domenica 28 settembre 2014

Breaking news

La notizia della settimana è:
Il commento. I Kinder? Li paga Pantalone (l'Unione Sarda  ed. giovedì 26 settembre, p. 37)
Oristano. Giustizia bloccata, colpa del cioccolato (l'Unione Sarda ed. giovedì 26 settembre, p. 37)

La canzone della settimana è:
Luci a san Siro - Roberto Vecchioni

La frase della settimana è:
Se non mi fanno aprire un assaggio di scavo, allora farò la scrittrice: mi darò all'assaggistica!

Il trend della settimana è:
Usare un italiano creativo

Il mestiere della settimana è:
Assaggiatore, gourmet e sommelier

L'appello della settimana è: non date la colpa al cioccolato, è innocente!

sabato 27 settembre 2014

Istantanee by White

Gli imprevisti di un ritorno tardivo. 


Autodidatta e rigorosa. Scrive tutti i giorni, di preferenza nel pomeriggio. Ricerca la perfezione nella lingua. Attinge avida ad un mondo vastissimo di letture, che si intessono strettamente con l’esperienza personale in cui forte era il peso della tradizione orale. Senza mai trascurare la Bibbia, specie per delineare le figure dei patriarchi. Sa raccontare per immagini. In ogni sua opera questi tasselli, imperativi nella sua anima, si mescolano abilmente tra loro, dando origine ad esiti sempre differenti. Ritrae le pulsioni dell’umanità. Alle spalle, ogni volta, una ricerca accurata. Sullo sfondo l’isola, da tempo lontana. Una messa a fuoco a distanza, ma nitida. Luogo di ispirazione prediletta. Che la Sardegna abbia questo potere è noto: è sufficiente dare anche uno sguardo sommario ai resoconti dei primi viaggiatori. Ha il fascino primitivo e la grandiosità di un luogo senza tempo. Delizia sopraffina per i tessitori di immagini. La bibliografia che la riguarda è imponente, quasi impossibile da quantificare. Non poteva essere diversamente per un premio Nobel. E’ prolifica, Grazia. Ma si studia più che conoscerla, questa scrittrice, e questo, a mio avviso, è un peccato. La sua vita, le sue scelte di donna, le sue tensioni, non ci sono note compiutamente. Grande il riserbo nella sua vita privata. Sappiamo della sua necessità di scrivere. Un imperativo costante. E dell’ostilità tenace con cui dovette scontrarsi. Soprattutto le donne le andavano contro, in nome di una morale che era fatta di desideri di uomini, ripetuti annullandosi, facendo proprie convinzioni non di rado mortificanti. Mal tollerando chi osava scostarsi dalla consuetudine, diffidando di chi esigeva un percorso di vita diverso. 
A me, più di ogni altra cosa, ha colpito l’episodio relativo alla traslazione della sua salma. 
Da noi, in Sardegna, capita che i grandi personaggi godano di riconoscimenti tardivi. Postumi. Dal suo trasferimento a Roma la Deledda aveva preso le distanze dalla sua città natale, Nuoro, e dalla sua gente, o forse, meglio, dalla sua atavica paura del cambiamento. A troppi anni dalla sua morte, la città ritiene che sia giunto il momento che Grazia ritorni a casa a riposare. Ma a documentarsi si viene a sapere che ci furono delle difficoltà.  Nel giugno del 1959, le sue spoglie terrene, giunte dal Verano, dovevano essere tumulate nella chiesetta della Solitudine. Solenni i riconoscimenti, tra le autorità Antonio Segni, allora presidente del Consiglio. Un ritorno tardivo. Le aveva spesso fatto rabbia la sua città, le andava stretta come un corsetto impietoso, toglieva il respiro, ma nello stesso momento, e in una contraddizione solo apparente, era la sua fonte di ispirazione, nonostante in tanti non avessero mai visto in lei un tentativo di riscatto del genere femminile, semmai una ferma e deprecabile volontà di affermazione personale. Ma ora, premio Nobel conclamato, e donna, Nuoro la reclamava. Corse in massa a renderle omaggio. Dal 16 agosto del 1936 riposava in una tomba a forma di nuraghe, come aveva espresso nelle sue volontà, ad estremo simbolo della nostalgia della sua terra di cui aveva narrato tanto. Con la scritta in latino: "Non est Deus mortuorum, sed viventium". 
