venerdì 16 ottobre 2015

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica delle rivelazioni


Uff come passa il tempo! Non faccio in tempo a scrivere uno Stiletto che già devo iniziare a scrivere il successivo. E mi tocca correre, ché è già venerdì sera e domani è domenica! Perché è un caos, la settimana scorsa c’era il sabato ma questa già non c’è più, se lo deve essere mangiato qualcuno, e io non so più come fare.
Ne parlavamo proprio ieri a pranzo, io Violet e nonna Nenna. La nostra portafortuna si lamentava più o meno così: “come corre il tempo quando si è vecchietti, figlie mie! Una volta era un’altra cosa, ma adesso corre proprio e nemmeno te ne accorgi!”. Violet, saggiamente, precisava: “va per tutti uguale, mamma, è solo l’impressione!”. Io, dal profondo del mio 75% maschio calciofilo, la correggevo: “è vero, il tempo va sempre alla stessa velocità, ma dal 70’ al 96’ no! È lentissimo!”. “Questo è vero, bisognerebbe capire perché…” e io “boh, non è che le corna dell’arbitro fanno da antenne per gli alieni?”. E qui Violet ha una rivelazione che chiarisce la dinamica di questa curiosa faccenda: gli arbitri hanno delle corna ramificate a palco che servono da elemento di attrazione, grazie alla loro forma a imbuto, dell’energia cosmica che, raccolta nelle bozze craniche viene utilizzata per l’apertura di un tunnel spaziotemporale nel quale possono far durare gli ultimi quindici minuti di gioco quanto desiderano per torturarci più a lungo e con maggior soddisfazione!
E forse, devono sottrarre tempo alla settimana per non sballare completamente il calendario, costringendomi così a scrivere lo stiletto sempre di venerdì sera con grande fretta. E oltretutto cancellano il sabato a ogni piè sospinto con la sola forza del fischio iniziale delle 15.00.
E ora passiamo alla cronaca, ma prestate bene attenzione, perché questa teoria spiega molte più cose di quel che appare.
Domenica alle 12.30 il Cagliari accoglie il Cesena al sant’Elia. Sfida per la vetta, mica bruscolini! Radio sintonizzata, concentrazione all’ennesima potenza. La partenza è sbiadita, da quel che ci dice il nostro radiocronista di fiducia la spiegazione più plausibile è il desiderio di cappuccino e cornetto, ché a Cagliari mezzogiorno è l’ora della colazione, almeno di domenica! Al trentasettesimo Farias trasforma in goal, facendo rimbalzare il pallone su Magnusson, un retropassaggio di Pattolino nostro Sau. 1-0, felicità e poco altro fino alla fine del primo tempo.
All’inizio del secondo tempo è pronto il pranzo, e noi ci avviamo zitte zitte a mangiare, sperando che nessuno parli, ché non è il momento.
L’avvio di ripresa vede un brillio del Cesena, annullato, per fortuna nostra, e il risveglio del Cagliari tutto. Probabilmente negli spogliatoi c’era l’agognato cappuccino, ma il Cagliari si fa brillante e arriva un bel gol di barra del nostro dilettissimo Sau. La triade Red&Violet&Nonna Nenna esultano mentre l’elemento maschile della famiglia non le approva poi tanto, tanto che dieci minuti dopo, un dolorante Storari, fa passare un’imprendibile (anche senza crampi) punizione di Magnusson. Per fortuna non fa in tempo ad andarci per traverso il boccone che Melchiorri fa il terzo e definitivo gol, su passaggio dipinto dal nostro solito, ineffabile, piedino d’oro pattoloso. A questo punto Rastelli, che inizia a vedere una schiera di morti in campo in preda ai crampi, decide per il catenaccio: finiamo la partita con cinque uomini in difesa, mincidissi azzerati e pochi patemi d’animo, se non fosse che non avevamo un giocatore non zoppicante neanche a farlo entrare direttamente da una beauty farm. Questa la cronaca della partita più tranquilla e autorevole di questo campionato fino ad oggi. Ma i moribondi? E l’avvio sonnolento?
Torniamo un attimo alla nostra teoria della relatività del tempo arbitrale. Metti che in un tranquillo pomeriggio casteddaio un arbitro alle 12.00 in punto inizi ad attivare il dispositivo mefistofelico (pure i diavolacci hanno le corna, no?). Metti che, nella prestanza di un cervo da primo premio, non tutti i rami del palco volgano verso l’alto, ma alcuni, più piccoli, guardino ad altezza d’uomo. Potrebbe capitare che l’energia dei 22 aitanti giovanotti in campo venga captata costringendoli a una sonnolenza inaspettata. Metti poi che la pausa li rinvigorisca e il cappuccino li ricarichi come smartphone con cinque tacche di batteria … tornerebbero in campo scoppiettanti e pieni di vita e di bel gioco. Metti che alcune nuvole passanti schermino il cielo e l’energia cosmica accumulata non sia sufficiente ad aprire il tunnel… voi cosa fareste? Mettendomi nei panni di un arbitro, io individuerei il più aitante giocatore in campo e con il supercorno spara acido lattico lo immobilizzerei per succhiargli meglio l’energia. Ecco spiegati i crampi di Storarone nostro. L’energia cosmica non arriva ma lui ci azzoppa tutti con lo stesso metodo fino a che non riesce ad accumulare più di sei minuti di recupero. Dite che sto vaneggiando? Ma ne siete proprio sicuri? Il finale è stato il più tranquillo del campionato, il tempo non si è dilatato tanto. Però sei minuti di recupero e non fischiava più! Ma sì, sarà solo una coincidenza!
Alle 16 è la volta del Tonara che rimedia un ottimo pareggio in casa del Castelsardo. Ora pare che sul risultato penda un ricorso della squadra di casa. Io vorrei fare solo una piccola e amichevole osservazione per far riflettere la squadra gallurese: sicuri che volete far arrabbiare Red e Violet? Ma voi lo sapete quanti punti ha il Porto Corallo?


Alla prossima settimana, amici dello stiletto, e attenti al corno spara acido lattico, non si sa mai!

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