mercoledì 31 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Serie A. E' Halloween: Juve mostruosa (Unione Sarda p. 49)

La canzone del giorno è:
La canzone degli scheletri - La sposa cadavere

La frase del giorno è:
Mi dispiace bimbi, ho solo le benagol!


martedì 30 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Parigi - Il coccodrillo francese potrebbe rinascere in terra elvetica (Unione sarda, p, 9)

La canzone del giorno è:
Io voglio un uomo uomo - Tina

La canzone del giorno è:
A volte ritornano!

I'm CIUSI, of course! (Lettera aperta al ministro Fornero) - By Red


Adorabilissimo, preziosissimo e sensibilissimo ministro Fornero
Perdoni se mi permetto di scriverle.
È che sono ciusi, così tanto choosy che me la tiro anche nei confronti del gergo londinese, e lo scrivo ciusi.
Sono fighetta, stronzetta, me la tiro. È così, in questi anni me lo hanno detto in tanti, mica solo lei, caro ministro.
Son così fighetta che l'altra mattina alle nove sono arrivata sui tacchi a spillo nel regno degli ingegneri super machi, laddove si suole provare che i cementi e i calcestruzzi siano resistenti come promettono.
Sono così ciusi che mi son portata borse e borsette e quaderni e cartelle e computer a spalla senza un “serve una mano” laddove gli indigeni sogliono appendere i fuoristrada alle mangrovie per mezzo di verricelli, mentre partecipano al Camel Trophy. 
Son tanto stronza che non sono nemmeno arrossita per il cuoricino nella schiuma del cappuccino.
Perché son ciusi. 
Così ciusi che se mi offrono un lavoro non lo accetto. Tipo una volta, caro ministro, (ho in curriculum anche questo, pensi lei) mi capitò di esser brevemente ma caldamente corteggiata da un bell'imbusto che, amareggiato dal mio secco rifiuto, mi propose una lauta ricompensa. Io non cambiai idea, anzi lo minacciai che non osasse più nemmeno rivolgermi la parola. Che scema… Lei, ministro, da saggi consigli: “si entra in azienda con qualunque ruolo e poi ci si fa strada da dentro”, non dice così ai suoi amati studenti? Ha ragione, se avessi accettato, grazie al passa parola, ed alla giusta flessibilità – che razza di schizzinosa sarei se non sapessi adattarmi al ruolo giusto – ora magari sarei consigliera regionale da qualche parte e beatamente pensionata! Invece son ciusi, e me li merito gli stipendi random e gli attacchi di panico mentre aspetto la stampa dell’estratto conto. 
Sono ciusi perché al cercare di vendere qualche evidente imbroglio preferirei di gran lunga lavare le scale. 
Sono ciusi perché a trent’anni mi hanno detto che sono vecchia per fare i pacchetti a Natale, e anche per fare un corso per dispensatore di viveri in un villaggio vacanze.
Sono ciusi perché non ho voluto andare contro le regole di un contratto che avevo firmato, cumulando stipendi di nascosto, come qualche mio elastico collega. 
Sono ciusi perché mi è capitato di lavorare gratis, ma non accetterei un accozzo nemmeno per scherzo.
Sono ciusi perché per fare il lavoro che voglio fare accetto spesso condizioni molto difficili.  
Sono ciusi perché per rispetto del lavoro che voglio fare rifiuto le proposte che non presuppongono la dignità della professione che amo. 
Sono ciusi perché ho due curricula pronti a partire: uno con i titoli e uno in cui mi fingo analfabeta, perché con un 110 e lode alle spalle certi lavori non te li danno.
Sono ciusi perché mi ostino a fare un lavoro che non c’è.
Sono ciusi perché qualche volta anziché leccare il culo mi sono arrabbiata, e col cazzo che mi hanno dato il lavoro.
Sono ciusi perché piango tutte le lacrime che ho quando qualcuno più ciusi di me non regge a tutto questo schifo e si arrende.
Sono ciusi perché mi fa male il cuore quando sento chi, di ritorno da un funerarale, dice “è successo qualcosa di terribile. Ma bisogna passare indenni da certi giochetti di potere se si vuole fare carriera”.
Sono ciusi perché nonostante la rabbia passo tutto il giorno a sorridere.
Sono ciusi perché adesso che sono sola in camera scelgo ancora la mia umanità, e mi arrendo all’ennesimo pianto. 
Sono ciusi perché ho lacrime sincere e non di vergogna davanti a chi non mi accetta o mi contesta.
Mi chiedo e le chiedo: sono ciusi perché scelgo? E perché mai in democrazia non avrei diritto di scelta? Su che basi? Per la bella faccia di chi? Per il Pil o per me? Per il mio futuro o per le statistiche ISTAT? Intanto con la mia scelta di vivere con orgoglio rimango ciusi. E chiudo la parentesi “sfogo pubblico” perchè ora devo continuare a lavorare, perchè da fighetta quale sono continuo a dedicare le mie serate di “giovane bambocciona” alla mia professione schizzinosissima.
Nel presentarle i miei più cordiali saluti mi permetto di ricordarLe che via Dante è lunga.
Red, archeologa.

Sono choosy e me ne vanto, by Pink


Should i give up or should I just keep chasing pavements even if it leads no where, or would it be a waste even if i knew my place should I leave it there?

(Dovrei smetterla oppure continuare a cercare avventure anche se non mi portano da nessuna parte o sarebbe uno spreco anche se sapessi che è il mio posto?)


Pare che qualche giorno fa Elsa Jobs Fornero abbia detto ai giovani che non devono essere schizzinosi con la ricerca del lavoro. Parafrasando Steve Jobs, appunto, ha dichiarato “Stay hungry, stay choosy”: fate la fame, ma non siate schizzinosi con le offerte di lavoro.
Bella pensata ministro!
In via Manno, a Cagliari, un negozio di scarpe ha esposto molte settimane fa (oltre un mese diciamo) un cartello di ricerca di personale. Io ho portato il CV, il caso ha voluto che lo avessi proprio in borsetta. Era un periodo in cui spargevo curriculum con la stessa solerzia con cui D'Annunzio volantinava su Fiume. Non mi hanno nemmeno chiamato per fare un colloquio. Può darsi che il mio profilo non corrispondesse a quanto cercato da loro, non posso saperlo, ma è verissimo e confermato da più parti che spesso devi modificarti il curriculum in base al posto in cui lo devi portare. Mi spiego meglio: dovendo portare un CV in un negozio di scarpe non è necessario dire per forza che ho una laurea, un master e sto facendo un dottorato di ricerca. Stanno cercando una commessa, non un'insegnante, ed è più che sufficiente un diploma. In pratica serve un curriculum camaleontico, che “ce se capisca e nun ce se capisca”, perché sennò si spaventano. Io farei veramente la commessa in un negozio di scarpe, non è il mio sogno nel cassetto, ma almeno mi permetterebbe di galleggiare. Vede ministro, non siamo noi ad essere choosy, è il mercato del lavoro ad essere choosy, noi al massimo siamo flexy e squeezable. Non ci vogliono per certi lavori, non è che non li vogliamo noi, non è sempre così. E c'è chi davvero non è choosy per niente. Se ne sarà accorta in questi giorni che l'Italia è piena di laureati che fanno i portapizze, che lavano scale, che fanno tirocini e lavori massacranti per pochissimi euro al mese, per necessità, ma non certo (non sempre) per amore del lavoro che fanno. Voler fare un lavoro per cui si è studiato per anni con sacrificio proprio e della propria famiglia, non è essere choosy. Chiudiamo con l'università, smettiamola di studiare, per fare quello a cui siamo destinati non serve, vero ministro? Siamo destinati a non farla tanto lunga per il lavoro, a fare “quello che viene, viene” perché abbiamo tasse, bollette, conti da pagare e non è il caso di avere il palato fine. Si è capito che non era nelle vostre intenzioni aiutare i giovani, da subito. E poi, davvero, lei ministro non ci provi nemmeno a scimmiottare Steve Jobs, lui ha fondato un impero con un'idea, lei sarà pure brava, ma ce ne passa. Questo era il bello del discorso di Jobs, l'essere folli, avere la voglia di sognare, quello che tanti come lei ci stanno di fatto togliendo. Noi non siamo schizzinosi, ma abbiamo una dignità ed una faccia da difendere e ci inchiniamo spesso davanti alla necessità. Siamo onesti, certi mestieri li fai per sfinimento, non per piacere. Le aziende ti prendono così, perché sei stanco di farti in quattro per quello che hai sognato, molli e quello che ti capita, ti capita. Trovi laureati in lettere classiche che diventano assicuratori, ragazzi laureati in giurisprudenza team leader nei call-center, che fanno le pulizie, quasi ingegneri che lavorano alla cocacola come magazzinieri. In realtà volevano essere archeologi, avvocati civilisti e andare al lavorare al CERN. Questo è essere choosy? Questo è essere schizzinosi? Non riesce manco a dirlo in italiano, ministro! Non è usando l'inglese che si indorano le pillole. Ce lo state facendo studiare dall'asilo! Abbiamo il TOEFL, lo IELTS, il DEFL, il DELE, andiamo a specializzarci all'estero, siamo preparatissimi, ma telefoniamo nelle case della gente per proporre contratti per conto di un'azienda di energia elettrica. Io voglio difendere i miei anni di studi, ho sudato, ho pianto, ho faticato per arrivare alla laurea prima, al master e al dottorato poi. I miei genitori hanno sudato con me e lo vedo che quando mi siedo al mio tavolo per lavorare mi guardano e pensano “chi glielo fa fare...”. Loro hanno sognato un mondo migliore per noi, un mondo dove gli operai avessero davvero il figlio dottore, un figlio che adesso è choosy, perché ha fatto medicina e non vuole arrendersi ad aver sprecato quasi 10 anni di vita. Glielo spiega lei ministro, quindi, ai miei genitori? Glielo dice lei che non abbiamo speranze, che staremo sulla loro groppa perché non c'è niente da fare per noi? Che hanno pagato le tasse universitarie per un titolo che non ci serve? Non sarebbe la prima volta che ci sentiamo dire che con la cultura non si mangia. Né sarebbe la prima volta che qualcuno vi fa notare che il piano di ricrescita economica che state attuando è tendente al ridicolo. Abbassare i costi per incentivare la spinta verso l'aumento dei consumi pari a zero, una politica fiscale equa ed efficace non l'avete manco pensata. La pressione sul cittadino medio-basso è al massimo: dobbiamo veramente darvi il culo? Vi manca solo quello. Non siate choosy, prendetevelo.  

lunedì 29 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Il porto di Arbatax cerca casa (Unione Sarda p. 26)

La canzone del giorno è:
La collina - Fabrizio De Andrè

La frase del giorno è:
Io non sono una che crede a Voyager

domenica 28 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
L'arte del telaio è finita al tappeto (Unione Sarda p. 56)

La canzone del giorno è:
Live and let die - Paul McCartney

La frase del giorno è:
Ma che palle 'sto self control!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:45 e tramonta alle 17:27.