L'idea della traslazione era venuta in mente qualche anno prima, ad alcuni artisti locali, tra i quali i fratelli Ciusa Romagna. Dei tre, Giovanni, qualche anno prima, aveva lavorato alla ristrutturazione della chiesa della Solitudine, eretta nel 1625 per volontà popolare, e tante volte descritta da Grazia nelle sue opere. Lo Stato ne aveva sostenuto le spese, per riverire degnamente il premio Nobel. Come in uno scrigno prezioso vi lavorarono alcuni dei migliori artisti isolani. Eugenio Tavolara realizzò il portale bronzeo e le formelle per le tappe della Via Crucis, i candelabri ed il crocifisso. Il bassorilievo in trachite sarda che adornava l'abside era opera di Gavino Tilocca. Grazia amava il piccolo edificio, per la posizione, e forse anche per le sue forme scabre. C’è un filo rosso che la lega alla chiesa della Solitudine lungo tutto il corso della vita. Le dedica il suo ultimo romanzo, ed attribuisce alla protagonista, Maria Concezione, la lotta contro il suo stesso male fatale.
In principio, il marito, Palmiro Madesani mostrò una certa riluttanza nel considerare la possibilità del trasferimento delle spoglie. Poi cedette alle pressioni del comitato autorevole che si era costituito con questo scopo. Uno sciopero impedì che la salma arrivasse via mare. Si provvide per via aerea Roma – Alghero. La salma giunse a Nuoro scortata da una staffetta della stradale, salutata durante il percorso. Portata a braccia da giovani in costume sardo, in un lungo corteo, percorse un tragitto, che a partire dall’ospedale Zonchello sfilò lentamente per corso Garibaldi, Via Tola, ed infine raggiunse la Cattedrale. Era presente anche il nipote Alessandro, figlio di Franz, ammirato per il tributo riservato alla sua nonna famosa. Dopo la messa celebrata con grande solennità, il corteo raggiunse la via a lei intitolata e fece una breve sosta nella casa natale. Poi giunse alla sua destinazione finale. La tumulazione, in forma privata, era prevista per l'indomani. E qui si verificò il secondo imprevisto. Al momento della riesumazione ci era accorti che la salma appariva mummificata e pertanto non poteva essere accolta nell'urna cineraria che era stata approntata. Si ripiegò su una bara. Anche il sarcofago in marmo nero, posizionato alla Solitudine, era stato progettato per accogliere un’urna. In extremis si convocò un abile e noto capomastro, il signor Marras. In totale riserbo lavorò tutta la notte, all'esterno della chiesa, per creare sotto il sarcofago uno spazio capace di ospitare la bara. I resti mortali di Grazia Deledda finalmente riposano sotto il muro perimetrale della chiesa, e non all'interno del sarcofago di marmo nero, ma perpendicolarmente ad esso. Ma tant'è! Un altro fatto inquietante prese voce. Si racconta che nel volo DC3 dell'Alitalia, preso come ripiego per lo sciopero, viaggiasse anche la salma di un carabiniere di Mamoiada che tornava a casa. Qualcuno vociferò di un possibile scambio. La voce è stata smentita ma continua ad aleggiare come un dubbio molesto.
Se lo avesse saputo, Grazia, credo avremmo sentito dalla sua bocca una di quelle pittoresche imprecazioni terrificanti, che popolano i suoi scritti. E non avrebbe avuto torto.

