martedì 30 aprile 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Viale Marconi. Nudi in auto, due denunce (Unione Sarda p. 27)

La canzone del giorno è:
Forever young - Alphaville

La frase del giorno è:
Non farmi l'errore del topo!

lunedì 29 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Olbia: Il grande cocomero (Unione Sarda, provincia Gallura)

La canzone del giorno è:
Non farti cadere le braccia - Edoardo Bennato

La frase del giorno è:
Ma è la "satira preventiva"?

domenica 28 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Carioca - Pronto il torneo di clausura (Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Nessuna certezza - Tiromancino

La frase del giorno è:
Quello che per te è un passettino per me è una spaccata!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:28 e tramonta alle 20:13.

Luna: Luna calante.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Pietro (Chanel) e Luigi Maria (Grignion da Monfort), Gianna (Beretta Molla), Valeria, Vitale (28 aprile); Caterina (da Siena), Acardo (29 aprile); Pio (V papa), Mariano, Quirino (30 aprile); Giuseppe (operaio), Amatore (di Auxerre), Arigio, Geremia (profeta), Grata (di Bergamo), Torquato (1° maggio), Atanasio (vescovo e dottore della Chiesa), Felice (di Sivilgia), Giusitano (2 maggio); Filippo e Giacomo (il minore), Alessandro (I papa), Pietro (di Argo), Viola (3 maggio); Angela (Isabella) e Angela (Bartlomea dei Ranzi), Antonina (di Nicea), Paolino (Bigazzini), Fortunato (4 maggio); Geronzio (di Milano), Gioviniano, Ilario (di Arles), Nicezio (di Vienne), Prisca, Tosca (5 maggio). 

Il Santo: Filippo e Giacomo, apostoli di Gesù, vengono ricordati lo stesso giorno, 3 maggio, perché le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma. Filippo era originario della città di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu uno dei primi a seguire il Cristo. Giacomo era figlio di Alfeo e, secondo la tradizione, cugino di Gesù. Ebbe un ruolo importante nel Concilio di Gerusalemme, svoltosi intorno all’anno 50, e guidò la Chiesa della città alla morte di Giacomo il Maggiore. Scrisse la prima delle Lettere cattoliche.

Il nome: Questa settimana vi suggerisco il nome Viola. Un antico nome augurale di origine latina che trae il suo significato dal nome del famoso fiore. È usata anche la forma Violetta, molto carina e femminile. Il numero fortunato legato a questo nome è il 5; il suo colore è il blu; la pietra portafortuna è lo zaffiro; il metallo prezioso è l’oro. In Italia si chiamano con il nome Viola ottomilacinquecentottantadue donne, cioè circa lo 0,014% della popolazione del nostro Paese. Esso si classifica al settecentoquindicesimo posto tra i nomi più comuni. È poco diffuso, tranne Trentino Alto Adige (20,2%) e in Abruzzo (10,9%). Viola: virtuosa, interessante, ostinata, logica, ammirata!

Compleanni storici: Il 3 maggio 1910 nacque a Modena Carmen Bulgarelli Campori, che fu soprano, compositrice e una delle donne pioniere nella direzione d’orchestra.

Questa settimana accadde: Il 1° maggio 1956 venne reso disponibile su larga scala il vaccino Antipoliomielite, sviluppato da Jonas Salk nel 1953.

La notizia del giorno… un anno dopo: Francoecicciologia a scienze dalla felicità (L’Unione Sarda, Edizione del 4 maggio 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Il 29 aprile è la Giornata Mondiale della Danza. Il 1° maggio è la Giornata della Solidarietà Internazionale dei Lavoratori. Il 3 maggio l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa.

Curiosità: A Cagliari il 1° maggio si rinnova da 357 edizioni la Sagra di Sant’Efisio.

Il Lama racconta: Questa è la storia di una Città e della sua gente. Questa è la storia di tutto un popolo e di un simbolo che lo unisce: il nome di Efisi, martiri gloriosu. Il 1° maggio Casteddu e sa Sardigna tutta, si svegliano molto presto. Il popolo è convocato: c’è un voto da sciogliere. Non si sa se Efisi sia realmente esistito. Gli antichi tramandano che perseguitasse i cristiani e venne mandato in Sardegna perché ne facesse strage. Quand’ecco, ebbe una visione e si convertì. Diocleziano gli chiese di rinnegare la fede appena accolta. Egli si rifiutò. Per questo venne decapitato a Nora, nel 303. Gli antichi tramandano questa storia. I vecchi la ricordano e la insegnano. Nessuno sa se le cose siano andate davvero in questo modo, ma i sardi sanno che nel 1656 avvenne un fatto straordinario. La peste, che mieteva vittime da anni a Cagliari e in tutta l’isola, venne sconfitta grazie ad un miracolo ottenuto da Dio per la potente intercessione di Efisi, il martire. Era il primo maggio, il giorno in cui la cittadinanza volle sciogliere il voto di ringraziamento e, da allora, ogni primo maggio è a questo dedicato. E la sagra parte. E non conosce soste, se non per la notte, nei quattro giorni che dura il viaggio di andata e ritorno del martire verso il luogo del suo martirio. E unisce tutte le anime della Città. Tutte le genti di un’isola, che per il resto dell’anno si ritrovano più a marcare le differenze, che a cercare motivi di unità. E vanno le persone in costume. Vanno le traccas trainate dai buoi, addobbati di fiori e frutta. Vanno i cavalieri campidanesi. E vanno le giubbe rosse dei miliziani, la scorta armata del Santo. Va l’Alter Nos. Vanno i confratelli e le consorelle della Confraternita. Vanno i suonatori di launeddas. E in un tappeto di petali di fiori, di erbe e profumi, sa ramadura, va il cocchio di Efisi, martiri gloriosu e, dietro a lui, tutto il popolo. Si apre mille volte quel cocchio. Tutti vogliono offrire un dono. Un segno per una grazia ricevuta. Suonano le sirene delle navi del porto. La sagra lascia via Roma, esce dalla città e si trasforma in festa di campagna. Passa a Giorgino. Attraversa Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro, Pula. Giunge a Nora. Ovunque si ripetono piccole sagre. Celebrazioni religiose. Banchetti. Tutti sono invitati. Nell’accoglienza e nell’ospitalità. Il 4 maggio il ritorno. A tarda sera, al chiarore di mille fiaccole, Efisi fa ritorno alla sua chiesetta di Stampace. Attrus annus! Il voto è sciolto (La Sagra di Efisi, Martiri Gloriosu, liberamente narrata, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Ho un talento particolare per le situazioni impossibili. Tutti hanno talento per qualcosa.

sabato 27 aprile 2013

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Flecken
Mi è piaciuto molto il concorso "Cartoline dalla macchia".
Ho letto con grande interesse tutti i messaggi e ho apprezzato le immagini trovando proprio la vincitrice la migliore in assoluto. Un orologio che batte i secondi tra le 11,52 e le 11,53 attraversato nel suo centro da un binario quasi che questo fosse un'ulteriore lancetta che perfora il tempo collegando il presente che passa inesorabile con il futuro che sta arrivando. Non è certo originale come idea (il tempo, lo spazio più il messaggio del viaggio), ma ha una forza di contenuto che colpisce l'osservatore che sente la cartolina come sua.
Il messaggio che ho più condiviso è, però, quello che ci ha inviato Rainbow. Devo dire che è un autore/una autrice molto accattivante, sorprendente e mai banale anche se fa della semplicità la sua arma vincente nello scrivere. Il saluto a Cagliari, che compare incredibilmente proprio nella fotografia, e poi:
«Sono andata via perché ho smascherato la mia ultima illusione. La mia verità è che i semafori sono sempre verdi e il traffico della mente trova sempre il verde e scorre via. Baci dal paese più bello che io conosca. Quello che abito dentro di me».
Ha proprio ragione, non è necessario sempre andare lontano per darsi alla macchia.
Mi è stata suggerita una frase di Eugen Skasa-Weiß: «Tief in seiner schwarzen Psyche, die wir uns schwärzer als sein Fell vorstellen müssen, unterminierte ihn die Vorstellung, er sei zur Wildkatze berufen, die sich mit Raub und sozialrevolutionärer Streunerei durchs Leben zu schlagen hatte».


