domenica 30 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. Pula in fuga dalle serre (Unione Sarda p. 39)

La canzone del giorno è:
Under pressure - Queen

La frase del giorno è:
Quello che fai è inutile come fare le pulci ad un divano di pelle sintetica nuovo!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:17 e tramonta alle 19:08.

Luna: Per tutta la settimana la luna sarà gibbosa calante.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Girolamo, Amato, Eusebia, Sofia, Urso (30 settembre); Teresa (di Lisieux), Bavone, Romano, Verissimo, Massima e Giulia (1° ottobre); Angelo (Angeli custodi), Gerino, Modesto, Teofilo, Ursicino (2 ottobre); Benedetto, Cipriano, Dionigi, Edmondo (3 ottobre); Francesco, Caio, Crispo, Petronio, Quintino (4 ottobre); Flora, Gallo, Maria Faustina, Placido, Tranquillino, Tullia (5 ottobre); Bruno, Alberta, Fede, Maria Francesca, Renato (6 ottobre); Rosaria (Madonna del Rosario), Giulia, Marco, Palladio, Quarto (7 ottobre).

Il Santo: Il 30 di settembre la Chiesa commemora san Girolamo, dottore della Chiesa. Dalmata di natali, compì a Roma i suoi studi. Portato all’ascetismo, si ritirò nel deserto, presso Antiochia, vivendo in penitenza. Di carattere focoso, soprattutto nei suoi scritti, non fu mai un mistico e provocò consensi o polemiche, fustigando vizi e ipocrisie. Scrittore infaticabile, grande erudito e ottimo traduttore, a lui si deve la Volgata in latino della Bibbia. Morì a Betlemme nel 420. Patrono degli archeologi, dei bibliotecari, degli studiosi, dei traduttori, degli scolari e dei librai.

Il nome: Il nome che ho da proporvi questa settimana è Benedetta (vi scongiuro futuri genitori, solo al femminile… che Benedetto non si può sentire!!!). Anche questo è un nome antico, viene dal latino e significa “colei che augura il bene”. Il numero fortunato legato a questo nome è il 2; il suo colore è l’arancio; la sua pietra portafortuna è il diamante; il suo metallo è l’argento. In Italia si chiamano così ventiduemilacinquecentosettantadue donne, cioè circa lo 0,037% della popolazione del nostro Paese. Benedetta è al quattrocentoquarantanovesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È particolarmente diffuso in Sicilia (25,9%), nel Lazio (15%) e in Lombardia (10,1%). Poco diffuso nel resto d’Italia.

Compleanni storici: Tantissimi auguri a uno dei cantanti preferiti dalla Rassegna, Samuele Bersani, nato il 1° ottobre 1970.

Questa settimana accadde: Il 3 ottobre 1839 fu inaugurata la prima linea ferroviaria italiana, la Napoli-Portici.

La notizia del giorno… un anno dopo: Mourinho cuoce bistecche (Unione Sarda, Edizione del 1° ottobre 2011, p.57).

Feste e ricorrenze: Per le nostre privatissime feste e ricorrenze: Pink fa tanti auguri a Nicola, tre anni martedì 2 ottobre! Il 4 di ottobre Violet, e La Rassegna tutta, dicono buon onomastico alle e ai numerosi amici e parenti che portano il nome di Francesco e Francesca. La Rassegna li fa con menzione speciale alla nostra Black. Violet, invece, li indirizza specialmente a Su Sposixeddu! Red e Violet il 5 ottobre dicono auguri mamma! Un ottimo settantunesimo compleanno!!!

Il Lama racconta: Molti anni or sono, il merlo aveva il becco nero. Oggi il merlo ha il becco giallo. Non chiedete al merlo il perché di quello strano colore; il giallo al merlo non piace proprio, perché gli ricorda una sua vecchia birbonata. Una mattina il merlo vide un pentolino su un davanzale. Il merlo si avvicinò subito al pentolino per curiosare. Dentro al pentolino il merlo vide una crema gialla come l'oro e profumata come un fiore. Quella crema lo tentava e non ci pensò due volte: il merlo mangiò la crema gialla. Mentre se ne stava con il becco golosamente immerso nel pentolino, alla finestra si affacciò una vecchietta che era una Fata. La Fata sgridò il merlo perché aveva mangiato la sua crema, batté le mani e pronunciò parole misteriose. Il tegamino scomparve, la crema andò in fumo, ma il merlo non riuscì a pulirsi il becco. Da allora tutti i merli hanno il becco giallo; perciò ogni volta che un merlo passa, gli altri uccelli si raccontano sottovoce quella vecchia birbonata. Ecco perché il merlo preferirebbe che il suo becco fosse rosso. (Il merlo goloso. Italo Calvino)

Così parlò zio Gecob: Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.

In viaggio - by Red


Il pullman parte all’una e dieci. È quasi da un anno che non lo prendo, ma l’orario non è cambiato. E non è un buon orario, perché per me mezzogiorno non è ora di pranzare, all’una faccio in tempo solo a prendere un biglietto e alle tre, quando sarò a destinazione, il mio stomaco starà ululando come un lupacchiotto alla luna. Arrivare puntuale ma all’ultimo minuto: inutile che mi ribelli a me stessa, non cambierò! E mi farò il viaggio con la fame. 
La stazione dei pullman è sempre lei, coacervo di gente strana, assortita in maniera imprevedibile e buffa. C’è chi ha paura delle stazioni e dei porti, io ci vivrei a inventarmi storie su chi le popola. Riconosco i miei compagni di viaggio e l’autista che ci porterà a destinazione: alcuni sono visi noti dai tanti vai e vieni dal paese, prima con le Ferrovie Meridionali e poi con l’Arst, altri hanno facce e voci su cui sono inconfondibilmente scolpiti i tratti di un’isola nell’isola, la provincia più povera d’Italia, dicono. Salgo sul pullman, saluto l’autista e mi siedo al mio posto, il primo. Mi piace star lì a vedere la strada e scrutare le facce degli autisti, che dallo specchietto spiano il pullman intero e se la ridono di gusto per buona parte del tragitto. O quando non viaggia nessuno attaccano bottone e raccontano storie. Parlano di loro, delle loro mogli, dei figli a Cagliari a studiare, dei nipoti che hanno fatto fortuna a Londra. Raccontano le storie degli operai che prendono il pullman alle quattro del mattino, quando in mondo è troppo buio e la fabbrica troppo illuminata, ma meglio così, perché forse domani si spegnerà. Poi chiedono, e si incuriosiscono della storia dell’unica giovane che fa il viaggio all’inverso, a lavorare in paese e  a riposare in città, e raccontano del figlio maggiore che si è sistemato e ha trovato un lavoro buono ed è proprio un bravo ragazzo… “Fa l’ingegnere lui, l’orgoglio di casa… E quanti anni ha lei, signorina?”. 
Mi siedo, il sole picchia dai finestrini chiusi, l’aria condizionata si sente meno del volo di una farfallina che si è posata sul parabrezza, il pullman si riempie, non ho voglia di parlare, metto le cuffie e tengo il cellulare in mano per passare il tempo. Uscire da Cagliari all’una è una rottura, gli autisti si rompono, i passeggeri si rompono, tutti si rompono, ma succede una cosa divertente: ci si coalizza in venti o trenta sconosciuti per coniare i migliori insulti per gli automobilisti maldestri o molesti che intralciano il nostro passaggio. Tutti inveiscono e nessuno si preoccupa: siamo noi i più forti, e siamo anche in tanti! Poi si esce dalla città e si attraversa un po’ di Campidano. Predomina il giallo, Capossela canta nel blu, do un’occhiata alle email, a facebook, cancello messaggi, dal finestrino non cambia nulla. Che fame, arriva la fame! Mi maledico per non aver comprato nulla in stazione, ma non mi piace disturbare gli altri passeggeri con l’odore del mio cibo. Penso a quando partivo con il pane già comprato e “spizzullavo” un coccoetto a tempo perso, ma oggi non ho nulla. La strada per arrivare a Siliqua andrà avanti per cinquanta minuti, a destra e a sinistra mi circonda il giallo di terre arse da un’estate troppo lunga, inizia a cantare De Andrè, marron di campi arati, qualche pecora che passeggia qua e là. E poi ho fame… uffa! A Siliqua non si cambia pullman, questa è la prima novità in almeno sei anni di frequentazione di questa linea. Meglio così, non mi andava di alzarmi, e neanche di perdere il posto. 
Si riparte e si punta al castello di Acquafredda, che ci guarda torvo e solitario. Ugolino, il conte intendo, si può passare da qui senza pensare a te e al tuo rodimento di cranio? La collina è peggio di quella che ha dipinto Manzoni per l’innominato, perché non c’è stratagemma sadico lombardo che possa minimamente eguagliare la tortura di arrampicarsi su pareti scoscese popolate solo da fichi d’India. I fichi d’india, rossi e succosi… che fame che ho! La vegetazione intorno al castello ha troppi eucalipti per i miei gusti, vorrei sapere chi è il genio che ha pensato di portare in Sardegna quegli alberi spilungoni come continentali, alti e senza sale, buoni solo a succhiare energia alla terra e a riempire il mondo senza regalargli profumi. Ugolino, ma avevi una colonia di koala al castello? Se no, non roderesti qualche altro cranio per cambiare sapore? 
Le prime curve son brutte, c’è chi non se le aspetta, io si, e non vedevo l’ora. Butto il cellulare in borsa, per almeno venti chilometri non prenderà, e non sono pochi pensando alla strada che ci spetta. Ora canta Battiato, scelgo io, i treni di Tozeur. Conosco la strada molto meglio delle mie tasche, che per quanto piccole contengono sempre qualche sorpresa, e proprio perché la conosco spalanco gli occhi e scelgo quella canzone. Non c’è eucaliptus che tenga, ora arriva lui, che mancava ai miei occhi come può mancare un amore lontano. Ora arriva il verde, anzi il Verde. Il mio Verde, quello della macchia mediterranea, che contiene in sé tutti i verdi del mondo, e rimane verde anche se vira dalla terra bruciata al giallo. Puntinato di rosso nella stagione dei corbezzoli, o screziato dal viola dei fiori di cardo. Spruzzato del bianco dei fiorellini piccoli piccoli del mirto o dal giallo del finocchietto selvatico. È il verde chiaro e opaco della salvia, scuro del rosmarino, forte dei tassi e dei lecci. È un verde discreto, che somiglia al verde dell’olio denso appena spremuto.  Come questo brucia la gola il mio verde disturba gli occhi di chi non ama la sua bellezza selvaggia, che brilla solo per chi lo sa guardare, nel luccicore delle foglie di olivastro e nello smeraldo delle gemme di mirto. Mi avvolge il mio verde, come avvolge le colline dolci del Sulcis, mi inebria con i suoi alberi piccoli e robusti, che si avvinghiano con rami contorti, intrecciati in abbracci impenetrabili, frequentati da poche persone dure e tanti animali durissimi. Già… "Qui ci sono cinghiali come muggini allo stagno, signorina!” mi disse un giorno un operaio. Battiato canta “e per un istante mi torna la voglia di vivere a un’altra velocità…” e curva dopo curva si snoda la strada, con a destra i resti dei ponti del vecchio treno e davanti la galleria più corta del mondo. A sinistra la stradina bianca per la cantoniera diroccata dove un giorno ci fermammo per prendere mirto per il maialetto. Curva dopo curva vedo che la diga di Bau Pessiu ha un po’ di sete, ma che i peri a bordo strada sono in gran forma. Ci fossero almeno quelle pere piccole, verdi e rosse, da cogliere e mangiare dopo averle spolverate con la maglietta… che fame! Curva dopo curva si incontrano le prime case, e poi, a destra, il bar sulla strada, dove se sei forestiera si girano tutti anche quando passi dal pullman. Entrarci per la prima volta è come un test psicologico: scopri di che tempra sei fatta. 
Ora che la strada spiana scenderà la signora bionda piena di buste, poi, quando sale il commerciante cinese con le sue mercanzie, so che ci siamo quasi. Sulla sinistra i vigneti incorniciano la strada, penso a quando, a gennaio saranno coperti dalle prime margherite e sembrerà primavera. Sulla destra mi accompagna il mio verde, fino a che non lo interrompe il grande discount giallo. Ora so che in un minuto arriveremo alla rotonda, sulla sinistra si aprirà la lunga strada dritta che porta fino al centro del paese. Guardo la strada e sorrido, il pullman rallenta per la curva. Riconosco la grossa costruzione della cantina, imbocchiamo la strada, l’autista suona il clacson in segno di saluto. Rispondono con la mano da un camioncino che porta un carrello traboccante di grappoli di uva nera. Il profumo di mosto si infiltra dai finestrini e dalle porte chiuse: da una cantina a un’altra, non c’è niente da fare: respiro, sono a casa. 
“Mi fa scendere alla prossima?” “Certo signorina, ma come sta che non abbiamo chiacchierato niente oggi?” “Tutto bene, grazie! Non ero in vena di chiacchiere, ho una fame!” “Dai ci vediamo, signorina, ci portiamo il pranzo alla prossima!”

