venerdì 11 gennaio 2013

Stiletto Sport, il calcio visto dai tacchi a spillo

Sigla!!



La domenica del “tanto paga la Pro Patria”

Vi avevamo lasciato tra le renne di babbo Natale con il derby stronzo e ci ritroviamo dietro lo scarico della scopa della befana… sembrava dovesse cambiare tutto e invece non è cambiato niente: Lampard non Lampard, Drogba non Drogba, stipendi non stipendi, stadio non stadio, botteghino non botteghino… Non si usa più m’ama non m’ama con una margherita in mano? Mah! 
Poi succede che il Milan va a fare una bella amichevole a Busto Arsizio e dagli spalti si leva il coro della solita idiozia. Nemmeno ci si stupisce più. Non ci si stupisce che in uno stadio, piccolo o grande che sia, ci si diverta a fischiare qualcuno in quanto portatore di geni non graditi. E così Boateng diventa il bersaglio del razzismo presente quel giorno allo stadio, perché si, stupidi o non stupidi, molti o pochi, soliti o insoliti, sono razzisti coloro che insultano le persone diverse per colore di pelle, origini, religione, cultura, lavoro. Ma in questa solita triste prassi degli stadi italiani qualcosa all’improvviso stupisce. Perché Boateng si arrabbia. Il ragazzo si indigna e la partita si ferma. E per qualche telegiornale di fila sembriamo piombati in un posto civile. Sembriamo per qualche giorno felici che il calcio si sia fermato in nome di civiltà e dignità. Giornalisti, tifosi, società fanno quadrato intorno al giocatore, la città di Busto Arsizio e la squadra Pro Patria sono costrette a chiedere scusa, le persone che hanno fischiato sono additate per quel che sono, sembra la rivoluzione del calcio. È la Fifa a riportare il discorso alla routine: lo spettacolo deve andare avanti, Boateng è un incosciente, le partite non si possono fermare. E beh, la proverbiale saggezza Blatteriana ci mancava proprio, eppure in Italia per una volta andiamo avanti sulla retta via e, pur pensando a quale sia il modo migliore per arginare il fenomeno, continuano a fioccare gli attestati di stima e solidarietà per quanto accaduto. Ma secondo voi, si chiede Pink, Boateng che avrebbe dovuto fare? Passi per il pallone calciato in curva (ma anche chissenefrega), avrebbe dovuto star lì a prendersi i fischi? Pink per una volta appoggia il Milan e la sua società nella decisione che ha preso. Bisogna tutelare i propri giocatori dalle teste di cazzo* e in questo il Milan ha agito, secondo Pink, con coscienza.
Poi ricomincia il campionato, di sabato, come al solito. Catania e Torino pareggiano senza reti. Poi tocca al Cagliari, all’olimpico contro la Lazio. Perdiamo, due a uno, solito schema: giochiamo alla grande, Sau ci porta in vantaggio e poi, a fine partita quei maledetti cinque minuti in cui perdiamo ormai di ordinanza in seguito a disgrazie multiple grazie alle quali ci ritroviamo in nove, con un allenatore in meno (meno male che ne abbiamo due) con un rigore contro e chi più ne ha più ne metta. Ma a questo giro non è questo che interessa a Red. Il problemino che ha fatto uscire il fumo dalle orecchie alla pulzella rossa è un altro, e poco conta che riguardi Ibarbo bello o qualcun'altro. Il punto è che a parte della curva laziale non è piaciuto il colorito d’ebano del rosso blu, esattamente come a Busto Arsizio era risultato indigesto il sano colorito di Boateng. E giù fischi, come da copione. Solo che il copione era stato stravolto da troppo poco tempo per non saltare agli occhi l’ipocrita, improvviso, cambiamento di rotta da parte dell’opinione pubblica. Così a Sabato Sprint timidamente lo sfigato conduttore ha provato a chiedere a Lotito che pensasse. Ma sapete, l’olimpico è grande e Lotito non ha sentito. E se anche qualcuno ha fischiato erano i soliti venti idioti (ma perché sempre venti? Ma li conosce uno per uno?), e a parlare di queste cose si da solo visibilità alle due suddette decine di decerebrati, e no, non siamo razzisti noi! E le partite non si possono fermare, e le porte degli stadi non si possono chiudere, e i presidenti e i sindaci non devono chiedere scusa a niente e a nessuno, voi li avete visti fischiare? Noi no. E poi basta, silenzio. Ben tornati in serie A, bentornati in Italia! Lo spettacolo deve andare avanti! Ma lo spettacolo è pessimo. I prefetti hanno probabilmente ragione a sconsigliare la sospensione delle partite per ragioni di pubblica sicurezza, ma si possono chiudere le porte degli stadi: una giornata al primo minchione che vorrebbe che il mondo fosse sbiadito, poi due se continuano, tre, dieci, un anno… fino al raggiungimento di una accettabile quota di civiltà. D’altronde noi a Cagliari lo sappiamo che ai tifosi costa star lontano dalla propria squadra, e che alla squadra pesa affrontare un campionato tra porte chiuse e campi a su corru ‘e sa frucca, ma si sopravvive! Da tifosa e da cagliaritana, Red avrebbe voluto chiedere tante volte scusa a chi è stato insultato al Sant’Elia per sole futili ragioni cromatiche, e il fatto che lei sia totalmente estranea anche solo a un pensiero simile non toglie il fatto che le pessime azioni attuate sotto una bandiera comune sporcano anche quel che è pulito. Questo la inorridisce, come il calcio in Italia abbia scordato l’umanità, come i presidenti delle squadre non sentano minimamente la responsabilità di quanto può succedere in nome della bandiera della loro squadra dentro il loro stadio tramite la vendita di biglietti il cui incasso va alla società, mica in beneficenza ai bambini orfani di guerra! Non le scende il fatto che l’opinione pubblica si lavi la coscienza solo a Busto Arsizio, che quel che gira intorno alla serie A sia troppo grosso per discuterlo e il prezzo dell’ipocrisia di settimana a questo giro lo paghi solo la Pro Patria. 