Luna: La luna il 28 è gibbosa crescente. Il 29 di ottobre avremo luna piena. Dal 30 sarà gibbosa calante.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Simone e Giuda (apostoli), Cirilla, Cirillo, Elio (di Lione), Fedele, Leodardo (28 ottobre); Abramo, Anastasìa (la Romana), Ermelinda, Zelinda (29 ottobre); Claudio, Luperco e Vitorico, Germano (di Capua), Saturnino (di Cagliari), Zenobio e Zenobia (30 ottobre); Alfonso, Antonino, Quintino, Volfango (31 ottobre); Tutti i Santi (1 novembre); Marciano, Malachia, Vittorino (2 novembre); Martino (de Porres), Amico, Ida, Silvia (3 novembre); Carlo, Modesta, Vitale e Agricola (4 novembre).

Il Santo: Il 4 di novembre la Chiesa ricorda san Carlo Borromeo. Nacque nel 1538. A soli 22 anni divenne cardinale e fu il fondatore di uno dei primi seminari. A lui fu eretta una colossale statua bronzea nei pressi di Arona, famosa meta di pellegrinaggio. È uno dei patroni di Milano. Patrono anche di librai, legatori di libri, maestri e catechisti. Lo si invoca contro il pericolo di contrarre la peste, il vaiolo e altre numerose malattie contagiose.

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Carletto, in onore di Mazzone e del Principe dei Mostri. È un diminutivo del nome Carlo che, abbiate pazienza, a Violet sembra abusato e un po’ scontato: però ha un bel significato, “uomo libero” (dal tedesco karl) che, naturalmente rimane vale anche per il nostro Carletto. Il numero fortunato è il 13; il suo colore è il rosso; la pietra da cui trae forza è il rubino; il metallo è il bronzo. Non essendo un nome molto utilizzato non esistono statistiche in proposito. Carletto: chiacchierone, ammirevole, ricco, lussuoso, esilarante, trasparente e originale! Come non metterlo al vostro pargoletto?

Compleanni storici: Il 31 ottobre del 1964 nacquero due personaggi da Rassegna Stronza: tantissimi auguri a Marco van Basten e Amanda Sandrelli!

Questa settimana accadde: Il 3 novembre 1970 Salvador Allende divenne Presidente del Cile.

La notizia del giorno… un anno dopo: Intervista. Allegri felice (Unione Sarda, Edizione del 2 novembre 2011, p. 53).

Feste e ricorrenze: Il 2 di novembre è la Commemorazione dei Fedeli Defunti. L'idea nacque su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima -così chiamata prima della riforma liturgica del Vaticano II-, ossia la domenica che precede di due settimane l'inizio della quaresima, all'incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Ordine di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1° novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta "pro requie omnium defunctorum"; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nel XIV secolo.

Curiosità: Negli USA l’Election Day è fissato per il primo martedì di novembre, esclusa la giornata del 1°. Quindi può cadere dal 2 all’8 di novembre.

Il Lama racconta: Trovandosi l’acqua nel superbo mare, suo elemento, le venne voglia di montare sopra l’aria, e confortata dal foco elemento, elevatosi in sottile vapore, quasi parea della sittiglieza dell’aria, e, montato in alto, giunse infra l’aria più sottile e fredda, dove fu abbandonata dal foco. E piccoli granicoli, sendo restretti, già s’uniscano e fannosi pesanti, ove cadendo la superbia si converte in fuga, e cade del cielo; onde poi fu beuta dalla secca terra, dove, lungo tempo incarcerata, fè penitenzia del suo peccato (La penitenza dell’acqua. Leonardo da Vinci).

Così parlò zio Gecob: Vivo interamente della mia immaginazione, dipendo interamente dai capricci del mio pensiero, che viene quando vuole, mentre cammino, mentre sto seduta, e queste cose si agitano nella mia mente e fanno un teatro continuo, che è la mia felicità.

sabato 27 ottobre 2012

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Il 4° piano

Dopo il trasferimento dal 7° al 4° piano notai che la vita qui trascorre silenziosa e lieve come in una pieve di campagna con lo scorrere di un fiume accanto. Così pareva nel mese di agosto e pure a settembre. Ma dall'inizio di ottobre, in concomitanza con quello del semestre è cambiato tutto, la pace è un ricordo lontano. La pieve si è mutata in un alveare ricolmo di api.
Un dì, uscendo per fare delle commissioni, mi sono imbattuto in due giapponesi che si stavano introffulando all'interno di un appartamento. Lui aveva invitato, gentilmente, lei a bere un tè, che bolliva di già sul fornello con le essenze migliori provenienti dalle Indie tedesche, accompagnolo magari con due o tre pasticcini fatti in Scozia. Mentre il figlio del Sol levante armeggiava con le numerose chiavi (1) nella toppa della porta, lei lo pressava pudicamente per entrare il più rapidamente possibile all'interno dell'alloggio, come se fossero stati sorpresi con le mani nella marmellata da spalmarsi sulle fette imburrate. Riusciti nell'intento di scardinare con la chiave la serratura sorridenti di soddisfazione aprivano la porta e accedevano desiderosi di quel tè che già sbuffava sul fuoco...
Un'altra volta, di rientro dall'Uni, accendendo al piano dalle scale scorgevo un tipo losco che attendeva l'ascensore. Chi era? Da dove sbucava? Cosa ci faceva? Supero salutando e squadrando il personaggio. Il quale, come mi accingo ad aprire la mia porta, lascia che l'ascensore e mi si avvicina per presentarsi e dirmi che abita due porte più avanti, che proviene dalla Grecia e che c'è anche un altro greco...Auguri per lui e per il compare. Magari crede che qui ci si presenti e si familiarizzi. Di solito i miei dialoghi con tutte le persone incrociate all'ingresso, negli ascensori o nella lavanderia sono stati "Hallo" "Hallo", "Tschüss" "Ciao".
Tranne una volta che mi sono imbattuto in un tedesco che studia lingue neoromanze che comprendendo la mia provenienza straniera...mi chiede della Sardegna, di Alghero...Amen.
A proposito di effimiri saluti ora, però, farò contento il lettore misterioso. Dovete sapere, infatti, che in questi ultimi tempi mi sono imbattuto in diverse occasioni  in due eroi passati dell'Appartamento tedesco che avete amato tantissimo. Sì, loro due. La tenera Elisabeth e il ruggente Sandokan.
Lei in monta alla sua bicicletta emana dolcezza a ogni pedalata...speriamo che le strade non siano mai troppo bagnate come oggi, gli automobilisti siano sempre attenti (come quello che su una campagnola degli anni '70 ha fatto una simpatica inversione a U da un marciapiede all'altro in Bergheimerstr. attraversando con nonchalance i binari del tram con i mezzi che vanno e vengono) e lei non cada in fallo come quella che è caduta male proprio sotto il nostro palazzo prendendosi un bello spavento...ma c'è il pronto soccorso della "Clinica delle testa"...
Ho intravvisto lui mentre scendevo dall'autobus in un rientro tardo da una cena e lui saliva. Aveva un abbigliamento inconsueto per il suo stile. Felpa scura con cappuccio calato sul capo e pizzetto. Evidentemente si stava recando a un incontro clandestino con i suoi tigrotti a Mompracem per intraprendere qualche messa in scena tipo una liberazione della sua perla di Labuan...Ma la sciabola?
Tornando al quarto piano ormai quasi ogni sera è d'obbiligo intorno alle 20 un assolo malinconico di chitarra del vicino che non ha altro da fare fino a che non crede che è giunto il momento, intorno alle 21, di fare karaoke di canzoni e rap in lingua araba o greca (non è chiaro ma sono di sapore mediterraneo) che, poi, si trasformano in duetti con amici...Ma ad agosto avevo visto che c'era un anonimo e tranquillo studente tedesco. Che fine ha fatto? E' possibile riavverlo?
Comunque pare che in questo pianerottolo possa abitare il "pazzo dell'ascensore". Un personaggio che si diverte a graffiare o strappare (aiutooo) i manifesti affissi nell'ascensore. E tavolta li riattacca pure in modo sconclusionato. Uno psicopatico. Sue tracce sono state individuate, infatti, qui dove, inoltre, la settimana scorsa sono state pure sparpagliate riviste e volantini pubblicitari davanti ai pianerottoli.
Il custode ha preso provvedimenti. Ha sguinzagliato un grillo che si cela dentro il vano dell'ascensore.
Intanto oggi i boschi dei colli di HD sono tutti bianchi...
 
Paul_Blau_Vierzig

venerdì 26 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Comune. I lampioni ancora "al palo" (Unione Sarda, p. 26)

La canzone del giorno è:
La società dei magnaccioni

La frase del giorno è:
Pensavo fosse Mal invece era David Bowie

giovedì 25 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ci siamo infiltrate a pagina 25 del nostro Quotidiano preferito! (Unione Sarda, p. 25)

La canzone del giorno è:
Solo una sana (E consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica!)

La frase del giorno è:
Moglie e cavalli non si prestano mai

martedì 23 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Assemini. Santa Lucia verso la salvezza (Unione Sarda p. 28)

La canzone del giorno è:
Vado giù - Musica nuda

La frase del giorno è:
Anche la mia grammatica di spagnolo si adegua: finito col passato, inizia il futuro!

lunedì 22 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Al mercatino del caos (Unione sarda, p. 21)

La canzone del giorno è:
Last tango in Paris - Gotan Project

La frase del giorno è:
Il mio telefono è un Samsung Cicciopuzz!

E' tutta un'altra musica - by Pink

"Mi dispiace di svegliarti, forse un uomo non sarò, ma ad un tratto so che devo lasciarti..."