sabato 29 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villacidro - Finisce in cella il ladro di finestre (Unione sarda, p. 32)

La canzone del giorno è:
Come foglie - Malika Ayane

La frase del giorno è:
I galletti a Laconi avevano tutti la cresta!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!!

La domenica dell'Amleto!

Nella settimana con il primo turno infrasettimanale di campionato notiamo una certa “bisvalidicità”, o “bisvalidezza” che dir si voglia (ma volendo anche “bisvalidume”), sia per il Cagliari sia per la Juve.
Questi ultimi prima prendono a pappine il Chievo, passando 90 minuti a stringerli sotto porta, poi spariscono per altrettanti 90 minuti con la Fiorentina targata Montella. Ok, è possibile che non si sia più abituati al peso di giocare due partite alla settimana, ma i Campioni d'Italia lo fanno. Non sempre benissimo, a dire il vero, però lo fanno. “Siccome sarà così anche la settimana prossima vediamo di darci una bella svegliata, eh!!!” urla Pink, la quale francamente una sonorissima “strattallata” a qualcuno dei suoi la darebbe. Qualcosa di buono in questa Juve c'è chiaramente perché Asamoah si è inserito benissimo e macina campo e prodezze, Quagliarella è tornato per due partite a ottimi risultati, ma è vero che con Giovinco non c'appiccica nulla!!! Non è il suo partner abituale, anche perché Giovinco è stato piuttosto evanescente, o no? Meglio, molto meglio con Vucinic. Perché non lo proviamo anche con Matri? Potrebbe essere interessante andare a tentativi. Comunque, con il Chievo non ci sono grandi annotazioni da fare visto che è stato un continuo tentativo di fare gol, finché non ci si è riusciti. Ce l'ha fatta Quagliarella per ben due volte!!! Oleeeeeee!!! Con la Fiorentina, come si è detto, è stata tutta un'altra storia e francamente c'è molto poco da salvare. Si vede che Pirlo è stracciato, che la squadra è stanca e gira poco. Va bene anche così, sostiene la donnina in rosa, va bene anche così. Una battuta d'arresto può servire a perdere un po' di superbia e aiuta a riacquistare lucidità e a non dare tutto per scontato. E poi la Fiorentina ha giocato bene, insomma, certi meriti vanno riconosciuti. Certo, vincere sarebbe stato moooolto meglio, ma soprattutto -pensa Pink- per zittire 'sti esaltati napoletani che sembra che siano gli unici ad essere primi in classifica, dimenticandosi che dividono il pianerottolo con la Vecchia Signora di Torino che non gli farà fare di certo vita facile! Sono proprio degli esaltati... Ma dove vogliono andare? Noi promettiamo di impegnarci sonoramente a frastimmare con quante più lacrime e modi possibili il Napoli che ci sta profondamente antipatico... Vi ricordate che fu un giocatore del Napoli a fratturare Astori davanti ai nostri occhi??? Noi non perdoniamo, sappiatelo! Ma torniamo alla Juventus... Davanti a Pink c'è una nuova settimana di passione dolorosa calcistica visto che sabato c'è la Roma zemaniana a Torino (e devono pagare anche la vittoria a tavolino con Cagliari... Red ci tiene a sottolineare per quella vittoria ce l'ha con tutti tranne che con la Roma, ma poi vi spiega...) e poi la seconda giornata di Champions contro lo Shaktar. “Posso dare un consiglio ad Andrea Agnelli e Conte? Posso??? - dice Pink – Ecco... Io punterei maggiormente sul campionato! Certo, anche la Champions ha il suo fascino, ma come primo obiettivo terrei lo scudetto.. E fatelo o vi pesto!!! Ok???”.
Per il Cagliari in effetti è stata più una settimana shakesperiana (o del cavolo? Per non dire di peggio... aggiunge Red): essere o non essere, si gioca o non si gioca, pubblico o non pubblico? A parte il comunicato della società, per il quale ci riserviamo di fornirvi prima o poi un'analisi logica dettagliata per aiutarvi a capirlo, il delirio è stato sovrano!!! Cellino che, ok può avere ragione, (mah... dubito... bofonchia Red che non ce la può fare) ma era visibilmente devastato da un disturbo bipolare e la società giallorossa che veramente meriterebbe parole cattive (Red, che in altre occasioni ha frastimmato i giallorossi tanto da fratturare Totti questa volta non ha detto nemmeno una parolaccia al loro indirizzo). Si poteva tranquillamente recuperare la partita più in là, e che diamine! E' pieno di partite che vengono recuperate perché gli stadi sono inagibili o per neve o per pioggia o per dirigenze mestruate, che sarà mai una in più? Però, però, però... Red farebbe meglio a stare zitta, ma tanto lo sapete, non tace mai... La partita non è stata fermata per questioni di inagibilità, doveva e poteva essere giocata a porte chiuse e il Cagliari e i suoi tifosi avrebbero potuto lagnarsi, dimenarsi, fare cause, farsi pagare i danni se avessero dimostrato l'agibilità del campo. Invece no, la partita è stata bloccata per problemi di ordine pubblico, e questi problemi sono stati causati dalle scelte della società: il presidente ha deciso che la priorità e la cosa migliore, per la squadra e per i tifosi, era sfidare il prefetto al famoso e ultravirile gioco del "chi ce l'ha più lungo". Il prefetto ha agito coerentemente con quanto ha fatto da quando ha questo ruolo, e sinceramente, tra la carica contro i pastori, la manifestazione di neofascisti il 25 aprile e una partita sospesa, Red a malincuore, perché sapete quanto ami il calcio e si diverta in quei novanta minuti di magie, beh, sceglie quest'ultima. Detto questo le viene in mente solo un modo per porre fine allo spettacolo: se vogliono continuare la sfida e ci tengono tanto a mostrare le proprie misure a tutta l'Italia, vadano in piazza Yenne, sotto la statua di Carlo Felice muniti di righello, si calino le braghe e dirimano, centimetro alla mano la questione. E poi basta, che la cosa è ridicola! Pink, che come sapete calcisticamente guarda altrove, si trova da cittadina cagliaritana a dare ragione a Red, senza se e senza ma. La partita persa a tavolino comunque fa male e non piace a nessuno, specialmente perché almeno il gol di Daniele Conti ci sarebbe stato! Potevano darla vinta 3-1 alla Roma, ecco... Sarebbe stato più veritiero. Diamo un consiglio anche qua: la prossima volta che si decide di costruire uno stadio, date ai tifosi e al mondo un messaggio univoco e veritiero su quando sarà terminato e perfettamente agibile. Che sia la prima di ritorno o la quarta di andata non importa, ma che per quella data sia veramente tutto perfetto e utilizzabile. Va bene?
Nel turno di mercoledì il Cagliari si conferma “squadra defibrillatore” e con due scariche riesce a resuscitare un Milan ormai più morto che vivo. Peccato, perché sarebbe stato divertente vedere la panchina di Allegri saltare prima di quella di Ficcadenti (che, non riusciamo proprio a spiegarci come mai, è in bilico...). Le due scariche sono di El-Shaarawi e della sua terrificante pettinatura, sempre più orripilante. E dire che il Milan aveva perso domenica restando in 9 in campo!!! Era un'ottima premessa per andare a Milano dopo la sconfitta a tavolino per fargliene 4, ma se Ficcadenti continua a mettere in campo la squadra come se lanciasse i cubi con le figure dei bambini non va bene! E' logico che si perde!!! A proposito, qualcuno sa dirci perché è stato espulso Daniele Conti??? Ce lo stiamo ancora chiedendo... vabbè!!! Dimenticavamo: qualcuno consoli Red, che è disperatissimissima...
In Spagna intanto sia il Barça che il Real vincono per 2 a 0 contro le rispettive avversarie e quindi la situazione resta sostanzialmente immutata. Mourinho però ci da una notizia sensazionale e ci comunica che allenerà fino a 70 anni! Che meraviglia... Speriamo che alleni male fino a 70 anni!
Ma che dire del nostro amato Tonara? Ha piazzato lì un partitone meraviglioso vincendo per 5 a 4 con reti di Calaresu (doppietta), Talloru, Pili e Piras. E' proprio puro spettacolo, una partita incredibile!!! E' una squadra che ci sorprende sempre di più e che ci piace sempre di più! Siete fortissimi, ragazzi!!!
Per questa settimana è tutto, o meglio, per queste due giornate è tutto, perché oggi si riprende!!!
Le vostre Giggi's angels!!!

