: san Valentino
15 febbraio: santa Giorgia
16 febbraio: santi Elia, Geremia, Isaia, Samuele, Daniele e compagni

Feste, Ricorrenze e Curiosità
L’11 febbraio è la Giornata Mondiale del Malato
Il 12 febbraio è il Darwin Day. Celebrato specialmente in Inghilterra e negli USA ricorda il giorno della nascita del grande scienziato ed è un’occasione per ricordare a tutti, con conferenze e dibattiti, l’importanza dei valori del razionalismo e della laicità nella ricerca scientifica.
Il 14 febbraio, non c’è bisogno che ve lo ricordi la vostra Violet, è la Festa degli innamorati.

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


Se fai una passeggiata al mare, nelle spiagge di tutti i luoghi, credo, ma sicuramente nelle spiagge che io frequento da sempre, si trovano costruzioni diverse, soprattutto di tipo militare. Perché, si sa, “prima” il nemico sbarcava, e se non si presidiavano le coste, rischiavi di trovartelo in casa senza nemmeno accorgertene. Se vai alla settima fermata del Poetto, meglio conosciuta come “la Torre spagnola” ti imbatti, appunto, in una torre, una delle tante della fitta rete di costruzioni per l’avvistamento e le segnalazioni che, senza soluzione di continuità, accompagnano i più bei paesaggi della mia isola. E, si sa, quante leggende le avvolgano e quante storie si inventino, nella semplicità di chi poco ha studiato la storia o molto vuole dimenticare una delle peggiori dominazioni che abbiamo dovuto subire. Ma non vi voglio parlare della Torre spagnola, non oggi. Se percorri la spiaggia e giungi alla riva, distesa su un fianco, quasi addormentata, a contatto con la risacca del Mare che va e viene, nel suo eterno carezzare la Terra, c’è una “torretta” di avvistamento della seconda Guerra Mondiale, costruita in orrido cemento armato dai tedeschi. Bassa. Cilindrica. Nessuna apertura visibile. Solo delle piccole fessure ad altezza d’uomo. A guardarla non si capisce come i soldati potessero infilarsici, là dentro. E ancor meno, come potessero uscirne vivi, dopo un turno, per esempio, in pieno agosto. Per noi, da bambini, era il luogo dove nascondersi, dove arrampicarsi, dove sedersi in posizione precaria a scrutare il mare. Ma non tutti sanno che, all’alba e al tramonto, vi si adagi piano una piccola Sirena dai capelli ramati. Torna lì, a cercare un ragazzo che conobbe un giorno lontano, quando le bombe cadevano nel mare turchese e, in lontananza, sulla città di Cagliari. La Sirena, terrorizzata dalle esplosioni, decise di andare a vedere cosa accadeva. Dentro la torretta stava Hans, giovane, imberbe e biondo. Lei piangeva, scossa dalla paura e dal freddo. Non immaginava che “fuori” potesse essere così freddo. Il sole stava per sorgere, e quel giorno cielo e mare si confondevano, tra le prime luci dell’alba, e una foschia, lieve ma gelida, avvolgeva tutto, come in un sogno. L’atmosfera era adatta a tentare uno sbarco, nonostante la lunga spiaggia aperta, a parte il promontorio della Sella del Diavolo. Per consolarsi e farsi forza la piccola creatura marina cantava. Un canto dolce, come una nenia, come una ninnananna, che dal profondo nasce e nel profondo trova un luogo ove riposare. Il giovane soldato sapeva di non dover abbandonare la propria postazione, ma il cuore non gli permise di lasciare sola una creatura così fragile e pura. Uscì. Si avvicinò. Provò a parlarle, ma lei sembrava non capire. Allora iniziò a carezzarle la schiena per scaldarla e l’abbracciò. Lei si volse e lo guardò negli occhi. Erano turchesi, come il mare da cui il frastuono delle bombe l’aveva scacciata. Nonostante l’abbraccio del giovane e le sue carezze aveva ancora freddo, ma quegli occhi profondi e limpidi le entrarono dentro l’anima. E furono proprio i suoi occhi a calmarla e a farla riprendere. Durò poco quel magico momento. Durò un istante. Ma fu eterno. Infatti, il tentativo di sbarco al riparo del promontorio, poco distante, avvenne. I soldati alleati scivolavano veloci lungo la spiaggia e catturavano le sentinelle ai posti di vedetta. Lui, distratto dalla presenza della bella Sirena, si accorse tardi del loro arrivo. Allora le disse di scappare e, per proteggerne la fuga, sparò contro coloro che arrivavano. Lei, veloce, era già lontana, quando risposero al fuoco del ragazzo e lo freddarono sul luogo. La Sirena tornò, mentre le ombre del tramonto si allungavano tutt’intorno, e lo cercò la mattina successiva, prima dell’alba. Ma dalle fessure della torretta di avvistamento fissavano il mare due occhi neri come la pece. Tornò ancora e ancora e di nuovo. Ad un certo punto non ci fu più nessuno a scrutare il mare dalle fessure e, più tardi, la stessa torretta, vuota, si adagiò sul fianco, come a riposare. Ora il mare non era più scosso dalle bombe e lei non aveva più paura. Ma tornò. E continua a tornare. All’alba quando non c’è nessuno. Dopo il tramonto. E sta lì, dove il mare passa sulla terra e la terra si perde nel mare. Quando la notte dà spazio al giorno e il giorno scivola nella notte. Continua a tornare, come se fossero passati pochi giorni, poche settimane, o pochi mesi ed Hans fosse ancora di vedetta, con i suoi occhi color del mare. Ma si sa, per le creature che percorrono i sentieri al nostro fianco, senza essere udite, o nuotano accanto a noi, senza essere viste, il tempo non è uguale al nostro. Il tempo non è importante. Perché, in fondo, la Sirena lo sa, e lo sappiamo anche noi, che gli occhi turchesi di Hans continuano a scrutare il mare e aspettano un guizzo ramato e un canto dolce e profondo come una ninnananna. E per questo ha senso il suo tornare dove il Mare accarezza la Terra. Quando il Giorno abbraccia la Notte (Hans e la Sirena, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
La gravità non è responsabile se gli uomini cadono in amore.

