giovedì 31 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ruba le buste della spesa: arrestato. Nel bottino gamberoni, frutta e funghi (unionesarda.it)

La canzone del giorno è:
Video killed the radio stars - The Buggles

La frase del giorno è:
Alla fine l'unica cosa seria in Italia è la ristorazione!

martedì 29 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Sperate - Il dolce cuore degli zombi (Unione sarda, p. 26)

La canzone del giorno è:
Tristezza - Ornella Vanoni

La frase del giorno è:
Tra noi e voi c'è un cippo!

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:45 e tramonta alle 17:27.
Da domenica siamo tornati all’Ora Solare.

Luna
La Luna è calante. Il 3 novembre alle 12:50 è Luna Nuova.

Cielo del Mese, i Pianeti
Alla fine di questo mese si ripete l’opportunità di osservare la falce di Luna calante e Marte. Il mattino del 30 ottobre i due astri si trovano a Sud-Est.

I Santi
28 ottobre: santi Simone e Giuda Taddeo, apostoli
29 ottobre: san Feliciano
30 ottobre: san Saturnino di Cagliari
31 ottobre: santa Lucilla di Roma
1° novembre: Tutti i Santi
2 novembre: commemorazione dei Defunti
3 novembre: san Martino de Porres

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Parigi – Il coccodrillo francese potrebbe rinascere in terra elvetica (L’Unione Sarda, Edizione del 30 ottobre 2012, p. 9). Per visualizzare il post clicca qui

 Feste, Ricorrenze, Curiosità
Oltre che essere Halloween, il Capodanno celtico (Samhain) e il ricordo di Martin Lutero per gli anglicani, il 31 ottobre è anche la Giornata Mondiale del Risparmio!

Il Lama Racconta
E così, decise che l’avrebbe vista una volta ancora. L’ultima. Forse. Almeno per un po’ di tempo, di vita. Aveva bisogno ancora di qualche ricordo. Di imprimerla nella memoria, dove la sua immagine era sempre più traslucida e inconsistente. Non la sensazione di lei. Quella era viva. E le ultime parole che si erano scambiate. Quasi una profezia. La promessa di un sogno. Di un futuro non ancora avverato, ma che lei desiderava con tutto il cuore. Prese coraggio, perché non credeva alle porte aperte sul mondo degli spiriti. Sapeva che il bene non muore. Lo sentiva vivere e carezzarle la pelle ogni giorno, nelle sue occupazioni più normali e quotidiane. Sapeva che il luogo dell’Amore è luogo di comunione di tutti i luoghi, di ciò che chiamiamo qui e di ciò che diciamo altrove. Anche gli angoli più sperduti del mondo, della terra e del mare, del cielo e dello spazio. Fino ai confini dell’universo. Ed oltre. Sapeva che il luogo dell’Amore è luogo di comunione di tutti i tempi. Del passato, del presente e del futuro. Fino all’eternità. Ed oltre. Ad unire tutti gli esseri che si sono amati. Che anche per un attimo solo si sono sfiorati, si sono guardati. Si sono dedicati parole, pensieri. Si sono dedicati tempo, che siano pochi istanti o una vita, non sempre è l’essenziale. Decise, per la prima volta in vita sua, di rifarsi alla sapienza antica della sua Isola. Di credere agli insegnamenti tramandati di madre in figlia, fin dalla notte dei tempi. E attese. Attese la notte de Is Animas. Attese che fosse silenzio in casa e per la strada. Che tutti dormissero. Preparò il caffé, forte e denso. Un bricco di latte, per la macchiatura a freddo. A colei che aspettava piaceva così. Un’abitudine che aveva trasmesso anche al figlio e che era diventata il rito del dopo pranzo, subito prima di tornare al lavoro. Lei, invece, lo prendeva senza nessuna aggiunta, amaro e scuro. Mise sul tavolo una tovaglia di bucato. Dispose con gusto dei fiori rossi e due tazzine. Prese la sua zuccheriera d’argento e due cucchiaini. Regali di tanto tempo prima, ma che aveva usato raramente. Il servizio buono, insomma. Aggiunse la caffettiera e il bricco del latte. Accese una candela. Bianca e profumata. Socchiuse porta e finestra. La temperatura calda di quella notte d’autunno lo permetteva. E poi gli ospiti attesi si accolgono così, con la porta aperta e la luce accesa. Si vestì bene. Si truccò appena, ma con cura, uniformando l’incarnato, riducendo l’effetto lucido, sottolineando gli occhi nocciola. Sedette sulla poltrona. Mise lo smalto rosso alle unghie, perché lei le aveva insegnato che per le amiche si fa questo ed altro. Non importa se si ha voglia, ma bisogna essere di tutto punto. E attese. La stanchezza fu più forte e finì per dormire. Un sonno breve, ma profondissimo. Sentì una carezza. Nel battito di ciglia del dormiveglia vide un’ombra dalle unghie rosse sfiorarle il viso. Sentì un sussurro. È più vicino di quanto pensi. Poi il rumore della porta che si chiudeva. Aprì gli occhi. D’istinto si avvicinò al tavolo. Le due tazzine erano vuote, ma una era sporca di caffé e latte. E, lì accanto, il flaconcino dello smalto, che pensava di aver lasciato sul tavolino vicino alla poltrona, quasi vuoto. Felice di quello sfiorarsi desiderato, ma impensato, decise di rimettere tutto a posto. Nessuno si sarebbe accorto di nulla la mattina dopo. Il dono di una visita speciale è un segreto da custodire nel cuore. Per sé sole (È più vicino di quanto pensi, ispirato alla tradizione de “Sa cena po is Animas”, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
L’anima è piena di stelle cadenti

Così aggiunse Violet
In Sardegna, per antichissima tradizione, si festeggiano all’inizio del mese di novembre Is Animas de su Prugadoriu. In realtà le usanze legate a questa festa sono molto antiche e, probabilmente, precedono di secoli l’avvento del Cristianesimo, anche se non si è conservato un nome legato alla festa precristiana a cui si rifacevano. La notte tra il 1° e il 2 novembre, dopo cena, si allestisce il banchetto per Is Animas, le persone care che sono morte e che in antico si pensava avessero il desiderio di tornare a condividere il cibo dei vivi almeno in quel giorno. Su quella tavola c’era su pani ‘e saba, is pabassinas, l’uva, i fichi secchi, i mandarini, le melegrane, e altri dolci e cibi diversi a seconda dei luoghi e delle usanze. Si lasciava anche un lume acceso. La mattina del 2, o in altri luoghi il 2 novembre nel pomeriggio, uscivano i bambini. A seconda delle usanze potevano o meno essere mascherati. Bussavano alle case e trovavano gli “avanzi” de sa cena, e comunque dolci e frutta. In alcuni luoghi bussavano dicendo po is Animas, in altri po su prugadoriu, altrove su mortu mortu. E questa questua era festosa per i grandi, che attendevano all’interno delle case, e per i più piccoli, che l’andavano compiendo. Violet non ha mai partecipato alla rievocazione di queste antiche usanze. Trova che siano un modo per rendere vicino e quotidiano uno dei concetti che la società moderna non “esorcizza” più, ma bensì dimentica e sottace: la morte. Violet è particolarmente legata per tanti motivi, ma tutti di “vita”, a questo periodo dell’anno. Crede che celebrare i Santi e ricordare i morti sia un tutt’uno, nella sua fede. Un tutt’uno fatto di speranza e di amore. Crede nella Comunione dei Santi, quel meraviglioso mistero che dice di un luogo e di un tempo, diversi da tutti i luoghi e tutti i tempi per noi immaginabili, nel quale l’Amore di Dio e la resurrezione del suo Figlio rendono possibile l’incontro e l’unità di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, presenti, passati e futuri; vicini e lontani. Sa che la Comunione dei Santi si vive ogni giorno, ma è bello ricordarla e festeggiarla in modo speciale una volta all’anno. Perché la festa dà senso al quotidiano e aiuta tutti a comprenderlo e viverlo.
 

lunedì 28 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias. Torna a casa la capra miracolata (Unione Sarda p. 24)

La canzone del giorno è:
Nella vecchia fattoria - Quartetto Cetra

La frase del giorno è:
Ma tu lo conosci il toro femmina con i candelabri ebraici sulle corna?

