domenica 24 febbraio 2013

L'Almanacco di Violet


SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 7:05 e tramonta alle 18:08.

Luna: Il 25 febbraio alle 20:28 la Luna sarà Piena. Dal giorno dopo inizia la sua fase discendente.

Cielo del mese, i pianeti: Il planetoide Plutone si allontana dal Sole ed inizia ad essere osservabile al mattino, prima dell’alba. La sua modesta altezza sull’orizzonte orientale unita alla luminosità estremamente bassa, consiglia tuttavia, ai non esperti, di attendere i prossimi mesi per individuarlo al telescopio. Esso si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà ancora nei prossimi dieci anni, fino al 2023.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Evezio, Modesto, Sergio (24 febbraio); Adelmo, Callisto (Caravario), Luigi (Versiglia), Valburga (25 febbraio); Agricola, Alessandro (di Alessandria), Faustiniano, Vittore (26 febbraio); Basilio e Procopio, Gabriele (dell’Addolorata), Giovanni (di Gorze), Luca (di Messina), Onorina (27 febbraio); Macario, Rufino, Giusto e Teofilo, Romano (di Condat), Pupolo (28 febbraio); Albino, Rudesindo, Silvio (e compagni), Leoluca (1° marzo); Agnese (di Boemia), Carmelo, Triade (2 marzo); Camilla (di Auxerre), Cunegonda, Tiziano (di Brescia), Vinvaleo (3 marzo).

Il Santo: Il 3 marzo la Chiesa ricorda Tiziano, vescovo di Brescia. Dal 1962 la sua festa liturgica è stata conglobata al 20 aprile insieme a tutti i santi bresciani, in un'unica celebrazione. Nell’elenco dei vescovi di Brescia occupa il 15° posto tra Vigilio e Paolo II, il suo episcopato si pone alla fine del secolo V, nulla si sa di lui oltre il nome. Fu sepolto nella chiesa dei ss. Cosma e Damiano, forse fatta costruire proprio da lui, in seguito fu annesso un monastero, l’intero complesso fu demolito dal vescovo Berardo Maggi nel 1302 per dare spazio al Palazzo Broletto, attualmente in Piazza del Duomo. La chiesa e il monastero furono ricostruiti ad occidente della città, nella zona dei Campi Bassi ove stanno tuttora. Le sue reliquie vennero deposte dal vescovo Paolo Zane nel 1505 in un arca marmorea eretta sull’altare nella cappella di sinistra. Il suo primitivo sarcofago, dopo vari spostamenti, fu alla fine dell’800 posto a fontana in un angolo di piazzetta Tito Speri, ove è attualmente. 

Il nome: Questa settimana vi propongo il nome Camilla. L’origine di questo nome non è del tutto chiara, ma il suo significato, legato ad una radice orientale, sembra essere legato a chi presiedeva ai culti e, quindi, significherebbe “sacerdotessa”. L’onomastico più festeggiato è il 14 luglio. Il segno zodiacale corrispondente è il Leone; il suo numero fortunato è l’1; il suo colore è il giallo; la pietra portafortuna è il topazio; il metallo è l’oro. Portano il nome Camilla, in Italia, circa ventimilatrecento donne, cioè lo 0,03% della popolazione. E si attesta al quattrocentottantesimo posto nella classifica dei nomi più comuni. È diffuso soprattutto in Lombardia dove vivono il 30,4% delle Camilla italiane; in Puglia (9%), in Emilia Romagna (8,8%); poche nel resto del Paese. Camilla: combattiva, ammirata, matura, interessante e logica!

Compleanni storici: Il 2 marzo 1971 nacque Stefano Accorsi. Auguri!

Questa settimana accadde: Come tutti abbiamo studiato, il 26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte fuggì dall’isola d’Elba.

La notizia del giorno… un anno dopo: Lanusei. L’autostop online non si fa qui (L’Unione Sarda, Edizione del 1°marzo 2012, p. 21).

Feste e ricorrenze: Primo Marzo, Capodanno Veneto. Il Capodanno nella Serenissima Repubblica di Venezia si festeggiava il 1°marzo, anche in data successiva all’entrata in vigore del calendario gregoriano. Divenne uso mettere dopo le date, nei documenti ufficiali, la dicitura more veneto.

Curiosità: Oggi e domani circa cinquantuno milioni di Italiani sono chiamati al voto per rinnovare i due rami del Parlamento della Repubblica Italiana e dare così inizio alla XVII Legislatura. Facciamolo tutti e con coscienza!

