lunedì 31 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
L'iniziativa. Mille piccoli calciatori in campo (Unione Sarda p. 22)

La canzone del giorno è:
The last good day of the year - Cousteau

La frase del giorno è:
Ritenta, sarai più fortunato!


domenica 30 dicembre 2012

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:42 e tramonta alle 17:08.

Luna: La luna è gibbosa calante. Il 2 di gennaio avrà compiuto il suo terzo quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Ermete, Eugenio (di Milano), Felice (I papa), Giocondo (di Aosta), Raniero (30 dicembre); Silvestro, Barbaziano (di Ravenna), Caterina (Labouré), Melania, Paolina (31 dicembre); Maria (Santissima Madre di Dio), Chiaro, Fulgenzio, Odilone (di Cluny), Zdislava (1 gennaio); Basilio e Gregorio, Teodoro (di Marsiglia), Vincenziano (2 gennaio); Antero, Daniele (di Padova), Fiorenzo (di Vienne), Neogene (3 gennaio); Abruncolo, Dafrosa, Libenzio, Rigoberto (di Reims), Rigomero (4 gennaio); Amata, Amelia, Edoardo (III il confessore), Emiliana (5 gennaio); Epifania o Epifanio, Albo, Felice (di Nantes), Raimondo (de Blanes), Pier Tommaso (6 gennaio).

Il Santo: Il 1° di gennaio la Chiesa, accanto alla Madre di Dio, ricorda Fulgenzio di Ruspe. Singolare la sua vicenda, infatti, come spesso accadeva ai suoi tempi (visse tra il 460 e il 527) e dalle sue parti (Africa del Nord), a coloro che combattevano l’eresia ariana, fu tra gli “eletti a soggiorno obbligato” in Sardegna. Ma lui, al contrario degli altri, ebbe tale privilegio per ben due volte!!!

Compleanni storici: Il 1° gennaio 1923 nacque Valentina Cortese. Uno splendido novantesimo compleanno ad una delle più grandi attrici di cinema e teatro europeo!

Questa settimana accadde: Il 31 dicembre 1970 si sciolse legalmente il gruppo dei Beatles.

La notizia del giorno… un anno dopo: Harry va a rotoli (Unione Sarda, Edizione del 31 dicembre 2011, p. 47).

Feste e ricorrenze: Oltre Capodanno, il 1° di gennaio, dal 1968 in poi, è dedicato anche alla Giornata Mondiale della Pace.

Il Lama racconta: Un giorno in un bosco alcuni arbusti secchi presero fuoco. Le fiamme si alzarono rapidamente e si diffusero dappertutto. La tribù si chiese come domare quell’incendio e uno di loro propose di chiedere aiuto all’Uomo del Ghiaccio, che viveva in una lontana terra del Nord. Gli inviarono dei messaggeri per cercarlo. Quando, finalmente, lo raggiunsero, video un uomo molto vecchio, con i lunghi capelli bianchi legati in trecce. Appena seppe quale fosse il problema, si sciolse le trecce e batté i capelli tra le mani. Subito si alzò un forte vento. Batté di nuovo i capelli tra le mani e scese la pioggia. Fece il gesto per la terza volta e caddero prima la grandine e poi, lievi, i fiocchi di neve. Allora egli disse ai messaggeri di avviarsi, promettendo di raggiungerli all’indomani. Tornati, essi portarono la speranza ai compagni che erano sempre più spaventati dal grande incendio. Sul far del mattino seguente si alzò il vento e tutti capirono che l’Uomo del Ghiaccio stava arrivando. Il vento sollevò ancora di più le fiamme. Scese la pioggia, ma non bastò a spegnere l’incendio. Venne la grandine, ma il fuoco resistette. E poi la neve, e le fiamme furono vinte. Oggi, al posto della radura incendiata, c’è un grande lago (La leggenda dell’Uomo del Ghiaccio, Nativi d’America).

Così parlò zio Gecob: Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.

Così aggiunse Violet: Cari amici, questa è l’ultima edizione dell’Anno della mia rubrica. È tempo di bilanci, ma non è scontato farli. È tempo di inverno, tempo di torpore, di apparente non-vita, ma tutte le tradizioni ci insegnano che in realtà la vita esplode, nelle nascite più grandi, miracolose, celebrate e in quelle nascoste, che dicono di pace e di candore, ma che comunque salvano il nostro mondo. È stato un anno importante, per Violet e per la sua presenza in questo blog, il 2012. L’anno della maturità, della presa di coscienza che il “dono” è l’unica chiave e l’unica via, della volontà di esserci, di rivelarsi più chiaramente. L’Almanacco è più personale, ora, più spirituale, in senso amplissimo, perché permette al soffio di infinito che mi spira dentro di venire a galla e di arrivare a tutti voi e ritorno; ha trovato una dimensione più stabile, si è arricchito di rubriche, di lettori, di doni. L’ultimo quello della settimana scorsa, che di spirito parla e di conoscenza amorosa della natura. Chissà se è solo un’utopia da vecchio Lama, ma mi piacerebbe ospitare (e ri-ospitare, naturalmente!) le visioni e le storie di tanti di voi… Per ora umilmente e orgogliosamente, tutto insieme, come il mio spirito viola impone, vi dico Grazie per le idee e le parole che sono passate tra noi in questo 2012. E che i calici tintinnino per tutte quelle che saranno nel 2013… il più sfavillante possibile per i lettori dell’Almanacco di Violet

sabato 29 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Piazza Yenne. Una pedalata fuorilegge (Unione Sarda p. 21)

La notizia del giorno prima (perdonateci) è:
Rinunciano alle paghette per recuperare il drago azzurro (Unione Sarda, Cultura)

La canzone del giorno è:
Crash - Morgan

La frase del giorno è:
Tanto paga Romoletto!

martedì 25 dicembre 2012

Caro Babbo Natale quest'anno sono stato buono - Il vincitore!

La Rassegna Stronza proclama il vincitore del secondo concorso letterario di Natale! Grazie a chi ha partecipato, a chi ha promesso e non dato, a chi ci ha letto e a tutti gli amici che hanno voluto condividere con noi un po' dei loro momenti di festa e di vacanza! Auguri di cuore a tutti, che anche questo Natale porti ricordi, racconti e sorrisi... così da riempire altre cento e mille pagine stronze e colorate!



Da leggere con un battito d'ali leggero, con



Caro Babbo Natale,
io so chi sei. Sei il vecchio sciamano iperboreo che nelle notti prima del solstizio d’inverno si calava dal palo centrale delle yurte lapponi e siberiane per celebrare gli antichi riti. Sei quello che affrontava l’ordalia dell’Amanita Muscaria per entrare nel mondo dell’Oltre, per interrogare gli spiriti, per portare ai tuoi compagni di viaggio le notizie di cui abbisognavano: consigli per la caccia, cure per la malattia, spiragli di futuro per scegliere la via. Vestivi di bianco e di rosso perché tutti sapessero chi rappresentavi, per sapere che non eri un dio ma un tramite, uno che offriva se stesso al servizio degli altri. Tu non tagliavi alberi, Babbo Natale. Tu li rispettavi e li veneravi, sapevi che erano fonte di vita, di sostentamento, di nutrimento, di gioia e serenità. Essi davano ai popoli legna per scaldarsi e per costruire utensili e oggetti, protezione dal sole e dalla pioggia, erano luogo di caccia e di raccolta del cibo. Ogni sacrificio di un Antico (così li chiamavate, vecchio Sciamano) era accompagnato da un ringraziamento, ogni creatura che ci nutriva e vestiva era parimenti onorata. Erano tempi duri, vecchio Babbo Natale. Ma erano tempi di armonia. Tempi di rispetto e amore.
Caro Babbo Natale quest’anno sono stato buono, ho notato che te ne sei accorto…grazie per quello che mi hai dato e tolto. So che la tua mano è stata leggera nell’influenzare il giro del tempo, ma comunque per quel lieve tocco ti sono grato.
Potrei chiederti per questo Solstizio d’Inverno, per questo Sol Invictus, per questo Alban Arthuan, per questo Santo Natale (perché nessuno si senta escluso, caro Babbo, da questa festa) di regalarci pace universale, amore e prosperità. Ma a parte che di tali richieste ne ricevi a bizzeffe e peccherei di originalità, so che anche tu puoi arrivare solo a un certo punto, con le tue magiche renne e la tua slitta carica di doni. Quindi sarò meno esigente nel chiedere. Aiuta le persone che mi sono vicine ad avere serenità nel cuore e forza nel cammino. Aiutale a trovare dentro di sé non uno, ma almeno dodici pensieri felici, uno al mese, a cui appigliarsi nei momenti difficili. Perché ci vuole un po’ di fantasia, nella vita, altrimenti è una noia. Aiutale a sentire, a modo loro, tutto quel che sento io, lasciando fuori rabbia, lamenti, dolori. Lo sanno già che ci sono… magari un po’ di miele in più aiuterà a vivere sorridenti. Dai loro una mano a tenere sempre lo sguardo innanzi a sé. Il passato ci accompagna inevitabilmente, inutile perder tempo a vedere se ci segue. Fai sentire loro tutto l’amore che provo…. Io ho limiti e inadeguatezze, cerco di migliorare. Ma una mano è sempre ben accetta. Aggiungi un po’ di fortuna magari, che nessuno ne ha mai troppa. Per me non ho da chiedere che un po’ di forza di volontà in più per continuare a dimagrire e mandare a quel paese il diabete definitivamente..ce la sto facendo ma un aiuto è assai gradito. Per il resto non ho da chieder nulla. Ho una donna che amo, affetti solidi, i miei mici, un lavoro onesto. Ho i miei boschi, fratelli e sorelle con cui percorrerli. Il sole e la luna, l’acqua il fuoco la terra il vento. Ho le mie parole, ed i miei canti. Sono un vecchio orso brontolone. Ma sono felice. Grazie, Babbo Natale.
May you walk in love and light.