domenica 27 ottobre 2013

Gli Arcani - by Rainbow

La Papessa



Tradizionalmente i Tarocchi, così come gli Oroscopi, godono in lungo e in largo di una fama discriminante e preconcetta. Come qualsiasi argomento del Mondo, bisogna conoscere profondamente l'inizio delle cose per compiere l'intero ragionamento. Si parla di Tarocchi contemporaneamente alla prima stesura della Bibbia. Si parla di divinazione e di lettura del futuro, si parla di carte fortunate e sfortunate. Ma niente di ciò è vero o ha senso. Guardando le carte dei Tarocchi, a tutto possiamo ambire tranne che a sapere cosa accadrà domani. Bisogna guardare senza guardare, lasciare che l'immagine ci guidi alle nostre emozioni più profonde e reali. Ogni immagine dei Tarocchi traccia inequivocabilmente una parte della Vita. Come se la vita stessa avesse delle facce preesistenti a noi. Gli Archetipi. I Tarocchi sono gli archetipi. Ogni carta ha un suo significato plurale. Vuole dire che qualunque cosa noi osserviamo, qualunque cosa ci capiti, chiunque incontriamo per strada, può avere molteplici letture. La Papessa, per esempio, è una delle carte, degli Arcani, che più colpisce. E' una figura di donna seduta, leggermente il suo busto e il suo ventre ampio ruotano verso sinistra, guardando al passato. E' bianchissima in volto, fredda, e tiene un grosso libro in mano. La sua testa ha un velo paraocchi, bianco. E' sapiente, ma statica. E' enigmatica, ma rassicurante. E' ferma nel suo giudizio divino, ma non evolve in troppe sofisticazioni. E' paziente e diffidente. Immersa nelle sue storiche certezze. Può sembrare strano, ma pensateci... Quante donne così vi vengono in mente? Scrittrici, giornaliste, mamme, insegnanti, amiche... Quante donne che conoscete sono Papesse? Quanto vi irritano le donne saccenti e rilassate nelle loro prese di posizione? Quante volte ci siamo amalgamate in una identica e già vissuta situazione? E abbiamo continuato a viverla, senza cambiare di un ingrediente quanto ci accadeva intorno e poi abbiamo sperato che la ricetta, a fine cottura, prendesse un altro sapore? Quante volte dobbiamo mangiare lo stesso cibo per capire quali ingredienti ci siano dentro?

I Tarocchi danno gli indizi per non farci ricadere nello stesso errore, per non farci fare lo stesso giro, per aiutarci a vedere magari la stessa realtà, ma con una lenta diversa.

D'altronde il Mondo è fatto di immagini.

Breaking news

La notizia del giorno è:
Oliena. Acqua gialla, siluro al Psd'Az (Unione Sarda p. 45)

La canzone del giorno è:
Walk on the wilde side - Loo Reed

La frase del giorno è:
La bacchetta e basta non basta!

sabato 26 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tertenia. Suino smarrito affidato all'Anas (Unione Sarda p. 48)

La canzone del giorno è:
E non finisce mica il cielo - Mia Martini

La frase del giorno è:
Mi faccio la piastra perché non voglio che i miei capelli facciano quello che vogliono con la scusa dell'umidità!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!



La domenica di Casa Base e del double-down

Due settimane fa vi abbiamo lasciato con Red semiaffranta per la latitanza del Cagliari dallo stadio e dai risultati buoni e Pink morta dalle risate in ascensore con vicini interisti e milanisti. Così, dopo aver pubblicato lo stiletto numero 100 ci siamo rilassate in vista delle solite figuracce nazionali, godendoci un’altra bella vittoria del Tonara nella domenica senza il calcio di A. Quindi ci siamo messe ad aspettare domenica e a preparare il nostro debutto in radio, ma lo sapevate che martedì ci hanno intervistato alla Radio? Grazie, grazie, grazie Radio Onda d’urto!
Red si prepara al ritorno al sant’Elia, del Cagliari, non suo, ahilei: il tutto esaurito non le ha concesso di trovare posto, ma presto tornerà allo stadio lo promette! Infatti sta già preparando la trasferta con Violet e una super special guest specialissima. Per prepararsi al meglio per la sfida col Catania, insieme a Violet incontra ripetutamente Giggi, il mondo è bello, le speranze sono buone. La domenica si avvicina sempre più, e inaspettatamente incomincia di venerdì. Ma quale migliore inizio di giornata si può immaginare? Napoli pestato bene dalla Roma, olè! Red va a letto ridendo, ma si risveglia in prepartita: tornare a casa è bello, ma ora bisogna far sul serio, non c’è più scusa che valga! Sabato mattina Giggi c’è, bello e con la giacca bella, versione nonno più sexy del mondo, la fiducia cresce esponenziale, ma bisogna far silenzio e non accettare le provocazioni. Red alle 18,30 deve essere a casa di un’amica, si premunisce che il cellulare sia carico, sarà dura. Lascia Violet alla postazione d’ascolto e va. La partita sarà seguita da Red con la ricerca spasmodica di aggiornamenti dal cellulare e quel che si sente di dire è questo: non potevo chiedere di meglio! Non è stata una partita bellissima, ma sai chi se ne frega: io bado al risultato, non sempre, ma adesso si! Nel senso che il ritorno a casa doveva essere vittoria, doveva, doveva e doveva essere una festa grande, e così è stato. Il gioco bello l’abbiamo fatto in molti pareggi, ci sta anche una bella vittoria concreta e con pochi fronzoli. Che poi i fronzoli ci son stati, perché Ibarbo non si gira mica così tutti i giorni in area! E poi Pinilla, la rete e quella corsa in curva… momenti che un tifoso mette lì perché bisognerà raccontare qualcosa ai nipotini un giorno, quando spacchetteranno la loro prima maglietta rossoblù regalata dalla zia! E forse non è nulla tornare a casa, ma forse si. Voi lo sapete cosa vuol dire tornare a casa dopo tanto tempo? Tornare alle abitudini che si erano dimenticate, agli amici che ormai non si frequentano più… è così bello che al ritorno quasi non si pensa ai difetti per i quali eri andato via, e tutto sembra meraviglioso. E il sant’Elia a qualcuno deve essere sembrato meraviglioso domenica, anche se andrebbe distrutto e rifatto. E anche se era mezzo vuoto sembrava pieno. O forse era pieno, anche di quelli che un biglietto non l’hanno avuto. E Red festeggia come una bimba e dice a tutti “cos’ha fatto il Cagliari?” e festeggia Violet e festeggia nonna Nenna. E anche se Red continuerebbe a parlare per sempre del suo Cagliari, che gareggia di nuovo ai piedi del promontorio in cui il diavolo in persona è stato sconfitto e rispedito a casa, ci tocca andare avanti
La sera il Milan si salva a malapena sull’Udinese, con una partita brutta e antipatica.
E poi arriva domenica e la Juventus ha da andare a Firenze. Pink qui si lascia andare a poche riflessioni. Ci sta prendere 4 gol, il calcio è fatto anche di goleade fatte e di goleade prese, in una partita può sempre succedere di tutto e Boskov insegna sempre. Ma Pink si chiede "come" una squadra ne possa prendere 4 in meno di 20 minuti, essendo in vantaggio sul 2 a 0. Come si fa? Perché se esiste una ragione, lei la vorrebbe sapere. Si sono addormentati tutti in campo e Buffon cercava farfalle? Plausibile, ma allora viene voglia di picchiare i giocatori sonnolenti. Pink stava in effetti guardando la partita, ma al terzo gol della Fiorentina ha cercato di scagliare il computer, non suo, fuori alla finestra. E' stata sedata, resa innocua per se stessa e per gli altri e ora sta bene, ma non si sente di dire altro. Perdonàtela. Vuole aggiungere solo che alla fine ha sempre ragione Guardiola: solo se sei in vantaggio di 6 gol e mancano 5 minuti alla fine puoi permetterti di dormicchiare un po', non troppo. 
Nel frattempo l’Atalanta batte la Lazio, il Genoa il Chievo, la Samp il Livorno, il Sassuolo il Bologna, il Verona il Parma, e infine l’Inter chiude la serata egregiamente appoggiando una bella rimonta che porta il Torino sul tre a tre!
Intanto il Tonara sconfigge l’Ozierese grazie a un gol dello scatenato Ale Tocco, che mette al sicuro tre punti preziosissimi. Detto questo per Red è la giornata perfetta: Cagliari e Tonara entrambi vittoriosi… non sono mica cose che le capitano tutti i giorni! In più il Tonara aveva passato anche il turno in Coppa Italia, con un 1-1 firmato Pili, in casa dell’Aritzo: cosa vogliamo di più da questi ragazzi?
Ma ancora le emozioni non sono finite: il double down è proprio questo perché la Juventus cade anche in coppa con il Real Madrid (che ci piace poco in generale, lo sapete!). Bando alle polemiche sul rigore dato con leggerezza o meno e sul rigore negato. Episodi. Tante squadre se ne lamentano ogni domenica, quindi o troviamo il metodo per poter revisionare la partita alla fine e correggere gli episodi realmente scorretti o accettiamo la fallacità dell'arbitro. L'alternativa è sempre quella di verificare sempre la correttezza delle decisioni dell'arbitro immediatamente. Comunque, perdere 2-1 con il Real Madrid ci può anche stare. E' vero che complica le cose, ma pire l'anno scorso furono complicate e alla fine - con tanto lavoro - andò bene. Meno parole e più lavoro. 