Paul_Blau_Vierzig
 

venerdì 26 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Gran Bretagna. Era una spia il padre di Winny the Poo (Unione Sarda, Esteri)

La canzone del giorno è:
Per fare a meno di te - Giorgia

La frase del giorno è:
Non esiste nulla di impossibile!

Cartoline alla Macchia - Immagini di Libertà. Il Vincitore!


Il viaggio

Il senso di ogni viaggio
sta nel ritorno.

Se ritorno.

Se non ritorno
troverà' ,col tempo ,
nell'attesa il suo senso.

Andrea Vicentini

mercoledì 24 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Movimentazione. Vitelli, accordo con il Veneto (Unione Sarda, pag 5).

La canzone del giorno è:
Il Vitello Dai Piedi Di Balsa - Elio E Le Storie Tese feat Enrico Ruggeri

La frase del giorno è:
Non tag ma opere di bene.

Cartoline alla Macchia - Immagini di Libertà by Cyan


Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore, da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un po’ ansimanti e tuttavia freschi. Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna…

(Oriana Fallaci)

Io aggiungo che, i miei 38, sono semplicemente fantastici!
Cyan

martedì 23 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Loculi - Il mistero della pistola (Unione sarda, p. 33)

La canzone del giorno è:
I Clandestini - Notre Dame de Paris

La frase del giorno è:
Non voglio la frutta, tanto c'è su pan'e saba!

lunedì 22 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Da verificare Cossu e la spalla di Rossettini (Unione Sarda, inserto sport p. 2)

La canzone del giorno è:
Candy - Robbie Williams

La frase del giorno è:
Il dolore all'occhio non sempre è rinite!

domenica 21 aprile 2013

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:37 e tramonta alle 20:06.

Luna: La Luna è crescente. Il 25 aprile alle 20:00 sarà Luna Piena. Il 27 alle 20:13 raggiungerà il perigeo.

Cielo del mese, i pianeti: Saturno è il pianeta più suggestivo del sistema solare e sarà, con i suoi anelli, il vero protagonista delle osservazioni planetarie primaverili ed estive. Il 28 aprile, infatti, Saturno si trova all’opposizione: questo significa che inizia il periodo di migliore osservabilità, perché un pianeta all’opposizione è osservabile per tutta la notte. Quando il Sole tramonta ad oriente compare Saturno. Lo si può individuare nella costellazione della Bilancia, dove si muove in moto retrogrado, avvicinandosi al limite con la Vergine.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Anselmo (di Aosta), Apollonio (di Roma), Aristo (21 aprile); Agapito, Apelle, Caio (22 aprile); Gerardo(di Toul), Marolo (di Milano), Giorgio (di Suelli), Adalberto e Giorgio (23 aprile); Alessandro (di Lione), Erminio, Ivo, Lupicino (24 aprile); Marco, Clarenzio (di Vienne), Franca (di Piacenza), Pasicrate e Valenzio, Olivo (25 aprile); Basileo, Marcellino (papa), Primitivo (martire), Cleto (26 aprile); Giovanni (di Catari), Liberale, Simeone (di Gerusalemme), Zita (27 aprile); Pietro (Chanel) e Luigi Maria (Grignion da Monfort), Gianna (Beretta Molla), Valeria, Vitale (28 aprile).

Il Santo: Il 25 aprile la Chiesa festeggia Marco, uno dei quattro evangelisti. Patrono di Venezia, di Pordenone, di Latina. Patrono dei notai, segretari, interpreti, allevatori, ottici e vetrai. Si invoca contro l’insufficienza renale. In alcune località si commemora anche il 31 gennaio.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è Zita. Deriva dal persiano e significa “vergine”. Il numero fortunato corrispondente è il 5; il suo colore è il giallo; la sua pietra portafortuna è il topazio; il suo metallo il rame. In Italia portano il nome Zita solo ottomiladuecentocinquanta donne, cioè circa lo 0,013% della popolazione del nostro Paese. Esso occupa il settecentosettesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. Più frequente in Trentino Alto Adige, dove si trovano il 21,6% delle Zita, in Veneto (15,7%) e in Friuli (11,1%). Poco frequente nel resto d’Italia. Zita: zen, interessante, tenera ed ammirata!

Compleanni storici: Il 22 aprile 1724 nacque Immanuel Kant. Auguri a lui e, soprattutto, agli studenti di tutti i tempi!

Questa settimana accadde: Il 25 aprile 2005 nacque YouTube. Alle 20:27 di quel giorno venne registrato il primo acount e, subito dopo, fu caricato il primo video, dal titolo Me at the zoo.

La notizia del giorno… un anno dopo: Nuragus. Concerto pagato in natura (L’Unione Sarda, Edizione del 23 aprile 2012, p. 17).

Feste e ricorrenze: Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra. Il 23 aprile è, invece, la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, promossa dall’UNESCO. Il 25 aprile è l’anniversario della Liberazione d’Italia.

Il Lama racconta: Gli angeli vivevano felici nel Golfo che Dio, il Signore del cielo e della terra, aveva loro regalato. Amavano sguazzare nell’acqua cristallina, giocavano a schizzarsi. All’alba si spostavano dietro lo stagno, nella lunga spiaggia bianca e finissima che si apre a sud est. E riempivano il loro sguardo innocente di tutte le tonalità del rosa e del turchese. Poi salivano sul promontorio, che divide il grande golfo in due insenature più piccole e rientrate, e da lì osservavano l’entroterra. Il primo stagno, popolato dai fenicotteri, circondato dal canneto e, in fondo, verso ovest, il secondo stagno, oltre il quale si apriva di nuovo il mare, e alle cui spalle, la sera, si accendevano le luci oro e porpora del tramonto. Era allora che pensavano a Dio, loro papà, con una certa nostalgia. Ed era allora che a lui, da lassù, per l’emozione di quei pensieri, brillavano gli occhi a tal punto da punteggiare il cielo scuro della notte con lo sfavillare di miriadi di stelle! Ma tutto quell’amore e quell’armonia non piacque affatto al Diavolo. Ribolliva di invidia e decise di schierare le sue truppe più forti e leggendarie per sottrarre quel luogo di immensa bellezza ai suoi nemici più acerrimi. Lucifero in persona guidava l’offensiva. Fu così che si scatenò la battaglia nel Golfo degli Angeli. Essi resistevano, ma poco allenati alla guerra e odiandola a morte, erano sul punto di soccombere. Dio decise di dar loro una mano e mandò l’Arcangelo Gabriele, con la sua lunga ed invincibile spada. E lo scontro finale fu proprio tra lui e Lucifero. Le spade rilucevano al sole, sibilavano al vento. I due contendenti sferzavano colpi terribili e mortali. Ma alla fine Gabriele ebbe la meglio. Disarmò l’avversario e lo disarcionò, scacciando lui e i suoi fedeli. Perso il cavallo, Lucifero, in un ultimo moto di rabbia e di invidia, volle lasciare per sempre il suo segno in quel luogo. Recuperò la sella, la scagliò sul promontorio e vi si assise sopra. Solo pochi istanti poté star lì, prima che Gabriele lo costringesse a riprendere definitivamente la via degli inferi, ma bastarono per rimodellare per sempre la roccia. Da allora quel promontorio porta il nome della “sella” e del condottiero che ve la impresse. Da allora la Sella del Diavolo attira lo sguardo di chi arriva o parte, di chi si ferma ad ammirare e fa vagare lo sguardo verso il mare, nel Golfo degli Angeli. E da sempre e per sempre ricorda a ciascuno che non c’è vera bellezza, vera bontà, vera libertà dove non si siano conosciuti bruttezza, male e schiavitù. Per combatterle e vincerle. Questo specchio d’acqua, calmo limpido e protetto, è ancora un paradiso di incomparabile bellezza e armonia. Gli angeli vi tornano nelle tenui tinte dell’alba, nei toni accesi del tramonto, nello sfavillare delle notti stellate. E la Sella è lì, a ricordare a tutti e ciascuno di essere vigili, attenti e pronti alla lotta perché bello, buono, libertà, pace ed armonia non siano mai scacciate dai nostri orizzonti (La Sella del Diavolo, liberamente tratto da una antica leggenda sarda, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Se sognare un po’ è pericoloso, la sua cura non è sognare meno, ma sognare di più, sognare tutto il tempo.