P.S. : Se non ti dispiace... fai che le persone non taglino alberi per adornare le loro case. Fa che piantino semi. E' sempre bello vedere la vita che cresce.


lunedì 24 dicembre 2012

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo


A Natale siamo tutti più buoni... ma un derby è un derby! Per il derby stronzo uno speciale stiletto con una domenica rosa, juventina fino all'osso, e una domenica rossa, casteddaia fino al midollo!
Buon divertimento!

La domenica del venerdì della dura legge del gol

Tanto prima o poi doveva arrivare di nuovo per periodo dell'anno in cui in campionato si scontrano Cagliari e Juventus, succede sempre almeno due volte all'anno. Tanto prima o poi doveva arrivare il periodo in cui mi sento come un nero ad una riunione del Ku Klux Klan, come già ebbi a dire. Vivere a Cagliari da juventina, non è facile, non è per niente facile. Ma che Juve e Cagliari si scontrino due volte nell'arco di 10 giorni è quanto mai raro. Tra coppa Italia e campionato ben due scontri in 10 giorni che sono andati come sono andati: bene per la Juve e male per il Cagliari. Innanzitutto si gioca a Parma e mi/vi risparmio i miei commenti sulla vicenda. Spero solo vivamente, prima o poi, che il Cagliari uno stadio vero -e non un ammasso di tubi- ce l'abbia, per la squadra, per i tifosi e per la città. Quella di venerdì è stata una partita spettacolare sotto diversi punti di vista, primo fra tutti il modo in cui è arrivata la vittoria. Io ho passato una settimana terrificante a causa del raffreddore, sono stata senza voce, senza forze e con un acquario in testa, ma a causa di tanti impegni non sono riuscita né a riposarmi, né a fermarmi. Così il mio programma di venerdì era esattamente quello di vedere la partita svaccata sul divano con la pizza in una mano e la birra nell'altra. Solo che la partita è iniziata ma la pizza non era arrivata. In sostanza ho cenato in cucina senza vedere la partita per la durata di un giro fatto nel circuito di Sepang da Valentino Rossi. Tempo che però è stato sufficiente per perdermi il rigore assegnato al Cagliari. E che minchia!!! Manco un minuto e mezzo e la Juve è sotto di un gol??? Ma com'è possibile? Ci ho messo 5 minuti a capire che era stato dato un rigore, anche perché non facevano vedere nessun replay. Cioè, non è che non fosse concepibile per me che Buffon avesse potuto prendere un gol dal Cagliari (o meglio, per i primi 20 millesimi di secondo ammetto che l'ho pensato...), ma come cavolo era possibile che fosse successo tutto così velocemente? Poi ho capito che era un rigore e, siccome non sono portata a dubitare subito a meno che non si tratti del Milan, ho pensato ad un fallo ben evidente. Certo che però mi aspettavo che la Juve ci mettesse così tanto a recuperare anche perché, ammettiamolo, dopo il rigore Buffon non ha più fatto una parata!!! La Juve ha continuato a cercare il gol per tutto il primo tempo, compresa un'azione di Quagliarella che viene abbracciato affettuosamente da Astori (Davidinooooo, ma che fai????) in area di rigore. E a questo punto partono i sospetti... Caressa e Bergomi infatti si stupiscono che l'arbitro non conceda il rigore, ma non tanto per il fallo in sé, quanto per il fatto che “se ha concesso quello di prima al Cagliari, deve concedere anche questo!!”, urlano scandalizzati i due (e Bergomi è palesemente interista!). Mhmmm, aspetta un secondo... Ma che rigore ha concesso l'arbitro al Cagliari? Un rigore del cacchio, ecco che rigore ha concesso!!! Non che non ci fosse un fallo in area (io non l'ho visto...), ma il rigore è stato molto molto molto generoso. Ecco quindi spiegato perché i due commentatori si chiedevano perché l'arbitro non desse il rigore e non espellesse Astori (se avesse dato il rigore, avrebbe ammonito Davide per la seconda volta)... E vabbé, può capitare! Comunque, finisce il primo tempo e la Juve è sotto. Inizia il primo tempo e la Juve continua ad essere sotto, i giocatori del Cagliari picchiano come scagnozzi della mafia russa e della Yakuza messi assieme. Fioccano cartellini su cartellini, da ambo le parti in effetti, ma qualche giocatore del Cagliari rischia di beccarsi più e più volte il secondo, tipo Murru o Ariaudo... Poi ad un certo punto, sugli sviluppi di un calcio d'angolo per la Juve (che, ricordiamolo, è ancora sotto di un gol...) Nainggolan decide che Asamoah stava rischiando di sbattere su un palo e lo spinge letteralmente lontano dalla palla che, se colpita, sarebbe entrata al 95%. Minchia, questo è rigore, cazzo!!! No, invece non lo è, l'arbitro non fischia! Ma vaffaaaaaaaaaaaaaaaa... Che palle! E vabbè, può capitare! Porca vacca però! Strappiamo almeno un punto! Pochi minuti dopo Astori viene espulso per doppia ammonizione, e con lui anche Pulga per proteste. Tié! Insomma, per una volta una buona azione dell'arbitro. Dopo di ciò, Del Fabro fa fallo su Giovinco e stavolta è rigore davvero. Ma chiaramente, come da tradizione recente juventina, Vidal lo sbaglia... Smadonno a più non posso per l'ennesima volta mentre tutti attorno a me se la ridono alla grandissima. Ma vaffaaaaaaaaaaa sto cazzo!!! (Moltiplico le finezze...). E poi entra Matri... Conte butta in campo l'ex morto che il Cagliari fa risorgere! Prima di rapina segna il pareggio e poi addirittura raddoppia! Oh, nel giro di pochi minuti la Juve passa da 1-0 a 1-2 e mi scoppia la risata allucinante!!! Ahahahahahaha!!! Roba da tenersi la pancia e ridere rotolando sul divano! Sembra un sogno, ma invece è proprio così! Non solo il gol dell'ex, ma la doppietta dell'ex che non segnava da un anno praticamente! Ahahahahhahaha!!! Mi dispiace, mi dispiace seriamente per Red, per Violet, per tutti i miei concittadini, amici e tifosi del Cagliari, ma io sono scoppiata a ridere e non riesco a smettere manco adesso che ci ripenso! Perdonatemi e fucilatemi! Poi... E poi niente, arrivano 6 minuti di recupero, che forse sarebbe stato meglio se fossero stati 5, in cui Vucinic spinge in rete un gol già fatto di Giovinco. 1-3! Il Cagliari ha giocato molto bene bastonate a parte, questo va detto. Ma sapete come si dice? “E' la dura legge del gol, fai un gran bel gioco però...”, “prendila così, non possiamo farne un dramma...”, “cosa vuoi che sia, passa tutto quanto, basta un po' di tempo e ci riderai su”, “forse qualcosa s'è salvato, forse non è stato tutto sbagliato, forse era giusto così, forse, ma forse, ma si!”. Mi vengono in mente solo citazioni musicali un po' canzonatorie, ma cosa ci posso fare? Io sono seriamente contenta, visto come è andato poi il resto della giornata: l'Inter che perde e va a -10, la Juve che fa il nuovo record di punti conquistati in un anno solare, il Napoli penalizzato e con Cannavaro squalificato per due mesi. Eeeh, insomma... Un gran bel Babbo Natale, non c'è che dire! Quello che non capisco è perché Cellino abbia da recriminare sull'arbitraggio. Ma abbiamo visto la stessa partita? Cioè, cosa gli è sfuggito? Il Cagliari recrimina su un presunto fallo di mano di Vidal, fallo che non c'è! Per esserci, il braccio deve ampliare l'area del corpo, ma quello di Vidal era attaccato alla pancia per proteggersi da un'eventuale pallonata. Quindi, Cellino che cacchio dici??? Insulti la Juve dicendo che non ha voluto giocare a Cagliari, peccato che la Lega avesse già spostato tutto a Parma, e poi hai il coraggio di parlare di campionato falsato? No, vabbè... Il punto è che c'è davvero gente che gli da retta, che crede che abbia ragione! Che la smetta Cellino di fumarsi gli spinelli in tribuna!
Ma comunque, la partita è andata bene, io sono felice! Non mi resta che augurarvi un sereno Natale e un buon 2013!!!  



La domenica del CHE PALLE!

