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L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca - Limited Edition-  Occhi da orientale Era iniziata come una scorribanda o un arrembaggio piratesco, in fondo con il genuino desiderio di compagnia ma senza crederci sul serio. Quante conoscenze vuote e vacue che hanno lasciato amarezza nell’animo e incattivito l’anima, nonostante la prontezza di essere sempre curiosi e cercare di conoscere e comprendere AltrI, la disponibilità di mettersi in discussione e di correggersi o lo slancio di andare oltre sè stessi. Un bel sabato pomeriggio di settembre: dopo la solita spesa e la scrittura pomeridiana in biblioteca, un appuntamento in Uniplatz alle ore 16,30 quasi mancato, forse, con l’inconscia volontà di non farlo ma di sicuro senza troppo impegno. Due occhi castani a mandorla e un sorriso dolce in un viso vivace e simpatico animato da una voce lieve che declina abilmente Wörter con accento cinese. Un boccale di succo di arancia di fronte un tè multivitaminico ai ta...

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Siamo ormai nella settimana dello stronzo genetliaco, il 21 luglio infatti saranno 4 anni esatti dal giorno in cui la Rassegna Stronza è comparsa nel fantastico mondo dell'etera... E' quindi ora di uscire dal letargo, e aprire una nuova stagione! Lo facciamo iniziando da un attesissimo ritorno: Paul_Blau_Vierzig e l'appartamento tedesco son di nuovo tra noi! Non chiediamoci per quanto, ma lasciamo la parola ai suoi racconti da HD... L’Appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca – Limited Edition – Casa dolce casa Dopo un tschüs può esserci un nuovo hallo e allora rieccoci qua in una novella nota di colore su un qualcosa di immaginifico. È stato tempo che l’Appartamento tedesco trovasse disperatamente un suo erede per un periodo senza inizio e fine, così per svago o responsabilità oppure per dormire e mangiare. Qui nel verde e cantieroso Neuenheimer Feld si è fatto la muffa e anche di più e altro, non si è più idonei a vivere in un campus ...

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La settimana dei saluti E così un altro anno è passato. Che mesto finale. Il Cagliari è in B, il Tonara è rimasto in Promozione. Gli Allegri sogni di triplete si sono scontrati contro un Barcellona di tutt’altra tempra e livello. I nobili sogni di una nazionale alla riscossa si scontrano con i soliti problemi di una federazione tonta e debole, e a Conte, solo un anno fa santo subito e profeta del calcio mondiale, tocca ingoiare in agghiacciante silenzio. Quanta mestizia. Per il mio Cagliari che non ci ha creduto quando era tempo di crederci e ora si avvia spaesato per un ciclo del tutto nuovo. Salutato il capitano, abbiamo un allenatore nuovo e tante partenze, insomma il nostro cucciolo di presidente “tagliategli la testa” per ora ci regala solo quel che già avevamo. Io, personalmente, avrei voluto che restasse Festa, che meritava l’occasione che il Cagliari non gli ha mai lasciato giocare fino in fondo. Ma cosa vuoi, prendere un allenatore, fargli firmare un contratto trienna...

Stiletto Sport - Il calcio visto dai Tacchi a spillo

La domenica del cuoricino spezzato che esulta Ci vuole cuore per giocare a calcio, ci vuole cuore per amarlo, seguirlo, tifarlo. Ci vuol cuore perché il sangue arrivi presto a tutti i muscoli per farli scattare veloci, ci vuole cuore per ossigenare il cervello e lasciargli decidere in una frazione di secondo se è meglio un colpo di tacco, di piatto o di collo del piede, ci vuole cuore per non prendersi un infarto sugli spalti, o attaccati alla tv, alla radio o al cellulare per carpire qualche preziosa notizia della propria squadra. Serve cuore perché il cervello serve fino a un certo punto per dare tutta questa importanza a una cosa che in reltà non importa per nulla, che è solo un gioco. Ci vuol cuore, e ad avercelo un cuore a volte si spezza, e una parte festeggia e una rimane delusa delusa delusa… ma va bene così, ed è pure divertente, se si sa vincere e perdere, così. Quando io ero bambina (anche se nell’81, quando sono nata, il Cagliari era in serie A, al sesto posto in c...

La scuola buona di una prof a tempo perso - by Red

Ci sto pensando tanto alla buona scuola in questi giorni. Un po’ perché è tema all’ordine del giorno, un po’ perché un anno fa di questi tempi mi accingevo ad affrontare una delle esperienze di vita e lavoro più intense ed appaganti della mia vita: stavo per conoscere i miei ragazzi. Sì, perché è così, diventano nostri, i ragazzi: arrivi lì, fai una supplenza di due giorni, una settimana, un mese… e decine di occhi e sorrisi ti si scolpiscono indelebili nell’anima. Perché noi supplenti con tutte le nostre graduatorie saremo anche un problema tra i più spinosi e urgenti da sopprimere della scuola, ma in fondo siamo brave persone e ai ragazzi vogliamo bene, anche troppo! Erano particolari i miei ragazzi, o forse no. Erano ragazzi antichi, ragazzi di frontiera. Ragazzi che alle superiori faticavano a leggere, a scrivere, a esprimersi in italiano, con tutti i problemi di apprendimento possibili e immaginabili, con tutte le povertà possibili e immaginabili. Alcuni di loro arrivavano a ...

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La settimana dell’ode al giorno felice Oggi lasciate che sia felice Io e basta Con o senza tutti Esser felice con l’erba e la sabbia Con l’aria e con la terra esser felice (Pablo Neruda)                                                                                                                          Premessa. Sono rimasta un poco indietro, chiedo venia, e ho tralasciato settimane in cui è successo di tutto. Lo strike di sconfitte per il Cagliari e, all’apice dello psicodramma, le dimissioni di Zeman. La cavalcata del Tonara verso i playoff. Il Parma che vince contro la Signora. La Signora che conquista le semifinali di Champions, Allegri che gongola e Conte ...

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La domenica in Reds Rossi c’è, Rossi c’è, Rossi c’è!!!!! Non gioca a calcio? E a me che mi importa? Ma l’avete visto? Un’opera d’arte. Valentino Rossi, l’unico anziano di Italia. Tutti giovani tranne lui: pensate che a trentasei anni torna a vincere! Trentasei, mica cinquanta come i giovani politici, quarantacinque come i giovani architetti, quarantotto come i giovani registi, no: trentasei!!! Lui a trentasei anni cammina ancora senza il bastone, sale sulla moto senza aiuto e la guida da togliere il fiato. Lo toglie a tutti tranne che a lui, nonostante l’età! Vince e diverte, stupisce e non si sa perché, visto che con questa le sue vittorie son solo 109. Però è vero che stupisce, perché ogni gara è unica, se la corre lui. Si, sono di parte, terribilmente di parte da diciannove anni. Me lo sento affine, il ragazzo. Per il suo nome, il suo cognome in Reds e per la sua ostinata follia. Tutti in piedi sul divano, perché i/le Valentin* Ross* non l* fermerà mai nessuno! Olè! Ma V...