sabato 30 novembre 2013

Istantanee - by White


Un accidente di regina.

Va sempre di fretta. Incede con passo deciso, quasi marziale, ma curiosamente intriso di grazia femminile. Attira lo sguardo il suo muoversi. Fiera, bella, molto bella. Indossa il costume con orgoglio. Si distingue da tutte le altre donne per la cura della camicia bianchissima, con le ampie maniche inamidate. La gonna ricca con la balza rosso sangue, i tessuti preziosi e i gioielli abbinati. Una grande libellula iridata. E’ lo sguardo che stona, contornato dalla benda bianca. Torbido, profondo e cupo, come di animale inferocito pronto all’attacco. Un’occhiata che scarnifica l’anima, la sua, e che in pochi sanno sostenere. Tutti si voltano al suo passare per il Corso, che così si chiama a Nuoro, non serve l’ulteriore precisazione di un nome ad indicarlo. La folla si fende in due ali senza avvedersene, ammirata, forse suo malgrado. Le scarpette di broccato fiorito risuonano di autorevolezza sul selciato di granito, accompagnate dal tintinnio lucente dei bottoni sugli avanbracci. Un gran bel vedere quando il maestrale soffia teso, e le incolla gli abiti al corpo, e mette in rilievo un seno florido, celato a stento dalle pieghe della camisa. Rotondità appetibili su cui in tanti hanno fantasticato invano. Una figura atletica e scattante, di chi conosce la fatica fisica, che la esercita quotidianamente, e non la teme, anzi la sfida caparbia. Un’acrobata sul dorso del cavallo, guidato senza sella, con la sola forza dei calcagni e delle cosce nervose. E’ lei il fulcro della famiglia, tutto parte da lei e viene organizzato con febbrile meticolosità. Ha scelto di restare in città perché non si fida di nessuno. Sa di essere l’unico collegamento possibile dei due fratelli con la società. Li assiste con estrema dedizione, provvede ad ogni loro bisogno materiale, perché non abbiano a patire troppo, alla macchia. Ne cura gli interessi, i contatti, ne programma l’azione criminale. Si fa portavoce di richieste, intimidazioni e minacce. Ed al calar del buio, indossa con naturalezza abiti maschili. Nessuno saprebbe riconoscerla dentro la mastruca e con la berrita ben calcata sul capo, la barba finta, imbracciando il fucile in un galoppo forsennato. Ma sanno. Tutti sanno. A Nuoro e nel vasto circondario sanno tutto di lei, di come per amore del padre Giuseppe e di Elias e Giacomo abbia rinunciato a farsi una vita sua, un suo nido di affetti, ad essere amata. Non ne sa concepire nessun altra di famiglia oltre a quella che ha contribuito ad arricchire, di terre e bestiame, nella più sfrontata illegalità, scacciando l’originaria povertà come un cane rognoso. Di come molto presto abbia assunto il ruolo di padrona di casa, assoluta, in senso isolano. Incute timore e insieme deferenza, per le forze dell’ordine è una spina sul fianco. “Sa Reina” la chiamano. E’ giovane Maria Antonia, ma già scellerata come un bandito maschio inselvatichito dalla latitanza. Non la sfiora mai il dubbio che il suo mondo sanguinario possa essere posto in discussione. E qui sbaglia. Sbaglia nel pensare che il potere estorto costituisca un possesso per sempre, che la sua catena di connivenze sia inviolabile. Sottovaluta la capacità di comprensione e di operare di chi svolge le indagini, il 67° Reggimento, anche in una terra palesemente ostile e omertosa, e con mezzi esigui. E perde, perde tutto in un soffio. In una tiepida notte di maggio, tra il 14 ed il 15 del 1899, quella di San Bartolomeo. Smarrisce il suo motivo di vita, la sua spinta ad agire. I suoi beni confiscati. Al momento dell’arresto, verso mezzanotte, si riconosce appena, scarmigliata, inebetita dallo stupore. Non ha più la sua aria da regina Maria Antonia. Indossa abiti da casa, è stata colta nel sonno. Un incubo lo sfrontato bussare alla porta, senza rispetto. Tuonanti e maschie le voci della Giustizia. Lenta scende i gradini della scaletta di legno della sua camera modesta, alla luce tenue di una candela. Non se ne capacita: nessuno ha dato l’allarme. Un sacco vuoto ed offeso. Per un momento lo sguardo ferito si rianima e sfugge al consueto controllo. Si posa sulla cassapanca, che si scoprirà custodire numerosi preziosi in finissima filigrana, mai ricevuti in dote. Assieme ad un cannocchiale ed armi. Il padre Giuseppe le appare solo ora per quello che è: un vecchio inerme. Tutto è perduto. I fratelli, prematuramente invecchiati, trucidati da soldati che con pazienza infinita hanno intessuto un’imboscata, camminando al buio a piedi scalzi, strisciando sul terreno come serpi. Un fiorire di rosso sulla tela bianca. Maria Antonia Serra Sanna in carcere avrà per sé lunghi anni. Diciotto. Certo il tempo per interrogarsi invano sul senso della sua esistenza passata, sull’aleatorietà del sacrificio personale e del potere carpito, imposto in una miscela letale di paura e di sangue. Forse comprenderà di essere stata una regina efferata ma triste, una regina senza seguito, “un accidente mandato da Dio sulla terra a dannazione del genere umano”.

venerdì 29 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
"Maestra, c'è un verme nel piatto" (Unione Sarda p. 28)

La canzone del giorno è:

La frase del giorno è:
We love Pollo!

Caro Babbo Natale quest'anno sono stata buona - by Green



Ciao Babbo Natale, come stai? 
E' da tanto tempo che non ti scrivo, ma se questo Natale accontentassi le mie richieste...forse potrei riprendere a farlo ogni anno.
Ovviamente vorrai sapere se quest'anno sono stata buona! Beh! Se è vero, come si dice in giro, che non ti si possono dire bugie, sai di certo che sono stata buonissima, solo per il fatto di non aver ammazzato nessuno.
A dire il vero io mio istinto omicida è stato spesso messo a dura prova, soprattutto dal Nonno Vigile che incontro tutte le mattine andando a lavoro e che ha la capacità innata di creare ingorghi, così come il vecchietto che blocca il traffico, perché va a comprare il giornale, lasciando la macchina in mezzo alla carreggiata, facendomi così arrivare tardi a lavoro. Comunque, sorvolando, passerei alle mie richieste.
Cosa mi piacerebbe ricevere questo Natale? Vorrei avere di nuovo l’emozione che provavo da bambina durante la vigilia, sentire la magia del Natale, rallegrarmi solo alla vista di un albero addobbato e delle luci per strada, aspettare il cenone del 24 per mangiare quella pietanza che si prepara solo a Natale,  avere l’ansia nell’attesa della mezzanotte per aprire i regali sotto l’albero... Eh si, mio caro Babbo Natale, mi piacerebbe credere di nuovo  in te o nel tuo alter ego Gesù Bambino. Ecco cosa mi piacerebbe quest’anno:  un po’ più di sogni e meno cinismo.

A presto (spero!)

Green

E mentre leggete alscoltate qui!

giovedì 28 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Vincoli. Pollo sultano e oasi protette "il fiume è una foresta" (Unione Sarda p. 6)

La canzone del giorno è:
Gli orsetti del cuore - Cristina d'Avena

La frase del giorno è:
Mio figlio Orso Bruno mi ha scritto una lettera!