“Non ce l’avete fatta a rubarci tre punti!”
“Non mi risulta che abbiamo mai rubato niente”
“Vorresti dire che abbiamo rubato noi?”
“Si gioca a calcio, si vince o si perde. Non c’è bisogno che qualcuno rubi qualcosa”.
Il mondo alla rovescia: uno juventino che attacca con la storia dei ladri o non ladri, e una focosa tifosa di una provinciale che butta acqua sul fuoco.
Che palle! Tre a uno contro i gobbi, dopo Trieste, Parma piena di bianconeri festanti! Pensa tu che felicità. E la cosa bella è che Red si riscopre Grisù in mezzo a una caterva di tifosi juventini che si arrabbiano e mettono fuoco sulle dichiarazioni di Cellino. Avete vinto, che volete da Red? È di buon umore la vostra beniamina, volete andarle per traverso più di quella carogna di Matri? Che palle!
Ma l’avete mai letto cosa pensa Red di Massimo “tagliategli la testa” Cellino? Ma a che ora e in che giorno l’avete sentita difendere il signorotto del Cagliari Calcio? Volete sapere cosa pensa Red di tutte le polemiche sull’arbitraggio? Lo sapete, non fate gli gnorri: Red pensa che “rigore è quello che arbitro fischia” e via dicendo con Boskov for ever end ever. Il che non vuol dire che Red non insulti gli arbitri: lei può urlare allo stadio cose come: “Cornuto di un Romeo, guarda che Giulietta se la sta spassando con Mercuzio!” o “Non si preoccupi signora, noi perderemo ma quello stanotte la passa attaccato a un gabinetto”. Queste cose valgono per la partita e per l’immediato dopo partita, quando gli animi sono eccitati e si è in trance agonistica anche seduti su un divano. Dopo di che, finché non si fa un discorso serio, tutto il resto è Muntari, ovvero un colossale fracassamento di palle. Se Red non si mette mai a scrivere su “rigore vero”, “episodio discutibile”, “fuorigioco inesistente” o “Gol fantasma” non è perché non pensi che gli arbitri sbaglino e a volte decidano le partite, non perché non conosca il regolamento e non sappia discutere sul millimetro del fuorigioco, né perché voglia fare la donna equilibrata, ma semplicemente perché è una palla colossale! Son discorsi che fanno ridere mezz’ora la domenica notte alla Domenica Sportiva mentre la palpebra scende e il telecomando in mano può far tacere le banalità più noiose. Se vogliamo parlare di campionati falsati parliamo di punire gli arbitri che sbagliano, di pensare a tornare alle 16 squadre o, meglio ancora a una A1 e A2 con play off, play out e senza scemenze su provinciali e grandi. Con un singolo episodio mi annoio, a morte. Scusate la lunga premessa ma stavolta mi ha annoiato questa storia, non la partita, non la sconfitta, ma il dopo partita. Il calcio è sport, è geometrie, estetica del gesto atletico e del movimento corale di una squadra, è litigata bonaria tra tifosi: è Violet che scherza sulle Pink terne, è Pink che ride cantando la dura legge del gol, è Red che augura malanni alle ginocchia di Matri e che si veste di rosso blu per tutto il giorno della fine del mondo per passare all’eternità senza essere scambiata per una Signora. Il calcio non è Red che viene cercata in discorsi sulla integrità mentale o morale di Cellino, o che viene informata che lo scudetto del 70-71 è stato comprato da Rovelli per poter impiantare la chimica in Sardegna e inquinare definitivamente la sua terra. Di queste polemiche ridicole se ne priva volentieri, che palle!
E adesso la partita!
Red non l’ha vista, ma ha tratto dall’andamento della stessa numerosi insegnamenti. 
Al fischio iniziale Red non era allo stadio: non a is Arenas né al suo amato sant’Elia. Parma era troppo lontana (Red vorrebbe tanto che la sua città avesse biblioteche, teatri e uno stadio. Vorrebbe cultura a Cagliari, il che vuol dire anche che preferirebbe mille volte uno stadio comunale in gestione alla squadra rispetto uno stadio privato stile Juventus: il calcio e lo sport sono di tutta la città!). In mancanza di stadio va a Buon Cammino, partecipando a una fiaccolata di solidarietà per i carcerati e le loro famiglie. In questa fase Sau si procura un rigore e Pinilla lo trasforma. Primo insegnamento: l’impegno sociale porta bene.
Red torna a casa e cena chiacchierando con la sua famiglia. Dalle notizie che legge scaricando la batteria del suo cellulare i gobbi se la fanno sotto, il primo e l’inizio del secondo tempo vanno bene. Fioccano ammonizioni, l’agonismo è alle stelle, il risultato non cambia e il gioco soddisfa. Vidal sbaglia un rigore. Secondo insegnamento: il calore familiare e il calore agonistico… insomma, il calore porta bene!
Red finisce di cenare e passa ad attaccarsi alla stufa, la batteria del cellulare inizia a pigolare. Astori è espulso per doppia ammonizione. In cucina accendono la radio. Pulga è espulso per proteste. Terzo insegnamento: cambiare troppo mentre si vince non porta tanto bene.
Il volto della partita cambia radicalmente. Quarto insegnamento: quel che i campioni d’Italia non riescono a fare in parità numerica fanno un pochino meglio con un uomo in più!
Entra Matri in campo. Red non è contenta. La carogna segna. Quinto insegnamento: gli ex vanno soppressi da piccoli.
Il Cagliari si stanca sempre di più, non ha più cambi, Ekdal ha i crampi, la Juventus ci bombarda la porta, Agazzi è troppo bellino. Sesto insegnamento: con qualche grado in più, che so io, giocando in una bella e soleggiata città di mare in un’isola magari verrebbero meno crampi e non dovremmo finire la partita pressoché in nove.
Sei minuti di recupero. Matri e Vucinic fanno due e tre. Red nemmeno dice le parolacce. Pink canta ridendo canzoni interiste. Settimo e ottavo insegnamento: I supplementari portano male (e se ne accorgeranno presto anche le ginocchia dei marcatori juventini) e Pink a volte ha gusti musicali agghiaccianti.
Tre fischi. Fine della partita. Nono insegnamento: il suono del fischietto è uguale per tutti, ma a volte è particolarmente fastidioso.
Poi il dopo partita: che palle! Che palle i silenzi stampa e che palle i fiumi di parole. Che palle le code di paglia che si sprecano e che palle non aver potuto applaudire il mio Cagliari dopo una prova difficile, finita male, ma sofferta, giocata, vissuta.
Chiudiamo l’anno con una brutta classifica, con una situazione difficile. Non mi piace quel che capita intorno alla società e allo stadio, che non mi sia mai piaciuto il presidente “Tagliategli la testa” non è un mistero e penso che queste pressioni esterne non facciano bene al nostro campionato. Eppure… questo Cagliari è il mio Cagliari! Abbiamo una rosa di gioiellini (che adoro Pattolino bello del mio cuore ve l’ho già detto?), un vivaio scoppiettante, un gioco che quando giochiamo siamo belli. E poi ci facciamo fregare da distrazioni, ingenuità, pasticci clamorosi. Ma questa squadra ha un cuore e un’anima grande così e io sono fiera di lei! Forse perché mi somiglia? Forse il rosso che ci accomuna ci rende magici e ci frega?
Infine si spengono le luci e si analizza la situazione e si capisce il vero perché siamo sempre più giù in classifica: porca miseria, da quand’è che non incontro Giggi Riva? Giggi, ci manchi!!! Decimo insegnamento: il Cagliari senza Giggi Riva è perduto, Rovelli o non Rovelli. Alla faccia dei presidenti passati, attuali e futuri, dei Maya che non hanno fatto finire il mondo sull’uno a zero e degli artigiani del calcio parlato.  

Buon natale dalle Giggi's!!!


domenica 23 dicembre 2012

Come diventare un perfetto folletto di Babbo Natale - by Pink


"Posto che a Natale c'è uno scambio di regali, che i regali vanno presi, impacchettati, poi li metti sotto l'albero, posto che il problema principale è procurarsi dei regali, non importa cosa prendi, l'importante è che li prendi, provo a non ridurmi all'ultimissimo momento: 24 sera, 19:29, negoziante stai chiudendo! Mi accontento di qualunque puttanata, una maniglia colorata, un portaspilli, un portafogli, un portafigli, una cagata, qualcosa!!!"


Ecco la situazione tipica di chi si è ritrovato all'ultimo minuto possibile a fare i regali di Natale. Sono due gli ambiti a cui si può ricondurre quest'atteggiamento: a) Non si è avuto altro tempo prima; b) improvvisamente ci si rende conto di aver dimenticato di comprare un regalo ad una persona importante e non si può rimandare l'acquisto.
A me è successa la seconda a Natale di diversi anni fa. Durante la mattina del 24, mentre impacchettavo i regali con mia sorella, lei scherzando fece allusioni sul regalo che le avrei fatto io e lì realizzai di aver dimenticato di comprarle in regalo. Quel pomeriggio sgusciai furtiva da casa e le comprai un regalo, che alla fine le piacque anche molto. Ma come si muove chi compra i regali all'ultimo minuto? Beh, c'è da dire che il tempo è poco e di conseguenza il ventaglio di scelte è ridotto all'osso. I fantastici consigli di Red e Violet, validi e giusti, non sempre possono essere messi in pratica perché si, uno può anche avere pensato il regalo adatto alla persona, ma se non lo trova non c'è molto tempo per trovare un'alternativa adeguata. Cosa pensare in questo caso? Un libro. Un libro è sempre un oggetto che è gradito a chi lo riceve, vi fa fare una bella figura e, se conoscete davvero bene la persona a cui state facendo il dono, non avrete nemmeno tanta difficoltà a trovare il titolo adatto, foss'anche le ricette di Benedetta Parodi. Altrimenti musica, un bel cd, una raccolta particolare, un live di livello in un'edizione speciale vi fanno sempre fare una figura notevole e estremamente culturale. Se non state regalando gli One Direction almeno... Evitate categoricamente cravatte, guanti in pelle, portafogli e cinture per gli uomini; sciarpe, cuffiette, guanti di lana e cosmetici azzardati per le donne. La scelta del cosmetico, all'ultimo minuto, può rivelarsi dannosa: toppare la nuance di un rossetto o di uno smalto potrebbe farvi segnalare alla polizia dei regali sbagliati e bollarvi come incapace o "uno/a che non ascolta quello che gli/le si dice!". Non ci piace. Quindi, in sostanza, evitiamo i cosmetici. 
La caratteristica del regalo all'ultimo minuto è che deve sembrare un regalo pensatissimo e acquistato da tempo e con riflessione, non deve denotare per nulla la colpevolezza del donatore che si è ridotto al pomeriggio del 24 per acquistarlo. Perché alla fine chi compra il 24 si sente estremamente colpevole, alla grandissima. 
Se, come è successo a me, vi siete ritrovati al 24 a comprare un regalo per una persona che vedrete a cena la sera, la mattina a pranzo o per Santo Stefano (e di conseguenza non avete il tempo di aspettare la riapertura dei negozi il 27), avrete addosso un senso di colpa terribile e questo senso di colpa vi può portare a due strade differenti: la prima vi porta ad acquistare qualsiasi sciocchezza possibile pur di mettere qualcosa sotto l'albero; la seconda invece vi conduce a spendere cifre improponibili per comprare regali ultra costosi per farvi passare il senso di colpa e che inevitabilmente vi mostreranno a tutti per il colpevole che siete. C'è chi comprerebbe parure di diamanti pur di farsi perdonare per una colpa che l'altra persona non conosce. In fondo, ricordiamoci che le persone a cui stiamo facendo il regalo non sanno che non siamo riusciti ad acquistare il regali prima o che ce ne siamo dimenticati, il loro regalo è sotto l'albero e non c'è nessun motivo per cui debba sospettare. Il mio consiglio è dunque questo: se vi rendere conto che dovete acquistare i regali all'ultimo minuto NO PANIC!!! Fate le cose con raziocinio e cuore, pensate a cosa potrebbe piacere alle persone a cui dovete donare, magari a più di un'alternativa, e calmatevi. Tutto può essere possibile, è la magia del Natale!

