giovedì 17 dicembre 2015

Stiletto sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica della lacrimuccia


Vi ho lasciati agli albori di una serata di Coppa Italia e ricomincio a scrivere così, nel pomeriggio di un martedì da batticuore.
Volevo chiudere la pratica di un disastro per affrontare il nostro primo test stagionale di serie A con la giusta concentrazione e senza brutti pensieri.
Ero tutta felice di vedere finalmente in televisione una partita de su Casteddu meu, così ho cenato di fretta e mi sono sistemata con Violet ai posti di combattimento. Direte: finalmente Red farà una cronaca puntuale e precisa di quanto accaduto! Vi dirò, non l’hanno fatta neanche i cronisti! Le informazioni più precise di quanto accadeva in campo erano tipo “dalla posizione del tiro il giocatore potrebbe essere Floro Flores” o “recupero di… potrebbe essere Colombatto”. Si intuivano giusto le sagome di undici bianchi fantasmini rossoblù, che si stagliavano morbide e luminose a portare un po’ di Mediterraneo in val Padana. Il Sassuolo, che con quel verde nero è mimetico anche in giornate di maestrale, si aggirava per il campo con la figura e la presenza di spirito di un camaleonte. La terna non lo so, era “color’e cani fuende” (colore di cane che fugge n.d.r.). Insomma, c’era così nebbia che non si vedevano nemmeno le corna dell’arbitro! Invero la frase che ho detto più spesso durante la partita, invece del consueto “uccidete quell’uomo!”, è stata “ma porca miseria, dov’è il pallone!!! Dove cavolo è il pallone!”. Ma al 36’ del primo tempo un lampo di luce ha illuminato il campo: è Patto, che con un incedere degno di Zola e la potenza di un fendinebbia ha fumato un paio di difensori e davanti al portiere ha trovato l’angolino giusto come sa fare lui. E qui è partito insesorabile “Omalleo simpallao segna sempre Marco Sau!”, motivetto che ci ha tenuto sveglie fino ai tre fischi finali che ci mandano dritti dritti al san Siro.
Ma al san Siro ci penseremo in un altro momento: c’è un problema. Dobbiamo giocare Cagliari-Como. Non mi torna: Cagliari non è como, Cagliari è immoi! Laconi è como, porca miseria! Se si fosse giocato Laconi – Como… sai che risultato! Ma Cagliari – Como si ferma su un 1-1 ottenuto con ostinazione e forza di gruppo (se siete curiosi chiedete e vi racconterò tutto di Laconi, como, immoi, Sarcidano, Marmilla, Campidano, Mandrolisai…) Pare poco un punto con gli ultimi in classifica, ma è tanto. Ma anche se è tanto non importa, mi è scesa una lacrimuccia. Non volevo, perché al Como c’è Festa e io a Festa voglio tanto bene… ma è scesa da sola, come si fa?
Non lo so come si fa, caro Festa, perché domenica c’è il big match a Villaputzu (perché, il Porto Corallo gioca a Villaputzu?)! Big per noi: è la bella, la rivincita, la resa dei conti! Ve lo dirò con le parole di Violet: “era un bel giorno di primavera quando, nel consolare i nostri eroi, scese una lacrimuccia dagli occhi di jana di tre simpatiche figliole. Ed ecco che, dopo molti giri ed infinite avventure, in un grigio giorno d’autunno la lacrimuccia decise finalmente di concludere il suo viaggio e far ritorno a casa… Ma che dico a casa. Al campo. Di Porto Corallo… E ne combinò di ogni colore… dispiegando, piccolo prisma acuto, quasi per intero un arcobaleno di goals”. Non mi chiedete di aggiungere nulla a questa poesia, vi prego! Anzi, aggiungerò, seccamente, il risultato finale: Porto Corallo – Tonara: 0 – 6.
E fatemi correre, che per arrivare ad oggi dobbiamo ancora attraversare mille avventure! Lanciano. Dov’è Lanciano? Sappiate che tutti gli insegnanti di geografia dovrebbero far seguire ai propri alunni la serie B: è fonte inesauribile di scoperte!