Così aggiunse Violet: Semina, semina. L’importante è seminare. Anche il seme del sogno. Per far sbocciare di fiori meravigliosi anche la realtà più grigia. 

Cartoline alla Macchia - Immagini di libertà by Rainbow


Ciao Cagliari... Sono andata via perché ho smascherato la mia ultima illusione. La mia verità è che i semafori 

sono sempre verdi e il traffico della mente trova sempre il verde e scorre via. Baci dal paese più bello che io


conosca. Quello che abito dentro di me.  


Rainbow

sabato 20 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Via Bembo - Strisce pedonali pericolose (Unione sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Entula - Kenze neke

La frase del giorno è:
Anche per copiare ci vuole stile!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


Sigla!

La domenica domenica del 2

Cellino doveva saperlo. Dite di no? Secondo me si. Perché non è vero che Cellino ha una bruscia* di fiducia, Cellino è una bruscia. Non avete capito? Non avete visto che gli unici che domenica hanno vinto in “casa” sono i rossoblu? In casa a Trieste… modestamente il Cagliari ha fatto la trasferta più trasferta del campionato! Moratti doveva aver capito, era lì che si lagnava, Trieste di qua, Trieste di là, non è adatta, lo stadio non va… E che è, la nuova massima di Boskov? Stadio inagibile è quello dove Cagliari gioca? E invece tié, ce ne siamo andati in trasferta nella domenica del 2 (ricordate il totocalcio? 1, X, 2…), non ci fregate, dice Red ridendo. Ché è meglio ridere, soprattutto quando il cielo si fa sempre più blu.
Ma iniziamo dall’inizio.
Sabato Siena e Fiorentina vincono nei campi di Pescara e Bergamo, e qualcuno ci deve dimostrare che se si fossero trasferite, il Pescara ad Albagiara e l’Atalanta a Belpasso, i risultati sarebbero stati gli stessi.
Poi arriva domenica a dimostrare che in trasferta capita anche di pareggiare, e così all’ora di pranzo Palermo e Bologna fanno un goal a testa.
E poi si fanno le tre.
Eh… Le tre. Mentre Pink ancora rilassata dal posticipo della Juventus si occupa beatamente dei fatti suoi, Red è in versione finale mondiale. Perché si può fare, e non perché l’Inter è in crisi, ma perché il Cagliari sta giocando splendidamente. E poi ci sono due punti in sospeso dall’andata, e Red non dimentica mai! Come da copione Red segue la partita su Radiolina (dalla sua vecchia radiolina Sony porta fortuna), twitter e Gazzetta. La partita non parte entusiasmante, Cossu al settimo è costretto a lasciare il posto a Cabrera per un problema muscolare, l’Inter si rende pericoloso una volta e sembra che chissà cosa sia successo, tiene palla e campo, è vero, ma se una squadra che tiene palla e campo non fa paura non c’è da preoccuparsi, e Red è tranquilla. Anche perché l’Inter non preoccupa non perché è l'Inter, ma perché il Cagliari controlla e parte in contropiede. La tattica interista per arginare il contropiede rossoblù è piuttosto discutibile: segare le gambe a Ibarbo non è una mossa così astuta, e il primo tempo si chiude sullo zero a zero. Red a questo punto ha da fare un appello ai suoi compatrioti che seguono Radiolina: ma c’è bisogno di tutto questo disfattismo all’intervallo? Mamma mia, quanto ne capiscono poco gli uomini di calcio! Lei era tranquilla, serena e fiduciosa di due allenatori due che hanno dimostrato ampiamente di sapere che cosa stanno a fare seduti in panchina: quindi zitti e non dite cose che somiglino a mazzine! E come Red prevedeva il secondo tempo si trasforma in una meraviglia: l’ingresso di Pinilla regala al nostro gioco la vivacità che mancava, la tecnica nerazzurra "picchiamo chi si avvicina alla porta" finisce per produrre ciò che è giusto che una tale tecnica produca: un rigore e il vantaggio dei “padroni di casa”. Non c’era il rigore su Pinilla? Embè? Ce n’era uno o anche due su Ibarbo, ma il punto non è nemmeno quello: siete una squadra? Prendeteci, è solo un gol! Invece nulla, minuto dopo minuto il Cagliari prende a dominare la partita, Pinigol firma la doppietta e rischia la tripletta, che, come sappiamo, se l’ha fatta Larrivey… Finiamo con una Red trionfante, con una media Inglese che se contassimo le trasferte effettive nessuno ha mai visto in natura, con una squadra bella, unita, forte e con un cuore rossoblù grande così! Cosa vogliamo di più? È facile la risposta, ditelo voi! Pink la partita proprio non l'ha vista nemmeno di striscio, ha mangiato a quattro ganasce e si stava completamente rilassando. Poi le è venuta la curiosità di sapere che cosa avessero combinato Cagliari e Inter in quel di Trieste visto che facebook brulicava di stati trionfalistici. Bisogna ammetterlo: che cosa meravigliosa vedere il Cagliari vincere a Trieste con una doppietta di Pinilla. Si, proprio quel Pinilla che l'anno scorso venne espulso per "eccesso d'esultanza" o, per meglio dire, perché rallentava troppo la ripresa del gioco. A parte che la partita è rimasta ferma tipo 20 minuti perché Pinilla era fermo e incredulo in mezzo al campo perché non riusciva a credere a quello che stava vedendo, cioè che l'arbitro lo avesse appena espulso. Ha battuto il record di stupore di Schillaci ai tempi del mondiale del 1990 (Ve lo ricordate? Che tempi quello delle notti magiche...), e badate che anche lo stupore di Schillaci era lungo!
Poi pareggiano la Samp col Genoa, Chievo e Catania, Milan e Napoli, stravince l’Udinese e poi arriva lunedì… Lunedì, quindi Lazio-Juventus. Partita importantissima (e ormai per la Juve sono tutte importantissime) per allungare sul Napoli che ha appena pareggiato col Milan. Vincere significa andare a +11 sulla diretta inseguitrice e insomma non è poco. Dicono che la Juve sia stanca e abbattuta per l'uscita dalla Champions col Bayern, dicono che anche la cabala è dalla parte della Lazio perché Conte non ci ha mai vinto contro. Dicono... Eja, fidatevi. Pink sta lavorando come una matta dannata quando inizia la partita e si perde i primi secondi Schema inconsuetissimo per Conte con il solo Marchisio dietro Vucinic unico attaccante. Dicono che fosse lo schema che Conte aveva in mente per il ritorno con il Bayern. Dicono che non è uno schema efficace. Dopo 8 minuti la Juve passa in vantaggio. Fallo netto su Vucinic in area di rigore e non c'è molto da discutere. Pink si copre gli occhi perché, cacchio, la Juventus ha una percentuale di realizzazioni bassissima! Fanno paura folle sul dischetto. Ci va Vidal comunque: gol!!! Ed è la serata di Vidal quella di lunedì perché il cileno raddoppia sempre nel primo tempo e chiude la partita senza appello. Missione compiuta: + 11 portato a casa e un passo avanti verso il titolo per il quale invitiamo ancora tutti a stare zitti in attesa della matematica. Altro che Juve demoralizzata per l'uscita dalla Champions... Altro che schema non convincente... Questa Juve va e va veloce. Spetta ancora agli altri starle dietro. Pink gioisce, lacrima ed è felice! Ora sta preparando il valium per la partita contro il Milan. Ce la può fare! 
In terra di Sardegna (ancora qualche stadio è aperto) nostro amato Tonara pareggia col Ghilarza a su Nuratze, e noi vorremmo dire due cose:
1. essendo la domenica del 2 un pareggio in casa è ottimo
2. ragazzi, noi ci crediamo! Il calcio è ancora più appassionante nei momenti di difficoltà, per chi lo ama davvero! Red da rossoblù fino all'ultima gocciolina di sangue garantisce che ci sono salvezze, e risalite anche, più belle di un mondiale... quindi dai, dai, dai!!!
Alla prossima dalle Giggi's!