Quante volte, nelle nostre serate tristi, solitarie y finali, ci siamo ritrovate come novelle Bridget Jones a lacrimare sopra una canzone d'amore. Quante volte abbiamo pensato "Ammazza quanto è romantico... Roba da smutandarsi!". Un bel giorno poi ti capita di pensare bene al testo e partono i dubbi: ma veramente è così romantico??? Ma veramente mi piace questa cagata? "Tanta voglia di lei" dei Pooh alla fine è una storia di corna spettacolare, in cui lui si sveglia nel letto di un'altra e "improvvisamente" capisce che il suo posto è con la sua compagna. Bella faccia da culo! Ad un tratto dice "Lei si muove e la sua mano dolcemente cerca me, e nel sonno sta abbracciando pian piano il suo uomo che non c'è. Mi dispiace devo andare, il mio posto è la, il mio amore si potrebbe svegliare, chi la scalderà?" Tu, brutto porco??? Ti sei fatto un'altra stanotte e alla tua compagna probabilmente non dirai niente. L'hai tradita! Sei fortunato che la tipa che ti sei fatto non si è svegliata e ti ha preso a randellate prima e a revolverate poi, perché te le meriteresti tutte! E invece hai ricevuto in premio milioni di fans lacrimanti e adoranti che hanno premiato coi soldi la tua avventura di una notte. 
"Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi le tue calzette rosse...", con questa canzone si è formata una generazione di chitarristi da falò sulla spiaggia. Ma nel testo c'è qualcosa che non mi torna. Il giovane Mogol fa dire a Battisti una cosa che mi sembra impossibile: "E d'improvviso quel silenzio tra noi e quel tuo sguardo strano, ti cade il fiore dalla bocca e poi, oh no, ferma ti prego la mano!". Ragazzi, vi prego, guardatemi in faccia e rispondete sinceri. Siete in campagna, lei vi piace e vi guarda con sguardo ammaliatore, allunga la mano verso di voi, verso zone imprecisate ma che possiamo solo supporre e voi dite "No, tenchiu". Non ci credo neanche morta! Dai, è impossibile. Magari ci pensate, ma dopo, come insegnano i Pooh. 
Battisti merita anche una riflessione su un'altra canzone, "Con il nastro rosa". La canzone si snoda tutta su un dubbio: "avrò fatto la scelta giusta?" Lo scopriremo solo vivendo, a quanto pare. Beh, ma mica la puoi fare così facile Lucio. Tu dici "Non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la mia sposa", ma se avevi il dubbio che non fosse quella giusta perché te la sei sposata? Non è così semplice poi la questione. Non è che poi è facilissimo rimediare. Pensa se lei sapesse che l'hai sposata ma non ne sei sicuro. E poi cosa vuol dire esattamente il tutto? Non sai se t'è convenuto sposarti per i soldi che ci hai messo o per la scelta della moglie? Non vado avanti perché è meglio!
Battisti poi sulle corna è fantastico... "Seduto in quel caffè io non pensavo a te, guardavo il mondo che girava intorno a me, poi d'improvviso lei sorrise e ancora prima di capire mi trovai sottobraccio a lei, stretto verso casa pensando a lei, quasi come se non ci fosse che lei, come se non ci fosse che lei". E non c'era solo lei infatti, c'era la fidanzata/moglie/compagna. 
Umberto Tozzi ci presenta invece un tradimento sotto un'altra veste. Avete presente "Gloria"? Ecco, ad un certo punto dice "con te nuda sul divano faccio stelle di cartone pensando a Gloria". Ma perché, se lui sta con Gloria, ha una ragazza nuda sul divano e pur di non approfittarsene fa stelle di cartone? Fa il pittore e lei è una modella? Non sembra.. Gloria stai attenta, ovunque tu sia, che questo ha le ragazze nude sul divano quando tu non ci sei.
Venditti invece ha ingravidato una certa Sara e non si vuole prendere le sue responsabilità: "Sara, mi devo laureare, e forse un giorno ti sposerò [...] Sara, tu non sei più sola, il tuo amore gli basterà, il tuo bambino, se ci credi nascerà". Tu nel frattempo dove sei, principe degli imbecilli? Quella va ancora a scuola, è una ragazzina, tu la metti incinta e poi dici "No, scusa, ho da laurearmi...", che stronzo! E' tuo figlio quello! Non è necessario sposarsi, va bene, ma almeno prendersi le proprie responsabilità senza nascondersi dietro motivazioni del piffero!!!
Pure Morandi tradisce: "Ritornerò in ginocchio da te, l'altra non è, non è niente per me" e in un'altra canzone "Non so degno di te, non ti merito più, ma al mondo non esiste nessuno che non ha sbagliato una volta". Beh, lasciatemi dire, è troppo facile. Caro Gianni, sono passati i tempi dei musicarelli, e già a quei tempi Laura Efrikian avrebbe dovuto mandarti sonoramente a quel paese. Non c'è da stupirsi poi che vi siate lasciati... 
Il top del top viene raggiunto da Marco Masini nella sua celeberrima "Bella stronza". Come abbia fatto questa canzone a scalare le classifiche e i cuori delle donne per me è un mistero bell'e buono. Ma vi rendete conto di quello che dice? "Mi verrebbe da strapparti quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte finché viene domattina, ma di questo nostro amore così tenero e pulito non mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenza". Perché lui dice queste bestialità? Perché lei l'ha lasciato per un altro, che è ricco. Lui è un personaggio visibilmente violento visto che dice "Bella stronza, che hai chiamato la volante quella notte e volevi farmi mettere in manette, solo perché avevo perso la pazienza". Eh, vedi tu... Se l'hai ammazzata di colpi o anche solo l'hai sfiorata si che c'è da metterti in manette, imbecille! Cosa avrebbe dovuto fare lei? Dire "Si, buana, picchiami pure come ti viene più comodo"? Ma lasciala in pace! Ha scelto un altro, che è ricco, figo e sicuramente non la picchia, né gli viene di stuprarla solo perché l'ha lasciato. Tu fatti qualche domandina, tesoro...
Donne svegliamoci! I maschi fanno gli stronzi anche nelle canzoni e noi ci commuoviamo pure. Siamo le prime, facendo così, a lasciargli strada. Non va bene!!! Lo so che è facile farsi prendere dai sentimenti, ma non da questi. Cediamo nelle canzoni e cediamo nella vita, questi poi si ispirano e vendono milioni di album, comprati da noi. E' un controsenso! Rompiamo il circolo vizioso e instauriamo un circolo virtuoso: loro ci tradiscono, noi li molliamo fratturandogli le mani prima, così magari non scrivono. E poi si può stare bene anche da sole, lo dice anche Gianna Nannini "per oggi sto con me, mi basto e nessuno mi vede e allora accarezzo la mia solitudine ed ognuno ha il suo corpo a cui sa cosa chiedere". Mica scema, la Gianna! Per non parlare di quei furboni dei Ricchi e Poveri, loro avevano capito tutto e ci danno la vera perla di saggezza "E allora senti, senti, cosa ti dico, c'è poco tempo non so se hai capito. Restiamo insieme finché stiamo bene, l'amore è bello ma senza catene!" Tiè!

domenica 21 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Foppapedretti guerriera a Torino (Ecodibergamo.it)

La canzone del giorno è:
Che cosa sono le nuvole - Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Max Gazzè

La frase del giorno è:
Oggi ho in testa solo SOS degli Abba: non sono molto d'aiuto!

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:38 e tramonta alle 18:36.

Luna: Luna crescente. Il 22 di ottobre completerà il primo quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Bertoldo, Celina, Letizia, Malco, Orsola, Severino, Zaira (21 ottobre); Apollo, Simmaco, Valerio (22 ottobre); Graziano, Ignazio (di Costantinopoli), Romano (23 ottobre); Antonio Maria, Petronilla e Ponzia, Senoco (24 ottobre); Crispino e Crispiniano, Daria, Frontone, Frutto, Gaudenzio (di Brescia), Ilaro, Tabìta (25 ottobre); Alfredo (il Grande), Gaudioso (di Salerno), Luciano e Marciano, Orsa (26 ottobre); Evaristo, Namazio, Teodoro (27 ottobre); Simone e Giuda (apostoli), Cirilla, Cirillo, Elio (di Lione), Fedele, Leodardo (28 ottobre).

Il Santo: Il 28 di ottobre la Chiesa ricorda altri due “apostoli” di Gesù: Simone e Giuda. Simone, fratello di Giacomo minore, subì un martirio particolarmente violento: il suo corpo fu fatto a pezzi con una sega. Per questo è patrono dei boscaioli e dei taglialegna. È patrono anche di pescatori e conciatori. Giuda Taddeo, da non confondere con Giuda Iscariota, che tradì Gesù, invece secondo la tradizione fu apostolo della Mesopotamia e della Libia e morì in Persia. Si invoca come “avvocato” nelle cause disperate. Quindi in qualche modo è eletto protettore di noi graziose fanciulle della Rassegna!

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Zaira. È un nome di derivazione araba: Zahirah significa “la rosa”. Il suo numero fortunato è il 10. Non è un nome molto comune: lo portano in Italia settemilacinquecentosessantaquattro donne, cioè circa lo 0,012% della popolazione del nstro Paese. È al settecentotrentaduesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È diffuso soprattutto nel Nord: in Veneto (22%), Lombardia (15,6%), Emilia-Romagna (13,7%). Anche in Sardegna (6,1%). Poco altrove.

Compleanni storici: Un ottimo compleanno a Julia Roberts, nata il 28 ottobre 1967!

Questa settimana accadde: Il 22 ottobre 1964 un comitato parlamentare multipartitico scelse il disegno della nuova Bandiera Canadese.

La notizia del giorno… un anno dopo: Da Molentargius volano via quattro asini (Unione Sarda, Edizione del 27 ottobre 2011, p. 17).

Feste e ricorrenze: Il 27 di ottobre ricorre la Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo patrocinata dall’UNESCO.

Curiosità: Il 23 di ottobre, a mezzogiorno, il sole entra nel segno astrologico dello Scorpione.

Il Lama racconta: Il cedro, insuperbito della sua bellezza, dubita delle piante che li son d’intorno, e fattolesi torre dinanzi, il vento poi, non essendo interrotto, lo gittò per terra diradicato. (Il cedro superbo. Leonardo da Vinci)

Così parlò zio Gecob: Tutti dicono che l’amore fa male, ma non è vero. La solitudine fa male. Il rifiuto fa male. Perdere qualcuno fa male. Tutti confondono queste cose con l’amore, ma in realtà, l’amore è l’unica cosa in questo mondo che copre il dolore e ci fa sentire ancora meravigliosi.

sabato 20 ottobre 2012

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Problemi di connessione
A causa di problemi tecnici non dipesi da me, questo sabato non verrà postato il consueto intervento dell'Appartamento tedesco.
L'autore se ne rammarica assaje e immagina di già i commenti dell'anonimo lettore...O dio mio...Perdono!
Può rimediare con aneddoto del barbiere?
Ma chi li capisce questi musulmani (non so di dove, Turchi? Tunisini? fate voi) che, mentre vi tagliano i capelli con rara destrezza, si mettono pure a chiacchierare con i clienti arabi e poi con voi sbagliando l'accorciatura intorno all'orecchio destro fatta completamente diversa rispetto a quella di sinistra?
E poi attaccano pure il phon e fanno cadere in errore il malcapitato in domande trabocchetto sulla gelatina! Ma chi gliel'ha data la licenza?
Lo so io chi potrebbe fermarli...Sandokan! Che è un grande esperto di conciature dovendo stare dietro alla sua Perla di Labuan...
Se almeno evitasse, quando mi incrocia all'ingresso del palazzo mentre rientro, di indossare quelle camice a quadri rossi e bianchi in un abbinamento tutto rosso...cardigan rosso e pantaloni rossi...vabbè che vanno tanto di moda anche le camice quadratate bianche e verdi...ma tovagliati così non si va in giro! Però sarebbe, per l'appunto, un ottimo spaventabarbieri. Che si concentrerebbero sulla testa di colui che è seduto davanti a loro e non sul cliente appena entrato dal freddo di Bergheimerstr. (se poi vanno pure in giro con la magliettina sotto, ci credo che hanno dentro le stalattiti...).
Paul_Blau_Vierzig

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il fatto. Carciofi con troppe spine (Unione Sarda p. 39)

La canzone del giorno è:
Because the night - Patty Smith

La frase del giorno è:
Anche lassù, Dio, quando prende i pezzi per assemblare le persone... mille possibilità di scelta, mille possibilità di errore!