Alla prossima!!!


P.s. Bella la nostra nuova immagine??? Ringraziamo Black per l'elaborazione grafica!!!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Heidelberger Herbst

A passeggionell'Hauptstraße e in Uni-platz

 






Nel Flohmarkt





Paul_Blau_Vierzig

venerdì 28 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lanciatori. Una Cavalletta raggiungerà lo spazio (Unione Sarda p. 43)

La canzone del giorno è:
New York state of mind - Billy Joel

La frase del giorno è:
La luna ha lo sguardo sbertidore stasera

giovedì 27 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Fiat. Volkswagen punta l'Alfa (Unione Sarda p. 16)

La canzone del giorno è:
Buongiorno - Luciano Pavarotti

La frase del giorno è:
A forza di avere faccia di culo si conquista il mondo

mercoledì 26 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias. Toglieteci tutto ma non il necroforo" (Unione Sarda p. 33)

La canzone del giorno è:
Chasing pavements - Adele

La frase del giorno è:
Certi cervelli sono ancora foderati col cellophane!

Questione di virgole by Pink

Anche io ogni tanto vengo colta da collera improvvisa per gli errori di grammatica. Mi capita di arrabbiarmi così spesso e così tanto che mio fratello mi chiama "Hermione Granger". Ho studiato grammatica in italiano, latino, greco, inglese, francese, spagnolo e pure ebraico, ho fatto analisi logica per anni e anni della mia vita (proprio ieri ho ritrovato un mio quaderno del ginnasio con pagine e pagine d'esercizi), ma va detto che pure io dovrei sputazzarmi in faccia più di una volta al giorno per le solenni scemenze che dico, soprattutto per come le dico. Conscia del fatto che mi meriterei (e gradirei pure) il farmi notare i miei pessimi erroracci, non posso fare a meno di notare certe cose e di arrabbiarmi. Ieri notte stavo navigando su facebook e sono stata colta all'improvviso da uno stato.


Se mi mettessi a fare l'analisi logica della prima parte di questa frase verrebbe una cosa del genere:

(Io): soggetto sottinteso
Voglio: Predicato verbale
un cazzo: complemento oggetto
di ragazzo: complemento di specificazione
serio: attributo del complemento di specificazione

Mi si permetta di scendere un po' in espressioni triviali, ma la ragazza (si, è una ragazza) o è una ninfomane o non saprei cosa pensare riguardo all'esprimere i propri bisogni erotici. E' evidente che si tratti di un'espressione gergale, ma il primo impatto lascia piuttosto perplessi specialmente se lo si legge nel profilo di una 18enne. Tutto ciò, però, mi ha portato a fare delle riflessioni sulla bassa considerazione che facciamo tutti di alcuni aspetti della grammatica. Se io leggo "Vado a mangiare nonna", penso immediatamente che qualcuno sia cannibale e voglia mangiare una sua parente consanguinea. Cosa costerebbe mettere una virgola? "Vado a mangiare, nonna". Facendo ripetizioni mi sono fatta l'idea, condivisa da alcuni colleghi e amici, che al giorno d'oggi venga dato un numero di virgole preciso per ogni tema e debbano obbligatoriamente essere usate tutte. Per questo motivo vengono messe un po' a casaccio qui e lì nel tema, chiaramente mancando dove invece servono. Mi viene in mente quando lessi "L'eleganza del riccio": ad un certo punto la protagonista riceve un biglietto con scritto "Potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria?" e inizia a fare un sacco di ragionamenti su come e perché sia un delitto atroce commettere errori di grammatica. Io non sono così fiscale, anche perché sono la prima a dire "Se lo sapevo, te lo dicevo" o ad usare la "x" invece di scrivere "per", ma sono anche cosciente del mio errore e di usare un linguaggio gergale. Quando, infatti, i sostenitori più vivaci del purismo grammaticale dell'italiano parlano mi sembra che dimentichino delle cosucce importanti: le varietà della lingua. Esiste la:
- varietà diamesica (in primis scritto-parlato); 
- varietà diastratica (per lo stato sociale del parlanti); 
- varietà diafasica (per la situazione comunicativa); 
- varietà diatopica (per la regione in cui si parla/scrive);
- varietà diacronica (sull'evoluzione nel tempo).
Questo rende una determinata lingua mai uguale. Ciò che è ammesso nel parlato non è ammesso nello scritto, ciò che contraddistingue il gergo non viene riconosciuto in un registro alto, l'italiano regionale sardo è diverso dall'italiano regionale lombardo, nessuno di noi parla e scrive più come Manzoni e se qualcuno lo facesse ci verrebbe da ridere. Una via di mezzo fra tutte queste cose è "l'italiano dell'uso medio". Il problema è che spesso è volentieri anche questo è totalmente sconosciuto e sembra di leggere o ascoltare cose che non stanno letteralmente né in cielo, né in terra. Altro che "risciacquare la lingua in Arno", qua bisogna sperare che l'Arno rompa gli argini e inondi tutta l'Italia. Gli aspetti più preoccupanti sono l'uso ignoto delle virgole, l'uso orripilante del K e la totale mancanza di congiuntivo e condizionale. Ditemi la verità, siate del tutto onesti con me: sono usciti dal programma di italiano delle scuole? Non si insegnano più? Perché nessuno li sa più usare? Escluso Di Pietro, che ormai ne ha fatto un suo marchio di fabbrica, perché nessuno sa più usare il congiuntivo? C'è chi riesce a sbagliarlo negli esercizi dei verbi in latino:
"Amem: che io amo"... Amen!!! 
Io spero che nell'aldilà esista veramente il girone dei "violenti contro la lingua madre" in cui si viene puniti da demoni travestiti da Accademici della Crusca, linguisti e insegnanti con ceffoni violentissimi, solo che al posto delle mani hanno manuali di grammatica e dizionari. Leggevo un twitter di Daniela Santanché che diceva qualcosa tipo "E se iniziassimo noi ha fare quello che "Il Giornale" fa?"
HA fare??? Ma Daniela sei un deputato della Repubblica italiana! E' vero che essere deputato non esclude il fatto di non conoscere l'italiano, ma questa qui ci rappresenta nel mondo non solo con la sua scarsissima capacità politica, ma anche con queste scemenze!
Ammettiamo che abbia sbagliato per distrazione, ma questa scema non rilegge nemmeno quello che scrive? Sono proprio stanca di vedere la grammatica presa a calci nel sedere. Veramente, basta! Sono stanca di tutto questo cazzo! ...ops!


P.s.: Caro Divus Iulius, come vedi il tuo esame mi è ancora impresso a fuoco...

martedì 25 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Siniscola. Malato non immaginario (Unione Sarda p. 38)

La canzone del giorno è:
Signora Luna - Vinicio Capossela

La frase del giorno è:
I dromedari sono i peggiori nemici di un cantiere!

lunedì 24 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Mandas - Scontro sotto le antenne (Unione sarda, p. 21)

La canzone del giorno è:
Ninna nanna del chicco di caffè

La frase del giorno è:
Sono deficiente.

domenica 23 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Basilio - Il Gerrei scruta l'universo (Unione sarda, p. 41)

La canzone del giorno è:
Star Wars Main Theme - John Williams

La frase del giorno è:
I Clash??? Chi????

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:11 e tramonta alle 19:19.

Luna: Gibbosa crescente. Il 29 di settembre sarà luna piena.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Pio, Elisabetta, Lino, Rebecca, Zaccaria (23 settembre); Gerardo, Isarno, Pacifico, Rustico (24 settembre); Aurelia, Cleofa, Firmino, Sergio, Solenne (25 settembre); Cosma e Damiano, Eusebio, Gedeone, Greca, Nilo (26 settembre); Vincenzo, Caio, Fiorentino e Ilario, Intrude (27 settembre); Venceslao, Alfio, Zama (28 settembre); Gabriele, Michele e Raffaele, Alarico, Fraterno, Lotario, Maurizio, Renato (29 settembre); Girolamo, Amato, Eusebia, Sofia, Urso (30 settembre).

