lunedì 31 ottobre 2011

Caro Grande Cocomero...




Anche Pink e Red si chiedono se sono state abbastanza buone per far arrivare nel loro orticello Il Grande Cocomero...

Sipario!


La cena per "is Animas" - by Pink

In Sardegna esiste la tradizione di lasciare, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, la cena “po is Animas” che vengono a visitare parenti e amici. Si lascia perché così le anime, passando di casa in casa, possano trovare da mangiare e non tormentino gli abitanti della casa. Se entrate in una qualsiasi casa della Sardegna trovate una tavola imbandita di dolci tipici, pane e vino, ma mai spaghetti (sennò arriva Maria Puntaoru!!!) e oggetti appuntiti con cui is Animas potrebbero far del male agli abitanti della casa.

Così accadde una notte di tanti e tanti anni fa a casa di Maria Antonia. Maria Antonia era una donna forte, caratterialmente e fisicamente, temprata dalla vita e dalla guerra, che non si faceva certo spaventare dalle sciocche superstizioni. Eppure la cena per is Animas la lasciava sempre. Chissà che prima o poi il marito, morto tanti e tanti anni fa, non sarebbe passato a visitarla. Si era risposata, a dire il vero, ma non era molto sicura che Pippo fosse d'accordo.

Fece così anche quella sera. Imbandì la tavola, mise il pane e il vino, i dolci buoni come is pabassinas, le “ossa di morto” e il gattò, quindi si mise a dormire da sola. Il marito e il figlio, che lavoravano in un ristorante, sarebbero tornati soltanto molte ore dopo.

Il mattino seguente Maria Antonia si svegliò tranquillamente come sempre, pronta per sparecchiare la cena de “is Animas” come ogni anno. Chi ci crede infatti che le anime vengano veramente, a mangiare poi?! Ma assolutamente no! Si mette per consuetudine, per tradizione, ma il giorno dopo si toglie e via! Ma quello che vide Maria Antonia in cucina non era quello che lei si sarebbe aspettata di vedere. Il tavolo non era vuoto, ma c'erano i segni di un inconfondibile pasto. Dei dolci erano rimaste solo le briciole, i bicchieri avevano il fondo del vino e il pane era sparito. Le Anime!! Erano passate le Anime, ma veramente però! Maria Antonia fu presa dal panico: e se is Animas erano ancora lì perché non avevano gradito la cena? Se non fosse bastata?

“Eeeeeeefiiiisioooooooooooo! Efisiooooo, scirarindi!!! Is Animas! Funti passaras in Animas! Toooreeee, calandi 'e su lettu! Esti passau babbu! Toreeee, ma ti ses movendi?”

“Oh Maria, ma 'ta é?” rispose Efisio, il marito, ancora impastato di sonno

“Efisio, ariser'e notti appu postu sa xena po' is Animas, e immoi no c'esti prus nudda! Si funti pappau tottu! E chi funti ancora in dommu? E chi fanti mali a is pippius?” (pippius che erano Tore e un'altra figlia, la cui età superava per entrambi i 20 anni NdR)

“Oh Maria, ma 'ta pugnorara mi 'ndi frigara chi funti in dommu?”

“Certu, scumpudiu malarittu! Sesi sempri su proppiu, bah...”

Nal frattempo si era alzato anche Tore, il figlio e ascoltata la conversazione dei genitori pensò di placarli proponendo una preghiera alle Anime affinché se ne andassero e restassero in pace con tutti gli abitanti della casa. Maria Antonia si tranquillizzò e di tanto in tanto buttava un occhio al cielo con pura deferenza.

Efisio, dopo che la moglie fu uscita dalla stanza, si avvicinò a Tore: “Oh Tore, ascò a zietto poco poco... Mì di non dirglielo a tua mamma che la cena de is Animas ce la siamo mangiata noi ieri notte! Diacci mi 'nci fairi curri!”



Fatti raccontati in questa storia sono realmente accaduti. Questa è una delle leggende familiari che vengono raccontate ogni anno a casa di Pink!



Traduzione per i non sardofoni:

“Efisio! Efisio! Orsù, levati dal sonno al più presto! Stanotte passaron le anime pie dei defunti! Tore, deh, scendi dal tuo giaciglio! Tuo padre giunse dal mondo dell'oltretomba! Orsù Tore, devi sbrigarti!”

“Maria, per quale motivo mi svegliasti sì veentemente?”

“Efisio, ahimé, iersera disposi la cena per le pie anime dei defunti, me m'accorsi svegliandomi che sul desco non v'era più cibo alcuno! Esse si cibaron di ogni cosa. E se vagassero ancora per casa? E se disgraziatamente nuocessero ai piccoli?”

“Maria orsù, il fatto che esse soggiornino ancora presso la nostra magione mi lascia nella più marmorea indifferenza”

“Oh poffarbacco! Sei proprio una tal guisa di fellone!”
[...]
"Tore, rivolgi la tua attenzione alle mie parole. Non suggerire vilmente a tua madre che noi iersera ci nutrimmo coi cibi preparati per la visita delle Anime. Essa mi farebbe correre non poco!"

La bimba del bosco di lecci By Red



Era una bimba, una donna, o forse uno spirito? Neanche lei lo sapeva, era stata sempre sola con il suo cerbiatto e non sapeva chi fosse, quanti anni avesse, che differenza ci fosse tra uno spirito e un corpo, tra un uomo e un fantasma. Conosceva solo il bosco, fitto di lecci, che a lei, piccolissima, apparivano alberi scuri e immensi. Aveva una nuvola arruffata di capelli rossi, pelle bianchissima e due occhioni scuri, dolci e impauriti, ma brillanti e vivaci. Viveva di notte, riparandosi dalla pioggia in piccoli anfratti, parlando alle stelle e ai fiori, volando sulle ali delle civette per farsi cantare melodie lievi dalla luna, giocava a rincorrere i ghiri e i topi quercini, e non si separava mai dal suo unico amico, un cerbiatto che, come lei, non sapeva crescere ed invecchiare. All’alba i due amici cercavano un morbido letto di muschio e vi si adagiavano per dormire. Lei coccolava accarezzando la morbida e calda pelliccia del cucciolo, che ricambiava le attenzioni con un sonno leggero, pronto a difendere la compagna di avventure da qualunque pericolo: quando sentiva passi d’uomo, con un incantesimo le faceva gelare la pelle e irrigidire i muscoli: chi l’avesse trovata l’avrebbe scambiata per certo con una bambola, dimenticata nel bosco accanto al piccolo pupazzo di un cerbiatto. Forse la scena sarebbe apparsa un po’ strana, una bambola con gli occhi chiusi abbracciata ad un pupazzetto che vegliava su lei, ma da quelle parti solo i cacciatori andavano nel bosco: a loro interessavano i cervi grandi, grossi e in carne ed ossa, non i cerbiatti di pezza, avrebbero forse rapito una bellissima fanciulla dai capelli rossi, ma non una bambola!
Fu una notte d’autunno a farci incontrare, la notte in cui gli spiriti dal bosco vennero a cercarmi. Quella stessa notte, ogni anno, sentivo come un richiamo verso la collina che dominava il paese. Le nonne raccomandavano di lasciare sul tavolo una cena pronta, perché la notte di “Ogni Santi” era la notte delle anime e degli spiriti, ma io ero stanca e mi addormentai sul divano, lasciando la spesa ancora nelle buste sul tavolo e la porta aperta. Così all'improvviso sentii le loro voci, e non riuscii a resistere, dovetti andare nel bosco. Uscii scalza, i capelli rossi arruffati, una sottoveste bianca, una vestaglia rossa. Percorsi le strade che di giorno mi facevano inciampare quasi danzando, saltando le pietre, sentendo il frusciare delle foglie e il gorgoglio del torrente che mi chiamavano ad addentrarmi nel folto del bosco, temibile anche alla luce del sole. Gli spiriti mi trascinavano in un mondo bellissimo, che vedevo con l’anima e non con gli occhi, ma quando gli alberi lasciarono il posto ad una radura la luna illuminò un piccolo cerbiatto che mi guardava con due occhi dolcissimi. Non resistetti al desiderio di accarezzarlo, e gli corsi incontro. Dietro di lui si nascondeva una bimba spaventata, vedevo solo una nuvola rossa. “Non avere paura” dissi. Lei si voltò, i nostri sguardi incrociandosi si riconobbero e si amarono. Vide in me la donna che sarebbe stata se fosse mai riuscita a crescere, vidi in lei la bimba che ero e che mi ero dimenticata di essere. Gli spiriti corsero in paese per onorare la loro notte di giochi, ma noi dimenticammo tutto il resto. Così ricordai come si fa a volare con le civette e rincorrere i ghiri, e come si fa a giocare tutta la notte con cerbiatti veri che al mattino sembrano pupazzi. Lei imparò come si canta e si culla una bimba, ascoltò racconti mai sentiti, imparò i nomi dei suoi amici notturni. Non ci accorgemmo che stava arrivando l’alba e che gli spiriti stavano tornando nel bosco: se mi avessero trovata con loro non sarei mai potuta tornare nel mondo dei vivi, il cerbiatto lo sapeva. Sentendo le loro voci mi spinse col muso ad adagiarmi sul muschio, si sdraiò accanto a me, mi sentii fredda e rigida ma addormentandomi il calore della sua pelliccia mi confortava. Dicono che sembravo una bambola quando mi trovarono, e che un cerbiatto mi stava vicino, ma sentendo arrivare gli uomini scappò via. Io so che mi svegliai con i suoi occhi che mi guardavano dolcemente e la sensazione di un bacio sulla fronte. 