La toletta del mattino - by Red


Si alzò all’alba come ogni mattina, dopo l’ennesima notte insonne.
Acqua fredda sul viso, caffè nero e tre biscotti, il bacio in punta di dita verso la camera dei bimbi significava: “buongiorno piccoli, oggi non sarò io a svegliarvi. Fate i bravi”. Era un giorno come gli altri, da riempire di lavoro.
Davanti allo specchio si guardò con aria di sfida: “devi essere perfetta!”.
Era bella, lunghi ricci scuri ancora arruffati, enormi occhi lucidi che tradivano un animo troppo sensibile: “come avrai fatto ad arrivare così in alto?” era il ritornello della madre.
Si mise allo specchio ed iniziò ‘la vestizione’. Mentre massaggiava la crema sul viso guardava con disappunto le occhiaie e si ripeteva l’orario della riunione, quello degli appuntamenti, le parole da usare per convincere tutti, ancora una volta.
Sfilandosi il pigiama a fiori osservava con orgoglio il profilo del suo corpo e le gambe lunghe; indossò con cura la biancheria di seta, le calze scure.
“Bene… ora a noi due!” bisbigliò iniziando a pettinarsi i ricci ribelli. Rideva del suo vizio di parlare davanti allo specchio -mi vedessero i colleghi!- mentre i capelli si ordinavano in uno chignon e le occhiaie scomparivano sotto il velo del trucco. Solo un tocco di rimmel per far  più profondi gli occhi neri, rossetto quasi invisibile sulle labbra rosse di natura.
Stemperò la morbida femminilità del suo corpo con una camicia bianca dal taglio maschile e un completo nero -giacca e pantaloni- impeccabile. Infilò le scarpe nere, tacco grosso e retrò, vagò per la stanza in cerca della borsa in pelle, grande ma elegante. Tornò allo specchio, due gocce di profumo e le perle della nonna; si guardò soddisfatta: “semplicemente perfetta, chèri!”.
Si voltò, fece per uscire dalla camera: “che sciocca” rise “dove voglio andare con questo ancora addosso?”
Tornò allo specchio, sbottonò la camicetta. La pelle bianca pulsava, affondò con forza la mano -fu un istante- e fece solo una piccola smorfia di dolore: dopo tanti anni non si era ancora abituata.
Lo sguardo non brillava più di fragilità e malinconia, solo così era davvero pronta.
Con un sorriso freddo ripose il suo cuore nello scrigno di un carillon. Se lo rimise solo a sera, appena in tempo per mandare a nanna i suoi tesori tra mille baci e risate.
Rimasta sola nel letto non riuscì a dormire e pianse anche quella notte, commossa dal ritmo arcano che solo ora poteva udire.   

venerdì 19 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Bastone scambiato per spada (Unione Sarda, Esteri)

La canzone del giorno è:
Mother - Pink Floyd

La frase del giorno è:
Gli ormoni sono l'invenzione più stupida della natura.

giovedì 18 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Gli alberi con le mutande (Unione sarda, p. 21)

La canzone del giorno è:
La principessa Zaffiro

La frase del giorno è:
- Jack, sto volando!!
- Ti fidi di me?
- Col cazzo!!!

mercoledì 17 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Sassari - La Provincia in aiuto dell'ippica (Unione sarda, p. 40)

La canzone del giorno è:
Mattinata - Leoncavallo

La frase del giorno è:
Io non vedo colori, solo conquiste!

martedì 16 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Calasetta - Emergenza bovini spiaggiati (Unione sarda, p. 32)

La canzone del giorno è:
I duri hanno due cuori - Ligabue

La frase del giorno è:
Bisogna truccarsi ogni mattina, così non si piange per rispetto al mascara!

lunedì 15 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Tortolì. Il giudice ordina: Abbanoa restituisca l'acqua a San Giorgio (Unione Sarda, provincia Ogliastra)

La canzone del giorno è:
Sasuke - I cavalieri del re

La frase del giorno è:
Ma Lombroso è il soprannome?

domenica 14 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Selargius. C'è da spostare la festa di san Lussorio (Unione Sarda p. 41)

La canzone del giorno è:
Sangue impazzito - Timoria

La frase del giorno è:
Molte persone hanno paura di dire quello che vogliono, ecco perché non riescono ad ottenerlo

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:31 e tramonta alle 18:46.

Luna: Oggi è Luna nuova. Da lunedì, e per tutto il resto della settimana, avremo la luna in fase crescente.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Callisto, Celeste, Fortunato, Lupulo e Modesto, Venanzio (14 ottobre); Teresa (d’Avila), Eusebia, Fortunata, Leonardo, Severo, Sofia, Tecla (15 ottobre); Edvige, Margherita, Amando, Bertrando, Martiniano (16 ottobre); Ignazio (di Antiochia), Dulcidio, Fiorenzo, Isidoro, Rufo (17 ottobre); Luca (evangelista), Amabile, Procolo (18 ottobre); Laura (di Cordova), Paolo (della Croce), Aquilino, Cleopatra, Gioele, Tolomeo e Lucio, Verano (19 ottobre); Adelina, Andrea, Irene, Maria Bertilla, Vitale (20 ottobre); Bertoldo, Celina, Letizia, Malco, Orsola, Severino, Zaira (21 ottobre).

Il Santo: Il 18 di ottobre la Chiesa commemora san Luca, evangelista, simboleggiato dal bue alato. Era un medico di origine pagana ed aiutò Paolo di Tarso nella sua predicazione. È patrono dei miniaturisti, pittori, scultori, indoratori, artisti, chirurghi, medici e notai. Lo si invoca, invece, contro l’impotenza.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è raro e bellissimo. Si tratta di Celina, che deriva dal termine latino “caelum”: voi che ci seguite non potete non sapere che il significato è cielo! Conosco una persona adorabile ed originale che porta questo nome divinamente e me ne ha fatto innamorare. Il suo numero fortunato è l’8. Segnatelo! È al millecentoseiesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. Ci sono in Italia solo millesettecentoottantuno donne che portano il nome Celina, cioè lo 0,003% della nostra popolazione. Diffuso soprattutto in Veneto (27,3%), in Lombardia (17,8%) e in Sardegna (9,2%); pochissimo in Campania (0,8%).

Compleanni storici: Per la felicità di tutti i nostri sostenitori tifosi del Cagliari, questa settimana facciamo tanti auguri a Fabian O’Neil, nato a Paso de los Toros il 14 ottobre 1973. Buon Compleanno!

Questa settimana accadde: Il 16 ottobre 1910 si svolse la prima traversata della Manica in dirigibile.

La notizia del giorno… un anno dopo: Is Mirrionis. Sedie di plastica abbandonate vicino a Lettere (Unione Sarda, Edizione del 18 ottobre 2011, p. 17).

Feste e ricorrenze: Il 16 di ottobre si celebra la Giornata Mondiale per l’Alimentazione. Il tema del 2012 è: “Le cooperative agricole nutrono il mondo”.

Il Lama racconta: I tordi si rallegrarono forte vedendo che l’omo prese la civetta e le tolse la libertà, quella legando con forti legami ai sua piedi. La qual civetta fu poi, mediante il vischio, causa non di far perde[re] la libertà ai tordi, ma lo loro propria vita. Detta per quelle terre, che si rallegran di vedere perdere la libertà ai loro maggiori, mediante i quali poi perdano soccorso e rimangono legati in potenzia del loro nemico, lasciando la libertà e spesse volte la vita. (I tordi e la civetta. Leonardo da Vinci)

Così parlò zio Gecob: L’amore non si rivela e perciò è luminoso; l’amore non mena vanto e perciò la gente si fida di lui; l’amore non è orgoglioso si sé e perciò è governatore tra gli uomini; poiché l’amore non lotta, nessuno al mondo può lottare contro di lui.

sabato 13 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Due secoli ai trafficanti (Unione Sarda p. 21)

La canzone del giorno è:
Que reste-t-il des nos amours - Charles Trenet

La frase del giorno è:
Il quieto vivere ti fotte!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Philosophenweg

Il "Sentiero dei Filosofi" è una via panoramica sul Neckar e sull'Altstadt che, un tempo, era percorsa da grandi filolofi tedeschi, che soggiornavano ad Heidelberg per i loro studi, in cerca di pace e di nuove riflessioni, spesso senza darsi troppe noie per il maltempo. Facciamo due passi pure noi...ma con il cappotto.





 
Postilla.
Auguri di compleanno, anche se in ritardo di un giorno (non ho il calendari a portata di mano, la demenza senile galoppa come su una Ducati e si sà che qui si precorrono le stagioni...), alla Stronza in Rosa. Non si direbbe che hai solo 15anni e mezzo...Per gamba.
 
Paul_Blau_Vierzig

giovedì 11 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Cagliari, punte e a capo (Unione sarda, p. 49)

La canzone del giorno è:
Dream a little dream of me - The mamas and papas

La frase del giorno è:
Posso andare in bagno?

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!!