Il Santo: Il 28 di settembre la Chiesa ricorda san Venceslao martire. Nacque nel 907 e fu duca di Boemia dal 926 al 935; in quell’anno venne ucciso dal fratello Boleslao. È patrono della Boemia, della Repubblica Ceca e della Polonia. È uno dei patroni dei chierichetti, è patrono dei prigionieri, ma, soprattutto, dei fabbricanti di birra. La Rassegna per quest’ultimo patronato gli è grata e spera che da Lassù ottemperi all’impegno ancora per tanto tempo!

Il nome: Il nome che vi consiglio questa settimana è, tanto per cambiare, “antico”! Si tratta di Sofia, nome di origine greca che significa “sapienza”. Il suo numero fortunato è il 2; il colore è il blu; la pietra portafortuna è lo zaffiro; il metallo legato a questo nome è l’argento. In Italia si chiamano con il nome Sofia poco meno di ventimila donne, cioè circa lo 0,033% della popolazione. È al cinquecentoseiesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È un nome particolarmente diffuso in Campania (22,9%), seguita a distanza da Lombardia (13%) e Lazio (10,1%). Poco diffuso nelle altre regioni, soprattutto in Molise (0,6%) e Valle d’Aosta (0,3%).

Compleanni storici: Il 30 settembre 1942 nacque Francesco Tullio Altan. Tantissimi auguri!!!

Questa settimana accadde: Il 25 settembre 1912 venne fondata a New York la scuola di giornalismo della Columbia University.

La notizia del giorno… un anno dopo: Glasgow. Dopo l’ictus una scozzese ha l’accento italiano (Unione Sarda, Edizione del 30 settembre 2011, p. 13).

Feste e ricorrenze: Il 26 di settembre ricorre la Giornata Europea delle Lingue. Perché tutti hanno diritto alla “propria lingua”, a conservarla, coltivarla, parlarla ed essere capiti con essa!

Il Lama racconta: Un topo, un nobile, gentile e di bell'aspetto topo domestico, durante una delle sue disperate corse per sfuggire al gatto, si trovò un bel giorno nella cantina di una ricca villa. Là finì dentro una strana pozzanghera. Era una pozzanghera di ottimo brandy, sfuggito dallo spinotto difettoso di una botticella di pregiato rovere. Il buon topo dapprima diede qualche timida leccatina a quel liquido curioso. Il sapore gli piacque. Aveva un gusto forte e deciso, scendeva in gola come fuoco. Quand'ebbe bevuto la pozzanghera, il topo si raddrizzò, picchiò i pugni sul petto, fece la faccia feroce e gridò: "Dov'è il gatto?". (Il topo. Bruno Ferrero).

Così parlò zio Gecob: Siedi anche per tre anni su di una pietra; cala la tua rete anche per sei; la perseveranza viene sempre ricompensata.

sabato 22 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Parroco venuto dal futuro" (Unione Sarda cronaca di Nuoro)

La canzone del giorno è:
Conan - Georgia Lepore

La frase del giorno è:
Terramaini: attru che Himalaya!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Un anno in HD (e senza occhialetti)
 
E' passato ormai un anno da quando sono sbarcato, accompagnato da tanti interrogativi e curiosità e senza valigia di cartone, a Heidelberg. Prima per adempiere le procedure di iscrizione, poi per conoscere un po' la città e, infine, (soprav)viverci un pochetto. 
Bisogna confessare che altre mete sarebbero potute essere la location dell'Appartamento tedesco: Berlin, Mȕnchen o, addirittura, Tȕbingen.
HD era, però, la prima scelta, il primo contatto e l'unica università di cui i docenti mi avevano dato una risposta positiva non solo nei contenuti ma soprattutto nei toni e nei comportamenti. Tuttavia, è vero, la trasferta nella capitale mi aveva fatto prendere una sbandata per Berlin ma il destino ha deciso per me. 
Si decide, però, il destino ogni giorno con la propria condotta così come un contadino rende fertile con il lavoro quotidiano una superficie incolta che si inerpica per una montagna. Può sembrare una fatica senza senso ma chissà che sorga, un giorno, una carina città bagnata da un fiume e sede di un'importante università...
Per tanto se ho preso la decisione di trasferirmi in un'altra città e in un altro ambiente (inteso pure come clima) è stato perchè avevo il desiderio di fare qualcosa di diverso. Di diverso rispetto a quello che avevo fatto fino ad allora e al modo di come si fa, di solito, per iniziare un'esperienza di studio e/o di vita corrispondente a questa. Anche se, si deve ammettere, ha somiglianze con tante altre. In ogni modo non si riduce, però, a prendere un pezzo di carta da esibire in salotto o in qualche concorso universitario pilotato, visto pure che non è scritto da nessuna parte che raggiunga con successo l'obiettivo finale e poi intraprenda una carriera accademica.
Si può quasi paragonarla a un salto nel buio che rivela soltanto alla fine dove si atterra (o precipita). C'è molto più gusto. Ed è molto più sicuro del bungee jumping.
Certo è che tale esperienza non sarebbe possibile se non ci fossero persone amichevoli e generose che sostengono questa scelta. E sostenere non vuol dire soltanto mettere le mani in tasca ma pure spingere a fare e a non accantonare o gettare via quanto, magari poco, di buono fatto e che è parte di sé.
E' autunno e cadono le foglie.
In verità qui cadono quasi sempre  tant'è che molti alberi presentano di già chiome parecchio diradate, mentre altri spruzzi di giallo e rossiccio. E la settimana prossima si festeggerà l'evento, l'autunno (che perdura quasi per tutto l'anno), bande, sfilate, concerti, mercatini delle pulci, mostre, mangia e bevi...
 
Paul_Blau_Vierzig

Red&Pink al concerto di Elio e le Storie Tese


Ogni tanto capitano alcune botte di culo, piccole ma intense. Così è accaduto alla sorella di Pink, omonima di Red, la quale in data 11 settembre informa la sorella minore di avere due accrediti per la tappa cagliaritana del “Enlarge your penis tour” di Elio e Le Storie Tese. Pink chiaramente coinvolge la sua socia e insieme si preparano per l'ultimo concerto della stagione estiva. Entrambe sono memori del celeberrimo concerto che si svolse nell'aprile del 2000 alla passeggiata coperta del Bastione, anno in cui Pink era di maturità e Red volteggiava già nel meraviglioso mondo dell'università. Insieme ricordano due cose: la prima è la precarietà della location, che difatti poi fu chiusa a questo genere di eventi per pericolo di crolli e cedimenti strutturali; la seconda è il pacco enorme di Fonzie's che Elio ricevette in piena faccia dopo aver eseguito il celebre verso di Tapparella “Chiedo Fonzie's e mi danno avanzi, Cristo, perché???” e che poi sparse sulle teste della prima fila. Le cronache raccontano che poi le pareti del Bastione di Saint Remy tremarono sotto il peso del pogo e delle urla “Forza Panino!”. A dire il vero più che le cronache lo racconta il fantasma dei Fonzie's che ancora si aggira furtivo per le pareti della passeggiata coperta. D'altronde quello era il tour del primo album senza Feiez e le nostre, pur non conoscendosi ancora, ne soffrivano come pazze e tutt'oggi si commuovono al sentire quella canzone e quelle grida. Il giorno del concerto le nostre si rendono conto di essere un po' meno supergiovani di quanto non lo fossero le 2000. Red infatti sfoggia il tipico abbigliamento da concerto, con canotta d'ordinanza color senape, ma, uscendo di casa, prende la borsetta (oggetto vietatissimo ai concerti d'adolescente perché non si sapeva mai dove metterla), si guarda allo specchio e si dice: “Manca un accessorio”, così indossa una collana (di legno, ma pur sempre una collana). Pink, anch'essa con jeans, polo rosa e Converse All Star in tinta da teenager, esce di casa dopo aver fatto largo uso del piegaciglia e aver preso una sciarpa. Improvvisamente si diffonde l'idea malsana di essere troppo poco giovani in un concerto di molto giovani: possibile? No, grazie al cielo. Addentando la cena da concerto (consistente in panino salsiccia-cipolla del caddozzone + birra) notano gruppetti di “ex-supergiovani” molto più ex di loro e questo le rasserena. Le rasserena meno lo scoprire che esiste una platea. Sedute ai loro posti, orripilate dall'idea di dover passare quel concerto come se fossero alla prima della Bohéme, Pink dice: “Un tempo a questo concerto sarei venuta con la kefia... Ora ho la sciarpa di lana...”, Red tasta la sciarpa e, con occhio clinico, risponde: “Lana e seta! Questa non è tutta lana...”. Intorno inizia ad arrivare la gente e ci sono persone di ogni età: famiglie di più generazioni, gruppi di esperti, nonne coi nipoti che conoscono Elio da X Factor e che non hanno mai sentito una canzone, e il sospetto diventa certezza. Si potrà ballare molto poco. Di fianco alle nostre eroine ci sono una coppia di fidanzati uscita da “Servi della gleba” e la famigliola nonni+nipoti-fan-di-XFactor il cui elemento più vitale è proprio la nonna. Il concerto parte col botto vintage: John Holmes!!! S'inizia alla grande e le nostre iniziano ad urlare come pazze scellerate, cosa che continueranno a fare per tutto il concerto. Segue “burattino senza fichi” che nell'articolo dell'Unione Sarda del 18/09/2012 è chiamata semplicemente “Pinocchio”, perché? Elio è vestito dello stesso colore di un Solero Algida, ma non importa! Tra pezzi vecchi e nuovi le nostre notano che Mangoni interpretando la bestia del Rock'n'Roll è vestito di rosso, mentre nei panni della bestia della Discomousic è vestito di rosa e questo piace assai, le rispecchia, e si convincono che la scelta sia un malcelato omaggio alla Rassegna Stronza. Di tanto in tanto dalla folla sale l'urlo “Forza Panino” e la gente intorno alla fila Y inizia a chiedersi “Ma cos'è, il titolo di una canzone??” Le nostre, sconvolte, meditano di abbandonare i loro posti non appena riescano ad individuare un luogo in cui si possa ballare in santissima pace, ma niente... Intorno a loro sembra esserci un pubblico di zombie, salvo delle piccole eccezioni sparse un po' tra platea e gradinate. Mangoni è uno spettacolo costante, specialmente nella parte della vittima del rock'n'roll che ci fa scassare dalle risate. Due momenti di spettacolo puro sono quelli di “Omosessualità” in versione blues e in english, nonché la canzone dedicata agli Area di Demetrio Stratos che gela il pubblico pagante che si guarda stupito e si chiede “Chiiiiiiiiiiii?”.
Poi ad un certo esplode l'invocatissima “(Evviva) La visione” e a questo punto fuck a chi sta dietro: Red e Pink iniziano a ballare come invasate e ad urlare tutta la canzone sotto lo sguardo schifato della ragazzina seduta di fianco a Red (Ragazzina che, fa notare Pink, sembra uscita da una canzone di Baglioni: “La ragazzina sembra appesa a un palloncino e sulle guance in fiamme le si accendono domande”). In tutto questo c'è ancora la star del concerto che non è stata citata: il POLLO!!! Qui bisogna far partire la petizione “Vogliamo POLLO ad Xfactor” perché il pollo di gomma, utilizzato da Elio sia come strumento musicale sia per picchiare Mangoni, è molto più talentuoso di certi individui passati per il programma. D'altronde lo stesso Elio sostiene che abbia un bellissimo vibrato.
Nel bis (in cui Pink almeno si aspettava di sentire proprio “Bis”, tautologia...) le nostre scappano fin sotto il palco insieme ad un altri gruppo di facinorosi imploranti “Panino” ed è grandiosa Paola Folli che intona Elton John, ma soprattutto POLLO che intona l'Inno nazionale coperto dai fischi dei soliti idioti. Ed è proprio alla fine che finalmente le nostre vengono accontentate: “Tapparella”!!! Ed è un uragano di vere emozioni che le porta sull'orlo delle lacrime a ricordare Feiez e a ricordarsi di loro stesse supergiovani al Bastione. Dopo un chilometrico coro “Forza Panino” il concerto si chiude, il gruppo saluta e Pink riesce a toccare la mano di Elio, mano che in uno slancio tardoadolescenziale non verrà mai più lavata. Red annuisce due passi più in là e si inchina davanti a Rocco Tanica. No dice Red: ci guardiamo negli occhi, io sorrido e scandisco un grazie e lui si inchina!
Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno... Insomma il concerto è andato e con lui la voce delle nostre che sentono la gola grattare. Ma ne è valsa la pena... Sono un po' mancati certi pezzi storici, come “Servi della gleba” o “Supergiovane”, ma è stato bellissimo poter sentire altri brani come “Pilipino rock”. Insomma questo biglietto non pagato è arrivato proprio per un grande concerto!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!! 