Stiletto Sport - Il calcio visto dalle open toe di Red

La domenica del "Rome wasn't built in a day"


Consiglio a tutti di leggere il seguente post con questa colonna sonora. Ricordatevi inoltre che il campionato è lungo, lungo, e ancora lungo. Si renderà opportuno pertanto, in alcune occasioni, prenderlo muro muro!

Togliamoci subito il dente: la situazione è grave!
Il Cagliari è ultimo in classifica. No, non è grave questo! E che sarà mai? Io ho solo trentatré anni, ma ho visto il Cagliari in situazioni ben più disastrose e irrecuperabili: un punto in quattro partite… mi pare ci siano stati tempi in cui si facevano le prime cinque senza nemmeno il punticino della bandiera, quindi ribadisco: che sarà mai?
Il problema grave è un altro: ci eravamo liberati di Cellino. Per tanti è stato un lutto, per me una gioia, e vabbé, non dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo. Ma Max prima di partire è evidentemente passato, nottetempo, per le stanze dei tifosi e delle tifose e, con un morsichino sul collo, li ha cellinizzati tutti! Un punto in quattro partite, ok, non è bello! Ma perché la prima cosa che si pensa è “esonero”? "Tagliategli la testa!" o mamma mia, è tornata la Regina Rossa? Non ci sono bastati gli ultimi venti anni? Non vogliamo proprio vedere come si evolve la squadra? Non ci interessa proprio capire se c’è o non c’è un progetto serio e interessante? A me pare che, al di là dei punti, su quattro prestazioni, due sono state positive e due (quelle che mi tocca raccontare qui) non lo sono state. Aspetterei a piangere e, soprattutto, non ostenterei un disfattismo urticante del tipo: “eh, andiamo dritti dritti in B”. A tal proposito:
Punto primo: zitti, bisogna stare! Muti!!! Capito?
Punto secondo: e quindi? Non si muore mica, in B. Tra le imprese che non dimenticherò mai, mai e poi mai di su Casteddu, c’è il finale di campionato con Mazzone e il “Cobra” Tovalieri. Si, quello dello spareggio a Napoli col Piacenza. Quello che siamo scesi in B. Eppure era una squadra emozionante, e poche volte ho esultato come in quel campionato. Io mi voglio divertire a veder le partite ed esser fiera dei miei ragazzoni rossoblù, il resto non conta!
Quindi, mister Zeman, mi confezioni una squadra di insaziabili innamorati del gioco… per favore, per favore, per favore! Che queste due partite non andavano viste (per dirla alla cagliaritana).
E voi, oh calciatorini belli del mio cuore… smettetela immediatamente di farvela sotto come bambinette che guardano un film di Dario argento e giocate a “facci manna”!
Infine, oh miei pregiatissimi compagni di tifo rossoblù… smettetela di tirarcela e fate il mestiere del tifoso, che è tifare! Se volete vedere solo vittorie ingobbitevi e fatevi l’abbonamento allo J Stadium, ché fate prima, e smettetela di rompere le palle, che qui c’è già abbastanza da soffrire!
Per la cronaca: Roma 2-0 Cagliari; Cagliari 1-2 Torino. Siamo ultimi in classifica: mangeremo tutti solo zucchine per punizione, spero! E niente Poetto! E lavorare molto e con costanza, che Roma non fu mica fatta in un giorno!
Quanto al resto, visto che sarebbero troppe le partite da raccontare, diamo uno sguardo direttamente alla classifica!
Agli antipodi del Cagliari sta la Juventus… Allegri funziona: ha messo a segno anche un nuovo record! Io l’avevo detto che acciuga fa sempre delle gran partenze… I gobbetti festeggiano il ritorno al gol di re Artù Vidal e, complici i giornali, già si sentono i padroni del mondo. Insomma nulla di nuovo!
La Roma viaggia, anche grazie a noi, a punteggio pieno come i bianconeri, ma rischia il ginocchio di Destro a causa delle mie reazioni al gol contro il Cagliari. Steremo a vedere!
Tre punti sotto segue l’Udinese di Stramaccioni… anche lui di solito parte bene: non dimentichiamoci che fu sua la prima presa dello Juventus Stadium!
Inter, Samp e Verona con 8 punti per ciascuno gongolano moderatamente, il Milan a 7 dopo la Juventus si è traumatizzato e non è più stato lo stesso!
A 5 punti ci sono il Genoa e la Fiorentina, che non riesce a segnare, quasi come se fosse il Cagliari.
4 punti sono per il Cesena, che può anche andare, per il Torino, sottotono con tutti tranne che rompere al sant’Elia, per l’Atalanta, idem come sopra. E il Napoli: ahahahahahahahah!!!! Come mi dispiace!
3 punti per il Palermo, la Lazio, che per ora non ce la può proprio fare, Parma, Chievo e Sassuolo.
2 punti per l’Empoli
1 punto per il Cagliari: è per questo che si dice “dulcis in fundo”.
Il Tonara nostro bello e bravo, ahiRed, non mi tira su la domenica calcistica, battuto dall’Usinese a su Nuratze. Anche a voi, amici cari, ricordo che il campionato è lungo, ma lungo… e vogliamo tornare a Tonara per festeggiare con voi qualche nuova impresa!

Per oggi è tutto, tanti bacini Red&Blu... cantando tutti insieme!
  


domenica 21 settembre 2014

Breaking news - Le notizie della settimana

La notizia della settimana è: Referendum in Scozia, gaffe della Lega Nord: "Andremo ad Amburgo..No a Strasburgo... no, ad Edimburgo!!!" (Huffington Post)



La canzone della settimana è: Quando, quando, quando (Tony Renis)



La frase della settimana è: Non ho scelto fiori di campo. Ho scelto fiori di cunetta!



