mercoledì 22 maggio 2013

I buoni motivi per dire "vaffanculo" - by Pink


Questa mattina mi è capitato di leggere su “D di Repubblica” un articolo interessante sul momento migliore per dire “ti amo”. L’argomento viene trattato con una banalità piuttosto ovvia: “bisogna dirlo quando lo si sente; uomini e donne hanno tempi diversi; per le donne c’è una certa paura; si corre il rischio che diventi una frase banale detta per routine”. Le stesse cose le diceva anche Paperino nella sua nota rubrica “Qui Paperino quack” ai tempi in cui, infante, leggevo tutte le settimane “Topolino” e non è cambiato molto nel campo dei sentimenti. Anzi, una cosa forse è cambiata. Sono questi i tempi in cui per amor proprio e per difendere il proprio ego, il proprio modo di vivere o la propria “integrità” (parola troppo abusata da chi non si potrebbe permettere nemmeno di pronunciarla) non ci si pensa due volte a ferire i sentimenti degli altri. 

“Te lo devo dire, sai, perché io sono sempre sincera e non posso rinunciare alla mia integrità” disse lei arrotando la lama del coltello che stava per infilzare nella tua schiena. 

Onestamente, volete la mia opinione? No, non è sempre necessario ferire gli altri per essere sinceri, anzi non si deve mai ferire gli altri per essere sinceri. Le uniche cose che possiamo fare per difenderci a questo punto sono: rispondere allo stesso modo (chi di sincerità e ferita colpisce, di sincerità e ferita perisce) oppure abbassare le saracinesche dell’anima e sfanculare la persona. Io propendo per la seconda, se non altro perché la prima è scorretta e anche Socrate, tramite Platone, diceva che non si punisce un’ingiustizia con un’altra ingiustizia. Molto meglio una sana, profonda e glaciale indifferenza condita da un sonoro “vaffanculo”, neanche troppo urlato. Ecco, quello che ho notato è una certa e inspiegabile paura di dirlo questo “vaffanculo”, in genere per paura di sentirsi troppo stronzi o perché si teme di ferire gli altri. Bene… No! Quando qualcuno ci ferisce, quando ci fanno del male non si deve avere paura di ferire gli altri perché siamo noi le vittime. Nel campo dei sentimenti non esiste la ragione o il torto, esistono soltanto quelli che si comportano male e feriscono gli altri e quelli che si sentono feriti. Ed è pieno il mondo di quelli che credono di fare bene e alla fine peggiorano solo le cose. Allora non si deve avere paura di mandare a quel paese chi si merita di andare a quel paese. Personalmente sono una persona che crede nella cortesia e nella civiltà anche con le persone più antipatiche e stronze, non tolgo il saluto, non smetto di parlarci e lo faccio sempre con cortesia e correttezza, ma questo non vuol dire che io permetta che si passi sopra la mia anima così come su uno zerbino all’ingresso di casa. Esigo rispetto per me e quando giunge il momento di dire vaffanculo, beh, lo voglio dire in libertà. Ma quali sono i buoni momenti per dire “vaffanculo”? Quando si arriva al punto di non ritorno verso “Quel Paese – Fraz. di Fanculo”? No, non voglio parlare di quando mi fregano il parcheggio o l’autista del bus non si ferma ad aspettarmi nonostante stia facendo i 100m più veloce di Bolt, perché lì non ho né paura di dirlo, né lo faccio sottovoce. Io sfanculo e anche a voce alta, per quanto il fiatone mi lascia fare. Parlo proprio di cose brutte, delle cose più brutte che possano accadere. Non so voi, ma io ho sempre pensato che il tradimento sia un ottimo motivo per dire vaffanculo. Il tradimento della fiducia su tutti, non tanto quello fisico di un/a compagno/a di vita. Su quello ci si può ragionare, capire i motivi, provare a ricostruire. Il tradimento della fiducia è quello in cui senti violata la parte più intima di te, senti realmente profanata a confidenza, lo schiudersi del cuore. Può capitare, ad esempio, che uno si lasci andare a confidenze con una persona che ritiene amica e qualche tempo dopo si senta riferire, con tono canzonatorio, le stesse parole che aveva detto da una terza persona. Ecco, questo per me è un vero tradimento. Nessuno di noi fa confidenze, di qualsiasi genere siano, a persone a casaccio, le fa a persone che ritiene affidabili. Possono essere confidenze di natura molto intima e segreta o anche solo dei momenti di sconforto in cui ci si lascia andare a raccontare in libertà ciò che ci passa per la mente. Non si raccontano queste cose ad altri, non con malizia o con intenzione, poi, di colpire. E siccome non solo le bugie hanno le gambe corte, ma anche le confidenze tradite, accade che prima o poi ritornino a chi le ha dette. Non preoccupatevi dunque di poter ferire chi ha tradito la vostra fiducia con un bel “Vaffanculo”.
Un bel vaffanculo se lo meritano anche tutti quelli che esprimono giudizi su di voi senza averne l'autorizzazione. Se credete in Dio sappiate che nemmeno lui vi giudica, quindi diciamo che in potenza il patentino di “giudice morale” non viene rilasciato a nessuno. Solo che ci sono alcuni che si arrogano questo diritto col pretesto di conoscerci molto bene e in realtà non ci conoscono affatto. Personalmente di quello che fanno gli altri mi frega proprio o niente. Se uno vuole mollare famiglia, amici, casa, affetti, lavoro (se ce l'ha) per diventare allevatore di saraghi in Papua Nuova Guinea, per me va benissimo. Io credo che le persone debbano sentirsi realizzate e felici perché la vita è una, unica, inviolabile e va vissuta con serenità. Nessuno, quindi, ha il diritto di giudicare questo. Ha, semmai, il diritto di dire che ogni scelta comporta responsabilità perciò va ponderata perché i 20 anni durano esattamente 12 mesi, non oltre. Con lo stesso metro ragiono anche per me e semmai chiedo consigli che, come sanno bene i miei amici, per circa il 50% delle volte non seguo. Ma quelli che mi dicono “Dovresti fare questo, dovresti fare quello, dovresti fare così io ti conosco, adesso la pensi così perché...” eccetera li impiccherei all'ingresso della città. Forse hanno anche ragione, ma alla fine a 31 anni suonati penso di avere raggiunto un grado di maturità (o maturazione?) che mi permette di capire da sola che, se sbaglio, io me ne assumerò responsabilità e conseguenze. Quindi? Vaffanculo!
Vaffanculo anche a chi ti fa sentire di troppo, a chi non perde occasione di sminuirti, a chi ti dice che non devi prendere le cose così seriamente. Vaffanculo a chi continua a non capirti, a chi ti ostacola nelle scelte, a chi ti dice che non farai strada. Vaffanculo a chi ti tratta come una pezza da piedi, a chi non ha capito che non tutto si risolve con un chiarimento, a chi pensa di sapere come devi impiegare il tuo tempo. Vaffanculo a chi volete voi, purché veramente lo diciate a chi se lo merita.  


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