domenica 9 febbraio 2014

Istantanee - by White



Il pesce uccello

Michele è piccolo, osserva il mondo con occhi spalancati ed avidi. Gli piace l’acqua, immensamente. Ma che strano: può frugarla a suo piacimento senza sporcarsi. Va e viene innumerevoli volte dalla riva, impegnato in travasi oscuri al mio intendere adulto. Avverte con chiarezza maggiore indulgenza e libertà, nella sua seconda estate, e se ne compiace senza nasconderlo. Guarda l’acqua scivolargli addosso, con qualche brivido ed incredulità. Nessuno lo distoglie dalla sua attività, come spesso accade, ma dallo sguardo mi accorgo che si chiede il perché di tanta impunità. Sa che ci sono creature viventi nell’acqua, le conosce. Tutto un mondo. Ama ripetere, con la sua voce da paperino, il nome degli animali che apprende con incredibile facilità dai suoi libri, e ti corregge sdegnato se confondi un orango con un gorilla. Conosce nomi di animali di cui ignoravo l’esistenza. Desiderato infinitamente, ha una casa che si è trasformata per lui, e dove sono temporaneamente ospitati gli adulti. I suoi giochi non lo attraggono più di tanto. Preferisce, da quando ha iniziato a gattonare, toccare la terra dei vasi e sbriciolarla fra le dita a salsiccia, con evidente voluttà. Sa che non si fa, lo sa bene. Ma non se ne può astenere. Gioca con gli involucri dei regali, eccitandosi come i gatti al rumore che si fa accartocciandoli. Buffo, caracollante e scanzonato, richiede storie e canzoncine che bisbiglia sempre un po’ in ritardo, perché si bea nell’ascoltarti, e crea una piccola e deliziosa eco musicale.
Anche questa è per te:
“C’era una volta un bambino che giocava con i sassi tondi del fiume. Ogni tanto, qualche pesciolino, faceva capolino per guardare. Uno più curioso, stanco della solita vita sott’ acqua, decise di saltare fuori e di giocare con quel bel bambino ricciolino. Il bambino, stupefatto, lo osservò finire sull’erba, e cercò di afferrarlo. Un’impresa difficilissima: il pesciolino si dibatteva. Era freddo e ruvido e sgusciava via dalle mani. Il bambino non capiva perché si agitasse tanto e non volesse giocare con lui. Poi, all’improvviso, smise di muoversi. Ci rimase malissimo. Ma dall’erba, su cui giaceva immobile, il pesciolino si trasformò in un piccolo uccello variopinto, con le piume dritte dritte, attorno alla testolina, come un superbo capo indiano. E spiccò il volo. Il bimbo, consolato, sorrise per il risveglio della vita, bello come una magia”.
Quanto vorrei vederti crescere nella convinzione che la morte è solo un cambiamento di stato e non una fine. 


