giovedì 7 marzo 2013

Aspettando l'8 marzo... Ritratto di Pina by Rainbow

"Danziamo, danziamo altrimenti siamo perduti"


Ho avuto almeno tre stop nella vita con deviazioni inaspettate.
Il primo, quando rimasi per sempre cambiata dalle sconosciute o sepolte emozioni de "la canzone dell' amore perduto". Decisi che il grande cantautore travolto dall'esistenzialismo francese, volevo sentirlo dal vivo. Si ammalò e morì qualche mese dopo. Biglietto non obliterato. 
Poi mi travolse la grande passione per il cinema, e dopo aver visto "2001 Odissea nello spazio" decisi che questo Stanley ne sapeva due righe di come tenere gli occhi della gente, anche senza gli spilli e il collirio, ben aperti. Comprai tutta la filmografia ed ero intenzionata a seguirlo al festival di Cannes, ma dopo un anno con Tom e Nicole , anche lui decise di lasciarmi.
Poi qualche anno fa ho iniziato a seguire una famosa scuola di danza contemporanea della mia città e ad innamorarmi completamente dei corpi che si muovono fluidamente.
Come se non fossero più corpi.
Ma fu Pina Bausch a regalarmi la vera essenza della vita dentro una boccetta di delicatissimo vetro soffiato.
Anche lei ci lasciò proprio quando erano iniziate le riprese di un film autobiografico sulla sua lunga e originale carriera.
A parte questa serie di coincidenze sfigate, Pina Bausch per me é una Donna.
Ha combattuto col suo esile e forte corpo la battaglia di chi ha in mano le chiavi per parlare una nuova lingua.
Una lingua fatta dal corpo e dalla musica. Dal muovere qualsiasi piccola parte senza il minimo accenno alla meccanica, in modo talmente fluido da entrare in contatto con l' aria stessa. Leggera e molle ma nel medesimo movimento forte e sicura. Anche quando il corpo si abbandona e cade per essere sorretto.
Un corpo che parla di Fiducia e la fiducia é abbandonarsi senza limiti alle proprie difese, alle proprie paure.
Nel vedere le coreografie, ho sempre la sensazione che le parole ingannino, ma il corpo no.
Ogni parte del nostro corpo ha da dire qualcosa, vuole esprimersi e parlare. Lei ha capito come muoversi senza parole, come ci si muove per dire.
La sua grande energia e la sua incredibile e insospettabile potenza per riuscire a mandare dei messaggi che parlano una lingua antica, fatta di bisogni primordiali: abbracciare, essere tenuti, non cedere alle apparenze, innamorarsi, fuggire, restare, avere paura, volare.
Una donna che ricerca, immagina e riflette il Mondo: lei è riuscita ad essere una donna che ha capito profondamente il senso di danzare nella realtà, come essere libere lasciandosi trasportare e accettando tutto. Con coraggio capire che danzare significa liberarsi dalle paure diventando parte della realtà stessa.
Non senza la nostra personalità , ma con coerenza e consapevolezza tale che noi stesse diventiamo protagoniste di noi stesse.
Ogni donna ha dentro un grande potere, la Vita.


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