domenica 28 aprile 2013

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:28 e tramonta alle 20:13.

Luna: Luna calante.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Pietro (Chanel) e Luigi Maria (Grignion da Monfort), Gianna (Beretta Molla), Valeria, Vitale (28 aprile); Caterina (da Siena), Acardo (29 aprile); Pio (V papa), Mariano, Quirino (30 aprile); Giuseppe (operaio), Amatore (di Auxerre), Arigio, Geremia (profeta), Grata (di Bergamo), Torquato (1° maggio), Atanasio (vescovo e dottore della Chiesa), Felice (di Sivilgia), Giusitano (2 maggio); Filippo e Giacomo (il minore), Alessandro (I papa), Pietro (di Argo), Viola (3 maggio); Angela (Isabella) e Angela (Bartlomea dei Ranzi), Antonina (di Nicea), Paolino (Bigazzini), Fortunato (4 maggio); Geronzio (di Milano), Gioviniano, Ilario (di Arles), Nicezio (di Vienne), Prisca, Tosca (5 maggio). 

Il Santo: Filippo e Giacomo, apostoli di Gesù, vengono ricordati lo stesso giorno, 3 maggio, perché le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma. Filippo era originario della città di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu uno dei primi a seguire il Cristo. Giacomo era figlio di Alfeo e, secondo la tradizione, cugino di Gesù. Ebbe un ruolo importante nel Concilio di Gerusalemme, svoltosi intorno all’anno 50, e guidò la Chiesa della città alla morte di Giacomo il Maggiore. Scrisse la prima delle Lettere cattoliche.

Il nome: Questa settimana vi suggerisco il nome Viola. Un antico nome augurale di origine latina che trae il suo significato dal nome del famoso fiore. È usata anche la forma Violetta, molto carina e femminile. Il numero fortunato legato a questo nome è il 5; il suo colore è il blu; la pietra portafortuna è lo zaffiro; il metallo prezioso è l’oro. In Italia si chiamano con il nome Viola ottomilacinquecentottantadue donne, cioè circa lo 0,014% della popolazione del nostro Paese. Esso si classifica al settecentoquindicesimo posto tra i nomi più comuni. È poco diffuso, tranne Trentino Alto Adige (20,2%) e in Abruzzo (10,9%). Viola: virtuosa, interessante, ostinata, logica, ammirata!

Compleanni storici: Il 3 maggio 1910 nacque a Modena Carmen Bulgarelli Campori, che fu soprano, compositrice e una delle donne pioniere nella direzione d’orchestra.

Questa settimana accadde: Il 1° maggio 1956 venne reso disponibile su larga scala il vaccino Antipoliomielite, sviluppato da Jonas Salk nel 1953.

La notizia del giorno… un anno dopo: Francoecicciologia a scienze dalla felicità (L’Unione Sarda, Edizione del 4 maggio 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Il 29 aprile è la Giornata Mondiale della Danza. Il 1° maggio è la Giornata della Solidarietà Internazionale dei Lavoratori. Il 3 maggio l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa.

Curiosità: A Cagliari il 1° maggio si rinnova da 357 edizioni la Sagra di Sant’Efisio.

Il Lama racconta: Questa è la storia di una Città e della sua gente. Questa è la storia di tutto un popolo e di un simbolo che lo unisce: il nome di Efisi, martiri gloriosu. Il 1° maggio Casteddu e sa Sardigna tutta, si svegliano molto presto. Il popolo è convocato: c’è un voto da sciogliere. Non si sa se Efisi sia realmente esistito. Gli antichi tramandano che perseguitasse i cristiani e venne mandato in Sardegna perché ne facesse strage. Quand’ecco, ebbe una visione e si convertì. Diocleziano gli chiese di rinnegare la fede appena accolta. Egli si rifiutò. Per questo venne decapitato a Nora, nel 303. Gli antichi tramandano questa storia. I vecchi la ricordano e la insegnano. Nessuno sa se le cose siano andate davvero in questo modo, ma i sardi sanno che nel 1656 avvenne un fatto straordinario. La peste, che mieteva vittime da anni a Cagliari e in tutta l’isola, venne sconfitta grazie ad un miracolo ottenuto da Dio per la potente intercessione di Efisi, il martire. Era il primo maggio, il giorno in cui la cittadinanza volle sciogliere il voto di ringraziamento e, da allora, ogni primo maggio è a questo dedicato. E la sagra parte. E non conosce soste, se non per la notte, nei quattro giorni che dura il viaggio di andata e ritorno del martire verso il luogo del suo martirio. E unisce tutte le anime della Città. Tutte le genti di un’isola, che per il resto dell’anno si ritrovano più a marcare le differenze, che a cercare motivi di unità. E vanno le persone in costume. Vanno le traccas trainate dai buoi, addobbati di fiori e frutta. Vanno i cavalieri campidanesi. E vanno le giubbe rosse dei miliziani, la scorta armata del Santo. Va l’Alter Nos. Vanno i confratelli e le consorelle della Confraternita. Vanno i suonatori di launeddas. E in un tappeto di petali di fiori, di erbe e profumi, sa ramadura, va il cocchio di Efisi, martiri gloriosu e, dietro a lui, tutto il popolo. Si apre mille volte quel cocchio. Tutti vogliono offrire un dono. Un segno per una grazia ricevuta. Suonano le sirene delle navi del porto. La sagra lascia via Roma, esce dalla città e si trasforma in festa di campagna. Passa a Giorgino. Attraversa Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro, Pula. Giunge a Nora. Ovunque si ripetono piccole sagre. Celebrazioni religiose. Banchetti. Tutti sono invitati. Nell’accoglienza e nell’ospitalità. Il 4 maggio il ritorno. A tarda sera, al chiarore di mille fiaccole, Efisi fa ritorno alla sua chiesetta di Stampace. Attrus annus! Il voto è sciolto (La Sagra di Efisi, Martiri Gloriosu, liberamente narrata, Violet per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Ho un talento particolare per le situazioni impossibili. Tutti hanno talento per qualcosa.

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