lunedì 23 dicembre 2013

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:39 e tramonta alle 17:04.

Luna
La Luna è calante. Il 25 dicembre alle 13:50 la Luna entra nel suo Ultimo Quarto.

Cielo del Mese, i Pianeti
Plutone è ormai inosservabile, data la distanza angolare dal Sole sempre più ridotta. Alla fine dell’anno è infatti vicinissimo alla congiunzione con il nostro astro, che avverrà proprio il 1° gennaio 2014. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, che lo ospiterà fino al 2023!

I Santi
23 dicembre: san Giovanni da Kety
24 dicembre: santa Paola Elisabetta Cerioli; santi Antenati di Gesù
25 dicembre: Natale di Gesù
26 dicembre: santo Stefano, primo martire
27 dicembre: san Giovanni apostolo ed evangelista
28 dicembre: santi Innocenti Martiri
29 dicembre: santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Rinunciano alle paghette per recuperare il drago azzurro.
Notizia del 28 dicembre 2012, da noi segnalata nelle Breaking news del 29… anche per le bloggers Natale è Natale! Per visualizzare il post in questione, clicca qui

Feste, Ricorrenze, Curiosità
Sarebbe scontato che Violet segnalasse tra le feste Natale e la sua vigilia. E non lo farò. Vi ricordo invece una festa feriale di questa settimana festiva! Il 27 dicembre è la Festa dell’Amicizia e degli Amici. Credo sia bello, dopo le ore e i giorni trascorsi in famiglia dedicare un pensiero, ritagliare un po’ di tempo per coloro che abbiamo scelto come famiglia del cuore… Auguri a tutti! A tutte le amiche e gli amici, che rendono la mia vita, la nostra vita crocevia di sorrisi! E grazie a tutte le amiche e gli amici di questo piccolo immenso spazio!!!

Il Lama Racconta
Custu pippieddu, no porta’ manteddu/ No porta’ manteddu, ne mancu corittu/ In die de frittu no narat tittia/ Drommi vida e coro/ reposa a ninnia… Era notte. Tutto taceva. Solo la voce di una mamma, calda come un soffio leggero, sussurrava brebus alla sua creatura. S’era svegliata, forse mezz’ora prima, al lieve richiamo del bimbo. L’aveva preso, per portarselo al seno e nutrirlo. E, dato il gran freddo della notte, si era spostata in cucina, vicino a sa ziminera, dove tra Natale e l’Epifania, il fuoco era sempre acceso, per antica usanza. Gli occhi della mamma non si staccavano dal volto del suo piccolino, colmi di dolcezza e d’amore, vivi di speranza. Erano momenti magici ed unici, quelli che trascorreva sola con lui, nella profondità della notte. Una contemplazione amorosa del mistero che aveva tra le braccia. Ora che più non ci sperava. Vedeva, nelle smorfiette del suo faccino, prendere forma la vita e i giorni che l’attendevano. Sapeva che le tradizioni antiche attribuivano sentimenti e doni speciali ai nati nella Notte più Santa di tutte. Ma sapeva che, troppo spesso la diversità è difficile da portare. E da donare al mondo, ché nulla è per sé. Mentre la ninnananna le saliva dal cuore fino alle labbra, che schiudeva appena in un sussurro ritmico e altalenante, come il cullar delle onde, quando il mare è calmo, riaffioravano alla mente anche i doni antichi per i nati tra il Solstizio e Paschixedda: non perderai né denti, né capelli, angelo mio. Avrai lo sguardo lungo, volto al futuro, e nel cuore la saggezza di un lungo passato. Sii buono, figlio. Fai del bene a tutti. Sii attento agli altri. Spandi la tua protezione per almeno sette case intorno, così che la tua casa trabocchi di pace e serenità. E vivi. E ama. Senza stancarti e senza ritrarti. Rifletti molto. Sappi entrare in te stesso. Impara a ridere, figlio. Ché ridere è una buona cura per tutto. Però non diventare sciocco e vacuo. Non diventare neanche ricco, ma sii solido e onesto. Impara ad ascoltare la natura, le sue voci, i suoi ritmi e i suoi tempi, e non sarai mai solo. Tante altre cose voleva dire la mamma al suo bambino, mentre su Truncu ‘e Xena, si consumava piano. Mentre la notte andava. Ma l’incanto di quel momento richiedeva silenzio. Anche il silenzio del cuore. Così gli sfiorò con le labbra gli occhi e la fronte. E riprese a sussurrare piano: Custu pippieddu, no porta’ manteddu/ No porta’ manteddu, ne mancu corittu/ In die de frittu no narat tittia/ Drommi vida e coro/ reposa a ninnia… (Chini nascidi sa Notte ‘e Xena…, liberamente adattato dalle usanze della Sardegna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Oh Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

Così aggiunse Violet
Violet e il suo Almanacco augurano a tutti i lettori un Felice Natale. Che sia tempo di pace, di calore, di riposo, di affetto, amicizia, amore e famiglia… che sia ricco, di piccoli desideri avverati che scaldano l’animo e il cuore!
E, ancora, permettetemi: Auguri, Corrado Arth, nato in tempo di Solstizio e incontrato per una letterina a Babbo Natale. Buon compleanno. Che il canto, all’altra sponda del mare, lo porti l’onda morbida e altalenante della bonaccia…

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