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo



La domenica della solidarietà al Popolo Sardo

E' una settimana, quella successiva alla pausa, che inizia davvero male per noi in Sardegna. Avrete letto dappertutto della terribile alluvione che si è portata via la vita di 17 persone. In tutti i campi si è osservato un minuto di silenzio e sono molte le squadre che hanno dato la loro disponibilità a qualsiasi operazione solidale, in primis la Roma che si è offerta di devolvere parte degli incassi proprio alle popolazioni disagiate. E di questo siamo estremamente grate. Striscioni in tutti i campi, un quadrangolare organizzato dal Tonara per raccogliere fondi, i campionati regionali sardi si sono dovuti infatti fermare domenica, sono la nota più bella e solidale di questa giornata, che comunque è stata una domenica di calcio anche giocato con un Milan sempre più penoso in campionato (ma stranamente "allegro" in Europa), un Napoli che si ferma e una Juventus che, complice una partita spettacolare di Avramov, riesce a sorpassare la Roma e a tornare in vetta alla classifica. Olé! Quindi si parte il sabato con il derby Montecchi e Capuleti, regolato dal Chievo allo scadere del tempo, e poi con il pareggio scialbo del Milan e il capitombolo del Napoli contro il Parma, che non portano niente se non l'ennesima convinzione che forse sono davvero meno di quello che sembrano. La domenica alle 15 gioca la Juventus contro il Livorno e la partita è importantissima per tentare l'agognatissimo sorpasso. I livelli alcolici nel corpo di Pink sono altissimi, visto che è appena stata ad un pranzo dove non c'era nemmeno l'acqua in tavola, ma solo cose superiori ai 13 gradi. C'è freddo anche in Sardegna in questi giorni e il vino, con la grappa, aiutano a riscaldarsi un po' meglio! Quindi Pink nel prepartita se la beve allegramente, tra un pezzo di maialetto e un po' di funghi, tra una fetta di torta di mele e "unu tziccheddu" di grappa di cannonau. Nel frattempo però si butta un occhietto al cellulare e si tengono d'occhio i risultati in modo sempre più confuso e allucinato. Sembra uno 0 a 0 destinato a durare per tutti i 90 minuti, almeno agli occhi di Pink che evidentemente ha un po' il senso del tempo dilatato, o forse è grazie al Livorno che -a sentire Tuttosport- "è chiuso come un barbiere il lunedì". Ma i gol arrivano e sono bellissimi! Il primo è di Llorente, che sta crescendo di partita in partita: un tiro al volo che lascia Pink estasiata. Il secondo invece porta la firma di Tevez ma è costruito solidamente sempre da Llorente, un uomo sempre più participio presente. Che emozione!!! Juve stupenda, solida e salda. Ci piace! Pink è pronta per l'assalto alla classifica. Assalto che si completa lunedì nel posticipo in Red. 
Tutti i tifosi della Juventus che Red conosce tra lunedì notte e martedì mattina le hanno detto "grazie per il favore". Beh, questa volta nessun favore per la Signora, ci dispiace. La partita che si è giocata a Roma era davvero diversa. Probabilmente per tanti non è facile da capire quanto può valere a volte uno zero a zero. Sia a chi non ama il calcio che a chi tifa una squadra che non si identifica strettamente con una terra, probabilmente appare davvero sciocca questa storia di cercare riscatto in una partita di calcio. Eppure succede, come è successo con la nazionale in Germania, per esempio. E se chiedete a Conti, la sua nazionale è il Cagliari. Lopez e il Capitano, a nome di tutta la squadra l'avevano promesso: non hanno sparato scemenze tipo "li stracciamo" o "vinciamo", ma "giocheremo per la Sardegna e ce la metteremo tutta". Semplicemente l'hanno fatto, tutti gli undici titolari e anche i cambi. E' venuto fuori lo 0-0 più divertente degli ultimi anni, una partita alla quale è mancato davvero solo il gol. Non è mancata l'umanità, in primo luogo dei tifosi romanisti che si sono adoperati perché l'incasso fosse almeno in parte devoluto per le vittime dell'alluvione, non è mancato l'agonismo, che ha portato vari cartellini in campo e in panchina, rosso per Pulga e Garcia che in tribuna ha subito imbracciato il tolky wolky (cit.). Tanto gioco per la Roma, azioni meravigliose, pali, parate da Oscar del nostro Avramov, in stato di grazia in campo e splendido anche davanti ai microfoni, che chiaramente ha sete di gioco e voglia di Cagliari. Ma vi prego, avere un grandissimo come secondo portiere dovrebbe essere un orgoglio e fonte di felicità, non un'occasione per infierire contro Agazzi, che merita il suo posto, e sarà anche un po' "Saponetta", ma come l'adorabile Saponetta I Fiori, ci ha salvato ben più di una volta il sedere. E poi tanto gioco anche per il Cagliari, una difesa miracolosamente concentrata, un Ibarbo da paura, anche un gol, per quanto in fuori gioco, di un ottimo Sau. Lopez nel dopo partita dice che questa tragedia in Sardegna "ci" ha profandamente colpiti. I giornali non hanno riportato questo pronome, ci, ma per Red è fondamentale: la Sardegna non è il Cagliari, ma il Cagliari è la Sardegna, e tutta la squadra sente di appartenerle profondamente. Quindi il punto arriva, preziosissimo per il Cagliari e troppo poco per la Roma, che perde per la prima volta in questo campionato la vetta della classifica, ma, non ce ne abbia nessuno, questo punto è tutto per la terra dei quattro mori! Pink ci tiene a fare i complimenti ad Avramov, l'uomo in pantacalze, che è forse più bravo di Agazzi (non ne vogliate alla lady-in-pink), per la splendida partita che ha giocato lunedì. Un capolavoro dietro l'altro. Meraviglioso! E grazie per il favorino...
Ovviamente di domenica non ha giocato solo la Signora e questi sono gli altri risultati: pareggiano Sampdoria e Lazio, il Sassuolo, che sta prendendo gusto alla serie A, batte l'Atalanta, i Torino ne fa quattro al Catania, l'Udinese batte la Fiorentina e a Bologna si pareggia contro l'Inter sempre più internazionale.
Mercoledì arriva la champions ed era importante vincere per tentarsi il passaggio agli ottavi. La Juventus si trova davanti il "Copenaggen" (per dirla alla Carlo Verdone). Partita difficile, ostica, complicata. Ma La Juventus c'è. Un bagher, che manco Agazzi lo fa così bene, decreta un rigore per la Juventus. Va Vidal sul dischetto ed è gol! Entusiasmo a manetta!!! Il problema è che il "Copenaggen" pareggia con un gol che dire che è fatto di culo è poco. La palla sbatte praticamente su chiunque per arrivare sul piede di uno degli avversari che segna: "a tipo" flipper. L'autore del gol, pochi minuti dopo, si perde nel campo e si convince che stanno giocando tutti a rugby, così atterra Llorente in modo plateale dentro l'area di rigore e l'arbitro assegna un rigore bis. Di nuovo Vidal e di nuovo gol! 2-1! E poi e poi... Il terzo gol è da antologia! Ma quanto salta in alto Vidal? Fa un gol di testa anche da una distanza notevole che è un miracolo. Pogba pennella un tiro che fa venire le lacrime agli occhi dall'emozione e poi Vidal segna così... fantastico: 3 a 1! Siamo di nuovo in corsa!!!
Chi non è in corsa è il Napoli che le prende allegramente, mentre un Milan sorprendente resuscita in Europa (notare che quando il Milan vince il suo presidente perde: Red e Violet lo sostengono da molto tempo ed è il motivo per il quale a volte anche nonna Nenna sopporta che i rossoneri vadano bene).
Tornando ai rossoneri quelli belli, mercoledì il Tonara incontra la Bittese a Bitti, per la coppa Italia. Pronti via Floris al primo minuto porta in vantaggio i nostri beniamini. Il raddoppio è di Pili su rigore, il risultato è un nevicato 2-1... Bravissimi!!!

Così parlò nonna Nenna: Me ne sono dimenticata ieri di chiederti della partita!

Alla prossima!

mercoledì 27 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Villamassargia. Torna il maiale fai-da-te (Unione Sarda, Sulcis Iglesiente)

La canzone del giorno è:
Vanità di vanità - Angelo Branduardi

La frase del giorno è:
Suonare la sciarpa con le sciamani fa venire gli sciacalli!

martedì 26 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Macomer - Caro estinto in quinta e sesta fila (Unione sarda, p. 36)

La canzone del giorno è:
Figlio d'un cane - Ligabue

La frase del giorno è:
"Aaaah, qui ci ho vomitato! ...non oggi, certo, ma mi sembra che fosse questa aiuola!"