Così parlò Nonna Nenna: In curva è andato a festeggiare? Ha fatto bene! 

Anche per questa settimana è tutto! Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels


venerdì 25 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ecco perché i fenici vissero felici e contenti nella Sardegna arcaica (Unione Sarda p. 44)

La canzone del giorno è:
We are golden - Mika

La frase del giorno è:
Le sette del mattino è l'ora delle squadre di operai e dei cagnolini piscioni!

giovedì 24 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Capo Sant'Elia - Nave sugli scogli ma solo per finta (Unione sarda, p. 19)

La canzone del giorno è:
Il paradiso - Patty Pravo

La frase del giorno è:
Il vantaggio della Germania è che non ci sono le zanzare...

mercoledì 23 ottobre 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Litigio all'aeroporto a colpi di "vergogna". L'accusa: "Indegno" (Unione Sarda p. 2)

La canzone del giorno è:
Dune Buggy - Oliver Onions

La frase del giorno è:
Ma gli scarabei sono quelli che fanno la pallina di pupù?

martedì 22 ottobre 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Guasila - Al cimitero posti esauriti (Unione sarda, p. 27)

La canzone del giorno è:
Psycho Killer - Talking heads

La frase del giorno è:
Sia benedetto il latte caldo con il miele e la cannella!

lunedì 21 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Stintino. La Pelosa incanta i rumeni (Unione Sarda p. 28)

La canzone del giorno è:
Un giorno credi - Edoardo Bennato

La frase del giorno è:
Non c'è nulla di più bello di un pinguino di Halloween!

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:38 e tramonta alle 18:37.

Luna
La Luna è calante. Il 25 ottobre alle 14:20 raggiunge l’apogeo. Il 26 ottobre, invece, alle 23:43 inizia l’ultimo quarto.

Cielo del Mese, i Pianeti
Non è più necessario attendere le ultime ore della notte per ammirare Giove. Già intorno alla mezzanotte il pianeta brilla ad occidente tra la Luna calante e la coppia Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione dei Gemelli. La congiunzione tra Luna e Giove si verifica nella notte tra il 25 e il 26 ottobre.

I Santi
21 ottobre: santa Celina
22 ottobre: beato Giovanni Paolo II (ormai santo)
23 ottobre: san Giovanni da Capestrano
24 ottobre: sant’Antonio Maria Claret
25 ottobre: santa Daria
26 ottobre: santi Luciano e Marciano
27 ottobre: sant’Evaristo, papa e martire

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Assemini. Santa Lucia verso la salvezza (L’Unione Sarda, Edizione del 23 ottobre 2012, p. 28). Per visualizzare le nostre Breaking news di quel giorno, clicca qui

Il Lama Racconta
Quanti apparecchiano un posto in più la sera del 31 ottobre a cena? Per quanti è tradizione, abitudine, bisogno quello di allestire un desco che rimarrà, all’apparenza, vuoto?
Parlare di Halloween e dei suoi fasti mondani d’oggidì, del business che vi ruota attorno, della corsa al più orrido, al più schifido, al più grottesco (certo non al più spaventoso, dato che la paura viaggia su altri più celati sentieri) è cosa che non farò. Non m’interessa nemmeno ragionare di come le religioni, nel corso dei millenni, abbiano sovrapposto ognuna le proprie feste a quelle altrui, precedenti e sovente coerenti con quanto dalle nuove affermato e festeggiato. No, m’interessa ragionare dei “morti”. Il cessare di un’esistenza è stato uno dei primi momenti di riflessione profonda della razza umana. Il venir meno, a tutti gli effetti, di braccia forti, di amorevoli sorrisi, di possente difesa, di operosi atti, tutto questo ha costituito un erto picco da scalare, nella difficile ricerca della comprensione del perché ciò accadesse e del “poi”, di quel che sarebbe venuto dopo per coloro che avevano lasciato questa dimensione terrena. Studi su ritrovamenti di antichissime inumazioni hanno mostrato come le salme dei defunti venissero pulite, ricomposte, ricoverate in luoghi come anfratti e caverne, quasi a ricondurle al grembo primordiale che le aveva generate. Su di esse tracce cospicue di pollini, i residui dei fiori che erano stati posti attorno e su di loro, estremo omaggio alla loro presenza. Il culto dei morti. Se pensiamo all’Egitto, alle mummie, alle necropoli e alle tombe dei Faraoni, è facile rendersi conto di quanto le religioni organizzate abbiano da sempre lavorato per allestire un vero e proprio mondo a sé in cui far muovere attori e spettatori in cerimonie, ora semplici ora sfarzose, ma sempre controllate dalla classe sacerdotale del momento.
Che c’entra questo con quel posto in più a tavola?
Beh, diciamo che c’entra nel senso che anche questo, volendo tecnicizzare, è un culto dei “morti”. Solo che c’è una differenza tangibile, una differenza fatta di assenze e di presenze. Parlare di morti oggi, secondo le religioni organizzate più popolari, significa parlare di corpi consegnati alla corruzione terrena, al disfacimento, al ritorno al Tutto. Fin qui ci siamo. Ma quando parliamo di spirito, esse ci tramandano un concetto di irrimediabile partenza. Paradiso, Inferno, quel che volete, chiamatelo come più vi aggrada, è un luogo di eterno soggiorno, un luogo senza ritorno. Esseri unici, irripetibili, con un destino armato di un biglietto di sola andata. Nulla da dire a riguardo, è un sentire come un altro, da rispettare. Però è un sentire recente. Il culto degli Antenati è vecchio come l’uomo. Tribù guidate da consigli di anziani, la cui esperienza era sinonimo di saggezza, tribù poi consigliate da Sciamani che sovente su mandato degli anziani interrogavano gli elementi e gli Antenati, gli Anziani non più su questo piano, coloro andati Oltre. Ecco, l’Oltre è più vicino, nel sentire più antico. Non è lassù nel cielo più lontano, e neppure laggiù nel profondo delle viscere ardenti della Terra. No, è un passo a fianco a noi. Sapete, il paradosso del libro; due pagine tanto vicine da toccarsi in ogni momento, eppure due entità separate, completamente, impossibili a fondersi l’una nell’altra. Potrebbe essere un buon modo per descrivere in nostro mondo e l’Oltre. Però due pagine si toccano. Sono a contatto, e il contatto può essere costante. E quel contatto è percepibile, ad alcuni nella quotidianità, a molti in certi momenti in cui il diaccio cristallo che ci separa diventa un velo di nebbia, un velo di percezione. Samhain è un tempo di nebbia, un tempo di velo sottile. Pensate che coloro che sono andati Oltre abbiano abbandonato la loro umanità? Che siano divenuti pura luce di consapevolezza, entrando nel Tutto dello Spirito, nel Mondo Bianco? Possibile. Ma per molti è ancora tangibile la forza delle emozioni di questo lato del Velo, specie quelle legate all’affetto che vincola le persone. L’amore, è noto a chi percorre la Via, non muore con noi. L’amore può morire, ma non per nostra morte, non necessariamente. E quell’amore si esprime anche nella nostalgia per certe quotidianità che noi consideriamo ovvie e scontate, come la condivisione di un pasto, ciò che raduna la famiglia, il clan, attorno al focolare. Condividere il cibo, le bevande, i racconti del quotidiano e narrare di sé e di altri attorno ad un fuoco comune. Soddisfare questo desiderio è difficile, perché anche gli spiriti dell’Oltre hanno cose ai più di loro precluse. Loro faticano a farsi udire da noi, come noi fatichiamo a farci udire da loro. Ma in questo tempo che è non-tempo, in questo lasso di vita presente eppur sospesa, il gelido cristallo è sfumato in nebbia e le voci, i sussurri, filtrano. Ci svegliamo la notte, o ci fermiamo nel giorno, consci di un diverso sentire, di un pensiero che affiora potente, di un’immagine netta come un falco nella luce dell’alba. Noi, senza paura, sappiamo. Possiamo offrire parole, gesti, saluti. Possiamo toccare con mano l’esile luce dei viaggiatori che camminano sotto un altro Sole. Ed onorarli dell’ospitalità del nostro tetto e della nostra tavola, con quel posto vuoto agli occhi di chi non sa, di chi rifiuta, per ignoranza o paura, l’antico sentire. Non siamo soli nella notte del Non-Tempo. Gli Antenati, gli amati, coloro che sono da noi corrisposti, presenziano al nostro saluto alla Luna che si rinnova, al giro di ruota che si è compiuto. Candele brillano per guidare gli antichi viaggiatori nella notte che principia il giorno. Offerte alle finestre, accanto a quelle luci, per coloro che non riescono a varcare la soglia e rimangono a guardare, oltre il velo, l’antica vita che scorre.
Anche questo è Samhain, per chi segue la Via (Samhain, Arth, amico de La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
“Ci siamo risvegliati distesi sulla terra, e il muro non c’era più. Forse non c’è mai stato”.

