martedì 12 novembre 2013

Sentimento - By Red

Devo ammetterlo, questo post mi ha dato del filo da torcere. Un enorme filo da torcere, anche ora che sto scrivendo. Ho provato a riprendere in mano il romanzo di Jane Austin: una bella arringa in difesa di Marianne sarebbe stata una possibilità plausibile per affrontare il tema senza dover troppo scavare in me e nei miei pensieri. Ma non mi piace! E’ l’unico romanzo di Jane Austen che non mi piace! Eresia? Non so, la storia è anche godibile, la scrittura di Jane è inequivocabilmente arte, ma le due care sorelline sono troppo il prototipo delle brave ragazze ottocentesche per riuscirmi sopportabili. Perdonatemi, ma ci vedo solo due signorine bene in cerca di marito, e non capisco quanto la disperazione che segue l’abbandono sia per l’amore interrotto e quanto invece per il pensiero orrido di rimanere zitelle. Certo, Marianne (sentimento) almeno un poco si autoconvince, freme, si dispera, piange, quasi muore, insomma, fa qualcosa! Elionor si occupa più dell’onore invece, di essere una dignitosa zitella rassegnata, che è sempre meglio che una povera zitella pazza… ma poi? Tutte e due sposate a dei ripieghi, felici, contente e redente. No!!! Se devo parlare di sentimento non posso farlo con questa storia. Con altri romanzi si, con altre storie, altri film… ma allora tanto vale spiegarvelo a modo mio il sentimento.
E qui parte il filo da torcere, perché mica è facile parlare di Sentimento. Contrapporlo a Ragione, che per definizione ha sempre ragione. Ed io, Red, sono poi Ragione o Sentimento? Forse ha ragione Pink, che mi ha dato quest’arduo compito: tutti siamo entrambe le cose, ma io sono un po’ più sentimento. Forse. Perché io non mi sono mai posta la domanda e per me è buffo vedere che, essendo io sempre la stessa persona, giuro, non c’è traccia di schizofrenia in me, c’è chi mi interpreta come un’essenza superba e fredda e chi come una romanticona inguaribile e tonta. Allora entro nella parte, provo a capire e a spiegarvi come e perché il sentimento sia rosso.
La verità è che mi innamoro ogni giorno, vivo da innamorata. Se ragiono su tutte le scelte che ho fatto, alla fine devo ammettere che ho scelto sempre sotto l’ala benevola di Amore. Ho scelto sempre “a sentimento”. Sapendo che i miei occhi innamorati avrebbero pagato un prezzo per la loro luce. Pagandolo tutto, sempre. E innamorandomi ancora. Ma da qui parte la più grossa differenza con i romanzi ottocenteschi e forse anche con il pensare comune, ancora oggi. L’amore, il Sentimento, l’innamoramento sono quanto di più universale possa esistere. Voglio dire, giusto per intenderci… parliamo di stamattina, come esempio!
Stamattina mi son guardata allo specchio, truccandomi, e ho visto due occhi innamorati. Non di un marito né di un fidanzato. Né di un aspirante tale. Per stare ad oggi sono innamorata della mia terra e del mio lavoro. Dopo una lunga e sofferta crisi mi sono riscoperta innamorata. Della terra, della storia e dell’archeologia. Mi sono riinnamorata perché l’ho dovuta insegnare, e io credo, anzi son certa, che non si possa insegnare con sterilità, ma si debba insegnare con amore. Allora ho cercato e cercato e cercato una ragione, come per salvare un matrimonio, e ho ritrovato un sentimento. Ecco, io faccio scelte lavorative “a sentimento”.
Poi, sempre oggi, sono innamorata della mia casa, di mia sorella, di mamma, del sole che come splende a Cagliari non splende da nessun’altra parte. Io, è chiaro, scelgo  il luogo e l’ambiente dove vivere “a sentimento”.
Ancora oggi sono innamorata dei colori, della bellezza, delle passeggiate, delle paste alla crema con cappuccino e acqua gasata. Sono innamorata delle mie amiche colleghe dell’università, compagne di nome e di mille avventure. Sono innamorata dei miei amici. Ogni mia consuetudine, i vestiti che indosso, ogni mio minuto di svago, ogni mio confidente… tutto è scelto “a sentimento”.
Domani sarò ancora innamorata di tutto questo, perché io vivo sempre amori lunghissimi e fedeli, e mi innamorerò di molte altre cose e persone. Chi conosce la gelosia non mi sopporterà, chi conosce la libertà mi guarderà con benevolenza, chi non vorrà capire non capirà e dirà che sono innamorata di chissà chi, con quegli occhi che brillano. So già che succederà e che nulla mi scivolerà addosso, nessuna vittoria, nessuna ferita, perché la vita impregna e sporca, e l’amore di più. E rende belli.
Ecco perché i miei occhi luccicano, ecco perché non sarò mai preoccupata, come Elionor e Marianne, di rimanere zitella. Con tutto questo amore che ho intorno sarebbe impossibile. E con tutto questo amore che ho intorno è impossibile non essere felici, ma è impossibile anche non essere tristi. O malinconici, almeno. E non c’è ragione che tenga, per quanto possa essere complicato e sofferto io scelgo di rimanere chi sono, di muovermi e migliorarmi, ma lungo la strada del sentimento, che è una strada dove anche il cervello conta, ma non fa calcoli. Perché non c’è convenienza che possa farmi venir la voglia di rinunciare al mio sguardo innamorato. Nemmeno il presagio di serenità, nemmeno l’assenza di dolore.
Allora se “sentimento” è questo approccio alla vita, bene, io posso rappresentare in qualche modo il “sentimento”, se invece è un’altra cosa ve l’ho detto, non mi son mai posta la domanda prima d’ora. Perdonatemi!
E mi perdonino anche gli innamorati di Jane Austen, ma con le brave ragazze da marito e con chi mette la testa a posto io non ce la posso fare, non fa per me. Io non sarei mai diventata ragionevole come ha fatto Marianne, e il colonnello Brandon non l’avrei sposato mai e poi mai!


P.S. lo so che è brutto appellarsi a Wikipedia, ma se proprio non avete idea di chi siano Elionor e Marianne, la trama la trovate qui!

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