Caro Babbo Natale, quest'anno sono stata buona - by White


 

Gentile rubicondo signore,

Le scrivo per sottoporLe una mia richiesta, augurandomi che possa essere nelle Sue possibilità esaudirla. Credo si sia accorto anche Lei che le cose sono cambiate, e tanto. 
A partire dalla missiva che tradizionalmente Le viene inviata. Un tempo c’era una ritualità nel prepararla: si strappava un foglio dal quaderno, con più cura perché i bordi apparissero sufficientemente rettificati, o tra i più furbi, si strappava un doppio foglio dal centro, (peccato per gli antiestetici fori delle graffette) che aveva in sé una sua implicita eleganza, un’aria più solenne. Poi la richiesta, in genere una sola, seguita ad un elenco dettagliato delle buone azioni, addotte come prova e giustificazione del dono. E la scrittura: in corsivo, curato come mai, tondo, il più regolare possibile, e con le dovute spaziature. Raramente mancava un disegno, decorazioni, captatio benevolentiae, ecc…
Ora, da settimane la cassetta della posta rigurgita senza sosta cataloghi di giochi costosissimi, ed alla fine, una letterina prestampata da inviare al centro commerciale con l’indicazione del regalo prescelto: che tristezza! Io, glielo dico dal cuore, spero che le cestini tutte queste letterine senz’anima!
Sa, io non sono proprio una bimba, fuori intendo…………..
Arrivo al sodo: potrebbe aiutarmi a rifare il mio gioco preferito? Non è più in commercio.
Ecco mi spiego. Serve il soggiorno dei nonni per l’ambientazione, con il piccolo camino ad angolo, ed il pavimento a marmittoni esagonali, rossi, neri e grigi. Alle pareti mattonelline con proverbi della saggezza popolare tipo: “Se il marito parla bene e la moglie tace, la famiglia vive in pace”, il mio preferito. Poi al centro, un tavolo rettangolare, in legno color miele, coperto da una lunga tovaglia a foglie arancioni e marroni. E sopra un braciere in ottone lucidissimo che ospita la posta, le chiavi, fiammiferi, ecc…
Il gioco sta sotto il tavolo, che non ha le canoniche quattro gambe. Sui lati brevi è sostenuto da due cornici raccordate tra loro da un’asse ampia, parallela al piano. Vi presento la nostra corriera! Il primo, scelto tra noi cuginetti non democraticamente ma a spinte e tirate di capelli, è l’autista. Quelli dietro i passeggeri rumoreggianti. In quello spazio incantato, e con la luce soffusa, creata dalla tovaglia pesante, la fantasia non aveva confini, e si rigenerava, ad ogni cambio di autista, di meta e di passeggeri, fino allo sfinimento. Oggi mi chiedo perché a tutti quei culetti bambini non sia mai venuto in mente di cambiare mezzo di locomozione, che so, un treno o una canoa, mah! Ripetitività infantili.
Ecco signore, io vorrei ancora una corriera della fantasia, per me, su cui salire ogni volta che il bisogno mi prende, e che tutte le creature del mondo conoscessero e preservassero il dono della immaginazione, destinandole un luogo privatissimo.
Buon Natale!
                                                      White

Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono - Terza edizione


We wish you a merry Christmas, we wish you a merry Christmas, we wish you a merry Christmas and a happy New Year!!!

Siamo quasi a dicembre, e dicembre è il mese di Natale!!! Come da tradizione, dopo il successo degli scorsi anni, Pink, Red, Violet, Rainbow, Cyan, Green e White hanno deciso di proporvi il loro meraviglioso concorso letterario! Scrivete anche voi la vostra letterina e partecipate a "Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono..."!!! Per partecipare bisogna seguire queste semplicissime regoline:

·                     Invia la letterina in allegato a thepinkred@gmail.com scrivendo nell'oggetto "Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono...", oppure posta privata alla nostra pagina Facebook;
·                     La letterina deve contenere il titolo del concorso ("Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono...") in un qualsiasi punto della lettera;
·                     Puoi inviare la letterina entro le 24:00 del 23 dicembre 2013;
·                     Non esiste un limite di lunghezza della letterina;
·                     E' ammesso qualsiasi genere di richiesta a Babbo Natale;
·                     La grammatica è importante per realizzare i propri desideri;
·                     Vale ogni forma di ironia ma che scriva chi ama il natale e non chi non lo sopporta;
·                     Diventa nostro lettore sul blog o clicca un “mi piace” sulla nostra pagina fb: per seguirci meglio e rimanere in contatto;
·                     Tra i tuoi addobbi natalizi, scegli la PALLA a cui sei maggiormente affezionato: scatta una foto e mandacela… servirà ad addobbare l’Albero virtuale della Rassegna Stronza e dei suoi amici!


Sarete giudicati da Red, Pink, Violet, Rainbow, Cyan, Green e White in persona. Il vincitore sarà premiato con la pubblicazione integrale della sua letterina sul nostro blog, il 25 dicembre, e potrà assistere alla Rassegna Stronza Live, con tutti noi, un cappuccino, un cornetto alla crema (o una bomba, se preferite) il 28-12-2013 alle ore 11.00 ( se siete lontani con una colazione virtuale)! 
Le altre letterine non andranno perse, ma costituiranno un fantastico collage con le frasi e le richieste migliori!

Cosa state aspettando a scrivere???

lunedì 25 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serie D. Il Latte Dolce si ferma al palo (Unione Sarda p. 44)

La canzone del giorno è:
Break the chain - Tena Clark

La frase del giorno è:
Alzate i medi!

domenica 24 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
La Russia beve Mogoro (Unione sarda, p. 41)

La canzone del giorno è:
Fino in fondo - Timoria

La frase del giorno è:
Più sillabe, meno parole!

venerdì 22 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Siniscola. Litigi all'ultima spiaggia (Unione Sarda p. 41)

La canzone del giorno è:
A sa zente - Tazenda

La frase del giorno è:
Ci sono giorni in cui è meglio stare in silenzio

giovedì 21 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
San Giovanni Suergiu. Buche giganti nei marciapiedi (Unione Sarda, Provincia Sulcis)

La canzone del giorno è:
Livido amniotico - Subsonica

La frase del giorno è:
Ma io non sono, ma la gh'è Jenny!

La mia Terra che piange - By Red


E allora il Cielo scese a toccare la Terra.
La baciò tanto forte da toglierle il respiro.
La strinse, fino a farla sanguinare.
Si abbracciarono con la disperazione di chi è lasciato solo.
Scaturì un pianto mai udito, che penetrò le stanze di chi era rimasto sordo al grido della terra.
Che urlava di dolore. Forte. 
Fino al giorno in cui il cielo scese a toccare la terra.




La mia povera, piccola Terra ferita. Piena di figli, amati, ricolmati di doni.

Figli vicini e lontani, ricchi di memoria e nostalgia.
Figli ingrati, che dimenticano anche il suono della sua voce, che pronunciano cadenze inesistenti pur di non calcare la voce e gli accenti al suo atavico ritmo.
Figli senza più doppie, senza più musica, senza più parole materne.
Figli che restano e vanno, poveri, piccoli e feriti come lei.
Come lei ribelli.
Come lei rassegnati.
Come lei traditi.
Figli traditori che la vendono a pezzi.
Figli acquisiti che la scelgono tra mille altre terre.
Figli che ovunque si trovino non dimenticano.
Figli che, cullati nel suo grembo, la insultano.
Figli che la chiamano stronza.
Figli che la chiamano mamma.
Figli che le appartengono.
Figli che senza di lei non vivono, figli che sono Lei.

La mia povera, piccola Terra ferita.
Che tutti vorrebbero Paradiso, del turismo, del cemento.
Paradiso degli investitori, degli affari. dell’industria.
Invece è solo Terra.

E a furia di volerla trasformare in paradiso la si rende un inferno, perché cos'è l’inferno se non la perdita della propria anima?
Terra sfruttata anziché lavorata, terra con una storia ancora inascoltata.
Racchiusa tra pagine di terra.
Che parlano di porti sommersi, di alvei fluviali secchi ma vivi, di ondate di piena che lasciano strati di fango. Ma ci piace pensare che sia stata Atlantide, amiamo inventarci falsi tzunami, raccontare di eroi e volontà degli dei, e non imparare, mai.
Che la mia piccola Terra fu grande non perché fu la terra dell’oro, non perché mandò o non mandò i suoi figli guerrieri a far la guardia imperiale a un faraone, ma perché fu grande.
È grande non perché ospita schiere di sceicchi o di mafiosi russi in cerca di mare e di affari, ma perché è grande.

Perché è lei.
Perché è terra.
Rossa d’argilla, di sabbia bianca, grigia di cenere.
Rosa e dura come il granito.
Che sa modellarsi al vento di maestrale e al lavoro dell’acqua, ma non si piega di un millimetro al cemento.

Perché la terra lo sa che quel che conta è il vento, non la corruzione.
Che la storia la fa l’acqua, non i soldi né gli interessi. Se non ci credete andate a leggerla, la storia, quella fatta di pagine di terra.
Contate le grandi civiltà nascoste sotto strati di sabbia e fango.
Sotto folate di vento e alluvioni. 
Siamo solo uomini, come tutti quelli che da qui son passati, e che verranno.
Dobbiamo ficcarcelo in testa che vince la Terra.
Questa povera, piccola terra ferita.
Questa terra che piange.
Piange per le sue ferite e per i suoi figli.
I figli traditi, i figli traditori.
Piange di dolore e rabbia.
Perché non si sta imparando, neanche stavolta.