venerdì 7 febbraio 2014

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


La domenica delle vittorie importanti

Settimana ricca e densa di eventi per le Giggi’s Angels, si vince su tutti i fronti meritatamente e arrivano anche importanti novità di mercato. E’ infatti di pochissime ore fa l’annuncio della cessione del Cagliari Calcio alla fondazione Qatar-Foundation. Gli amici del blog CagliariCalcio1920 segnalano che la proprietà è stata divisa al 98% per gli emiri e per il 2% alla famiglia Cellino. Si, alla famiglia, perché a quanto pare Massimone vuole dedicarsi alla sua nuova avventura con il Leeds, dove da neopresidente ha già imposto la tradizione di esonerare l’allenatore. E vabbé… In attesa di vedere le brillanti operazioni che la nuova gestione porterà (qualcuno spera già Messi, Ronaldo e Neymar nell’isola) torniamo al campionato, che sta diventando molto bello specialmente per il Napoli che ne prende 3 dall’Atalanta. Oh…
Il Cagliari invece vince e a raccontarci la vittoria meritata oggi c’è un’ospite d’eccezione!!!
Pronto? Ho paura che l’ospite d’onore dovrei essere io… ma, come si sa, Red e Violet sono in super collegamento e, mai e poi mai, hanno intenzione di ciarlare della proprietà della compagine rossoblu, perché, in realtà il proprietario il Cagliari nostro ce l’ha ma non è nessun tizio proveniente da paesi dal nome simile alle peggiori secrezioni che si conoscano, né la Cellino’s family. L’unico proprietario che riconosciamo è l’affetto dei tifosi e la Città, o meglio la Sardegna tutta.
Pronto? Qui a Cinzano (To) siamo fuori dal mondo, le notizie non arrivano… ci sono interferenze… non conosco la parola “proprietà”.
In casa Red&Violet la partita inizia molto presto, prestissimo. Lunedì 3 è il compleanno della nostra Red e capita che sia un compleanno colorato di rosso e di blu e condito di calcio, anzi di sport in genere. Capita anche che in settimana arrivino dei panchetti panna con striscia rossoblu, a lavare l’onta di una mitica e famigerata 500 Fiat della mamma che dall’anno dello scudetto e per diverso tempo sfoggiò con onore ed orgoglio tale striscia. Se non che un giorno l’augusto genitore di sesso opposto, con la scusa di una piccola ammaccatura, la portò a riverniciarla e la striscia sparì. La mamma di Red e Violet è una santa donna e il matrimonio dura da più di 42 anni, ma noi figlie mugugniamo ancora. Red non sa, ma Violet sì perché ha preso parte all’impresa, che nell’armadio è pronta la maglia ufficiale del Cagliari. Anche questo fa parte del prepartita: come fa una con uno pseudonimo viola se fossimo sconfitti dai viola? Si sente un tantino responsabile, almeno. Quindi muta, che più muta non si può, alla ricerca di Giggi che non si trova, e con le dita supermegaincrociatissime! E speriamo bene. Del prepartita del Cagliari fanno parte anche i lavori a maglia per le Redbomboniere (tocca ferro per forza, forse ce la facciamo) e soprattutto la partita di rugby Galles-Italia che quegli uomini così uomini ci fanno deporre per ottanta minuti pure l’ansia! Le mete dell’Italia non bastano (soprattutto a causa della prima azione avversaria straregalata), ma è un ottimo inizio del Sei Nazioni, perché i nostri eroi non hanno paura di niente e lo dimostrano. Forza ragazzi!!! Le donne ci vendicano e Galles-Italia del torneo femminile di rugby è azzurro!!! Sono le 18 e s’inizia. Silenzio teso, radiolina di Red portafortuna, e via. Il Cagliari gioca e convince, il rigore ci sta tutto a detta di tutti, la Fiorentina non sembra lei, ma è lei. Gli ultimi venti minuti sono i più difficili, perché dal punto di vista scaramantico non si mette benissimo, ma visto che portiamo a casa i tre punti tondi tondi, lasciamo stare e passiamo oltre.
Da segnalare che in contemporanea al Cagliari gioca un’altra rossoblu, il Bologna, non altrettanto brava né fortunata e l’Udinese vince 2-0
Il Milan pareggia in casa con il Torino, e anche il Catania con il Livorno, ma loro fanno la partita e viene fuori un bel 3-3. La Lazio vince 2-0 a Verona contro il Chievo mentre l’altra veronese batte, sempre fuori casa, il Sassuolo 2-1. Il derby di Genova si conclude di misura a favore della Sampdoria.
