giovedì 16 gennaio 2014

Stiletto Sport - Il Calcio visto dai tacchi a spillo

Come di consueto per i derby stronzi, questo stiletto sarà diviso in una parte rossa, scritta da Red e dedicata al punto di vista cagliaritano, e in una parte rosa, scritta da Pink e dedicata al punto di vista juventino. Due titoli, due testi, due colori per una sola partita.



Sigla!!!


La domenica dell’asfalto
Tanto vale dirlo subito e senza mezze misure: ci avete asfaltati! Red prende spunto da Violet che poco dopo il fattaccio scrive così sulla nostra pagina Facebook: “Non solo hanno steso l’asfalto, ma ci hanno fatto anche le strisce… Gobbi e pure pesanterrimi!”. Non c’è nulla da dire, quattro ce ne hanno fatto e quattro ce ne teniamo, senza scuse e senza giri. C’è da dire invece che a Red è andata di gran culo: non ha potuto seguire la partita e nemmeno i tg. Tanto meno la Domenica Sportiva o qualche altro impiastro simile. Niente, non ha visto niente e non ha sentito niente, e nemmeno lo ha fatto a posta. Ha ricevuto aggiornamenti via sms da Violet, ma senza parole, che tanto tra sorelle ci si capisce anche in silenzio! Solo due nomi son venuti fuori da tutto questo pomeriggio di sofferenza: Pinilla e “ha segnato quello con un nome che sembra uno staterello del centro Europa”. Per il resto nulla, evviva. Ché già Red ha sofferto così, figuriamoci con la radio accesa.

Tutto intorno a lei Roma, meravigliosa. Non poteva lasciar perdere tanta bellezza e pensare solo al calcio, perdonatela! Anche se ogni tanto la sua fida compagna di avventure la guardava e le chiedeva: “tutto a posto?” e lei: “certo, è domenica pomeriggio!”.
Così ha appreso del vantaggio del Cagliari sulla metro B tra Ottaviano e Colosseo, e del lento e inesorabile declino dei suoi sogni di riscossa mentre passeggiava felice lungo via dei fori imperiali, entusiasta di arrampicarsi un po’ sui muretti per provare a sbirciare dentro i cantieri degli scavi della nuova metro C. Le mazzate sono giunte con lo sguardo rivolto ad alcune USM dalle parti dell’arco di Costantino, “perché, guarda bene, quella si appoggia, non copre mica!”. Il tre è arrivato davanti alla basilica di Massenzio, mentre un signore cercava di convincere Red e la sua bella collega a trasferirsi a Roma, “che in questo scavo si trovano li sordi” ma “a me piacciono le pietre, mi dispiace!”. E poi il quarto e i tre fischi, mentre dall’alto Red osservava malinconica e commossa la luce che scendeva lenta sui fori di Cesare e Augusto, vagando lo sguardo tra le rovine del vecchio impero, laddove i rostri delle navi puniche un tempo erano il segno del trionfo di Roma nel Mediterraneo, testimoni muti di un potere che mai si era visto primo… e così pensando alla storia e alla vita… notifica da facebook, é un amico che le scrive in bacheca “Meno male che non abbiamo visto la partita insieme :D” risposta “non ti avrei ucciso per così poco”. E poi Red doveva mandarglielo un regalo al suo caro amico gobbo collega pugliese in astinenza dalla città eterna! Una bella foto dei fori scattata col cellulare solo per lui con didascalia: “Vedi come passano i trionfi!” Il botta e risposta che ne è scaturito è il seguente: 
-Ma cos’è, il Sant’Elia? 
-Lo sai cos’è, e poi il sant’Elia è peggio! Pensa, costruito per lo scudetto vedi come è andato a finire… attenti! 
E poi basta, pesante sconfitta incassata, ma cosa c’è di più divertente al mondo di un bello sfottò coi gobbi? Il weekend romano di Red l’ha vista impegnata in molte battaglie, tutte appassionanti, tutte da continuare, e per tutte l’unico grido è “Venceremos!”
P.S. Red deve dire una cosa importante: In bocca al lupo Radja, io e il mio cuoricino rossoblù ti vogliamo bene, e ti auguriamo mille appassionanti vittorie!