Si discute sterilmente, pensando al prossimo voto, si usa una tragedia per nascondere il resto.
Perché tra chi dice che questa non è l’ora delle polemiche e chi altro non fa, se non polemiche, io non so chi scegliere. 
Perché nessuno dice che il pianto della mia Terra è un pianto antico.
Un pianto per i figli che hanno perso tutto oggi, per scelte scellerate.
E anche per quelli che perdono troppo, da anni, per scelte scellerate. Per chi non ha più casa e per chi non ha più lavoro.
Che sono poi le stesse persone. Illuse da un investimento che doveva portare ricchezza e spazzate via dal fallimento.
Che siano mattoni, che siano fabbriche, che sia turismo.
Piange perché oggi nessuno parla di domani, di come smettere di impiantare “industrie” con incoscienza, di come fare a non violentarla più, lei insieme ai suoi figli.
Piange perché in futuro non potrà fare a meno di portare distruzione ad altri suoi figli.
I suoi figli diletti, quelli rimasti a curarla.

Ne sentirà per sempre il dolore.

Fino al giorno in cui non la ameremo come madre, non la cureremo come casa, non la tratteremo come si deve trattare la Terra.
Fino al giorno in cui smetteremo di chiamarla “stronza”, “investimento”, “affare”, “paradiso”.
Fino al giorno in cui non la chiameremo solo, semplicemente, Sardegna.

mercoledì 20 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Trasporti - Briatore: venite da me. E tutti offrono viaggi gratis (Unione Sarda, p.10).

La canzone del giorno è:
Il giorno di dolore che uno ha - Luciano Ligabue

La frase del giorno è:
Qualunque cosa tu faccia, rimani sempre un conglomerato



Beauty consigli - by Green

Il make up - prima puntata


Quali prodotti servono realmente nel nostro “beauty-case” per creare un trucco perfetto per il  giorno e per la sera? Ecco per voi la prima puntata della vostra beauty-rubrica preferita che, in una serie di appuntamenti altamente coinvolgenti, vi svelerà i segreti per essere al top con pochi prodotti, ma comunque giusti per le vostre esigenze! 
Partiamo dalla base viso. 
Per il trucco da giorno vi consiglio i fondotinta minerali, per chi non li conoscesse sono dei fondotinta in polvere libera che rendono il nostro incarnato omogeneo e luminoso senza l’utilizzo di conservanti, siliconi, glicerine e petrolati, ideali per le amanti della cosmesi eco-bio, ma anche per chi non vuole utilizzare quotidianamente prodotti eccessivamente pesanti. Questi fondotinta, non contenendo profumo, sono ideali per le pelli altamente intolleranti e sensibili. 
Se avete una pelle mista a tendenza grassa questo prodotto è perfetto per voi, ma se al contrario, avete una pelle secca potete comunque utilizzarli avendo l’accortezza di applicare prima dell’uso un buon idratante. 
I fondotinta minerali non hanno un alto potere coprente, pertanto sono indicati per chi non ha grossi problemi di pelle e necessita solamente di un colorito più omogeneo e che non viri al giallo-verde.
Il difetto maggiore in questa tipologia di prodotti è l’applicazione, dovete infatti munirvi di un pennello, un “flat kabuki” (ovvero un pennello viso a sezione piatta),  per stenderlo dovete prelevare una piccolissima quantità di polvere e con movimenti rotatori "spennellarvi" la faccia;  è vero, la mattina ci vorrà un pochino di tempo in più, ma fidatevi della vostra Green la pelle privata dei siliconi quotidiani vi ringrazierà in brevissimo tempo.
Se poi la vostra sveglia non ha suonato, ma volete/dovete avere comunque un aspetto semi presentabile miscelate velocemente la vostra crema idratante con un po di polvere minerale e voilà, il gioco è fatto! 
Io acquisto sul sito www.nevecosmetics.it in cui ho la certezza di trovare un prodotto realmente minerale ad un prezzo ottimo, diffidate della maggior parte dei prodotti della grande distribuzione venduti come minerali: i fondotinta minerali al 100% devono essere composti solo da Titanium Dioxide, Mica, Zinc Oxide, e Iron Oxides, perciò prima dell’ acquisto date un occhiata ai componenti del prodotto.
Per il trucco serale o delle grandi occasioni vi consiglio un fondotinta liquido, aimè siliconico.
In questi ultimi mesi mi trovo molto bene con il nuovo fondotinta della Pupa “Active Light- Fondotinta Attivatore di Luce”, è un fondotinta liquido, oil free con SPF 10.
Per la stesura del prodotto, vista la  consistenza abbastanza liquida vi suggerisco un pennello come  quello della ELF il “duo Fibre Brush”  per avere una resa più naturale ma meno coprente, oppure potete tranquillamente utilizzare una normalissima spugnetta da fondotinta, per una stesura più omogenea ma comunque meno naturale. Questo fondotinta oltre a rendere l'incarnato luminoso, copre perfettamente le imperfezioni senza appesantire il viso.
Una terza alternativa per la nostra base viso sono le BB Cream ovvero “Beauty Balm Cream”, la nuova generazione delle più vecchie creme colorate. Questi prodotto sono nati in Asia e nell’ arco di qualche anno si sono diffuse pure da noi, a differenza delle progenitrici hanno maggiore potere idratante, i filtri solari ed alcune sono anche anti-age.
Io ne ho provate di diverse marche, la mia preferita per il momento è Nude Magique della L’Oreàl, mantiene ciò che promette ovvero: pelle levigata, coprenza delle imperfezioni, pelle uniforme, luminosità e idratazione. Si presenta come crema di colore grigiastro dove all’interno vi sono dei micropigmenti di colore che una volta stesi sul viso si armonizzano perfettamente con in vostro incarnato. Pessime e sconsigliatissime sono invece le BBcream della Kiko e della Garnier eccessivamente grasse, oleose, per nulla coprenti ma pesanti sulla pelle. Se volete provare le BB cream originali asiatiche comprandole online ricordate che sono nate per carnagioni con un sottotono differente dal nostro, pertanto, potrebbero rendere il viso grigio.
Basta poco per avere un aspetto curato, dovete solo trovare la base viso adatta che fa voi!
Alla prossima puntata!
Green.

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lunedì 18 novembre 2013

L'Almanacco di Violet




Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:08 e tramonta alle 17:07.

Luna
La Luna è calante e, per tutta la settimana, percorre il suo terzo quarto. Il 22 novembre, alle 9:34, si trova all’apogeo.

Cielo del Mese, i Pianeti
Mercurio aveva iniziato il mese di novembre in congiunzione con il Sole, pertanto quei giorni era stato inosservabile. Si è poi allontanato rapidamente dal nostro astro, e il 18 raggiunge la massima elongazione (distanza angolare dal Sole), andando incontro al periodo di migliore visibilità nel cielo del mattino. Il 18 Mercurio sorge un’ora e quarantatré minuti prima del Sole. A fine mese questo intervallo si riduce a poco più di un’ora.

I Santi
18 novembre: Dedicazione della Basilica dei santi Pietro e Paolo apostoli
19 novembre: san Massimo
20 novembre: san Ottavio
21 novembre: Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio
22 novembre: Santa Cecilia
23 novembre: san Clemente I
24 novembre: Cristo Re


La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Milano – Beve un bianchino e si ustiona (L’Unione Sarda, Edizione del 21 novembre 2012, p. 9).
Se vuoi visualizzare la notizia, clicca qui.

Feste, Ricorrenze, Curiosità
Il 19 novembre si celebra la Giornata Internazionale dell’Uomo.
Il 20 novembre, invece, è la Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Lo scorso anno La Rassegna Stronza per questa occasione aveva commentato alcuni articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: se cliccate qui, e scorrete in basso, potrete leggere i nostri post in Red, Pink, Rainbow e Violet.
Il 24 novembre, festa di Cristo Re, inizia l’ultima settimana del calendario cristiano. Con i vespri del sabato successivo, primi vespri d’Avvento, inizia, invece, il nuovo Anno Liturgico.