P.s.: Che canzone è quella dell'incipit? Questa!

Breaking news

La notizia del giorno è:
Precita nel vano ascensore (Unione sarda, p. 9)

La canzone del giorno è:
I due liocorni - Zecchino d'oro

La frase del giorno è:
Ce l'ha il fegatino?

L'Almanacco di Violet




Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:39 e tramonta alle 17:03.

Luna: Luna gibbosa crescente. Il 27 di dicembre sarà luna piena.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Dagoberto, Ivo, Servolo (23 dicembre); Adele (di Pfalzel), Delfino, Irmina, Rachele (24 dicembre); Natale, Natalina e Natalino, Eugenia (di Roma), Susanna (25 dicembre); Stefano, Dionigi, Zenone, Zosimo (26 dicembre); Giovanni (apostolo, evangelista, amico di Gesù), Teodoro e Teofane (27 dicembre); Caterina (Volpicelli), Gaspare (28 dicembre); Tommaso (Becket), Davide (re), Marcello, Martiniano (29 dicembre); Ermete, Eugenio (di Milano), Felice (I papa), Giocondo (di Aosta), Raniero (30 dicembre).

Il Santo: Il 29 di dicembre la Chiesa ricorda Davide, re d’Israele un migliaio di anni prima di Cristo. Fu il padre di Salomone, il re più grande e saggio che la storia di Israele ricordi e che i libri della Bibbia narrino. Il giovane Davide sconfisse Golia, gigantesco combattente dell’esercito filisteo, che spadroneggiava sulla Palestina di allora. A lui, la Bibbia attribuisce diversi salmi: per questo, è patrono di musicisti, cantanti, poeti.

Il nome: Questa settimana vi suggerisco il nome Davide, antico e regale. È, infatti, un nome di origine ebraica e appartenne ad uno dei più grandi re della storia del popolo di Dio. Deriva da Dawidh, che significa “diletto, amato” e quindi assume un significato più ampio di amato da Dio, e il re Davide lo fu realmente! Il suo numero fortunato è il 4; il suo colore il blu; la sua pietra portafortuna è il diamante; il metallo ad esso corrispondente è l’oro. È un nome molto usato in Italia, dove lo portano più di ottantatremila uomini, cioè circa lo 0,14% della popolazione. Si classifica al centoseiesimo posto tra i nomi più comuni. La sua distribuzione nel territorio del nostro Paese è piuttosto uniforme, anche se maggiore nel Nord Italia, con una punta in Valle d’Aosta, dove troviamo l’8,1% di tutti i Davide d’Italia. Davide: determinato, ammirato, vitale, innovatore, esilarante!

Compleanni storici: Yutaka Yu Yamamoto, il babbo di Pollon ed altri, per intenderci, nacque il 24 dicembre 1946. Auguri!!!

Questa settimana accadde: Per i grandi ed i piccini: il 27 dicembre 1908 uscì il primo periodico a fumetti italiano. Si trattava del Corriere dei Piccoli e nacque come supplemento del Corriere della Sera.

La notizia del giorno… un anno dopo: (per la saga più amata da Violet: papa, chi più re di me?) San Sperate. Un corso per produrre papa reale (Unione Sarda, Edizione del 27 dicembre 2011, p. 25).

Feste e ricorrenze: Il 27 di dicembre è la Festa dell’amicizia e degli amici. Un po’ la festa di tutti noi, di chi è, o almeno si impegna ad essere, un amico sincero, giorno dopo giorno! Auguri a Violet, che conosce e pratica quest’arte. Auguri a tutti gli amici!!! …e dedichiamoci un pensiero piccolo piccolo, ma palpabile…

Curiosità: Vi chiederete: come, Violet si è scordata che il 25 di dicembre è Natale? Naturalmente no! Tutti sappiamo che è Natale, ve ne ho parlato lo scorso anno, ed abbondantemente. Ho scritto la mia letterina per Babbo Natale, i consigli per i regali che vi hanno parlato di me, di ciò in cui credo e di cosa pensi di questa festa… e poi seguite la Rassegna in questi giorni: non vi lasceremo soli!

Il Lama racconta: Sapete che mi raccontavano, quando chiedevo del significato del Solstizio d'Inverno? Mi dicevano che un tempo, quando si giungeva al culmine delle notti, il sole si fermava nel cielo, per tre lunghi giorni.  Tre giorni in cui la corsa nel cielo era impercettibile, tre giorni in cui non si lavoravano i campi, si faceva il minimo indispensabile per gli armenti, non si intraprendevano viaggi o commerci. Si attendeva, pazienti, che la corsa dell'astro del giorno ricominciasse. E in quell'attesa si raccontavano storie attorno al fuoco, e si rispondeva alle mille domande che ogni giovane membro del clan ritenesse di porre. E siccome una delle richieste che veniva fatta più di frequente in quei giorni riguardava proprio il senso di quell'attesa così insolita nella vita di un clan celta, una sera il Bardo più anziano prese così la parola: “Il tempo è un fiume che scorre, una ruota che gira. Avete goduto delle corse nei prati fioriti, delle danze attorno ai grandi covoni d'orzo, avete raccolto le sorbe e le zucche nella danza delle foglie cadenti.. ora è il tempo di lasciare alla terra il suo riposo, è tempo di interrare il seme e di riparare gli attrezzi. Anche il Sole ha rallentato la sua corsa, ed è quasi immobile nel cielo.. ma non è morto. Come non è morta la terra. Sapete, non è un caso che noi contiamo i giorni partendo dalle notti. Cresciamo nel buio ventre delle nostre madri, così come i semi germogliano sepolti nella terra, coperti dalla neve. Così anche la ruota dell'anno rinnova il suo ciclo partendo dal freddo e dall'oscurità. La terra ha dato frutto, è stanca, prosciugata, ha bisogno di accogliere le foglie e gli steli morti delle messi e dei grandi Alberi, e dalla loro decomposizione estrarre rinnovato nutrimento ed energia. Dalla morte nuova vita, da ciò che viene scartato la fertilità dei futuri raccolti. Il sole attende di riprendere a crescere la sua corsa nel cielo. E la sua attesa ci è utile perchè ci dona il tempo di riflettere sul nostro operato passato, su come migliorare le cose, su come lasciare andare ciò che non ci serve ed affrontare il fardello dei giorni armati solo dell'essenziale. Mentre attendiamo pazienti, nuovi membri del clan crescono nel grembo delle loro madri, delle vostre madri. Le pecore sono gravide di agnelli, le ghiande mettono radici, e i grandi abeti continuano imperturbabili ad aprire i loro aghi e a scrollarsi di dosso la neve. La quercia dorme, l'agrifoglio mostra le sue bacche rosse e lucenti. Alban Arthuan, la Luce di Artù.. il nuovo sole è una piccola fiammella, ma brilla nitida nell'oscurità. Nel buio più profondo, non la speranza, ma la promessa del nuovo sole, del Sol Invictus, che rialza il capo dall'ombra e torna a salire nel cielo. Come potete dire che è un tempo sopito, questo che ribolle di esistenza sommersa? Questo è un tempo per lasciar riposare la zappa, ed affilare la mente” (Racconto del Solstizio d’Inverno, Arth, amico della Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Aspettami alla meridiana lunare, Caravaggio. È un posto dove il debole può entrare nel forte.

Così aggiunse Violet: Auguri, Arth! È solo dei grandi uomini fare regali, e non riceverli, il giorno della loro festa. Grazie!

sabato 22 dicembre 2012

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Preantivigilia di Natale
Secondo il detto Natale con i tuoi...l'appartamento tedesco è chiuso a doppia mandata, il riscaldamento è al minimo, le finestre chiuse e gli elettrodomestici spenti.
Allora, viviamo l'attesa del verdetto del gran concorso della migliore letterina natalizia.
Paul_Blau_Vierzig

Breaking news

La notizia del giorno è:
Lanusei - Le bastonate della nonnina (Unione sarda, p. 45)

La canzone del giorno è:
Wes Anderson - I Cani

La frase del giorno è:
Guarda, Goldrake canta Pinocchio!