Così aggiunse Violet
Questa settimana l’Almanacco ospita il racconto di un diverso modo di sentire questo periodo dell’anno, nel quale pensiamo e ricordiamo i nostri “morti”. La settimana prossima troverete qualcosa che racconti le tradizioni della Sardegna, la Terra del nostro blog, perché è la terra delle bloggers che vi scrivono, allo stesso riguardo. Sono grata di poter parlare di “amore al di là dello spazio e del tempo” da tanti punti di vista, da diverse prospettive, da cammini ed esperienze diverse. Ma poi, cosa è diverso? Credo nel dialogo, credo nel mettere in comune ciò che di più bello si ha, credo nell’ascoltare e nell’imparare. E imparo, ogni giorno di più, che diverso è, semplicemente ciò che ancora non ho avuto la fortuna di conoscere. Grazie Arth…

domenica 20 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias - Troppi piccioni, proteste in centro (Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
Metti le mani su me - Rats

La frase del giorno è:
Non c'è più google!

sabato 19 ottobre 2013

"Istantanee" - by White


Stress felino

In un cortile condominiale qualcuno ha infastidito una mamma gatta, ha toccato e spostato i suoi piccoli, certo di far bene, di portarli in un luogo più confortevole, al riparo. E' inverno. La gatta non riconosce più il suo odore, è costretta ad abbandonare la cucciolata, che per istinto non sente più sua. Ma una gattina minuscola respira ancora. Una ragazza che passa di lì abitualmente la prende con sé, non può farne a meno. E' orrenda, la micia, magrissima, una quaglia tutta nera, la cassa toracica sporgente come la griglia di una torcia elettrica e la pancia incavata. Il pelo unto e rado, gli occhi cisposi. Respira male. Il miagolio è lo stridere di una posata sul piatto. Raggela il cuore. Non sa cibarsi, non ha avuto il tempo di impararlo, è appena nata. Viene portata dal veterinario che scuote la testa, e afferma di non farsi troppe illusioni. Eppure la ragazza insiste, sente qualcosa. Sente che qualcosa sta cambiando, che se la creatura sopravvive accadrà dell'altro. Dell'altro che attende. Da anni. La cura, la nutre goccia a goccia, con pazienza infinita, materna. E la gattina, piano piano rifiorisce e si apre alla vita con gratitudine. Come il grembo della ragazza, così naturalmente, all'improvviso. Dopo una lunga attesa, dolore e speranza, ed ora felice incredulità. Crescono due piccole vite tra quelle mura, parallelamente. Ora la pelosa è la regina di quella casa. Accoglie gli ospiti con curiosità, a volte con altezzoso fastidio. Mitigato di tanto in tanto, se chi arriva vuole giocare con lei, o ancora meglio, se ha portato un regalo: non c'è niente come la carta e il nastro arricciato che risvegliano il suo istinto ludico. Perde la testa. 
Di lei dicono ora, la ragazza e il suo sposo, che è la primogenita. Perché da allora altre vite hanno popolato quelle stanze colorate, dove tutto è a misura di bambino. Dove le pareti bianche sono fogli da disegno. Ospitano castelli fatati, arcobaleni, pesci volanti e fiori. Gli scaffali colmi di libri e giochi, in un disordine gioioso. Si è dovuta adattare, la micia. ma ogni sera, quando i bimbi sono a letto, di soppiatto, rivelandosi nella penombra solo attraverso i tenui bagliori gialli dei suoi occhi, ascolta anche lei, paziente, le storie della buonanotte. E poi, quando finalmente dormono, segue la sua ragazza come un'ombra, ed ha per lei attenzioni particolari, strusciate senza ritegno, miagolii e versi a lei sola riservati. E' l'unica mamma che ha conosciuto, e la riconosce come tale, indiscutibilmente, e per sempre. 
Da un po' perde il pelo, povera, se lo strappa dalla pancia, nervosamente. E lo sparge per casa per dispetto. Il suo ventre sembra la pelle di un tamburo, di una delicata tonalità di rosa. Con la stessa ossessività di chi si mangia le unghie fino a fare sanguinare i polpastrelli, o fuma. Ma lei queste cose non le sa fare. Al consulto, il medico chiede, si informa e diagnostica: "Alopecia Psicogena Felina. Signora, la sua gatta è stressata. Ci sono stati cambiamenti in casa vostra, suppongo. Il gatto è sensibile ai traslochi, all'arrivo di persone non gradite, alla convivenza con altri animali, alla presenza di nuovi bimbi. Le prescrivo un ansiolitico". Bimbi sì, avrà pensato la gatta, e va bene uno, poi due, ed ora tre, forse si sente esautorata del suo diritto di primogenitura. Ma Mussi è la gatta nera della felicità, l'ha portata con sé dove è stata accolta. E il suo pelo ricrescerà folto e fulgido quando capirà che l'amore non diminuisce, ma cresce condividendolo. 


venerdì 18 ottobre 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Gesico. Oggi la corsa delle lumache (Unione Sarda p. 30)

La canzone del giorno è:
Running up that hill - Kate Bush 

La frase del giorno è:
Ma... Il pozzo di Santa Cristina?

giovedì 17 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sant'Anna Arresi. Non era furto, ma autostop (Unione Sarda p. 34)

La canzone del giorno è:
Seduto in riva al fosso - Luciano Ligabue

La frase del giorno è:
Mai fidarsi degli americani!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Selargius - Capperi, non c'è la crisi (Unione sarda del 16/9/2013, p. 22)

La canzone del giorno è:
Safe and Sound - Capital cities

La frase del giorno è:
Maledetta connessione ad internet!!!

Ci scusiamo con tutti voi per non essere riuscite ieri a pubblicare le news. Purtroppo la connessione ad internet ci ha lasciate "a piedi" all'ultimo momento. Anche se in ritardo, speriamo che le news di eri vi siano gradite lo stesso!
-Red&Pink-

mercoledì 16 ottobre 2013

Chi è White?


Bianco.
Bianco come la neve.
Come il volo di una cavolaia.
O come la meraviglia di un’inattesa fioritura, a primavera.

Bianco come una pagina vuota. Da scrivere e riscrivere ogni giorno.
Una pagina senza macchia. Senza righe o quadretti. Dove la parola trova spazio. Accoglienza.
Dove può varcare senza schemi il confine del tempo, per essere “fermata” in un attimo di eternità, per essere liberata da un breve battito di ciglia verso altri confini, quelli della mente e della fantasia di ciascuno di noi.

Bianco come il candore dello sguardo timido sul mondo. Ma curioso.
Bianco come le dune di sabbia che si formano e si disfano al forte vento della sua terra.

Bianco come il talento.
Cullato, covato, alimentato. Non sempre espresso. Perché il pudore è bianco.
Bianco come la luna. Che è femmina, madre e ciclica.
Bianco come il desiderio di un lampo di luce che rischiari la via.

Bianco come il sorriso.
Come la pelle di un bimbo appena nato.
Come le carezze di cura che lo avvolgono.

Bianco come la nuvola di panna, sulla quale volare per cercare il sole. La sua luce e il suo calore. Sotto la cui coltre rifugiarsi. Perché, a volte, sembra scottare troppo. E la calura inaridisce.
O come la scia di schiuma di una nave che parte lontano. Anche quando la lasci andare. E saluti con la mano, piano, dalla riva.

Bianco come le lenzuola.
Rifugio dal mondo e dalle sue brutture. Spazio privilegiato di storie e di sussurri.
Perché chi ama le storie e le parole, trova mondi paralleli per leggerle avidamente. E per narrarle al segreto di cuori piccini e sognanti. E di labbra protese, in silenzioso ascolto.


White è questo. E tutto il suo contrario. E tutto il complementare che vi sembra manchi.
È la curiosità nascosta, che un giorno viene a trovarti.
È la malinconia, che non ha paura di esprimersi. Di farsi sfiorare e di sfiorarti. Di dirsi. In parole d’incanto.
È un’immagine che rimane impressa. E il suo bisogno di trovare occhi in fondo ai quali riposare. Per riprendere il cammino e generare sensazioni, sentimenti, analisi e riflessione.

E storie. Le sue innumerevoli, amorevoli storie. Crude storie, a volte. Ma vere. Come vera è la fantasia. La magia che le compone. E sincere. Come il desiderio di regalare un guizzo del suo mondo. Che giunga fino a noi.

martedì 15 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias. Pomodori della vergogna (Unione Sarda p. 31)

La canzone del giorno è:
Ma che bontà - Mina

La frase del giorno è:
Hanno fatto una ziqqurat nella Mesopotamia tra il Temo e il Tirso!