Il Santo del Mese
L’11 di novembre, per antica tradizione, si festeggia san Martino, nato a Pannonia e morto nel 397. Soldato e poi vescovo di Tours. Patrono di Belluno, della Fanteria, degli albergatori, dei fabbricanti di botti, dei mendicanti, dei militari, degli osti, dei poveri, dei mariti traditi e degli ubriachi. Il giorno della sua festa tradizionalmente si “assaggiava” il vino nuovo, che avendo concluso il mese di fermentazione, non era più mosto, ma giovane e traditore. Ricordate San Martino di Carducci? Questo santo si invoca contro il pericolo di prendere sbronze. Devozione utilissima per la nostra Rassegna… e Violet si augura anche per tutti i nostri lettori!

Il Lama Racconta
Ho voglia di parole. Che rimangano qui. A farmi compagnia. Parole forti. Che il vento non porti. Parole lievi, come la spuma sulla riva del mare. E dolci. Come il miele d’acacia. Ancora. Ma sono un groppo, difficile da sciogliere. Difficile da condurre fuori. Un vuoto pulsante. Che fa male. Di un dolore difficile da lenire. Da sole. E allora vado. Scendo. Scendo nel fondo di me. Fondo del mare. E da una conchiglia odo il rombo. Del fondo. Del mare. Che urla dentro. E vive e non muore. Forte come quelle parole. Come il ricordo. Di nuvola e sole. Che avanza. Che passa. Che torna. Che resta. È festa. Festa della vita. Dell’amicizia. Dell’amore. Baciati da nuvole e sole… (Parole, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
È solo che il cuore mi si spezza, tesoro mio, al pensiero che io… che abbia potuto… trovare per tutto questo parole.

domenica 17 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Pabillonis. Marijuana e bilancia: operaio in cella (Unione Sarda, Provincia del Medio Campidano)

La canzone del giorno è:
Senza parole - Vasco Rossi

La frase del giorno è:
Di domenica la metropolitana passa a trotto!

Incontri - by Violet

Incontro con Nena Fenu

Esattamente 15 giorni fa, nelle stesse ore in cui scrivo questo post, La Rassegna Stronza era ospite, live, di un noto Caffè Letterario di Arbatax.
Non starò a raccontarvi tutta la serata trascorsa insieme, né l’accoglienza bella e diversa che abbiamo ricevuto. I live vivono nell’attimo e di presenza, un blog, invece di parole e pensieri e idee in libertà… il nostro poi di colori. Sì, di colori e colore.
Colore. Voglio proprio dirvi di una inaspettata quanto benvenuta nota di colore che abbiamo trovato ad accompagnarci nel dipanarsi di quell’evento. E di come il ritrovarsi dei colori, di un’idea, dell’intuizione della vita, o più semplicemente dell’incipit di un’avventura, possa dar luogo ad una ventata frizzante. E malandrina. Di quelle che scompigliano i capelli e fan volare cappelli. Di quelle che sollevano le gonne e ci fanno osare di apparire sfacciate ed irriverenti. Ma che nell’incrociarsi di uno sguardo di comprensione si trovano solo e semplicemente donne. Nella comune strada della femminilità e della singolarità dell’esserlo, in diversi punti del cammino e nella varietà delle sfumature che ognuna porta con sé. Nel riconoscersi in quella sorellanza e sororità che troppo spesso, proprio le donne tendono a negare o escludere.
Tutto ciò non è un concetto. Per noi è stata una persona, Nena e un mondo, i suoi quadri!


Nena mi ha confidato, qualche giorno dopo, in una email: “Domenica, un incontro come tanti, io arrivo in ritardo ma un po’ caricata perché dovevo scoprire questi tre colori a cui avevo dedicato l’esposizione un po’ improvvisata . Come si dice in gergo, è stato un incontro a pelle”.
Capite ora perché parlo di comunanza?

Non abbiamo avuto molto tempo per parlare ed approfondire. Per ora. Intendiamo farlo. Perché gli incontri e i volti che ci sfiorano devono avere l’opportunità di abitarci, di popolarci, almeno un po’. Io lo credo fermamente. E lo pratico continuamente. E anche le mie compagne d’avventura.
Ciò che ci resta è appunto questa intesa, il vedere che una persona come Nena, che si gioca da tanto tempo sul terreno della comunicazione, pur usando un mezzo molto diverso dal nostro, non abbia dimenticato le diffidenze che si possono trovare. La sua non è stata diffidenza. È stata aperta accoglienza e sguardo complice e vigile insieme. Che ci ha dato forza per tutto l’incontro. Di questo le siamo grate! E poi, ancora di più ci resta la sensazione di leggerezza, di pace, di calore che ci hanno dato le sue pennellate di colore.
Ha avuto due periodi Nena, nella sua avventura creativa, fino ad oggi. Il primo bianco e nero. Più cupo. Credo che avremo modo di raccontarlo. E oggi la “scoperta del colore”. Di cui vi do alcuni esempi, aiutata dalle parole di Anna Maria Mura, in La pittura di Nena Fenu (frutto di un’intervista ufficiale, il cui contenuto trovate di seguito in corsivetto).





In ambito pittorico adesso la Fenu non si limita più all’uso del nero e alla rappresentazione di volti, ma scopre i colori, alternando all’uso degli acrilici quello degli smalti in particolare di cui sente il bisogno di sperimentarne bellezza, proprietà, intensità.










I soggetti da lei prediletti sono ora le foglie perché belle, viste come parti importanti dell’albero, di cui cogliere però tutta la loro fragilità.










In quadri astratti sono così i contorni sempre sfumati di foglie ad esser presenti e predominare fra i tanti colori, in cui nel moltiplicarsi delle forme possono intravedersi vari altri soggetti: meduse, fiori, vasi, e ancora volti.











Ps: il resoconto fotografico di tutto il pomeriggio trascorso assieme lo trovate sulla nostra pagina Facebook. Basta ciccare qui!

sabato 16 novembre 2013

Istantanee - by White


Il medico di Lollove

Ci sono luoghi che hanno una propensione, più spiccata di altri, a conservarsi immutati. Come alcune belle donne, che invecchiano lentamente e con grazia, senza mai tradire i tratti originari. Da noi, in Sardegna però, non è inconsueto che l’inalterabilità sia il frutto dell’abbandono e dell’esodo. Qui, nel borgo di Lollove intendo, in questo periodo, le stradine di acciottolato imprigionato in una ragnatela di erba, profumano di mela cotogna, e sono contornate dai rossi sorrisi delle melagrane. L’olfatto si confonde, sopraffatto, ad ondate, dai frequenti effluvi dei suini che vivono liberi a ridosso dei muretti bassi. Questi recinti circondano ogni casa, ed ospitano animali ed orti. Le casette, piccole e in pietra, sembrano di secoli fa, e all’interno, rivelano, ai nostri occhi, stanze inverosimili negli arredi radi, come ricostruite. Da museo etnografico. Lo specchio delle porte e delle finestre imbiancate o tinte in toni rossastri. Più numerosi gli animali degli abitanti, gatti, cani, asini e maiali. E greggi che sfilano ordinatamente per le viuzze contorte, come un soggetto eternato da un’immagine xilografica di Stanis Dessy. Questo villaggio non si raggiunge a caso, in un errore di percorrenza della strada. Si nasconde, e lo vede chi lo cerca. E si fa trovare. E si inneva, d’inverno, racchiuso dal versante roccioso, pudico come il paesaggio in una palla di vetro.
Quelle vie hanno conosciuto una donna fuori dal comune, fin dal nome, Adelasia, che tradisce echi storici importanti, da giudikessa di Torres. A me piace pensare non a caso, ma per un presagio paterno. Un medico, una figura piuttosto rara allora, in assoluto e ancor di più perché donna. Il primo medico condotto donna, alla quale era stata affidata la cura di questo borgo. Solo dopo parecchie ritrosie, e ripetuti tentativi di esclusione che non erano stati supportati da alcun cavillo legale valido. Paesino sul quale aleggiava una maledizione. Sorto come sede conventuale, le suore (non di clausura), pare, dimenticarono la loro prima vocazione e si unirono ai pastori del luogo, dando origine, con la loro discendenza, al primitivo nucleo abitato. Da qui la maledizione, lanciata dalle suore nell’atto del loro allontanamento forzato, che il luogo non avrebbe mai conosciuto una crescita degna di questo nome. Assimilato al mare, che si alza e si abbassa con la marea, ma non cresce mai. La maledizione vive ancora, aiutata negli anni da eventi luttuosi e pestilenze. La donna medico, inizialmente, veniva accompagnata da un uomo a cavallo, per svolgere la sua professione. Sostituiva un collega, assassinato in un agguato. Finché non si stancò e prese la patente. Prima donna in Sardegna. Alle pochissime donne medico, allora, minimi erano gli ambiti concessi nei quali potevano esprimersi, ginecologia o, tutt’al più pediatria, seguendo il filo rosso del pudore e della morale che vedeva con meno difficoltà una donna a visitare le donne. Ma lei era il medico di tutti, e facilmente si guadagnò la stima dei suoi assistiti. Ebbe una vita ricca, professionalmente e nel privato. Fu a lungo attiva nella prima Associazione delle Donne Medico, e fece carriera. Amica stretta di Grazia Deledda, ebbe una sorte molto diversa. L’eccezionalità del suo ruolo e del suo successo professionale, non ha goduto del favore che la memoria sembra destinare ad eventi importanti. O a uomini illustri. Spentasi negli anni ottanta del Novecento, ultranovantenne, Adelasia Cocco è stata presto dimenticata, persasi nei meandri della maledizione che aleggia sul luogo del suo primo impiego, dove neanche una via o una targa è posta a celebrarne l’operato. O altrove, in Sardegna. Solo a Nuoro, in una viuzza discreta, nascosta, come troppo spesso è riservato alle donne. Ed io, dottoressa, avrei voluto avere il privilegio di conoscerla, godere del suo sguardo che immagino ardito sul mondo, anche solo un momento, magari mentre sfrecciava, in auto, su strade fangose a portare il suo prezioso aiuto.