*Bruscia: fattucchiera

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

In attesa di nuove...
La doppia versione di due piccole canzoncine originali sulla città dell'Appartamento.
Spero che non soffriate di diabete... ascoltatele entrambe l'una dopo l'altra soltanto in caso di calo di glicemia e dopo aver consultato un medico.
 
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 19 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lunamatrona. Ecco la Commissione per il melone in asciutto (Unione Sarda p. 30)

La canzone del giorno è:
The scientist - Coldplay

La frase del giorno è:
Fuoco, solo per veri pollici opponibili

giovedì 18 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
I dolori del giovane Zedda (Unione Sarda p. 15)

La canzone del giorno è:
Non c'è più niente da fare - Bobby Solo

La frase del giorno è:
Ho un difetto di pronuncia: non riesco a dire Capezzone!

Cartoline alla macchia - Immagini di libertà By Red



Sono nata libera. Figlia libera di una madre libera in una terra libera. Così tanto libera da non aver bisogno di essere ribelle.
Sono cresciuta partigiana per non sprecare il dono avuto dalla nascita. Non infallibile, ma sempre di parte.
Perché una parte non è mai uguale all’altra, mai.
La parte di Malpelo, Rosso, non è uguale a quella dei benpensanti, la parte dei piccoli non è quella dei grandi, quella dei poveri non è come quella dei potenti.
La parte del 25 aprile 1945 non è quella della dittatura fascista.
Sono nata libera e son cresciuta partigiana, e rossa.
Grata ai partigiani, che per farmi libera fin dalla nascita hanno combattuto.
Red

martedì 16 aprile 2013

Ritratto di Signora - Ritratto di "zia Row" by Stefania Sottile


Pensando alla storia dell'ultimo secolo, ai personaggi che hanno fatto clamore per le loro idee evoluzioniste e condivise da una minoranza e messo in luce disagi e discriminazioni, non è stato semplice decidere a quale grande donna dedicare le mie riflessioni. Credo che molte donne meritino di essere citate, eppure tra tante bisognava sceglierne una. Avrei potuto menzionare una di quelle donne combattive che si sono battute per tutte noi, il cosiddetto "sesso debole", però ho ritenuto fosse altrettanto coraggioso parlare di colei che, grazie alle sua dote descrittiva, ha donato un mondo magico a tutti noi…adulti compresi! Sto parlando di J. K. Rowling, "zia Row", che con i sette libri della saga di Harry Potter, ha donato a tutti un mondo nel quale rifugiarsi ogni qualvolta possibile. Un mondo in cui vivere esperienze uniche, fantastiche ed emozionanti, passato alla storia di generazione in generazione. Nei personaggi creati, soprattutto con le donne che ne riempiono le pagine, ha dimostrato con quanto intelletto, coraggio, umiltà, orgoglio e sacrificio, tutte noi siamo in grado di affrontare la vita quotidiana, nella quale confrontiamo aspettative e delusioni con ciò con cui ci rapportiamo e con la determinazione con la quale affrontiamo le sfide. L'autrice ha creato differenti personaggi con le quali è quasi impossibile non identificarsi: non si può non citare "Ninfadora Tonks", Auror del Ministero della Magia, metamorfomagus nonché strega brillante e curiosa, sempre schierata in prima fila nella lotta contro il male, il Signore Oscuro e i suoi seguaci. Questa donna, come molte altre, ha trovato il coraggio e la forza di combattere per i diritti e la libertà, sacrificando la vita privata e un futuro roseo con suo marito e il figlio per il benessere di tutti. Coraggio, determinazione, sacrificio: peculiarità queste di una donna immaginaria, ma comuni alle donne reali, le stesse donne che nel corso dei secoli (nel nostro mondo, quello "babbano"!) si sono battute per la dignità e la libera espressione. Ancora, Hermione Granger, ambiziosa studentessa e personaggio cruciale dell'intera saga, grazie alle due doti magiche straordinarie, dal carattere autoritario, dalla lucidità dimostrata e dall'elevato intelletto, esce vincitrice al fianco dei suoi amici nelle varie avversità incontrate. Anch'essa, purtroppo, é costretta a rinunciare a qualcuno nella lotta per il bene comune. La nostra eroina, come altre prima di lei, dovrà con dolore rinunciare alla propria famiglia e non esiterà a farlo, seppur per un breve periodo. Altro esempio di donna, e non potevo non citarla, Lily Evans in Potter, la madre che sacrifica la vita insieme al marito per quell'amore che si prova solo per il proprio figlio e per l'intero mondo magico. Sacrificio umano per la sopravvivenza altrui. Sono pochi esempi, che dimostrano però come l'autrice, in ognuna delle protagoniste, abbia rappresentato ciò che ogni donna è in grado di fare per superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi prefissati. Queste sono le ragioni che, a mio avviso, rendono merito alla scrittrice e alle donne meravigliose che ha creato. Ognuna di loro vive in noi!

Breaking news

La notizia del giorno è:
A Oristano mille soste blu (Unione Sarda, Oristano e provincia)

La canzone del giorno è:
Le mille bolle blu - Mina

La frase del giorno è:
Tieni, prendi un fazzoletto! Sembra impossibile, ma nei momenti più gravi non hai mai un fazzoletto!

lunedì 15 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tra elmetti, vestiti e formaggi (Unione sarda, p. 15)

La canzone del giorno è:
L'eccezione - Carmen Consoli

La frase è:
ITunes è il mio programma preferito dopo la Domenica Sportiva della lampada alogena!

Cartoline alla Macchia - Immagini di Libertà by Violet


Avete mai sentito il profumo della libertà? Sì, ha un odore la libertà. Un profumo. Inconfondibile. Incancellabile dall’archivio olfattivo di chiunque lo abbia percepito. Anche solo di sfuggita. Da lontano. Per caso.
Avete mai visto il colore della libertà? È il colore d’arcobaleno di piccole gocce che scappano dal getto di una cascata. Rischiano ad uscire dalla corrente. Rischiano che il caldo sole le evapori. Ma regalano uno scintillio iridato sfuggente ed infinito al tempo stesso. Perché quando l’infinito entra dentro, non abbandona più!
Avete mai visto il volto della libertà? Siete mai stati a casa sua? Avete mai conosciuto almeno uno dei suoi paladini? Dei suoi testimoni?
Se sì, avrete annusato, tutt’intorno. Alla ricerca di quel profumo. Perché a dire libertà non basta il suo colore, che poi è uno e molti, e svela luce e pace. Non basta il suo nome. Non basta il suo volto. Le sue rughe. I suoi occhi provati dalle notti insonni, di combattimenti esteriori ed interni. Non bastano i luoghi. La casa. La strada. Le persone.
Serve la sua fragranza.
Vi siete fatti inebriare, almeno una volta, dal suo profumo? Se sì, non vi sarete più trovati nello stesso luogo. Perché lei porta lontano. Non sarete più stati la stessa persona. Perché lei ama. Penetra. Prende. E cambia. Non avrete più avuto la stessa casa. O riconosciuto casa lo stesso luogo.
Vi siete mai seduti a farvi investire dal vento fresco della libertà? L’avete lasciato agire? E poi l’avete sfidato a braccia aperte ad accoglierlo e cedere, a trattenerlo e resistergli? E, infine, l’avete annusato, perché potesse portarvi tutto il suo profumo a liberar nari e trachea, bronchi e polmoni, dallo stantio, dall’inquinamento esterno e interiore?
Sì! Se siete ancora qui, con me. È perché conoscete tutto ciò. Conosciamo il profumo della libertà!
E allora possiamo dirlo senza imbarazzi cosa sia. Quale sia. E tenere alla larga ogni sua edulcorazione o appropriazione indebita. Perché c’è un gran darsi da fare in tutto questo nostro strano pianeta ad appropriarsi della libertà, a fare di lei un concetto, una bandiera, un’ideologia… Ma noi sappiamo il segreto: annusiamo. Alla ricerca del suo profumo!
Vedete, amici, vi faccio un esempio, uno solo: ho quarant’anni e vivo in una città bellissima e rilassata, Casteddu; in una Terra, sa Sardigna, che è stata da sempre occupata, ma ha saputo mantenersi libera nel suo profondo; in un Paese che ha una Costituzione bellissima, che leggo e rileggo, ce l’ho nel comodino, che è il luogo dei libri del cuore, insieme a Bibbia e Vangelo. Eppure in questa Italia, in questa Sardegna, in questa Cagliari il 25 aprile 2012 capitò una cosa singolare.
Il prefetto della città autorizzò al Parco delle Rimembranze una commemorazione dei caduti di Salò organizzata da gruppi di estrema destra. Naturalmente i comitati antifascisti della città provarono ad organizzare, dopo le manifestazioni della mattina, presenziate dalle autorità, una contromanifestazione che prevedeva l’occupazione pacifica del Parco delle Rimembranze al fine di impedire una palese provocazione al senso comune della Giornata della Liberazione. Risultato: due ore di scontri tra comitati antifascisti e forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa. Il centro commerciale di Cagliari bloccato e sotto assedio. Manganellate, fumogeni. Quattro feriti.
È breve la mia vita, è vero. Lo è rispetto alla storia. Ma non pensavo che avrei potuto veder cose simili. In nome della “libertà” di manifestare, ognuno le proprie idee.
Per questo dico: annusiamo l’aria. Lì non c’era profumo di libertà. Se parlassi in sardo con voi vi direi che c’era puzza di “atza”. Di sopraffazione. Di ricerca di aver ragione a tutti i costi. Di marcio. Di combattimento. Di sudore da braccio di ferro!
Giuro, solo un altro piccolo esempio. È libertà cercare di cambiare la politica del proprio Paese? Certo! Di cambiare la sua classe dirigente e di mandare a casa chi approfitta del suo ruolo per lucrare, anziché servire lo Stato? Ovvio! Eppure a me le ultime elezioni e tutto ciò che ne è seguito hanno lasciato un gusto amaro. Ho cercato di non perdere la speranza. Di convincere chi disperava che poteva ancora venirne qualcosa di buono. Ma vedo utilizzare la parola libertà e quella democrazia, una delle sue figlie, in maniera troppo distorta per rimanere convinta del tutto che le abbiamo davanti e non ce le siamo lasciate alle spalle!
È vero, a parlare di libertà e politica si riempiono vagoni di facile retorica. Ed io non voglio farlo. Perché, come vi ho detto, la libertà non è un concetto. Non solo. Non sono parole. Non solo. È un profumo…