La partita di Roma, invece, viene sospesa e poi rinviata a causa della bomba d’acqua che ha messo inginocchio tutta la zona Nord della Capitale.
Il posticipo della giornata prevede un grande classico, come il Big Mac di MacDonald’s: Juventus-Inter. La partita anche stavolta inizia con largo, larghissimo anticipo per la nostra Pink. Inizia più o meno intorno alla terza decade di dicembre 2013, ancora durante il girone di andata, quando Pink cambia casa e va a stare in una dove manca la tv ma c'è la possibilità di vedere le partite. Certo, ci si arrangia con lo streaming, si può andare in pizzeria, ma alla fine anche basta. Vista la splendida concomitanza tra Derby d'Italia e l'inizio della 10^ stagione di Grey's Anatomy su FoxLife, la riparazione della tv non può essere procrastinata oltre.  Così accade, si porta la tv dal tecnico e ci si prepara alla Partita delle partite, tanto più quando la guardi con un interista convinto che Recoba giochi ancora. Certo, certo... Dopo aver allestito un sontuoso banchetto a base di kebab e litri di birra Ichnusa, si parte col match. Pink non riesce a mangiare, ha la tachicardia e sbuffa come la stufa a pellet. E' sempre così: troppa ansia, già a partire dai pronostici. Però la partita non ci mette molto in effetti a decollare e già dopo un quarto d'ora (vissuto con un angoscia terribile da Pink) la Juventus sblocca il risultato. Un assist geniale di Pirlo e un colpo di testa di Litchsteiner che sembrano dipinti. Certo, la difesa dell'Inter mostra degli evidenti segni di distrazione e in generale tutta l'impostazione della partita. Sempre tenendo a mente lo studio antropologico degli stati su facebook, si leggono cose tipo “Povera la mia Inter” e Pink si chiede se l'Inter in campo ci sia perché al momento è come la temperatura de L'Aquila al Meteo di Rai Uno: Non Pervenuta. Poi un contropiede, praticamente perfetto dell'Inter, parte verso la porta di Storari e la palla arriva a Palacio e... Altissimo sulla traversa! Pink cade dal divano ridendo, l'interista affianco a lei smadonna violentemente rimpiangendo ancora Recoba. Se questo è l'andazzo... Il primo tempo va così, con Pink che spera nel raddoppio per chiudere la pratica. Ma deve aspettare l'inizio del secondo tempo per vedere la Juve prima fare il secondo con Chiellini e poi il terzo con Vidal. In testa le parte “Bohemian like you” dei Dandy Warhols, ma sbaglia perché l'avversario non è morto (non del tutto, perlomeno) e prima segna con un'azione estremamente rocambolesca, poi inizia a premere ringalluzzita dal gol. Insomma, l'ansia è destinata a non finire. Termina solo quando Pink si rende conto che non c'è più tempo materiale perché possano essere segnati due gol. Quando accade ciò? A 30 secondi dalla fine. Meglio di niente comunque. E insomma... 11 vittorie consecutive in casa sono un buon risultato, ma non lodiamoci troppo. Vincere è molto bello, con l'Inter di più, ma non montiamoci la testa. Sotto con la prossima!!!
Derby anche per il nostro Tonara, ma di Barbagia che Sardigna non est Italia. I diavoletti sardi si impongono per 1–0, con rete di Ale Tocco, sull’Aritzo e portano a casa una vittoria importantissima. La Barbagia è rossonera, ma di un rossonero bello che ci piace!!! Dai ragazzi!!!
Eh il derby! Anche questo doveva far parte dei festeggiamenti per il red-genetliaco, ma troppe influenze incrociate hanno tenuto Red e Violet lontane da Su Nuratze. In contatto con una tonarese doc abbiamo vissuto l’ansia del prepartita e poi in diretta la vittoria sotto qualche fiocco di neve (avremmo festeggiato anche quella). Nonostante la nostra assenza, abbiamo potuto vivere il clima della curva grazie ai docufilm gentilmente inviati in dono a Red, il giorno dopo, per il suo compleanno. Che emozione! Grazie a tutti, l’appuntamento è solo rimandato…
E anche per questa settimana è tutto!
Alla prossima dalle vostre Giggi’s Angels!!!