Natale in casa Pink

Il Natale è sempre qualcosa di magico, ma a casa di Pink, come in tutte le famiglie, ci sono tradizioni che si rispettano e rituali particolari da compiere durante le festività. Si tratta di cose tutte strane e particolari, che sono state messe a punto negli anni e che, a vederle bene, tendono in certi casi anche al ridicolo. 
Il Natale in casa Pink inzia il giorno in cui si portano su le scatole con gli addobbi di Natale e Mamma Pink dichiara le intenzioni cromatiche per l'anno: "Quest'anno voglio fare l'albero tutto dorato!". Uno pensa "Bene, fighissimo". Poi dopo un'ora l'albero è però multicolor... 
- "Mamma, ma perché hai messo le palline blu?"
- "Eh, non lo vedi che è blu con le decorazioni dorate?"
- "Vabbè.... Il presepe lo fai, si?"
Pink ha sempre preferito il presepe all'albero di Natale, le piace così tanto che ogni anno, per tradizione appunto, tenta di contaminarlo con elementi completamente avulsi dal paesaggio di Betlemme. Se fate attenzione, guardando il Pink presepe, troverete sparsi qua e la una stella cometa con il presidente Obama e scritta glitterata "Yes we can", un cartello di ZTL con ammissione per i cammelli catalitici, personaggi vari delle favole, un puffo e diversi regalini delle ovette kinder. Le incursioni si vanno adeguando ai tempi e per quest'anno si sta programmando qualcosa di sportivo. Che ci finisca Leo Messi? L'anno scorso, tuttavia, l'incursione è rimasta legata all'albero visto che ha realizzato delle meravigliose palline decorate con colla glitter dedicate ai bimbi di casa, palline che sono state completate quest'anno con quelle dedicate ai membri della famiglia al completo! Glitter Xmas tree! Il presepe comunque resta qualcosa di estremamente modificabile per la famiglia Pink. A casa Pink esiste un gregge di pecorelle che pascola per tutta la durata del Natale, ogni giorno è in una posizione diversa e con esso tutti i pastori al seguito. Una forza misteriosa, detta "forza dei nipotini", permette alle statuine di essere ogni giorno in un posto diverso. Mamma-nonna Pink un po' si arrabbia, perché ci ha messo tutto il suo gusto per l'estetica ma d'altronde tra cuginetti sanno bene che questo per loro non è un pericolo. Come ha sintetizzato giustamente la cuginetta maggiore al più piccolo: "Nonna fa finta di arrabbiarsi se giochi col presepe, ma alla fine non ti dice niente!". Quindi anarchia completa delle pecorelle, sacra famiglia e pastorelli. Già il Pink gatto, il mitico Piso, si dilettava con questa tradizione: poiché il presepe veniva fatto sul mobiletto dove lui prendeva il sole nelle mattine di dicembre-gennaio, non sapendo come fare per dormirci sopra, spostava le pecorelle con zampette e muso e si acciambellava tranquillamente sul muschio. 
Sempre in tema di presepe, mamma Pink ha una tradizione tutta sua, quella dei Re Magi. Nessuno sa dove siano nascosti i Re Magi in casa, sa soltanto che la mattina del 25 questi spuntano nell'angolo più remoto della casa e fino al 6 gennaio si muoveranno in una strana processione per tutto l'appartamento per arrivare precisi precisi alla mezzanotte tra 5-6 gennaio sulla soglia della capannina. Chi ce li abbia portati è mamma Pink, ma come le venga in mente di farli passare per tutta la casa è un mistero!
Ai bambini sono ovviamente dedicate tradizioni giocose e da quando è nato il più piccino si prova a fare i biscotti. Tra Natale e capodanno i bambini di casa Pink, con la loro zia in rosa, fanno i biscotti allo zenzero. Quest'anno aggiungeranno la cannella e sono davvero bravi, visto che chi ha assaggiato le loro creazioni sostiene che siano buonissimi! Zia Pink impasta, loro ritagliano le formine, zia inforna e sforna, loro decorano con glassa, codine e zuccherini! la si finisce completamente pieni di farina da testa a piedi ma l'importante è che i "pupi mannari" per una sera si divertano con la zia a cucinare qualcosa per i grandi! E dopo tea caldo o cioccolata per tutti!
Questione molto molto dibattuta è il menù delle feste. Se in ogni casa Natale sembra il momento ideale per abbuffarsi, a casa Pink questo non succede mai! Le sorelle Pink sono estremamente "allergiche" al cibo delle feste, o meglio non capiscono la necessità di dover cucinare delle cose solo perché è Natale/Capodanno e puntalmente finiscono per restare quasi digiune. Mamma Pink, che ha a cuore l'alimentazione delle sue figliole, viene a patti con tutta la famiglia per preparare qualcosa che Pink e sua sorella mangino di gusto. Quest'anno saranno i gnocchetti con carciofi croccanti e bottarga. Non si transige però, per volere proprio di Pink, al primo piatto della cena del 24. La cena del 24, in casa Pink, è sempre estremamente sobria, perché a mezzanotte si va a messa e non è il caso di abbuffarsi come maiali. Così vige il magro d'obbligo: tortellini in brodo di gallina e il lesso freddo aromatizzato al mirto.  Papà Pink però ogni anno tenta di riproporre, fra le urla di giubilo di Pink, la cena di una vigilia quando mamma Pink portò a tavola, oltre ai tortellini in brodo, uova fritte e patatine fritte con aglio e rosmarino, una delle cene più buone, semplici e gradite che siano state fatte. Mamma Pink però lo apostrofa con un po' e l'idea si accantona a malincuore. Da che ci sono i piccini è rimandata anche l'apertura dei regali, non più dopo la messa ma la mattina a pranzo quando tutti son svegli e attivi per dedicarsi a scartare i regali. La regola d'obbligo è "Quest'anno Babbo Natale penserà solo ai bambini, eh!", poi finisce che tutti come sempre si ritrovano un pensierino fra le mani. A proposito di pacchi e pacchetti, in casa Pink l'elfo è Pink stessa che tra il 23 e il 24 impacchetta per tutti anche l'impossibile: nella sua camera vengono riversati ogni genere di regali, scotch, nastrini e coccarde con il sottile comando: "Impacchetta!!!". A fine giornata, la vostra signorina in rosa ha gli occhi a coccarda e scotch fino ai capelli. Mamma Pink poi ha un gusto particolare nello scegliere confezioni dalla forma impossibile, tipo a stella, a piramide, tanto che Pink è costretta a mettersi in contatto con un fisico e con un ingegnere della NASA per capire come incartarli. 
Alla fine comunque i regali sono sotto l'albero, il presepe è stato contaminato a dovere, i biscotti sono in forno e siamo tutti pronti per sederci assieme e festeggiare!
Ma... Qualcuno ha visto i Re Magi?

venerdì 21 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Venezia - Il castigatore di autovelox (Unione sarda. p. 11)

La canzone del giorno è:
Prendila così - Lucio Battisti

La frase del giorno è:
Più Maya per tutti!

giovedì 20 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Gonnosfanadiga. Babbo Natale libero con un blitz nel parco (Unione Sarda p. 27)

La canzone del giorno è:
A che ora è la fine del mondo? - Luciano Ligabue

La frase del giorno è:
Alle 11.11.18 ora di Greenwich!

Christmas is coming!!! by Cyan



Anche questo 2012 sta volgendo al termine e Natale si avvicina.
Per me, il Natale è sempre stato un periodo particolare, con le sue luci, gli odori, le speranze, l’attesa, il freddo, il fuoco del camino…
Da bambina lo vivevo con trepidante attesa, perché sapevo che avrei passato, almeno qualche giorno, con i miei nonni.
I miei nonni paterni vivevano “in continente”. Si diceva così (qualcuno un po’ più anziano ancora lo dice), quando si parlava di città che non stavano in suolo sardo. Tutto ciò che si trovava fuori dall’Isola, era “in continente”.
Il mio nonnino si preoccupava per tempo di andare all’agenzia di viaggi per fare i biglietti (in quel periodo non c’erano mica Ryanair e internet). Quando tornava a casa con quei magici foglietti, telefonava per comunicarci le date.
Già da settembre, iniziavo a fare il conto alla rovescia…
Non vedevo l’ora di farmi coccolare da lui.
Mio nonno aveva l’aria burbera e severa ma sapeva essere così affettuoso e dolce. Dolce come la meringata che preparava per me e per i miei cugini. I miei cugini non erano anche suoi nipoti, ma erano sempre coinvolti nella preparazione o quanto meno nella mangiata, della meringa.
Una meringa gigante! Lui montava a neve ben ferma non so quanti bianchi d’uovo, poi aggiungeva lo zucchero e poi, giusto per dargli colore, anche un po’ del tuorlo. Aveva un sapore che non si può nemmeno descrivere…
Metteva al centro del tavolo il piatto con questa miniatura di Monte Bianco e ci dava un cucchiaino a ciascuno.
Che buffi eravamo, con quei baffi bianchi da dopo abbuffata!
Poi, un anno, non so bene per quale motivo, i miei genitori e i miei zii organizzarono di partire tutti insieme per passare il Natale “in continente”, a casa dei miei nonni.
L’attesa era eccitantissima!
Ma il mio nonnino non ha aspettato che noi arrivassimo; ha raggiunto gli angeli, qualche giorno prima di quello che sarebbe dovuto essere un meraviglioso Natale.
Forse è per questo che, per me, quello natalizio è un periodo di malinconia.
Non riesco a viverlo con quella sensazione di eccitante attesa, con la gioia e la spensieratezza di fanciulla.
In questo periodo dell’anno, mi sento, più che mai, una bambina sperduta che vorrebbe tanto sedersi sulle ginocchia del suo nonnino, annusare ancora quel profumo muschiato di dopobarba e farsi una bella scorpacciata di meringa.

Cyan

mercoledì 19 dicembre 2012

Una vita in otto tempi - by Pink


Niente è paragonabile a quello che succede dietro le quinte di un teatro prima di uno spettacolo di danza: tutù appesi alle porte, ragazze incastrate in spaccate per riscaldarsi, gruppetti che ripassano in ogni angolo, gente che si fa foto coi costumi di scena, nuvole di lacca e gel, trucchi sparsi dappertutto. Casino incredibile sul palco, si urlano imprecazioni benauguranti. Poi suona la campanella e cala il silenzio rotto solo dal rumore di piedi veloci che entrano in scena. 
Sipario.