Io l’ho annusata la libertà. Sola in un vecchio forte di montagna abbandonato. Dove si era combattuto per lei. E lei c’era. Giocava a nascondino con quelle pietre ormai secche e abbandonate. Si nascondeva. E si svelava. Sapeva di umido e sole. Sapeva di dolce, come le erbe di alta montagna, che attendono il temporale di metà agosto. Come il sangue versato in quel luogo per fare l’Italia, per difendere l’Italia. Sapeva di muschio. Sapeva di fresco. Come il vento che sale dalle pendici del monte. Sapeva di sale. Come la fatica che ci brucia dentro, nel sceglierla ogni giorno. Sapeva di fiori di campo. Come quelli che si trovano per salire fin lassù.
Certo, la libertà è tanto. Troppo, per relegarla solo a vicende politiche e partigiane di un piccolo Paese e di un piccolo Popolo, come il nostro. Eppure se penso a libertà, penso a liberazione. Se dico liberazione, dico 25 aprile 1945. E se, mentre faccio questi pensieri, chiudo gli occhi e annuso, sento il suo profumo. E nel cuore pace. E gratitudine. Per tutti coloro che hanno conservato per me, anche a costo della vita, il diritto di chiudere gli occhi e annusar l’aria!

Saluti dal Forte
Violet

domenica 14 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ambiente - In posa per i vigili urbani (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
J'entends siffler le train - Franco Battiato

La frase del giorno è:
I haven't failed. I've just found 10000 ways that won't work. (T. Edison)

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (Sardegna, Europa, pianeta Terra, Sistema Solare, Via Lattea, Universo) il Sole sorge alle 6:47 e tramonta alle 19:59.

Luna: Il 18 aprile alle 12:33 la Luna compie il suo Primo Quarto. Il giorno 15, invece, alle 21:58, raggiungerà l’apogeo.

Cielo del mese, i pianeti: Dopo un lungo avvicinamento che per diversi mesi ha relegato Marte ad essere difficilmente osservabile (troppo basso sull’orizzonte occidentale) il 18 aprile si verifica, finalmente, la congiunzione tra il pianeta rosso e il Sole. Tra qualche settimana si potrà rivedere, prima dell’alba, nel cielo del mattino. Il 19 aprile, inoltre, Marte passa dalla costellazione dei Pesci a quella dell’Ariete.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Alfonso (da Siviglia), Frontone (abate), Lamberto (di Lione), Liduina, Valeriano (14 aprile); Anastasia e Basilissa, Crescente (di Mira), Marone (15 aprile); Bernadette, Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio (e compagni), Leonida (16 aprile); Innocenzo (di Tortona), Elia, Paolo e Isidoro (17 aprile); Atanasia (di Egina), Perfetto (di Cordova), Galdino (18 aprile); Emma (di Sassonia), Leone (IX papa), Marta (di Persia), Geroldo (19 aprile); Agnese (Segni di Montepulciano), Aniceto, Marcellino (di Embrun), Sara (di Antiochia), Endelienda (20 aprile); Anselmo (di Aosta), Apollonio (di Roma), Aristo (21 aprile).

Il Santo: Il 14 aprile la Chiesa ricorda Valeriano, sposo di Cecilia. Nato nel 117, fu martirizzato nel 229 assieme a Massimo e Triburzio. Patrono di Forlì.

Il nome: Questa settimana Violet vi consiglia il nome Sara. Nome molto antico e presente nella Bibbia, deriva dall’ebraico Sarah e significa “signora, principessa”. Sara fu anche la moglie del patriarca Abramo. L’onomastico si festeggia il 20 aprile o il 10 dicembre. Il numero fortunato legato a questo nome è il 2; il colore è il rosso; la pietra portafortuna è il rubino; il metallo è l’oro. In Italia ci sono cinquantatremilaseicentoquarantadue donne che portano il nome Sara, cioè circa lo 0,09% della popolazione italiana. Si attesta al duecentottantatreesimo posto nella classifica dei nomi più diffusi. È diffuso abbastanza uniformemente in tutto il territorio, con punte intorno all’8% in regioni come il Trentino e il Friuli. Sotto il 2% solo in Sicilia. Sara: sexy, ammirata, romantica.

Compleanni storici: Il 15 aprile 1843 nacque Henry James.

Questa settimana accadde: Il 14 aprile 1894 Thomas Alva Edison effettuò la prima dimostrazione del cinetoscopio, un apparecchio precursore di un proiettore cinematografico.

La notizia del giorno… un anno dopo: Proibito parlare ad alta voce nel regno delle cartelle pazze (L’Unione Sarda, Edizione del 14 aprile 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Il 16 aprile si celebra la Giornata mondiale contro la schiavitù infantile. Quel giorno, nel 1995, morì Iqbal Masih, un bambino pakistano, operaio, sindacalista e attivista che è diventato simbolo della lotta contro il lavoro infantile nell’industria del tappeto. Aveva 12 anni.

Curiosità: Il 21 aprile, secondo la tradizione, è il natale di Roma. Il 18 aprile è la Giornata Mondiale del Radioamatore.


La matita Rossa e Blu: All’ingresso del paese dove vivo, pardon della Città di Monserrato, c’è, come in molti comuni della nostra Regione Autonoma, un doppio cartello: sono riportati il nome in italiano e in lingua sarda. Pauli, in quest’ultima. Fin da ragazzi tutti i monserratini (o palesi che dir si voglia) da quaranta/cinquanta anni ad oggi, da quando si studia l’inglese, per ridere sulla presunta grandeur dei suoi abitanti, chiamano il loro paese (pardon città) Pauli City. Ecco che qualche buontempone, come spesso capita, si è divertito nottetempo a correggere il cartello e, armato di bomboletta spray, sotto PAULI ha aggiunto la scritta in vernice SITI!!! Non è un errore: “΄siti” come il codice di pronuncia internazionale, l’alfabeto fonetico, prevede. 