Sono passati molti anni, e io sono andata via dal paese ai piedi del bosco di lecci. Ma stanotte ho preparato la cena e l’ho lasciata sul tavolo. Nel cuore della notte, svegliandomi, ho visto due occhioni: “ti ho sognato” ho bisbigliato. Ho sentito un bacio sulla fronte e a guardarmi dal ciglio del letto c'erano un cerbiatto, una civetta, una nuvola di capelli rossi e occhi luccicanti da bambina. 
Abbiamo volato alto stanotte, non abbiamo sognato. Siamo volati sul bosco e verso la luna, nella notte dove gli spiriti e gli uomini, quando si riconoscono, possono giocare ed essere felici.


Breaking news

La notizia del giorno è:
Villacidro - Ladri all'assalto di un camion di melanzane (L'Unione sarda, p. 20)

La notizia splatter per Halloween è:
Pula - Mucca morta spinta sulla riva dallo scirocco (L'Unione sarda, p. 19)

Segnaliamo anche:
Justin Timberlake: "Ah, Pippa..." (L'Unione sarda, p. 28). Red e Pink sono liete di ritrovare, sulle pagine del loro giornale preferito, notizie della Pippa, e sono liete di constatare che non sono solo i Cercatori di felicità a sospirare su di lei!

La canzone del giorno è:
Questo è Halloween - Nightmare before Christmas OST

La frase del giorno è:
Noi siamo altruisti, ma dobbiamo essere più altruisti con noi stessi.

Oggi è il compleanno di Bud Spencer e Red, Pink, Violet e Black gli dedicano:
Dune Buggy - Altrimenti ci arrabbiamo OST

Menù speciale Halloween by Pink

...e ora tocca a me!
A dire la verità non è che ci sia moltissimo da aggiungere a questi piatti golosissimi che hanno segnalat le mie esimie colleghe quest'oggi. Per cui prima che la zucca vi esca dagli occhi, che in tema di Halloween ci starebbe anche piuttosto bene, vi segnalo una ricettina per la marmellata di zucca che potrete usare in diverse occasioni, sia per i dolci sia come accompagnamento per formaggi e salumi stagionati e piccanti, mentre come seconda ricetta vi segnalo un appetizer con un ingrediente particolare, cioè i fichi.

Marmellata di zucca
Ingredienti
Liquore Amaretto, 1 bicchiere
Cannella, 1/2 cucchaino
Succo e buccia di 1 limone
Noce moscata, 1 pizzico
Polpa di zucca, 1 kg
Zucchero, 350 gr

Togliete la scorza e i semi alla zucca, e tagliate la polpa a pezzetti, poi mettetela in una pentola d’acciaio e aggiungete lo zucchero: lasciatela macerare coperta con un coperchio per tutta la notte in un luogo fresco (almeno 12 ore). Trascorso il tempo di macerazione, mettete la pentola sul fuoco e aggiungete il succo e la scorza grattugiata del limone, la noce moscata e la cannella: fate cuocere a fuoco dolce per circa un’ora, poi  passate gli ingredienti al setaccio, aggiungete il liquore (o gli amaretti polverizzati) e mescolate bene. Invasate immediatamente, chiudete con i coperchi e capovolgeteli: fate raffreddare i vasetti, poi metteteli in una pentola contenente acqua fredda che li ricopra completamente.  Portate ad ebollizione e fateli bollire per 20-25 minuti, poi spegnete e fate raffreddare il tutto. Asciugate i vasetti di marmellata e poneteli in un luogo fresco, buio e asciutto

Fagottini di fichi
Ingredienti per 2 persone
4 fichi neri
8 fette di prosciutto San Daniele
80 g di feta
200 g di fagioli cannellini già cotti
300 ml brodo vegetale
Rosmarino
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Pepe

Mettete a scaldare in una padella con dell’olio i fagioli, aggiungendo eventualmente del brodo. Sbucciate i fichi e schiacciatene la polpa. Prendete due fette di prosciutto e sovrapponetele; al centro posizionate la polpa di fichi, aggiungete un pezzetto di feta e richiudete le fette di prosciutto, ottenendo un fagottino. In un’altra padella mettete a rosolare con un filo d’olio i fagottini di fichi e prosciutto, fino a farli diventare croccanti. Nel frattempo frullate i fagioli creando una purea. Impiattate i fagottini sulla purea di cannellini e decorate con il rosmarino e una spruzzata di pepe.

Non mi resta che augurarvi buon appetito!!! E mì di non lasciare nulla nel piatto!!!
La vostra Pink!

Speciale menù Halloween by Violet

I Primi

Eccomi qua con le proposte per i primi piatti.
Per iniziare vi suggerisco i “Tortelli di zucca alla Mantovana”. Una ricetta della tradizione, dal gusto delicato e particolare, a suo modo raffinata.

   Ecco gli ingredienti per una cenetta a due: 100g di farina “00” (anche se a me la pasta piace più consistente e quindi uso 50g di semola e 50g di farina); due uova; una fetta di zucca mantovana; una confezione di amaretti secchi, 2 cucchiai di mostarda mantovana di mele campanine; 1 cucchiaio di formaggio grana grattugiato e dell’altro a scaglie per guarnire; una noce di burro; salvia; noce moscata; sale.

   Ed ecco come fare. Dividete la zucca dalla buccia, tagliatela in piccoli pezzi e fatela cuocere al forno a 180° per 40 minuti. Una volta cotta e intiepidita, frullate la zucca con qualche amaretto (3, 4 o anche più a seconda della dimensione. La consistenza dell’impasto deve essere morbida ma non liquida), la mostarda, un cucchiaio di grana e un pizzico di noce moscata.
Intanto avrete impastato la farina, le uova e un pizzico di sale. Avrete lavorato fino a rendere la pasta elastica e sarete pronte a tirare la sfoglia a regola d’atre! Con sfoglia e ripieno formate i tortelli. Vi consiglio che siano grandi (non sono mica tortellini!). Ora potete farli cuocere in acqua bollente salata. Teneteli un po’ al dente, mi raccomando.
In una padella avrete fatto sciogliere il burro, fino a renderlo spumeggiante, con qualche foglia di salvia. Appena scolati trasferite i tortelli nella padella con il burro e la salvia, fateli saltare finché si compenetrino con il condimento. Mettete nei piatti e servite caldi caldi con scagliette di formaggio grana a piacere.