La domenica del “E' sempre la solita Juve...”*

L'ultima del girone di andata, come l'anno scorso, è Cagliari-Juventus. Si gioca al Sant'Elia e da 15 giorni a Cagliari non si parla d'altro. Più o meno è la partita dell'anno, la partita della vita, la partita che “Juventino sardo sei un gran bastardo e ora ci sentirai”, la partita che “ora si vede chi è Cagliaritano”, la partita che “pagateveli 100€ per stare in tribuna, neh!”, la partita che il Caliari gioca sempre come l'Italia ai mondiali: non importa se sei arrivato ai supplementari con lo Yemen e hai vinto per 1 a 0, ora c'è la Germania (o la Francia) e per obbligo bisogna impegnarsi e proporsi di fargli il culo, giocarsela al massimo. Per carità, è una filosofia buonissima, se non fosse che -come l'Italia ai mondiali- i punti si fanno più facilmente con lo Yemen, non (sempre) con la Germania. Una cosa che dovrebbe capire anche la Juventus in Champions League, ma...
Torniamo però a domenica. A farsi un rapido giro sulle bacheche di facebook pare che davvero ci si stia per giocare la vita, leggo stati motivazionali che Massimo Decimo Meridio si sarebbe solo potuto sognare e, stando così le cose, mi aspetto che letteralmente ci facciano del male, anche fisico. L'ironia si spreca in foto, battute e quant'altro. Che cosa mi devo aspettare da questa partita? Calci pugni e schiaffi che la finisco al Brotzu in rianimazione? Approfitto di un televisore non mio (che non ho per niente al momento) per godermi la partita in serenità, davanti ad un piatto di lasagne al forno ormai vuoto. Lo stadio è una bolgia autentica e, pur essendoci meno di 5000 spettatori (abbassare i costi no, eh? Pare brutto...), c'è un tifo pauroso. Una delle tifoserie più corrette d'Italia, si sottolinea. Eccoli la.. Come mi aspettavo, il Cagliari gioca all'arrembaggio e “sfodda” e preme a destra e a manca. Sono convinta che le cose si metteranno maluccio per noi e infatti Pinilla segna. Parte il delirio facebookiano, condito da stati tipo “1-0! Ceeeeeeeeeeeeeeeesssssss”. La Juve è come addormentata, non ci sono tracce di quella Juve che ne ha vinte 10 di fila. Houston, abbiamo un problema!!! Non che il Cagliari non meritasse di andare in vantaggio, ma almeno provare ad opporsi un po'... Boh, forse ci serve come scossone. Si ci serve, e fa effetto e dopo 10 minuti Llorente pareggia i conti. Ma, diciamoci la verità, non è una Juventus tutto sommato incisiva. Cossu è “francobollato” a Pirlo e non gli lascia spazi. Bisogna che nel secondo tempo qualcosa cambi o davvero ci fanno il mazzo. Il Cagliari continua a spingere, ma -zeusbonino- non potranno reggere 90 minuti così, oppure si? No, non possono reggere 90 minuti così. Conte toglie Pirlo e fa entrare Marchisio, ma non c'è verso di bucare di nuovo Adan che sembra in splendida forma. Uhm... eja. In 20 minuti la partita si capovolge. Marchisio spara un pallone da fuori area a tutta velocità verso la porta di Adan e segna un gol memorabile, almeno per lui che non segnava da circa un anno. Siamo in vantaggio, adesso si che siamo la solita Juve. E il Cagliari cede di schianto, inesistente, non argina più una Juventus che invece cresce e sale. Così arriva il terzo gol di nuovo di Llorente e poi il quarto di Litchsteiner. E poi arriva l'espulsione per Pinilla che lascia il Cagliari in 10. Il crontista continua a ripetere che in fondo s'è vista sempre la solita Juve, ma una Juve che per la prima volta in 116 anni mette in fila 11 vittorie consecutive non può essere la solita. Abbiamo vinto in rimonta con un avversario che per 70 minuti è stato più forte della tanto lodata Roma o di molte altre squadre più “altolocate”. Qualcuno ha parlato di asfaltata... Chissà, se questa era la solita Juve allora forse c'era anche da aspettarsi che, con un portiere giovane e un po' inesperto messo davanti ad attaccanti ritenuti forti, si rischiasse di prendere qualche gol in più. Insomma, io non darei le colpe ad Adan, poveraccio. Un portiere più esperto in squadra c'è, è solo merito delle mestruazioni di Cellino se è fuori squadra. Sto parlando di Agazzi.
Poi vabbé, è la solita Juve, e la solita Juve nelle ultime 11 giornate di campionato ha vinto. Beh, direi che è una buona striscia positiva per una squadra che è sempre la solita.
Fuori dallo stadio, quella tifoseria indicata come una delle più corrette d'Italia omaggia gli avversari con un lancio di mattoni, sassi e altri oggetti contundenti che denotano da secoli il tasso di correttezza delle varie tifoserie.
Credo che se stilassimo la classifica dei pullman danneggiati a sassate nel corso del campionato, la Juventus sarebbe comunque in testa. Mi chiedo perché uno se la prenda così... Mah...
Per diversi minuti sui social network (credo che dovrei avviare uno studio antropologico su calcio e reti sociali) c'è il silenzio assoluto. Poi qualcuno timidamente scrive, si accenna alla grande sconfitta (perché questo è dal lato rossoblù), ci si dissocia dal casino fuori dallo stadio. Ecco, lì davanti al mac ho avvicinato più volte le dita alla tasteria per rispondere ai gloriosi stati del momentaneo vantaggio del Cagliari scrivendo cose tipo “1-4! Ceeeeeeessssssss”, rifancendomi alla partita della vita, facendo fotomontaggi con asfaltatrice all'opera. Ma poi, perché? Infierire, sbefeggiare, per cosa? La clemenza è la vera strada. In fondo, già prendere 4 gol non è bello, già la gente è già di suo “a mazza brutta”. No, la lezione vera l'ha data il campo. Stavolta decido di essere magnanima. Mi preparo una tazza di the (di quello che mi ha regalato Red a Natale), pane e nutella e la festa è servita. In fondo, cosa c'è di strano?

*Sto solo citando il telecronista sky della partita.  

Alla prossima dalle vostre Giggi's Angels!

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