lunedì 11 novembre 2013

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:59 e tramonta alle 17:13.

Luna
La Luna è crescente. Luna Piena il 17 novembre alle 15:18.
Nello stesso giorno, la Luna attraversa la costellazione del Toro; si avvicina alle Pleiadi e alla stella principale della costellazione, la rossa Aldebran.

Cielo del Mese, i Pianeti
Nella notte tra l’11 e il 12 novembre si verifica la massima attività dello sciame meteorico delle Leonidi: una pioggia di “stelle cadenti” analoga a quella più nota del 12 agosto. Questo sciame meteorico è prodotto dai minuscoli residui di una cometa periodica, la Temple-Tuttle. Essi sono raccolti in una grande e rarefatta nube che viene attraversata ogni anno dalla Terra nella prima quindicina di novembre.

I Santi
11 novembre: san Martino di Tours
12 novembre: san Diego di Alcalà
13 novembre: san Nicolò I, papa
14 novembre: santa Veneranda
15 novembre: sant’Alberto Magno
16 novembre: santa Margherita di Scozia
17 novembre: sant’Elisabetta d’Ungheria


La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Terralba – La carotina da nove milioni (L’Unione Sarda, Edizione del 14 novembre 2012, p. 39).
Se sei curioso di rivedere le news, clicca qui

Feste, Ricorrenze, Curiosità
Il 17 di novembre è la Giornata Nazionale del Gatto Nero! Auguri a Bagheera, a Mussi ad Ape, a Einstein e a tutti gli altri amici Mici della nostra Rassegna… vi vogliamo bene e ci portate sacchi di fortuna!
Periodo di sciami meteorici, questo: dal 5 al 12 novembre sono state in azione le Tauridi, ora lo sono le leonini. Il nostro blog ha parlato diverse volte e in diversi modi di stelle cadenti. Soprattutto ci piace che, nell’immaginario comune siano legate ai desideri, al loro avverarsi, ai sogni. Vi propongo di rileggere una mia storia, In Nocte Sancti Laurentii, scritta in prossimità del 10 agosto 2012. È storia di speranza e di coraggio. È storia di colori, come siamo qui, nella rassegna. Basta un piccolo click e si entra in un mondo parallelo…
Invece, in occasione della festa di san Lorenzo del 2013, il nostro blog ha dato vita, su Facebook, ad un piccolissimo (speriamo che presto divenga grande!!!) gruppo chiuso dove proviamo ad esprimere desideri e ad avverare quelli degli altri. Venite atrovarci e iscrivetevi: basta cliccare qui!

Il Lama Racconta
Era un giorno di vento forte quello in cui lui, piccolo seme di pino, fu sbattuto a terra insieme a tutti i suoi fratellini che si trovavano nella casetta-pigna. Rotolò poco distante dal pino marittimo che l’aveva generato, in una collina bassa che sa di montagna e che profuma di mare. Finì su un tappeto di aghi di pino, molti secchi e tanti verdi. Ché il maestrale, che infuriava in quei giorni, aveva fatto davvero un buon lavoro e aveva alleggerito le chiome di non poche piante. Passarono dei bimbi e si misero a raccogliere i suoi fratellini. Lui, nascosto tra gli aghi, provò a gridare, con tutta la forza che aveva, che voleva andare con loro. Ma i bimbi se ne andarono e lo lasciarono lì. Trascorsero i giorni, le settimane, i mesi. Arrivò la pioggia, che non durava mai tanto, sulla collina assolata e calda. Il Sole lo baciava, di giorno, e la Luna lo carezzava, di notte, mentre le fronde dei pini là attorno gli cantavano ninnananne dolcissime e diverse, a seconda delle brezze e del vento. E con le loro ombre dorate e argentee lo cullavano e lo preparavano al lungo sonno che l’attendeva. Dopo un acquazzone più forte degli altri, che lo spinse sottoterra, esausto, finì per abbandonare la strenua lotta per tenere gli occhi aperti. E dormì. Dormì un sonno lungo, popolato di sogni e sorrisi, che lo trasformò completamente. Un sonno laborioso, dove si sentì tirare, strappare, aprire, svuotare, rigenerare e ricreare. E alla fine nacque di nuovo. Nacque in una mattina calda e serena. Spuntò, e per prima cosa vide il cielo azzurro, terso e limpido. E tutt’intorno le fronde dei pini. Si sentiva tenero, ora. Che strana sensazione! Gli sembrava di essere stato coriaceo, tanto tempo prima, forse in un’altra vita. Si sentiva fragile. Un virgulto molle e delicato. Pochi giorni più tardi venne il vento sulla collina. Un vento forte che gli destava un ricordo, la reminiscenza di cadere nel vuoto. Ma ora non aveva tempo per soffermarsi su questi pensieri. Doveva concentrarsi e resistere con tutte le forze per non essere sradicato dal terreno. Pian piano, andando avanti nella lotta, capì che era dura ed impari. E, inavvertitamente, cedendo per un istante alla stanchezza che si era impossessata di lui, si abbandonò al soffio, e si piegò. Gli piacque giocare con il vento: ora non era più una questione di forza, ma di flessibilità; si andava su e giù, come sull’altalena; ci si faceva grattare la pancia e si vedeva meglio il cielo azzurro dove viaggiavano veloci le nuvole. Amiche nuvole che cambiavano continuamente forma e che all’alba e al tramonto si tingevano di colore e di sfumature sempre nuove. Il vento tornò spesso a trovare il giovane pino. E giocò ancora tante volte con lui. Lo vide crescere. Lo vide piegarsi. Lo vide diventare robusto e forte. Lo vide seguire, nella forma, le pendici della collina, così come tanti altri pini, su quel versante. Ora sono passati tanti anni dal loro primo incontro e, se il pino aspetta il vento, il vento, quando viaggia lontano, in altri luoghi, sente la viva nostalgia del suo profumo. Di quel meraviglioso fondersi del sentore di resina e d’aghi. E, quando passa, si immerge in esso, lo inspira a fondo, se ne riempie… e lo porta con sé. Dove nessuno lo sa (Storia di Pino e Maestrale, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.
Henry David Thoreau

Così aggiunse Violet
Amo i pini e il loro sentore di resina ed aghi. Amo il vento del nord, che spazza e purifica, che rigenera e volge al cambiamento. Anche oggi, il Maestrale, è qui.

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