   A questo punto siete a tavola, con il vostro bello e li gustate accompagnati da… beh, oltre i vostri sorrisi, le paroline sussurrate, gli sguardi… un buon calice di vino bianco. Se volete stare alla tradizione lombarda potete abbinare un Valcalepio Bianco Doc della provincia Bergamasca. Io, invece, ci abbino un vino sardo, perché li amo e li conosco meglio. Vi consiglio una bottiglia di Incantu, un Vermentino di Sardegna Doc della cantina Gostolai di Oliena.
Buon appetito e buona cena di Holloween!


Se invece non sapete rinunciare alla tradizione sarda vi consiglio “Sa fregula” con i funghi.

   Ecco gli ingredienti per 4 persone: 300g di fregola grossa; 500g di funghi misti (se avete i porcini fate “centro”!); un pomodoro secco; 3 spicchi d’aglio (a me piace abbondare); sale; olio extravergine d’oliva; un bicchiere abbondante di vino bianco; prezzemolo; brodo vegetale.

    Ed ecco come fare. Sa fregula e i funghi hanno tempi di cottura assai diversi, quindi ci vogliono 2 padelle antiaderenti o, meglio, in ceramica all’interno, e capienti. La più grande riservatela alla fregola, mettete un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio tagliato in due. Quando l’olio è caldo versate la fregola, fatela dorare, aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco che farete evaporare a fuoco vivace. Mettete 2 mestoli di brodo vegetale, abbassate leggermente la fiamma, salate, coprite e fate cuocere per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo dell’altro brodo ogniqualvolta si asciugasse. Nell’altra padella mettete l’olio, il restante aglio schiacciato, il pomodoro secco sminuzzato, i funghi tagliati a pezzetti. Salate, fate rosolare e aggiungete il bicchiere di vino bianco. Evaporato questo, trasferite tutto il contenuto nella padella con la fregola, aggiungete un mestolo di brodo vegetale e ultimate la cottura (ancora per circa 5 minuti). Appena spento cospargete con il prezzemolo sminuzzato e servite.

    Per quanto riguarda il vino a me con i funghi piace un “novello”, Primi frutti della Cantina Josto Puddu di San Vero Milis. Ma quelli di quest’anno potremo stapparli solo la settimana prossima. Quindi, per stasera potete abbinare una bottiglia di Antigua, Monica di Sardegna Doc della Cantina di Santadi.


Menù Speciale Halloween by Black

Molto molto molto bene!
Abbiamo i dolci di Red, i primi piatti di Violet, mentre il mio compito è suggerirvi due secondi piatti. Il primo sarà a base di zucca, ingrediente che oggi ci sta facendo da leit-motiv gastronomico, il secondo invece ha un tipico ingrediente autunnale ovvero i funghi. Partiamo subito!

Braciole di maiale con crema di zucca e taleggio
Ingredienti
Crema di zucca, 1/2 dose
Aromi misti per arrosto, 1 cucchiaino
Braciole di maiale, 4
Olio d'oliva, 3-4 cucciai
Prezzemolo, 1 ciuffo
Taleggio, 200 gr
Salsa di soia, 2 cucchiai scarsi
Sale q.b.
Dopo aver preparato la crema di zucca (vedi ricetta qui), prendete le braciole di maiale e battetele con il pesta carne fino a quando non risulteranno dello spessore di 1 cm, poi ponete in una pentola antiaderente l’olio e adagiatevi le braciole, cospargendole con gli aromi per arrosti; lasciatele dorare su entrambi i lati e poi toglietele dalla pentola e conservatele al caldo. Aggiungete nella stessa pentola la crema di zucca precedentemente preparata, unitevi la salsa di soia, e mischiate bene: aggiungete le braciole, fatele insaporire per un minuto con la salsa di zucca e poi ponete sopra ognuna di essa una bella fetta di taleggio; coprite la pentola con un coperchio e lasciatela così il tempo necessario affinchè il taleggio si sciolga (1-2 minuti), poi cospargete il tutto di prezzemolo finemente tritato e servite immediatamente accompagnando le braciole con abbondante salsa di cottura.


Pollo alla crema 
Ingredienti:
Aglio, 1 spicchio
Brodo di pollo, 500 ml
Burro, 70 gr
Cipolla, 1 grande
Farina, 20 gr
Funghi champignon piccoli, 400 gr
Olio d'oliva, 2 cucchiai
Panna fresca, 250 ml
Petto di pollo, 600 gr
Vino bianco secco, 1 bicchiere
Senape, 2 cucchiaini
Timo, qualche rametto
Sale e pepe, q.b.

Per prima cosa tagliate il pollo a cubetti, dopodichè sbucciate e tritate la cipolla e l’aglio, quindi metteteli in un tegame assieme a 30 gr di burro e 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e lasciate appassire lentamente a fuoco basso per almeno 10-15 minuti. Unite quindi il pollo al soffritto; fatelo rosolare per 10 minuti su tutti i suoi lati, poi aggiustate di sale e pepe. Pulite i funghi, tagliateli a metà, aggiungeteli al pollo e fateli cuocere per 5 minuti girando ogni tanto. Subito dopo unite il vino bianco e lasciate cuocere il tutto a fuoco dolce. Intanto, mettete 40 gr di burro in un tegame e quando sarà sciolto unite 20 gr di farina; mescolate fino a quando il composto sarà color beige, aggiungete 500 ml di brodo di pollo e fate addensare a fuoco dolce. Unite al composto ottenuto il pollo con i funghi, amalgamate per bene gli ingredienti, poi unite la senape, la panna fresca e quindi cuocete per qualche altro minuto, fino a che la salsa non sarà densa. Spegnete il fuoco, aggiungete qualche fogliolina di timo fresco e servite il pollo alla crema ben caldo.

Buon appetito da Black!

Speciale Halloween - il menù della festa By Red

Prima di passare al sodo faccio una piccola premessa: alla Rassegna Stronza piacciono le feste. E Halloween è una festa. Quindi abbiamo pensato di accompagnarvi per tutta la giornata con fantasmagoriche sorprese, che vi forniranno due menù autunnali completi, due storie a tema da raccontare a grandi e piccini e tanto altro.
Iniziamo dalla fine di una cena...

I DOLCI!


Per le vostre libagioni nella notte delle streghe, delle anime e dei relativisti, Red ha pensato a voi con due ricette dolci. La prima è in puro stile Halloween, con un dolce della tradizione anglosassone e con l’ingrediente più “stregato” che ci sia: la zucca! (Devo confessare che per trovare la ricetta mi sono rivolta al mio sito preferito, giallozafferano!) 
La seconda è un dolce da autunno in Sardegna, più adatto a una notte de “is animas”, che da queste parti circoleranno nella notte tra l’uno e il due di Novembre, ventiquattro ore dopo i loro colleghi più internazionali. Questa è un tributo alla mia amata terra, con dedica speciale al Sulcis, e alla mia amata melapirongia (mela cotogna) il frutto più aspro che ci sia, e non c'è giallozafferano che tenga, è tutta saggezza popolare!


Cheesecake di zucca

Ingeredienti:
parte cremosa
Fondo
cioccolato fondente

Per la parte cremosa: 1 cucchiaino di cannella, il succo di 3 limoni, 200 ml di panna fresca, 500 g di Philadelphia, un grosso pizzico di sale, 2 uova intere e due tuorli, ½ cucchiaino di zenzero, 250 g di zucca, 200 g di zucchero.
Lavate, sbucciate, tagliate a pezzetti la zucca e fatela cuocere per dieci minuti, rinchiusa in una pentola a pressione con un dito d’acqua e un pizzico di sale. Mentre la fate sfreddare occupatevi del fondo, di cui vi parlerò tra poco.
Una volta fredda mettetela nel mixer (per gli amici maschi: non quello dello stereo, mi raccomando!!! Per le amiche femmine: capita la battuta? Scusate, a volte il mio 75% maschio litiga con il 25% femmina… non ci fate caso, è anche Halloween!) con philadelphia e zucchero, e  fate amalgamare il tutto per qualche minuto. A questo punto, aggiungete il succo di limone, lo zenzero, la cannella, il sale, la panna e, uno alla volta, le uova. Quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati ed il composto risulterà liscio e omogeneo, spegnete il mixer.