Il trend della settimana è: Dare interviste tipo Elisabetta Canalis!



Il mestiere della settimana è: Quello che lavora per la televisione.

venerdì 19 settembre 2014

Stiletto sport - Il calcio visto dalle AllStars di Pink

 Siglaaaaa!!!


La domenica del "Tutto come previsto"... o forse no

Ci siamo! E' tempo anche per Pink di ricominciare a scrivere per questa graditissima rubrica sportiva. La settimana scorsa abbiamo letto il bellissimo articolo di Red sulla prima giornata, per questa settimana invece sarò io, Pink, a raccontarvi che cosa è accaduto nel mondo del calcio. Mi sia consentita però un doveroso "Dove eravamo rimasti" calcistico dal punto di vista di Pink.

Per tutti coloro che si fossero messi in ascolto soltanto in questo momento, nel mondo del calcio è accaduta una cosa "agghiacciandeeeee": Conte non è più allenatore della Juve. L'ho saputo appena uscita da un allenamento in piscina e stavo per tornarci dentro e annegarmi, cosa che tra l'altro è facilissima: mi basta una vasca stile libero. La cosa più drammatica è stata la scelta del sostituto: Acciughina Allegri. Cosa sia passato nella testa del presidente non ci è dato saperlo, ma per ora siamo in fase di studio ed esame del nuovo tecnico. A me comunque resta antipatico.. l'ho detto! Io preferisco gli allenatori tecnico-tattici che sono antipatici perché vincono (Mourinho escluso, of course). Vedete voi chi può corrispondere all'identikit...
Anche il Cagliari ha un nuovo presidente (evvaiiii!!!) e un nuovo allenatore (ehm...), ma questo lo sapete già!
C'è anche un nuovo(vecchio) presidente della FIGC, il "gaffes-man" Tavecchio, e Conte è diventato CT. Ha vinto le prime due partite e non ha convocato Balotelli: per me è già il migliore CT della nazionale degli ultimi 150 anni.

Questa è una premessa doverosa per capire l'analisi della giornata calcistica in rosa che parte dal titolo. E' stata, per me, una giornata che è andata secondo previsione: la Juve ha vinto, tutto il resto è noia.
Una vittoria meritata per i giovanotti in bianconero che si impongono per 2 a 0 sull'Udinese con i gol di Tevez e Marchisio. Dopo la prima partita, in cui ho cantato a squarciagola la sigla di Conan per 90 minuti, e dopo la pausa per la Nazionale targata Conte (momento nostalgia), c'era davvero bisogno di segnare il territorio con una vittoria bella e netta. Perché è vero che c'è Acciuga in panchina, ma la Juve è sempre la Juve. Certo, se avessimo perso avremmo potuto dare la colpa al gol fantasma di Muntari...Ah no, scusate! Ho sbagliato... Un po' si sente l'assenza di Pirlo, ma la squadra c'è, si vede, concretizza forse troppo poco ma comunque si vince e si prendono punti.
Sono cosciente che questo è un anno davvero difficile per la Juve e non ho grosse pretese. Se è difficile vincere due scudetti di fila, difficilissimo vincerne tre, cosa pensate che sia vincere quattro? Il capro espiatorio per ora c'è, ma nel profondo del mio cuoricino spero di doverlo usare solo per presa in giro.
Intanto pure in Champions diciamo la nostra e iniziamo il girone con una sonorissima vittoria col il Malmoe con una doppietta di Tevez che mi fa inorgoglire e commuovere. Ma avete visto il gol su punizione? Roba da inginocchiaris e ringraziare di aver avuto la possibilità di vederlo. Si capisce a sufficenza che mi è piaciuto?