Poco più di 15 anni fa una compagna di classe mi disse che si era iscritta a danza in una scuola dove c'era un maestro bravissimo e fighissimo e voleva provare a convincere qualcuna di noi a frequentare le lezioni con lei. In quel periodo uscivo da un anno completo di fisioterapia e avevo veramente voglia di fare qualcos'altro, così ci provai. Era il 1997.
Fu amore a prima vista. Decisi di iscrivermi subito al corso e di recuperare tutto quello che avevo perso dall'inizio dell'anno. Da allora sono passati circa 16 anni e ancora la passione non è scemata. Metà della mia vita l'ho passata in una sala di danza, sono andata a scuola, mi sono diplomata, ho finito l'università, fatto un master, cambiato fidanzati, case, amici, fatto e disfatto progetti “bellici” di vita, il tutto immersa in una nuvoletta di pece e sdraiata sul parquet.
Non sono brava, non sono eccellente, ma non mi sento neanche tanto una schiappa. Diciamo che mi impegno tanto, ecco, questo si... Ho buona memoria, cosa non di poco conto quando sei su un palcoscenico a ripetere una sequenza di movimenti decisi da un altro, con centinaia di occhi puntati addosso. E' una dote che aiuta abbastanza. Non sono la tipica ballerina dei sogni, quella leggiadra, magrissima, avvolta in una nuvola di tulle rosa confetto. Io non studio danza classica, non vado sulle punte, non metto il tutù. L'unico che ho messo era nero, corredato di calze a rete, bustino e tacchi alti. Il cigno nero del marciapiede in pratica.
La cosa materiale che mi è rimasta di tutti questi anni di danza è proprio lo scatolone di costumi che ho in camera. Ci sono pantaloni di pelle (finta), tutone di jeans, stivali col tacco, migliaia di paia di calze a rete di ogni larghezza prive del piede, maglie in stile anni '80, bustini sadomaso, tute di lycra con cerchi in vinile anni '70, ciglia finte medie, lunghe, lunghissime, con strass, dreadlocks posticci e colorati, sciarpine color carne e molto molto altro.
La cosa immateriale che mi è rimasta è una serie interminabile di ricordi. Il primo fra tutti è che a danza ho conosciuto Black, la mia persona. Era il 1999 e da allora va avanti “questa lunga storia d'amore” che si è coronata con tanto di matrimonio con anello di plastica di Hello Kitty. Abbiamo formato fin da subito un'associazione a delinquere per lo spaccio della pece e di make-up per saggi e spettacoli, nonché per l'intrattenimento interno alla lezione stessa di danza. Mai dirci “Dovete interpretare di più”, potrebbe essere l'ultima cosa che fate. Mai due personalità così diverse e così opposte potevano unirsi meglio a favore di una coreografia: lei gira, io faccio le spaccate; lei solleva, io vengo sollevata (da lei normalmente). Unite facciamo la danzatrice perfetta. Perfetta intesa di coppia, opposte anche nelle reazioni più banali nella vita: una insegna diplomazia all'altra che ricambia con gioiose jam-sessions di faccia da culo. Chi delle due faccia una cosa piuttosto che l'altra lo lascio alla vostra fantasia. Una delle due è più stronza nell'immediato, l'altra sulla lunga distanza. Se una persona sta “sul culo” ad una, potete star certi che al 90% lo sta anche all'altra. Insomma, è nata un'amicizia bellissima fin da subito, che ci ha fatto bene come persone e come potenziali danzatrici.
La danza mi ha reso la persona che sono e mi ha insegnato la disciplina e il senso fortissimo dell'impegno e della parola data. Non si può dire “Per lo spettacolo ci sono” e poi mollare. In una coreografia non sei da solo, nemmeno quando balli un assolo. Dietro c'è il lavoro di un sacco di persone e se un danzatore decide di non ballare più un assolo serve un sostituto. E non è sempre facile trovarlo. Se ha una parte in coppia e decide di non farla più, esclude il suo compagno dalla coreografia, se ha una parte in un terzetto, in un quintetto o quello che è, e non lo fa più deve sapere che sta incasinando anche gli altri. Non è un obbligo, è chiaro, ma è un'azione che ha delle conseguenze, che può modificare (spesso in peggio) l'idea iniziale del coreografo e di uno spettacolo. Non è facile essere sostituiti come in una partita di calcio. Siamo sempre tutti utili e nessuno indispensabile, ma ognuno con caratteristiche sue irripetibili. Il valore della parola data e dell'impegno ci deve essere. Per cui se un danzatore vi dice che non può saltare una lezione di danza così alla leggera, non prendetelo per pazzo. Ha dato la sua parola a tante altre persone e la sua assenza può creare delle difficoltà. Esempi: c'è una presa a provare e se manca uno non può provare nemmeno l'altro; l'insegnate spiega un nuovo pezzo di coreografia che sarà costretto a riprendere alla lezione successiva rallentando la classe. Nella danza, studiare da soli non è esattamente come studiare l'aoristo perfetto da soli. Il secondo lo puoi imparare, ti metti sulla sedia, impari le regole, la coniugazione, le particolarità e al massimo hai qualche dubbio. Non puoi imparare una coreografia se qualcuno non te la insegna e, più che avere dubbi, hai il vuoto. E' come un attore che non prova a teatro. E non c'entra molto il fatto che si tratti di una semplice scuola, l'impegno a livello morale è sempre lo stesso. C'è chi direbbe che in fondo si tratta solo di un hobby e che non ne vale la pena di preoccuparsi così tanto. Non è solo l'essere o non essere un hobby, è la passione e la voglia di farlo e di farlo bene. E per farlo bene servono costanza e impegno. Ognuno nella sua vita ha una passione a cui non riesce a dire di no, sia essa la Nutella, il violino o un'arciconfraternita religiosa. Ogni passione ha le sue regole e richiede il suo impegno, il nostro livello di passione ce li farà rispettare da sé, anche quando ci prendono per pazzi, anche quando ripassiamo nel nostre coreografie sul bus e scandiamo le cose da fare in otto tempi, perfino quando una canzone sentita da lontano ci fa saltare sulla sedia e ricordare i passi a distanza di anni. E niente potrà eguagliare la sensazione del momento prima di entrare sul palcoscenico: un misto tra “Chi me l'ha fatto fare pure stavolta” e “Aprite gli occhi, ciechi!”. La danza è stata il mio appiglio in momenti difficili, stressanti, di solitudine. Sapere che esisteva una cosa, uno spazio della mia anima che non poteva essere rovinato da niente e nessuno mi dava tranquillità. Ho ballato prima dell'esame di maturità, prima della laurea, dopo essere stata scaricata dal fidanzato, lasciando che la mia mente sentisse soltanto la musica e che il mio corpo sentisse l'energia fluire nei movimenti. Un respiro profondo prima di entrare in scena, 
una pacca sul sedere e un “merda” sussurrato all'orecchio, 
entri sul palco, 
si apre il sipario, 
guardi il pubblico, 
ti gira la testa, 
fai il primo passo e 
sei la MUSICA.


martedì 18 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Ecco le scatole "fuorilegge" (Unione sarda, p. 30)

La canzone del giorno è:
Buonasera, buonasera - Sylvie Vartan

La frase del giorno è:
Quest'alligatore sembra la borsa di Mary Poppins

Di corsa - by Red



E' quando finiscono il paese con i suoi lampioni, e poi anche le luci delle case dell'ultimo medau. E' allora che anche le macchine smettono di passare perchè tutti sono a casa o dentro i bar. Allora l'unica traccia per stare sull'asfalto è quella della striscia bianca di fine carreggiata, un po’ cancellata, ma meglio di niente. Allora l'unico collegamento visivo con la natura che ti avvolge sono le stelle, ma ci sono gli altri sensi a darti l'esatta cognizione del mondo. A valle il rio Mannu scorre con un suono vivace d'acqua fresca che scivola sulle pietre, il gracidare delle rane si fonde al canto ritmico delle cicale, anche i miei piedi battono a terra con lo stesso tempo, leggeri e veloci; a monte l'abbaiare dei cani e un belato ancora più in lontananza, su un albero il respiro quasi umano di una civetta. Il profumo di erba umida ha preso il posto di quello dei camini accesi e delle cene, fatte all'antica, come tutto del resto, in questo angolo di mondo fuori dal tempo. Lascio andare gli altri, non voglio sentire altri passi, altre voci.
Corro, né forte né piano, corro. E la mia corsa è come un ballo a tre passi, la musica è suonata dalla natura, la ritmica dal mio cuore. Tre passi per inspirare, per fare il pieno di odori e di vento, tre passi per espirare, per buttare fuori quello che non mi serve più. Corro, più forte in salita, via da tutto, da ogni passione, da ogni felicità, da ogni dolore; incontro a tutto, ad ogni passione, ad ogni felicità, ad ogni dolore. Via da me stessa e dagli altri, per poter di nuovo incontrare me stessa e gli altri, alla ricerca del vuoto, del nulla, per comprendere il tutto. Corro, non importa la fatica, non è il tempo di sentirla, è il tempo di andare. Corro, non importa se il vento mi viene contro, ora è un amico che mi rinfresca il viso. Corro, il sudore mi bagna, rossa di fatica, rossa di calore, rossa di forza, rossa di femminilità, rossa di libertà. Corro, il corpo finalmente domina la mente, azzera i pensieri, vive di soli sensi, vive del desiderio di cose piccole come il pane, grandi come l'acqua. Corro, torno verso il paese, verso casa, si spezza l'incanto del vedere le cose senza l'aiuto degli occhi, ma ora c'è abbastanza vuoto da tollerare il pieno. Tutti gli altri muscoli sono così duri che il cuore sembra tenero come quando non aveva graffi, la sete è così intensa che bere è una felicità vera. Ora la solitudine è così percepibile che si può ridere in compagnia, la fame è così bella che si può mangiare sedute per terra accanto al fuoco, la stanchezza è così sana che si potrà dormire.

domenica 16 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
In oncologia il primo ricovero. E a pranzo? Coniglio e patate (ecodibergamo.it)

La canzone del giorno è:
Starman - David Bowie

La frase del giorno è:
Niente è impossibile, ma serve l'esatta proporzione

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 7:35 e tramonta alle 17:01.

Luna: La luna è crescente. Terminerà il suo primo quarto il 20 di dicembre.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Adelaide, Adone, Macario (16 dicembre); Anania, Azaria e Misaele, Cristoforo (di Collegano), Floriano, Modesto, Olimpia (17 dicembre); Flamiano, Graziano, Malachia (18 dicembre); Anastasio (I papa), Berardo, Dario, Zosimo, Paolo e Secondo (di Nicea), Fausta (19 dicembre), Domenico (di Silos), Filogonio, Liberato, Zeffirino (20 dicembre); Pietro (Canisio), Glicerio, Michea (21 dicembre); Demetrio, Onorato e Floro (di Ostia), Flaviano, Ungero (22 dicembre); Dagoberto, Ivo, Servolo (23 dicembre).

