martedì 25 dicembre 2012

Caro Babbo Natale quest'anno sono stato buono - Il vincitore!

La Rassegna Stronza proclama il vincitore del secondo concorso letterario di Natale! Grazie a chi ha partecipato, a chi ha promesso e non dato, a chi ci ha letto e a tutti gli amici che hanno voluto condividere con noi un po' dei loro momenti di festa e di vacanza! Auguri di cuore a tutti, che anche questo Natale porti ricordi, racconti e sorrisi... così da riempire altre cento e mille pagine stronze e colorate!



Da leggere con un battito d'ali leggero, con



Caro Babbo Natale,
io so chi sei. Sei il vecchio sciamano iperboreo che nelle notti prima del solstizio d’inverno si calava dal palo centrale delle yurte lapponi e siberiane per celebrare gli antichi riti. Sei quello che affrontava l’ordalia dell’Amanita Muscaria per entrare nel mondo dell’Oltre, per interrogare gli spiriti, per portare ai tuoi compagni di viaggio le notizie di cui abbisognavano: consigli per la caccia, cure per la malattia, spiragli di futuro per scegliere la via. Vestivi di bianco e di rosso perché tutti sapessero chi rappresentavi, per sapere che non eri un dio ma un tramite, uno che offriva se stesso al servizio degli altri. Tu non tagliavi alberi, Babbo Natale. Tu li rispettavi e li veneravi, sapevi che erano fonte di vita, di sostentamento, di nutrimento, di gioia e serenità. Essi davano ai popoli legna per scaldarsi e per costruire utensili e oggetti, protezione dal sole e dalla pioggia, erano luogo di caccia e di raccolta del cibo. Ogni sacrificio di un Antico (così li chiamavate, vecchio Sciamano) era accompagnato da un ringraziamento, ogni creatura che ci nutriva e vestiva era parimenti onorata. Erano tempi duri, vecchio Babbo Natale. Ma erano tempi di armonia. Tempi di rispetto e amore.
Caro Babbo Natale quest’anno sono stato buono, ho notato che te ne sei accorto…grazie per quello che mi hai dato e tolto. So che la tua mano è stata leggera nell’influenzare il giro del tempo, ma comunque per quel lieve tocco ti sono grato.
Potrei chiederti per questo Solstizio d’Inverno, per questo Sol Invictus, per questo Alban Arthuan, per questo Santo Natale (perché nessuno si senta escluso, caro Babbo, da questa festa) di regalarci pace universale, amore e prosperità. Ma a parte che di tali richieste ne ricevi a bizzeffe e peccherei di originalità, so che anche tu puoi arrivare solo a un certo punto, con le tue magiche renne e la tua slitta carica di doni. Quindi sarò meno esigente nel chiedere. Aiuta le persone che mi sono vicine ad avere serenità nel cuore e forza nel cammino. Aiutale a trovare dentro di sé non uno, ma almeno dodici pensieri felici, uno al mese, a cui appigliarsi nei momenti difficili. Perché ci vuole un po’ di fantasia, nella vita, altrimenti è una noia. Aiutale a sentire, a modo loro, tutto quel che sento io, lasciando fuori rabbia, lamenti, dolori. Lo sanno già che ci sono… magari un po’ di miele in più aiuterà a vivere sorridenti. Dai loro una mano a tenere sempre lo sguardo innanzi a sé. Il passato ci accompagna inevitabilmente, inutile perder tempo a vedere se ci segue. Fai sentire loro tutto l’amore che provo…. Io ho limiti e inadeguatezze, cerco di migliorare. Ma una mano è sempre ben accetta. Aggiungi un po’ di fortuna magari, che nessuno ne ha mai troppa. Per me non ho da chiedere che un po’ di forza di volontà in più per continuare a dimagrire e mandare a quel paese il diabete definitivamente..ce la sto facendo ma un aiuto è assai gradito. Per il resto non ho da chieder nulla. Ho una donna che amo, affetti solidi, i miei mici, un lavoro onesto. Ho i miei boschi, fratelli e sorelle con cui percorrerli. Il sole e la luna, l’acqua il fuoco la terra il vento. Ho le mie parole, ed i miei canti. Sono un vecchio orso brontolone. Ma sono felice. Grazie, Babbo Natale.
May you walk in love and light.

P.S. : Se non ti dispiace... fai che le persone non taglino alberi per adornare le loro case. Fa che piantino semi. E' sempre bello vedere la vita che cresce.


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