La domenica del "Buona la prima o quella che è"



Carissimi amici e lettori di Stiletto Sport, questa settimana le vostre Giggi's angels devono scusarsi con voi per aver saltato la pubblicazione di una giornata. Potremmo dirvi che siamo state impegnatissime e che la nostra vita "babbana"* ci ha totalmente assorbito, ma la verità è dolorosamente diversa. E' con somma tristezza e sconforto che vi annunciamo che Francesco Totti ha pubblicato un nuovo libro. Il volumetto dal titolo "E mò te spiego Roma", seppur grazioso nel suo packaging, rappresenterebbe una guida allegra e simpatica a Roma anche dal punto di vista storico. All'interno della pubblicazione, edita da Mondadori, Er Pupone si traveste da gladiatore e si chiede come mai i giocatori brasiliani abbiano tutti i nomi degli imperatori romani. Abbiamo intervistato in merito degli esperti e tutti ci hanno rivolto la stessa domanda: quale imperatore si chiamava Pato? Noi invece vorremmo farvene un'altra: perché, se Francesco Totti pubblica con Mondadori, noi non possiamo pubblicare - per dire - con Aldelphi? Forse perché non gli abbiamo mai spedito niente? Osservazione interessante, ma non definitiva perché siamo quasi certe che a Totti ABBIANO CHIESTO di pubblicare. Se sapete risolvere il dubbio degli storici e quello editoriale, lasciate un commento qui sotto! (Red e Pink sono comunque certe che Adelphi prima o poi busserà alla loro porta!)
Passiamo al calcio dei campi e vediamo di recuperare un po' anche qualche risultato interessante. Innanzitutto diciamo che la Roma, dopo il casino successo a Cagliari, ne ha prese quattro dalla Juventus di Pink. Quattro, proprio come le gambe di un tavolino che Pink ha smontato e tentato di lanciare verso la tv, tié. Provvidenziale l'intervento della mamma di Pink che ha bloccato la mano della sua giovine figliuola. Segnaliamo il discorso incomprensibile di Zeman nel dopo partita, secondo il quale la Roma non ha giocato proprio male e nel secondo tempo è anche andata in vantaggio. Qualcuno potrebbe spiegare a Zeman che nel calcio non esistono i set come nel tennis o nella pallavolo? Con quella Roma avrebbe vinto facile anche il Cagliari targato Ficcadenti, che invece ha perso in casa col Pescara. Questa sconfitta è valsa finalmente ad esonerare l'unticcio allenatore che non aveva buon feeling pure con noi che, come sapete, siamo due signorine buone e care. Almeno nel sonno... I rossoblù ora non hanno un allenatore, ma una doppietta di allenatori che vede Ivo Pulga, ex dei tempi della cavalcata da C1 ad A, e Diego Lopez, ex di tempi molto più recenti. La diarchia pare essere organizzata in modo che Lopez sia l'allenatore di fatto e Pulga ci metta la faccia. Più che pensare alla diarchia Red ha pensato a una coppia di carabinieri, ma Lopez legge e Pulga scrive? Sarà così? Se sono contenti loro... Comunque l'esordio del duo va bene, finalmente il Cagliari incassa i tre punti! Contro il Torino, che solo una settimana prima ne aveva fatti 5 all'Atalanta, i nostri giovanotti rimettono insieme una squadra che sembrava decisamente morticcia! E a segnare è il nostro mitico Gianluca!!! Nené segna e riesce a dedicare il gol al figlio che ormai va alle elementari. Red, che mentre si prepara la valigia sente dalla radio in cucina un urlo disumano, esulta. Tempistiche non combacianti a parte, la squadra sembra essersi data veramente una svegliata. Astori è finalmente rinato, ma a quanto pare Prandelli non lo ha ritenuto degno di tornare in Nazionale. La notizia ci sdegna alquanto, ma d'altronde Ficcadenti non faceva giocare il nostro Daviduccio preferendogli, come centrale difensivo, Pinilla. E poi ci chiediamo perché il Cagliari perdesse...  C'è ancora tempo a sufficienza perché il nostro giovane eroe possa vestire di nuovo la maglia della nazionale e far mangiare la polvere ai migliori attaccanti di tutto il mondo! Daje Davide!!!
In casa bianconera, invece, dopo la bellissima cavalcata con la Roma (3 gol in 8 minuti e mezzo!), c'era l'impegno di Champions contro lo Shacktar di Lucescu. La partita, che era molto importante ai fini del girone, finisce 1 a 1 con gol di (udite udite) Bonucci per la Juve. Poteva e doveva andare meglio, ma Pink ci tiene a precisare che secondo lei è meglio puntare più sul campionato. Dopo la Champions era invece il turno della Juve andare in terra di Siena, che non è un colore almeno questa volta. Antonio Conte torna a Siena dopo lo scandalo di quest'estate e dopo che il TNAS ha accorciato la squalifica di 6 mesi: tornerà in campo il 9 dicembre, contro il Palermo. Il Pink's bro è ancora più indignato perché hanno comunque condannato un innocente che "non poteva non sapere", ma la giovane sorella sostiene che sia "meglio questo che tutta la squalifica!". Red pensa "perchè, sta scontando una squalifica?" Pink risponde "Si, sta scontando una squalifica esattamente nel modo in cui è previsto dal codice. Non è colpa di Conte se le telecamere lo cercano ad ogni partita...". Comunque, la Juve va a Siena, gruppo ostico e duro con il quale già nel campionato passato si collezionarono due pareggi. La Juve va in vantaggio con una splendida punizione di Andrea "Harry Potter" Pirlo che replica la punizione segnata con la Roma. Verso la fine del primo tempo, Serse Cosmi si fa espellere poco prima di vedere il Siena pareggiare. "mannaggia alla miseria - pensa Pink - vuoi vedere che pareggiamo?". Ci pensa il Principino Marchisio a risistemare le cose e a segnare un bellissimo gol che chiude la partita sul 2 a 1: ora si può andare a mangiare la torta del compleanno del nipotino. Che sollievo. Se il Napoli avesse perso o pareggiato con l'Udinese sarebbe stato meglio, ma purtroppo. 
Il derby dei moribondi si conclude tra mille polemiche arbitrali con la vittoria di Stramaccioni e dell'Inter, grazie ad un gol segnato nei primi 5 minuti. Mentre scriviamo, dalla casa affianco, si odono le note dell'inno dell'Inter: ma in che razza di posto viviamo? Red si è vista gli ultimi dieci minuti di in diretta dal maxischermo del bar Roma di Santadi ha trovato che la faccia di Allegri fosse la cosa più divertente della partita, ma è comunque soddisfatta del risultato. 
In terra di Spagna invece si giocava el clasico, olè!!! A quanto pare ("Maledetta Sky!" urla indemoniata Pink) è stata una splendida partita che è finita in pareggio con una doppietta di Messi e una di Cristiano Ronaldo. Ci sarebbe piaciuto molto potervele raccontare, ma accontentatevi!
Ma da quest'anno (e principalmente per volere di Pink) ci occupiamo del campionato australiano per seguire le imprese del campione del cuore della miss in rosa. L'esordio del Sidney non è particolarmente fortunato e la squadra dell'eterno capitato bianconero perde 2 a 0. Alex comunque migliore in campo!!!
A Tonara intanto i nostri ragazzi continuano a regalarci immense soddisfazioni, prima vincono 4 a 0 con il Corrasi, poi 4 a 1 in coppa Italia e infine pareggiano con il Codrongianos tenendosi, seppur in compagnia, in testa al girone B di Promozione. Dai ragazzi, dai!!! Vi vogliamo così, sempre in testa alla classifica!
Per ora è tutto! Ci fermiamo per gli impegni della nazionale sulle cui imprese mirabolanti preferiamo "sopravvolare".
Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!!!

Sigla!

* Se non sapete cosa vuol dire babbano, leggetevi tutta la saga di Harry Potter!

mercoledì 10 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Il caso. Quei Panini fanno gola a troppi (Unione Sarda p. 41)

La canzone del giorno è:
Obladì Obladà - The Beatles

La frase del giorno è:
Mi piacciono gli animali, ma non quelli che mi cagano in testa

Amorevoli consigli per aspiranti sempiterne fanciulle - by Red


“Quando sarò piccola mi direte cosa devo fare! Ma adesso sono grande, lasciatemi in pace!” Così dicevo quando in tutta la vita avevo visto passare al massimo quattro o cinque anni solari. Avevo capito tutto: il desiderio che avevo e quello che un giorno avrei avuto, e mai parole furono più sagge. 
Ora che piccola lo sono diventata davvero posso spiegarvi qualche segreto su come vincere su tutta la linea.
Come spesso capita in questo strano mondo, il segreto del successo sta nella finzione, nel negare sempre e comunque tutto. E il contrario di tutto, ovviamente. In primo luogo, se davvero come me siete piccole, è necessario darsi un tono da grande, in modo che nessuno possa dirvi cosa dovete o non dovete fare: negate, insomma, come e più di come fareste con un amante nell’armadio e un marito nel corridoio. Questi sono i metodi per darsi un’aria da “signora”:
  • abbigliamento curato, attenzione ai colori e allo stile (gli abbinamenti sbagliati fanno molto turba adolescenziale, l’eccesso di eleganza fuori luogo tradisce le intenzioni di una bimba che gioca a far la donna, il troppo sexy invece invecchia, e noi non stiamo certo negando di essere bambine per sembrare tardone, est modus in rebus!)
  • trucco intelligente. Per intelligente intendo dire una base sobria che sembri naturale e che neghi l’evidenza, cioè che nonostante la nostra fanciullezza interiore non sempre la pelle è liscia e rosea come quando eravamo grandi. Ci vuole un trucco che neghi le occhiaie, le eventuali preoccupazioni, tensioni e i residui di turbe adolescenziali che riaffiorano nelle occasioni meno opportune sotto forma di brufolo. 
  • atteggiamento gentile, sicuro di sé, pacato. Qualora gli stati d’animo non lo consentano negare tutto con un paio di chicchissimi, grandi, occhiali scuri.
Se siete riuscite a raggiungere il risultato sperato, ovvero quello di non avere orde di seccanti educatori alle calcagna, possiamo passare allo step 2, ovvero negare tutto quello che avevamo appena ribadito e riportare l’attenzione alla nostra incommensurabile giovinezza, fanciullezza per la precisione.
  • inserire nel trucco e nell’abbigliamento raffinato e adulto che avevamo individuato, degli elementi di rottura, di caratterizzazione, o meglio ancora di gioco. Ci sia un colore, un accessorio, un vezzo imprescindibile. Ci sia da qualche parte un rossetto, un tacco, un gioiello che ci faccia sembrare una bimba che gioca alla donna, solo uno però, altrimenti bisogna riniziare tutto da capo.

  • Inserire nell’atteggiamento pacato altri elementi di rottura: qua e là è auspicabile svampirsi, stupirsi vistosamente, arrabbiarsi, adombrarsi, ridere molto, rincorrere le papere al parco, farsi raccontare le favole, mettersi a giocare per terra. 
  • Se si eccede in queste pratiche una soluzione può essere quella di farsi accompagnare da un coetaneo (intendo un bambino vero di massimo 4 anni), il che può generare anche una enorme, tenera ammirazione nei vostri confronti, nel caso ne abbiate bisogno. L’altra soluzione è la solita: negare tutto! In tal caso si può riconquistare l’aplombe come per magia, in tempi così rapidi da indurre gli astanti  a pensare di aver sognato (questa opzione richiede però esercizio e nervi saldi) o in alternativa si possono mescolare le carte con colossali minchiate filosofiche, come per esempio “come mai chiedo sempre perché? È il tratto distintivo di chi sente di dover fare ricerca, sai penso che un ricercatore e bla bla bla…” o “Perché voglio a tutti i costi arrampicarmi per sbirciare cosa c’è lì dentro? Deformazione professionale!”

Quando avrete affrontato lo step 2 in maniera vincente potete rilassarvi, perché il grosso dello step 3  lo faranno gli altri: se e quando voi smettiate di negare inizieranno a farlo gli altri per voi:
  • “Devo farmi la tinta, tutti questi capelli bianchi non li posso vedere!” “Ma dai, che non ci crede nessuno, avrai la ricrescita perché ti fai rossa!” 
  • “Che mal di schiena, mi sa che sta per piovere!” “Ma va che sei una bimba, se ti metti a spostare le cassette piene, piccolina come sei, certo che ti fai male”
  • “Non ce la faccio più a tenere i ritmi di quando avevo vent’anni…” “Certo, e quanti anni avresti adesso?” 

