lunedì 25 marzo 2013

Consigli di primavera - By Red


Armatevi di pazienza e mantenete la calma: è arrivata la primavera!
Non esistono più le mezze stagioni? “magara!” (cit. Carletto Mazzone). Se le mezze stagioni non esistessero più io stamattina avrei saputo come vestirmi, e invece no. Infatti la definizione più calzante per la parola “primavera” è: periodo dell’anno in cui il quotidiano dilemma mattutino “cosa mi metto?” diventa l’unica vera domanda esistenziale. Perché se si sbaglia la risposta si rischia la vita, per una broncopolmonite o per un’insolazione, fate voi. La primavera è così: tutti la dipingono lieve e gentile, la verità è che è un susseguirsi di carognate, acquazzoni improvvisi, maestralate epocali, soleggiate traditrici e cambi d’umore repentini. Però sa farsi perdonare. Perché lascia con noncuranza un papavero sul ciglio della strada, solo per te, dipinge di rosa i fiori di pesco e illumina i mandorli di bianco e tu, nonostante sia impegnata a pensare a “cosa mi metterò domani”, non puoi non perdonarla. Anche se non è affatto facile, né perdonarla, né sopravvivere.
Ci vogliono spirito di adattamento, costanza e nervi saldi.
Mettete in borsa ombrello e costume da bagno, e magari uno scialletto che faccia sia da copri – spalla – sciarpetta – per – non – far – venire – mal – di – gola che da pareo. Siate rapidi, mutevoli, coglietela in castagna prima che a fregarvi sia lei. Uscite di casa senza palesare i vostri programmi e zac! piombate all’improvviso nel luogo più opportuno manco foste l’uomo ragno. Se dovete uscire tra amici scegliete un posto dove siano bravi a fare tanto la cioccolata quanto il mojito. Insomma adattatevi alla primavera, ma non datele retta, o vi farà impazzire.
Diventate voi stessi primavera.
Vestitevi di colori, alleggeritevi di tutto quello che vi rende pesanti, alla prima giornata buona camminate scalzi. Accarezzate i fiori, raccogliete una margherita e mettetela tra i vostri capelli, regalate mazzi di fresie alle amiche. Guardate i tramonti, mangiate fragole, aspettate le ciliegie e quando è freddo godetevi con voluttà gli ultimi pomeriggi da divano e coperta della stagione. Ridete e piangete senza ritegno, tanto la primavera è fatta per la follia, e non darete troppo nell’occhio. Salutate i merli e i pettirossi, affidateli a un viaggio sereno e mandate la mente con loro, lontano lontano. Cercate la prima rondine e non ascoltate quello che dicono: anche sola fa tutto il bello della primavera. Perché anche solo una rondine ti dice che è il ciclo è compiuto, che chi è partito ha fatto ritorno, che tutto deve rinascere e che tornerà l’autunno. Camminate sempre dalla parte del sole, ridete della vostra abbronzatura da muratore e incantatevi a osservare le lucertole. Sgridate chi taglia loro le code, chi strappa i rami alle piante e chi prova a schiacciare gli insetti. E poi cantate. Canzoni stupide, canzoni antiche, canzoni inventate. Canzoni che addormentino come il sole del primo pomeriggio o che sferzino come il maestrale improvviso. Non lasciatevi prevedere, non fatevi annunciare, fate qualcosa che non avete mai fatto e stupitevi di voi stessi.
Non abbassate la guardia, non smettete di guizzare o il dilemma del “cosa mi metto” si impossesserà di voi e vi renderà nervose! Non siate pignoli e pedanti, non in questi mesi, o vi accorgerete che non esiste un fondotinta adatto al vostro colorito rivitalizzato ma ancora chiaro e vi arrabbierete. Non siate rigidi, o utilizzerete il tempo in cui potreste farvi il primo bagno per farvi la ceretta, e il giorno dopo pioverà. Siate benevoli con voi stessi, o passerete la primavera a prepararvi alla prova costume e poi magari sbagliate il modello e vi sta male lo stesso.
Piuttosto siate pronti a prescindere e cogliete i momenti di grazia, quando arrivano: sarete splendide anche se non sapevate cosa mettervi, ma dovete esserne convinte, altrimenti la primavera vi farà arrivare qualche turista straniero panzone che non ha mai usato deodorante in vita sua e vi rovinerà la giornata, per punizione.
Io vi ho avvertito: armatevi di pazienza, mantenete la calma, dotatevi di antistaminici se serve, ma accogliete la primavera così com’è, siate folletti di primavera anche se la cosa può sembrare stressante, o la primavera vi mangerà! E non sarà stata colpa mia.

  

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