
La classifica dei buoni motivi per cui vale la pena guardare il Festival di Sanremo!
Parà pappà pa parà, parà pappà pa parà, parà pappa pa paraira para, pa pa pa!!! Lo so che l'avete appena letto canticchiando il motivato del Festival.. Festival che non è ancora iniziato e già dite di non poterne più. Ma siete davvero sicuri che anche quest'anno non ci sia in buon motivo per vederlo??? Io ve ne do 10!
- Gli ospiti
Uno degli ospiti che ci piace in genere c'è e allora ci piazziamo davanti alla tv con l'intenzione di guardare solo lui. Ma alla fine nessuno conosce l'ora precisa in cui si esibirà l'ospite che ci interessa per cui, volente o nolente, ne guardiamo un pezzo. Poi presi dalla curiosità continuiamo a guardarlo. Et voilà, passate le cinque serate.
- I confronti con le edizioni passate
“Nessuna sarà mai peggio
dell'edizione dei figli di...”, solo che per poterne avere la
certezza è meglio dargli un'occhiata. Forse qualcuna peggiore c'è
stata, ma ogni anno è meglio accertarsene. E se arriva quella
davvero peggiore e non la vediamo? Siamo curiosi come scimmie, per definizione. Un'occhiata bisogna darla. Ne parlano dappertutto e allora tanto vale guardarlo per dire la nostra. Bisogna testimoniare e dire “Io
c'ero!”. E comunque, con Baudo era tutta un'altra cosa...
- I vestiti
Sanremo è uno sfoggio di collezioni
P/E di tutto rispetto. Un ottimo modo televisivo per vedere come ci
si vestirà nella prossima stagione e capire cosa ci piace e cosa no.
Certo, forse per i maschietti questo è un punto un po' meno
allettante, ma per noi signorine lo è. E poi volete mettere il poter
parlare e sparlare a piacimento del vestito che mostrò la ormai
mitologica farfallina di Belen?
- Le vallette
Bionda o mora? Silenziosa o parlante?
Secoli di diatribe sulla funzione delle vallette sul palcoscenico
dell'Ariston, classifiche su quale sia stata la migliore negli ultimi
30 anni e su cosa esattamente una valletta debba essere in grado di
fare. E poi: valletta o co-conduttrice? Questioni irrisolte.
- Restarci male perché non ha vinto la canzone che ci piaceva di più
Durante Sanremo c'è sempre una canzone
che ci colpisce e piano piano inizia a piacerci. Può essere la
“canzone della barba al mattino”, cioè quella col motivetto che
ci ricordiamo dal giorno dopo, oppure quella del nostro cantante che
– più o meno stranamente – è in gara. Comunque tifiamo. E non
ditelo a me che ho esaurito una ricarica intera per votare Marco
Carta.
- Potersi lamentare della lunghezza
“Ma quanti devono cantare oggi? Sono
le 23 e siamo solo a metà, ma a che ora finisce? No, 5 serate così
non le reggo... Alla fine devono premiare me!” Impossibile non
lamentarsi della durata delle singole serate, che in effetti sono
estenuanti. Ma Sanremo ha un rituale tutto suo, è una vera e propria
liturgia. Non si può modificare, sarebbe come chiedere di modificare
l'elezione di un Presidente della Repubblica. Rassegnamoci.
- Comprare il TV, Sorrisi e Canzoni per i testi
Non so, io non amo particolarmente il
TV, Sorrisi e Canzoni, non è un settimanale che mi fa impazzire.
Però bisogna riconoscergli il merito di pubblicare i testi delle
canzoni una settimana prima che inizi il Festival, così uno se le
può leggere con tutta calma. E iniziare a criticare.
- Scarsa concorrenza degli altri canali
Anche questa è una verità quasi
assoluta: gli altri canali televisivi – durante le serate del
Festival – fanno poca concorrenza. Poche partite e in qualsiasi
caso concentrate in una sola serata non bastano a scalfire la
concorrenza del Festival. Ma allora, perché tutti si lamentano dei
bassi ascolti? Altro mistero per Adam Kadmon.
- Recitare a memoria la formula di presentazioni dei cantanti
"Di Mogol, Pincopanco e Pancopino, “Il
Ciciarampa”, dirige il maestro Peppe Vessicchio, canta Alice".
Almeno una volta nella vita abbiamo detto anche noi questa mitica
frase. La conosciamo tutti a memoria, più o meno come quella
dell'elezione del Papa. Potere del Festival.
- Perché Sanremo è Sanremo!
Che vi aspettavate dalla prima in
classifica??? Non c'è motivo migliore di questo. L'ho detto e
ripetuto: Sanremo è tradizione, è endemico nella popolazione
italiana che sforna santi, navigatori, poeti e cantanti. Sanremo è,
da oltre 50 anni, nel nostro DNA da italiani, che siamo CT della
Nazionale, ma anche cantanti da doccia e rasoio ogni mattina:
“Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare,
sono un italiano!”
Parà pappà pa parà, parà pappà pa parà, parà pappa pa paraira para, pa pa pa!!! (Pink)
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