Breaking news



La notizia del giorno è:
Fitness e porcetti, il menù delle beffe (Unione Sarda, p.3)

La canzone del giorno è:

La frase del giorno è:
Siamo una squadra fortissime perché tu vedi l'invisibile e io vedo l'inesistente.



venerdì 15 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Macomer. S'antunna, il fungo anticrisi (Unione Sarda p. 39)

La canzone del giorno è:
Mazinga Z

La frase del giorno è:
Signor Plug In, lei ha rotto!

giovedì 14 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
Gavoi - Il Taloro tracima, per finta (Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
How to save a life - The Fray

La frase del giorno è:
Mi sono crostata sul pavimento!

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo



La domenica della riscossa (o della speranza?)

Settimana scorsa abbiamo lasciato una desperate Red ed una happy Pink, concordi solo nell'esultanza Rossonera, ovviamente di Barbagia e non di Lombardia... che ve lo dico a fa'?
Questa domenica si apre invece con un sabato tranquillo e sereno: Catania - Udinese e Inter -Livorno non sono proprio due partite che fanno battere i cuori di casa stronza! Per la cronaca i tre punti vanno a Catania e Inter; poteva anche andare meglio ma ce ne facciamo in fretta una ragione!
Domenica non è invece molto tranquilla: il Cagliari è al sant'Elia e deve trovare il modo di prendere il Toro per le corna, la Juventus ha la "bella" con il Napoli, in prima serata, allo J. Stadium.
Il Torino non è facile, e Red lo sa. Non è facile in assoluto e non è facile perché il mister Ventura è un ex e crea sempre problemi, come tutti gli ex. Giggi in giro non si vede, almeno agli orari di Red, Violet e nonna Nenna, allo stadio ci sarà un'imponderabile variabile, Green. Ma è ora di riprendersi, senza se e senza ma. Sabato pomeriggio però il vento è girato, l'avete sentito tutti, no? E White, che il calcio non lo ama proprio tanto, ma è tanto gentile e premurosa con le persone, durante una passeggiata in centro vede Lui, il Numere Undici, e lo comunica tempestivamente a Violet, che lo sussurra a Red. E qui i nostri più sentiti ringraziamenti, nostri di tutti i tifosi Rossoblù: la gentilezza porta bene, e anche Giggi!!! Ecco perché alle ore quindici Red si appresta a seguire la partita con una relativa tranquillità. E la partita è da ricordare, anche se si riassume tutta in un nome: Conti. Daniele Conti, il Capitano. Ne parliamo sempre troppo poco, perché il capitano c'è sempre, non ci si stupisce mai che dia tutto in campo. Anche quando si fa cartellinare con ogni cartellino possibile e immaginabile, Conti se è in campo c'è, anima e corpo. Ma soprattutto cuore, tanto, tantissimo cuore. Cuore di calciatore, che chissà quanto ne avrà respirato a guardare suo padre e ad aspettare il suo turno, a lavorare sodo sotto un'ombra ingombrante, senza troppe parole, senza polemiche, ma anche senza complessi, con una strada tutta sua. Cuore di Cagliaritano, perché chi sceglie una città la merita più di chi se ne lamenta ogni giorno, senza far nulla per renderla migliore. Cuore di capitano, che bacia la maglia ad ogni rete, che costruisce gioco e segna poco, ma quando è l'ora di spiegare a tutti cosa vuol dire aver carattere e voglia di vincere ti infila due calci piazzati di fila, e tutti muti: tre punti per la squadra, per i tifosi e per una città. Cuore di papà, che corre ad abbracciare il figlio Manuel alla doppietta, così non litiga con Bruno. E non è stucchevole né melenso l'abbraccio generale, di famiglia, che trasforma gli altri dieci in dieci zii. Che bello, si festeggia: son trecento in serie A, sei alla Roma e tutto il resto in rossoblù! Scusatela Red, ma glielo doveva al Capitano, e sa che non gliene vorrà nessuno se per lei questa partita si chiama solo Capitan Conti! Sperando che da qui riparta la riscossa, o la speranza del campionato che si aspetta da anni! E poi basta, silenzio, che è già in prepartita!
Il resto del pomeriggio è segnato dalla riscossa del Sassuolo, che, quando meno te lo aspetti fa la partita a Roma! Si autoinfligge lo svantaggio, e pareggia al 94' stile miracolo... Chapeau! E poi c'è il Milan che pareggia, e Red non la smette di ridere è pari punti con su Casteddu!
La giornata di A si chiude invece con il trionfo di Pink...
La bella allo Juventus Stadium dunque… Pink ha un’ansia incredibile perché tutti le dicono che la Juventus si prenderà un’asfaltata notevole dal Napoli e, siccome la squadra di Benitez sta davvero giocando bene, il rischio è molto alto. La partita diventa ancora più importante perché la Roma pareggia, quindi chi vince nel posticipo si porta ad un solo punto dalla capolista e questo rende la sfida ancora più importante. Non dimentichiamoci che si tratta comunque del Napoli che, per chi è nato a Cagliari, ha sempre un significato particolare. Fischio d’inizio e si parte. Dopo nemmeno un minuto segna Llorente!!! La Juve è in vantaggio! E partono le polemiche: il gol è in fuorigioco? Se c’è, è millimetrico e sfido chiunque a dimostrare che si poteva vedere ad occhio nudo senza possedere la supervista. Un video però dimostra che il fuorigioco non c’è. Quindi, zitti tutti! E poi la Juve dilaga e il Napoli cede. Prendere un gol dopo un minuto o ti affossa o ti sprona e il Napoli si è affossato. La Juventus pare aver capito la lezione, ovvero che un gol è troppo poco per avere la partita in tasca, quindi prima ci prova con Vidal, poi Pirlo nel secondo tempo dipinge una punizione magistrale, “maledettamente” magistrale (e dategli il Pallone d’Oro!!!). Ma la ciliegina della torta arriva dal piedino fatato di Paul Pogba e butta dentro una palla magica. Lui stesso dichiara che non provava a tirare così da un sacco di tempo e che un tiro al volo come quello poteva tranquillamente andare in curva, ma invece la palla viene colpita in modo perfetto ed entra. Ed è gol! Il terzo! Il Napoli è steso! Pink, esausta per la giornata passata e per l’ansia, non sta più nella pelle e urla come una matta! Che squadra, ragazzi, che squadra!!! C’è stata grinta, c’è stata organizzazione, c’è stato gioco e voglia di vincere. E la vittoria è arrivata in larga misura. Perciò, napoletani, tenetevi le vostre polemiche, la Juventus ha giocato molto bene e con intensità. Meritava di vincere, non ci sono dubbi. La Juve si porta ad un punto dalla Roma, la sfida è riaperta e tutto si può giocare! Bravi Ragazzi!!! Pink vi adora sempre di più!!!
Ma con la A non si concludono i trionfi di giornata! Che ci fa il Tonara? 3-0 vi piace come risultato? Doppietta di Ale Tocco, che è giovane e bravo per esser bravo. Se vi fidate di noi ricordatevi questo nome, se non vi fidate ricordatelo lo stesso, così vi toccherà darci ragione! A chiudere i giochi invece la rete di Nanni Curreli... Che campionato ragazzi, dai che si vola!


mercoledì 13 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
L'isola di canapa (Unione Sarda p. 3)

La canzone del giorno è:
Le ragazze di Gauguin - Grazia di Michele

La frase del giorno è:
L'ultimo paga da bere!