Concluso il percorso appena descritto sarete diventati dei meravigliosi esseri senza tempo, entrerete praticamente in una dimensione di eternità premonitrice del paradiso. Attente però, se vi pesca Giacobbo son cavoli amari perché potrebbe vivisezionarvi per realizzare un servizio, alternativamente sul mistero della Madonna della pietà di Michelangelo o sul ritratto di Dorian Gray. 
A questo punto potrete scegliere se dire o no la vostra età solare, perché ormai avrete confuso talmente tanto le idee che capire se credervi o meno sarà difficile quanto trovare la regina rossa nel gioco delle tre carte: in pochi tenteranno l’impresa, e chi vorrà azzardare sbaglierà. Solo ora, divenute imperiture meraviglie degne di Coco Chanel, potrete dire: 
“che importa l’età, oggi siamo le ragazze che eravamo e che saremo!”. 
Ma fino ad allora, mi raccomando, negate tutto!

martedì 9 ottobre 2012

Breaking news

La canzone del giorno è:
Olbia - Ladruncolo di scaldabagno (Unione sarda, p. 41)

La canzone del giorno è:
Amata solitudine - Franco Battiato

La frase del giorno è:
Abbiamo conosciuto un casino di papi, altro che ogni morte di papa!

La leggenda di Achatina, la Donna Chiocciola - by Violet



Nessuno sapeva da dove venisse o chi fosse. Per tutti era Achatina, la “Donna Chiocciola”. Da quando era arrivata al villaggio, la notte si accoccolava dentro una grande conchiglia, che aveva sistemato alla fine del bosco, sotto un cedro del Libano secolare, e si abbandonava al sonno. Quel guscio era l’unica cosa che possedesse. La sua unica protezione, il ponte tra il passato e l’avvenire, la sola speranza di salvarsi e, un giorno, vivere felice. Circolavano molte voci su di lei: forse era uno spirito, un dono del bosco, delle fonti e della cascata. Forse veniva da mondi lontani, o da un altro pianeta. Forse era frutto di una magia o di un sortilegio. Parlava la loro lingua, ma non era una di loro. Il suo cuore grande conteneva tutto e tutti. La sua anima, però, era stretta come la chiocciola in cui abitava, inaccessibile, teneva fuori il mondo intero. Achatina era piccola e fine, forte e tenera allo stesso tempo. I lineamenti delicati, i capelli ramati folti e ricci facevano pensare alle fate dei boschi: forse era una di loro, ma nel villaggio non potevano dirlo con certezza, perché nessuno ne aveva mai vista una. C’era chi diceva che si svegliasse molto presto, prima del sorgere del sole, e che corresse nuda nel bosco. Che arrivasse alla cascata, che domina dall’alto il fitto degli alberi, si lavasse alle sue acque e da lì traesse la sua vitalità. C’era chi giurava che non uscisse mai dalla conchiglia prima di mezzogiorno, quando il sole, finalmente, attraversate le folte chiome del cedro, bussava alle sue palpebre ancora abbassate, invitandola a schiuderle e ad aprirsi alla vita. Si diceva che la notte non dormisse, che chiamasse a raccolta gli spiriti, suoi simili, e cantasse e ballasse con loro alla luna, in un rituale che ciclicamente accompagnava le sue fasi. Forse era vero ciò che si raccontava, forse erano invenzioni delle malelingue. Di certo molti l’avevano vista alle rovine del castello, nel mezzo del bosco, seduta alla finestra a sesto acuto che domina l’altopiano di fronte, ad asciugare i capelli al sole, prima di raccoglierli e appuntarli sulla nuca. Alcune donne dicevano di averla incrociata, cariche, di ritorno dal mercato, e lei si era offerta di portare per loro le borse della spesa. Alcuni uomini raccontavano di averla vista, di ritorno dalla campagna, intenta a curare la zampa ferita di un asinello da soma, a recuperare un agnellino incastrato nei rovi, a salvare un cucciolo smarrito. Quegli incontri non suscitavano la simpatia della gente, ma alimentavano chiacchiere e pettegolezzi. Solo i vecchi l’amavano: faceva loro compagnia, preparava da mangiare. Puliva la loro casa, con la scusa che a pulire la sua ci volevano pochi minuti. Spazzava il camino. Portava un po’ di legna fine, quando la raccoglieva per sé: nel bosco ce n’era tanta. Leggeva per chi aveva perso la vista e cantava per chi non aveva più voce per farlo da solo. I bambini, invece, la andavano a cercare. Li aiutava a studiare poesie e tabelline, quando erano disperati per l’interrogazione. Curava le ginocchia sbucciate e lavava al laghetto gli abiti sudici, prima che facessero ritorno a casa e le mamme si adirassero. Mostrava i sentieri del bosco e ne svelava i pertugi nascosti. Raccontava storie, leniva dispiaceri, ascoltava segreti sussurrati, dissipava tristezze. Aveva per tutti la parola e il consiglio giusto.

Un giorno arrivò un forestiero. Negli ultimi tempi si diceva che accadessero strane cose nel bosco e la gente non era più tranquilla. C’era bisogno di un guardiano. Nessuno al villaggio aveva accettato quell’incarico, così avevano mandato missive nei villaggi intorno e in quelli più lontani. Ed era arrivato lui. Aveva tratti e colori diversi da loro. Era molto alto e molto grosso. Camminava lentamente, un po’ curvo, rannicchiato su se stesso, quasi a voler occupare meno spazio, a non voler disturbare. Non parlava con nessuno: solo il Primate aveva udito la sua voce, quando gli aveva affidato l’incarico. Aveva detto di voler star solo, che voleva essere lasciato in pace. Poi era andato ad occupare la casetta del custode, in fondo alla piccola radura vicino al cedro.
Da quel giorno, Achatina ebbe un vicino. Al villaggio avevano paura di lui. Si raccontavano storie spaventose sul suo passato. Si diceva che fosse nato molto lontano, nei boschi del Nord, in mezzo agli orsi, con cui era cresciuto. Si diceva che una Strega gli avesse negato l’unico amore della sua vita e che lui l’avesse fatta a pezzi con le sue stesse mani. Allora si era strappato il cuore dal petto, per smettere di soffrire, e aveva iniziato a viaggiare lontano, sempre più lontano, per dimenticare. La Donna Chiocciola non credeva alle voci della gente, sapeva bene quanto potessero essere malvagie. Incontrava il custode mattina e sera, quando usciva di casa e vi faceva ritorno. Lo salutava allegramente e gli raccontava qualcosa. Lui non rispondeva mai. La guardava a lungo, in fondo agli occhi. Quelli dell’uomo avevano il colore del mare ed erano malinconici e buoni. Come i suoi conoscevano la sofferenza, l’incomprensione e la solitudine. Prese a spiarlo mentre lavorava nel bosco, quando liberava gli animali indifesi dai lacci dei bracconieri, quando curava le ferite che i legnaioli maldestri procuravano ai tronchi degli alberi, quando sistemava i nidi caduti: quelle mani grandi sapevano essere delicate, quasi materne. Capì che non sarebbero state capaci di far del male ad alcun essere vivente. Non aveva paura di lui, anzi divenne per lei una presenza amica e rassicurante.
Iniziò ad occuparsi del guardiano del bosco, così come faceva con gli abitanti del villaggio. Se cucinava la minestra, preparava una torta o andava a prendere erbe medicamentose, per farne unguenti, ne lasciava anche per lui davanti alla sua porta. Spesso gli faceva trovare delle piccole pergamene con una storia o una poesia scritte da lei. La notte Achatina leggeva o canticchiava sottovoce, per cullarsi, prima di abbandonarsi al sonno. A volte, vedendolo passare, il guardiano del bosco le sembrava particolarmente triste. Allora alzava un po’ la voce, sperando che gli arrivasse, che non si sentisse troppo solo. Passò del tempo prima che lui rispondesse a quelle piccole cortesie da buon vicinato. Con l’arrivo dell’autunno non tornò più a mani vuote dal suo lavoro: le lasciava nei pressi della conchiglia, che le faceva da giaciglio, funghi, o frutti di bosco. In inverno le portava un braciere caldo o, se tardava, accendeva un bel fuoco vicino al cedro. In primavera la sorprendeva con cestini di frutti piccoli e deliziosi e con tanti fiori, dai mille colori e meravigliosi profumi. Man mano che le serate si facevano più lunghe e calde, lo vide sempre più spesso fuori dalla casetta a fare piccoli lavori, a sistemare le aiole per troppo tempo rimaste incolte. Un giorno, notò che stava costruendo qualcosa con degli assi di legno. Nonostante il martellare, si addormentò prima che lui avesse finito. La mattina dopo scoprì che, davanti alla casa, ora, c’era una panchina. Una comoda panchina a due posti. Sopra vi aveva sistemato un mazzo di fiorellini di campo e un biglietto: “Ti aspetto stasera”. Lo prese in mano, tremando e, quasi senza respirare, se lo strinse al seno. Era felice! A sera, quando mise piede nella radura, lo trovò ad attenderla sulla panchina. L’uomo la avvolse nel suo abbraccio. Lei gli posò il capo sul petto e ascoltò il suo cuore. Più tardi gli raccontò la sua vita, da quando era arrivata al villaggio. Prima, disse, era buio nella sua mente. Non si trovava male con la gente del luogo, ma non era una di loro. Si sentiva sola al mondo. Lui la strinse più forte e le promise che non sarebbe più stata sola. La sua voce era bassa e calda. Sembrava venire da lontano nello spazio e nel tempo. La rassicurò. Prima di salutarsi lei cantò per lui e gli raccontò una storia. Lui le posò un bacio sulla fronte, fresco, lieve e gentile.
Per tutta l’estate, le loro giornate finirono così, abbracciati sulla panchina, ad ascoltare il silenzio, a far parlare il bosco e le sue voci, a canticchiare, leggere libri o poesie, a chiacchierare. A rievocare un passato lontano, avvolto nel mistero, prima che lui fosse solo e vagabondo, prima che lei avesse ricevuto in dote una grande chiocciola. Presero a narrarsi il presente. A sognare il futuro. Da quel momento, al villaggio, le voci si concentrarono su di loro. Su quella strana coppia. Cosa univa due esseri così diversi? Forse un incantesimo. O la magia. La gente non accettava un modo di vivere così distante da quello di tutti gli altri. Non capiva perché amassero tanto la solitudine. Perché non si vedessero mai al villaggio, nemmeno nelle serate di festa e di ballo. Il mistero, nel quale sembravano avvolti, destava sospetti e paure.

