Ritratto di Frau o Porträt der Signora

Nata
ad Hamburgo il 17 luglio 1954 da un pastore evangelico luterano, che aveva
studiato Teologia alla Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg e aveva fatto parte,
come tanti giovani tedeschi, della Hitlerjugend
negli anni del liceo, e da un’insegnate di inglese e latino, di origini ebree
polacche e iscritta al Partito socialdemocratico tedesco, Angela Dorothea
Kasner visse, però, fin da subito nella Germania orientale. Il padre fu
nominato, infatti, capo della chiesa di un piccolo borgo del Brandeburgo.
Sembra
che il padre e lei abbiano avuto un rapporto difficile e per gli osservatori
esterni risulta alquanto enigmatico. Il pastore Kasner si è dichiarato,
infatti, contrario alla riunificazione al contrario della figlia, impegnata in
diversi movimenti giovanili. E infatti Angie sarà eletta nel 1990 al Parlamento
della Germania riunificata dopo un lungo percorso politico all’interno delle
organizzazioni tedesche orientali ed essere stata la portavoce (parla inglese e
russo) del primo e ultimo governo democratico della Germania dell’Est.
Comunque,
la piccola Angela imparò presto a vivere entro le regole della dittatura
comunista, spiega il suo biografo G. Langguth: mai esprimere i propri pensieri
in pubblico, stare in all’erta e fidarsi poco degli altri. E primeggiare,
perché i figli dei pastori avevano più difficoltà a raggiungere la laurea. I
suoi compagni la descrivono, infatti, come un topone grigio di biblioteca. Ma
sempre altruista.
Si
laurea in Chimica quantistica nel 1977, anno in cui sposa il suo compagno di
corso Ullrich Merkel. Ma la loro unione è destinata a durare poco, appena
quattro anni dei quali le restano la lavatrice e, misteriosamente, il cognome.
Dirà che si era sposata perché «tutti lo facevano».
Dopo
il divorzio lavora come cameriera in una discoteca pagata in base alle
consumazioni ordinatele e balla allegramente fino all’alba. È appassionata di
musica, soprattutto di Wagner, e di calcio.
E
dire che secondo un’altra biografa, sua omonima, Höler
Merkel, sarebbe una tipa cinica, fredda e ladra di idee: «una specie di Don
Corleone in gonnella».
Negli ’90 entra nella CDU di H. Kohl e già in pochi anni raggiunge
incarichi di governo come Ministro per le pari opportunità prima e dell’Ambiente
poi. Protetta dal Cancelliere, la più giovane della compagine governativa è
soprannominata «das Mädchen», la ragazza.
La ragazza dell’Est in poco tempo accumula prestigio e dopo la sconfitta elettorale di Kohl nel
1998 guida, dalla segreteria e poi dalla presidenza, il partito nell’opposizione
a Schröder. In questo stesso anno sposa il suo secondo marito-fantasma che
appare in pubblico solo quando vanno all’Opera.
È lei a scrivere, nel 1999, il discorso “killer” che fa ritirare
dalla palcoscenico politico il suo padre putativo, sommerso da uno scandalo
finanziario come i vertici del partito. Tutto questo non le sarà sufficiente
per diventare la leader della CDU. Evangelica, dell’Est e donna.
Tenacia e pazienza e nel 2005 è Angie la candidata alla
Cancelleria della Repubblica federale tedesca. E vince. Ma deve varare una Große Koalition con l’SPD per poter
avere la maggioranza necessaria alle riforme cui la Germania andava sottoposta.
È la prima donna ad assumere l’incarico alla Cancelleria e, allora, si conia la
nuova parola «die Kanzlerin», “la
cancelliera”. Ma anche il più giovane cancelliere del Dopoguerra, il primo
proveniente dalla Germania orientale, la prima nata dopo la II Guerra mondiale
e a essere laureata in scienze.
Secondo un altro che l’ha conosciuta bene e con cui faceva coppia
fissa fino a poco tempo fa, l’ex Presidente della Repubblica francese N. Sarkozy,
erano noti come Merkozy: «Angela
indossa certi vestiti…ma non è brutta. Se le piace un film, me lo invia. E poi ama il vino, mangia pane burro e formaggio. E
quando siamo in riunione vuole fare colazione nella sala da pranzo. Sai perché?
Perché così può scegliere quello che vuole dal buffet».
Per i funzionari dell’Ambasciata americana in
Pariser Platz, secondo quanto ha rivelato Wikileaks, Angie è avversa al
rischio, poco creativa e priva di determinazione.
Da questi pochi tratti si possono capire i motivi dei numerosi
appellativi che in questi anni le si sono appiccicati addosso…
Paul_Blau_Vierzig
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