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Violet e il senso di Responsabilità - a partire dalla cronaca di questi giorni


E' uno strano mondo, uno strano momento storico davvero, quello che stiamo vivendo. 
Lascia perplessi l'atteggiamento generale, il lasciare che scivolino via gli avvenimenti, piccoli e grandi, belli o brutti, come se fossero tutti la stessa cosa, tutti sullo stesso piano, tutti di eguale importanza. 

Non è così, non lo sarà mai!
Viene uccisa in modo atroce una ragazzina e anziché puntare il dito sulla violenza sulle donne, su una legge più giusta che le tuteli, sull'impegnarsi finalmente e definitivamente sull'educazione delle giovani generazioni al rispetto della diversità e della libertà di tutti, si parla del carnefice come vittima e di un prematuro perdono.
Si discute della legge contro la violenza sulle donne e l'Aula della Camera è semideserta.
Si fanno le analisi politiche, in un momento così drammatico, dando la colpa a tutti fuorché a se stessi, ché poi si rischia di doversi prendere qualche responsabilità.
Grillo nel suo blog dice di aver sbagliato, ma solo loro sono diversi perché restituiscono soldi allo Stato (soldi che secondo il mio modesto parere stanno rubando, visto che in Parlamento per ora hanno solo scaldato scranni per contatto!!!).
Ecco, non è tutto uguale. E soprattutto ci sono "cose" sulle quali non si può declinare la propria responsabilità come si faceva da bambini per nascondere chi aveva rovesciato il barattolo del sale!
Mi sembrano tutte gravi queste notizie che ho messo insieme, pescandole tra le tante a sentimento, ma dirò qualcosa solo sulla più grave: la vicenda di Fabiana. E le parole del Vescovo, che proprio perché cristiana mi hanno gelata.
Io penso che ci sia una vittima vera in questa vicenda, e si chiama Fabiana, appunto. Credo che i carnefici possano e debbano essere fermati prima di diventarlo e, sicuramente la società, la scuola, i genitori, gli amici non si possono sentire del tutto (con diversi gradi, ovviamente) liberi da responsabilità per non aver educato e prevenuto. Quindi di questo ragazzo non farei mai, per la giovane età e per il peso che dovrà portare per tutto il resto della vita, un "mostro". Ho pietà di lui e spero che qualcuno, almeno ora, anche se è tardi, gli faccia capire cosa vuol dire far parte del genere umano e cosa sia per l'uomo la libertà. Sarà un cammino lungo e faticosissimo. Avrà bisogno di aiuto. Questo è certo. 
Ma sono sconvolta dal vescovo che parla di perdono. Ma come, proprio noi cristiani che del "perdono" e della misericordia ne abbiamo fatto un sacramento!!! Il perdono vero ha bisogno di diverse condizioni e le più importanti sono la richiesta di perdono e il rendersi conto del male fatto e prendersi le responsabilità e gli oneri per "rimediare". 
So per esperienza personale quanto sia liberante perdonare, per chi abbia subito un torto. Perdonare anche preventivamente, anche senza richiesta. Apre vie di vita là dove c'è morte. 
Non dico che la madre di Fabiana, in cuor suo non lo debba fare, soprattutto se lo sentisse. 
Ma parlarne e chiederlo... abbiate pazienza, ma secondo me, sarà perdono giusto e vero, se verrà come ultimo atto della vicenda del ragazzo che ha privato Fabiana della vita. Quando avrà preso coscienza del male fatto, quando avrà iniziato a scontare la pena, quando avrà deciso che la sua vita avrà senso se trasformata per difendere la libertà altrui, allora potrà presentarsi a chiedere perdono e spero che gli sia concesso. 
Non ora, non attraverso i mezzi di comunicazione, non per interposta persona, non senza assunzione di responsabilità!
Perché di poca assunzione di responsabilità questa società è zeppa! E' la nostra sciagura più grande aver smarrito il senso di responsabilità per noi e per gli altri, per la vita di tutti e del creato! E difficilmente, se non facciamo qualcosa per riacquistarlo, potremo migliorare la vita nostra e delle generazioni future.
E lo dimostrano anche le poche notizie che ho citato all'inizio!

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