domenica 6 gennaio 2013

L'almanacco di Violet



SIGLA!!!


Sole: A Cagliari (Sardegna, Europa, pianeta Terra, Sistema Solare, Via Lattea, Universo) il sole sorge alle 7:43 e tramonta alle 17:13.

Luna: La luna è calante. L’11 di gennaio avremo la prima Luna Nuova del 2013.

Onomastici: Tanti auguri a tutte coloro e tutti coloro che portano il nome di: Epifania o Epifanio, Albo, Felice (di Nantes), Raimondo (de Blanes), Pier Tommaso (6 gennaio); Raimondo, Anselmo, Ciro, Crispino, Giuliano (di Gozzano), Luciano (di Antiochia), Virginia (7 gennaio); Apollinare, Erardo (di Ratisbona), Lorenzo (Giustiniani), Severino (8 gennaio); Adriano (di Canterbury), Marcellino (di Ancona), Giuliano, Onorato (9 gennaio); Agatone, Aldo, Gregorio (di Nissa), Guglielmo (di Bourges), Marciano (di Costantinopoli), Valerio (10 gennaio); Alessandro (di Fermo), David (di Scozia), Igino, Liberata (11 gennaio); Antonio Maria (Pucci), Benedetto (Biscop), Tigrio ed Eutropio (12 gennaio); Ilario (di Poitiers), Ivetta, Leonzio, Remigio (di Reims), Vivenzio (13 gennaio).

Il Santo: Il 9 di gennaio la Chiesa ricorda Giuliano detto l’Ospedaliere, martire di Antiochia, sotto Diocleziano. È patrono di Macerata. Protettore dei viaggiatori e dei pellegrini, degli osti e degli albergatori è invocato anche dai pescivendoli. È particolarmente venerato in Belgio, Spagna e Sicilia.

Il nome: Questa settimana vi propongo un altro nome di donna, un altro nome molto raro, Ivetta. È un antico nome provenzale di origine celtica e significa “prestante”. In Italia ci sono solo 570 donne con questo nome, il 39,8% delle quali si trova in Toscana. Pochissime nel resto del Paese. Pare che questo nome si attesti al millequattrocentoventiseiesimo posto nella classifica dei nomi più comuni! Ivetta: interessante, virtuosa, encomiabile, tenera, ammirevole.

Compleanni storici: Eugenio Antonio Benni, babbo dell’Uomo Mascherato, nacque l’8 gennaio 1939.

Questa settimana accadde: Il 12 gennaio 1969 uscì il primo dei nove album ufficiali dei Led Zeppelin, intitolato semplicemente Led Zeppelin e registrato agli Olympic Studios di Londra.

La notizia del giorno… un anno dopo: Cagliari. Vie degli errori e dell’oblio (L’Unione Sarda, Edizione del 9 gennaio 2012, p. 9).

Feste e ricorrenze: Il 7 di gennaio si celebra la Giornata Nazionale della Bandiera, meglio conosciuta come Festa del Tricolore. Vi confesso che Violet non ne comprende appieno il motivo, ma, come recentemente ha ricordato Benigni a tanti italiani, addirittura il Titolo 12 della nostra Costituzione parla della bandiera, recitando così: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”. Sono colorate, le bandiere, sono belle… speriamo che un giorno (magari nemmeno tanto lontano) servano solo a riconoscersi, a far festa e non più a dividere!

Curiosità: Stanotte carbone o dolcini hanno invaso le calze di grandi e piccini… portati dalla Befana, che come vi ho ricordato in uno degli Almanacco di dicembre, è il quarto portatore di doni che ci hanno dato un sorriso, e anche tanto di più, dal 6 dicembre ad oggi!

Le buone maniere di ieri e di oggi: Oggi si parla del saluto in ascensore! Capita nei palazzi, privati o pubblici, nei parcheggi multipiano, negli ascensori panoramici, o, come a Cagliari, in quelli che sostituiscono un mezzo pubblico per raggiungere più agevolmente Castello, uno dei nostri quartieri storici. C’è chi entra in ascensore e si cala sugli occhi un paio di occhiali, più scuri possibile; chi si guarda le punte dei piedi; o chi controlla le unghie e, vedendole sporche, non trova di meglio da fare che pulirsele sul momento e sul luogo; chi fischietta; chi sbuffa; chi legge il giornale (fanno finta, non fidatevi)… Vi sembra troppo dire “Buongiorno” all’ingresso, rispondere, in merito al piano al quale dovete scendere, con un verso che non somigli ad un grugnito e aggiungere un “Arrivederci” all’uscita? A Violet, no: anzi, le sembra il minimo per dimostrare un’educazione appena sufficiente. Cercate di non attaccar bottone, per non disturbare, ma siate cordiali e gentili. E ricordate che normalmente nessuno “vi mangia” solo perché lo avete guardato negli occhi, nel salutare!

Il Lama racconta: Metti che un giorno un ragno non sappia che regalo fare ad una vecchia statua. "E' Natale" - pensa - "ed io sono qui, troppo lontano dalle bancarelle con i fiori! Cosa potrò fare per ringraziare questa giovane dama bianca per la sua silenziosa bellezza?" Pensa e ripensa, cammina e cammina... "Ci sono!" esclama felice. E fu così che un semplice velo da monaca si arricchì con il pizzo più fine e prezioso. Morale della favola: i ragni difendono l'arte più degli esseri umani. Morale della favola bis: la luce del primo mattino e gli occhi di una sorella fanno vedere cose che voi umani nemmeno riuscite ad immaginare (Il dono del ragno. Valentina, per La Rassegna Stronza).

Così parlò zio Gecob: Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.

Buona settimana... e ancora Sigla! 

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