Così parlò nonna Nenna: “È la tribuna alberata!!!”.


mercoledì 5 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sole inquieto, due nuove "macchie" (L'Unione Sarda p. 14)

La canzone del giorno è:
Hey you - Pink Floyd

La frase del giorno è:
Non toccare quel mandarino!!!

martedì 4 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
La ricerca. Il 2 per cento di Neanderthal è ancora in noi (L'Unione Sarda p. 28)

La canzone del giorno è:
La lega - Giovanna Daffini

La frase del giorno è:
In questo Paese non ci sono abbastanza neuropsichiatri!

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:30 e tramonta alle 17:43.

Luna
La Luna è crescente.

Cielo del Mese, i Pianeti

I Santi
3 febbraio: san Biagio
4 febbraio: santa Ammonisia
5 febbraio: sant’Agata
6 febbraio: san Paolo Miki e compagni
7 febbraio: santa Giuliana
8 febbraio: san Girolamo Emiliani
9 febbraio: santa Apollonia

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
3 febbraio, festa grande in casa Stronza e soprattutto in casa Violetta per il genetliaco reale della vera Regina Rossa: Red! Auguri!!!

Il Lama Racconta
Si dice che i boschi di Sardigna durante il giorno brillino di sole e sorrisi. E, quando scende il buio, tintinnino di brevi risate. Tanto tempo fa, nella notte dei tempi, al limitar della foresta, quando la luna faceva capolino e i suoi raggi si nascondevano tra le foglie, non era difficile incontrare le fate. Erano piccole, veloci, bellissime e splendenti. Luna riservava per loro i raggi più luminosi, ma le Janas emanavano una luce chiarissima, capace di rischiarare le radure, i sentieri che conducevano al villaggio, l’intrico del sottobosco, dove gli alberi si facevano più fitti. Correvano le nostre fatine, ballavano, ridevano e giocavano. Tanti le avevano incontrate, rincasando quando la notte oramai avanzava o se uscivano di casa, per recarsi agli ovili, prima che Aurora iniziasse a tingere il cielo dei suoi tenui colori. Non erano mai sole, spesso due o tre, raramente in gruppi più grandi. A volte arrivavano fino al villaggio, portate sulle ali del vento, che in quella terra antica non smette mai di soffiare. Quando accadeva, giravano leste per la via alla ricerca di una casa che sembrasse accogliente, di una luce accesa ad attendere qualcuno, di un fuoco ancora vivo sotto la cenere in fondo al camino, di un uscio o una finestra rimaste socchiuse. Curiose entravano in quella casa. Chiamavano piano tre volte le donne che trovavano assopite e le invitavano ad andare con loro. Giunte alle piccole domus, offrivano in dono una stoffa preziosa, fatta da mani di fata, o una moneta d’oro. Se, invece, addormentati c’erano dei bambini, li svegliavano e li portavano a giocare nel bosco. Fu così che una bimba, una notte, le seguì. E vide il bosco come non l’aveva mai visto. Volò sulle ali del vento, rise tutto il tempo. Scoprì nuovi sentieri, mille pertugi, cento nascondigli segreti. Fu salutata dall’argenteo guizzare dei pesci del laghetto e udì storie mai udite. Ma, soprattutto, poté fare una domanda alle fate, ché loro avrebbero risposto tutta la verità a quel cuore innocente. “Perché nessuno ha mai visto una Jana da sola?”, chiese allora la piccola. “Perché siamo sorelle e ci amiamo”, risposero all’unisono le due. E brillavano come mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Fu lunga quella notte. Sembrò molti giorni e molte notti, perché la bimba vedeva che Luna si riempiva e poi svuotava di nuovo. Alla fine si rigirò. Era a casa, nel suo letto. Con negli occhi e nel cuore una splendida luce, e sulla bocca e nelle orecchie una breve risata. Si dice che la notte, nei boschi di Sardigna, lo scintillio tra le foglie lo creino i raggi della luna che giocano a nascondino con le Janas. Io credo sia vero. Bambina giocavo con loro (Siamo sorelle, liberamente tratto dalle leggende sarde sulle Janas, Violet per la Rassegna Stronza, 10 febbraio 2013).


