mercoledì 25 giugno 2014

L'Almanacco di Violet


Sole
A Cagliari (Golfo degli Angeli, Mediterraneo, Terra, Sistema Solare, Universo. Coordinate: lat. 39°21’; lon. 9°13’; alt. 4m s.l.m.) il Sole sorge alle 5:57 e tramonta alle 20:53.

Luna
La Luna è calante. Il 27 giugno alle ore 10:11 avremo Luna Nuova.
Il 24 giugno il sorgere del Sole è preceduto dall’apparire, sull’orizzonte orientale, di Venere accompagnato dalle Pleiadi e da una sottile falce di Luna calante. Questa bella congiunzione avviene nella costellazione del Toro.

Cielo del Mese, i Pianeti
Nel cielo di giugno, verso Est, tre stelle brillanti formano il grande triangolo estivo, attraversato dalle tenue nebulosità della Via Lattea; l’asterismo è formato da tre costellazioni: la Lira, con la brillante stella Vega, il Cigno, di cui si riconosce bene la coda, rappresentata dalla stella Deneb, e l’Aquila, con la stella Altair. Con un telescopio è possibile osservare il capo del Cigno, Albireo, che è una bellissima doppia. Le stelle del triangolo ci accompagneranno tutta l’estate.

I Santi
23 giugno: santa Agrippina
24 giugno: san Giovanni Battista (nel giorno della sua natività)
25 giugno: santa Febronia
26 giugno: san Silvio e san Superio
27 giugno: san Cirillo di Alessandria
28 giugno: san Ireneo di Lione
29 giugno: san Pietro e san Paolo apostoli

La Notizia del Giorno… un Anno Dopo
Arzana. Suini latitanti, registri vuoti (L’Unione Sarda, Edizione del 28 giugno 2013, p. 42).
Se volete leggere le breaking new di quel giorno, basta cliccare qui.

Feste, Ricorrenze e Curiosità
Il 23 giugno è la Giornata Mondiale degli Abbracci. O qual ricorrenza gradita a Violet! Abbracci, abbracci per tutti… e di più!!!
Il 26 giugno è per l’ONU la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe.
Il 28 giugno è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT, e si festeggia con il Gay Pride.

Il Lama Racconta
I luoghi sono come la gente. Esistono, vivono. Portano dentro delle storie. A volte tristi, altre liete. E ce le narrano, se solo abbiamo occhi per guardare e orecchi per ascoltare. Ma i luoghi, come le persone, portano dentro anche dei desideri: sono storie fantastiche, di quelle che si dipanano tra il sogno e la veglia, tra la veglia e il sonno. Spesso non raccontano ciò che è accaduto realmente, ma dicono chi si è nel profondo. Perché i luoghi, come le persone, sono molto più simili ai propri desideri che alla cruda realtà…


Era la notte della vigilia di san Giovanni. In paese si preparavano i fuochi per il rito del comparatico. Tutti erano pronti a scambiare promesse e a stringere legami: sembra facile credere alla bontà e scommettere sulla fedeltà, quando la notte è breve e luminosa. In quella notte, come ogni anno, al chiarore della notte estiva si univa la luce dei grandi falò scoppiettanti, resa ancor più vivida dalle alte scintille che sembravano voler arrivare alle stelle, ad unire cielo e terra in un abbraccio ancor più stretto dell’usuale. E, come ogni anno, nel bosco, erano pronte ad uscire sette piccole sorelle. In quella notte speciale le aspettava un compito importante, che le Janas tramandavano di generazione in generazione, fin dalla notte dei tempi. In quella notte si coglievano le erbe del solstizio. Le si metteva a mollo nell’acqua della fonte, alla luce della Luna Piena. Così, da che mondo è mondo, in ogni tempo e in ogni luogo, si preparava S’Abba de santu Juanni. “Quella che cura tutti i malanni”, dissero in coro! E uscirono a passo lesto e lieve al chiarore delle stelle. Le sette sorelle si divisero: la prima si mise in cerca dell’elicrisio, il fiore di cui era madrina, giallo come il sole, prezioso come l’oro. Sapeva dove cresceva più rigoglioso e si diresse su per la collina di calcare. La seconda rimase nel bosco, perché doveva cercare l’iperico e conosceva bene la radura dove prosperava. Alla terza toccava il timo, dai fiori bianco-rosati, e si diresse sulla collina, nella parte pietrosa, rivolta al sole. Lì giunse anche la quarta, in cerca del profumato rosmarino, e i fiorellini azzurro-viola le sorrisero. La quinta girò la collina dalla parte più ombrosa e vi trovò la fresca menta, dalle foglie verde brillante e dai fiori minuti. La sesta sapeva bene dove andare a cogliere la viola lavanda dal profumo inebriante e pulito. L’ultima, infine, si diresse lungo il torrente, a cogliere l’ambrosia, preziosa e divina. Lavorarono svelte tutta la notte, le sorelline. Cercarono, tagliarono e, mentre riempivano sette sacchi di tela, rendevano grazie alla Natura, per la generosità con cui donava loro quelle erbe così preziose. E la loro mente andava. Andava veloce all’alba che le attendeva, al ritrovarsi tra sorelle, ai racconti da fare e ascoltare, alla fonte a cui attingere l’acqua, nuovo inestimabile dono. Andava all’attesa della Luna Piena, al suo chiarore al quale immergere le erbe raccolte. Alla tela sottile, tessuta dai loro piccoli telai, per filtrare quell’acqua. Alle piccole boccette lasciate davanti alle porte, giù in paese, per curare i malati, lenire le piaghe, rinvigorire gli spiriti stanchi. La notte più breve dell’anno correva veloce. Correva a cercare il bacio con il nuovo Sole, padrone incontrastato di quei giorni luminosi e caldi. Ma c’era ancora un ultimo compito da svolgere. Il cielo diventava più chiaro all’orizzonte orientale. Le sorelle, anche se lontane, si muovevano con una sintonia perfetta, all’unisono, come il pulsare veloce del loro piccolo cuore, caldo d’amore e di compassione per tutte le creature. Estrassero, dalle minuscole borse, che portavano alla cintura, sette ampolline di fine cristallo. Nell’attimo preciso in cui le stelle si ritiravano e sorgeva l’astro più luminoso ognuna raccolse dall’erba a lei affidata, la prima rugiada del mattino. Quelle piccole gocce preziose avrebbero curato le Janas, gli spiriti e gli abitanti del bosco per un intero anno a venire. Ora, stanche, potevano tornare nelle piccole domus a riposare (S’Abba de santu Juanni, Violet per La Rassegna Stronza).

Così Parlò zio Gecob
C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.

La Parolina della Settimana
Pittima. Significa “impiastro”, ma anche persona fastidiosa. E poi, una figura tra realtà e tradizione nelle Repubbliche di Venezia e Genova si con questo nome: una sorta di esattore delle tasse. Andate a vedere tutte le curiosità riguardanti questo lemma, ne val davvero la pena! Basta cliccare qui.


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