Per il fondo: 250 g di biscotti secchi, 150 g di burro, due cucchiai di zucchero di canna.
Mettete nel mixer i biscotti secchi in compagnia dello zucchero di canna, frullateli insieme fino a che non saranno tutt’uno fine e farinoso. Versate la polvere di biscotti in una ciotola, e provate a non mangiarla mentre sciogliete il burro, fatto? Amalgamatelo ai biscotti. Mettete il suddetto composto in una teglia, imburrata e foderata di carta da forno, schiacciandolo per bene con un cucchiaio in modo che aderisca anche sui lati. Mettete la teglia in frigo per almeno 30 minuti.

Per fare la torta: togliete la teglia dal frigo e versate sul fondo la parte cremosa. Fate cuocere in forno per 50 minuti a 190° e fatela intiepidire nel forno spento per un po’, così non si affloscia.
Una volta fredda decorate infilando del cioccolato fondente sciolto a bagnomaria nella vostra sac a poche, e sbizzarritevi disegnando spaventevoli mostri, ragnatele, o cappelli da strega piuttosto che scrivendo dediche, paroline dolci, insulti…

Servite a grandi e piccini canticchiando “Carletto il principe dei mostri” e visto che vi siete abbandonati a un Halloween stile USA, bevetevi anche un bel bicchiere di Coca Cola!






Ravioli dolci di mela cotogna

Ingredienti:
Pasta
Marmellata di mele cotogne
Olio d’oliva per friggere
Zucchero a velo

Tranquilli, ora vi spiego come fare la pasta e la marmellata!
Vi darò le dosi per fare 200 g di pasta e 1 kg di marmellata, quelle per il vostro pasto sceglietele voi, a seconda che vogliate stuzzicare l’appetito della vostra dolce metà con una cenetta a lume di candela o sfamare un esercito di pargoli urlanti in una merenda in maschera!

Per la pasta: 100 g di farina, 100 g di semola, 30 g di strutto, sale e acqua.
Mescolate farina e semola e disponetela “a fontana” sulla spianatoia, unite lo strutto, sciolto a bagnomaria e poca acqua con un pizzico di sale. Quanto all’acqua la dose verrà ovviamente da sé osservando la consistenza dell’impasto durante la lavorazione, che sia lunga e paziente, così da ottenere una pallottola di pasta morbida, profumata ed elastica, che farete riposare per un po’.

Per la marmellata: 1 kg di mele cotogne, 400 g di zucchero, qualche goccia di limone acqua.
Sbucciate le mele cotogne e, cercando di non assaggiarne troppe, tagliate a piccoli dadini. Mettete mele e zucchero e un po’ di succo di limone in una pentola, appena coperte d’acqua, che sia poca, il tanto giusto per non far attaccare gli ingredienti all’inizio della cottura: al resto penserà il succo della melapirongia, che non è mica asciutta come la dipingono! Far bollire la pozione magica mescolando, fino a che non assumerà una consistenza gelatinosa, preludio di miagolii.

Per fare i ravioli: fate su “pillu”. Ok, non tutti capiscono il sardo, andiamo con i giri di parole: stendete con il mattarello, o con la macchina sfogliatrice una sfoglia sottile di pasta.
Fate i ravioli. Ovvero sia: tagliate la pasta a rettangoli, sui quali metterete un cucchiaio di marmellata, ripiegate la pasta su se stessa e con la rosinita (ops! Rotella per dolci) tagliate a forma di raviolo, pressando bene la pasta ai bordi, di modo che lo pseudo agnolotto non si apra in sede di cottura.

Friggete i ravioli in olio d’oliva bollente, fate scolare bene l’olio. Servite ben caldi e cosparsi di zucchero a velo. Consumateli ridendo, mugolando, soffiando lo zucchero a velo sui vostri vestiti e sul naso del commensale più vicino nel tentativo di non scottarvi i polpastrelli e la punta della lingua. Beveteci su. Un nasco, Latinia della cantina di Santadi. Tutta la bottiglia.


L'almanacco di Violet

SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:48 e tramonta alle 17:24.

Luna: Luna Crescente. Primo quarto il 2 novembre alle 16:33:14.

Onomastici: Auguri ai Volfango (Piccola lezioncina pratica di Violet: invito tutti i genitori ad avere pietà dei propri pargoli e a pensare quanto siano stati difficili per ciascuno di noi 2-3 anni di asilo nido, 3 anni di scuola materna, 5 di elementari, 3 di medie e 5 di superiori… sempre che i figli in questione abbiano una carriera scolastica regolare, cosa assai difficile per chi è traumatizzato sin dai primi giorni di vita a causa del nome sbagliato!) e agli Alfonso, agli Ambrogio, a Martina e Martino, Carla e Carlo, Guido Maria, e a tutti noi, visto che il primo si festeggiano tutti i Santi!

Il Santo: Il 31 ottobre si festeggia san Volfango di Svezia, monaco di Ginsiedeln, poi vescovo di Ratisbona, morto nel 994. Patrono dei boscaioli e dei taglialegna (per forza: con un nome così! Naturalmente Violet non vuole offendere nessuno e se, tra i nostri lettori, ci fosse qualcuno che porta questo nome o conosce qualcuno che lo porti, è invitato a raccontarci la sua esperienza, che saremo liete di pubblicare). Viene invocato contro l’apoplessia e la paralisi.

Compleanni storici: Tantissimi auguri a Bud Spencer, mito dell’infanzia di Red e Violet, che il 31 ottobre compie 82 anni. Happy birthday to you!

Questa settimana accadde: Il 1° novembre 835, papa Gregorio IV fissò la festa di Ognissanti, che venne spostata dal 13 maggio a questa data. Altra notizia della serie Papa, ovvero “chi è più re di me”! Col senno di poi mi vien da dire: avesse lasciato la ricorrenza a maggio! In piena fioritura primaverile chi ci pensa a spiriti, mostri, fantasmi ecc? E noi eviteremmo di sentire, anche quest’anno, montare l’ennesima polemica senza senso contro Halloween e affini.

Feste e ricorrenze: Per grandi e piccini, ma soprattutto per grandi accompagnati dai loro piccini, vi segnalo Su mortu mortu in casa Deledda, a Nuoro, al Museo Deleddiano, dal 1° al 4 novembre. Dolcetti e frutta secca, come da tradizione, per tutti!

Curiosità: Continuiamo anche questa settimana con la storia dell’Almanacco del giorno dopo. Il programma iniziò le trasmissioni nel 1976 in bianco e nero. Le stampe della sigla non erano colorate. La prima trasmissione a colori fu nel febbraio del 1977 e le stampe furono sostituite da altre colorate. A proposito di sigla, essa è stata uno degli aspetti più caratteristici del programma. La melodia (che anche quella del nostro almanacco) era la Chanson Balladée, composta dal maestro Antonino Riccardo Lucani, che l’eseguiva con la sua orchestra. La parte visiva della sigla era realizzata dalla rotazione di un prisma a base dodecagonale, sulle cui facce laterali erano impresse le immagini dei mesi dell’anno tratte da una stampa antica realizzata all’acquaforte da Giuseppe Maria Vitelli, incisore bolognese del XVII secolo. Alla prossima settimana, per sapere cosa raffiguravano le varie stampe rappresentanti i dodici mesi dell’anno…

Il Lama racconta: C’era una volta un cammello cieco che aveva smarrito al sua carovana. Sospirava e si lamentava perché la cecità gli avrebbe impedito di raggiungere i suoi compagni. Ad un tratto si avvicinò una pecora zoppa che aveva perduto il gregge. Sospirava e si lamentava perché la lentezza le avrebbe impedito di tornare all’ovile prima di notte. Passò di là un vecchio eremita: “Smettetela di commiserarvi! Il cammello potrà caricare sulle sue spalle la pecorella: l’uno metterà le gambe, l’altro metterà gli occhi”. E fu così che, in meno di un’ora, il cammello e la pecora raggiunsero la meta desiderata. (Anthony de Mello)

Così parlò zio Gecob: S’i fosse papa, allor sarei giocondo, ché tutti i cristiani imbrigarei.


domenica 30 ottobre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
Castello - Lo sportello non decolla (L'Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Più su - Renato Zero 

La frase del giorno è:
"Activia è per il purgatorio, Muller è per il paradiso"
"Ma cosa me ne frega della cronologia chirurgica?"

sabato 29 ottobre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Benedetto - Transenna dimenticata in via Satta (L'Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
Global economy - Gorka

La frase del giorno è:
Anche le cassette delle lettere se si dessero da fare avrebbero il loro mercato.

