lunedì 27 aprile 2015

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

La settimana dell’ode al giorno felice

Oggi lasciate che sia felice
Io e basta
Con o senza tutti
Esser felice con l’erba e la sabbia
Con l’aria e con la terra
esser felice
(Pablo Neruda)
                                                                                                                       
Premessa.
Sono rimasta un poco indietro, chiedo venia, e ho tralasciato settimane in cui è successo di tutto. Lo strike di sconfitte per il Cagliari e, all’apice dello psicodramma, le dimissioni di Zeman. La cavalcata del Tonara verso i playoff. Il Parma che vince contro la Signora. La Signora che conquista le semifinali di Champions, Allegri che gongola e Conte che rosica. Un sacco di cose rilevanti, insomma, e io non ve le ho raccontate. Giurin giuretto, non perché il Cagliari continuava a perdere (già ve ne ho raccontata una o due, di sconfitte!) ma proprio perché non son riuscita: a volte il blocco dello scrittore prende anche le migliori blogger! Avrei volentieri rimediato con un lungo antefatto e riassunto delle puntate precedenti, ma domenica è stata così piena di meravigliosi e interessanti spunti… e allora no, lasciamo perdere! Oggi lasciatemi esser felice!

FESTA FESTA FESTA CON NARDINI, MAURO MAURO MAURO VALENTINI, ENZO ENZO ENZO FRANCESCOLI, ALE’ ALE’ ALE’ CLAUDIO RANIERI!!!
Che succede? Un deja vu? Chi è quel signore seduto in panchina?
È cussu piccioccheddu de Pauli, eja, cussu cun s’oghixeddu scidu scidu! Eh, d’has biu sicuramente, gioghende a sa Marmora… eja, est’issu! No dhu scisi? D’ha pigau, Orrù! Boh, nara chi scidi giogai? Ma bah, chi d’ha pigau poitta no costada nudda, chi fia gioghendi in sa Fersulcis! E itt’è sa Fersulcis? Boh…A mimmi mi paridi chi est’unu paccu!*
E invece Festa non fu "unu paccu", mancu po’ brulla, ma un perno imprescindibile di quella squadra meravigliosa che illuminò la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta con una cavalcata dalla C alla A, e poi Uefa, e riportò il Cagliari e i Casteddai a sognare. Poi fu venduto all’Inter, a far panchina, in prestito alla Roma, e gira gira in Inghilterra. Tornò a Cagliari con Zola, in B, e il Cagliari salì con una festa che erano anni che non se ne vedevano così. Una stagione e poi via, ché c’è chi gioca perché senza giocare non sa stare, alla Nuorese e poi al Tavolara, di nuovo in serie D, come alla Fersulcis, per finire la carriera da calciatore.
E adesso, chi è quel ragazzo in panchina? Ragazzo, vabbé, non esageriamo! È lì per retrocedere, mischino! Che l’ha preso perché non costava nulla, cosa credi? Anche adesso, come allora, di Festa si dice così, cosa vuoi che faccia? È stato un calciatore, un terzino, mica un campione, non sarà lui a cambiare le cose!
E un po’ è vero, forse è sempre stato vero… però, non è merito dei presidenti, sia chiaro, non diamo buona fede a chi non ne ha (almeno finché non lo dimostra, e Giulini per dimostrarlo deve prima prendersi via Dante per tutta la sua lunghezza), ma quando arriva Festa, saranno coincidenze oppure no, il Cagliari sogna. E dopo tre mesi, o quarantadue anni, dipende dai punti di vista, vince!
Clamoroso all’Artemio Franchi, il Cagliari Calcio dopo 43 anni torna a vincere a Firenze! Vincere… asfaltati li abbiamo! Ma che fatica! Io seguo la partita dal secondo tempo e, trovando il Cagliari in vantaggio, non ho il coraggio di accendere la radio. Invece continuo ad ascoltare la stessa musica da ballu tundu, che, lo sento, porta fortuna. E mi attacco al cellulare in cerca di aggiornamenti (che un lampo gli scenda alla Tim, che prendeva da schifo). Al decimo minuto del secondo tempo sono a casa e trovo Violet che ascolta la cronaca su Radiolina con gli auricolari. È fatta, io non la sentirò, ma seguirò la cronaca di Vittorio Sanna dallo sguardo e dalle aggraziate parole di sorrema mia, Violet, che come riesce a mantenere la gentilezza lei quando ascolta la partita, io non riuscirò mai, nemmeno quando vedo su youtube spezzoni di partite di vent’anni fa. Dita incrociate e occhi a Violet, al quindicesimo Cop raddoppia, siglando una bella doppietta. Poi arriva