Il Lama racconta: Tziu Tanu era un uomo semplice. Un uomo forte, temprato dalla campagna, dal lavoro con il gregge. Un uomo fiero, che aveva sofferto, ma conservava la schiena dritta di fronte alla vita e al mondo. In quegli ultimi giorni di maggio del 1946 tutti in paese avevano ricevuto la scheda elettorale, con la quale si sarebbero potuti recare al seggio. Lui no. Così di ritorno da monte, si era lavato, cambiato ed era salito fino alla piazza del Municipio per chiarire il malinteso. Ma, in realtà, di malinteso non si trattava: tziu Tanu non avrebbe potuto votare, neanche quella volta, neanche ora che le cose erano cambiate e i fascisti non presenziavano su stradone, come se fossero i padroni. Il fatto risaliva a tantissimi anni prima. Da giovane, dopo aver patito anni di miseria a servizio dei poveri pastori del paese, gli era capitata l’occasione della vita: era stato preso a lavorare da un ricco pastore di Villanova Monteleone. Erano stati anni di fatica. Di vita dura. Tziu Tanu si era sacrificato, aveva rinunciato a tutto. Aveva un sogno: non voleva tornare a Laconi, suo paese natale, a mani vuote e con i soldi in tasca. Lui sarebbe tornato a casa con un gregge, piccolo, ma suo. Sapeva lavorare. Non era incline a risparmiarsi. Il padrone lo prese a ben volere e, dopo sette lunghi anni di campagna, di servizio, riprese la via di casa, con le sue pecore. Ci volle più di un mese per portare il gregge da Villanova a Laconi e, l’ultima notte si accampò fuori paese, per non entrare col buio, come un ladro, e per fare una sorpresa all’anziana madre, vedova da quando era bambino, che non lo vedeva da anni. Ma, alle prime luci dell’alba, qualcuno lo vide e, per gelosia, per vendetta di vecchie ruggini, andò di filato dai Carabinieri a denunciarlo. Lo accusarono di abigeato, anche se nessuno aveva reclamato quelle pecore come sue. I Carabinieri uscirono per arrestarlo. Lui disse di avere i documenti. Non gli diedero ascolto. Fatto sta che, preso dalla foga di poter finalmente rientrare a casa e dall’ingiustizia che stava subendo, li buttò a terra e corse in caserma a cercare il Maresciallo, che lo ascoltasse, almeno lui, e vedesse nero su bianco che quelle pecore erano sue! Per il gregge, naturalmente, si sistemò tutto, ma fu condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Radiato dalla bandiera, gli vennero tolti i diritti civili. Non poté votare, né alle successive elezioni, né a quelle che seguirono. Non gli importava. C’era il fascismo, allora, e lui, da uno libero, andava fiero di non prender parte a quella farsa legalizzata, che erano le elezioni sotto il regime. Ora dopo tanti anni, la sorte era girata e girata ancora di nuovo. Non solo per lui, ma anche per la Nazione. Il 2 giugno 1946 si votava per scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Queste Elezioni riguardavano le sorti, il futuro dell’Italia e dei propri figli. E lui doveva esserci! Quella mattina, quella del voto, tziu Tanu si vestì con l’abito migliore, come se andasse alla festa. Uscì di casa molto presto. Le donne erano ancora in chiesa alla prima messa, quella bassa, prima di esser sommerse dalle faccende domestiche. Lo stradone era deserto. Salì fino al Municipio, sede del seggio, ed entrò. Salutò. Strinse la mano ad ognuno. Si augurò che tutti compissero con onestà l’alto compito a cui erano chiamati. “Adiosu, tziu Tanu!”. “Viva la Repubblica”, fu la sua risposta (Viva la Repubblica, di Violet, per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.

Così aggiunse Violet: Tziu Tanu è uno dei motivi, forse il più profondo e personale, per cui Violet ha votato. Perché è un mio diritto, un nostro diritto, nonno, e non lasceremo passare occasione di esercitarlo, con la schiena dritta. Per me, per te, ma soprattutto per restituire un’Italia e un Mondo più giusti alle generazioni che verranno, perché ce l’abbiamo solo in prestito, per loro. W la Repubblica!

2 commenti:

  1. Viva Tziu Tanu, viva la libertà!! :D

    (Arth)

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  2. Era un piccolo grande uomo che il senso della libertà rese immenso! Grazie...

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