Pink, un anno per rinascere


Pink, un anno per rinascere


Stavo cercando l'ispirazione per un post che riassumesse quest'anno un po' difficile per me, quando ho acceso la TV e stavano trasmettendo uno di quei programmi allucinanti che descrivono l'anno di cura dei superobesi per poter tornare a condurre una vita decente, almeno sotto l'aspetto della salute. Il programma si intitola “Obesi, un anno per rinascere”. Io non sono obesa, ma l'anno per rinascere c'è stato tutto. Ed è iniziato proprio al mio compleanno. Ho capito che la mia vita non andava, che mi stava scivolando via un'altra volta, che non ero felice e stavo ritornando nel buio della depressione. Non andava bene niente, nemmeno le persone e le case. Azzerare e ricominciare, perché dal buio si può uscire con forza. Basta volerlo. E io lo volevo tanto. Importantissimo è stato l'incontro con la mitica dottoressa V., di cui metto solo l'iniziale per ragioni ovvie. Lei mi ha letteralmente riportata alla vita, sono entrata nel suo studio diciottenne e ne sono uscita (quasi) trentenne. Mi ha messo davanti alla realtà elle cose, ma permettendomi di affrontarle con determinazione e coraggio, facendomi focalizzare i veri obiettivi. Ancora non li ho raggiunti tutti, è vero, ma sono sulla buona strada per farlo e sono contenta del mio percorso. Perdonatemi se, vista la mia scarsa capacità comunicativa in situazioni serie, mi avvarrò della non spontanea collaborazione di alcuni cantautori, ma rendono meglio certi concetti. In ogni cd che mettiamo su questo blog c'è sempre almeno una canzone che identifica lo stato emotivo di Red e di Pink. Se tornate indietro, il mio brano per l'autunno 2012 era “Fuori tempo” dei Rats. Cosa dice quella canzone? “Brutta storia dico corro, corro e resto sempre in fondo. Sono fuori allenamento oppure è allenato il mondo? Certa gente riesce solo a dire “Sei fuori tempo, sei quello che ci chiede sempre aiuto!” Fu così che lasciai la gara e il resto lì per andare con il passo mio, stan fischiando, stan fischiano va bene così. […] Io non vado da nessuna parte, io sto andando e basta, dicono che se mi beccano mi tagliano la cresta. […] C'è anche chi ha deciso di camminare al passo che gli pare”. Come diceva il poeta, dunque, “Imparerai che per morire ti basterà un tramonto”. Io però forse al tramonto c'ero arrivata da un pezzo, solo che se la notte non arriva è perché non deve arrivare, non è il suo momento. Così era il momento di trovare qualcosa o qualcuno che fossero così grandi nella mia vita da poter essere paragonati ad una nuova alba. Un altro poeta diceva infatti “Il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire”. Io l'ho trovata, senza sapere come si fa. Ed è stata una lenta ma dolcissima alba, una di quelle tanto attese, tanto tenere e inaspettate da lasciare senza fiato, una di quelle che improvvisamente illuminano una strada che non avresti mai pensato di percorrere, tanto più in compagnia. È stata un'alba di parole inattese, ma sotto sotto desiderate, di discorsi lunghi e brevi dentro una candela e un bicchiere di vino “con un'attesa di volersi di più senza capir cos'è”. E devo ammettere che è proprio chi mi ricambia gli occhi in questo istante immenso a regalarmi perle di bellezza e felicità che credevo di non meritare più. Così da un giorno all'altro mi sono svegliata e ho ripreso a canticchiare, mia madre è entrata in camera con gli occhi lucidi e mi ha detto che non canticchiavo più da un sacco di tempo. Non è stato un percorso facile, anzi ci son stati più ostacoli che altro specie da un certo punto di vista, perché far accettare agli altri che non sei il tipo di persona che avevano in mente, ma soprattutto che, volente o nolente, è ora che ti lascino anche sbagliare per conto tuo. Ricordo ancora la sera in cui ho deciso che era ora davvero di affermare me stessa, da adulta. È stata durissima, molto molto dura. Io però sono qua, più consapevole di chi voglio essere, con nuovi desideri e nuove strade. Non nego che anche adesso esistono i momenti difficili, ma alla fine quelli capitano a chiunque, io non ne sono immune. Cambia la prospettiva in cui si affrontano i momenti difficili, cambia la compagnia in cui si affrontano. Nessuno nasce supereroe, quindi meglio affrontare le sfide assieme a chi è in grado davvero di sostenerci, di capirci anche quando eccediamo in ansia, ma che è anche in grado di capirci senza troppe parole.
Non sapevo dire nemmeno io cosa mi mancasse un anno fa, oggi forse lo so: la voglia di fare progetti. Me li avevano estirpati uno per uno con la forza, riducendomi a non avere più voglia di sognare. Ma come si dice “E se cado una volta, una volta cadrò e da terra, da lì, m'alzerò. C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò”. E invece sognare, curiosare, riprendere a muovermi nella mia vita mi ha fatto scattare l'istinto di sopravvivenza e autoconservazione. Mi ha fatto anche capire che non bisogna mai e poi mai avere paura di tagliare ponti. Ci sono strade che evidentemente non vanno bene per me, non ha senso continuare a percorrerle. Un anno fa mi sentivo completamente trasformata, mi guardavo allo specchio e non ero più io. Le cose che facevo, quello che pensavo, non mi appartenevano più. Ad un certo punto però ero disgustata da me, non mi piacevo più. Quini basta: now it's time for change.
Sono passati 12 mesi, ma eccomi qua, diversa ma sempre io. Qualche grana è ancora da risolvere, qualche altra è stata momentaneamente abbandonata per paura di essere affrontata con troppa rabbia e io non ho voglia di avere rabbia. Quale che sia il mio stato adesso però non ve lo dico. Se avete letto questo blog nelle settimane passate sapete che ho deciso di stare in silenzio, il troppo sbandierare non mi è mai appartenuto. Posso dire però che sono pink, sempre pink, fortissimamente pink, più che mai pink, perché "a volte la follia sembra l'unica via per la felicità".  

lunedì 14 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias - Stadio off limit, squadra girovaga (Unione sarda, p. 22)

La canzone del giorno è:
Lose yourself to dance - Daft Punk

La frase del giorno è:
Nonna, sono Jeeg Robot!

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:30 e tramonta alle 18:47.

Luna
La Luna è crescente. Il 18 ottobre alle 23:40 sarà Luna Piena.

Cielo del Mese, i Pianeti
Il pianeta rosso, Marte, anticipa sempre più il suo sorgere. Nonostante questo, per tutto il mese è possibile osservarlo solo nelle ultime ore della notte. Appare in cielo ad Est, sale verso Sud-Est, dove a fine mese lo si può individuare prima del sorgere del Sole. Il 14 ottobre Marte è in congiunzione con Regolo, la stella più brillante della costellazione del Leone, dove il pianeta soggiorna per tutto il mese.

I Santi
14 ottobre: san Callisto I
15 ottobre: santa Teresa d’Avila
16 ottobre: santa Margherita Maria Alacoque
17 ottobre: sant’Ignazio di Antiochia
18 ottobre: san Luca evangelista
19 ottobre: san Paolo della Croce
20 ottobre: san Vitale di Salisburgo


La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Selargius. C’è da spostare la festa di san Lussorio (L’Unione Sarda, Edizione del 14 ottobre 2012, p.41).

Feste, Ricorrenze, Curiosità
Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Proverbio ottobrino in Limba: Dae santu Aine in susu, frittu e famine in prusu.

La Donna del Mese
La nostra donna del mese è nata il 14 ottobre 1915. Si chiama Pina, Giuseppa Bartolotti. Ed è una donna forte che a tutte noi continua a trasmettere ed insegnare due parole, solo all’apparenza semplici: Coraggio e Scelta. Così l’8 marzo 2013, quasi novantotto anni dopo la sua nascita, capita che un piccolo blog come il nostro si sia imbattuto in una grande donna, nel racconto di lei regalato da una nipote innamorata e grata. Spero che andrete a leggerlo e a sentirlo, basta ciccare qui. Sono brevi tratti, pennellate del colore della forza e della speranza! L’abbiamo rincontrata nonna Pina, nelle vicende del nostro blog, stavolta sulla pagina fb e sulla bacheca di una mostra (cheritrovate qui, con un semplice clic). Ma soprattutto ci siamo affezionate alla sua storia, alla sua vicenda di combattente nata che continua a lottare giorno per giorno. In questi ultimi tempi qualche acciacco, legato all’età, la sta stancando. Oggi speriamo sia per lei una festa vera, luminosa e senza macchia, circondata dall’amore di tutti coloro che le vogliono bene e che lei ama. Auguri nonna Pina. Per te l’augurio sardo, a chent’annos, è troppo poco: siano mille e mille i giorni felici! È un onore ospitarti qui e fare festa con te così, come i nostri piccoli mezzi ci permettono e il nostro cuore ci suggerisce…

Il Santo del Mese
Gavino era un soldato romano. Martire con Proto e Gianuario a Porto Torres nel 303 circa è festeggiato tradizionalmente il 25 ottobre. Le tradizioni che si intrecciano sono moltissime, alcune antiche ed altre più recenti. In realtà, quindi, non è facile ricostruire la vicenda terrena e il martirio di Gavino. Rimane il fatto che non solo sia patrono di Porto Torres e compatrono della diocesi turritana, ma è un santo così noto e importante soprattutto nel nord della Sardegna da dare il proprio nome a un mese dell’anno, ottobre, che in Campidano è detto Mes’e Ladamini e nel resto dell’isola Santu Aine ( o Santu Gabinu, san Gavino, appunto). La tradizione ricorda insieme i tre santi, ma distingue il giorno del martirio che per Proto, sacerdote e Gianuario, suo diacono, sarebbe stato il 27 ottobre. Essi sono rappresentati insieme nella basilica di San Gavino a Porto Torres in un dipinto del XVII secolo.