Ma passiamo al Cagliari... Per evitare di fare facili commenti partendo dal titolo del post e per non cadere nella facilissima trappola di Zeman-anti juventino (che poi... ma ne parliamo dopo), mi sono rivolta agli amici del quotidiano online Blog CagliariCalcio 1920, diretto da Davide Zedda, per la loro più oggettiva analisi della partita. Nel suo editoriale, Marco Zucca scrive di aver visto due pecche che hanno portato alla sconfitta del Cagliari: l'assenza di Ekdal e il "passaggio suicida" all'indietro di Avelar. Io non ho visto la partita, per cui mi fido. Zucca dice anche che se il Cagliari avesse vinto, l'avrebbe fatto con merito ma che c'è stata una gran mole di gioco che tuttavia non è stata finalizzata in modo adeguato. Manca inoltre un realizzatore di testa per l'attacco, per fare quello che faceva un po' Pinilla (se non ho capito male), perché Sau è tanto bravo ma ha una mole fisica totalmente differente. Per citare Zeman stesso "Il risultato è casuale, la prestazione no". Quindi consoliamo gli amici rossoblù: il risultato non parla in modo veritiero.
Poi, io ho la mia opinione dovuta alla scarsa stima che ho di Zeman, la quale NON è dovuta alle polemiche presuntamente anti-juventine dell'allenatore boemo. Su di esse credo che i giornalisti, e una notevole dose di appassionati di calcio che parlano per partito preso, abbiano un po' gonfiato la cosa. Ciononostante non dimentico le dichiarazioni passate.
La notiziona intanto è che Zeman stesso ha dichiarato di non essere anti-juventino, ma addirittura di essere stato (o esserlo ancora, boh!) tifoso della Juve e che da piccolino dormiva col la maglietta della squadra. A me in testa ha risuonato il jingle di un noto amaro: "il gusto pieno della vitaaaaaa".
In campionato l'Inter ha provato a vincere col Sassuolo, il Milan ne ha presi 4 ma ne ha fatti 5 al Parma, vincono Lazio, Sampdoria, Roma e Verona.
La prossima giornata ci riserva due sfide belle ghiotte: la Juve trova il Milan di Inzaghi, cosa che mi fa venire in mente fosche previsioni e ricorsi storici allucinanti, e Roma - Cagliari, partita che costò a Zeman la panchina della Roma...

Parliamo un po' anche dei nostri amici di Tonara, i rossoneri belli, simpatici e bravi! Il Tonara vince e prosegue il suo cammino in Coppa Italia con un bellissimo 3 a 0, doppietta di Antonio Pili e gol di Bomber Calaresu!!! Io sono personalmente molto ma molto soddisfatta per questa vittoria e per la prestazione generale. Sarà vero che il risultato è casuale, ma capita anche che,
giocando bene, si vinca!

Alla prossima giornata, che sia Red o che sia Pink, che portiate i tacchi o indossiate delle fashionissime sneakers!

Sigla pink-bianconera!!!

mercoledì 17 settembre 2014

Red Victim

Hei ho hei ho, andiamo a lavorar!