Red Victim - by Red


Inauguriamo oggi una nuova rubrica su vestiti, scarpe, occasioni, look… tutta in Red. Leggera, frivola e rilassante, perfetta più di un buon tea caldo durante i vostri pomeriggi invernali. Se non sapete più come fare a difendere la bellezza, il buon gusto e la buona creanza, se non sapete a che santo appellarvi per convincere il vostro fidanzato a badare al colore dei calzini, se non sapete come rispondere ai dubbi di vostra moglie allo specchio, provate a suggerire Red Victim! Magari non risolverà i vostri problemi, magari la moda proprio non vi piace, magari siete dei puristi de “l’importante è la sostanza, non l’involucro”… ma perché non provare ad abbinare nella giusta maniera anima e corpo? In fondo un abbinamento appropriato non ha mai fatto male a nessuno!

Ninna nanna ninna oh

I consigli per lei
Iniziamo con un argomento fondamentale: il riposo. Tutti gli scienziati lo dicono: riposare troppo poco e in maniera agitata è fonte inesauribile di stress, di ansia, stanchezza, occhiaie, brufoli, pelle opaca e cispe. Mi direte: cosa ha a che fare tutto questo con il look? Beh, io ho una mia teoria, provo a spiegarvela. Se avete problemi di insonnia, d’ansia e se fate spesso incubi, saprete già che non è il caso di guardare i film dell’orrore prima di andare a dormire. Ma se l’ultima cosa vista dai vostri occhi prima di spegnere le luci è un pigiama in pile, siete sicuri che l’effetto possa essere molto diverso dal pensiero di qualche serial killer iperattivo in libertà?
La mia teoria è: per dormire tranquille e svegliarsi felici occorrono sottovesti di seta. Il tipo di sottoveste va scelto in base alla vostra fisicità: da quelle ampie e lunghissime agli sfiziosi baby doll, tutte le donne possono essere splendide con una sottoveste, e per dormire felici bisogna essere belle, altrimenti sai che incubi! L’unico consiglio che voglio darvi per aiutare a scegliere tra i colori e i modelli proposti dal vostro negozio di lingerie è: ricordatevi sempre che state andando a letto, non sulla pedana di un circo! Quanto alle stoffe, d’estate posso concedere il cotone, giusto per questioni di temperatura, d’inverno consiglio vivamente la seta. Non lagnatevi che c’è freddo: per avere caldo ci sono un milione di soluzioni più utili e piacevoli dei pigiamoni. L’essere umano ha inventato coperte, trapunte, lenzuola in flanella, piumini, super mega piumini che puoi dormirci anche in Siberia: a che giova un orrido pezzo di pile con orsacchiotti più o meno teneri disegnati o ricamati? Se proprio ci tenete a dormire con un orso potete pur sempre farvi scaldare da un marito/fidanzato/amante: in fondo la storia della costola di Adamo cos’altro è se non un tentativo di non far sapere all’uomo che è stato appositamente creato come scalda sonno per la donna? Se invece volete fare a meno degli orsi, o dovete farne a meno per cause di forza maggiore, non preoccupatevi: la seta è una delle più gradevoli carezze che si possano trovare in natura, e voi con la vostra sottoveste non vi sentirete mai sole! Avete freddo quando dovete uscire dal letto? Tenete una bella vestaglia da camera morbida e calda (la mia è anche rossa) e delle calze parigine in lana (metti che le trovate in cashmere, cosa potete desiderare di meglio appena sveglie?) accanto al letto: sarete splendide anche per la prima colazione!
Avete fatto degli incubi nonostante la sottoveste in seta? Raggiungete lo specchio e guardate i vostri abbinamenti perfetti: la notte è finita, e l’incubo è finito! Se l’incubo persiste potrebbe essere colpa dei capelli: pettinatevi!
P.S. se il vostro orso di compagnia rifiuta l’idea di essere, per voi, essenzialmente uno scalda sonno è arrivato il momento del piano B: rispolverate il pigiamone e fatelo dormire in compagnia degli orsi in pile, sarà lui ad avere gli incubi.


Il consiglio per lui
Un uomo vero dorme in mutande, o con un pigiama a righe verticali ton sur ton, in seta (possibilmente blu notte, che si abbina al rosso benissimo). Mai con un pigiama in cotone celestino/grigetto con tre bottoncini. Non fatevi questo, non mettete pigiami da vecchietto in ospedale, vi prego, no! Altrimenti più che uno scalda sonno sembrerete uno spaventa passeri!

martedì 12 novembre 2013

Breaking news

La notizia del giorno è:
I fondi del Pdl? In palestra (Unione sarda, p. 1)

La canzone del giorno è:
Valzer da Il Lago dei Cigni - P. I. Tchaikovsky

La frase del giorno è:
La mia idiozia raggiunge vette che è meglio non esplorare!

Ragione - by Pink

Il confronto di questo mese con Red riguarda una delle più antiche opposizioni dell'uomo: ragione o sentimento? Jane Austen ci ha persino scritto un libro, rendendo le due protagoniste paladine dell'uno o dell'altro: Elinor per la Ragione e Marianne per il sentimento. Pur essendo in qualche modo legata a Marianne, devo ammettere che in tutto e per tutto ho sempre pensato che Elinor avesse capito tutto della vita. Marianne è una ragazzetta egoista, che non riesce a vedere altro che se stessa e non ammette che qualcuno la pensi diversamente da lei. Nel momento in cui infatti viene a sapere che la sorella sta soffrendo per amore quanto lei, ma che ha dovuto tenersi tutto dentro per rispettare un patto, le chiede dove sia il suo cuore. Elinor le risponde che se solo avesse avuto l'accortezza di guardarsi intorno allora avrebbe visto un cuore tanto spezzato quanto il suo. Non è vero quindi che le persone più “raziocinanti” siano fredde e prive di sentimenti, semplicemente non si lasciano trascinare vorticosamente da essi, sanno fermarsi e dire “Ok, cosa voglio fare?”. Si tende a dire che la facoltà di ragionare, di possedere cioè un intelletto, sia quello che ci distigue dagli animali, i quali (come dimostra l'etologia) hanno invece dei sentimenti. Troppo vago: anche gli animali hanno un intelletto, semplicemente è diverso da quello umano. Eppure io non mi ritengo una persona razionale, ma se vado a vedere cosa mi piace realmente, scopro che si tratta sempre di cose, fatti e persone fortemente legati all'ambito razionale. Ho sempre amato alla follia Aristotele e avrei picchiato a sangue Platone: troppo “idealista” (battuta pessima, scusatemi), preferisco la concretezza. Allo stesso modo non ho mai amato la corrente del Romanticismo, se non nella sua accezione di “romanticismo civile”. Non sono una persona che tende a commuoversi guardando il tramonto o che fa “sogni romantici”, il mio primo fidanzato mi definì senza mezzi termini “una lastra di marmo”. Non sono proprio marmorea, soffro come tutti quando mi sento ferita o per amore, ma prevale ad un certo punto la ragione per cui io debba andare avanti. Non come la Marianne di Jane Austen che non riesce a vedere null'altro che il proprio dolore, affliggendo chiunque le stia attorno. Quello che voglio dire è, in sostanza, che i sentimenti possono essere vissuti in modo non isterico, ma solo più consapevole. C'è anche da dire che esistono sempre diverse scale di “raziocinio”. Prendo ad esempio me e Black. Se io e lei ci confrontassimo, come generalmente facciamo, viene fuori che io sono quella filosofica, umanista e fatta d'aria, mentre lei è lo scienziato in tutto e per tutto, capace di definire l'intelligenza (la mia) in una funzione matematica e commentare gli incidenti di montagna con formule di fisica. Aristotele sosteneva che l'uomo è un animale razionale, ovvero un essere che ha le peculiarità di un animale, ma dotato di quel raziocinio, di quell'intelletto che gli permette di elevarsi tra gli altri esseri della propria specie. Ciononostante riesce ad arrivare alla fusione tra raziocinio e passioni estreme. Come? Con il giusto mezzo, la mesÒthj. L'essere raziocinante dunque è quello che va alla ricerca dell'equilibrio, che non affronta la vita buttandosi dentro di essa come dentro l'uragano Katrina, ma nemmeno andandoci coi piedi di piombo. Semplicemente cerca di viverla ad occhi aperti perché solo così la può contemplare nella sua pienezza, cerca di fare tesoro di ogni esperienza per costruirsi un bagaglio di conoscenze. Pascal diceva che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Io però non ci credo. Sono grata a Pascal per un sacco di cose fantastiche, ma non mi sento di condividere questa frase. La Ragione conosce le ragioni del cuore e viceversa, ma non sempre accade che siano le stesse. E allora che si fa? Si propende per l'uno o per l'altra, ma il modo in cui scegliamo è già di fatto razionale. Stando al saggio Commissario Montalbano, “gli uomini ragionano con tante parti del corpo, ma il cervello resta sempre disoccupato”, tanto che a volte la gente muore avendolo ancora perfettamente avvolto nel cellophane d'imballaggio. Siamo tutti bravi a ragionare con la pancia, con il cuore, coi genitali, con deretano e spesso maestri del ragionare coi piedi. Ma pochi davvero ragionano con la testa, magari con quella degli altri. Ragionare con la testa, con la propria, non vuol dire essere freddi o agire per proprio tornaconto.