Il Lama Racconta
Sei stato un lampo sul mio cammino. La luce calda di una candela, troppo breve per tutte le ore che avremmo potuto vivere, troppo flebile per tutto ciò che avremmo dovuto vedere attorno a noi. Ci siamo incantati a quella luce. L’abbiamo lasciata guizzare, giocare, frizzare. E noi abbiamo guizzato e giocato con lei. E poi si abbassava. E vedevamo la nostra misura. E si alzava. E ci portava in alto con sé. Mai dimentichi del resto, però. Mai avulsi dalle nostre responsabilità. Nel cerchio di luce di un’amicizia luminosa la vita può scorrere felice. Ma fuori si addensano le tenebre fitte. Sempre più fitte. Ci hanno vinto. Io ho ancora in mano una candela ed un fiammifero in tasca. Unico. La scatola l’hai portata via con te. Forse basterebbe rinnovare la luce per ritrovarti. Ma sono vigliacca. Non mi basta un solo tentativo. E aspetto te… (Violet, per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.

domenica 13 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Iglesias - Coro in trasferta (Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
Curre, curre guagliò - 99 Posse

La frase el giorno è:
Le difese tutte ballano!

sabato 12 ottobre 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Triei. La bara scivola via (Unione Sarda p. 48)

La canzone del giorno è:
Happy Birthday to you - Ramones

La frase del giorno è:
Se te lo chiedono, vuol dire che la perifrastica è sempre passiva!

venerdì 11 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Monastir - Il carabiniere e il pattinatore (Unione sarda, p. 31)

La canzone del giorno è:
Bellezza in bicicletta

La frase del giorno è:
I Carabinieri in alta uniforme hanno il cappello rosso e blu perché tifano Cagliari?

Beauty Consigli per l'autunno - By Green

Cari lettori, vi presentiamo oggi la nuova rubrica della Rassegna Stronza: Beauty Consigli! Verrete accompagnati da Green nel mondo della bellezza e del benessere con consigli e recensioni... seguitela!



Eccoci qui, dopo mesi di caldo ed afa ci siamo risvegliate improvvisamente in autunno.
Per questo motivo ho preparato per voi una piccola guida beauty per affrontare al meglio questa stagione e prepararsi all’arrivo dell’inverno. 

Prima regola: IDRATARSI! non dimenticatevi mai di bere almeno due litri d' acqua al giorno. Lo so, per molte potrebbe essere un problema, ma in questo periodo, visti i primi freddi, potete sostituire l’acqua minerale con delle tisane e degli infusi (meglio se non zuccherati), facendo diventare cosi' la vostra idratazione un piacevole momento di relax.
Personalmente negli ultimi tempi sto letteralmente adorando la tisana "Linea” dell’Angelica (la potete trovare in qualsiasi supermercato), che oltre ad avere un gusto buonissimo, grazie all’azione combinata di  finocchio, maté e ciliegio ha una forte azione drenante, inoltre non contendo teina, si può bere anche la sera prima di andare a letto davanti ad un bel film.

Seconda regola: SCRUB! dopo l’estate diventa quasi una necessità aiutare la nostra pelle ad eliminare le cellule morte e i residui di abbronzatura con degli scrub.
In commercio ne potete trovare a decine e di tutte le fasce di prezzo, ma se volete prepararlo in casa con pochi e semplici ingredienti facilmente reperibili, ecco a voi una “ricetta della nonna" : miscelate 3 cucchiai di zucchero di canna con altrettanti di miele, mescolate bene il tutto ed avrete un buonissimo (in tutti i sensi!) scrub idratante per corpo, viso e labbra. Se, come me, non amate l’odore del miele, per il corpo potete usare l'olio di mandorla, che ha anche un effetto elasticizzante (non usatelo sul viso, è comedogenico!), per il viso invece potete utilizzare l’olio di Jojoba, che unisce al potere idratante ed ammorbidente un azione anti age.

Terza regola: IDRATARE la pelle del corpo! L’abbassarsi delle temperature porta ad una maggiore secchezza, perciò non dimenticate mai dopo la doccia o il bagno di utilizzare una crema idratante. 
Se il freddo all’uscita della doccia vi fa passar la voglia, ora non avete più scuse grazie ai balsami corpo. Io ne sto usando uno molto idratante della Phytorelax ai Fiori di Bach, ha un ottima profumazione, si usa come un balsamo e si risciacqua sotto la doccia, procura  una straordinaria morbidezza su tutto il corpo, lo si trova nelle profumerie Limoni ad un prezzo low cost!

Quarta regola: IDRATARE il viso! Se anche voi come me avete superato gli “enta”, non dimenticate mai di idratare quotidianamente viso, collo e il contorno occhi.
Per il giorno scegliete delle formulazioni non grasse e che abbiano un SPF almeno di 15. Mi raccomando, anche se i raggi del sole in questo periodo vi sembrano meno forti, ricordate comunque che gli UV sono ugualmente dannosi per le vostre cellule. 
Per la notte scegliete delle creme con delle formulazioni più corpose e senza protezione solare! I filtri UV, infatti se usati di sera, tendono a far ingrigire la pelle.
Non dimenticate mai il contorno occhi. Usare la vostra normale crema idratante in questa zona così delicata non è corretto, potrebbe infatti causare delle irritazioni e fenomeni di allergia,  inoltre sappiate che le creme contorno occhi hanno una formulazione concepita con delle molecole più piccole per renderle così più assorbibili dalla delicata grana della pelle di questa zona!
Scegliete la vostra crema viso in base alle vostre personali esigenze di pelle ed in base alle vostre possibilità economiche! Non sempre le creme più care e pubblicizzate sono le migliori! Personalmente compro le mie creme viso in farmacia, trovando ottime offerte, da sconti molto alti a prodotti in regalo. Attualmente  infatti sto usando come crema giorno della Bionike Defence Hydra idratante leggera" come crema notte “Roc Complete lift volume restorer” e come contorno occhi “Roc Retin-ox correxion”; trovandomi molto bene con tutte.

Quinta regola: caduta dei capelli: NIENTE PANICO! I capelli in autunno cadono, è fisiologico e perfettamente normale! Cosi come diceva Darwin: “i capelli e i peli sul nostro corpo sono uno dei tanti segni della nostra discendenza dal mondo animale” perciò, quello che ci succede in autunno è una vera e propria “muta”. In autunno avviene più velocemente quello che avviene nel resto dell’anno: sappiate infatti che durante l'arco dell'anno, giornalmente, si perdono dai 50 ai 100 capelli, capelli che sono precedentemente entrati in una così detta "fase di riposo". In autunno, complici le variazioni ormonali e la minore esposizione alla luce diurna, diventa maggiore il numero dei capelli che entra a riposo aumentando cosi' di conseguenza il numero di capelli che cadono!
E’ un fenomeno che dura qualche settimana, perciò, non allarmatevi. Curate i vostri capelli come nel resto dell' anno, non stressateli con lavaggi troppo frequenti, non usate shampoo carichi di tensioattivi ed utilizzate il meno possibile phon e piastra..d'altronde questo autunno-inverno andra' di moda lo stile punk-grunge!
Alla prossima beauty rubrica!
Green.


Disclaimer 

I contenuti di questo blog hanno l'esclusivo scopo di informare e sono frutto della mia personalissima opinione. I prodotti di cui parlo sono stati acquistati da me e nessuna azienda mi paga nè può obbligarmi a fare recensioni. Diversamente, i prodotti ricevuti gratuitamente saranno dichiarati. 

giovedì 10 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Punti di vista. Scuola, nano-particelle e altri tormenti (Unione Sarda, p. 44).

La canzone del giorno è:
Tutto nel mondo è burla! Falstaff - Giuseppe Verdi

La frase del giorno è:
Nessuno tocchi il mugnaio!!!

