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L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Flecken
Mi è piaciuto molto il concorso "Cartoline dalla macchia".
Ho letto con grande interesse tutti i messaggi e ho apprezzato le immagini trovando proprio la vincitrice la migliore in assoluto. Un orologio che batte i secondi tra le 11,52 e le 11,53 attraversato nel suo centro da un binario quasi che questo fosse un'ulteriore lancetta che perfora il tempo collegando il presente che passa inesorabile con il futuro che sta arrivando. Non è certo originale come idea (il tempo, lo spazio più il messaggio del viaggio), ma ha una forza di contenuto che colpisce l'osservatore che sente la cartolina come sua.
Il messaggio che ho più condiviso è, però, quello che ci ha inviato Rainbow. Devo dire che è un autore/una autrice molto accattivante, sorprendente e mai banale anche se fa della semplicità la sua arma vincente nello scrivere. Il saluto a Cagliari, che compare incredibilmente proprio nella fotografia, e poi:
«Sono andata via perché ho smascherato la mia ultima illusione. La mia verità è che i semafori sono sempre verdi e il traffico della mente trova sempre il verde e scorre via. Baci dal paese più bello che io conosca. Quello che abito dentro di me».
Ha proprio ragione, non è necessario sempre andare lontano per darsi alla macchia.
Mi è stata suggerita una frase di Eugen Skasa-Weiß: «Tief in seiner schwarzen Psyche, die wir uns schwärzer als sein Fell vorstellen müssen, unterminierte ihn die Vorstellung, er sei zur Wildkatze berufen, die sich mit Raub und sozialrevolutionärer Streunerei durchs Leben zu schlagen hatte».


Paul_Blau_Vierzig
 

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