L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Così inizia la nostra Costituzione ed è molto bello.
Ma per andare a lavorare bisogna pur vestirsi! Nulla contro il naturismo, per carità, ma, diciamo così, ci sono valide norme di sicurezza per presentarsi sul posto di lavoro vestiti, e vestiti con un certo criterio.
È vero anche, mi direte voi, che c’è grossa crisi, e non tutti hanno la fortuna di dover decidere cosa mettersi per andare a lavorare, ma è il caso di vestirsi anche per andare a cercarlo, un lavoro! Dite che forse può essere più proficuo il nudismo? Forse! Ma io ve l’ho detto tante volte che la diplomazia non è il mio forte, quindi non prendete i miei consigli come il passepartout che vi aprirà le porte di qualunque contratto voi sognate, ma semplicemente come un’idea su come colorare un po’ le vostre giornate di grazia e ironia.
Partiamo dai miei consigli su come andare vestite a lavoro, nel prossimo numero parleremo invece di come andarlo cercare!
Ci sono dieci milioni di mestieri, ognuno con esigenze diverse quindi, salvo scrivere un romanzo, dovrò fare una scelta. Siccome sono strana la mia scelta sarà un po’ originale, ma nemmeno troppo: come si deve vestire una graziosa signora che lavora in un cantiere? D'altronde, tra tutti gli esperti o presunti tali del fashion, chi si è mai occupato di noi archeologhe, geologhe, ingegneri, geometri, operaie e chi più ne ha più ne metta, che la mattina anziché mettere un bel cappello a falda con fiocco alla Rossella O' Hara dobbiamo indossare il caschetto? Ci penso io!
Ragazze (mi permetto un ragazze tra sorelle, ma ricordiamoci che sul posto di lavoro “ragazza” non è mai un complimento. Impariamo a bilanciare e gestire la confidenza, misurando con cura gentilezza e riconoscimento di titoli e ruoli!), dicevo, ragazze, anche se la tentazione è forte non abbruttiamoci! Si può essere belle sempre e in ogni occasione! Quindi la mattina alle 5, facendo la pipì, ripetiamo come fosse un mantra: la bellezza è dentro di me, le scarpe antinfortunistiche sono graziose e mi valorizzano, quelle sotto i miei occhi non sono occhiaie, la vita è meravigliosa… Così quando arriverete davanti allo specchio sarete un filino rincuorate e non vi farete troppa paura.
A questo punto, dopo aver curato la propria igiene, bisogna vestirsi. La mia regola è che ogni outfit parte dalle scarpe, e le scarpe antinfortunistiche sono quello che sono. 
In realtà, alla disperata ricerca di un paio nuovo numero 35 (le mie vecchie adorate scarpine iniziavano ad avere la suola quasi liscia) ho scoperto meraviglie: esiste una linea specificamente pensata per le donne, e addirittura un modello in rosso! Ma io le volevo con la caviglia alta e ho dovuto prenderle da uomo miniaturizzate… E qui parte l’appello: fate almeno un modello di scarponcino per la linea abbigliamento di sicurezza donna!!! Ho scoperto anche che si dice in giro che noi pulzelle siamo vanitose, ma nella realtà gli unici tanto vanitosi da pretendere per il cantiere un modello “elegante” perfettamente confondibile con uno scarpino in pelle sono gli uomini. Vabbé, forse gli unici che arrivano in cantiere con l’abito sono gli architetti di una certa età, però che ingiustizia!
Tornando a noi… date le scarpe che ci tocca mettere non ci sarà chissà quale scelta quanto al taglio dei pantaloni, obbligatoriamente lunghi. Ci rimangono le opzioni jeans, tela con taglio da jeans e pantaloni stile militare con i tasconi. Scegliamo il più capo più grazioso tra quelli compatibili con la mansione che dobbiamo svolgere, ricordando sempre che i pantaloni da mettere in cantiere devono essere comodi, non brutti! 
Mi permetto una postilla per coloro che, come me, fanno o faranno le archeologhe. Presumibilmente dovrete assumere durante il lavoro posizioni quanto meno originali: tenetene conto quando scegliete i vostri pantaloni! Se la vita fosse troppo alta un bottone potrebbe uccidervi trafiggendo la vostra pancia, se la vita fosse troppo bassa potreste diventare involontariamente oggetto di osservazione con i binocoli da parte del vostro cantiere e anche di quelli limitrofi, nemmeno foste pulli di fenicottero; se la stoffa utilizzata fosse troppo leggera si romperebbero, lasciandovi all’improvviso sprovviste di un’adeguata protezione contro le intemperie, se la stoffa fosse troppo rigida sareste legate e rigide nei movimenti!
Il mio consiglio è quello di pensare attentamente anche alla biancheria intima che indosserete: abbassandovi all’improvviso, nonostante l’attenta scelta degli strati superiori, non si sa mai che si intraveda l’elastico degli slip, o che dopo un acquazzone la vostra maglietta diventi un po’ trasparente… se c’è qualcosa nel vostro cassetto che vi farebbe arrossire qualora a vederlo fosse il vostro capo o i vostri colleghi… beh, non mettetelo!
Passiamo al capocollo: la mia esperienza dice che il dottore si ricosce dai bottoni! Quindi se volete mostrare il vostro ruolo con poco sforzo potete usare una polo o una camicia. Se siete abbastanza sicuri di voi stesse da volervi confondere beatamente tra gli operai, una t-shirt andrà benissimo! Vi prego, non puntate sul decòlleté, fa cafona!
Quanto ai colori… dipende dalla tipologia del vostro cantiere: se, come me, avete a che fare con la terra… non mettete mai, mai e poi mai, che vuol dire mai, bianco e nero! Per il resto sono indicatissimi i colori della terra, per stare abbinate, altrimenti, per osare e strappare un sorriso, consiglio colori accesi in fantasia.
Dopo che ci siamo vestite ci si pettina… è facile, ma a volte non ci si pensa: la coda e il caschetto non vanno d’accordo! Io sto comodissima con le trecce: ordinate, comode e originali, praticamente perfette!
Infine ci si trucca… non si discute, è d'obbligo, correttore e fondotinta (con protezione solare) sono imprescindibili e non si negano a nessuno, né a noi stesse né a chi non merita di subire per otto ore la vista delle nostre occhiaie!
L’altro elemento di make up per me inevitabile è lo smalto per unghie, rosso. Non so se riuscirò a convincervi, ma io posso avere l’abbigliamento da muratore, la vita da muratore, lo stipendio da muratore, l’abbronzatura da muratore… ma le mani no! Le mani le voglio da Red!
Infine, amiche, anche noi donne da cantiere abbiamo a volte degli impegni “civili”. Ecco, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto ad essere sobrie, morigerate e a norma antinfortunio (ricordate sempre che in cantiere un uomo con abbigliamento non a norma è easy, una donna con abbigliamento non a norma è “ma questa crede di essere in via Roma? Ma non se la riprendono all’Università? Ci tocca anche la principessa sul pisello… ta dannu!), dicevo, dopo tutta questa fatica io proporrei: tacchi, tacchi, tacchi! Gonna gonna, gonna! Abitini, abitini, abitini! Rossetto, rossetto, rossetto! E prendiamocela una rivincita con il mondo: siamo bellissime, oltre che bravissime!