La giornata del “Fill'e chini esti?”

Com'è e come non è, ma siamo arrivati alla terza giornata di campionato che, come da tradizione, inizia a spappolarsi tra mille orari differenti. Questo fatto, unito agli impegni improcrastinabili che noi Giggi's angels abbiamo, ci porta a scrivere oggi il nostro stiletto. Questa settimana ha mosso i suoi primi passi anche la Champions con il ritorno della Juventus nelle grandi d'Europa. Ma vediamo com'è andata...
La giornata si apre con il Cagliari in trasferta a Palermo per il “derby delle Isole”. Perché chiamino proprio questo “derby delle Isole” non si sa, visto che in serie A ci gioca pure il Catania. Che dipenda dai capoluoghi di regione? Boh, comunque si disputa, e il Cagliari di Ficcadenti continua a stupirci per lo splendido sfilacciamento che presenta in campo. Non è che la squadra è lunga, è che non si capisce se i vari reparti giochino per la stessa squadra. Pare che ad un certo minuto della partita Ariaudo abbia incontrato Cossu e gli abbia detto “Oh, anche tu qua?”. Questo fatto permette al Palermo di andare in vantaggio con Rios (che ha un nome da biscotto al riso e multicereali) e di fare un po' anche il bello e il cattivo tempo della partita. I palloni non arrivano né a Pinilla (di cui ora Pink, grazie a Goppai, detiene un autografo con dedica!!! Red no, niente... anche se lei non è una simpatica gobbetta bianconera, senza un fidanzato non si va da nessuna parte, evidentemente! Amici calciatori incentivate la parte RED&blu della Rassegna!), né a Thiago Ribeiro, né a Cossu, si perdono molto prima e non si capisce perché. O meglio, il perché si capisce e si traduce in due parole “Ficcadenti spesarì”, ma ancora queste poche parole non sono arrivate all'orecchio del Presidente (o si e fa il finto tonto?). Ormai praticamente rassegnati alla sconfitta e speranzosi che questo possa anche portare all'esonero dell'untuoso allenatore, i tifosi cagliaritani un po' si rassegnano alla sconfitta. Non hanno fatto i conti però con Marco Sau! Quando Red apprende del suo ingresso in campo ha una certezza: il suo nuovo cocchino adorato segnerà, non può non segnare al suo esordio in A! Il giovane Sau, che non per nulla viene da TONARA (che come avrete potuto capire, sforna talenti calcistici oltre al torrone), esordisce finalmente in serie A e segna quasi alla fine della partita regalando al Cagliari il pareggio! Sau Santo Subito!!! Tonara esplode, Red&Pink pure! Ora ci permettiamo di invocare anche Calaresu e Talloru in rossoblù, che non si traccheggi oltre! La Sardegna è piena di giovani esempi di grande talento, e la storia lo dimostra: Zola, Matteoli, Piras, Virdis, dobbiamo ancora andare avanti? Diamo fiducia ai ragazzi sardi! Ora quindi tutti si chiedono “Ma questo Sau, figlio di chi è?”. L'eminente voce di un genonese, trapiantato a Laconi e sposato con una di Tonara (ovvero uno degli zii materni di Pink), che conosce il giovane Sau, sostiene che il ragazzo sia figlio “del padre e della madre”, ma questa notizia deve essere ancora verificata. Aspettiamo nuovi sviluppi in questa intricata vicenda. Intanto, anche se la panchina di Ficcadenti è salva, quella di Sannino è la prima a saltare e Red esclama "Oh Cellino, ma ti sei fatto fregare?".
Nell'altro anticipo ahahahhahahahhhahahahahahhaha, scusate... Dicevamo, nell'altro anticipo del sabato il Milan ahahahahahahahahhahahahahahahahah, scusate ancora ma è veramente difficile... Insomma il Milan ha perso in casa con l'Atalanta!!! Allegri non è più tanto allegro, visto che senza rigori finti tirati da Ibrahimovic non riesce a vincere. La panchina di Acciuga traballa e sembra che il favorito sia Inzaghi. A Pink questa scelta lascia umanamente perplessa... Che autorità può avere uno che fino all'anno scorso era compagno di squadra di quelli che oggi deve dirigere? Ciro Ferrara alla Juve docet...
E visto che abbiamo citata la Juve, parliamone...
La Juve va a Marassi contro il Genoa e va quasi subito sotto di un gol. I soliti frastimmi prepartita di Pink paiono non servire, forse il commentatore Sky (li mortacci tua!!!) ha ragione a dire che forse “questa è la volta che la Juve perde la sua imbattibilità che, lo ricordiamo, va avanti da ormai oltre 40 partite”. Ma ti venisse una laringite fulminante a te! La Juve però stava giocando veramente veramente male, un gioco che non si capiva per niente. Tra l'altro il gol è di Immobile (di nome ma non di fatto), uno della Juve! “Traditore del tuo sangue!!!” esclamano in coro Pink e il Pink's Bro, mentre Red dal suo angolino di mondo se la ride un po'. Il secondo tempo è come sempre un'altra storia e i bianconeri raddrizzano questa partita. Le sostituzioni sono più che mai azzeccate da Carrera. Prima Giovinco pareggia, poi Vucinic piazza un rigore sacrosanto e infine Asamoah chiude la partita sul definitivo 3 a 1. Red sbadiglia... Che la Juve avesse già un po' la testa sull'esordio di Champions? Chissà, ma andavano comunque presi a scudisciate negli spogliatoi per l'improponibile prova del primo tempo.
In Champions dicevamo, dopo lo sbiadito pareggio del Milan, tocca alla Juventus andare a casa dei campioni in carica del Chelsea. Pink ha la paura che possano fargli pelo e contropelo con un rasoio vecchio e trema come una foglia. Ma così non sembra perché la partita è viva e bellissima. La Juve va sotto di due gol nel giro di due minuti mentre Red in trasferta nel Sulcis mangia pizza e beve birra Ichnusa, e bisogna stare veramente attenti a non perdere la testa e prendersi un'imbarcata colossale. Goppai sta uscendo di casa per incontrare un noto giocatore del Cagliari, ma viene inseguito da una Pink urlante “Goooooooooooooooooooooool!!! Vidaaaaaaaaaaaaaaaaal!”. La Juve riapre la partita quasi sulla fine del primo tempo con somma gioia di Pink che coinvolge la sua cagnetta Circe in un balletto propiziatorio. A onor del vero temiamo che Circe segua la padrona solo perché sta armeggiando ai fornelli... Nella ripresa si evidenzia il problema Giovinco, che è tanto buono, tanto caruccio, ma pesa quanto una salsiccia secca di Irgoli. Davanti, in partite come questa, serve un giocatore un poco più pesante e infatti entra Quagliarella. Fabione prima pareggia poi piazza quasi il gol del vantaggio. Se fosse entrata quella palla, veniva giù lo Stanford Bridge! Come esordio comunque è buono e dimostra che non tutti i pareggi valgono lo stesso tanto, vero Acciuga? Dopo la partita Pink fa alla sua cagnetta una domanda da 6 milioni di dollari “Circe sei juventina?”, il piccolo terremoto peloso non risponde ma vomita... Cosa dovrebbe dedurne la signorina in rosa? Red alla notizia sorride e sussura solo un tenero: "amore della zia!"
Il Tonara, dopo la performance di Sau, va concretamente a vincere la sua prima partita in promozione e se il buongiorno si vede dal mattino... Noi stiamo zitte per purissima scaramanzia!!! Alla notizia di qualche critica di troppo ai nostri diavoletti barbaricini diciamo solo che le grandi squadre sono quelle che non perdono la testa e fanno punti anche nelle giornate con meno smalto del solito, e se qualcuno vuol parlare di un rigore... "non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore!"
Nella terra della paella e della cerveza fria, que nos gustan muchissimo, il Barcelona vince 4 a 1 con quel Getafe che fece vedere i sorci verdi al Real Madrid. Il Real, poco squadra e poco tutto, si schianta a Siviglia. Mou è furibondo e alla fine ammette anche di avere delle colpe.. A volte i miracoli accadono!!! 