Le chiacchiere non rimasero circoscritte al villaggio. Passarono di bocca in bocca, di villaggio in villaggio e arrivarono lontano. E da lontano, seguendo a ritroso quelle voci, un brutto giorno arrivò lei. Aveva i capelli corvini, lunghi e folti che le ricadevano su un volto dai lineamenti duri e impenetrabili. I suoi occhi erano neri, come la notte, e il suo sguardo gelido, come il vento del Nord che annuncia l’inverno. Lei la sentì arrivare e capì che doveva agire in fretta. Il guardiano del bosco fu percorso da un brivido, che gli spense lo sguardo e gli ricacciò in fondo alla gola ogni parola. Achatina corse a cercarlo. Lui aveva già preso la sua decisione. Sarebbe andato via, lontano. Lo prese per mano. Lo condusse alla conchiglia. Gli disse che la maledizione poteva essere spezzata, lo pregò di fidarsi di lei. Dovevano entrare insieme nella chiocciola, ripercorrere all’indietro tutte le circonvoluzioni che gli anni e le ere passate avevano creato, arrivare fino al cento. Lì avrebbero incontrato la Strega che li perseguitava e gridando con voce unanime la parola “Amore” avrebbero spezzato l’incantesimo. Lui non ci credette. Negli occhi aveva solo dolore e paura. Paura che la conchiglia non fosse grande per tutti e due. Che la potesse rompere, con il suo corpaccione, e distruggere per sempre la speranza nel futuro. Paura che la Strega li trovasse insieme e la uccidesse. Dolore di perderla di nuovo, ora che l’aveva ritrovata.
Si staccò da lei, afferrò lo zaino, prese la via del bosco e andò via, senza voltarsi indietro.
Lei rimase lì, a spiare attonita il sentiero che l’aveva inghiottito. Attese tutta la notte che facesse ritorno, ma, sul far dell’alba, seppe di non avere più tempo. La Strega ormai era vicina. Achatina trascinò la conchiglia fino alla cascata, si tolse gli abiti e nuda si infilò al suo interno. Sigillò con cura l’apertura. Con un colpo di reni la spinse nella cascata. E si abbandonò al sonno. Un sonno lungo come un viaggio. Sarebbero trascorsi anni, forse secoli, prima che potesse svegliarsi. Allora la sua chiocciola sarebbe stata più grande. Forse abbastanza perché ci potessero entrare insieme. Quel lungo oblio, fatto di sonno senza sogni, l’avrebbe portata in altri luoghi e in altri tempi. In un altro mondo dove lui, ancora una volta, sarebbe tornato a cercarla.

Pioveva a dirotto, quella mattina, quando la donna dai capelli corvini e gli occhi neri come la notte attraversò la radura, oltre il cedro, e bussò alla casetta del custode del bosco. Non trovò nessuno. Lui era già lontano. La rabbia della Strega si scatenò in un grido acuto e distruttivo. Del villaggio non rimasero che pochi muri diroccati, come le rovine del castello nel mezzo del bosco.

lunedì 8 ottobre 2012

Breaking News

La notizia del giorno è:
Ultim'ora - Risuscitato dal massaggio cardiaco (Unione sarda, p. 1)

La canzone del giorno è:
La paranza - Daniele Silvestri

La frase del giorno è:
Io non scrivo poesie, io sono una poesia.

domenica 7 ottobre 2012

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (Sardegna, Europa, pianeta Terra, Sistema Solare, Via Lattea, Universo) il sole sorge alle 7:24 e tramonta alle 18:47.

Luna: Per tutta la settimana avremo luna calante.

Onomastici: Un ottimo onomastico a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Rosaria (Madonna del Rosario), Giulia, Marco, Palladio, Quarto (7 ottobre); Benedetta, Felice, Reparata, Ugo (8 ottobre); Dionigi, Abramo, Diodoro, Diomede e Didimo, Gemino, Innocenzo, Sabino (9 ottobre); Daniele, Paolino, Teodechilde, Vittore (10 ottobre); Alessandro, Bruno, Filippo, Santino, Taraco e Probo (11 ottobre); Amelio e Amico, Donnina, Edwin, Pilar (Nostra Signora del Pilar), Serafino (12 ottobre); Fausto, Gennaro e Marziale, Romolo, Teofilo (13 ottobre); Callisto, Celeste, Fortunato, Lupulo e Modesto, Venanzio (14 ottobre).

Il Santo: Il 14 di ottobre la Chiesa commemora san Callisto, papa. Da diacono, dopo lungo esilio in Sardegna, si prese cura del cimitero sulla via Appia (che oggi porta il suo nome), dove raccolse le vestigia dei martiri a futura venerazione dei posteri; eletto poi papa, promosse la retta dottrina e riconciliò con benevolenza i Lapsi, coronando infine il suo operoso episcopato con un luminoso martirio. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo nel cimitero di Calepdio, sulla via Aurelia (dal Martirologio Romano).

Il nome: Questa sarà una delle poche settimane in cui la vostra Violet consiglierà, come nome, uno dei tantissimi titoli con cui la cristianità si rivolge alla Mamma di Gesù. Infatti, il nome di questa settimana è Pilar, che in spagnolo significa “pilastro” e nasce dalla devozione per Nuestra Seniora del Pilar. La tradizione vuole che Maria si recasse, nell’anno 39, da Gerusalemme a Saragozza, per confermare l’apostolo Giacomo, deluso dagli scarsi risultati della sua predicazione. Vicino alle sponde del fiume Ebro gli donò un pilastro su cui edificare un tempio in suo onore. Ancora oggi nella Cattedrale della città è conservato un pilastro in diaspro, recante un’effige della Vergine. Non vi posso fornire statistiche sulla diffusione del nome Pilar, perché in Italia non è utilizzato. È stato difficile trovare “portafortuna” e varie: ad ogni modo il numero fortunato legato a questo nome è l’11. Perché vi propongo un nome così? Pilar è, anche, la moglie di Pablo, comandante della guerriglia spagnola in “Per chi suona la campana” di Hemingway: una donna forte e tutta d’un pezzo, che sa essere una madre senza fronzoli per Maria, la giovane innamorata del protagonista del romanzo. Andate a rileggere il romanzo o vedete/rivedete il film e capirete il perché.

Compleanni storici: Tanti auguri a Matteo Morandi, nato a Vimercate l’8 ottobre 1981, Bronzo a Londra nella Ginnastica, specialità “anelli”.

Questa settimana accadde: Il 13 ottobre 1792 fu posata la prima pietra della Casa Bianca di Washington.

La notizia del giorno… un anno dopo: Quante tasse? Conta i tovaglioli (Unione Sarda, Edizione del 12 ottobre 2011, p. 7).

Feste e ricorrenze: Il 12 di ottobre Red e la Rassegna tutta fanno tanti auguri a Pink, per un genetliaco felice.

Il Lama racconta: Un bambino indiano, giocando, cadde in un fuoco da campo e restò ustionato. Il suo nome divenne così Faccia Bruciata e lui, sentendosi schernito e vergognandosi del suo aspetto, passò l’infanzia chiuso nella sua tenda. Una volta cresciuto, lasciò la tribù e si isolò sulle montagne. Fu qui che costruì la prima Ruota, simbolo di un villaggio che non aveva più. Un giorno, mentre piangeva la sua solitudine, Faccia Bruciata vide da lontano un tornado avvicinarsi e tramutarsi in una grande Aquila. Interrogato, rivelò all’aquila il perché della sua tristezza. Allora l’aquila lo portò in volo fino al nido e gli fece conoscere i due aquilotti, suoi figli. Essi gli chiesero in dono degli archi e delle frecce. Faccia Bruciata li costruì per loro e venne ricompensato con uno specchio magico dove poteva rimirarsi con il volto completamente intatto (La leggenda di Faccia Bruciata. Storie dei Nativi d’America).

Così parlò zio Gecob: Quando ti vesti, ricorda il tessitore; quando ti cibi, ricorda il contadino. Quando bevi al ruscello,  ricorda la sorgente.

sabato 6 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ilbono - Il loculo che nessuno vuole (Unione sarda, p. 34)

La canzone del giorno è:
Fango - Jovanotti

La frase del giorno è:
Quando è una basta anche mezza!

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca

«E' qui la festa?»

E' sempre festa qui a HD. Anche quando il calendario non lo dice. Sarà l'effetto dell'Autunno...
E sì, proprio così. E' stato appena salutato il suo arrivo con una giornata di celebrazioni (che, in realtà, proseguiranno con i concerti di musica alta), è stata commemorata la Riunificazione del popolo e degli Stati dei Tedeschi e la cittadinanza e la Natura sono già pronti a festeggiare altri importanti scadenze e avvenimenti.
Nei negozi è già tempo di Halloween. Non è, com'è noto, una festa autoctona ma è evidente che i tanti Americani presenti nel Neckar-Rhein-Kreis l'hanno importata dal loro paese e fatta attecchire proficuamente. Zucche sugli scalini di case, intorno alla lavagna dell'Yogurt-pub e dal fruttivendolo. Festoni di spiritelli, maschere dark e lampadine con effetti speciali e paurosi appaiono nei negozi per decorare la vostra casa o la vostra persone nella notte del 31 ottobre. I dolciumi di vario tipo e forma già confenzionati per le persone che dovranno aprire e rispondere alla fatidica domanda "dolcetto o scherzetto?" senza deludere le attese dei bambini fuori dall'uscio.
La Natura partecipa allo scorrere delle pagine del calandario. Le poche case che possono vantare dell'erba arrampicante mutano colore, dal verde rigoglioso dell'estate al giallo-rosso dell'autunno. Lo scoiattolo con la sua pelliccia rossa, re incontrastato del sotto-e-soprabosco, scorrazza all'allegro nei prati a raccogliere fogliame e noci. Non è più il tempo delle velleitarie minacce e dei giochi puerili azzardati dai pappagallini verdi del Sud-America. Tra poco si va in letargo.
Il Neckar è avvolto, alla mattina, da un tenera nuvola di nebbia che si dissolve con i primi timidi e radi raggi del sole. La pioggia, che ogni tanto scende, rinfresca l'aria. Il venticello, che ti accoglie tra le strade, ruota malandrino.
Fino a che non arrivi all'angolo tra l'Uni-Platz e l'Hauptstrasse e vedi che il negozio di prodotti artigianali ha già allestito le sue vetrine con le giostre, i tessuti ricamati, i personaggi, i presepi e i Babbi...E' Natale!
In qualche negozio non è strano sentirsi chiedere: "E' un regalo? Vuole che glielo impacchi con della carta..." No, grazie e buon anno.
Già, non si perde tempo qui. E dire che tra oggi e il 25 dicembre ci sono ancora numerose festività tra le quali, solo secondo il calendario standard: il 1 novembre, che è ben distinto dalla notte di passaggio dal 31 ottobre. San Martino, festa sentitissima dai più piccini come dai più grandicelli. Canti tra le vie vengono intonati da bambini con una candela in mano in processione fra le strade della città. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata annunciazione. E poi dall'ultima decade del mese di novembre è aperto il suggestivo mercatino natalizio...Ma è un'altra stagione...