La postilla sportiva di Pink:
"Inter 1 - Juventus 2: il gusto pieno della vita!"

Consigli per l'autunno by Red


Somigli a quegli orizzonti incantevoli 
che nelle stagioni brumose accendono i soli...
 Come risplendi, umido paesaggio infiammato 
dai raggi che filtrano da un cielo annuvolato! 
(Baudelaire)

Capita che una mattina ti svegli con le nuvole. Capita che sei stanca, che la pioggia ti abbia rovinato la piega ai capelli e che al pensiero che domani alle cinque del pomeriggio ci sarà molto buio ti venga la tristezza. Poi ci si mette a chiacchierare al telefono sotto una pioggia sottile sottile, tanto la piastra è già andata, e, circondati da arcobaleni luccicanti e da nuvole barocche, bisogna riconoscere che la scenografia è da Oscar, e che questa sensazione di fresco potrebbe rendere ancora più apprezzabile di quanto già non lo sia, per sua natura, una merenda a civraxiu caldo e nutella. Poi si torna dentro e, mentre la pioggia ormai batte più forte sui vetri, vieni presa da un’improvvisa e fulminante voglia di mangiare “a scoppio” castagne arrosto e bere vino novello, e ti si apre un mondo meraviglioso: vuoi l’autunno, l’autunno, fortissimamente l’autunno! Lo chiami, lo evochi, lo desideri, perché solo in autunno puoi fare delle cose che sono tra le più belle che la vita offre (per i non sardi spiego che so bene che siamo al 29 di ottobre, ma fino ad ora qui l’autunno è stato solo una questione di nomi, perché non abbiamo ancora vissuto l’ebbrezza di scendere sotto i 20 gradi).
Siccome io divento felice in modi troppo intelligenti e sono buona, condividerò con voi la lista di cose che anche quest’anno dovrò fare per rendere il mio autunno very Red.
Comprare delle nuove calosce e indossarle alla prima pioggia disponibile per saltare dentro le pozzanghere, mettendo in imbarazzo gli eventuali sfortunati accompagnatori. Nel caso vi accompagnaste a persone dotate di fantasia e senso dell’umorismo il consiglio è di chiudere gli ombrelli e improvvisare un ballo sotto le gocce cadenti cantando “singin’ in the rain”, o in alternativa “anarky in the UK”.
Fare un pranzo e/o una cena a base di funghi misti, appena raccolti in campagna, fritti e arrosto, con una compagnia calorosa e allegra come il vino rosso e il suo suono quando scorre sul vetro dei bicchieri.
Cercare un posto dove ci siano tanti alberi che perdano le foglie e andare a fare una bella passeggiata immersi nel rosso, facendole crepitare.
Mangiare pane e olio appena spremuto seduti sul bordo di un caminetto acceso.
Mangiare castagne arrosto seduti sull’altalena dietro casa, la sera, prima di rientrare.
Andare a guardare il mare in un giorno di vento e pioggia, dalla banchina del porto.
Soddisfare pienamente il proprio ineffabile “disigiu de melapirongia” (desiderio di mela cotogna ndr), mangiandone sotto forma di frutto fresco, marmellata appena fatta e raviolini fritti.
Rimirarsi felici con i propri stivali preferiti e un vestitino morbido e caldo.
Inaugurare la stagione del tè e zeppoline calde da “Pirani” con le amiche di sempre.
Iniziare a pensare ai regali di natale e a come strappare un sorriso soddisfatto a tutti i propri cari.
Mugolare estasiati davanti alla prima cioccolata di stagione, nera, bollente, al peperoncino.
Iniziare a vedere “natalini”. Pochi capiranno quest’ultimo consiglio, e, scusate, non posso dire di più, se non che quest’anno voglio fortissimamente tornare a vincere!
Mangiare quantità enormi di melagrana, a pugni, dopo aver passato un’ora a pulirne spettegolando in compagnia.
Scovare il primo pettirosso.
Varie ed eventuali. E per varie ed eventuali intendo cose come la scena di Colazione da Tiffany, quando Holly propone a Paul di passare una giornata a fare cose mai fatte prima, o in alternativa effetti speciali stile “vento del Nord” in Chocolat, che soffia e ti cambia la vita.
Perché per immaginare magie e meraviglie serve l’autunno, come per capire la poesia serve un pizzico di malinconia. Ma quando la nebbia all’improvviso è tagliata da un raggio di sole è come se la natura scoppiasse a ridere della gioia più infantile e più pura.   

Consigli per l'autunno by Pink


“Commo est rosinende, pare pranghent sos pinos, e s'attunzu est pensende ube ponner castanzas”...
Questi versi dei Tazenda rendono perfettamente l'idea che ho io dell'autunno. L'autunno però è una stagione solo apparentemente triste perché in realtà è cromaticamente bellissima. Arriva il tripudio di marroni, di terre bruciate, di oro e rosso. In autunno a me torna la voglia seria di mangiare, la voglia di convivialità, di thé caldo e biscottini al burro, di vino novello, ragù di cinghiale e culurgiones, di funghi in ogni modo possibile.
L'unica cosa che non mi piace dell'autunno è la riduzione delle ore di sole. Per me la giornata più brutta dell'anno è quella in cui si torna all'ora solare, non per l'ora solare in sé (fra l'altro si dorme pure un'ora in più) ma perché mi tolgono un'ora di luce. Io ho sempre saputo di funzionare ad energia solare, quindi appena scende il sole io penso al pigiama, alla tisana e al piumone. Ma ammetto che l'autunno ha i suoi bellissimi vantaggi. Mi piace l'idea della copertina sul divano, di poter uscire di casa indossando una giacca e una sciarpa, di fare le castagne arrosto e fermarmi con amici e parenti (mia figlioccia grande e mia cognata lo sanno benissimo) davanti ad un caminetto mangiandone a quintali e cantando a bocca piena le canzoni peggiori dell'anno e poi ritrovarci le mani nere dalla buccia delle castagne. Oppure mi piace battere i paesini dell'interno Sardegna alla ricerca delle sagre o delle feste migliori alla ricerca di prosciutti, salsicce e vini rossi. C'è da dire però che finora nessuno mi dà molta corda per uno dei miei progetti ricorrenti. Ho fatto la scout per diversi anni (assieme a Black) ed è normale che mi piaccia stare all'aria aperta anche quando fa fresco, la campagna si esprime a modo suo e superbamente in autunno e certe giornate di ottobre-novembre permettono ancora di fare il pranzo all'aperto. Ma vogliamo mettere la possibilità di stare attorno al fuoco ad arrostire carne, verdure e formaggio bevendo un buon vino? Io vi faccio una proposta: se la pensate come me organizziamoci una “picchettata” in campagna un sabato o una domenica mattina per pranzo, tiriamo fuori una griglia e il carbone e andiamo ad arrostire. Dai, andiamo!!! Guardate che fra poco (a metà novembre) c'è la sagra dei vini novelli a San Vero Milis, e non è che si possa perdere così. Uniamo le due cose!
E poi insomma, tra due giorni è Halloween. Si, lo so che è una tradizione importata dai paesi anglosassoni, ma in fondo anche noi abbiamo tradizioni legate al culto dei morti che non si mettono in atto il 31 ottobre ma due giorni dopo, e quindi? Siamo elastici come l'intelligenza ci suggerisce, cerchiamo la commistione, il sincretismo in quella società di oggi sempre più multietnica e impariamo anche da altre culture. Halloween non è solo dolcetto o scherzetto.
Questo post comunque parla di consigli per l'autunno, per cui vi dovete beccare volente o nolente qualche mia dritta su come passare un buon autunno.
Godetevi la terra, i suoi sapori, i suoi odori e i suoi frutti. State con gli amici, riunitevi e apprezzate il convivio. Riscoprite le tradizioni, ritempratevi e preparatevi per i rigori dell'inverno nello spirito e nel corpo e siate come la terra: nascondete il seme della bellezza dentro di voi, coltivatelo e curatelo per farlo rifiorire in primavera. Imparate ad apprezzare quello che il mondo vi offre ora, i suoi colori ricordando che anche nel freddo e nel grigiore si può apprezzare il bello della vita. Come capita ad ogni stagione è il momento dei buoni propositi e bisogna che li faccia anche io, e anche voi. Il mio progetto è trovare il tempo per me, per un thé caldo coi biscottini da sorbire piano piano pensando alle banalità. Un'altra cosa che metto fra i propositi è il tempo per gli altri, per le coccole da fare e non da ricevere, per un momento da dedicare agli altri. Mi prometto di degustare quanti più vini novelli posso, di imparare un nuovo piatto da cucinare per la mia prossima cena. Mi propongo di trovare più femminilità, visto che mi aspetta un inverno con un grande avvenimento da organizzare per il prossimo settembre. Ce la farò?
Vi lascio con un'ultima chicca autunnale, buon ascolto!