Scusate lo sfogo amaro e poco calcistico, anzi no, non scusatelo. Red di questo voleva parlare, del fatto che Boateng si sia dimostrato la persona più di buon senso che gira intorno al calcio italiano, perché ha avuto reazioni umane e anche calibrate, e ha anche saputo esprimere solidarietà ai colleghi, del fatto che l’ipocrisia le dà la nausea e la perdita della propria dignità davanti al potere e agli interessi anche di più. Pink ha lasciato sfogare giustamente Red, ma deve dire anche la sua. Potranno fare anche un milione di leggi contro queste pratiche barbare, le squadre potranno spendere miliardi di euro in campagne di sensibilizzazione che se non cambierà la mentalità del tifoso non si muoverà niente. Le partite devono essere immediatamente sospese in questi casi, subito. E' il tifoso che ci deve perdere, è il tifoso che deve dire a chi fischia "Senti, io ho pagato fior fior di biglietto per essere qui (o fior fior d'abbonamento in tv), tu con i tuoi coretti razzisti del cazzo* mi impedisci di vedere quello per cui ho pagato! Fai una cosa, mia cara faccetta nera de 'sta minchia*, evapora dallo stadio tu e tutta la tua regale combriccola!" Insomma, noi tifosi dobbiamo cambiare mentalità, noi dobbiamo essere i primi a non essere razzisti e non solo per il colore della pelle. E Pink, che spesso spara scemenze sulle altre squadre, lo sa bene che basta un'inezia per passare dallo sfottò al razzismo. Tante volte ce la prendiamo coi napoletani, li insultiamo anche pesantemente per il fatto di essere napoletani. Siamo meno ipocriti tutti e facciamoci un esame di coscienza, perché questo è razzismo tanto quanto un coro per un giocatore di colore. Impariamo tutti un po' di più a vivere il calcio con serenità, guardiamo al nostro orticello interiore e vediamo se con serenità abbiamo mai peccato di "razzismo calcistico" non solo umano. Messaggio che Pink invia anche a tutti giocatori, che sappiano usare meglio interviste e social network perché i tifosi poi li prendono ad esempio. 
Quanto al calcio a Red basta far notare alla Juve che le sue mazzine funzionano, anche se i tre punti alla Samp fanno male alla classifica rossoblù non importa, mazzina partita mazzina riuscita! Pink ci tiene a precisare che il guardare al proprio orticello è sempre una gran cosa e che, sapendo quanto è superstiziosa Red, da oggi in poi non rispetterà la regola del "It's oh so quiet, shhhh, shhh" ma darà un po' più voce ai suoi pensieri. A Pink bastano solo i pensieri infatti, non le mazzine. Le mazzine sono faticose, rovinano i capelli, i pensieri vengono e basta. Quelli di Pink attualmente sono tutti veri, compresi quelli sul Cagliari che (seppur a malincuore) ci sono. Quindi, occhio ai pensieri della Signora in Rosa che ci becca sul campionato di serie A come col pacco matto di Max Giusti (siamo ad una media di 8 su 10 indovinati). Per ora sono tutti dove lei li ha pensati, nel bene e nel male. Ha toppato solo sulla Champions della sua Juve, ma il pensiero corretto era "La Juve non ha una squadra per andare lontano in Champions", quanto sarà questo lontano ancora non è stato saperlo... I pensieri di Pink sono onesti e oggettivi, le mazzine non lo sono mai, e se si avverano saranno lacrime per la metà rossa di questo blog.
Messi ha preso il quarto pallone d’oro di fila (e Pink è molto felice che il record del suo Michel sia stato superato da un giocatore del genere!), Blatter alla fine ha detto che Boateng è stato coraggioso e poi la solita sfilza di minchiate, la classifica del Cagliari è brutta brutta, del Fabbro è bravo e il Tonara se la passa come il Cagliari, ahi lei. La Juventus è ancora prima nonostante la sconfitta e l'Inter ha comunque perso, Pink se la ride!
E poi basta, sperando che piova sale sulle zucche di tutti (comprese le nostre che male comunque non ci fa e anche su quelle dei nostri lettori), ricordiamo a tutti quelli che vogliono essere “padroni a casa loro” che un padrone di casa che insulta i suoi ospiti è il peggior padrone di casa che si possa immaginare, per chi invece ama i colori molteplici l’invito è ad amarli nel silenzio dei propri sentimenti ma anche ad alta voce e con coraggio, a testa alta davanti a tutto il mondo e nonostante qualunque altro interesse.