Il Santo: Il 21 di dicembre la Chiesa ricorda Michea, settimo dei profeti minori, contemporaneo di Isaia o di Osea, autore di uno dei libri dell’Antico Testamento.

Compleanni storici: Auguri a Luisella Costamagna, nata il 16 dicembre 1968. Per la Rassegna sarà sempre, con simpatia, stima e benevolenza, la “schicchera”! Buon compleanno!!!

Questa settimana accadde: Il 23 dicembre 1966 venne proiettato per la prima volta IL FILM. Red giubila e ringrazia. Violet altrettanto e commossa cerca di ricordare la prima e l’ultima volta che ne gustò l’arte, ma è difficile, ché la pellicola allietò diverse serate della loro allegra famigliola. Oh, scusate, parlavamo de Il buono, il brutto e il cattivo. Grazie ancora a Sergio Leone, Ennio Morricone, Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef e a nostro babbo!

La notizia del giorno… un anno dopo: Al processo le capre diventano pecore (Unione sarda, Edizione del 21 dicembre 2011, p. 25).

Ricorrenze: Il Solstizio d’Inverno del 2012 sarà il 21 dicembre alle 11h11m18s UTC. In quell’istante secondo le teorie apocalittiche che prendono spunto dal calendario Maya ci sarà la fine del mondo. Più probabilmente, il sole entrerà nel segno del Capricorno e ci regalerà un mese di nuovi nati meravigliosamente testardi e solidi.

Curiosità: Oggi ha inizio la Novena del Santo Natale. Essa fu cantata per la prima volta nel 1720 nella chiesa dell’Immacolata di Torino. Questa chiesa si trovava a fianco del Convitto Ecclesiastico per la formazione del clero, gestito dai missionari vincenziani, che con le loro missioni popolari diffusero la pratica della Novena in tutto il Piemonte e poi in tutta Italia. I canti e i testi sono attribuiti a padre Vacchetta.

Le buone maniere di ieri e di oggi: Tempo di malanni di stagione, cioè tempo in cui qualcuno dei nostri amici, parenti, conoscenti si ammala. Come comportarci secondo i dettami del bon ton? Che ne dite di far recapitare un bel mazzo di fiori e un biglietto con i quali augurare una pronta guarigione? Nel caso la persona malata sia una signora, direi che vi dovreste comportare proprio così! Naturalmente, lo stesso augurio sarà gradito anche se recapitato tramite posta, posta elettronica, breve messaggio di testo, o, se siete in confidenza, con una brevissima telefonata. Se poi sapete che la persona malata vivesse da sola, potete offrirvi di fare per lei la spesa, passare in farmacia a ritirare le medicine, accompagnarla dal medico. Ricordate che i gesti e i pensieri, per quanto piccoli, dicono chi siamo. E trasmettono a chi li riceve un senso di presenza, di protezione, di affetto che, proprio quando si ha bisogno, diventa indispensabile. Violet è certa che i suoi lettori applichino già queste regole, ma nel remoto caso che le avessero, per un momento, dimenticate sapranno fare tesoro, per l’avvenire, dei suoi semplici consigli.

Il Lama racconta: Alla grotta di Betlemme arrivarono anche due asinelli. Erano stanchi e macilenti. Le loro groppe erano spelacchiate e piagate dai pesanti sacchi che il mugnaio, loro padrone, caricava quotidianamente e dai colpi di bastone che non risparmiava. Avevano sentito parlare del Re dei Re venuto dal cielo ed erano accorsi anche loro. Rimasero un attimo a contemplare il Bambino. Lo adorarono e pregarono. All’uscita li attendeva lo spietato mugnaio. I due asinelli ripartirono a testa bassa, con il pesante basto sulla groppa. “Non serve a niente”, disse uno. “Ho pregato il Messia che mi togliesse il peso e non l’ha fatto…”. “Io, invece”, ribattè l’altro, che trotterellava con un certo vigore, “gli ho chiesto di darmi la forza di portarlo…”.
Se qualcuno ti dice: “La vita è dura”, chiedigli: “In confronto a che cosa?”. (Bruno Ferrero)

Così parlò zio Gecob: Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi.


sabato 15 dicembre 2012

Breaking news

La notizia del giorno è:
Milano. Sanguisughe provvidenziali (Unione Sarda, Cronaca Italiana)

La canzone del giorno è:
Yerushalaim shel zahav - Ofra Haza

La frase del giorno è:
Non è una storia d'amore, è una canzone di Battiato

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!
La domenica dei grandi ritorni e del turpiloquio

"E' domenica e quanto vorrei che sarebbe di già lunedì..." diceva Checco Zalone ai tempi della serie B della Juventus e questo forse avrà pensato Antonio Conte in tutti questi mesi di squalifica. Non sta a noi (a Pink ancora di meno, visto che è lievemente di parte) disquisire sulla sentenza e sulla pena, sta di fatto che è finita e dopo diversi giorni di "Conte alla rovescia", scanditi da siti e social network, finalmente Mister "Agghiacciandeeee" Conte è tornato in campo sulla panchina di quella Juventus che lo ha atteso da prima in classifica come lui l'aveva lasciata a maggio. In mezzo le parentesi di Carrera (che in meno di 10 partite ha vinto più di Zeman in tutta la carriera) e di Alessio, fido vice allenatore. Red dice solo: "E' finita? E quando mai era iniziata? Qualcuno ha mai davvero visto la Juve di Alessio? Mah!" E cosa c'è di meglio di tornare in panchina in serie A e vincere esattamente come all'esordio con la Juve? 1 a 0, gol di Lichtsteiner! Olé! Conte urla per 90 minuti ininterrotti, a fine partita è lo stesso sgolato allenatore di sempre, quello così accentratore "che non poteva non sapere"  della combine (mah...), quello che i tifosi e la squadra della Juve hanno aspettato così impazientemente per 6 lunghi mesi, dedicandogli ogni punto vinto e continuando a credere fermamente nella sua innocenza, quello che Crozza riesce ad imitare così meravigliosamente bene, facendone un personaggio simpatico e divertente per tutti anche quando parla di patteggiare per un paio di scarpe o su una bistecca. "Mister, ci sei mancato!" urla Pink a casa di un simpatico giovanotto, purtroppo con tendenze interiste. Red dice invece: "Mih, è tornato, si togliesse quei capelli improponibili... Come mi è mancato il suo uso della lingua italiana da sentire ogni domenica sera!". La partita è avvincente perché il Palermo gioca "a sfrontadura" (termine tecnico che se non siete sardi vuol dire tipo "a viso aperto", ma in italiano rende meno) e riesce pure a far segnare Miccoli che però è in fuorigioco. Infarto per Pink, ma anche pazienza perché il gol viene annullato quindi va tutto bene! Il Palermo piano piano non regge più l'urto della Juventus che quindi se ne approfitta e cavalca sempre più verso la porta del Palermo (una squadra rosa che in fondo è pure carina secondo Pink, chissà perché...) e sfiora più volte il vantaggio. Il gol alla fine arriva dai piedi di Stephan Lichtsteiner a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo. Il campo di Palermo intanto diventa uno schifo di palude sempre peggiore e il Palermo resta in 10 per l'espulsione di Morganella. Si scivola sguazzando fino al 90' e alla vittoria della Juve. Conte protagonista assoluto torna al successo guidando la Juve finalmente dalla panchina. Red dice boh... un trionfo sarebbe altra cosa, caro Conte!
Il Cagliari invece gioca in casa col Chievo e un'ultraraffreddata Red deve rinunciare anche solo all'idea di strillare allo stadio. Visto il risultato non sarebbe tanto una sfortuna, ma se un capello che cade in Tasmania può cambiare le sorti dell'universo, magari Red che lagrima Sorrentino... ma vabbè! Il punto è che Red è da tempi non sospetti che pensa che is Arenas porti male, e quel che stiamo vedendo nelle ultime settimane non fa che confermare la sua sensazione. Red è una romantica, una che si lega a vita con i luoghi le cose e le persone, una incline al cambiamento ma con un porto sicuro dove tornare, e il Sant'Elia, porca miseria, era il suo porto sicuro calcistico. Chi sbarca a Cagliari (nave o aereo che sia) che vede? Bonaria e il sant'Elia. Altro deve aggiungere la vostra rossa amica? Detto questo passiamo ai numeri: volete sapere quanti "vaffanculi" si è preso Sorrentino? Oh, bravo il portierino del Chievo! Ma ha anche rotto! Iniziate a capire perchè questa è la domenica del turpiloquio? Perché Red non ha nulla da aggiungere! Ragazzi miei belli e bravi, si può? Si può attaccare una partita intera e prenderne due? Perchè a un certo punto ci si stanca e ci si abbatte? Porca di quella miseria, la moltezza, cavoli! La moltezza ci vuole! Non la mollezza, la moltezza, quella che fa credere a mille cose impossibili. La squadra c'è, c'è il gioco, ci sono due allenatori, ci sono momenti di bel calcio, di quello che pensi, che bello che ho pagato un biglietto. E poi? Dai cazzo ragazzi, a crederci quanto ci credo io!  
Tra le altre partite della giornata segnaliamo che l'Inter vince contro il Napoli. Che cosa brutta, almeno per Pink, per cui qualsiasi vittoria sarebbe stata comunque brutta più in termini estetici che di classifica. Che cosa bella, almeno per Red, per la quale ogni punto guadagnato dal Napoli è come un pelo incarnito in mezzo alle chiappe.
Mercoledì invece ci tocca il primo degli scontri diretti in casa "Stronza" con gli ottavi di finale di Coppa Italia: Juventus-Cagliari, in casa della Juve (voi sapete il perché? Noi si!). Finisce che la Juve passa il turno, vincendo 1 a 0 con un gol di Giovinco. Da qui in poi il rosso e il rosa vi aiuteranno a seguire meglio il colorito dibattito tra le Giggi's. Un gol segnato dal numero 12, al minuto numero 12 del 12/12/12: "fuck the kaballah!" è il grido di gioia di Pink, nata a Cagliari ma di cuore bianconero, "fuck Giovinco e tutti i gobbi!" è il grido di dolore di Red. La partita è buona, combattuta e il Cagliari dimostra di avere delle riserve più forti dei titolari, il che non si capisce quanto sia bene o male per la prima squadra. Questo lo pensa Pink. Red pensa che se avessimo potuto giocare con la prima squadra la partita sarebbe stata ancora più bella, nonostante il piacere di aver visto una primavera portarsi a spasso i campioni d'Italia, se pur a sprazzi. Di certo è una garanzia per il futuro, ma per il presente? Pink pensa che in fondo non c'è poi da essere così contenti, per il Cagliari. Si, è vero, hanno perso con la Juve per una distrazione di Rossettini, una singola distrazione. Red precisa: non distrazione, culo. Nemmeno vostro, ma di Rossettini: detta così è più precisa. Distrazioni difensive che sono sempre causa di gol per il Cagliari. Altra cosa che Pink trova stridente è che, se la Coppa Italia è una competizione ritenuta importante, non è una grande tattica scendere in campo con la primavera. Red dice: da quando è che la coppa Italia è più importante del campionato, soprattutto per una squadra che deve sudarsi la salvezza? Non avevamo turn over, non avevamo, tolti gli acciaccati (e Red sa bene quanto l'influenza imperversi a Cagliari) altri titolari da far scendere in campo. Abbiamo rimediato una splendida partita da parte di splendidi ragazzini, con un debutto molto più che onorevole del diciottenne Piredda. Voglio dire, la grande Juve del grande Conte nel grande Juventus stadium... di fatto passa il turno, di fatto vincendo di culo altrui (come già detto quello di Rossettini). Insomma la Juve sullo 0-0 stava facendo entrare Pirlo, il Cagliari sotto di un gol faceva entrare il giovane Piredda. Pirlo è in competizione per essere tra gli 11 migliori del 2012, e uno può pensare che la Juve tremasse per quel pareggio (e ci può stare, sostiene Pink), ma poi si crolla definivamente facendo giocare i minorenni? Red dice: esatto, non siamo crollati nemmeno con i minorenni, e grazie al cielo che non ci è presa la smania di fare i fighi e giocarci la squadra in vista di Parma e Juventus, dopo una serie sfortunata che ci vede messi male in campionato. Red vuole anche ricordare che gli juventini, quando avevano strizza di non passare il turno in Champions dichiaravano "ci interessa il campionato". Ebbene, anche a noi interessa il campionato, e Red, che sapete quanto si arrabbia quando la sua squadra butta le partite, non gioca e lascia perdere, questa volta non ha davvero nulla da recriminare.
E meno male che le chiamano partite col risultato già deciso, chissà perché! Poi Pink è felice che Red pensi che la Juve se la sia sudata contro il Cagliari (che se la suda sempre) e che sia fortemente orgogliosa del suo Cagliari, ma la differenza è che la Juve va avanti ed è prima in classifica in campionato, il Cagliari continua a prendere gol per "distrazioni" difensive, è fuori dalla coppa Italia ed in classifica non sta messo benissimo. Urge trovare un rimedio. Red, che tifa Cagliari anche perchè se la suda ogni volta, sentito questo dice: "visto che siete primi in classifica e in tutte le coppe che ci sono nel mondo... quanto ai nostri rimedi e agli svarioni della divesa rossoblù, farisca lo conoscete? Perchè io lo conosco, eravamo insieme alle medie alla Marmora!". "Magari dal 2013..." pensa Pink. Insomma, il gioco è valso la candela stavolta? si chiede la Signora in Rosa. Comunque Antonio Conte torna davanti al suo pubblico in lacrime (il pubblico e Conte) e conquista il passaggio di turno ai danni di Pulga che, con solo l'aggiunta di una I tra L e G, ha già trovato il suo soprannome perfetto. "Lasciami Pulga e Lopez dove sono, e anche il mio Cagliari, che se ritorna Ficcadenti me la prendo con chi dice queste cosacce e trova questi scontati soprannomi!" Chiude Red.
In promozione il Tonara pareggia in campionato per 2 a 2 contro il Fonni, mentre in Coppa ci regala un'esaltante vittoria ai rigori contro la Nuorese e passa il turno! Questo è il Tonara che ci piace, quello che "a facci manna" si prende quello che di fatto le spetta: vittoria e passaggio del turno! Vai ragazzi!!! Red adora il suo Tonara, vittorie o non vittorie, passaggi di turno o non passaggi di turno, come adora il suo Cagliari! 
In Liga, Messi supera finalmente il record di Muller arrivando a 88 gol segnati in un anno! E chissà che non si avvicini anche alla conquista di un altro importante trofeo... Sfida incrociata invece in questa giornata dove il Real (sempre a -11 dalla vetta) incontra l'Espanyol, seconda squadra catalana, mentre il Barça trova l'Atletico Madrid, secondo in classifica davanti proprio al Real.
Nel frattempo, complimentoni a Fabio Scozzoli per la conquista della prima medaglia italiana (d'oro, per giunta) ai mondiali di nuoto in vasca corta!!! 
E per noi è tutto anche questa settimana!