venerdì 28 ottobre 2011

Stiletto sport

 Nooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!
Questo è il grido di dolore di Red, mentre Pink se la gode.

Andiamo per ordine. Nel giro di tre giorni, senza dare il tempo alle gole di riprendersi dallo shock, si sono consumate ben due giornate di campionato, che hanno portato il primo cambiamento, se pur minimo, di classifica.

In vetta ora svetta, sola, la Juventus, e Pink ridacchia sorniona alle spalle di Red&Goppai: Pink si compiace di una bella partita della signora, che ha smesso di pareggiare battendo per 2-1 la Fiorentina. Pink non dimentica che stava commentando via sms con Red i risultati dei primi tempi mentre era in macchina con Black, frastimmando con un occhio alla classifica. Per chi fosse in dubbio sulle qualità frastimmatorie di Pik sappia che i risultati sono stati azzeccati. Red si compiace della fantasia dei tifosi bianconeri: tutti quelli che ha incontrato, eccetto Pink, l’hanno ringraziata per Matri, ridacchiando della attuale assenza di punte segnanti in casa rossoblù (ahahah, molto divertente! NdRed). Pink non ha ringraziato né Red né nessun altro tifoso del Cagliari per aver sborsato 18 milioni per un giocatore che si è pure dovuto sudare, e non dimentica che Matri è arrivato nel momento in cui la Juve aveva praticamente la moviola umana in campo: Toni e Amauri. Chi non ha smesso di pareggiare è il Cagliari che, dopo lo 0-0 contro il Napoli rimedia un 1-1 a Cesena, ma non fatevi ingannare: non si è ripreso a segnare, si tratta di due rigori. Il lato positivo è che, mentre Giampaolo si faceva cacciare dalla panchina, Gianluca (ormai non più Nené) dimostrava di saper segnare almeno dal dischetto. 

Le novità sono portate dalle vittorie di Milan e Napoli, che si rifanno sotto la vetta scavalcando il Cagliari, che comunque, rimane lì! Red e Pink augurano quindi con il cuore un grosso in bocca al lupo ai partenopei per i prossimi impegni europei contro il Bayern Monaco. Ops, ci sta uscendo una bella lacrima!

Per il resto normale amministrazione: un pareggino dell’Inter contro l’Atalanta, uno della Lazio contro il Catania, la Roma che quest’anno proprio non ce la fa e si fa battere a Genova e il Bologna che conquista tre punti a Verona contro il Chievo. Facciamo notare che l'Inter ha un punto in meno dell'Atalanta che è partita con 6 punti di penalizzazione.

Intanto in quel di Spagna il Levante mette tutti in fila dietro di sé, seguita da Real Madrid e Barcellona: Red e Pink non approvano, ma tant’è! Segnaliamo anche il brutto infortunio di Giuseppe Rossi che si è rotto il legamento crociato del ginocchio. Starà fuori per circa sei mesi e ce ne dispiaciamo in luce nazionale.

La vera bella notizia della settimana viene però dal campo di Macomer, dove un caparbio Tonara acciuffa la vittoria con un gol di Pili su calcio piazzato, all’85’. E siamo primi in classifica!!!

Cosa ci porta la prossima di campionato? Innanzitutto la supersfida che sta già facendo tremare Pink: Inter – Juventus! Occhio, si prevedono molte e molte urla nella palazzina dove abita Pink, circondata da condomini interisti. Altro match clou è Roma – Milan, mentre a Cagliari arriva la Lazio e volano altre lacrime, il Napoli infine va in Sicilia a Catania. In Liga Il Barcellona trova il Maiorca e il Real Madrid incontra la Real Sociedad. 
Alla prossima,
le Giggi's angels, che poi siamo sempre noi!

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Benedetto. Materasso abbandonato in via Ariosto (Unione Sarda p. 25)

La canzone del giorno è:
Cabron - Red Hot Chili Peppers

La frase del giorno è:
Rivogliamo le mezze lunghezze!

giovedì 27 ottobre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Da Molentargius volano via quattro asini" (L'Unione sarda, p. 17)

La canzone del giorno è:
Nella vecchia fattoria

La frase del giorno è:
Il problema è che la maschera facciale è rivolta soprattutto alla faccia.

Le buone maniere di ieri e di oggi

Cari amici
In onore dell’Almanacco del giorno dopo, di cui ho iniziato a raccontarvi le curiosità lunedì scorso, da questa settimana Violet raddoppia!
Infatti vi farò compagnia anche il giovedì con diverse rubriche, a rotazione, ispirate a questo celebre almanacco. 

Rubrica dell'Almanacco
a cura di Violet


Iniziamo dall’inizio: il Saluto. Il primo dovere che ciascuno di noi ha incontrando una persona, per la prima volta… e per le successive. Il nostro vero biglietto da visita, perché dà tono alla conoscenza o a quell’incontro.
Il celebre detto “Il buongiorno si vede dal mattino”, infatti, non ha una connotazione meteorologica, ma indica che il carattere delle persone si riconosce dalle prime manifestazioni. Il saluto, quindi, sia convinto e convincente.
Esso è espressione di confidenza o deferenza. Non si può limitare al semplice Buongiorno o Buonasera, ma richiede un adeguato atteggiamento complessivo della persona, che la metta in gioco tutta, a partire dallo sguardo (mentre si saluta si guarda sempre in volto la persona a cui è rivolto).
Con il saluto si intende rassicurare l’altro: nell’antichità alzando il lembo della tunica che copriva il capo, permettendo quindi di essere visti in volto e riconosciuti (da qui il successivo gesto di togliersi il cappello); più tardi porgendo la mano destra (gesto che rende evidente che essa non sia armata).
La stretta di mano, indica l’accettazione dell’altra persona durante la presentazione. Questo gesto deve avvenire senza indugi (segno di imbarazzo) e senza violenza (non è una prova di forza). La precedenza spetta alla persona di maggior riguardo e alla donna rispetto all’uomo.
Per la strada o in luogo pubblico, un signore che incontri una donna accenna un saluto inchinando leggermente il busto; se porta il cappello lo alza. Non la ferma, sarà eventualmente la signora ad accennare una forma di saluto più lunga o una breve conversazione.
Entrando in un qualsivoglia ambiente i saluti vanno a tutti i presenti, con precedenza alle persone già conosciute. Salutati da un signore tutti gli uomini si alzano, sempre e comunque. Anche le ragazze giovani si alzano; non così le signore. Salutati da una signora si alzano tutti gli uomini, le ragazze giovani e le amiche più giovani.
Un uomo, entrando in un luogo ove ci siano diverse persone, anche sconosciute, fa un leggero inchino, quindi saluta la padrona di casa e poi il di lei consorte. Solo a questo punto saluta i presenti secondo l’ordine che gli viene più comodo e senza distinzione di sesso e d’età. La propria moglie, se presente, deve essere lasciata per ultima e senza espansioni eccessive. Si accomoda dove indicato dalla padrona di casa.
Al ristorante, in compagnia, riconoscendo ad un tavolo dei conoscenti, si salutano solo con un cenno. Sostando, se si tratta di conoscenze comuni, gli uomini di quel tavolo si alzano mentre le donne ne sono esentate.
Il baciamano va fatto sollevando con delicatezza la mano della signora fino a sfiorarla con le labbra. Comunque mai per strada, sulla spiaggia, al bar o in ufficio. E mai una mano inguantata.
L’inno nazionale, proprio o straniero, richiede rispetto e ossequio, espresso alzandosi in piedi e togliendosi il cappello (solo gli uomini).