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!!!

venerdì 21 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Desulo. Un prosciutto salva lo sport (Unione Sarda provincia di Nuoro)

La canzone del giorno è:
Si sono rotti i Platters - Fred Buscaglione

La frase del giorno è:
Dove vai se non sai scegliere le patate?

mercoledì 19 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pula - Gatto ferito (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Domenica e lunedì - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Se vuoi fare il figo usa lo scalogno!

martedì 18 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Domusnovas. Un riscatto per i faretti rubati (Unione Sarda p. 35)

La canzone del giorno è:
Hey Joe - Jimi Hendrix

La frase del giorno è:
Il problema dell'Italia sei tu!

lunedì 17 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lanusei. L'estate terribile del trenino (Unione Sarda p. 19)

La canzone del giorno è:
Amore impossibile - Tiromancino

La frase del giorno è:
Solo per oggi, per le prime cinquanta chiamate, siamo bravi in matematica!

"Pene" d'amore

Sigla!

Il madonnino dei dolori


Uomini… deliziosi e meravigliosi esseri! Quanto li amiamo e li desideriamo, quanto senza di loro saremmo perdute! Perché loro sono forti e invincibili, sorridono davanti al dolore e con ironia sdrammatizzano le nostre fragilità, la nostra debolezza e il nostro eccesivo uso di antidolorifici. Perché loro hanno una resistenza fisica e una sopportazione del dolore che noi non conosciamo, e ce lo raccontano, quando la sera, abbracciandoci infagottate in una coperta di pile con una tisana calda al finocchietto in mano e piegate dai crampi, ci aiutano a sentirci meglio con un sonoro “Che vuoi che sia? Non fare la lagna!” e ci raccontano di quella volta che si sono ricuciti da soli un braccio con ago e filo da calzolaio, o della corsetta della mattina, 20 km sotto la grandine con raffiche di vento a 100 km/h, o di quando hanno finito la partita di calcetto segnando i quattro gol della rimonta con il piede fratturato. Quando noi chiediamo “c’era bisogno?” o “e prenderti un aulin?” loro nemmeno rispondono: andare dal medico non è cosa prevista nella mente dei nostri amici dalle spalle larghe. 
E si, perché è vero che un uomo, non sazio del dolore che la vita già da sé è in grado di infliggerci, a volte si sente in dovere di provare se stesso e le persone che lo circondano con dimostrazioni di forza quali ammazzarsi di addominali e poi fare lo splendido con gli amici fingendo che l’acido lattico non esista, disinfettarsi irritazioni cutanee glassandole con l’amuchina gel, usare whiskey al posto dell’antibiotico per curare una tonsillite, ingerire dieci kilogrammi di salsicce in tre minuti per vincere una gara con gli amici… e quando noi ci sottraiamo a tali meraviglie dell’ingegno umano ci guardano con tenerezza “dai cara, è logico che non ce la fai, piccolina! Hai paura del sangue?” E noi vorremmo dir loro di no, che se ci fossimo impressionate per così poco saremmo morte di infarto a undici anni, e che essendo tarate fisicamente per partorire non abbiamo bisogno di stramazzare a terra in palestra, lo facciamo già per cause naturali. Ma, desiderose più di coccole che di una buona conversazione, rannicchiate nella nostra copertina, ci limitiamo ad annuire e a farli sentire così invincibili, dotati come sono di spalle larghe e braccia forti.
Però, nella vita c’è sempre un però. Come noi sappiamo bene il dolore arriva da solo, non c’è bisogno del masochismo per dar prova della propria forza! Ci si ammala, ci sono incidenti, affaticamenti, si può avere un abbassamento di pressione, la febbre alta, la febbre bassa, e mille e mille altri inaspettati problemi. E con questi si può convivere. Si può per esempio lavorare con la febbre tenendo comunque il sorriso, o coprirsi le occhiaie da insonnia con appositi trucchi; si può provare a non mandare a cagare proprio proprio tutti nonostante un eritema, si possono scrivere romanzi col mal di testa e si può portare avanti e indietro carriole con il mal di schiena. Si può, si sopravvive. E quando a sera si chiude la porta ci si può armare di tisana e lagnarsi in cerca di coccole, per cinque minuti. Poi basta. 
Ma i nostri amici dalle spalle larghe cosa ci fanno quando l’influenza si impossessa di loro? E il feral morbo del mal di pancia? Cosa succederebbe se un foglio tagliasse un polpastrello di Rambo? AAAAAAAAHHHHHIIIIIIIIII CHE MALEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!! “Sto male, non mi capisci, mi stai perdendo e nemmeno te ne accorgi! Te ne vai a lavorare e mi lasci qui solo! No amore, non vado dal dottore… e se mi danno le punture?” Poco importa se avete subito un’operazione a cuore aperto da appena un mese,  partorito quattro figli o se siete in preda ad un attacco di appendicite: voi non lo sapete cos’è il dolore! 
Loro sono pronti a fare la guerra e a portarvi a spalle in salvo sotto una tormenta di neve (o almeno così dicono), ma voi li trovate così, disfatti a letto e tristemente abbattuti, soprafatti da una terribile febbre a trentasette e uno o dal mal di pancia più mal di pancia che si sia mai visto sulla terra. 
Non vi è mai capitato di assistere a una sfilata di familiari al capezzale del capo famiglia influenzato? Moglie e figli in silenziosa attesa del momento propizio per offrire, come re magi al bambino Gesù, mele cotte, camomilla e aspirina. Avete mai telefonato a un uomo afflitto da qualche terribile male tipo una colite? Loro, che prendevano pesantemente in giro i figli neonati e le loro colichine, per tagliare corto al vostro “Ciao amico! Come stai?” non risponderanno “Tutto bene” (come fareste voi nei suoi panni) ma “Ehhh” e un sospiro, lungo, cadenzato, tragico. 
Poi ci sono i peli incarniti nel di dietro, terribili e perfidi mostri che tanto affliggono i nostri eroi dalle spalle larghe. Ma man mano che il problema si sposta alla parte in basso della schiena, che noi chiameremmo sedere ma loro non nominano, se non per commentarne uno femminile, la loro espressione si fa più triste e preoccupata mentre nel contempo perdono la favella. Infatti, quanto un uomo ama descrivere il momento in cui ogni mattina fa la cacca, tanto odia parlare del proprio fondoschiena. Fateci caso: se un uomo vi dice che ha subito un piccolo intervento, ma non vi dice di che si tratta e non si bulla della ferita, si tratta quasi sicuramente di un pelo che si è incarnito in una chiappetta santa. 
Ma c’è di peggio, c'è una malattia che mina profondamente le sicurezze dei nostri eroi. Succede spesso che una donna accampi scuse idiote perché non vuole uscire la sera con gli amici. Di solito è perché non ha voglia di lavarsi i capelli. Succede a volte che un uomo faccia la stessa cosa. In tal caso preoccupatevi, perché vuol dire che sta molto, molto male. Se riuscirete a parlargli, cosa non facile, sarà difficile fargli raccontare il terribile male che lo affligge. E mentre voi, già disperate, state pensando all’orazione funebre che vi toccherà pronunciare lui biascicherà: “ho le em oidi” “cosa? “eoidi” “hai le emorroidi?” “Schhhh! Si…” E al vostro sospiro di sollievo e proposta “lo vuoi un assorbente?” loro vi guarderanno pensando che siete dei mostri e affranti diranno “Ma… ma… tu non hai capito… ma… tu… io… io… sanguino!” e allora sarete voi a dire “Ehhhhh…” e chiuderete la pratica, ma solo pensandolo perché siete buone: “Madonnino dei dolori, ora pro nobis!”

domenica 16 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Perdasdefogu. Folla record per il record (Unione Sarda p. 27)

La canzone del giorno è:
Tapparella - Elio e Le Storie Tese

La frase del giorno è:
Oggi sono in vena romantica!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:04 e tramonta alle 19:30.

Luna: Luna crescente. Il 22 di settembre compirà il suo Primo Quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Cipriano, Cornelio, Dolcissima, Abbondio, Edith, Eugenia, Ludmilla, Romolo, Vittore (16 settembre); Roberto, Colomba, Ildegarda, Lamberto, Reginaldo, Satiro (17 settembre); Arianna, Costanzo, Irene, Oceano, Riccarda, Sofia (18 settembre); Gennaro, Emilia Maria Guglielma, Mariano, Pomposa (19 settembre); Candida, Fausta, Ipazio, Susanna (20 settembre); Matteo, Alessandro, Eusebio, Giona, Panfilo, Quadrato (21 settembre); Basilia, Fiorenzo, Innocenzo e Vitale (22 settembre); Pio, Elisabetta, Lino, Rebecca, Zaccaria (23 settembre).
                                            
Il Santo: Il 19 di settembre la Chiesa ricorda Gennaro, vescovo di Benevento martirizzato nel 305 a Pozzuoli. Patrono di Napoli. Protegge dalle coliche e dai mali intestinali in genere. Invocatelo spesso!