Il consiglio per lui: quella maglietta gadget, quella gialla fluo della ferramenta di vostro cugino… ok, è comoda e gli fate un po’ di pubblicità… ma quanto è orrenda??? Mettetela per andare al mare, ché tanto la dovete togliere! O dite a vostro cugino che si potrebbero fare delle penne, o una bella matita da muratore, come gadget!

domenica 14 settembre 2014

Breaking news

Settembre mese di novità: anche le nostre Breaking news cambieranno un po' e diventeranno un appuntamento settimanale, con notizie, musica, perle di saggezza e tanto altro!

La notizia della settimana è:
Acqua, piovono bollette (L'Unione Sarda, edizione di sabato 13 settembre, p. 25)

La canzone della settimana è:
Domenica d'agosto - Bobby Solo

La frase della settimana è:
Devono aver messo i voli Ryanair da soggettolandia!

Il trend della settimana è:
Comprare scarpe e sposarsi (meglio Selargius o Alghero?)

Il mestiere della settimana è:
Il "giometra"

sabato 13 settembre 2014

Stiletto Sport - Il calcio visto dalle open toe di Red



Signore e signori, ladies and gentlemen… si ricomincia!
Tripudio e gaudio! Finalmente la piaga delle domeniche acalcistiche è finita e può ritornare lo stiletto! Con alcune novità… Visto che durante l’estate sembrava che nel calcio italiano dovesse cambiare tutto (ma poi, cambierà mai qualcosa?), cambiamo un po’ anche noi: ci sarà una domenica in Red e una domenica in Pink, e poi… leggeteci con attenzione e scoprirete il resto!