Eccoci dunque con il passo della fantasia in Abruzzo e con il passo della realtà spasso per una Casteddu illuminata a festa, un occhio alle luci natalizie e uno al cellulare per i risultati, quando Tello si è librato in aria con una rovesciata d’artista e ha portato il Cagliari in vantaggio. È il 13’ del primo tempo ed è solo uno chicchissimo preludio a una partita condotta da maestri. Al 34’ è la volta di Salamon, che infila nell’angolino dove non batte il sole un angolo perfetto di Di Gennaro. Al 59’ Piccolo accorcia le distanze e mi fa adombrare per qualche minuto, cavoli suoi. Ma i nostri sono in giornata di grazia e con Cerri si segna anche di ginocchio. Un 3 – 1 da favola, che ci riporta a un soffio dal Crotone, quelle carogne che avevano capito subito che prenderne quattro dal Cagliari li avrebbe salvati dall’ira funesta delle nostre incoercibili lacrime.
Ma non basta, perché dopo il turno infrasettimanale c’è il turno settimanale, che cosa credete, che siam qui a pettinare le bambole? Dov’è che dobbiamo andare? Livorno? E così alle 15.00 di sabato eccoci con il cuore al Picchi. Inizio a seguire la partita dalla mia radiolina, il tempo di accenderla e Farias sblocca il risultato, è il terzo minuto del primo tempo. Ci proviamo con costanza e sfortuna, il Livorno non è l’ultimo arrivato. Poi devo spegnere la radio e correre via ad altri impegni, quando prendo in mano il cellulare scopro che il terzo minuto del secondo tempo ha dato al piede di Vantaggiato il pallone del pareggio, poi un assedio inutile, partita stregata. Un punto solo, forse il risultato più deludente della stagione, ma non c’è tempo di piagnucolare troppo, domenica gioca il Tonara!
E dove gioca il Tonara? A Selargius! E dov’è Selargius? A cinque minuti netti da casa di Red e Violet! E Red e Violet hanno visto la partita? No! E perché no? Perché hanno scoperto troppo tardi che i rossoneri, quelli belli, erano lì, a un piccolo passetto da loro, bisognosi di sostegno. E così erano in altre faccende affaccendate. E quel brutto Selargius ha vinto… se ci fossimo state noi, chissà! È vero, non siamo in grado di garantire un risultato immediato, ma se qualcuno fa piangere i nostri beniamini ci commuoviamo, e se la lacrimuccia scende poi arriva… il Porto Corallo lo sa! Non temete ragazzi, il campionato è lungo e c’è tutto il tempo di raddrizzare la classifica, magari con Red e Violet sugli spalti!
E poi zitti tutti ora, che devo vedere la partita! C’è Inter – Cagliari, coppa Italia! Sono in ritardo, sono in ritardo!!!
Epilogo.
Inter – Cagliari è finita da due giorni, lo so! Scusate ma mi ci è voluto del tempo per raccogliere tutte le lacrime che mi sono scese (che nessuno abbia a pentirsene). Ha vinto quella superiorità tecnica che garantiscono i soldi, ha perso non essere riusciti a giocarsi davvero il tutto per tutto nel momento in cui tutto poteva essere. Io, per esempio, Sau intorno al settantesimo me lo sarei giocato, non fosse altro per tutti i rospi che ha fatto ingoiare ai nerazzurri al San Siro nelle scorse stagioni. Io ci avevo creduto, per un momento, quando ho visto il Capitano in panchina con un sorriso così nonostante le fratture. Ho creduto che fosse arrivata l’ora di una lacrimuccia antica. Era il 1994 e io ero all’Hotel Savio, a Lido di Savio. Era la mia gita di terza media e su Rai 1 davano Inter – Cagliari. Iniziammo a guardarla in due classi da trenta ragazzi e sei professori. Ai tre fischi finali c’eravamo solo Io, Danilo, Alessandro e prof. Milia, grand’uomo. Più tre bergamaschi interisti che non so nemmeno se siano mai tornati a casa. Quando ho sentito Inter – Cagliari di Coppa ho pensato che magari la mia lacrimuccia (che era scesa davvero, ero una fanciulla sensibile, io!) si sarebbe posata, ma no. Sta aspettando di ritrovarci in Europa! Ma dalla prossima ce n’è anche per la coppa Italia, che credete?

Bene, ora ho pagato pegno per la mia assenza prolungata: dovevo raccontarvi due settimane di calcio, vi ho raccontato sette partite. Se me ne sono persa qualcuna perdonatemi: non ci capisco più niente!!! E fu così che una lacrimuccia viaggiò verso chi ha scritto il calendario della B… stay tuned!


Intanto nell’Olimpo… È risorta, è risorta! È tornata, è tornata! Ho capito che Natale è Paschixedda, ma non esageriamo, non è il tempo giusto! 

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