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!

*Miss Pink si scusa per le parolacce, ma quando una cosa è stupida le vengono...
Miss Red tiene davvero a precisare che per quanto riguarda mazzine e superstizione lei gioca e scherza, ma scherza davvero. Perché il suo orticello antirazzista e sportivamente corretto è pulito, ma pulito davvero. E se pensate che sia troppo immodesta... nulla gliene frega!

2 commenti:

  1. Che mazzina vera sarebbe augurare alla squadra avversaria di perdere?!?!
    Non è che a ben vedere è una mazzina per modo di dire, innocente innocente?

    I pensieri, invece, possono essere cattivi per davvero, come i pensieri di chi gioisce per la sconfitta dell'avversario... è una cosa un po' diversa, non trovate? Può essere una differenza stucchevole, ma è sempre una differenza!!!

    RispondiElimina
  2. Non è chiaro il concetto di pensiero. Se io (Pink) vedo una pagella con tutti 2 penso "questo lo bocciano...". Non è un cattivo pensiero, è una valutazione in base ad alcuni dati che ho visto. Se penso che la Juve non andrà lontano in Champions è xchè ritengo che la squadra non sia abbastanza competitiva rispetto ad altre e lo devo dire per obiettività. Non c'è alcuna cattiveria, nè gioia, è solo una valutazione in base a quello che vedo e spesso mi dispiace pure.. Pensi che non mi dispiaccia per la Juve? Se sono onesta però lo devo dire. Pink)

    RispondiElimina