Gilardino e segna. Gli piovono così tante mazzine in testa che è un miracolo come sia ancora in piedi. E da lì in poi si soffre. Non che il Cagliari si sia perso o stia giocando male, ma la Viola è reattiva e un goal di scarto non ci basta: ci hanno fregato troppe volte all’ultimo, porca miseria, porca miseria, porca miseria! E poi quanto possono durare gli ultimi venti minuti di una partita? Quanto possono durare venti minuti con le dita incrociate ad ascoltare la cronaca della cronaca mezzo seduta e mezzo in ginocchio sul letto? Minchia, durano moltissimo, ve lo assicuro! Si rischia e si rischia e si rischia, finché chiamano cinque minuti di recupero. Canto per farli passare. Passa il primo e passa il secondo. Comando ai giocatori, come se sentissero, di tenere il possesso di quella cavolo di palla come fossero rugbisti. Ma loro fanno di meglio: Farias si gira tutta la Fiorentina e sotto porta si accende un toscanello. Violet sussurra gol, con inaudita chiccheria, io, con inaudita grezzaggine balzo in piedi e salto, salto, salto gridando: siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!! I due minuti restanti volano, tre fischi. Firenze… bella Firenze! L’ho detto dalla prima volta che l’ho vista che è la città giusta per sognare!
Ora, che le cugurre non festeggino, non si ringalluzziscano, non dicano niente, o se la vedranno con la mia piccozza di fiducia, ché portano sfiga! A festeggiare lasciate noi sognatori convinti, che esultiamo ad ogni partita e la classifica non la ricordiamo mai. Lasciateci in pace, lasciateci esser felici, non disturbate il nostro giorno di Festa, a noi ex ragazzi della Marmora contenti come bambini piccoli! Comunque, meno male che con gli anni si è tolto i capelli, come li aveva da calciatore non si potevano vedere!
Questo è l’epilogo della giornata, non mi chiederete mica di parlarvi della vittoria del Napoli, vero?
Ma ci son stati anche altri trionfi, in questa giornata di outsider e di derby.
Iniziamo dal meno importante, il derby della Mole! Oh, ci son colpi!!! Sassi sul pullman della Juventus, una bomba carta sulla curva del Torino. Cose pessime. Ma in campo va in scena il miracolo: dopo vent’anni Torino è granata! Capolavoro del mister Ventura, rosicamento sommo di Allegri… concedetemi grasse risate di fronte alla festa per lo scudetto rimandata. Tanto i gobbi dormono sereni, viste le pessime figure di Roma e Lazio!
E adesso passiamo al derby quello serio, quello che qui si è seguito con più interesse e apprensione: il derby di Barbagia! Si gioca Tonara – Aritzo. I nostri diavoletti di Barbagia, conquistati i playoff, cercano il miglior finale di stagione possibile per sognare in grande, ma in grande davvero, un traguardo che qualche anno fa non avrebbero neanche pensato. L’Aritzo si gioca la speranza di restare in Promozione. È un po’ come Cagliari – Torres di qualche anno fa, in C, l’anno che c’era Ranieri in panchina e Festa a tranciare le tibie avversarie di troppo. E come allora non c’è storia. Vola il Tonara, vola come i suoi sogni, vola come i campioncini che escono da suo vivaio e che sognano di arrivare in serie A come Marco Sau. Vola perché ci crede e perché la Barbagia è rossonera da un sacco di derby, e così deve restare. Vola perché è bello volare, e a noi piace volare con loro. 3-0, Rocco Moccia, Antonio Pili e Salvatore Floris. E avanti ragazzi belli, verso un sogno che non chiamo per nome solo perché la regola numero uno del tifoso è: Schhhhhh!!! Silenzio!
E poi ora che sto chiudendo sta già per arrivare la prossima giornata, e chissà cosa succederà, non ci voglio pensare!
Ma oggi, dai, oggi lasciatemi esser felice!

* Traduzione per i non sardi, o non campidanesi, o non parlanti in limba (vergogna!):
 E’ quel ragazzino di Monserrato, si, quello con lo sguardo sveglio sveglio! Eh, l’hai visto sicuramente giocare alla Marmora (la scuola media statale di Monserrato), si, è lui! Non lo sai? L’ha preso Orrù! Dici che sa giocare? Ma va, che l’ha preso solo perché non costa niente! Ma se stava giocando nella Fersulcis! E cos’è la Fersulcis? Mah, a me sembra che è un bidone!
 

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