Il nome: Il nome di questa settimana è Matteo, nome antico ma ancora molto amato, essendo al quinto posto nella classifica dei nomi maschili più gettonati. Questo nome deriva dal nome ebraico Matithya, composto dalle radici “matag”=dono e “Yah”=abbreviazione del nome impronunciabile di Dio. Quindi Matteo significa “dono di Dio”. Il numero fortunato legato a questo nome è il 7; il suo colore è il giallo; la sua pietra portafortuna è il topazio; il suo metallo è rame. Ci sono in Italia ottantatremilanovecentonove Matteo, cioè circa lo 0,14% della popolazione del nostro Paese. Nella lista dei nomi più comuni si attesta al centodecimo posto. Il 18,4% di coloro che portano questo nome vivono in Puglia, seguita dalla Lombardia (16,4%) e dalla Sicilia (11%). È un nome con una diffusione bassa, ma uniforme nel resto delle regioni. La concentrazione minore di questo nome la troviamo in Valle d’Aosta (0,1%) e Umbria (0,6%).

Compleanni storici: Buon compleanno alla meravigliosa Greta Garbo, che nacque il 18 settembre 1905.

Questa settimana accadde: 22 settembre 1692. Data allo stesso tempo funesta e lieta per le donne e per la “civiltà”: negli Stati Uniti fu eseguita l’ultima impiccagione per stregoneria.

La notizia del giorno… un anno dopo: Quartu Sant’Elena. Le bacche cadono e la gente scivola (Unione Sarda, Edizione del 22 settembre 2011, p. 25).

Feste e ricorrenze: Dal 16 al 22 settembre si svolge la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Promossa dalla Commissione Europea ha come tema: “In città senza la mia auto”.

Feste e ricorrenze private: Pink fa tantissimi auguri a Mirjam che il 17 di settembre compie 8 anni! Anche Red e Violet si uniscono agli auguri per la fan più bella e simpatica del loro blog!!!
Red e Violet il 21 di settembre fanno moltissimi auguri al loro babbino per i suoi 75 anni. A chent’annos babbu!

Il Lama racconta: Trovando la scimmia un nidio di piccioli uccelli, tutta allegra appressatasi a quelli, e quali essendo già da volare, ne poté solo pigliare il minore. Essendo piena di allegrezza, con esso in mano se n’andò al suo ricetto; e cominciato a considerare questo uccelletto, lo cominciò a baciare; e per lo svecerato amore, tanto lo baciò e rivolse e strinse ch’ella gli tolse la vita. È detta per quelli che, per non gastigare i figlioli, capitano male (La scimmia e l’uccellino. Leonardo da Vinci).

Così parlò zio Gecob: Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.

sabato 15 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Cacciatori con il pc (Unione Sarda p. 34)

La canzone del giorno è:
Nanneddu Meu - Coro Peppinu Mereu, Fred Johnson, Victor See Yuen and Ron McBee live in Tonara

La frase del giorno è:
Ficcadenti mi fa lo stesso effetto di un cestino di prugne.

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Jukebox

Dopo un saggio della sapienza teutonica, una nuova proposta musicale. In precedenza abbiamo imparato ad apprezzare celebri esempi di rock, pop e canzoncine di tanti auguri a te.
Questa sera un graffiante blues. Joy Fleming esegue per noi con la sua fantastica voce nera il "Neckarbrückenblues". Amatela, amatelo!

Paul_Blau_Vierzig

Le storie di Rainbow


Ginger

Guardando sʼimpara a capire e a vedere dove si muovono i pensieri.
Ogni singola persona ha una scatola di pensieri intorno alla testa, colma come una cesta di giochi disordinati.
Si parla ognuno seguendo la propria linea e pochi sono in grado di camminarci sopra senza inciampare nei propri piedi. Come farebbe un equilibrista, sicurissimo nel suo andare, sapendo che la rete sotto è tenuta dagli altri pazzi del circo.
Ci si parla, anche una vita intera, ma quanti hanno capito, quanti si sono capiti?
Ginger sapeva che era difficile mettere a posto i suoi pensieri già prima che lʼennesima sveglia delle sei squillasse. Occhi spalancati e non aveva ancora capito se avesse dormito o meno.
E di nuovo a rimettere a posto i pensieri, tra un ricordo e una nuova immagine: un sogno incastrato di cui restava solo lʼemozione indefinibile.
Pensava che svegliarsi dal sonno della notte senza lasciare al sonno stesso la libertà di scegliere il momento fosse unʼingisutizia. Come prendere la ciotola da sotto il muso del suo cane bianco. 
Iniziava la sua giornata, sbalordita e perplessa, tra cappuccini (tre) e brioscina (una) di cui buttava sempre lʼultimo morso.
Quella notte aveva sognato uno scenario ricorrente. Lʼincrocio di strade in una grande metropoli. Sciami di persone che entrano ed escono da porte, attraversano la strada colpendosi sulle spalle, salutandosi con la mano, odiandosi per un attimo o amandosi per più di qualche giro di lancetta. Dalla vetrina a giorno del solito bar, osservava e vedeva sottilissimi fili dai colori sgargianti che tenevano unite tutte le persone che le scorrevano davanti agli occhi. Centinaia di persone che pensando di muoversi liberamente, erano in qualche modo legate ad altre persone, intimamente vissute o sconosciute.
Le imprecazioni e la speranza che un metro di neve in piena estate o la nebbia o unʼorda di cavallette giganti le impedisse di uscire di casa,anche quella mattina le facevano da compagnia.
Aprendo la porta, pronta a buttarsi nel mondo, si trovò davanti il vuoto. Richiuse incredula. Forse stava ancora dormendo. Tornò per sicurezza al sogno dei fili. Voleva analizzarlo lucidamente.
Quante volte aveva pensato di non poter parlare di questo o di quell'argomento?
Nellʼassoluta convinzione di non essere compresa, facendosi protagonista unica e sola ad aver subito questa o quella esperienza. Si accorse presto di non essere così originale. E che molti o forse tutti, anche se con colori diversi, erano tra loro collegati.
Il problema vero era parlarsi. Parlarsi. Le parole.
Il problema.
Un codice che non tutti usano allo stesso modo. Non tutti hanno lo stesso vocabolario a portata di mano, anzi a portata di momento. Quante volte in assenza di concentrazione, sopraffatta da emozioni impossibili da calcolare con due aggettivi, si trovava puntualmente con la faccia avvolta dal ghiaccio secco?
Il tea. Perfetto. Una bevanda calda a distendere i muscoli della pancia, che per associazione andava a distendere anche i muscoli del cervello. Emisfero destro contro emisfero sinistro, dura battaglia. Emozioni contro ragioni. Bipolarismi momentanei, dolori rapidi, più spesso un poʼ più lunghi di qualche mese.
La verità da che parte sta? I limiti quali sono? Da che parte si deve andare per uccidere tutti i guardiani che padri e madri, maestre, sorelle, preti, hanno nascosto?
A scovarli tutti ci si potrebbero passare anni, è il coraggio che aiuta. Il coraggio di cambiare se stessi è il vero coraggio, il tentativo di cambiare gli altri solo un vano tentativo di mostrarsi forti e potenti, ma senza reali segni di cambiamento.
In realtà siamo piccoli insetti nella tela di un grande ragno che tesse e continuerà a tessere anche dopo che noi moriremo. Chi si invischia muore, solitamente invecchiando prima di quanto sia necessario. Smettendo di sognare, ci si arrotola nel proprio filo e inevitabilmente si arrotola volutamente nellʼenorme matassa anche qualche altra vita.
Ginger si perdeva molto spesso ad analizzare i suoi sogni e anche quelli degli altri ,che puntualmente le raccontavano nei dettagli i loro viaggi notturni, bramosi di sapere il significato.
Ma il significato di cosa? In realtà lʼunica esperienza di Ginger era cercare di capire cosa volessero davvero le persone vicine a lei. Quanto più nitida si faceva la sua scenografia personale, tanto più facile le sarebbe venuto buttare giù il testo della sua arcana sceneggiatura.
Trent'anni e un dubbio per ogni passo compiuto.
Tornò in un attimo al momento dellʼuscita da casa. Si alzò come un gatto dopo qualche ora di sole e provò a riaprire la porta e di nuovo il vuoto. Nulla. Né un albero né un colore. Vuoto, niente, spazio senza oggetti, senza forme, senza simboli.
Ginger era ancora più attonita della mattina.
Il nulla, pensava, non esiste perché è  nulla e invece,anche il nulla si poteva vedere.
Da quel momento ogni piccola cosa, ogni piccolo pensiero era davvero vissuto.
Non sentiva più la necessita di manovrare la sua testa. Era come se fosse consapevolmente e ragionevolmente diventata libera.
Era la principessa che, guardandosi allo specchio, aveva finalmente smesso di piangere e di farsi crescere i capelli per lanciare la treccia dalla finestrella della torre. Era scappata dal castello. Ma non per paura, non per dimostrazione, nemmeno per caparbietà. Si era liberata perché aveva capito.
La chiave giusta è nel mazzo che teniamo nella nostra mano.

venerdì 14 settembre 2012

Breaking News

La notizia del giorno è:
Pimentel. Suona la campanella (Unione Sarda p. 31)

Help - The beatles

La frase del giorno è:
Elp ui (Help we)! [cit]

giovedì 13 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Da osservare. Noi siamo i figli delle stelle (Unione Sarda p. 23)

