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Viaggi, istruzioni per l'uso (sentimentale) by Pink

Su “Io Donna” di sabato 23 agosto 2011, alle pp. 47-48, campeggia un aberrante articolo di istruzioni per l'uso sulle vacanze. Quanto i settimanali d'estate si perdano nella vacuità di certi argomenti mi ha sempre lasciato perplessa, ma questo ha catturato la mia attenzione in modo particolare per due motivi. Il primo è che sembra scritto dalla giornalista che intervista Nanni Moretti in “Palombella rossa”: io le avrei dato gli stessi schiaffi; il secondo è che è presente un riassunto in punti che vorrei, a mia volta sinteticamente riportare.

  1. Single: a raccogliere mele in Trentino, giardinaggio in Scozia, trekking in Bouthan, yoga su un veliero nelle Cicladi;
  2.  In coppia da poco: Anatolia in lungo e in largo, da Istanbul all'Antalya;
  3. In coppia da secoli: Nord Europa in barca, dalla Lituania alla Svezia per tutti i festival del cinema possibili;
  4. Per l'anno sabbatico: Bali, Indonesia che fanno molto “Mangia, prega, ama”; 
  5. Per chi cerca in cambiamento: Burning man Festival in Nevada.

Posto che credo che non esistano delle regole per la vacanza ideale, mi chiedo perché la stessa esperta che consiglia queste mete, ammetta di non seguirle e di andare in vacanza alle isole Egadi. Predica bene e razzola male? Forse. Questa listina non tiene conto di due cose essenziali: costi e gusti. E ditemi poco! Io a Formentera non ci andrei per principio: odio i luoghi superaffollati. La mia vacanza perfetta l'ho fatta con la mia migliore amica con un semplice weekend alle terme. Che fossi single, fidanzata in procinto di nozze o vedova di recente non l'ho considerato, eppure mi sono divertita moltissimo. Ho pure “sedotto” un arzillo settantacinquenne mentre ballavo l'hully-gully, pensate un po'. Ma poi che vuol dire che se sei in coppia da poco un viaggio in Turchia sonda maggiormente il terreno per le affinità anche nell'affrontare il brutto del viaggio? Prendete il vostro Sandokan, fategli caricare la macchina di ombrelloni, lettini, frigo e portatelo verso Villasimius. Vedremo lì, in mezzo alla coda di macchine, quanto una coppia tiene nell'affrontare il bello e il brutto del viaggio. Altra cosa, ma queste vacanze per forza faticose? Siccome sono single vado a sbriciolarmi di trekking: ma sono in punizione perché sono stata mollata o ho scaricato io da poco? Devo passare la mia vacanza a combattere contro le vesciche date da un paio di devastanti scarpe da trekking (sono stata scout per anni, lo so), o a farmele nelle mani facendo giardinaggio? Per fare yoga non è necessario andare nelle Cicladi, si trovano ottimi maestri anche a due passi da casa ottenendo anche migliori risultati. Ma non sarebbe meglio una vacanza che rilassi? Dopo mesi di lavoro, rompimenti misti di scatole dobbiamo anche complicarci la vita per la vacanza? Senza parlare del dopo-vacanza, quando spesso si ottiene un effetto “Costa Crociere”/ video di “My friend” (Groove Armada). Basta grilli parlanti su qualsiasi aspetto della nostra vita, basta giornalisti “trend&travel” e basta “packaging sentimentale che riveste l'offerta turistica”. C'é sempre qualcuno che decide che cosa devi fare nella vita, quando come e perché, a volte anche con chi. Almeno le vacanze me le posso decidere da sola senza “razzismi sentimentali”?

Il commento di Red:
Se alla signora giornalista piacciono le mele vada lei a raccoglierle. Io preferisco il vino e, se davvero questo tipo di attività rurali si addice alle single ladies, allora a settembre mi darò alla vendemmia, sempre che una estate divertente e rilassata non mi porti anche un principe rosso (lo voglio in tinta, è importante!). Per la cronaca lo voglio coraggioso, onesto, con un forte senso della libertà, un cervello attivo… Non chiedo tanto, no?

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