Il Lama racconta: Tanto tempo fa, o forse ieri, Dio, il Signore del cielo e della terra fece un patto con gli angeli. Promise di far loro un regalo. Se avessero trovato sulla terra un luogo adatto per farne una dimora, un luogo di pace, di rispetto, di felicità e d’amore, sarebbe stata un dono del creatore alle sue creature più belle. Essi felici volarono sulla terra e si misero alla ricerca. Ma, ovunque, videro cattiverie, guerre e odii. Sconsolati stavano per risalire lassù, quando il più piccolo di loro, il più curioso, lanciò, non senza un pizzico di nostalgia, un ultimo sguardo in mezzo al mare. E là in mezzo all’azzurro, al blu vide una grande isola verde. Non c’era rumore di armi, ma il belare degli agnellini. Non c’erano campi pieni di eserciti schierati a battaglia, ma grano verde, mosso dalla brezza come il mare ha le sue onde. E papaveri rossi. C’erano uomini semplici e felici, discendenti di quei giganti che avevano sconfitto la tirannide. C’era bellezza ed armonia. E all’estremità meridionale di questa terra speciale essa trapassava nel mare con la delicatezza di un fiore turchese racchiuso in un grande golfo. Gli angeli salirono lesti e lieti in cielo e riferirono al Signore ciò che avevano visto. Ed egli mantenne la sua promessa. Tutta quella meraviglia sarebbe stata loro e, per suggellare il patto, da quel giorno quella splendida insenatura si sarebbe chiamata Golfo degli Angeli (Il Golfo degli Angeli, liberamente tratto da un’antica leggenda sarda, Violet per la Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni.

sabato 13 aprile 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Consulta. Gallo contro porcellum (Unione Sarda p. 3)

La canzone del giorno è:

Another Suitcase in Another Hall - Madonna


La frase del giorno è:
Non voglio un teriantropo, voglio un terigallo!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca


Das Weinfass
Nelle cantine del Castello è ospitata una cosa che ogni turista di passaggio per HD non dovrebbe rinunciare di vedere per niente al mondo. La prima (o la seconda ?) botte di legno più grande che sia mai stata riempita di vino. La volle Carlo Teodoro nel 1751 e, allora, ecco 130 tronchi di quercia per un otre lungo 8,5 m e alto 7 per una capacità di 221.726 l. Particolarità che si aggiunge alle sue dimensioni è la pista da ballo che la sovrasta ancora oggi.
Davanti si trova la statua del nano “Perkeo” posta su un piedistallo. Questo personaggio era un altoatesino avvezzo alle grandi bevute ed era il buffone di corte di Carlo Filippo (1716-1742). Il suo nome deriva dalla storpiatura della risposta obbligata che dava a chi gli chiedeva se gradisse un altro bicchiere: “Perché no?”. Il mito vuole che morì per essersi fatto convincere a bere uno squallido bicchiere d’acqua. È ancora oggi il simbolo del Carnevale di HD e della gioia di vivere degli abitanti del Palatinato.
Studentenkarzer
Scendendo nell’Altstadt, nell’Augustinstrasse, proprio nel retro dell’Università, c’è quel che resta del convento agostiniano dove, il 26 aprile del 1518, Martin Lutero spiegò la sua dottrina contro la compravendita delle indulgenze della Chiese Cattolica davanti all'assemblea generale dei suoi confratelli.
Qui si trova soprattutto “il carcere degli studenti” aperto dal 1712 fino al 1914. Infatti, gli studenti, che durante il loro periodo di studio a HD erano sotto la giurisdizione dell’Università, scontavano in queste tetre stanze, che i loro ospiti denominarono “Gran Hotel” o “ Sanssousi” e affrescarono con ritratti e scenette di vario genere, le pene a loro impartite per non aver rispettato l’ordine pubblico. Ubriachezza, disturbo della quiete notturna e moleste gravi (o una combinazione di questi reati): 2 settimane di detenzione. Resistenza a forza pubblica: 4 settimane. In più, nei primi 2-3 giorni pane e acqua e niente visite. In ogni modo, anche la detenzione in carcere era considerata una parte integrante del curriculum studiorum.
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 12 aprile 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ploaghe. Muscoli d'acciaio a Braccio di Ferro (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
I'm Popeye the sailorman - Billy Costello

La frase del giorno è:
Prossimamente al cinema: Periodi ipotetici del terzo tipo

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo




La domenica delle belle speranze

12 aprile. Chi sa che giorno è?
Red si accinge a scrivere lo “stiletto” in un pomeriggio assolato, e non può non chiedere “che giorno è?”. Cosa è successo quarantatré anni fa? Quanti clacson suonavano a Cagliari a quest’ora? Come stava Carlo Felice in piazza Yenne? C’era il sole come oggi? Red non c’era, ma sua mamma Antonia si! Ed era anche piuttosto felice. Per chi non avesse ancora capito il 12 aprile è il giorno dello Scudetto. Per chi tifa il Cagliari non c’è bisogno di dire quale, ma anche se un giorno dovessero venirne altri (bucca mia santa) sarebbe comunque lo Scudetto, unico, con una squadra unica, un allenatore unico e un GIGGI unico! Pink ricorda che un anno fa iniziò, per il Cagliari, la via crucis a Trieste ed un anno dopo le cose non sono cambiate: il Cagliari torna a Trieste dopo la "meravigliosa" non-avventura di Is Arenas. 
Tornando all’anno del Signore 2013 più passa il tempo più le speranze si fanno limpide e belle, per la parte Rosa di vincere, per la parte Rossa di salvarsi, che per come stavamo a dicembre e per quel che succede ora, sarebbe ben più che una vittoria, alla facciaccia di chi ci diceva: “mi dispiace, ma quest’anno andate in B”. Pink, pragmaticamente, ci tiene ad aggiungere che manca la matematica e invita Red a tener fede al suo fortunato principio. 
La Rossa-blu a questo punto però richiama tutti: ma volete stare zitti? Il prossimo che dice in anticipo quello che non è ancora successo lo fulmino, ovunque si trovi! Anche perché non abbiamo mica smesso di soffrire, mica il pareggio a Catania è venuto senza che la povera Red non rimpinguasse la parte bianca dei suoi capelli, mica uno zero a zero, per quanto utile e guadagnato con impegno e gioco è qualcosa che possa riempire il suo stomaco goloso di cioccolato e vittorie! La partita non è stata il massimo della vita, è stata difficile, con un Catania che sta dando filo da torcere a chiunque, ci siamo messi nella posizione dei guasta feste. Diciamo che per una volta sono i siciliani ad aver incontrato una squadra “ostica” che ha intercettato il loro gioco e li ha messi in difficoltà. Il risultato non è generoso ma nemmeno ingiusto. Però decisamente prezioso, e rende Red sempre più fiera di questo Casteddu che da tempo viaggia beato e senza affanni al ritmo delle grandi.
La Pink-Juventus incontra invece il Pescara, e rimedia tre punti molto utili ai sogni di scudetto! Però attenti al Pescara, che con la Signora non si rivela affatto quell’accrocchio di sfigati che sembrerebbe dalla classifica e dai risultati. Non sarà un accrocchio, ma due gol li prende lo stesso e la Juve si porta a casa il risultato. Ci sarebbe molto da raccontare della Juventus in campionato: Dalla vittoria col Bologna alla straordinaria vittoria con l'Inter a San Siro per arrivare a quella con il Pescara con un occhio già lanciato verso la Champions. la juve ci crede, spinge e si tiene a +9 dai Napoli quando mancano ancora sei giornate alla fine e c'è ancora veramente molto molto da lavorare. In gol s'è rivisto Vucinic e tutto questo piace a Pink. E' momentaneamente sparito Giovinco a causa di un infortunio. L'attaccante meno amato da Pink ha resistito al devastante, inutile e barbarico fallo di Cambiasso con l'Inter ma poi ci ha lasciato un ginocchio da un'altra parte. Speriamo che si riprenda presto, che in lotta scudetto non si sa mai che serva, fosse anche per entrare in porta calciato insieme alla palla. Il peso comunque è lo stesso. 
E poi e poi e poi… Pareggia il Milan con la Fiorentina (anche a simpatia tra Allegri e Montella direi che ci sta il 2-2), pareggia il Bologna con Torino (che va bene a Red), il Palermo strapazza la Samp, Siene e Parma fanno niente a niente, l’Udinese ne fa tre al Chievo, l’Inter ne fa tre all’Atalanta ma, ops! Ne prende quattro! Il Napoli, porca miseria, vince, e lunedì c’è il derby della capitale. Mi dispiace ma non merita un commento la partita, piuttosto Roma ha dimostrato di meritare un Olimpico molto più chiuso di Is Arenas., cosa che in effetti è stata fatta dall'UEFA. Pink ha un termine in mente, ma non le piace tanto dirlo, per cui si astiene. 
In Promozione il nostro Tonara è battuto per 2-1 dall’Usinese a Sassari (Red si è persa per la 131, poi ha pensato che il Cagliari giocherà a Trieste e manderà la Triestina a Bologna e si è ritrovata). Ragazzi rossoneri belli… Lo sappiamo che è un momento difficile, ma non solo voi siete sempre i nostri diletti, ma le Giggi’s vi sostengono ancora di più! Dobbiamo fare una trasferta barbaricina? Tanto siamo (per ovvie ragioni) in astinenza da stadio, guardate che arriviamo a portarvi fortuna!
…E poi arrivò il mercoledì di Champions. E il Bayern dormì a Torino svegliandosi due volte a causa dei cori troppo forti. E due gol fece. Due ne fece all'andata e due al ritorno: Bayern troppo forte per una Juventus che non se l'è manco tentata, o comunque non se l'è tentata abbastanza. Pink s'è fatta un'idea, visto che non è nello stile di un allenatore "tecnico-tattico motivazionale" come Conte non gasare i giocatori prima della partita. E se fosse perché si era sparsa la voce che Pink, in caso di semifinale conquistata, avrebbe fatto un numero di burlesque dedicato? Evidentemente hanno pensato allo schifo e si son tirati indietro: codardi!!!
Anche per questa settimana è tutto: alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!