Paul_Blau_Vierzig

venerdì 5 ottobre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Quartucciu. Il comune regala le sue olive (Unione Sarda p. 25)

La canzone del giorno è:
Vieni da me - Le vibrazioni

La frase del giorno è:
Ho rischiato di dover sedare una rissa tra un homo abilis e un homo neanderthalensis!

Cinquanta sbavature di Pink

Iniziamo subito col dire che questo titolo, estremamente paraculo, non c'entra poi così tanto con il succo del post per come io ce l'ho in mente adesso che mi appropinquo a scriverlo. Parliamo di romanzi, parliamo di stronzi ed ebeti letterari e cerchiamo di capire perché, in un romanzo, le eroine si innamorino sempre dell'idiota di turno che prima o poi le molla, gettandole nel baratro della sofferenza. Cosa che succede sempre anche a noi, giovani donne moderne che abbiamo letto questi romanzi. 
E' opinione abbastanza comune che Heathcliff di Cime Tempestose sia il perfetto prototipo di "stronzo da romanzo". Un uomo votato alla distruzione della felicità di tutte le persone che hanno o hanno avuto a che fare con la donna che ama, riamato, per un equivoco. Se ricordate Heathcliff, che già odia Edgar Linton per partito preso, sente solo parte della conversazione di Catherine, quella in cui pare lodare Edgar, ma non sente che lei in realtà ama solo e soltanto lui, Heathcliff. Con una spietata indole vendicativa non si mette scrupoli a distruggere la vita di Isabella Linton, di suo figlio e anche di Cathy, figlia proprio della sua amata. Alla fine impazzisce, grazie a Dio. Doveva esplodere prima o poi... Il romanzo è indubbiamente bellissimo, ma perché Catherine si va ad innamorare proprio di un pazzo del genere, quando a portata di mano ha un giovane calmo, serio, un po' introverso che la ama alla follia? Non riusciamo a trovare risposta nemmeno ascoltando la bellissima canzone di Kate Bush, dove Heathcliff viene definito addirittura crudele. Una domanda perciò che resta forse senza risposta... Sta di fatto che dopo Cime Tempestose Emily Bronte è morta!
Passiamo altrove, ma restiamo sulle sorelle Bronte. Charlotte scrisse un altro romanzo dove la stronzaggine letteraria è equamente spartita tra due maschietti: Mr. Rochester e St. John Rivers. Il primo, dal carattere ironico e sprezzante, si innamora veramente di Jane però, ecco, si "dimentica" di quel piccolo particolare: è sposato e sua moglie è viva. Dico, ma sei scemo che organizzi un matrimonio con tua moglie pazza che gira per casa mettendo fuoco ai letti? Eppure Jane Eyre è una donna estremamente intelligente, altrimenti non sarebbe stata in grado di rinascere dopo una tragedia del genere, tuttavia il personaggio maschile che incontra poi non brilla certo per acume sentimentale. Il giovane St. John Rivers chiede a Jane di sposarlo con una certa insistenza, ben sapendo che ella non è innamorata di lui. Lei vorrebbe andare in India, ma solo per aiutarlo nella missione, non certo come sua moglie. Il curato però è insistente, troppo insistente, tanto che alla fine Jane dice "Vabbé, meglio a Thornfield che qui!" e difatti torna sui suoi passi scoprendo che Rochester nel frattempo è rimasto vedovo e cieco in seguito ad un incendio provocato dalla moglie. That's love, true love! 
Ma la maestra degli ebeti letterari resta l'inarrivabile Jane Austen. Dalla sua mano infatti sono stati scritti due capolavori letterari "Ragione e sentimento" e "Orgoglio e pregiudizio". Nel primo romanzo i personaggi maschili, degni di nota per questo post, sono tre: Edward Ferrars, John Willoughby e il Colonnello Brandon. Il primo ha una sola dote degna di nota: la coerenza. E' così tanto coerente da non essere in grado di rompere il fidanzamento con Lucy Steele anche quando resta senza un penny. Peccato che di questo fidanzamento non ne parli, se non una volta che viene a galla, con la donna che ama veramente (e che lo ama veramente) cioè la povera Elinor Dashwood. E che dire di sua sorella? La giovane Marianne si innamora di un porco di prima categoria, John Willoughby, che nel suo recente passato ha ingravidato, all'insaputa del mondo, la figlia adottiva del Colonnello Brandon. Il porco supremo improvvisamente lascia Marianne, scappa a Londra e sposa la ricca signorina Grey ed è proprio il Colonnello Brandon a rivelare tutto ad Elinor. Quella scema di Marianne, perché una così è scema, finisce quasi per morire a causa di un potente raffreddore infettivo per essere andata a vedere sotto la pioggia la casa di Willoughby. L'unico dotato di senno è proprio Brandon, che alla fine corona il suo sogno con una Marianne sana e rinsavita. 
Su "Orgoglio e pregiudizio" pesa già un titolo notevole. Lasciando stare l'inconsistente Bingley (uno per romanzo la Austen lo deve mettere!) e il vomitevole Collins, concentriamoci su Darcy. Qui per me è difficile, perché io sono una delle vittime del fascino criminale di Darcy. La sua descrizione più fedele dice che è intelligente, onesto, altezzoso, orgoglioso e introverso. Wow, che summa di doti. Come non innamorarsi di uno così? Spero che abbiate presenti le parole della prima dichiarazione di Darcy a Lizzie, lui le dice qualcosa tipo che ha lottato contro il suo orgoglio, contro l'inferiorità della classe sociale di Lizzie, contro la vergognosa condotta della famiglia di lei in occasioni pubbliche ma nonostante tutto la ama. Qui Lizzie è l'unica intelligente perché lo rifiuta insultandolo il triplo, roba che un "Vaffanculo, stronzo!" passerebbe per una buona parola. Ma l'amore, si sa, fa cambiare anche i muri... Darcy infatti aiuta e non poco la famiglia di lei per ritrovare Lydia che è scappata con quel porco solenne di Wickham, che prima ha tentato per soldi di sedurre la sorellina di Darcy, poi ci ha provato con Lizzie e infine con Lydia. Questo fa cambiare idea a Lizzie che scopre di amarlo veramente. E vissero felici e contenti. 
Un'altra di cui non ci spieghiamo del tutto le scelte in campo sentimentale è Anna Karenina. Va bene, vive una storia d'amore con un marito che è tutto fuorché il principe Azzurro, ma perché deve andare ad impastoiarsi il cuore con Vronskj? Un uomo del tutto impalpabile che anche quando decide di suicidarsi sbaglia mira. Anna, perché? Con un figlio ancora piccolo vale veramente la pena di perdere dignità, famiglia e anche la vita per un ebete così? Perché è evidente che, pur appassionato quanto volete, Vronskj non sia l'uomo adatto ad una donna forte come Anna. Lei lo ama, è vero, ma onestamente non ne vale la pena. Meglio sola, a questo punto. 
E che dire di Natasha Rostova? Sull'eroina di "Guerra e pace" pesano un'enorme ingenuità di fondo e il buon cuore di un'antesignana di Madre Teresa. S'innamora di quel figone di Bolkonskji, viene sedotta dal giovane Kuragin e finisce per sposarsi con Pierre Bezuchov. Che vita travagliata. Di Pierre, e della sua ingenuità, lasciamo perdere anche se una svegliata doveva darsela ben prima di sposare Helena, concentriamoci su Andreij. Intelligente, ironico, insoddisfatto della sua vita coniugale, decide di partire militare, venendo ferito ad Austerlitz. Già qui avrebbe dovuto capire che la vita militare non faceva per lui, ma pazienza. Comunque, rimasto vedovo si innamora di Natasha, ma -inspiegabilmente- accetta la richiesta di suo padre di attendere un anno per il matrimonio. Andreij, e che cacchio, tira fuori le palle! Non lasciare quella ragazzina sola e abbandonata in città con la guerra che imperversa fuori, tanto più che è molto, troppo, ingenua. Anatole Kuragin, lui si vero fetente, ha la strada spianata per sedurgli la fidanzata e rovinargli la vita. Andreij infatti ripudia Natasha che cade nel baratro della disperazione, salvo poi perdonarla sul letto di morte. Molto facile.
Finiamo (anche se si potrebbe andare avanti ancora per moltissimo!) con gli eroi dei giovani d'occhi: Edward&Bella di Twiligh. La storia: lei ama lui che è un vampiro e che potrebbe ucciderla ogni volta che la bacia. Anche se si mette in mezzo un lupo mannaro, alla fine si sposano e lei inspiegabilmente resta incinta. Dopo il parto è praticamente morta, ma lui la trasforma in vampira. 
Io ho pianto molto mentre lo leggevo. Ero in una fase tardoadolescenziale e ho pianto molto. Però... Bella, ma che gente frequenti? Uno è vampiro, uno è lupo mannaro: innamorarsi di uno normale no? L'idea della tontaggine di Bella è resa bene dall'inespressività di Kristen Stewart, che mantiene la stessa espressione anche mentre partorisce una figlia che si fa strada dentro di lei a morsi. E mentre lui piagnucola "Bella perdonami" davanti alle ennesime sofferenze mortali di lei, tutti noi speriamo che lei riprenda le forze per tiragli due schiaffi urlando "Bella perdonami un cazzo! E' per colpa tua se rischio di morire! Tira fuori le palle, invertebrato!". Per strada, davanti ai cinema, le ragazzine urlano: "Edward, mordimi!", ma anche no! Meglio centomila volte uno come Heathcliff che almeno ti fa incazzare! Ma io poi mi sono chiesta: e se questi divorziano? Va bene, è un romanzo, ma immaginatevi il seguito: Edward e Bella divorziano e lei gli rinfaccia di averla vampirizzata perché ora non può nemmeno suicidarsi per la disperazione!
Quindi, per ricollegarci al titolo, mio caro Christian Grey, prima di ambire ad essere ricordato non bastano tre romanzetti che mi hanno fatto sganasciare dalle risate, tanto più se (come si dice) sarai interpretato al cinema da Justin Bieber! E adesso immaginatevi Justin Bieber come un perverso erotomane...
Quindi, perché non riusciamo a fare a meno di uomini così? Non lo so, ma se l'alternativa è il "marito-divano" ciabattante e con la pancetta da birra non ci vuole molto a capirlo. Il tutto è ben sintetizzato da una canzone di Mina: "Con te dovrò combattere, non ti si può pigliare come sei. I tuoi difetti son talmente tanti che nemmeno tu li sai. [...] Ti odio, poi ti amo, poi ti amo, poi ti odio, poi ti amo... In un attimo tu sei grande, grande, grande, come te sei grande solamente tu". 
La verità? Ci innamoriamo dell'attimo, però poi ci prendiamo anche il resto!