martedì 29 ottobre 2013

L'Almanacco di Violet



Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:45 e tramonta alle 17:27.
Da domenica siamo tornati all’Ora Solare.

Luna
La Luna è calante. Il 3 novembre alle 12:50 è Luna Nuova.

Cielo del Mese, i Pianeti
Alla fine di questo mese si ripete l’opportunità di osservare la falce di Luna calante e Marte. Il mattino del 30 ottobre i due astri si trovano a Sud-Est.

I Santi
28 ottobre: santi Simone e Giuda Taddeo, apostoli
29 ottobre: san Feliciano
30 ottobre: san Saturnino di Cagliari
31 ottobre: santa Lucilla di Roma
1° novembre: Tutti i Santi
2 novembre: commemorazione dei Defunti
3 novembre: san Martino de Porres

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Parigi – Il coccodrillo francese potrebbe rinascere in terra elvetica (L’Unione Sarda, Edizione del 30 ottobre 2012, p. 9). Per visualizzare il post clicca qui

 Feste, Ricorrenze, Curiosità
Oltre che essere Halloween, il Capodanno celtico (Samhain) e il ricordo di Martin Lutero per gli anglicani, il 31 ottobre è anche la Giornata Mondiale del Risparmio!

Il Lama Racconta
E così, decise che l’avrebbe vista una volta ancora. L’ultima. Forse. Almeno per un po’ di tempo, di vita. Aveva bisogno ancora di qualche ricordo. Di imprimerla nella memoria, dove la sua immagine era sempre più traslucida e inconsistente. Non la sensazione di lei. Quella era viva. E le ultime parole che si erano scambiate. Quasi una profezia. La promessa di un sogno. Di un futuro non ancora avverato, ma che lei desiderava con tutto il cuore. Prese coraggio, perché non credeva alle porte aperte sul mondo degli spiriti. Sapeva che il bene non muore. Lo sentiva vivere e carezzarle la pelle ogni giorno, nelle sue occupazioni più normali e quotidiane. Sapeva che il luogo dell’Amore è luogo di comunione di tutti i luoghi, di ciò che chiamiamo qui e di ciò che diciamo altrove. Anche gli angoli più sperduti del mondo, della terra e del mare, del cielo e dello spazio. Fino ai confini dell’universo. Ed oltre. Sapeva che il luogo dell’Amore è luogo di comunione di tutti i tempi. Del passato, del presente e del futuro. Fino all’eternità. Ed oltre. Ad unire tutti gli esseri che si sono amati. Che anche per un attimo solo si sono sfiorati, si sono guardati. Si sono dedicati parole, pensieri. Si sono dedicati tempo, che siano pochi istanti o una vita, non sempre è l’essenziale. Decise, per la prima volta in vita sua, di rifarsi alla sapienza antica della sua Isola. Di credere agli insegnamenti tramandati di madre in figlia, fin dalla notte dei tempi. E attese. Attese la notte de Is Animas. Attese che fosse silenzio in casa e per la strada. Che tutti dormissero. Preparò il caffé, forte e denso. Un bricco di latte, per la macchiatura a freddo. A colei che aspettava piaceva così. Un’abitudine che aveva trasmesso anche al figlio e che era diventata il rito del dopo pranzo, subito prima di tornare al lavoro. Lei, invece, lo prendeva senza nessuna aggiunta, amaro e scuro. Mise sul tavolo una tovaglia di bucato. Dispose con gusto dei fiori rossi e due tazzine. Prese la sua zuccheriera d’argento e due cucchiaini. Regali di tanto tempo prima, ma che aveva usato raramente. Il servizio buono, insomma. Aggiunse la caffettiera e il bricco del latte. Accese una candela. Bianca e profumata. Socchiuse porta e finestra. La temperatura calda di quella notte d’autunno lo permetteva. E poi gli ospiti attesi si accolgono così, con la porta aperta e la luce accesa. Si vestì bene. Si truccò appena, ma con cura, uniformando l’incarnato, riducendo l’effetto lucido, sottolineando gli occhi nocciola. Sedette sulla poltrona. Mise lo smalto rosso alle unghie, perché lei le aveva insegnato che per le amiche si fa questo ed altro. Non importa se si ha voglia, ma bisogna essere di tutto punto. E attese. La stanchezza fu più forte e finì per dormire. Un sonno breve, ma profondissimo. Sentì una carezza. Nel battito di ciglia del dormiveglia vide un’ombra dalle unghie rosse sfiorarle il viso. Sentì un sussurro. È più vicino di quanto pensi. Poi il rumore della porta che si chiudeva. Aprì gli occhi. D’istinto si avvicinò al tavolo. Le due tazzine erano vuote, ma una era sporca di caffé e latte. E, lì accanto, il flaconcino dello smalto, che pensava di aver lasciato sul tavolino vicino alla poltrona, quasi vuoto. Felice di quello sfiorarsi desiderato, ma impensato, decise di rimettere tutto a posto. Nessuno si sarebbe accorto di nulla la mattina dopo. Il dono di una visita speciale è un segreto da custodire nel cuore. Per sé sole (È più vicino di quanto pensi, ispirato alla tradizione de “Sa cena po is Animas”, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
L’anima è piena di stelle cadenti

Così aggiunse Violet
In Sardegna, per antichissima tradizione, si festeggiano all’inizio del mese di novembre Is Animas de su Prugadoriu. In realtà le usanze legate a questa festa sono molto antiche e, probabilmente, precedono di secoli l’avvento del Cristianesimo, anche se non si è conservato un nome legato alla festa precristiana a cui si rifacevano. La notte tra il 1° e il 2 novembre, dopo cena, si allestisce il banchetto per Is Animas, le persone care che sono morte e che in antico si pensava avessero il desiderio di tornare a condividere il cibo dei vivi almeno in quel giorno. Su quella tavola c’era su pani ‘e saba, is pabassinas, l’uva, i fichi secchi, i mandarini, le melegrane, e altri dolci e cibi diversi a seconda dei luoghi e delle usanze. Si lasciava anche un lume acceso. La mattina del 2, o in altri luoghi il 2 novembre nel pomeriggio, uscivano i bambini. A seconda delle usanze potevano o meno essere mascherati. Bussavano alle case e trovavano gli “avanzi” de sa cena, e comunque dolci e frutta. In alcuni luoghi bussavano dicendo po is Animas, in altri po su prugadoriu, altrove su mortu mortu. E questa questua era festosa per i grandi, che attendevano all’interno delle case, e per i più piccoli, che l’andavano compiendo. Violet non ha mai partecipato alla rievocazione di queste antiche usanze. Trova che siano un modo per rendere vicino e quotidiano uno dei concetti che la società moderna non “esorcizza” più, ma bensì dimentica e sottace: la morte. Violet è particolarmente legata per tanti motivi, ma tutti di “vita”, a questo periodo dell’anno. Crede che celebrare i Santi e ricordare i morti sia un tutt’uno, nella sua fede. Un tutt’uno fatto di speranza e di amore. Crede nella Comunione dei Santi, quel meraviglioso mistero che dice di un luogo e di un tempo, diversi da tutti i luoghi e tutti i tempi per noi immaginabili, nel quale l’Amore di Dio e la resurrezione del suo Figlio rendono possibile l’incontro e l’unità di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, presenti, passati e futuri; vicini e lontani. Sa che la Comunione dei Santi si vive ogni giorno, ma è bello ricordarla e festeggiarla in modo speciale una volta all’anno. Perché la festa dà senso al quotidiano e aiuta tutti a comprenderlo e viverlo.
 

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