domenica 21 aprile 2013

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:37 e tramonta alle 20:06.

Luna: La Luna è crescente. Il 25 aprile alle 20:00 sarà Luna Piena. Il 27 alle 20:13 raggiungerà il perigeo.

Cielo del mese, i pianeti: Saturno è il pianeta più suggestivo del sistema solare e sarà, con i suoi anelli, il vero protagonista delle osservazioni planetarie primaverili ed estive. Il 28 aprile, infatti, Saturno si trova all’opposizione: questo significa che inizia il periodo di migliore osservabilità, perché un pianeta all’opposizione è osservabile per tutta la notte. Quando il Sole tramonta ad oriente compare Saturno. Lo si può individuare nella costellazione della Bilancia, dove si muove in moto retrogrado, avvicinandosi al limite con la Vergine.

Onomastici: Tantissimi auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Anselmo (di Aosta), Apollonio (di Roma), Aristo (21 aprile); Agapito, Apelle, Caio (22 aprile); Gerardo(di Toul), Marolo (di Milano), Giorgio (di Suelli), Adalberto e Giorgio (23 aprile); Alessandro (di Lione), Erminio, Ivo, Lupicino (24 aprile); Marco, Clarenzio (di Vienne), Franca (di Piacenza), Pasicrate e Valenzio, Olivo (25 aprile); Basileo, Marcellino (papa), Primitivo (martire), Cleto (26 aprile); Giovanni (di Catari), Liberale, Simeone (di Gerusalemme), Zita (27 aprile); Pietro (Chanel) e Luigi Maria (Grignion da Monfort), Gianna (Beretta Molla), Valeria, Vitale (28 aprile).

Il Santo: Il 25 aprile la Chiesa festeggia Marco, uno dei quattro evangelisti. Patrono di Venezia, di Pordenone, di Latina. Patrono dei notai, segretari, interpreti, allevatori, ottici e vetrai. Si invoca contro l’insufficienza renale. In alcune località si commemora anche il 31 gennaio.

Il nome: Il nome che vi propongo questa settimana è Zita. Deriva dal persiano e significa “vergine”. Il numero fortunato corrispondente è il 5; il suo colore è il giallo; la sua pietra portafortuna è il topazio; il suo metallo il rame. In Italia portano il nome Zita solo ottomiladuecentocinquanta donne, cioè circa lo 0,013% della popolazione del nostro Paese. Esso occupa il settecentosettesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. Più frequente in Trentino Alto Adige, dove si trovano il 21,6% delle Zita, in Veneto (15,7%) e in Friuli (11,1%). Poco frequente nel resto d’Italia. Zita: zen, interessante, tenera ed ammirata!

Compleanni storici: Il 22 aprile 1724 nacque Immanuel Kant. Auguri a lui e, soprattutto, agli studenti di tutti i tempi!

Questa settimana accadde: Il 25 aprile 2005 nacque YouTube. Alle 20:27 di quel giorno venne registrato il primo acount e, subito dopo, fu caricato il primo video, dal titolo Me at the zoo.

La notizia del giorno… un anno dopo: Nuragus. Concerto pagato in natura (L’Unione Sarda, Edizione del 23 aprile 2012, p. 17).

Feste e ricorrenze: Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra. Il 23 aprile è, invece, la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, promossa dall’UNESCO. Il 25 aprile è l’anniversario della Liberazione d’Italia.

Il Lama racconta: Gli angeli vivevano felici nel Golfo che Dio, il Signore del cielo e della terra, aveva loro regalato. Amavano sguazzare nell’acqua cristallina, giocavano a schizzarsi. All’alba si spostavano dietro lo stagno, nella lunga spiaggia bianca e finissima che si apre a sud est. E riempivano il loro sguardo innocente di tutte le tonalità del rosa e del turchese. Poi salivano sul promontorio, che divide il grande golfo in due insenature più piccole e rientrate, e da lì osservavano l’entroterra. Il primo stagno, popolato dai fenicotteri, circondato dal canneto e, in fondo, verso ovest, il secondo stagno, oltre il quale si apriva di nuovo il mare, e alle cui spalle, la sera, si accendevano le luci oro e porpora del tramonto. Era allora che pensavano a Dio, loro papà, con una certa nostalgia. Ed era allora che a lui, da lassù, per l’emozione di quei pensieri, brillavano gli occhi a tal punto da punteggiare il cielo scuro della notte con lo sfavillare di miriadi di stelle! Ma tutto quell’amore e quell’armonia non piacque affatto al Diavolo. Ribolliva di invidia e decise di schierare le sue truppe più forti e leggendarie per sottrarre quel luogo di immensa bellezza ai suoi nemici più acerrimi. Lucifero in persona guidava l’offensiva. Fu così che si scatenò la battaglia nel Golfo degli Angeli. Essi resistevano, ma poco allenati alla guerra e odiandola a morte, erano sul punto di soccombere. Dio decise di dar loro una mano e mandò l’Arcangelo Gabriele, con la sua lunga ed invincibile spada. E lo scontro finale fu proprio tra lui e Lucifero. Le spade rilucevano al sole, sibilavano al vento. I due contendenti sferzavano colpi terribili e mortali. Ma alla fine Gabriele ebbe la meglio. Disarmò l’avversario e lo disarcionò, scacciando lui e i suoi fedeli. Perso il cavallo, Lucifero, in un ultimo moto di rabbia e di invidia, volle lasciare per sempre il suo segno in quel luogo. Recuperò la sella, la scagliò sul promontorio e vi si assise sopra. Solo pochi istanti poté star lì, prima che Gabriele lo costringesse a riprendere definitivamente la via degli inferi, ma bastarono per rimodellare per sempre la roccia. Da allora quel promontorio porta il nome della “sella” e del condottiero che ve la impresse. Da allora la Sella del Diavolo attira lo sguardo di chi arriva o parte, di chi si ferma ad ammirare e fa vagare lo sguardo verso il mare, nel Golfo degli Angeli. E da sempre e per sempre ricorda a ciascuno che non c’è vera bellezza, vera bontà, vera libertà dove non si siano conosciuti bruttezza, male e schiavitù. Per combatterle e vincerle. Questo specchio d’acqua, calmo limpido e protetto, è ancora un paradiso di incomparabile bellezza e armonia. Gli angeli vi tornano nelle tenui tinte dell’alba, nei toni accesi del tramonto, nello sfavillare delle notti stellate. E la Sella è lì, a ricordare a tutti e ciascuno di essere vigili, attenti e pronti alla lotta perché bello, buono, libertà, pace ed armonia non siano mai scacciate dai nostri orizzonti (La Sella del Diavolo, liberamente tratto da una antica leggenda sarda, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Se sognare un po’ è pericoloso, la sua cura non è sognare meno, ma sognare di più, sognare tutto il tempo.

Così aggiunse Violet: Semina, semina. L’importante è seminare. Anche il seme del sogno. Per far sbocciare di fiori meravigliosi anche la realtà più grigia. 

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