Per quanto riguarda le espressioni di saluto, negli incontri fugaci è sufficiente un semplice Buongiorno, Buonasera o Buonanotte, a seconda del momento della giornata. Prevedendo di fermarsi a conversare, è bene aggiungere al saluto signor o signora, seguito dal cognome, se ricordato. Il Buongiorno, Buonasera e Buonanotte hanno origine augurale. Così anche il Salve e Addio, che tuttavia sono meno formali.
Una forma di saluto confidenziale è il ciao (ha origini venete: ciao, s-ciao, s-ciavo, sono tuo schiavo) che si usa tra intimi e amici. Anch’esso non si urla da un marciapiede all’altro, ma va contenuto tra coloro che ne sono oggetto.
Il ciao presuppone l’uso del tu. Il tu si ricambia tra persone dello stesso ambiente; l’anzianità, il peso professionale o sociale, dovrebbero porre freno all’uso improprio del tu; se è vero che al tu e al lei ci si adegua prontamente (ovvero si risponde con la stessa forma), al tu che viene da persone importanti, da persone anziane, dai professori si risponde con il lei.
Per Giovanni Della Casa, autore del “Galateo” a metà del Cinquecento, il tu era per poltroni e contadini: «Chi dice “Voi” ad un solo, pur che colui non sia d’infima condizione, di niente gli è cortese del suo: anzi, se gli dicesse “Tu”, gli torrebbe di quello di lui e farebbegli oltraggio ed ingiuria, nominandolo con quella parola, con la quale è usanza di nominare i poltroni (gente del volgo) ed i contadini».





mercoledì 26 ottobre 2011

Breaking news

La notizia di oggi è:
Sabina Began: "Bocchino? Sono stata usata" (Diva e Donna, p. 26)

La canzone del giorno è:
Intro
Servi della gleba - Elio e le Storie Tese

martedì 25 ottobre 2011

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Trasporti, progetto in freezer" (p. 35)

La canzone di oggi è:
Ninna nanna del chicco di caffé

La frase del giorno è:
"Lavezzi si scusa: sono mortificato", ma perché non vai anche a fare in culo?

"Pene" d'amore

L'usato garantito


La vita, si sa, è mossa da tante cose e una di queste è l'incredibile molla che ci spinge ad accasare amici e conoscenti single con altri amici e conoscenti single. Ci sentiamo spesso e volentieri come un'agenzia matrimoniale e organizziamo cene e aperitivi per fare in modo che Tizio conosca Caia, che la Fifì possa provarci con il Giangi e via dicendo. Capita anche che tra questi amici e conoscenti sia annoverata una categoria speciale: gli ex con cui si è rimasti in buoni/ottimi rapporti. Ecco perché la definizione di “usato garantito”. Essendo persone mature e adulte è normale che a distanza di tempo dopo la fine della relazione si possa instaurare un'amicizia anche di un certo livello e che lo stato di single del nostro ex ci porti un po' a pubblicizzarlo mettendone in luce le buone qualità che noi sappiamo che lui/lei ha. Se finisce in una nuova storia che ci soddisfa siamo felici, ma quando gli capita la stronza o il fetente, come la mettiamo? Cari uomini, immaginate di vendere la vostra moto ad un amico e dopo qualche mese la vedete distrutta a causa di un incidente da imbecilli, come vi sentite? Vi muore un po' il cuore. Allo stesso modo accade anche nelle storie d'amore. Lei gli mette i piedi in testa, lui la tratta come una pezza da piedi, peggio di tutto sapete che c'è stato un tradimento! Cosa fare? La sensazione dell'animo è: “Ma come? Quel cretino/Quella cretina con me non era così accondiscendente, ma ha perso la spina dorsale? Non ci posso credere... Mi verrebbe da dire che ben gli/le sta, ma non ce la faccio...”. Non è gelosia, è solo dispiacere che lui sia diventato un maschio esempalle o che lei abbia perso il suo proverbiale caratterino, e non per colpa vostra!!! Il vertice basso della tragedia avviene quando li conoscete benissimo entrambi perché metà della coppia è un vostro ex e l'altra metà un vostro carissimo amico. In questi casi il consiglio prudente, per non soffrire voi e non essere accusati in futuro, è di lasciare che le cose vadano come devono andare, non mostrate indifferenza ma state al vostro posto e, se è possibile, non schieratevi MAI!!!