Parte Red, cioè, parto io… a volte mi prendono le crisi di identità! Parto col riassunto delle puntate precedenti e un briciolo di antefatto: come dichiarato a fine campionato non ho visto un minuto di mondiali, ma a sentir raccontare di certe imprese quattro risate me le sono fatte, e anche di gusto. L’estate sportiva è passata beatamente all’insegna del ciclismo, che ha dato grandissime soddisfazioni e continua ancora con una splendida Vuelta (uno di questi giorni vi scrivo uno “speciale Aru”, metter qui due parole mi sembra troppo riduttivo per le meraviglie che si son viste!), dell’atletica e di quel meraviglioso piacere per gli occhi che sono gli europei di nuoto. Quanto al calcio tutto il pensiero in Red si può riassumere in un’unica parola: liberi!!!  La sensazione di libertà è stata così piacevole che non mi sono messa neppure a preoccuparmi del mercato, di salutare Astori, Pinilla e fare il conto delle perdite, perché mi dava gioia la sola sensazione che con tutta probabilità avremmo iniziato il campionato con l’allenatore con cui avevamo fatto la preparazione (si “abbiamo”, non “hanno” fatto la preparazione: ho mangiato patate e zucchine anche io quest’estate, mica solo i calciatori!)
Ma libertà per cosa? La dipartita di Massimo Tagliategli la testa Cellino, ovvio! Non voglio infierire, e non aggiungerò nulla se non che non vedevo l’ora. Che non vuol dire che ora tutto è perfetto, ma  a su Casteddu meu servivano cambiamenti e stimoli e sono arrivati! Su Giulini non dico ancora nulla, su Zeman… è così burbero e antipatico che mi sta terribilmente simpatico! Mi piace l’idea di calcio e di squadra che ha, staremo a vedere, e poi zitti: la regola del silenzio non è cambiata e mai cambierà!
Quel che vi posso raccontare non è come andrà a finire il campionato, come tentano di fare sulla Gazzetta e alla Domenica Sportiva (Lampada Alogena r.i.p.) ma come è iniziata. Ovviamente partendo dal Cagliari, ché il mio essere sfacciatamente di parte è sempre lo stesso! Il primo impegno ufficiale di stagione è in coppa Italia contro il Catania, ed ho una solo certezza: il primo gol ufficiale del Cagliari di Zeman deve segnarlo Sau, alla faccia (scusa Diego, ti ho sempre difeso ma l’anno scorso eri fuori come un balcone) di Lopez. Ovviamente taccio, e mentre guardo l’orizzonte dal Bastione, si accendono le luci del sant’Elia. All’inizio mi sembrano degli strani specchi, Violet, lì con me, capisce subito di che si tratta e giustamente mi rimbrotta. Cagliari all’imbrunire con il sant’Elia acceso è meravigliosa, c’è una poesia che non vi so descrivere nell’aria, oltre tutto la birra è ghiacciata, che non guasta. A un certo punto noi sorelle colorate andiamo a prendere un gelato, l’ingresso in gelateria è un presagio: non c’è bisogno di dire nulla se non “mi dia un cono al torrone di Tonara”. Cinque minuti dopo segna Pattolino del nostro cuore Sau. Che altro serve per una serata perfetta?
Poi inizia il campionato, ci tocca il Sassuolo. Red, cioè io, finalmente può sentire la sua radiocronaca diletta dalla sua radiolina Sony, dal 1993 compagna di ansie, soddisfazioni, delusioni, promozioni, retrocessioni. La mia povera radio non ha conosciuto l’era Orrù, sarà la sua prima partita Cellino free… ma ci pensate che emozione? Si è rotto prima il presidente della mia radio! La partita non è facile, e penso che neppure le prossime lo saranno. Il primo tempo si gioca e ci si prova da entrambe le parti, al 42’ Zaza porta in vantaggio il Sassuolo. Il tempo di pensare “lampu!” e un lampo arriva: è Sau sulla palla. Goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!! Sauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (cit.)
La partita finisce 1-1, giusto così direi. L’inizio va bene, c’è ancora un po’ di pesantezza, ma finalmente si parte con un bel carico di lavoro sulle gambe! Siamo solo a due punti dalla vetta, forza ragazzi!
E la vetta è costituita dalla Juventus di Pink, che ha aperto le danze battendo in casa il Chievo per 1-0. Io non l’ho vista, i giornalisti parlano di grandissima prova di forza. Boh! Anche in casa Juventus ci sono tanti cambiamenti, io per ora dico solo alla mia cara Pink: “coraggio ragazza, prima o poi Allegri arriva per tutti!” Per il resto settimana prossima la parte rosa dello stiletto vi racconterà qualcosa di più, non temete amici gobbetti!
In vetta c’è anche la Roma, che ha pestato un po’ la Fiorentina, il Milan, che ha pestato un bel po’ la Lazio, Cesena, Napoli e Udinese, che hanno lasciato a bocca asciutta rispettivamente Parma, Genoa ed Empoli. Con ventotto non c’è nessuno, tutti gli altri ne hanno uno (punto in classifica, ovviamente!).
E finalmente si arriva in Barbagia. Anche in quel di Tonara ci sono tantissimi cambiamenti: facciamo un grandissimo in bocca al lupo alla nuova presidentessa e al nuovo allenatore. Anche i rossoneri (quelli belli) partono con la coppa Italia, salvandoci dal rimanere orfani di partite a una sola settimana dall’inizio del campionato (la nazionale non l’ho vista e non ve la racconto!). I nostri affrontano fuori casa l’Aritzo e chi ti fa una doppietta? Indovinate un po’? Calaresu gol!!! Per la nostra gioia il nostro beniamino inizia la stagione in una forma strepitosa, e tutta la squadra mostra la tenacia che ce li ha fatti adottare in questi anni: dopo il primo gol che porta in vantaggio i nostri l’Aritzo riesce a pareggiare e raddoppiare, ma il finale di partita è segnato dalla rimonta, che regala ottime speranze in vista della gara di ritorno a su Nuratze: in bocca al lupo, ragazzi, e schhhhhh… non dico niente!