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


Sigla! 

La domenica delle grandi dichiarazioni

Quest'ultima giornata di campionato ci ha portato grandi risate e grandi momenti di riflessione, soprattutto alla luce delle grandi dichiarazioni che sono state fatte nei prima e nei vari post partita. Dichiarazioni di intenti, giustificazioni, smentite, ma comunque grandi parole che meritano di essere analizzate nel profondo. Senza ridere fino a sentirsi male, possibilmente. 
La giornata come sempre inizia di sabato, con Pink impegnata nella festa del proprio nipotino quattrenne. Il bello della zia sta giocando tra escavatori giganti di plastica, dolcetti, camion dei pompieri con altre decine di bambini festanti che fa dimenticare alla zia che è sabato e non domenica, e che c'è anche la partita. C'è Roma-Inter, mica bruscolini. E' solo quando torna a casa, notando che in tv c'è Ballando con le stelle, ricorda che è sabato. Ma a proposito di Ballando con le stelle, l'avete visto il parrucchino di Sandro Mayer??? Pink vuole sapere assolutamente se si tratta di uno scherzo o se è vero, perché alla prossima ironia sul trapianto di Conte mostrerà l'orrorifica foto di Mayer con parrucchino di Ken della Mattel. Red è d'accordo con Pink su Mayer, ma pensa che nulla giustifichi i capelli di Conte... No al mal comune mezzo gaudio, diciamo basta ai parrucchini! La prima dichiarazione di guerra è di Guarin, il quale dice "Ho rifiutato la Juve, ora segno alla Roma e non mi fermo più". Mischino. La partita è finita 3 a 0 a favore della Roma e del gol di Guarin nemmeno l'ombra. L'Inter ha preso una sonora pestata, definita da Zia Dolly "due pappine e un frontino". Mentre Red&Pink si stanno rotolando dalle risate nel sabato sera, un adulescens interista afferma con sicumera che "La partita sarebbe finita 2-1 per l'Inter se l'arbitro avesse dato la punizione invece del rigore inventato". Qualcuno, un buon psicologo, gli spieghi che una punizione non basta e che anche togliendo il rigore alla Roma avrebbero perso comunque. Red sospira... Oh Pink, ma cosa gli spieghi il calcio a fare a un'interista?La Roma sta davvero giocando bene quest'anno, bisogna riconoscerlo. Red, totalmente neutrale, ne è entusiasta, il poco che ha visto è proprio bello a vedersi: velocità, fantasia, spirito di gruppo... Bravi! E poi quando l'Inter perde, noi siamo comunque contente. Certo che i piagnistei di Moratti sommati a quelli di Mazzarri danno dei piagnistei al quadrato, ma l'importante è il risultato: la sconfitta. 
Con il cuore colmo di speranze Red&Pink si preparano ad affrontare gioiose la domenica di campionato che vede il Cagliari giocare contro l'Udinese e la Juventus trovare il Milan di "Acciuga" Allegri. 
Il Cagliari perde, 2-0 e Red non sa che cosa dirvi. Non perché non voglia parlare della sconfitta trovando scuse pessime per raccontarvi d'altro, ma che vi deve dire? Il risultato, i marcatori (Danilo e Di Natale) e il fatto che Red odia le partite in cui non si reagisce e non ci si prova fino in fondo sono le uniche cose che sa. Perché Red è rimasta incollata a radio e pc ma niente. Provateci voi a capire una partita tra Cagliari e Udinese da "tutto il calcio minuto per minuto"! Novanta minuti di attenzione assoluta per cinque minuti netti di radiocronaca... Allora sposta a Radiolina, anche se non c'è la cronaca qualcosa diranno! Si, certo: un bell'elogio funebre! Ma vi pare che un tifoso che segue una partita abbia voglia di sentire le mazzine di quattro depressi che capiscono di calcio quanto Conte e Mayer di acconciature? Red prova con lo streaming ma si procura solo un procurato allarme dall'antivirus e comunque no, non ne spende soldi per una tv a pagamento, e non ne spenderà mai! Una radiocronaca è quello che chiede, e, porca miseria è una richiesta piuttosto modesta! 
Pink non vede il Cagliari, ma sente solo le dichiarazioni del post partita nelle quali viene ribadito che il Cagliari "avrebbe potuto vincere", ma non l'ha fatto. Il Cagliari potrebbe sempre vincere, ma poi non lo fa. E sarà lo stadio (che -cacchio- conta moltissimo!), sarà che le sembra che alcuni giocatori a Cagliari non ci vogliano stare, sarà che il progetto "Salvarì l'abbiamo già detto!" non invoglia, ma comunque pur avendo un organico eccellente non vince. C'è qualcosa su cui lavorare, de pressi. Red non sente dire che il Cagliari poteva vincere, sente dire che il Cagliari ha fatto una prima mezz'ora di gioco buona, e poi non ha saputo reagire. Mi pare che rispetto a polemiche infinite su arbitri, calci, pugni, caviglie rotte, rigori e non rigori siano dichiarazioni chicchissime! 
La domenica sera c'è la Juventus, dunque. Pizza, birra e partita è il grande programma di Pink. Il tempo di mettersi in macchina per andare verso la pizzeria col giovane interista che l'accompagna, accedere la radio che la Juve è sotto. Muntari. 24 secondi. Due sono le parole che si stagliano fluorescenti nella mente di Pink "Eiaculatori precoci". Ed è un bel casino perché -ammettiamolo- il Milan quest'anno non sembra una grande squadra, o perlomeno ha molte e molte cose che devono essere riviste. Rispecchia un po' la situazione del suo proprietario: in caduta. Ma farsi fare un gol così, da Muntari!, è da idioti. Pink non può godersi la pizza, ha la lingua di sughero che tenta di resuscitare con la birra, ma non ce la fa fino alla fantastica punizione da Maestro di Andrea Pirlo. Rivede finalmente la Juventus arrembante degli anni scorsi, rabbiosa e determinata. E le piace. Poi, mentre la pizza (fiori di zucca e prosciutto cotto, stupenda) arriva, ci pensano Chiellini e "Salsiccia secca" Giovinco a dare giustizia alla partita. 3 a 1. Poi Mexes si fa buttare fuori per un pugno a Chiellini. A questo punto il giovane che accompagna Pink dice "Dai, puoi anche rilassarti, ormai è finit.." Gol di Muntari. Voi converrete con Pink che è solo per la grazia di Dio e per i sentimenti in gioco che evita di picchiarlo col piatto della pizza. Red ribadisce: "Oh Pink, ma cosa gli spieghi il calcio a fare a un'interista? Che poi, giovane... Ha meno capelli di Conte senza parrucchino!" Il fantasma del Galatasaray è dietro l'angolo e gli ultimi minuti sono davvero un inferno. Comunque finisce. 3-2 per la Juve. Prrr! La dichiarazione stavolta è di Acciughina Allegri che, pure davanti alle immagini, ad una Ilaria D'Amico basita, ad un Gianluca Vialli che non crede alle sue orecchie, afferma che "Quello di Mexes non era un pugno, ma un normale scontro di gioco". Non so voi, ma Pink giura che dopo il fallo Tyson è andato a stringere la mano a Mexes urlandogli "Good job, guy!". Alla fine comunque s'è preso lo stesso quattro giornate di squalifica. Neeeh! 
Il resto della giornata va così così. Per la serie: "tragedie che ci affliggono: il Napoli vince 4-0 sul Livorno. Il Sassuolo è sconfitto dal Parma, il Bologna, e male, dal Verona, il Chievo dall'Atalanta. Pareggiano invece Catania e Genova, Sampdoria e Torino, Lazio e Fiorentina.
Red guarda la classifica e vede che il Milan ha solo un punto in più del Cagliari... vedi Pink che c'è chi potrebbe ma non si applica più di noi? 
E poi, e poi, e poi... cosa manca? Non possiamo mica lasciarvi senza il Tonara! I rossoneri (quelli belli, mica quelli brutti e milanesi!) hanno da affrontare due impegni in pochi giorni. Si inizia domenica col campionato e l'Usinese a su Nuratze. La partita non è divertente e il risultato nemmeno: uno 0-0 che comunque vuol dire un punto prezioso in un campionato insidioso come quello di Promozione. Il mercoledì invece partita di coppa Italia: ed è derby a Su Nuratze. L'Aritzo 1977 non ha spazio però: Chicco Pili sblocca il risultato e Ale Tocco mette in cassaforte con una dobbietta. Tutto ben fatto, tutto pulito e grandi ragazzi! Così anche Red questa settimana ha qualcosa da festeggiare!

Così parlò nonna Nenna: Ma l'hai chiamata Ica? (Nota interista amica di Red dotata di figlia romanista n.d.r.)

mercoledì 9 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
A scuola tra topi e blatte (Unione sarda, p. 18)

La canzone del giorno è:
Nel verde - Max Gazzé

La frase del giorno è:
Attenzione ai puntini piscioni!!!