A volte il mio modo di fare mi ha fatto pensare di avere paura di lasciarmi andare o di non esserne proprio capace. Ma come ho cercato di spiegare in un post di qualche tempo fa, la vita mi ha già davvero fatto male da non potermi permettere di mollare la presa salda che ho con la mia esistenza e di imparare a considerare bene ciò che faccio. Sarà anche dovuto al fatto che quando ho agito (anche piuttosto di recente) senza pensarci troppo ho preso degli “schiaffi” così forti che tutt'oggi mi fanno male. Ragionare vuol dire anche crescere, vuol dire conoscersi. Vivere con spensieratezza e leggerezza non vuol dire dimenticarsi di essere dotati di neuroni funzionanti, ci si può divertire alla grandissima anche pensando a quello che si sta facendo. Non sto parlando di alcoolici e droghe, che sforano nel campo dell'idiozia applicata, ma della consapevolezza del proprio Io. Divertirsi, vivere con spensieratezza non vuol dire dimenticare chi si è veramente, non vuol dire abbandonare il cervello sul ciglio della strada. La razionalità non è fredda, la razionalità è ampia e, tanto quanto i sentimenti, ci può portare ovunque nella vita, su strade bellissime e intense da vivere a occhi aperti. 

Sentimento - By Red

Devo ammetterlo, questo post mi ha dato del filo da torcere. Un enorme filo da torcere, anche ora che sto scrivendo. Ho provato a riprendere in mano il romanzo di Jane Austin: una bella arringa in difesa di Marianne sarebbe stata una possibilità plausibile per affrontare il tema senza dover troppo scavare in me e nei miei pensieri. Ma non mi piace! E’ l’unico romanzo di Jane Austen che non mi piace! Eresia? Non so, la storia è anche godibile, la scrittura di Jane è inequivocabilmente arte, ma le due care sorelline sono troppo il prototipo delle brave ragazze ottocentesche per riuscirmi sopportabili. Perdonatemi, ma ci vedo solo due signorine bene in cerca di marito, e non capisco quanto la disperazione che segue l’abbandono sia per l’amore interrotto e quanto invece per il pensiero orrido di rimanere zitelle. Certo, Marianne (sentimento) almeno un poco si autoconvince, freme, si dispera, piange, quasi muore, insomma, fa qualcosa! Elionor si occupa più dell’onore invece, di essere una dignitosa zitella rassegnata, che è sempre meglio che una povera zitella pazza… ma poi? Tutte e due sposate a dei ripieghi, felici, contente e redente. No!!! Se devo parlare di sentimento non posso farlo con questa storia. Con altri romanzi si, con altre storie, altri film… ma allora tanto vale spiegarvelo a modo mio il sentimento.
E qui parte il filo da torcere, perché mica è facile parlare di Sentimento. Contrapporlo a Ragione, che per definizione ha sempre ragione. Ed io, Red, sono poi Ragione o Sentimento? Forse ha ragione Pink, che mi ha dato quest’arduo compito: tutti siamo entrambe le cose, ma io sono un po’ più sentimento. Forse. Perché io non mi sono mai posta la domanda e per me è buffo vedere che, essendo io sempre la stessa persona, giuro, non c’è traccia di schizofrenia in me, c’è chi mi interpreta come un’essenza superba e fredda e chi come una romanticona inguaribile e tonta. Allora entro nella parte, provo a capire e a spiegarvi come e perché il sentimento sia rosso.
La verità è che mi innamoro ogni giorno, vivo da innamorata. Se ragiono su tutte le scelte che ho fatto, alla fine devo ammettere che ho scelto sempre sotto l’ala benevola di Amore. Ho scelto sempre “a sentimento”. Sapendo che i miei occhi innamorati avrebbero pagato un prezzo per la loro luce. Pagandolo tutto, sempre. E innamorandomi ancora. Ma da qui parte la più grossa differenza con i romanzi ottocenteschi e forse anche con il pensare comune, ancora oggi. L’amore, il Sentimento, l’innamoramento sono quanto di più universale possa esistere. Voglio dire, giusto per intenderci… parliamo di stamattina, come esempio!
Stamattina mi son guardata allo specchio, truccandomi, e ho visto due occhi innamorati. Non di un marito né di un fidanzato. Né di un aspirante tale. Per stare ad oggi sono innamorata della mia terra e del mio lavoro. Dopo una lunga e sofferta crisi mi sono riscoperta innamorata. Della terra, della storia e dell’archeologia. Mi sono riinnamorata perché l’ho dovuta insegnare, e io credo, anzi son certa, che non si possa insegnare con sterilità, ma si debba insegnare con amore. Allora ho cercato e cercato e cercato una ragione, come per salvare un matrimonio, e ho ritrovato un sentimento. Ecco, io faccio scelte lavorative “a sentimento”.
Poi, sempre oggi, sono innamorata della mia casa, di mia sorella, di mamma, del sole che come splende a Cagliari non splende da nessun’altra parte. Io, è chiaro, scelgo  il luogo e l’ambiente dove vivere “a sentimento”.
Ancora oggi sono innamorata dei colori, della bellezza, delle passeggiate, delle paste alla crema con cappuccino e acqua gasata. Sono innamorata delle mie amiche colleghe dell’università, compagne di nome e di mille avventure. Sono innamorata dei miei amici. Ogni mia consuetudine, i vestiti che indosso, ogni mio minuto di svago, ogni mio confidente… tutto è scelto “a sentimento”.
Domani sarò ancora innamorata di tutto questo, perché io vivo sempre amori lunghissimi e fedeli, e mi innamorerò di molte altre cose e persone. Chi conosce la gelosia non mi sopporterà, chi conosce la libertà mi guarderà con benevolenza, chi non vorrà capire non capirà e dirà che sono innamorata di chissà chi, con quegli occhi che brillano. So già che succederà e che nulla mi scivolerà addosso, nessuna vittoria, nessuna ferita, perché la vita impregna e sporca, e l’amore di più. E rende belli.
Ecco perché i miei occhi luccicano, ecco perché non sarò mai preoccupata, come Elionor e Marianne, di rimanere zitella. Con tutto questo amore che ho intorno sarebbe impossibile. E con tutto questo amore che ho intorno è impossibile non essere felici, ma è impossibile anche non essere tristi. O malinconici, almeno. E non c’è ragione che tenga, per quanto possa essere complicato e sofferto io scelgo di rimanere chi sono, di muovermi e migliorarmi, ma lungo la strada del sentimento, che è una strada dove anche il cervello conta, ma non fa calcoli. Perché non c’è convenienza che possa farmi venir la voglia di rinunciare al mio sguardo innamorato. Nemmeno il presagio di serenità, nemmeno l’assenza di dolore.
Allora se “sentimento” è questo approccio alla vita, bene, io posso rappresentare in qualche modo il “sentimento”, se invece è un’altra cosa ve l’ho detto, non mi son mai posta la domanda prima d’ora. Perdonatemi!
E mi perdonino anche gli innamorati di Jane Austen, ma con le brave ragazze da marito e con chi mette la testa a posto io non ce la posso fare, non fa per me. Io non sarei mai diventata ragionevole come ha fatto Marianne, e il colonnello Brandon non l’avrei sposato mai e poi mai!


P.S. lo so che è brutto appellarsi a Wikipedia, ma se proprio non avete idea di chi siano Elionor e Marianne, la trama la trovate qui!