lunedì 9 dicembre 2013

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:30 e tramonta alle 17:00.

Luna
Il 9 dicembre, alle 15:14 si compie il Primo Quarto del ciclo del nostro satellite. La Luna rimane in fase crescente ancora tutta la settimana. Nella notte tra il 14 e il 15 dicembre la Luna, ormai quasi piena, attraversa la costellazione del Toro, si avvicina alle Pleiadi, diretta verso Aldebran e le Iadi.

Cielo del Mese, i Pianeti
Negli ultimi giorni di novembre Venere aveva raggiunto il periodo di massima osservabilità, tramontando quasi tre ore dopo il Sole. All’inizio di dicembre, quindi, le condizioni di osservabilità erano ancora ottimali. Durante il mese, però, la sua altezza sull’orizzonte si riduce repentinamente e a fine anno Venere tramonta appena un’ora e mezza dopo il Sole, avviandosi al termine del lungo periodo di osservabilità serale. Venere rimane per tutto il mese nella costellazione del Sagittario.

I Santi
9 dicembre: sant’Anna, mamma di Samuele
10 dicembre: sant’Eulalia
11 dicembre: san Damaso I, papa
12 dicembre: Beata Vergine di Guadalupe
13 dicembre: santa Lucia
14 dicembre: san Giovanni della Croce
15 dicembre: santa Virginia Centurione Bracelli

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Macomer – Niente latte, arriva la carne (L’Unione Sarda, Edizione del 10 dicembre 2012, p. 27. Per visualizzare le Breaking news di quel giorno, clicca qui.


Feste, Ricorrenze, Curiosità
L’11 dicembre, in Argentina, è il Giorno del Tango.
Il 13 dicembre si festeggia santa Lucia. La leggenda popolare ha colorato di poesia la notte di santa Lucia: la santa scende con un asinello a portare i doni ai bambini buoni. Bisogna far trovare sotto la cappa del camino, da cui scende, della paglia per nutrire l’asinello; e poi chiudere presto al sonno gli occhi curiosi, perché la santa non vuol farsi scorgere. Infatti, alcuni dicono che ai bambini disubbidienti, ancora svegli per cercare di vederla, santa Lucia getti cenere negli occhi, e passi oltre senza lasciare doni. La notte tra il 12 e il 13 dicembre vi è ancora l’usanza di appendere alle finestre dei mazzetti di carote, per ingolosire l’asinello di samta Lucia e invogliarlo a lasciare più doni ai bambini. Un’altra usanza antica era mettere fuori dalla finestra uno zoccolo di legno chiuso davanti, con dentro un po’ di crusca per l’asinello, e un bicchiere di legno pieno d’acqua, per dissetare santa Lucia. Accanto a tutto ciò veniva posto un lumino acceso, per illuminare la finestra e indicare la presenza di bambini.

Le Buone Maniere di Ieri e di Oggi
Come forse i lettori più antichi del nostro blog ricorderanno, L’Almanacco si è occupato di Bon ton e buone maniere in generale. C’è un modo “particolare” di comportarsi durante il periodo delle feste? Certamente sì, tutti sappiamo che, vivendo in società, abbiamo alcuni obblighi e molti vantaggi… ecco, le buone regole, di una volta e di sempre, per fare gli auguri e i regali alle persone care della nostra vita. E anche a qualche persona a cui si devono fare o restituire… Facile facile! Clicca qui.

Il Lama Racconta
Da noi Natale è una cosa così seria che non si chiama Natale, ma Paschixedda. Sì, avete capito. È Pasqua, ma piccolina: che Dio fa il suo passaggio più facile, quello dall’Eternità alla Storia. E diventa uomo. Da noi si festeggia. Ma siamo gente semplice e la festa è semplice come noi. Come i nostri babbi che tornano dalla campagna, da monte, con l’agnellino per la festa e gli aromi per insaporirlo. Che tornano stanchi. Ed è già quasi buio. E allora non si può non lavorare anche noi altri, tutto il giorno, per far le grandi pulizie e fargli trovare la casa pronta e pulita e fresca e addobbata. E i dolci. Ma quelli li mangeremo domani, dopo la messa alta. Stanotte la cena sarà più semplice, che poi usciamo tutti a cantare il Gloria. Abbiamo iniziato a notte fonda questa vigilia. Prima si sono alzate le mamme, hanno avvicinato legna al fuoco, hanno preparato il primo impasto per il pane e messo il latte sul fuoco. Poi ci hanno svegliato tutti, prima delle quattro, ché babbo doveva andare in campagna e noi aiutare per i dolci e il pane. Quest’anno sono abbastanza grande e su Acceddhu è compito mio. Dall’emozione non ho nemmeno riposato bene, anche se con il gatto sui piedi si stava al caldo a letto. L’ho immaginata tutta la notte la forma che il pane prende nelle mie mani. E anche i tratti che avrei modellato io, la testolina del bambino, i riccioli da spennellare con l’uovo prima di metterlo nel forno. E le fasce di pane, arrotolato tra le mani, da sistemare ad avvolgere tutto il corpicino. Sì, avete capito. Da noi il Bambinello è il principale festeggiato e lo facciamo anche di pane. Piccolo e grande. Ne ho fatto uno per la famiglia, come sempre, come si usa. E anche altri tre piccoli piccoli, che li ho promessi ai miei fratellini, da mettere vicino al letto. Saranno felici, più tardi quando glieli darò! Ora devo andare, che is pabassinas sono pronte. E le devo decorare. Bonas Paschixeddas a tottus, dae su coro (Sa Paschixedda e su Acceddu, liberamente adattato dalle usanze della Sardegna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Si può perdere qualcosa che si ha, non qualcosa che si è.

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