Chi è Green?

Green è proprio una brava ragazza, di quelle che le mamme vorrebbero come figlia. Ha il sorriso allegro del giallo e la costanza del blu, che si declinano in una infinita gamma di sfumature dal relax del mare profondo allo shocking cittadino. Perché Green è così, gentile ed accogliente, ma sbagli a pensare di poterla prevedere o fermare in una sola tonalità.
Ha gli occhi grandi che brillano come il verde smeraldo, sa fare silenzio e ascoltare, come la pace di un prato, racconta e ride e non la fermi, come il brulicare di vita tra le foglie, all’improvviso riassume tutto in una battuta pungente che sottolinea il punto, con un verde evidenziatore.
Di Green ti puoi fidare, e lo vedi da lontano, così tutti si confidano con lei: gli amici vecchi come i nuovi, più un’ampia e colorita schiera di personaggi improponibili che la scelgono come testimone ideale per le proprie ultime volontà. Così colleziona un milione di storie e racconti che non la lasciano annoiare mai, e mai deludono gli amici curiosi.
Green ha buon gusto ed equilibrio, e anche se non vuol attirare l’attenzione non fa niente, non passa inosservata. Ama i vestiti, le borse, le scarpe e il trucco e qualcuno sostiene che quando torna a casa senza una bustina con qualcosa di nuovo vuol dire che sta male. Ma non è vero, Green è il punto di congiunzione tra lo shopping e il risparmio e se compra una camicetta vuol dire che c’è un valido motivo!

Come il verde è complementare del Rosso, Green è complementare per Red, con la quale ha attraversato diciannove anni di vita (anche Rainbow è una reduce di queste dure prove) superando Masine, Augusti, esami, sconfitte, vittorie, soddisfazioni… fino ad approdare oggi a questa colorata creatura stronza! 
Benvenuta Green!

martedì 8 ottobre 2013

Breaking News

La notizia del giorno è:
Gli ex cattivi tra i più buoni (Unione Sarda p. 20)

La canzone del giorno è:
Perdono - Caterina Caselli

La frase del giorno è:
Tra nei ci si incontra <3

lunedì 7 ottobre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Come ti curo lo straniero (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
Not the doctor - Alanis Morissette

La frase del giorno è:
Io spero che lei non tradisca la speranza...

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:24 e tramonta alle 18:57.

Luna
La Luna è crescente. Il 10 ottobre alle 23:49 raggiunge il perigeo. L’11 ottobre alle 23:04 compie il Primo Quarto di questo ciclo.

Cielo del Mese, i Pianeti
Nel corso del mese di ottobre Venere guadagna più di mezz’ora nel proprio intervallo di osservabilità, fino a tramontare più di due ore dopo il Sole. La sera è quindi “dominata” dal pianeta più luminoso, estremamente brillante ad Ovest. Il 7 ottobre Venere lascia la costellazione della Bilancia, attraversa per un breve tratto quella dello Scorpione, trascorrendo alcuni giorni a cavallo tra lo Scorpione e Ofiunco, costellazione dove termina il mese, avvicinandosi al Sagittario. Il 16 ottobre Venere è in congiunzione con Antares, la stella più luminosa dello Scorpione.

I Santi
7 ottobre: beata Vergine del Rosario
8 ottobre: sante Palazia e Laurenzia
9 ottobre: san Giovanni Leonardi
10 ottobre: san Daniele Comboni
11 ottobre: san Anastasio
12 ottobre: san Serafino
13 ottobre: santi Fausto, Gennaro e Marziale martiri


La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Ultim’ora – Resuscitato dal massaggio cardiaco (L’Unione Sarda, Edizione dell’8 ottobre 2012, p.1). 
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Feste, Ricorrenze, Curiosità
Il 7 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia, indetta dall’ONU.
Il 12 ottobre è il Columbus Day (festività spostata al 2° lunedì di ottobre), echeggiato qui da noi, dalla Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo.

Il Lama Racconta
Questa che vi racconto è la storia di Kebrat, una ragazza di ventiquattro anni con i capelli ricci, di un nero che tende al rosso. Giovedì mattina, credendola senza vita, l’hanno adagiata sulla panchina del porto di Lampedusa accanto ai cadaveri, avvolta come un pacco regalo in un foglio di alluminio dorato da cui spuntavano solo le braccia unte di nafta. Aveva la pancia talmente gonfia di acqua e gasolio che, oltre che morta, sembrava incinta. Poi all’improvviso Kebrat ha aperto gli occhi e dopo una corsa in elicottero è approdata in un ospedale di Palermo. Tutta tremante, con un filo di voce dietro la mascherina dell’ossigeno, ha raccontato a un’infermiera la sua avventura. Kebrat è scappata dall’Eritrea con un gruppo di amici. È scappata da un dittatore sanguinario che spedisce i dissidenti a lavorare in miniera come schiavi e ha trasformato l’antica colonia italiana in un carcere dove le guardie di frontiera sono autorizzate a sparare addosso ai fuggiaschi. Eppure Kebrat ce l’ha fatta. Ha attraversato il deserto del Sudan, prima a piedi e poi su un camion, e dopo due mesi inenarrabili ha raggiunto il porto libico di Misurata. Ha guardato il mare e la bagnarola che stava per salpare, senza neanche sapere dove l’avrebbero portata. L’importante era andare via. ha consegnato i risparmi familiari di una vita allo scafista tunisino che si faceva chiamare The Doctor. E prima di partire ha indossato il vestito della festa. Durante il viaggio non ha mangiato nulla. Ha bevuto acqua di mare perché c’era il sole e aveva tanta sete. Ogni tanto ha pregato Dio con gli altri profughi in tutte le religioni possibili. Alle tre di notte di giovedì il mare era grosso, e appena in lontananza è apparsa la terra a Kebrat è scappato da ridere. I suoi brothers, come i profughi eritrei si chiamano tra loro, sventolavano le magliette in segno di giubilo. Ma a mezzo miglio dalla costa il motore di è rotto. Kebrat non ha avuto paura: vedeva le luci dell’isola e delle altre barche. Un peschereccio si è avvicinato, poi è andato via. La ragazza ha urlato, ma quelli non sentivano o non volevano sentire. (Krebrat non sa che in Italia chi aiuta un profugo rischia l’avviso di garanzia per favoreggiamento. E non sa nemmeno che il Frontex, l’organismo europeo di pattugliamento che ci costa ottantasette milioni l’anno, è talmente sofisticato da non vedere un barcone di legno a mezzo miglio dalla costa). È stato allora che qualcuno, per attirare l’attenzione, ha dato fuoco a una coperta. Hanno provato a spegnere le fiamme con altre coperte e con l’acqua di mare, ma è stato inutile. Così è arrivata la paura. Tutti gridavano, si stringevano, si spostavano dall’altra parte del barcone, che ha cominciato a ondeggiare. Quando ha visto un suo amico ridotto a torcia umana, Kebrat ha trovato il coraggio di gettarsi nell’acqua gelida. Ha visto donne che cercavano di tenere a galla i loro bambini, le ha viste affondare nel buio. Sembrava che salutassero, finché le braccia andavano giù. Poi non ha visto più niente. Con in bocca il sapore del gasolio e del sale, riusciva solo a sentire le urla: come di gabbiani, ma erano persone. Ha nuotato, prendendo a schiaffi l’acqua per ore. Quando era allo stremo, a malincuore i è tolta l’abito inzuppato, pensando che il suo peso l’avrebbe portata a fondo. A quel punto è svenuta. Ora è qui, nell’ospedale di Palermo, in prognosi riservata per lesioni gravi ai polmoni. Del vestito della festa le è rimasta solo la parte superiore del reggiseno, sulle cui coppe aveva scritto i numeri di telefono dei familiari. Ma l’infermiera che ha ascoltato la sua storia non sopporta che Kebrat rimanga nuda. Raggiunge il suo armadietto, afferra una maglia bianca, la taglia e l’adagia sopra di lei. “Prendila tu, a me non serve”. Stasera andrò a letto chiedendomi come fa il mio Paese a ritenere giusta una legge che considera Kebrat una criminale, colpevole del reato di immigrazione clandestina, punibile con l’espulsione immediata e la multa fino a cinquemila euro (Kebrat, la ragazza dai ricci neri – Massimo Granellini, Che tempo che fa, RaiTre, 6 ottobre 2013 – La Stampa, 7 ottobre 2013).

Così Parlò zio Gecob
La goccia d’acqua del fiume non si chiede quanto sia utile la sua esistenza. Essa è il fiume.
Proverbio

Così aggiunse Violet
Sono Kebrat. Lotto tra la vita e la morte. Sono Tiziana. Sono in lutto.