lunedì 3 marzo 2014

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 6:53 e tramonta alle 18:17.

Luna
La Luna è crescente. L’8 marzo, alle 13:29 compie il suo Primo Quarto.

Cielo del Mese, i Pianeti
La sera del 6 marzo, se si ha pazienza e tempo, si può osservare un passaggio della Luna, quasi al Primo Quarto, nella costellazione del Toro: il nostro satellite naturale attraversa le Iadi, l’asterismo a forma di V, che rappresenta la testa del toro, passa vicino alla stella Aldebran, la più luminosa della costellazione; più in alto si riconoscono le stelle dell’ammasso delle Pleiadi. Il passaggio si ripete anche la sera successiva, con la Luna spostata più a sinistra.
Il pianeta Venere, rimane visibile al mattino, ad oriente, tra le luci dell’alba, ancora per alcuni mesi. Alla fine di marzo sorge meno di due ore prima del Sole, con una variazione di circa mezz’ora rispetto a febbraio. Venere il 7 marzo esce dalla costellazione del Sagittario per entrare in quella del Capricorno. Alla fine del mese, Venere compirà anche una piccola escursione nell’Acquario, per rientrare presto in Capricorno.

I Santi
3 marzo: san Tiziano
4 marzo: san Casimiro
5 marzo: san Lucio I papa; Mercoledì delle Ceneri
6 marzo: santa Coletta Boylet
7 marzo: santa Perpetua e santa Felicita
8 marzo: san Giovanni di Dio
9 marzo: santa Francesca Romana

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Avverto i miei “sette” affezionati lettori che, per ora, questa rubrica è sospesa.

Feste, Ricorrenze Curiosità
Il 3 marzo è il B&B Day
Il 4 marzo è Martedì Grasso
Il 6 marzo si celebra la Giornata Europea dei Giusti
L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


La vide, di sfuggita, far capolino tra i tetti della città, mentre camminava a passo lesto verso casa. Era una fredda sera di fine inverno sferzata dal maestrale. S’allungavano le prime ombre e il cielo diventava velocemente scuro. In mezzo a quel blu, che si perdeva nel viola e nel nero, un sorriso bianco. La vide. Era solo una piccola falce bianca in mezzo al cielo, ma si intravedeva tutta la sua celata rotondità. Si intravedeva la giusta parte di oscurità che ognuno di noi deve portarsi dentro per poter illuminare il mondo con un sorriso così puro, pensò. La vide. Vide la Luna Nuova di fine inverno, e se ne sentì attratta, fatalmente ed inevitabilmente. Accelerò il passo, già sostenuto a causa del freddo. Spalancò la porta di casa e fece in un volo le quattro rampe di scale che la separavano dal terrazzo, il suo osservatorio personale. E incurante del freddo e del vento stettero lì, lei e la Luna, a guardarsi e sorridersi. Come se fossero allo specchio. Come se quella parte scura, invisibile ed indecifrabile ai più, ma che per magia loro potevano donarsi, fosse a suo agio solo nel buio che avanzava, nel cielo che si faceva via via più nero. Come se, in fondo, solo la notte fosse casa e annullasse i confini tra il vero e il falso, il dentro e il fuori, il diritto e il suo rovescio. E nel gioco di quel chiaroscuro, delle sue luci e delle sue ombre, il tempo si fermò, lo spazio divenne infinito e il cielo e la terra si confusero. Allungarono le mani, la donna e la Luna. Se le strinsero. E iniziarono una danza. La Luna venne, e la donna volò. La Luna venne, e fece i suoi primi passi sulla Terra e sentì che non era poi così lieve, così vellutato il suo andare. Sentì i piedi ferirsi e provò un profondo dolore. E capì il valore del perenne riaccendersi del suo sorriso. La donna venne, e la Luna volò. La donna venne, e si sentì a casa. Ritrovò i suoi passi e le sue stanchezze. E fu grata del loro esistere. Perché rappresentavano il suo bagaglio. La sua vita. Non erano lievi, né leggere. Ma erano tutto ciò che aveva. E non le avevano impedito di volare! (La donna e la Luna, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
Si fermano un istante per piangere, poi sollevano il capo e riprendono la strada. Sono maestre di dignità le donne.

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