domenica 22 aprile 2012

L'almanacco di Violet


SIGLA!!!

Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il sole sorge alle 6:35 e tramonta alle 20:07.

Luna: Luna crescente. Il 27 di aprile la luna entra nel primo quarto.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Lucio e Teodoro (22 aprile); Adalberto, Giorgio, Gherardo (23 aprile); Fedele, Erminio, Ivo, Salomé (24 aprile); Marco, Franca, Pedro (25 aprile); Cleto, Pascasio, Primitivo (26 aprile); Liberale, Raffaele, Zita (27 aprile); Luigi Maria, Eusebio, Valeria, Vitale (28 aprile).

Il Santo: Il 23 di aprile la Chiesa ricorda san Giorgio di Lydda, un tribuno martirizzato al tempo di Diocleziano. Patrono di San Giorgio di Susa, Caresana (vicino a Vercelli), Arcinazzo Romano, Ferrara, Campobasso, Genova, Reggio Calabria. Dei cavalcatori, degli armaioli, militari, schermitori, dei lebbrosi. Della Cavalleria. Di Inghilterra. Degli Scouts.

Il nome: Il nome della settimana è Teodoro. Violet ci è particolarmente affezionata perché Teodoro è il suo orso di peluche, fin da quando era bambina; ma lo metterebbe volentieri anche a suo figlio. Deriva dal greco e significa “dono di Dio”. Si chiamano Teodoro in Italia poco meno di diecimila persone (pare 9888, per la precisione!), cioè circa lo 0,016% della popolazione. È il quattrocentonovantatreesimo nome più comune. È diffuso soprattutto in Puglia (25,9%), Lombardia e Campania. Poco diffuso nel resto d’Italia, soprattutto in Friuli, Trentino e Valle d’Aosta.

Compleanni storici: Il 22 aprile 1909 nacque Rita Levi Montalcini. Auguri, auguri, auguri!

Questa settimana accadde: Il 23 aprile 1597 fu rappresentata per la prima volta, alla presenza della regina Elisabetta I di Inghilterra, la commedia di William Shakespeare “Le allegre comari di Windsor”.

Feste e ricorrenze: Il 25 di aprile, come tutti sappiamo, è l’Anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Convenzionalmente nel 1946, anno di istituzione della festa, fu scelta questa data perché il 25 aprile 1945 fu il giorno della liberazione di Milano e Torino. Entro il 1° maggio fu liberata tutta l’Italia settentrionale: Bologna (21 aprile), Genova (26 aprile), Venezia (28 aprile). Dovrebbe essere un giorno di gratitudine: per la Resistenza, cioè i partigiani, senza distinzione di area politica di appartenenza; per gli Alleati; per la società civile della nostra nazione, che tenne la testa alta e costruì nella quotidianità la possibilità della libertà. Invece, troppo spesso, in un Paese dove la memoria è corta e la Storia un’opinione, diventa occasione di polemiche, di fazioni contrapposte, l’una contro l’altra armate. Forse la Liberazione sarà finalmente ultimata quando il 25 aprile sarà riconosciuta come la festa di tutti gli italiani liberi. Violet, nel suo piccolo, spera che ciò avvenga presto.

Curiosità: A proposito di contraddizioni Italiane. In queste settimane, che precedono la Festa della Liberazione, abbiamo assistito al “caso Lega”. Non voglio addentrarmi in disquisizioni politiche che non mi competono e che rischiano di farmi scrivere mille ovvietà. Ma ci tenevo a proporvi una lettura personale di tutta questa vicenda. Io i lombardi li conosco; soprattutto nella loro versione bergamasca. Sono persone semplici, che lavorano. Non hanno obiettivi alti, né grilli per la testa; ma i loro obiettivi concreti li perseguono con grande determinazione. Oserei dire la determinazione (o testardaggine?) del “mulo bergamasco” (senza offesa per nessuno, visto che la vostra Violet si definisce spesso un “asinello sardo”!). Ora: qual è da che mondo è mondo, o meglio, da che Lega è Lega, il loro obiettivo? L’indipendenza; cioè una nazione padana. E qual è il primo atto ufficiale di ogni Stato che si rispetti? Battere moneta! Cosa serve per battere moneta? Un deposito in oro e preziosi equivalente al valore del denaro circolante. Ora penso che anche ai miei lettori sia più chiaro il “perché” di lingotti d’oro e diamanti tra le oculate spese di Bossi&c! Conoscete un fine più politico di questo? Forse io vado oltre le loro intenzioni. Forse per mettere insieme queste semplici informazioni, le intenzioni e i fatti ci vorrebbe una laurea non comprata o, almeno, un diploma studiato (non regalato)… Però viste le scene populiste della manifestazione della pulizia leghista (e/o Befane padane armate di scopa) bisognerebbe stare attenti e “fare cultura” sull’unità della nostra nazione, ad un solo anno dai festeggiamenti per i suoi Centocinquant’anni. Meditate amici.

Il Lama racconta: Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Al via, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. Mentre correvano, uno di loro cadde sulla pista, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri udirono il suo pianto. Rallentarono e si voltarono per vedere cosa fosse successo. Si fermarono e tornarono indietro...tutti quanti. Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?". Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Nello stadio gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. E chi era presente ricorda ancora questa storia.

Così parlò zio Gecob: Noi sappiamo che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo a servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

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