Speciale stiletto sport - Red e Pink allo stadio


Come vi avevamo anticipato Red e Pink, ovvero le Giggi's angels che poi siamo sempre noi, sono andate domenica allo stadio per assistere a Cagliari – Napoli. Quello che leggerete in seguito è la cronaca fedele di quanto è accaduto sugli spalti della tribuna laterale nord dello Stadio Sant'Elia. 
Mentre entrano allo stadio Red avverte Pink che si lascerà andare a diversi tipi di smadonnamenti e parolacce, ma Pink la rassicura che la cosa non la turba minimamente, anzi. Arrivate sugli spalti ci rendiamo conto di essere circondate da uomini: forse c'erano due altre rappresentati del gentil sesso, ma pazienza, possiamo sopravvivere circondate da uomini. Fischio d'inizio sommerso dai fischi delle curve, c'è il Napoli mica una squadra qualunque! Alla prima palla toccata dal Cagliari parte lo smadonnamento di Red, che urlerà per tutto il seguito della partita, interrompendosi in poche circostanze per riprendere fiato, ridere, arricciare le labbra per i commenti di altri tifosi. Tocca la palla Cavani, Pink urla: “Sei 'n accrocchio de' cromosomi a forma de rincojonito!!!”. A fine match l'uruguaiano risulterà essere il peggiore della squadra partenopea, ma questo non è assolutamente imputabile a "is lagrimas" gettate da noi. Al 21' del primo tempo avviene il fattaccio: fallo da arresto di Lavezzi su Davide Astori. Il cagliaritano rimane urlante a terra e l'arbitro nemmeno fischia. Questo è troppo anche per persone democratiche. Red e Pink invitano l'arbitro a rifarsi il corso da arbitro e a controllare, assieme ai guardalinee, la fedeltà coniugale delle proprie compagne (o compagni). Siamo nemmeno a metà del primo tempo e Red e Pink iniziano ad avere mal di gola per le urla. Allo stadio non si può fumare e Pink desidera le sigarette. Nené (il cui nuovo nome è Gianluca) sbaglia un gol e non entra in partita, Red lo manda affettuosamente a cagare più e più volte, mentre Pink si chiede come mai il Cagliari giochi in 10 e non lo sostituiscano, Red intona "se adesso te ne vai, mi sembra un'ingiustizia, ma visto che vai giù mi scendi l'immondizia", ma non basta ad evocare il cambio. Il signore alla destra di Pink sbianca ogni volta che la palla arriva nei pressi di Agazzi, ma noi siamo coscienti che peggio di Agazzi c'è solo Victor Valdes del Barcellona. L'arbitro non nota i falli dei napoletani, che sono ruvidi come la carta vetrata a grana grossa e che sono già costati un perone ad Astori, quante ossa vogliamo lasciare sul campo? Pink induce Red a pensare che in realtà il Sant'Elia sia un enorme campo fiorito di windows e che i giocatori non riescano a non prendere le mine. Nené sbaglia ancora sotto porta, il Napoli è salvato da Morgan de Sanctis. Pink chiede a gran voce che venga sostituito da Morgan che in passato aveva espresso questo desiderio (“Giuravo che avrei fatto il portiere, era l'unico a differenziarsi, credevo che non fosse della squadra, era vestito meglio e stava fermo!”, Sono=sono, NdR). Finisce così il primo tempo e lo magistrato di tenzone invita tutti a prendere un calido teaceo infuso. Il signore con la maglia pervinca seduto davanti a Red si gira e tra lo scocciato e il divertito si chiede come mai due signore siano lì. Pink lo gela con “Allo stadio non esistono le signore” e Red lo informa che forse sappiamo noi più di calcio che lui. Pausa pipì e siamo pronte per riprendere. L'arbitro fischia e noi fischiamo l'arbitro. Red constata che non solo dovrebbe farsi nuovamente il corso da arbitro ma anche quello da merda, perché anche come merda non è uscito benissimo. Fioccano le polemiche non solo sull'arbitraggio ma anche sul fatto che Ficcadenti non leva dal campo quella “puliga colossale” (almeno per questa partita) di Nené. La curva omaggia l'attaccante rossoblù chiamandolo per nome e mostrandogli il dito medio (“Neh-Neh!!!” NdR.), ma lui non crediamo abbia colto. Red gli urla “Dai cazzo Gianlucaaaaa!”, Pink ribatte: “Nené io ti guardo e vedo il capolinea della tattica calcistica!”. Ci ricordiamo improvvisamente che il nostro mitico fans, Bruno, dovrebbe essere in curva sud assieme ai tifosi napoletani e lo chiamiamo urlando ma lui ovviamente non ci sente, nemmeno quando intoniamo il pezzo di Ennio Morricone a lui dedicato. Peccato, sarebbe stato scenograficamente bello vedere tutta la tribuna laterale nord agitare la manina a mò di Regina Elisabetta mugolando questo pezzo. Ma la partita sotto di noi va avanti. Partono i primi cartellini e, cacchio, sono per il Cagliari!!! Noi iniziamo a chiederci quando abbia sborsato De Laurentiis per l'onorario dell'arbitro e intanto arriva il quasi-fisiologico cartellino per Daniele Conti. Lavezzi intanto si “indispone pacatamente” con Mazzarri per la sostituzione con Hamsik e lancia parastinchi ovunque come fossero le lame rotanti di Goldrake. La partita regala ancora qualche frastimmo e qualche lacrima copiosa da parte nostra ma nessun gol, a parte quelli mangiati sotto porta che però non contano. In campo se le danno di santa ragione e arrivano due cartellini gialli anche per i colerosi napoletani, con buona pace di Red e Pink che stavano iniziando a far scendere qualche santo, la mamma e “li meglio muorti e chi te stramuort'” all'arbitro. La partita finisce sullo 0 a 0, i tifosi napoletani tentano di invadere la tribuna centrale ma erano in dieci ed erano feroci come l'abbaiare di una noce di cocco. Uscendo dallo stadio ci chiediamo come mai non abbiamo ancora fatto l'abbonamento e ci ripromettiamo di farcelo per il prossimo anno per poter commentare in diretta tutte le partite. Siamo  anche alla ricerca di uno sponsor, un collegamento con “Quelli che il calcio”, Radiolina, Radio Sintony, Radio Press o qualsiasi altra emittente voglia darci spazio per commentare le partite con competenza, professionalità e pacatezza come fatto domenica. Male che vada, secondo Red, il signore in pervinca sarà disposto a pagarci il biglietto, purchè sia nei posti dietro al suo.

P.S.: Pink ci tiene comunque a tranquillizzare parenti e amici tutti ricordando che il suo cuore è comunque bianconero e sempre lo sarà, con buona pace di Red. Gli scontri diretti sono gli unici che, forse, non vedranno assieme. 
Red sottolinea il forse come Mina sottolineava il se, e ci tiene a precisare che, nonostante tutto, nessuno dal cielo è stato chiamato in causa, fatta eccezione per li mortacci dell'arbitro.

lunedì 24 ottobre 2011

Breaking news

La notizia di oggi è:
Arborea - Polenta e sanità da podio (L'Unione sarda, p. 29)

La canzone del giorno è:
Uno su mille - Gianni Morandi

La frase del giorno è:
Bette incubo

L'almanacco di Violet

SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:40 e tramonta alle 18:33.

Luna: Luna nuova il 26 ottobre alle 19:56:46.

Onomastici: Auguri agli Antonio Maria, ai Gaudenzio, Folco, Evaristo, alle Simona, ai Simone e Giuda, agli Onorato, ai Marciano.

Il Santo: Il 26 ottobre si festeggia san Folco Scotti. I suoi resti sono custoditi nella cattedrale di Pavia, città della quale fu vescovo nel XIII sec. Folco nacque intorno al 1165 a Piacenza da una celebre famiglia, quella degli Scotti, originari dell’Irlanda (secondo la denominazione dell’epoca patria degli “Scoti”, scozzesi). A vent’anni entra tra i canonici regolari di Sant’Eufemia. Venne inviato a Parigi a compiere gli studi di teologia e, al rientro, fu eletto priore di Sant’Eufemia, poi canonico, poi arciprete della cattedrale. Infine fu consacrato vescovo di Piacenza. Sei anni più tardi, rimasta vacante la sede pavese, venne designato anche vescovo di questa città. Piacentino e vescovo di Pavia fu pacere delle due città, allora divise da aspra rivalità. Morì nel 1229.

Compleanni storici: Tanti auguri a Roberto Benigni, nato il 27 ottobre 1952.

Questa settimana accadde: Al 27 ottobre 1275 risale la fondazione storica della città di Amsterdam.

Feste e ricorrenze: Dal 28 al 30 ottobre Autunno in Barbagia ad Aritzo e Dorgali. Dal 29 ottobre al 1° novembre, invece, a Desulo.

Curiosità: Per le “curiosità” questa settimana riprendiamo con la storia dell’Almanacco e ci occupiamo di uno conosciutissimo, perché recente, e particolare, perché televisivo: l’Almanacco del giorno dopo, di cui Violet è stata estimatrice, avendo accompagnato la sua infanzia e giovinezza, e di cui ha mutuato la sigla. L’Almanacco del giorno dopo è stata una rubrica a cura del TG1, trasmessa su RAI1 dal 1976 al 1992. Andava in onda tutti i giorni, da lunedì al sabato, alle 19:45, seguita da Che tempo fa (vero motivo per cui Violet si sintonizzava…) alle 19:50. La trasmissione era curata da Giorgio Ponti con la collaborazione di Diana De Feo e Flora Favilla. La presentavano le annunciatrici Paola Perissi che si alternava con Peppi Franzelin.

Il Lama racconta: Un signore passeggiava al tramonto su una spiaggia messicana. Camminando vide in lontananza un uomo e notò che continuava a chinarsi, a raccogliere qualcosa e a gettarlo in acqua. Perplesso, si avvicinò e gli chiese cosa stesse facendo. L’uomo rispose: “Ributto in acqua queste stelle di mare. Vede, adesso c’è la bassa marea e se nessuno le rimette in mare, muoiono qui perché non riescono a respirare”. “Capisco – disse il primo – ma ci devono essere migliaia di stelle di mare su questa spiaggia. Non le può trovare tutte: semplicemente sono troppe! Per non parlare delle altre centinaia di spiagge che ci sono lungo la costa. Non vede che non può cambiare le cose?”. L’uomo sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e, gettandola in acqua, disse: “Ho cambiato le cose per questa qui!”. (Jack Canfield e Mark Victor Hansen. Brodo caldo per l’anima)

Così parlò zio Gecob: Siamo quello che facciamo ripetutamente. L’eccellenza non è dunque un atto, ma un’abitudine.