Così parlò Mamma Antonia: avevo l'abbonamento nelle poltroncine numerate!
Così disse Zia Dolly: Ma allora lo fanno apposta con lo stadio?

Sigla!!

giovedì 11 aprile 2013

Viaggio nella vita della donna: Cosa ridi? By Red


Esco di casa all’ultimo minuto disponibile, dopo aver passato tutto il tempo che avevo a disposizione nell’impresa di colorare le occhiaie e colmare le borse sotto gli occhi. Incontro sulla metropolitana un conoscente, un quasi amico, fate voi. Saluti, convenevoli, e “Vale, tutto a posto? Hai due occhi stamattina… stai bene?” io sorridendo, gentile come sono sempre “non sono molto in forma stamattina, ma è tutto a posto, tranquillo” e lui “ah, avrai le tue cose! Ahahahah!” e giù risatina idiota. Che minchia ridi? E poi non si chiamano “cose”, mie o tue che siano, e neppure “ciclo”. Le cose sono oggetti, il ciclo è il susseguirsi ciclico delle diverse fasi che ogni mese l’apparato sessuale femminile attraversa, tra le quali ci sono le “mestruazioni”. Ecco, MESTRUAZIONI. Questo è il nome, e non è una parolaccia. A pronunciare questa parola non ci si sporca, non si attorciglia la lingua, non scendono fulmini dal cielo, non succede nulla! Ad avere le mestruazioni qualcosa succede, ma non di essere contagiose, di non potersi fare il bagno al mare, di non potersi lavare i capelli o di non avere diritto a star male quanto e come capita di star male. Succede semplicemente che si ha una emorragia, perché il nostro organismo, dopo che l’ovulazione è passata indenne a qualunque fecondazione, deve rinnovare tutto un apparato di vasi sanguigni che aveva pazientemente intessuto per accogliere una eventuale gravidanza. Ecco, il nostro corpo è così: una tela di Penelope, un eterno e misterioso Mandala, che costruisce e distrugge per ricostruire. Non c’è saggezza sviluppata in millenni di meditazioni di menti maschili che non sia già contenuta, in forma elementare e naturale, in un utero e noi che facciamo? Ce ne vergogniamo, bisbigliamo imbarazzate il nome di una condizione del tutto naturale. Le mie cose, quei giorni, gli ospiti, il ciclo, oppure nulla, solo un sorrisino imbarazzato. E ci facciamo prendere in giro, ci vergogniamo del nostro momento senza controllo, e ci accodiamo alle risate degli altri, anche se vorremmo dire solo “Che minchia ridi?”.
Ora spiego bene bene cosa succede a me, che sono fortunata, che riesco a fare tutto e, giuro, non mi sono mai minimamente sognata di lagnarmi delle mestruazioni, neppure quando, lavorando in cantiere senza i bagni, ho provato la meravigliosa sensazione di cambiarmi i tampax in piena campagna e di portare carriole piene di terra col mal di reni a palla. Il fatto di avere una emorragia in corso rende deboli, visibilmente più deboli del solito, stanchi e fiacchi. Ci si fa forza e ci si alza, si è scattanti e sorridenti, ma con più fatica del solito. Poi c’è la zona del basso ventre che fa male, a me di solito in maniera leggera, ma persistente, mentre mi fa più male la schiena, come si suol dire, i reni. Poi ci sono dei piccoli crampetti, che arrivano all’improvviso, sono brevissimi ma fanno male, che cavolo! La stanchezza è quel che mi frega di più, insieme alle occhiaie e al sonno agitato. Tutto ciò non è grave, è passeggero e non gli do’ peso. Ma, chissà perché, non mi diverte che un quasi sconosciuto si senta in diritto di riderci su.
Poi c’è il morale, che fa tanto sganasciare dalle risate. “In quei giorni non ti si può toccare, sei isterica!”. Vi informo che non è divertente essere isteriche e nemmeno tristi. Tanto meno perdere il controllo di sé per qualcosa di relativamente stupido.
Anche in questo caso io sono molto fortunata, non mi succede nulla che possa fermarmi. Fino a qualche anno fa non mi accadeva nulla, o forse, essendo una malinconica di natura, non davo nessun peso a quelle che classificavo come paturnie adolescenziali. Ora è diverso: per quanto bene stia e per quanto sorrida, o finga, mi sento triste nei giorni che precedono e durante le mestruazioni. È più forte di me, mi trovo immersa in una malinconia immotivata ma profonda. So che passerà, maledico i miei ormoni, eppure succede. Non lo dico a nessuno, me lo tengo e sorrido, ma non mi diverte che sia oggetto di prese per il culo. Dovete capire che per quanto noi giovani donne spiantate in pseudo carriera possiamo essere felici per il fatto di non essere incinte, i nostri ormoni, che sono più saggi, antichi e ancestrali della nostra ragione, leggono il fatto che un ventre a trent’anni suonati si ostini a rimanere vuoto, come un fallimento, e trasferiscono all’anima il senso di vuoto che rilevano nell’utero. Durerà pochi giorni, verrà dimenticato, tornerà.
Quindi si, ho le MESTRUAZIONI. Sono naturali, posso far tutto, sto bene, non c’è nulla di grave, non provo alcun imbarazzo di ciò che accade nel mio corpo e il dolore che provo, grande o piccolo che sia, non è stupido né divertente. Faccio da sola, mi consolo da sola, se serve mi prendo un mimesulide, aspetto e mi passa. Se chiedete cosa si possa fare, un abbraccio può andar bene. Dopo le coccole possiamo anche riderci su, insieme.   