La canzone del giorno è:
Figli delle stelle - Alan Sorrenti

La frase del giorno è:
C'è sempre uno juventino con cui prendersela!

mercoledì 12 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Urne. Stranieri ma non tanto (Unione Sarda p. 21)

La canzone del giorno è:
Caffè nero bollente - Fiorella Mannoia 

La frase del giorno è:
Mojito: la più grande invenzione dell'umanità.

martedì 11 settembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Sperate - "Non c'è crisi per le pesche" (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Red shoes - Kate Bush

La frase del giorno è:
Alle donne fanno promesse del cazzo, agli uomini promesse di Passera!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


La domenica del "come fai fai, è sbagliato comunque"

Questa giornata inizia in realtà qualche giorno prima, mentre Pink fa ripetizione. "Vincere con l'Udinese -dice lei- non sarà facile. E' una squadra arrabbiata e delusa, non mi stupirebbe un pareggio". Red a dire il vero pensa che l'Udinese sia delusa e depressa, e le dispiace molto, perché lo scorso anno ha sfiorato la sua grande occasione e invece è andata come è andata, mentre ora ha un'aria piuttosto crepuscolare. Il giovine pinkallievo, interista, invece si dice fiducioso di poter stendere la Roma di Zeman con poca fatica. E' piacevole poter dire che non è stato così!
La Juventus riesce a vincere 4 a 1 con l'Udinese, che non riesce ancora a riprendersi ed appare una squadra tendenzialmente spappolata. Colpa di una campagna acquisti che forse è stata più di una campagna cessioni? Forse si! Forse invece non trova la strada per tirar fuori i connotati dopo una serie di delusioni e di traguardi mancati per poco meno di un soffio. La partita è segnata dall'espulsione del portiere dell'Udinese per un fallo che c'è, ma non è stato commesso da lui. Il rigore tanto incriminato in effetti c'è ed è visibile, ma il fallo viene commesso da Danilo, non dal portiere. E' il difensore infatti a spostare di peso Giovinco e a spingerlo sul proprio portiere, che viene espulso per aver commesso fallo. C'è da dire che questa regola sul rigore e l'espulsione del protiere è proprio ingiusta, se non ridicola, ma non è mica colpa della Juve se è così! Pozzo fa bene a lamentarsi, ma lo fa all'indirizzo sbagliato. Come sempre ci finisce la Juve in mezzo anche quando non ne ha colpa! Red odia a dismisura le polemiche sugli arbitri, però pensa anche che chi gioca c'è in mezzo, tirata o non tirata che sia. Si può sempre scegliere lo stile con cui affrontarle le polemiche, e ognuno ha il suo! Da lì in poi la partita è stata in discesa ed è un lungo assedio della Juve nella metà campo friulana. Dopo il rigore, battuto da Vidal, si distigue finalmente la "Formica Atomica" Giovinco che riesce a mettere a segno due gol! Ehiehiehi! Questo vale il prezzo del biglietto! Pink esulta in poltrona ed è feliche che oggi Goppai le abbia regalato il poster di Giovinco! Quindi, prima il rigore di Vidal, nel secondo tempo i due gol di Giovinco... ma il secondo gol di chi è? E' un fantastico tiro di Vucinic che mette la palla in rete con una facilità disarmante senza che quasi si riesca a vederlo! In tutto questo, Conte dalla tribuna riesce ad incazzarsi malamente per un calo di tensione della squadra che si fa segnare il gol della bandiera dall'Udinese. Ma la festa c'è comunque, il campo era difficilissimo e la Juve è andata col pilota automatico e ha vinto!!! Pink è strafelice di essersi sbagliata e di aver portato a casa i 3 punti necessari! Oleeeeeeeeeeeeee!!!
Red invece è giorni che mugugna, chissà perché ma nutre poche speranze, e ciò la innervosisce parecchio! Non le piace il clima, non le piacciono le polemiche, non le piace lo stadio, non le piace l'uomo dai capelli unti, non le piace com'è andata la scorsa partita, non le piace che bisogna ringraziare la gentile concessione del presidente dell'Atalanta per aver giocato in Sardegna, non le piace, non le piace... E che è, Brontolo? Puffo Brontolone? Una caffettiera? Mah... Ai posteri l'ardua sentenza. La partita inizia e Red non l'ascolta nemmeno, segue su internet mixando Twitter, Gazzetta, Repubblica, Corriere, Unione... ma nonostante il pluralismo cercato dalla rossa la sentenza non cambia: tristezza di partita! E poi inizia la saga del "che si fa di bello oggi, ragazzi?" "Boh, sbagliamo rigori!". E siamo di parola: Larrivey, Conti, e poi giochiamo in superiorità numerica ma nessuno se ne accorge! Ci è presa la gentilezza da padroni di casa? Tipica ospitalità sarda? Tipo ziette vecchie "Eh, funti arribbausu dae su Continnente, mischineddusu..." E per esser buoni li facciamo passare in vantaggio. E no ragazzi, Red vi vuole stronzi come la sua rassegna, chiaro? Non vogliamo dire che non ci sia stato gioco nè occasioni, e non deve essere nemmeno stato bello giocare una partita immersi nel silenzio, salvo le grida estemporanee di Cellino "Ma chi ha montato le porte?". Però vogliamo di più, o almeno Red vorrebbe di più. Vuole il brillio negli occhi, la moltezza che evocava all'ultima di campionato, vuole le scintille e le campane che suonano, vuole il suo Cagliari, insomma. Anche se alla fine non si può lamentare, perchè un pareggio acciuffato al 91' va sempre meglio di una serie di legnate nella schiena, e bravo Ekdal, e anche Astori che gli ha dato la palla, alla faccia di Biondini che lo marcava! Sospirone di sollievo e alla prossima ridateci Pinilla! E anche Sau. Neanche Pink ha visto la partita, ancora presa da furori bianconeri, ma ad un certo punto premeva la necessità di conoscere il risultato e così s'è messa davanti alla tv e ha colto la notizia del doppio rigore sbagliato con un sonorissimo "E minca...". E quello stadio fa una desolazione allucinante visto vuoto per cosa? Per niente... Resta il fatto che il Cagliari è sempre in trasferta e non giocherà più a Cagliari comunque (ma le quartesi giocheranno a Cagliari... boh!) e questo un po' di tristezza le fa! Poi insomma, Astori si infortuna, Pisano schiaccia le api, rigori sbagliati.. Oh, porterà mica sfiga Is Arenas?
Per il resto la Roma quando trova un allenatore trova l'anima, e Zeman per lei è più che un allenatore. E così le suona e le canta all'Inter. Come aveva già detto Red aveva promesso di tifare Roma, così ha fatto ed ha funzionato: amici giallorossi potete anche ringraziare, la ragazza non si offende! Pink avrebbe riso comunque, ma con l'Inter sconfitta ha riso anche di più pensando alla sicumera di certi interisti! Il Milan, uffa!!!! L'unica cosa divertente è come sono riusciti a fregare Moratti con lo scambio Cassano per Pazzini... ma non ci basta, vogliamo di più! Pink continua a sostenere che, se proprio affare ci dev'essere, l'ha fatto il Milan a prendere Pazzini (finti rigori a parte, perché non ce ne siamo dimenticate!), ma il campionato è lungo e spera che l'affare in realtà non ci sia per nessuna delle due! Il Napoli, porca miseria, vince di nuovo contro la Fiorentina ma non vale: i viola non erano stati avvertiti che avrebbero giocato a beach soccer! Non è giusto, ci oppoiamo! E anzichè lanciare acqua santa e mettere santini nel tunnel degli spogliatoi, che è piuttosto irrispettoso, che pensino a irrigare il campo! La Samp la spunta sul Siena, il Parma sul Chievo, il Catania sul Genoa. La Lazio ne fa tre al Palermo e il Torino al Catania. 
In Spagna segnaliamo il fantastico mal di pancia di Cristiano Ronaldo che pare intenzionato a lasciare Madrid. Noi, per parte nostra, gli auguriamo un attacco di colite cronica! Pare che addirittura sia scoppiato a piangere negli spogliatoi! Pora stella!!!! Red a dire il vero trova così detestabile il Real che comprende e si compiace della presa di coscienza del CR7... Che ci sia forse speranza che almeno un neurone sia stato dato in dotazione proprio a tutti? E poi quando gioca nella nazionale portoghese non le dispiace il poverino... A Pink non dispiaceva solo quando giocava in terra inglese! Il Real comunque vince, ma vince anche il Barcellona e questo ci piace assai!!! Segnaliamo intanto il ritorno di uno dei grandi amori calcistici di Pink: David Villa!!! El Guaje a suon di gol s'è ripreso pure la nazionale e ora vedremo chi scenderà in campo tra lui e Fabregas!
Il Tonara esordisce in coppa Italia con il Fonni mettendo in cassa un bel pareggio per 3 a 3, che comunque va benissimo, perchè ottenuto di carattere e cattiveria!!! Applausi ai nostri ragazzi!!! Che domenica a Su Nutatze chiudono la pratica del primo turno di coppa Italia battendo il Fonni con una doppietta di Talloru. Da segnalare un brillante Calaresu - per  inciso, vedete che se qualcuno lo butta in terra in area poi Talloru il rigore lo segna, mica giocano a is Arenas! (scusate Red, non ce la può fare!) - e una squadra entusiasta e piena di voglia di fare magie... Sono loro i nostri diavolacci Rossoneri!
Infine non possiamo tacere che la serie A si è fermata per una domenica per gli impegni della nazionale: diremo solo due parole sulla partita con la Bulgaria: per carità! E poi staremo a vedere gli effetti speciali stasera: d'altronde contro Malta una difesa a quattro è il minimo del minimo, no? 

Alla prossima dalle vostre Giggi's angels! (<--- è nuova anche questa sigla!!!)