Così Parlò zio Gecob
Io mi cibo solo di ciò che mi brucia dentro e mi infiamma, poiché mi si confà il fatto di vivere di ciò di cui gli altri muoiono.

Così aggiunse Violet
Ho riflettuto molto sul come affrontare, qui e con voi, i temi che riguardano le donne e gli attacchi che subiscono nel mondo di oggi. Mi riferisco in generale alla condizione della donna, alla necessità che le donne siano rispettate come esseri umani e nella loro specificità femminile. Mi riferisco alle notizie shockanti che giungono sempre più frequentemente da paesi come l’India. Mi riferisco alle violenze quotidiane sulle donne, in ambito familiare, ma anche in ambito sociale, perché quando la microcriminlità tende a crescere a causa per esempio della crisi, coloro che ne fanno le spese per prime e in maggior misura sono proprio le persone più indifese, come le donne anziane. Mi riferisco anche a ciò che sta succedendo nel dibattito politico italiano in questi giorni, delle violente parole che ha dovuto subire la Presidente della Camera Laura Boldrini, della violenza ancora verbale a danno di alcune deputate del Pd e della violenza fisica subita dalla onorevole Lupo del M5s. C’è poi una violenza sottile che, sempre in questi giorni, tocca tutte noi che dentro o fuori dalla “rete” proviamo a fare opinione, a dire la nostra, a commentare civilmente i fatti e gli avvenimenti che, come tutti, ci passano sotto gli occhi. È grave che veniamo attaccate sempre e comunque e che, se non si riesce a farci tacere in altro modo, a questo si arrivi, ad attaccarci in maniera squallida e sessista, a darci della “poco di buono”, della pronta a vendersi a qualcuno o a qualcosa. In tutto ciò, come sempre, ci si trova spaccate come donne, tra coloro che difendono gli uomini “poverini, era una battuta, siamo eccessivamente permalose” e coloro che esprimono solidarietà. Ecco io esprimo solidarietà! Per me ogni donna è una sorella. Può essere attaccata, criticata? Certo! Ma nel merito, come tutti. Non come invece avviene (e, credetemi, è solo l’anticamera della violenza vera e propria) per il proprio essere donna e a partire da quello. Ecco perché vi ripropongo la storia “Siamo sorelle”: è un modo forse semplice, forse infantile, di affrontare l’argomento. Ma tutti e tutte, in fondo, abbiamo bisogno di una carezza bambina che curi le nostre ferite.


domenica 2 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il responso della marmotta Phil: inverno lungo, altre sei settimane (L'Unione Sarda on line)

La canzone del giorno è:
Blue - Joni Mitchell

La frase del giorno è:
Devo andare in via La Playa, no la Pola... Pola!

sabato 1 febbraio 2014

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ghilarza. Se l'auto esce fuori strada finisce sempre nel suo orto (L'Unione Sarda p. 58)

La canzone del giorno è:
Tender - Bleur

La frase del giorno è:
Facciamo Panoramix, una sopra e una sotto: io faccio la barba e tu i capelli!