Cartoline alla Macchia - by Cyan


Miei cari, 
credo che questa sia l’occasione giusta per fare una riflessione. Su cosa, vi domanderete…
Sulla libertà!
Perché, da noi che, fortunatamente, liberi lo siamo, la libertà è data per scontata. Purtroppo, non tutti gli esseri viventi, possono dire di essere liberi. E non intendo liberi da catene che stringono i polsi o le caviglie. Penso a catene molto più pesanti, quelle che imprigionano le menti…
Noi siamo fortunati, perché, fondamentalmente, abbiamo la possibilità di scegliere cosa fare o non fare nella nostra vita. Noi possiamo, davvero!
Vi abbraccio, lasciandovi in dono, uno stralcio del testo di una canzone di Angelo Branduardi, “Si può fare”
Ecco, questo è il mio concetto di libertà
LIBERTA’ = SI PUO’ FARE!!!
Cyan

mercoledì 10 aprile 2013

Ritratto di Signora - Maria Montessori by Silvia Marini


Il mio Ritratto di Signora preferito è quello di una grande donna italiana vissuta tra il 1870 e il 1952 che, oltre a lasciare un segno nel mondo pedagogico, ha regalato alle mamme e alle educatrici del
futuro un prezioso esempio di umanità e saggezza racchiuso nel nome di Maria Montessori.
Fin dai primi anni di studio Maria manifesta un forte interesse per le materie scientifiche come la matematica e la biologia, una circostanza che le causerà contrasti con i genitori, che avrebbero voluto avviarla alla carriera di insegnante.
Nonostante l’opposizione del ministro Bacelli e grazie invece all'aiuto di papa Leone XIII si iscrive alla Facoltà di Medicina dell'Università “La Sapienza” di Roma, dove sarà la prima donna a
laurearsi in medicina (nel 1896) dopo l'unità d'Italia. Si dedica con passione e metodo alla ricerca in laboratorio e oltre ai corsi di batteriologia e microscopia segue il corso di ingegneria sperimentale. Studia anche pediatria all'Ospedale dei bambini, le malattie delle donne negli ospedali di San Giovanni in Laterano e del Santo Spirito di Sassia.
È una studentessa molto capace, tanto da vincere un premio di mille lire dalla Fondazione Rolli per un lavoro in patologia generale e da occupare nel 1895 un posto di “aggiunto in medicina” degli ospedali con il diritto di entrare nella Società Lancisiana riservata ai dottori e professori degli ospedali di Roma fino ad allora esclusivamente dominati dagli uomini che, spiazzati e disorientati dall'arrivo di questa nuova “creatura”, si prendono gioco di lei arrivando persino a minacciarla. A questo atteggiamento l'animo sensibile della Montessori risponde con una decisa reazione nei confronti del genere maschile tanto da escluderlo addirittura dalla sua vita, ma trova comunque la forza di andare avanti nelle sue ricerche.

Consegue il titolo di laurea il 10 luglio del 1896 con una tesi a carattere sperimentale dal titolo “Contributo clinico allo studio delle allucinazioni a contenuto antagonistico”, divenendo così la prima dottoressa d'Italia.

Maria ottiene la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica dell'università di Roma, in collaborazione con Giuseppe Ferruccio Montesano (con cui ha un sodalizio professionale e affettivo), dedicandosi al recupero dei bambini e delle bambine con problemi psichici, da lei definiti anormali. Il lavoro in clinica la porta ad entrare materialmente in contatto con gli ambienti scientifici di Inghilterra e Francia e ad avviare gli studi riguardo alla possibilità di inserimento nella comunità dei bambini e delle bambine anormali, attraverso un percorso di educazione adeguato.

La partecipazione a numerosi convegni pedagogici, in varie città europee, le permetterà di entrare in contatto con la scuola di Itard e Seguin e di apprendere i loro metodi sperimentali di rieducazione dei minorati mentali. Contribuisce con il suo impegno all'emancipazione femminile. Partecipa al Congresso Femminile di Berlino nel 1896 in veste di rappresentante dell'Italia nel quale interviene in favore del diritto alla parità salariale tra donne e uomini. Partecipa anche al successivo Congresso Femminile di Londra (1899).

Nel 1898 presenta a Torino, al congresso pedagogico, i risultati delle sue prime ricerche e dopo breve tempo, diventa direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma. Con lo spostamento dei suoi interessi sul lato dell'educazione, decide di rinnovare le sue basi culturali laureandosi in filosofia.

Intorno al 1900 inizia un lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S. Maria della Pietà dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficoltà o con turbe del comportamento, i quali sono rinchiusi e trattati alla pari degli altri malati mentali adulti e in stato di grave abbandono affettivo.

L'eccezionale dottoressa, oltre alla profusione di amore e di attenzione umana che elargisce a queste povere creature, si rende ben presto conto, grazie al suo acume e alla sua sensibilità, che il metodo di insegnamento usato con questo tipo di “pazienti” non è corretto, non è insomma adeguato alle loro capacità psicofisiche e alle loro esigenze.

Dopo numerosi tentativi, anni di osservazioni e prove sul campo, la Montessori arriva così ad elaborare un nuovo e innovativo metodo di istruzione per bambini disabili. Uno dei concetti basilari di questo metodo (che affonda comunque le sue radici all'interno dell'evoluzione del pensiero pedagogico), è centrato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all'interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre. Da qui ecco allora una consequenziale differenziazione dei piani di studio e di apprendimento, “tarati” sulle reali possibilità del bambino. Si tratta di un processo che oggi può apparire scontato, ma che ha richiesto un'evoluzione degli approcci pedagogici e una riflessione attenta, all'interno di questo pensiero, su cosa sia o non sia un bambino e su quali caratteristiche peculiari una creatura del genere, di fatto, abbia.

Il risultato di questo sforzo conoscitivo porta la dottoressa ad elaborare un metodo di insegnamento del tutto differente da qualsiasi altro in uso all'epoca. Invece dei metodi tradizionali che includevano lettura e recita a memoria, istruisce i bambini attraverso l'uso di strumenti concreti, il che dà risultati assai migliori. Viene rivoluzionato da questa straordinaria didatta il significato stesso della parola “memorizzare”, parola che non venne più legata ad un processo di assimilazione razionale e/o puramente cerebrale, ma veicolata attraverso l'empirico uso dei sensi, che comportano ovviamente il toccare e il manipolare oggetti.

I risultati sono talmente sorprendenti che, addirittura, in una prova controllata da esperti e dalla stessa Montessori, i bambini disabili ottengono un punteggio più alto di quelli considerati normali. Ma se la stragrande maggioranza delle persone si sarebbe ritenuta soddisfatta da un tale risultato, questo non vale per Maria Montessori che viceversa ha una nuova, propulsiva idea (da cui si può ben valutare il suo eccezionale spessore umano). La domanda di partenza che si pone è: “Perché i bambini normali non possono trarre profitto dallo stesso metodo?”. A tal fine, nel 1907, a San Lorenzo, apre la prima Casa dei Bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d'infanzia: Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello (Perugia) durante il primo corso di specializzazione (1909). Il testo viene tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo. Al suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la presentò come the most interesting woman of Europe (la donna più interessante d'Europa). Da quel momento, il suo metodo avrebbe riscosso un buon interesse in tutto il Nord America.

Dal successo dell'esperimento romano nasce il movimento montessoriano, dal quale nel 1924 avrà origine la scuola magistrale Montessori e l'"opera Nazionale Montessori", eretta, quest'ultima, in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all'attuazione e alla tutela del suo metodo. Maria Montessori ne diviene Presidente onoraria.

Il suo successo non l’ha resa immune da aspre critiche che la definivano un’abile ammaliatrice, una camuffatrice e un’affarista, ma Maria lascia cadere le critiche, va avanti e riesce ad organizzare nel 1926 il primo corso di formazione nazionale che preparava gli insegnanti a seguire il suo metodo.

I bambini disabili di cui Maria Montessori si prese amorevolmente cura e a cui rimarrà affezionata per il resto della sua vita, dedicandovi tutti i propri sforzi professionali, ricambiarono la sua dedizione con altrettanto affetto.

La passione, l’amore per la scienza e per l’umanità che questa grande donna ebbe nel cuore, la portarono a diventare un vero e proprio simbolo e un'icona di filantropismo. Forse è proprio questo di cui abbiamo bisogno ancora oggi: l’esempio di una grande donna.

In un mondo in cui tante di noi sono alla ricerca spasmodica della via più breve da percorrere per arrivare al successo; tante ancora non lottano abbastanza per il raggiungimento della piena parità di diritti tra uomo e donna, nella vita come nel lavoro; troppe perdono addirittura la vita per mano di chi giura di amarle, ma la speranza di un cambiamento c’è perché come lei stessa sosteneva: «Se vi è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo»…e noi donne possiamo ancora fare tanto per cambiare le cose.