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Aspettando l'otto marzo

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.
(Gioconda Belli)



Tra venti giorni sarà la festa della donna.
Il termine "festa" in alcuni casi è un nome strano, che stride con le notizie e con le esperienze in cui siamo immerse, vicine e lontane che siano. Le feste, o forse sarebbe meglio chiamarle le giornate di memoria, sono così, se si perde l'occasione di renderle "nostre" e sentite, se non le si rende un'occasione di incontro, confronto, discussione, memoria e crescita, diventano giornate grige, che lasciano l'amaro in bocca, anche perché spesso si dimentica che cosa si sta veramente ricordando sommersi dai mazzi di mimose.
La Rassegna Stronza è uno spazio femminile, è uno spazio di discussione lieve e ironica, e le donne che l'hanno inventato sono affette da un sentimento di profonda sorellanza, che vorrebbero contagiare a tutti i loro lettori. Per questo l'otto marzo non può rimanere un giorno come gli altri, non possiamo far entrare la banalità nella nostra giornata della donna. E per questo abbiamo pensato di proporvi una figura di donna per ogni giorno, e chiediamo alle nostre lettrici e ai nostri lettori di indicarci quali sono le donne alle quali sentono di dover dire grazie perchè hanno reso il mondo più bello o più giusto. Se vorrete, l'otto marzo ci incontreremo per celebrare a nostro modo questa giornata, con riflessioni, sorrisi e tutto il colore che contraddistingue la presenza femminile nel mondo. 


Commenti

  1. Faust: ma quella chi è?

    Mefistofele: quella è Lilith

    Faust: Chi?

    Mefistofele: La prima moglie di Adamo, sta in guardia dai suoi bei capelli. Da quello splendore che solo la veste. Fai che abbia avvinto un giovane con quelli e ce ne vuole prima che lo lasci.

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