P.S. Red precisa per i puristi della lingua italiana che ogni sardismo nel costrutto e nella forma e ogni sgrammaticatura in ciò che ha scritto in questo post riguarda il fatto che, come disse un giorno Pink, non esistono le signore allo stadio. Tanto meno nella domenica del turpiloquio. Oltre al fatto che Red, non sarà mai una Signora del calcio, mai, mai e poi mai: la gobba non le si addice.

P.s.: Facciamo un paio di precisazioni. La prima è che la squalifica di Conte è stata reale ed effettiva, ma non è un problema di Conte se giornalisti, tv, radio e quant'altro l'hanno seguito con ogni mezzo possibile ad ogni partita, ad ogni gol fatto o subito. Lui non poteva parlare coi giornalisti e sedere in panchina e a questo si è attenuto. Nemmeno a Paolo Rossi fu proibito di allenarsi durante la squalifica tra '81 e '82, tant'è che al suo ritorno divenne capocannoniere del mondiale del 1982. Se a qualcuno non va bene, che si cambino le regole, ma finché ci sono vanno rispettate che piacciano o no. La seconda è che la questione del turnover è un finto problema: è pieno di squadre che fanno 2 o 3 competizioni all'anno, ma se ritengono una partita vitale mettono i migliori che hanno a disposizione, il Cagliari l'ha fatto al 100%? Questo si chiedeva Pink. Quanto al passare per il culo altrui, questo è il calcio. Si vince anche così, sfruttando disattenzioni altrui o per botte di culo. Facciamocene una ragione.

Red semplicemente ci ride su e scherza, perchè il calcio è anche sfottò! E comunque il miglior culo in campo era quello di Ibarbo. Facciamocene una ragione.

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono...
...ma così buono che manco tu ci crederesti. Sì, infatti, tu non ci crederesti se te lo dicessi anche narrandoti tutti le meravigliose azioni buone che ho messo su per questo preciso momento, cioè scrivere che sono stato buono e ti spiego cosa mi piacerebbe che, come accordo e tradizione, tu mi portassi tra la notte del 24 e del 25 dicembre.
Ma diciamoci la verità, caro Babbo, o cara Babba oppure tutti e due e abbasso la tirchieria, Natale. Tu non esisti. Vero? Hai (avete) il coraggio di smentirlo?
Dalle indagini svolte fin dal 1987/88 è risultata chiara la risposta a questo antico arcano del genere umano. Un uomo paffutello con la barba bianca se ne va, vestito di rosso e bianco con cintura nera, nella notte di Natale per il mondo, con partenza dalla profonda e gelida Finlandia a bordo di una fantomatica slitta, forse pure volante, trainata da renne, a distribuire regali di ogni sorta e pure marca a tutti coloro che dichiarano nella famosa letterina di essere stati da bravi e anche no (che scandalo!). Ma come fai Babbo? Tutte le possibili domande dicono che è impossibile la tua esistenza, per cui non inventarti storie adesso.
Il rumore di scatoloni, di carta di pacchi, di forbici che tagliano, l'arrivo anticipato di parenti con pacchi, borse e buste colme di ogni cosa e quel misterioso chiudersi in una stanza da parte dei genitori che puntualmente si fanno scoprire perchè non tappano per bene la toppa della chiave della camera prescelta per impacchettare...
La cosa bella del tuo mito è che ce la metti tutta a rendere felici i bambini che ti scrivono speranzosi e entusiasti. Ti ricordi quando mi hai portato quel fantastico mangiadischi rosso? Ecco, sappi che è stato, forse, il più bel regalo in assoluto che abbia mai ricevuto. Cambiavo i dischi senza attendere la fine della canzone...mi sarebbe pure piaciuto inserirne due assieme...per vedere giusto cosa ne usciva fuori dall'autoparlante...non molto tempo dopo ho desiderato scoprire come funzionasse quella scatola magica...all'interno c'è una piastra nera che gira in senso orario (perchè non anche antiorario, Babbo??), poi ha una bella stanghetta lunga che termina con una puntina (perchè non due??) e poi ci sono dei cavi che collegano queste parti all'altoparlante. Molto interessante.
Senza contare la famosa tartaruga-catapulta...lanciava penne a gogo...Al confronto la Nord-Corea lancia molliche nell'universo. Ne sono prova le tazzine in porcellana del tete a tete del soggiorno.  Una è entrata nell'orbina di Orione...
E per il prossimo Natale che cosa mi attende, Babbo?
Essendo stato estremamente buono, bravo, altruista e dilingente vorrei, se ti capitasse di passare - ma ricordati che non ho camino, devi salire non al settimo ma al quarto piano, sono dopo gli appartamenti dei greci che non hanno ancora pagato i loro debiti e non hanno fatto i compiti a casa, chiedi info al tuo premier finnico -, non lo so. Fai tu. E' più bella l'attesa con la sorpresa...
Per finire un allegro canto natalizio...
Paul_Blau_Vierzig